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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; crisi</title>
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		<title>Macri, sconfitto e senza rotta con un’Argentina in fiamme</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Aug 2019 23:59:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caduta dei salari, una svalutazione enorme, negozi chiusi nell'attesa di un dollaro stabile, il presidente argentino Mauricio Macri affronta oggi una delle sue peggiori tappe, a quattro mesi dalla fine della sua gestione. Tutto è accaduto in appena una settimana, il Macri che segnalava con ottimismo che tutto stava migliorando e ratificava che il “cambiamento” -in riferimento alla sua coalizione politica - era la cosa migliore, già non c’è più. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11078" alt="Macri-2-580x330" src="/files/2019/08/Macri-2-580x330.jpg" width="580" height="330" />Caduta dei salari, una svalutazione enorme, negozi chiusi nell&#8217;attesa di un dollaro stabile, il presidente argentino Mauricio Macri affronta oggi una delle sue peggiori tappe, a quattro mesi dalla fine della sua gestione.  </strong></p>
<p>Tutto è accaduto in appena una settimana, il Macri che segnalava con ottimismo che tutto stava migliorando e ratificava che il “cambiamento” -in riferimento alla sua coalizione politica &#8211; era la cosa migliore, già non c’è più.</p>
<p>Lo stesso che il giorno delle primarie di domenica ha detto che queste elezioni avrebbero definito i prossimi 30 anni, sta vivendo in questi giorni uno dei momenti più tesi e complicati del suo governo.</p>
<p>Mentre gli specialisti segnalano che non trova la rotta, il mandatario cerca in tutti i modi di fermare la corrida cambiaria che tiene in tensione da tre giorni questo paese, dopo l&#8217;esplosione del biglietto verde che un&#8217;altra volta affonda la moneta argentina.</p>
<p>Ieri il mandatario ha chiesto scusa in un messaggio alla nazione per le dichiarazioni che ha offerto lunedì, un giorno dopo avere ricevuto un colpo elettorale che complica sempre di più la sua rielezione, e che abbia dato la colpa alla proposta popolare che dirigono Alberto e Cristina Fernandez, i suoi principali rivali.</p>
<p>Inoltre, ha annunciato un palliativo di misure che include il congelamento delle tariffe dei combustibili per 90 giorni, un incremento del salario minimo ed aumento di alcuni piani sociali, ma con cifre che, benché addolciscano qualcosa, rimangono molto basse rispetto all’impatto che ha sofferto la moneta nazionale.</p>
<p>D’accordo con gli specialisti, la svalutazione della moneta nazionale ha un impatto negativo molto più profondo del pacchetto di misure di contenimento che ha proposto il mandatario, che tenta di smuovere il più possibile il timoniere affinché la barca non affondi.</p>
<p>Nell&#8217;Argentina di questa prima quindicina di agosto, senza schema di prezzi in tutti i settori, oggi in processo di accomodamento e nell&#8217;attesa di che il mercato migliori, realmente l&#8217;effetto di quello che succede nel paese si sente già, ma si sentirà ancora di più la settimana prossima con gli aumenti in quasi tutti i servizi.</p>
<p>Ieri, lo stesso Macri ha perfino chiamato per telefono il suo principale rivale nelle urne per tentare di calmare le acque nei mercati e lo stesso presidente ha segnalato in un messaggio che l&#8217;aspirante presidenziale per il “Frente de Todos” ha detto che è disposto a collaborare.</p>
<p>“Si è dimostrato con l’intenzione di cercare di portare tranquillità ai mercati rispetto ai rischi di un&#8217;eventuale alternanza nel potere e ci metteremo d&#8217;accordo per mantenere una linea aperta tra noi due”, ha detto Macri.</p>
<p>Lo stesso Fernandez ha ratificato che è disposto ad aiutare in tutto ciò che che possa, ma ha anche sottolineato che il mandatario è Macri e la soluzione è nelle sue mani.</p>
<p>Mentre nel Governo revisionano i conti una ed un&#8217;altra volta e prendono misure, i ministri della Produzione, Dante Sica, e dei Trasporti, Guillermo Dietrich confidano che il dollaro si calmerà questo fine settimana.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: El Mundo</p>
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		<title>Grecia sotto il terrorismo dell&#8217;UE</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2015 00:06:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alexis Tsipras]]></category>
