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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; conversazioni</title>
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		<title>Nuova politica verso Cuba seguirà a dispetto delle differenze, Jacobson</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jan 2015 00:15:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La segretaria assistente di Stato per Temi dell'Emisfero Occidentale, Roberta Jacobson, ha detto che i passi per ristabilire le relazioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e Cuba proseguiranno nonostante le profonde differenze tra entrambe le nazioni. Jacobson ha aggiunto che per lei è un onore essere la prima funzionaria di questo livello in varie decadi nel visitare l'isola caraibica ed inoltre presiedere la delegazione nordamericana ai dialoghi sulla ripresa dei nessi diplomatici e sullo stabilimento di ambasciate nelle due capitali.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8357" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8357" alt="Roberta Jacobson" src="/files/2015/01/ronda02.jpg" width="580" height="382" /><p class="wp-caption-text">Roberta Jacobson</p></div>
<p><strong>La segretaria assistente di Stato per Temi dell&#8217;Emisfero Occidentale, Roberta Jacobson, ha detto che i passi per ristabilire le relazioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e Cuba proseguiranno nonostante le profonde differenze tra entrambe le nazioni.  </strong></p>
<p>Jacobson ha aggiunto che per lei è un onore essere la prima funzionaria di questo livello in varie decadi nel visitare l&#8217;isola caraibica ed inoltre presiedere la delegazione nordamericana ai dialoghi sulla ripresa dei nessi diplomatici e sullo stabilimento di ambasciate nelle due capitali.</p>
<p>Tuttavia, ha ricordato che questo sarà un processo molto lungo e complesso che è cominciato ieri con la realizzazione di discussioni intense con la parte cubana che è stata condotta dalla Direttrice Generale degli Stati Uniti nella cancelleria cubana, Josefina Vidal Ferreiro.</p>
<p>Funzionari del governo cubano hanno ricordato negli ultimi giorni che il principale scoglio in questo nuovo corso nella dinamica del vincolo tra L&#8217;Avana e Washington è il bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dalla Casa Bianca a Cuba da più di mezzo secolo.</p>
<p>Per Jacobson questi recenti contatti a L&#8217;Avana sono stati i primi passi per l&#8217;obiettivo di ristabilire queste relazioni a livello di ambasciate, dopo più di 50 anni di implementazione di una politica che è considerata un fallimento da parte di Washington.</p>
<p>Inoltre, ha riconosciuto che l&#8217;obiettivo del governo nordamericano verso Cuba continua ad essere lo stesso, trasformare la nazione caraibica, dare potere alla società civile ed ottenere che il governo cubano prenda misure più concordi con gli interessi di Washington nel tema dei diritti umani.</p>
<p>La politica anteriore di isolamento non ha ottenuto questi scopi, ha ricordato la funzionaria statunitense, e benché abbiamo profonde differenze col governo cubano sui diritti umani ed altri temi, proseguiamo verso la normalizzazione dei vincoli bilaterali.</p>
<p>Sulla permanenza di Cuba nella lista dei paesi che auspicano il terrorismo secondo la Casa Bianca, Jacobson ha ricordato che il presidente Barack Obama ha detto il mese scorso al Dipartimento di Stato di rivedere la probabile esclusione della nazione caraibica da questa relazione, qualificata da L&#8217;Avana come unilaterale, politicamente motivata e spuria.</p>
<p>Delegazioni di Cuba e gli Stati Uniti hanno terminato questo giovedì due giorni di conversazioni ufficiali in questa capitale, durante le quali hanno abbordato temi come l&#8217;emigrazione illegale ed il corso verso il ristabilimento delle relazioni diplomatiche.</p>
<p>Le negoziazioni, nel Palazzo delle Convenzioni della capitale, hanno avuto come basi la volontà espressa al riguardo dei presidenti di entrambe le nazioni il 17 dicembre scorso.</p>
<p>Entrambe le delegazioni sono state d&#8217;accordo nel definire positivi, costruttivi e flessibili questi scambi.</p>
<p>Come era previsto, il 21 gennaio si è realizzata il 28° gruppo di conversazioni migratorie tra Cuba e gli Stati Uniti, nella quale la rappresentazione statunitense è stata presieduta dal sottosegretario assistente dell&#8217;Ufficio per Temi dell&#8217;Emisfero Occidentale del Dipartimento di Stato, Edward Alex Lee.</p>