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		<description><![CDATA[Nel 2009 esplose uno scandalo enorme quando si seppe che il debito ed il deficit pubblico greci erano molto maggiori di quello che per anni, consigliato dall'influente banca di investimento statunitense Goldman Sachs(GS), aveva informato all'Unione Europea(UE) il governo neoliberale del partito Nuova Democrazia. Curiosamente, Mario Draghi, presidente fino all'attualità della Banca Centrale  Europea (BCE) aveva lasciato in data vicina la vicepresidenza europea di quell'entità finanziaria. Non conosceva questo signore questo colossale maneggio fraudolento in un tema tanto strategico della sua area di competenza?  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8761" alt="" src="/files/2015/07/Grecia-Unión-Europea.png" width="580" height="330" />Nel 2009 esplose uno scandalo enorme quando si seppe che il debito ed il deficit pubblico greci erano molto maggiori di quello che per anni, consigliato dall&#8217;influente banca di investimento statunitense Goldman Sachs(GS), aveva informato all&#8217;Unione Europea(UE) il governo neoliberale del partito Nuova Democrazia. Curiosamente, Mario Draghi, presidente fino all&#8217;attualità della Banca Centrale  Europea (BCE) aveva lasciato in data vicina la vicepresidenza europea di quell&#8217;entità finanziaria. Non conosceva questo signore questo colossale maneggio fraudolento in un tema tanto strategico della sua area di competenza? </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I titoli di debito di Atene sono stati dichiarati spazzatura dal genocida qualificatore di rischio. La Troika (Commissione Europea, BCE e FMI), per suppostamente aiutare il paese in difficoltà ad uscire dall&#8217;indebitamento, ha ordinato una delle più feroci operazioni di saccheggio di una nazione. Pagare con alti interessi l&#8217;astronomico debito e deficit pubblici accumulati, tradotto nella diminuzione dei salari e pensioni, soppressione di diritti sociali, privatizzazioni alla Yeltsin ed aumento considerabile di imposte per quelli più poveri, non i ricchi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Risultato: dal primo piano di riscatto applicato nel 2010, il debito pubblico greco lontano da diminuire, è aumentato. Se nel 2009 ascendeva al 126% del PIL, attualmente è aumentato vertiginosamente fino al 180% (circa 317 mille milioni di euro) dopo i ritagli della spesa pubblica implementati, i maggiori in un paese europeo in settanta anni. Il PIL è caduto un 25%, la disoccupazione è la più alta dell&#8217;Europa e la disoccupazione giovanile raggiunge un livello da brivido, il 60%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non è chiaro quale sarà la conclusione del teso e drammatico momento che affronta il governo del primo ministro della Grecia, Alexis Tsipras, coi saccheggiatori dell&#8217;UE. È impossibile calcolare, quando scrivo queste linee, l&#8217;impatto che possa avere sul risultato del referendum del 5 luglio la feroce campagna di terrore mediatico puntata contro i greci fatta dagli abominevoli e mediocri leader dell&#8217;UE. Secondo loro, un “no” nel referendum equivarrebbe all&#8217;uscita automatica della Grecia dall&#8217;Unione Europea (UE) e dall&#8217;euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma economisti molto celebri, tra loro il Nobel Paul Krugman e Joseph Stiglitz, affermano che per la Grecia l&#8217;opzione più favorevole sarebbe precisamente l&#8217;uscita dall&#8217;UE ed il ritorno alla dracma, perché le sue esportazioni ed il settore turistico si vedrebbero beneficati per la svalutazione della moneta nazionale davanti all&#8217;euro ed il paese ellenico riprenderebbe la crescita economica in circa due anni. Invece, se rimane dentro l’euro, ci si può aspettare solo una recessione senza fine, nuovi ritagli ed imposte ed un aumento maggiore del debito coi creditori.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia, benché Syriza abbia un piano B, Tsipras ha assicurato sempre che la sua intenzione è rimanere nell&#8217;UE e sottolineatura che l&#8217;obiettivo del referendum è che i greci votino “no”, cioè, che respingano l&#8217;ultima e draconiana proposta dei creditori, affinché il giorno dopo, fortificata la sua posizione come negoziatore da questo avallo democratico, continuare il dialogo con l&#8217;Eurogruppo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;UE, divenuta una coalizione di docili amanuensi della banca, specialmente della tedesca e dell&#8217;impresentabile FMI, non solo tentò di ostacolare il trionfo elettorale di Syriza ma gli dichiarò soprattutto una guerra oscura quando arrivò al governo, quando si rese conto che Tsipras non perse un minuto nell’iniziare il compimento delle sue promesse della campagna elettorale, che includevano un progetto di crescita economica ed una giusta ridistribuzione della ricchezza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Benché l&#8217;affanno di lucro facile dei banchieri sia sempre di più insaziabile oggigiorno, quello che cerca principalmente l&#8217;UE in Grecia non è riscuotere nessun debito bensì abbattere il governo di Tsipras con l&#8217;espediente dell&#8217;asfissia economica. Lo considerano un cattivo esempio, sommamente pericoloso in una zona economica i cui paesi del sud stanno essendo sottomessi senza pietà a crescenti ritagli della spesa pubblica. Quale è l&#8217;aspetto dell&#8217;ultima proposta di Tsipras a cui gli spaventati creditori privati e governi dell&#8217;UE si oppongono più chiaramente affinché non si applichi?  L&#8217;imposizione di imposte ai più ricchi invece di continuare a spogliare la maggioranza dei greci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il referendum tanto discusso è la misura più democratica che poteva prendere un governante degno e rispettoso dell&#8217;opinione dei suoi compatrioti. Ma nell&#8217;UE governa la dittatura del capitale finanziario e quello che Tsipras tenta è che lo facciano i popoli. La vera democrazia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Angel Guerra Cabrera</p>
<p>preso da La Jornada</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Alexis Tsipras: Per la sovranità e la dignità del nostro popolo</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Jun 2015 00:19:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi momenti critici dobbiamo tutti ricordare che l’Europa è la casa comune dei suoi popoli. Che in Europa non ci sono padroni e ospiti. Grecia è e rimarrà una parte imprescindibile dell’Europa, e l’Europa è parte imprescindibile della Grecia. Tuttavia un’Europa senza democrazia sarà un’Europa senza identità e senza bussola.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8741" alt="" src="/files/2015/06/tsipras-entrevista.jpg" width="600" height="400" />Discorso integro del primo ministro greco annunciando il referendum davanti al ricatto dei creditori</p>
<p>“<strong>Compatrioti greci,</strong><br />
<strong>da sei mesi il governo greco conduce una battaglia in condizioni di asfissia economica mai vista, con l’obiettivo di applicare il vostro mandato del 25 gennaio a trattare con i partner europei, per porre fine all’austerity e far tornare il nostro paese al benessere e alla giustizia sociale. Per un accordo che possa essere durevole, e rispetti sia la democrazia che le comuni regole europee e che ci conduca a una definitiva uscita dalla crisi.</strong></p>
<p>In tutto questo periodo di trattative ci è stato chiesto di applicare gli accordi di memorandum presi dai governi precedenti, malgrado il fatto che questi stessi siano stati condannati in modo categorico dal popolo greco alle ultime elezioni. Ma neanche per un momento abbiamo pensato di soccombere, di tradire la vostra fiducia.</p>
<p>Dopo cinque mesi di trattative molto dure, i nostri partner, sfortunatamente, nell’eurogruppo dell’altro ieri hanno consegnato una proposta di ultimatum indirizzata alla Repubblica ed al popolo greco. Un ultimatum che è contrario, non rispetta i principi costitutivi e i valori dell’Europa, i valori del nostro progetto comune europeo. È stato chiesto al governo greco di accettare una proposta che carica nuovi e insopportabili pesi sul popolo greco e minaccia la ripresa della società e dell’economia, non solo mantenendo l’insicurezza generale, ma anche aumentando in modo smisurato le disuguaglianze sociali.</p>
<p>La proposta delle istituzioni comprende misure che prevedono una ulteriore deregolamentazione del mercato del lavoro, tagli alle pensioni, nuove diminuzioni dei salari del settore pubblico e anche l’aumento dell’IVA per i generi alimentari, per il settore della ristorazione e del turismo, e nello stesso tempo propone l’abolizione degli alleggerimenti fiscali per le isole della Grecia.</p>
<p>Queste misure violano in modo diretto le conquiste comuni europee e i diritti fondamentali al lavoro, all’eguaglianza e alla dignità; e sono la prova che l’obiettivo di qualcuno dei nostri partner delle istituzioni non era un accordo durevole e fruttuoso per tutte le parti ma l’umiliazione di tutto il popolo greco.</p>
<p>Queste proposte mettono in evidenza l’attaccamento del Fondo Monetario Internazionale a una politica di austerity dura e vessatoria, e rendono più che mai attuale il bisogno che le leadership europee siano all’altezza della situazione e prendano delle iniziative che pongano finalmente fine alla crisi greca del debito pubblico, una crisi che tocca anche altri paesi europei minacciando lo stesso futuro dell’unità europea.</p>