<p>Da parte sua, la Direttrice Generale degli Stati Uniti della cancelleria cubana, che ha presieduto la rappresentazione dell&#8217;isola caraibica, ha enfatizzato che la Legge di Aggiustamento Cubano e la politica dei piedi asciutti-piedi bagnati conferiscono benefici esclusivi ai cubani e sono i principali stimoli all&#8217;emigrazione illegale verso il paese settentrionale.</p>
<p>Il 22 gennaio si sono realizzate le conversazioni sul processo per ristabilire i nessi diplomatici e le ambasciate nelle rispettive capitali, sulla base del rispetto alla Lettera delle Nazioni Unite ed altri strumenti del diritto internazionale, secondo le due parti.</p>
<p>Allo stesso tempo, in un comunicato di stampa pubblicato ieri, Cuba espresse serie preoccupazioni per la mancanza di garanzie e di protezione ai diritti umani negli Stati Uniti, in questione alla persistente illegalità delle detenzioni nel carcere della base navale nordamericana in Guantanamo.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>foto: Ismael Francisco</p>
<p>traduzione di ida Garberi</p>
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		<title>Comunicato stampa di Cuba alla conclusione della riunione sui temi bilaterali e di cooperazione</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jan 2015 01:35:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 22 gennaio 2015, le delegazioni degli Stati Uniti e di Cuba, presiedute, rispettivamente, dalla segretaria assistente per i Temi dell'Emisfero Occidentale del Dipartimento di Stato, Roberta S. Jacobson, e dalla direttrice generale degli Stati Uniti del Ministero di Relazioni Estere, Josefina Vidal Ferreiro, hanno sostenuto scambi su alcuni temi bilaterali, includendo aree di cooperazione in temi di interesse mutuo. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8355" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8355" alt="Josefina Vidal" src="/files/2015/01/ronda03.jpg" width="580" height="457" /><p class="wp-caption-text">Josefina Vidal</p></div>
<p><span style="color: #ff0000">COMUNICATO STAMPA DELLA DELEGAZIONE CUBANA NELLE CONVERSAZIONI SU TEMI BILATERALI E DI COOPERAZIONE CON GLI STATI UNITI. L&#8217;AVANA, 22 GENNAIO 2015  </span></p>
<p>Il 22 gennaio 2015, le delegazioni degli Stati Uniti e di Cuba, presiedute, rispettivamente, dalla segretaria assistente per i Temi dell&#8217;Emisfero Occidentale del Dipartimento di Stato, Roberta S. Jacobson, e dalla direttrice generale degli Stati Uniti del Ministero di Relazioni Estere, Josefina Vidal Ferreiro, hanno sostenuto scambi su alcuni temi bilaterali, includendo aree di cooperazione in temi di interesse mutuo.</p>
<p>Le delegazioni hanno passato in rivista lo stato della cooperazione in vari temi, come la sicurezza aerea e dell&#8217;aviazione, e la risposta alle fughe degli idrocarburi. Hanno anche identificato altre aree nelle quali esistono potenzialità per stabilire o ampliare la cooperazione bilaterale, come il confronto al narcotraffico, al terrorismo ed alle epidemie. Su questo ultimo, la parte cubana ha proposto sostenere un incontro per definire le modalità di cooperazione, in vista di affrontare in maniera effettiva ed efficace il virus dell&#8217;Ebola.</p>
<p>La delegazione di Cuba ha ricordato la disposizione delle nostre autorità di sviluppare scambi con le sue controparti statunitensi sul monitoraggio sismico, aree marine protette ed idrografia, oltre a partecipare ad investigazioni congiunte su specie marine.</p>
<p>Inoltre, ha proposto di stabilire collaborazione scientifica in un gruppo di aree come la protezione dell&#8217;ecosistema, la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico e la prevenzione dei disastri naturali.</p>
<p>I rappresentanti di Cuba hanno dimostrato la disposizione di discutere la delimitazione della Dona Orientale nel Golfo del Messico e si sono trattati i prossimi passi per l&#8217;implementazione di un Piano Pilota per stabilire il servizio di posta diretto tra i due paesi.</p>
<p>Abbordandosi temi nei quali entrambi i paesi hanno differenti concezioni, la delegazione cubana ha espresso serie preoccupazioni per la garanzia e protezione dei diritti umani negli Stati Uniti. Ha enfatizzato la persistente illegalità delle detenzioni nella Base Navale di Guantanamo ed i riconosciuti atti di tortura che lì si commettono contro i prigionieri; e la brutalità e l&#8217;abuso della polizia, sempre di più allarmanti, come nei fatti successi recentemente a Ferguson e New York, che evidenziano l&#8217;incremento del razzismo e la discriminazione razziale.</p>