<p>Compatrioti greci,</p>
<p>in questo momento pesa su di noi una responsabilità storica davanti alle lotte ed ai sacrifici del popolo greco per garantire la Democrazia e la sovranità nazionale, una responsabilità davanti al futuro del nostro paese. E questa responsabilità ci obbliga a  rispondere all’ultimatum secondo la volontà sovrana del popolo greco.</p>
<p>Poche ore fa si è tenuto il Consiglio dei Ministri al quale avevo proposto un referendum perché sia il popolo greco sovrano a decidere. La mia proposta è stata accettata all’unanimità.</p>
<p>Domani si terrà l’assemblea plenaria del parlamento per deliberare sulla proposta del Consiglio dei Ministri riguardo la realizzazione di un referendum domenica 5 luglio che abbia come oggetto l’accettazione o il rifiuto della proposta delle istituzioni.</p>
<p>Ho già reso nota questa nostra decisione al presidente francese, alla cancelliera tedesca e al presidente della Banca Europea, e domani con una mia lettera chiederò ai leader dell’Unione Europea e delle istituzioni un prolungamento di pochi giorni del programma per permettere al popolo greco di decidere libero da costrizioni e ricatti come è previsto dalla Costituzione del nostro paese e dalla tradizione democratica dell’Europa.</p>
<p>Compatrioti greci,</p>
<p>a questo ultimatum ricattatorio che ci propone di accettare una severa e umiliante austerity senza fine e senza prospettiva di ripresa sociale ed economica, vi chiedo di rispondere in modo sovrano e con fierezza, come insegna la storia dei greci. All’autoritarismo e al dispotismo dell’austerity persecutoria rispondiamo con democrazia, sangue freddo e determinazione.</p>
<p>Grecia è il paese che ha fatto nascere la democrazia, e perciò deve dare una risposta vibrante di Democrazia alla comunità europea e internazionale.</p>
<p>E prendo io personalmente l’impegno di rispettare il risultato di questa vostra scelta democratica qualsiasi esso sia.</p>
<p>E sono del tutto sicuro che la vostra scelta farà onore alla storia della nostra patria e manderà un messaggio di dignità a tutto il mondo.</p>
<p>In questi momenti critici dobbiamo tutti ricordare che l’Europa è la casa comune dei suoi popoli. Che in Europa non ci sono padroni e ospiti. Grecia è e rimarrà una parte imprescindibile dell’Europa, e l’Europa è parte imprescindibile della Grecia. Tuttavia un’Europa senza democrazia sarà un’Europa senza identità e senza bussola.</p>
<p>Vi chiamo tutti e tutte con spirito di concordia nazionale, unità e sangue freddo a prendere le decisioni di cui siamo degni. Per noi, per le generazioni che seguiranno, per la storia dei greci.</p>
<p>Per la sovranità e la dignità del nostro popolo”.</p>
<p>di Alexis Tsipras</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>“Ci vorranno delle decadi” per risanare il sistema finanziario, dice il nuovo Nobel di Economia</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Oct 2013 18:16:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Nobel]]></category>

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		<description><![CDATA[L'economista statunitense Rober J. Shiller che insieme ai suoi compatrioti Eugene F. Fama e Lars Peter Hansen è stato premiato col Nobel dell’Economia 2013, ha segnalato che l'attuale crisi riflette gli errori del sistema finanziario e ci vorranno “decadi” per risolverli. “La crisi finanziaria riflette gli errori e le imperfezioni del nostro sistema finanziario”, ha indicato Shiller in un breve intervento telefonico durante la conferenza stampa nella quale è stato annunciato il nome dei vincitori del premio.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_7186" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7186" src="/files/2013/10/Rober-J.-Shiller.jpg" alt="Rober J.Shiller, uno dei premi Nobel 2013 per l'Economia" width="300" height="194" /><p class="wp-caption-text">Rober J.Shiller, uno dei premi Nobel 2013 per l&#039;Economia</p></div>
<p>L&#8217;economista statunitense Rober J. Shiller che insieme ai suoi compatrioti Eugene F. Fama e Lars Peter Hansen è stato premiato col Nobel dell’Economia 2013, ha segnalato che l&#8217;attuale crisi riflette gli errori del sistema finanziario e ci vorranno “decadi” per risolverli. </strong></p>
<p>“La crisi finanziaria riflette gli errori e le imperfezioni del nostro sistema finanziario”, ha indicato Shiller in un breve intervento telefonico durante la conferenza stampa nella quale è stato annunciato il nome dei vincitori del premio.</p>
<p>“Stiamo già lavorando per correggere questi errori, ma ci vorranno decadi”, ha aggiunto, benché ricordasse che “ci sono state crisi finanziarie molte volte durante la storia ed abbiamo imparato da loro.”</p>
<p>Shiller, nato nel 1949 a Detroit, e che attualmente impartisce classi nell&#8217;Università di Yale, ha detto di avere ricevuto l&#8217;annuncio del premio con “incredulità”, benché abbia riconosciuto che molte persone nel suo ambiente gli avevano parlato di questa possibilità.</p>
<p>“NON ME L&#8217;ASPETTAVO”</p>
<p>“Avevo un mucchio di gente intorno a me che mi parlava della possibilità, ma non me l&#8217;aspettavo”, ha aggiunto l&#8217;economista, che ha sottolineato il carattere “affascinante” e l&#8217;importanza dell&#8217;Economia, oltre alla sua “felicità” per il riconoscimento ad una teoria che include elementi “controversi”, ma anche strumenti per la società e che deve servire per lo sviluppo del resto di attività dell&#8217;essere umano.</p>
<p>La decisione del comitato del premio Nobel di concedere il premio del 2013 agli accademici statunitensi Rober J. Shiller, Eugene F. Fama e Lars Peter Hansen, incide sulla tendenza di questo premio, oggi molto lontana dal lascito originale di Alfred Nobel, poiché dalla sua prima edizione nel 1969 esiste un opprimente dominio degli USA.</p>
<p>Con informazioni de El Huffington Post</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Vicepresidente degli USA ignora come il governo aiuterà a Detroit</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2013/07/19/vicepresidente-degli-usa-ignora-come-il-governo-aiutera-detroit/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Jul 2013 00:54:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Detroit]]></category>
		<category><![CDATA[fallimento]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Valutando la situazione sulla chiamata “città del motore” in un incontro con i giornalisti, Biden ha risposto alla domanda “si può aiutare Detroit?”, con “noi non lo sappiamo”. Le autorità di questa città hanno confermato ieri la notizia del fallimento e rimane ora nelle mani della Giustizia sentenziare a favore o contro il sollecito di amministrazione controllata dell'ingrossato debito locale. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-6853" src="/files/2013/07/detroit_copia.jpg" alt="" width="300" height="233" />Il vicepresidente degli Stati Uniti, Joseph Biden, ha detto oggi che ignora come il governo potrà aiutare Detroit, la città più grande del Michigan che si è dichiarata in bancarotta giovedì, presso una corte federale. </strong></p>
<p>Valutando la situazione sulla chiamata “città del motore” in un incontro con i giornalisti, Biden ha risposto alla domanda “si può aiutare Detroit?”, con “noi non lo sappiamo”. Le autorità di questa città hanno confermato ieri la notizia del fallimento e rimane ora nelle mani della Giustizia sentenziare a favore o contro il sollecito di amministrazione controllata dell&#8217;ingrossato debito locale.</p>
<p>Dopo l&#8217;annuncio, la Casa Bianca ha affermato che seguiva da vicino quello che sta accadendo sul posto ed espresse il compromesso del governo di Barack Obama di continuare la forte associazione con Detroit, mentre cerca di rimettersi e rivitalizzare il suo status come una delle grandi città degli Stati Uniti, ha segnalato Amy Brundage, una portavoce.</p>
<p>In altri tempi culla dell&#8217;industria automotrice statunitense, Detroit ha un debito che è di circa 18 mila 500 milioni di dollari, nel suo attuale scenario concreta il maggiore fallimento municipale nella storia del paese.</p>
<p>Secondo il governatore del Michigan, il repubblicano Rick Snyder, il fallimento della città può essere l&#8217;occasione per terminare davvero con sessanta anni di decadenza.</p>
<p>Una città di un milione 800 mila abitanti nel 1950, ora è la casa di sole 700 mila persone, con decine di migliaia di edifici abbandonati, lotti vuoti e vie senza luce, ha riportato in un reportage il quotidiano The New York Times.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Lula critica la politica anticrisi dei paesi ricchi</title>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2012 22:27:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Lula]]></category>