<p>Allo stesso modo, ha ricordato il modello razziale differenziato in questo paese nell&#8217;esecuzione della pena di morte, che si applica maggiormente agli afro-americani, latini, integranti di altre minoranze, malati e minorenni. Inoltre, hanno manifestato preoccupazione per la disuguaglianza salariale negli Stati Uniti, dove le donne percepiscono il 25% in meno di salario che gli uomini facendo lo stesso lavoro, come per il lavoro infantile e le limitazioni all&#8217;esercizio delle libertà sindacali e di negoziazione collettiva, tra le altre situazioni.</p>
<p>La parte cubana ha proposto di sostenere un dialogo rispettoso nel futuro e su basi di reciprocità per questa materia, a partire dalle esperienze positive raggiunte a Cuba nel raggiungimento dei diritti umani e della nostra contribuzione al miglioramento di questi diritti in molti paesi del mondo.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>foto: Ismael Francisco</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Incontro Migratorio Cuba-USA: Comunicato stampa della delegazione cubana</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jan 2015 01:16:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 21 gennaio 2015, si è realizzato un nuovo incontro con conversazioni migratorie tra delegazioni degli Stati Uniti e di Cuba, presiedute, rispettivamente, dal sottosegretario assistente per i Temi dell'Emisfero Occidentale del Dipartimento di Stato, Edward Alex Lee, e dalla direttrice generale degli Stati Uniti del Ministero di Relazioni Esteriori, Josefina Vidal Ferreiro.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8351" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8351" alt="Josefina Vidal" src="/files/2015/01/bre01.jpg" width="580" height="391" /><p class="wp-caption-text">Josefina Vidal</p></div>
<p><strong>Il 21 gennaio 2015, si è realizzato un nuovo incontro con conversazioni migratorie tra delegazioni degli Stati Uniti e di Cuba, presiedute, rispettivamente, dal sottosegretario assistente per i Temi dell&#8217;Emisfero Occidentale del Dipartimento di Stato, Edward Alex Lee, e dalla direttrice generale degli Stati Uniti del Ministero di Relazioni Esteriori, Josefina Vidal Ferreiro.</strong></p>
<p>Nella riunione che si è sviluppata in un ambiente costruttivo, si sono valutati diversi aspetti delle relazioni migratorie, includendo il compimento degli accordi vigenti, l&#8217;emissione di visti per emigranti e visite temporanee, ed i risultati delle azioni intraprese da entrambe le parti per affrontare l&#8217;emigrazione illegale, il contrabbando di persone e la frode di documenti.</p>
<p>La delegazione di Cuba ha espresso soddisfazione per la recente realizzazione di un incontro tecnico tra il Servizio di Guardacoste degli USA e delle Truppe di Guardacoste di Cuba, per conversare su misure che contribuiscano ad un&#8217;implementazione più efficace degli Accordi Migratori e dei Procedimenti di Ricerca e Salvataggio, adottati tra i due paesi.</p>
<p>Davanti alla permanenza della politica dei “piedi asciutti-piedi bagnati” e della Legge di Aggiustamento Cubano, la delegazione cubana ha ripetuto la sua preoccupazione per essere ancora vigente, fatto che oltre ad attentare alla lettera ed allo spirito degli Accordi Migratori, continua ad essere lo stimolo principale all&#8217;emigrazione illegale, al traffico di emigranti ed alle entrate irregolari negli Stati Uniti da paesi terzi, di cittadini cubani che viaggiano legalmente all&#8217;estero.</p>
<p>I rappresentanti cubani hanno ricordato la loro profonda preoccupazione per la situazione che affronta la Sezione di Interessi di Cuba a Washington ed, in questione, il suo ufficio consolare, che come risultato del bloqueo, da quasi un anno è senza servizi bancari, fatto che provoca gravi problemi ai servizi che deve prestare ai cubani residenti negli Stati Uniti ed ai cittadini nordamericani interessati a visitare Cuba.</p>
<p>La delegazione di Cuba ha riaffermato la sua disposizione a mantenere queste conversazioni.</p>
<p>preso da CubaMiNREX</p>