		<category><![CDATA[paesi sviluppati]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ex mandatario è stato ricevuto con un'ovazione dai dirigenti ed imprenditori presenti ad un seminario realizzato in Rio de Janeiro, nella sede dell'organismo di stimolo del Brasile, la Banca Nazionale di Sviluppo Economico e Sociale (BNDES), alla quale è arrivato appoggiato ad un bastone.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4251" src="/files/2012/05/lula.jpg" alt="" width="300" height="250" />L&#8217;ex mandatario è stato ricevuto con un&#8217;ovazione dai dirigenti ed imprenditori presenti ad un seminario realizzato in Rio de Janeiro, nella sede dell&#8217;organismo di stimolo del Brasile, la Banca Nazionale di Sviluppo Economico e Sociale (BNDES), alla quale è arrivato appoggiato ad un bastone. </strong></p>
<p>Nel suo discorso di 20 minuti, Lula ha sostenuto che la strategia eletta dai paesi della zona dell&#8217;euro per fare fronte alla crisi è un errore.</p>
<p>“I paesi sviluppati reagiscono sempre allo stesso modo alle crisi: con misure d’austerità per i lavoratori e ripartizione di benefici per il sistema finanziario che ha causato la crisi… c&#8217;è paura a regolare il sistema finanziario, e continuano a punire le vittime della crisi”, ha affermato.</p>
<p>Inoltre, il politico socialista, che ha governato il Brasile tra il 2003 ed il 2010, ha sostenuto che il resto del mondo non deve seguire l&#8217;esempio dei paesi sviluppati, ed ha difeso le politiche capaci di assicurare la crescita economica, la distribuzione del reddito ed il combattimento della povertà: “È ora di mostrare audacia”, ha enfatizzato.</p>
<p>L&#8217;ex mandatario ha assicurato che vede con ottimismo le prospettive economiche del Brasile che, a suo giudizio, “è preparato per trasformarsi in una delle maggiori potenze del mondo.”</p>
<p>“E non parliamo solo di PIL (prodotto interno lordo), ma di distribuzione del reddito, e della possibilità di realizzare scambi commerciali con paesi di tutto il mondo, non solo con gli Stati Uniti e l’Europa, come prima”, ha concluso.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Ora, tocca a te</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Apr 2012 00:31:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Olanda]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Chi ha detto che ci sarebbero isolotti intoccabili in Europa? Non possono esserci, se i 27 Stati dell'Unione, nell'idea integratrice partono dall'accettazione di incatenare tra loro le economie, benché con evidenti asimmetrie, dal momento che alcuni membri sembrano andare avanti con vantaggio ed altri, in svantaggio, sono quelli che soffrono di più la crisi.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-4182" src="/files/2012/04/crisis_europa.jpg" alt="" width="300" height="248" />I Paesi Bassi, fino ad ora, una delle economie più stabili d&#8217;Europa ha appena visto la caduta del suo governo come conseguenza del peso della crisi e dei ritagli ed affronta un aumento di persone che vivono al limite della sopravvivenza</em>. (Fonte: BBC)<br />
<span style="color: #ff0000">Guglielmo</span> Tell</p>
<p><strong>Chi ha detto che ci sarebbero isolotti intoccabili in Europa? Non possono esserci, se i 27 Stati dell&#8217;Unione, nell&#8217;idea integratrice partono dall&#8217;accettazione di incatenare tra loro le economie, benché con evidenti asimmetrie, dal momento che alcuni membri sembrano andare avanti con vantaggio ed altri, in svantaggio, sono quelli che soffrono di più la crisi. </strong></p>
<p>Ma ora è il caso che tocca a tutti, alcuni dopo gli altri, come tessere di domino in fila, cadere negli artigli della recessione e gli ingrossati deficit preventivi, figli legittimi dello stesso sistema capitalista irrazionale.</p>
<p>Il collasso del governo di Mark Rutte che cercava ritagliare US$21.000 milioni per raggiungere l&#8217;obiettivo di deficit del 3% imposto dall&#8217;Unione Europea, ha mostrato il volto nascosto di certi Paesi Bassi d’apparenza prospera e stabile. Lì ci sono circa 60 mila persone che dipendono dalle mense sociali per alimentarsi perché i salari sono diventati troppo stretti, una disoccupazione che colpisce già un 6% della popolazione, il livello più alto in sei anni, ed il commercio di prodotti e servizi depresso.</p>
<p>Ora tocca a te, Olanda.</p>
<p>scritto da Hugo Rius</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Eduardo Galeano: “Il 15-m è una pura vitamina di speranza”</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 23:29:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Eduardo Galeano]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano ha affermato oggi che il movimento 15-m è una “pura vitamina di speranza” perché è una prova che “tutto può cambiare”, che “non siamo condannati a vivere nella dittatura universale più pericolosa, quella dei padroni delle finanze.”  
Galeano (Montevideo-1940) ha fatto questa notte queste riflessioni nel Museo di Cadice in “I cenacoli della Pepa”, un ciclo organizzato dal Consorzio per la Commemorazione del Bicentenario della Costituzione del 1812, la prima costituzione democratica spagnola. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_1904" style="width: 282px" class="wp-caption alignleft"><img src="/files/2011/10/Eduardo-Galeano.jpg" alt="Eduardo Galeano" width="282" height="250" class="size-full wp-image-1904" /><p class="wp-caption-text">Eduardo Galeano</p></div><strong>Lo scrittore uruguaiano Eduardo Galeano ha affermato oggi che il movimento 15-m è una “pura vitamina di speranza” perché è una prova che “tutto può cambiare”, che “non siamo condannati a vivere nella dittatura universale più pericolosa, quella dei padroni delle finanze.”  </strong></p>
<p>Galeano (Montevideo-1940) ha fatto questa notte queste riflessioni nel Museo di Cadice in “I cenacoli della Pepa”, un ciclo organizzato dal Consorzio per la Commemorazione del Bicentenario della Costituzione del 1812, la prima costituzione democratica spagnola.  </p>
<p>In un intervento che ha intitolato “L&#8217;arcobaleno terrestre”, l&#8217;autore di “Le vene aperte dell&#8217;America Latina” ha spiegato che la promulgazione della Pepa, come è conosciuta questa costituzione che inspirò duecento anni fa alcuni movimenti indipendentisti ibero-americani, fu una prova che “la bella energia della libertà è come un fiume sotterraneo che appare e sparisce nei momenti della storia.”  </p>
<p>“Ed ora questo fiume sotterraneo” è tornato a risorgere col movimento 15-m, qualcosa che è “un notizia molto buona per il mondo” perché “l&#8217;indignazione alimenta la libertà”, ha detto Galeano.  </p>
<p>Lo scrittore uruguaiano che visse la nascita del 15-m alla Porta del Sole di Madrid, ha sottolineato che questo movimento si è diffuso per tutto il mondo perché l&#8217;indignazione “ha una salute molto forte”.  </p>
<p>“Magari continui vivo”, ha desiderato lo scrittore per osservare che nel mondo “ci sono molte strade da aprire” e che il 15-m dimostra che “l&#8217;arcobaleno terrestre ha altri colori nascosti che vogliono illuminare il cammino.”  </p>
<p>Nel suo intervento, Eduardo Galeano ha recitato parte del suo nuovo libro, “I figli dei giorni” che sarà pubblicato agli inizi del prossimo anno e che includerà 366 brevi racconti, uno per ogni giorno di un anno bisestile.  </p>
<p>Ognuno di questi serve per mettere l&#8217;accento sulle incongruenze di un mondo che ha riscattato i banchieri dall&#8217;attuale crisi “con un capitale col quale si potrebbe dare da mangiare, con il dessert incluso, a tutti gli affamati del mondo da qui all&#8217;eternità”.   </p>
<p>Un mondo che non ha messo in carcere “né un solo banchiere” e nemmeno “i maghi di Wall Street che rubarono milioni di case ed impieghi”, mentre solo negli Stati Uniti durante il 2010 “450.000 immigranti illegali sono stati imprigionati.”  </p>
<p>Galeano ha spiegato che il mondo investe “ogni minuto 3 milioni di dollari in spese militari, quando ogni minuto muoiono quindici bambini per fame o malattie curabili”, ed ha criticato le tradizioni e le paure che “hanno mutilato la nostra capacità di osservarci”.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu </p>
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