<p>foto di Ismael Francisco</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>David affronta la sfida: deve essere più astuto di Golia</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2015 01:28:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rileggendo nella collezione Lettera con filo il discorso di quel giorno, risulta che Carlos Rafael ci parla della necessità del rigore nella formazione scientifica, della trascendenza che ha per il socialismo la capacità di esaminare criticamente le proprie idee e le tradizioni culturali in cui siamo cresciuti. Fermo in questo stesso luogo, il vecchio comunista si metteva a posto i suoi grossi occhiali ed indagava sulla capacità che abbiamo, ognuno di noi, di vederci non solo come cittadini appartenenti ad una nazione, bensì come esseri umani vincolati agli altri esseri umani da lacci di riconoscimento ed inquietudine mutua.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8348" alt="" src="/files/2015/01/david-golia.jpg" width="580" height="470" />Discorso a nome dei Premiati dalla Commissione Nazionale dei Gradi Scientifici, del Ministero di Educazione Superiore di Cuba</strong></p>
<p>“Ringrazio la Commissione Nazionale dei Gradi Scientifici per l&#8217;onore che mi fa scegliendomi tra i premiati per offrire queste brevi parole a nome di tutti, e confesso che non riesco a superare la sorpresa. Ho avuto molte volte responsabilità professionali come giornalista ed investigatrice, ma mai come questa, che oltre alla responsabilità del compito da svolgere, si unisce il peso delle colonne di questa Aula Magna, tanto imponente nella sua bellezza, tanto opprimente nei nostri ricordi.</p>
<p>La prima volta che sono venuta qui è stato per ascoltare il dottore Carlos Rafael Rodriguez 30 anni fa. Vi giuro che non capii quello che disse. E non credo che sia stato per la mia giovane età e per la mia ignoranza. La ragione, sicuramente, è perché il suo messaggio era scritto in un codice che si può leggere oggi ed è arrivato adesso in nostro aiuto. Rileggendo nella collezione Lettera con filo il discorso di quel giorno, risulta che Carlos Rafael ci parla della necessità del rigore nella formazione scientifica, della trascendenza che ha per il socialismo la capacità di esaminare criticamente le proprie idee e le tradizioni culturali in cui siamo cresciuti. Fermo in questo stesso luogo, il vecchio comunista si metteva a posto i suoi grossi occhiali ed indagava sulla capacità che abbiamo, ognuno di noi, di vederci non solo come cittadini appartenenti ad una nazione, bensì come esseri umani vincolati agli altri esseri umani da lacci di riconoscimento ed inquietudine mutua.</p>
<p>E se fosse poco, c&#8217;esige:</p>
<p>“Di fronte a quello che c&#8217;imputano i nostri avversari, ripudiamo come opposta al socialismo la comunità degli automi, amministrati dalla propaganda o dall&#8217;imposizione, e patrociniamo per la sua antitesi: l&#8217;uomo pieno, delineato nel Manifesto Comunista. Quando domandavano a Carlo Marx, quale era il suo precetto favorito, replicò: ‘De omnibus dubitandum &#8216; (Dubitare di tutto), non predicava lo scetticismo come norma, bensì ci faceva vedere che il dubbio metodico, formula incompleta del razionalismo cartesiano, è una parte inseparabile del razionalismo materialista che ci guida; che una fede cieca ed ignorante è l&#8217;antipode del marxismo chiarificatore.”</p>
<p>Non so che cosa pensano i miei compagni, ma io non avrei potuto dire nulla di meglio per questa occasione come voce collettiva che deve rispondere alla domanda che cosa può aspettarsi Cuba dai suoi dottori; domanda che non merita essere risposta solo con una frase ovvia: appoggiare la trasformazione di una società equa che offra spazi per la solidarietà, per l&#8217;uguaglianza, per l&#8217;inclusione, per la partecipazione effettiva e per la sostenibilità.</p>
<p>La prospettiva scientista e tecnocratica che immagina la scienza come una condizione necessaria e sufficiente per trattare i temi umani, non può essere oggi niente di più che quell&#8217;atto di crudele dogmatismo del quale ci parlava Carlos Rafael. Se qualcosa abbiamo imparato nell&#8217;investigazione è che le soluzioni ai problemi di un&#8217;organizzazione o di un paese non sono né nelle teorie asettiche, slegate dai dilemmi sociali, né nelle messe a fuoco magiche che abbandonano alla tecnologia la salvazione delle nostre anime.</p>
<p>Questo però non significa che la ricerca di un sapere obiettivo che ci permetta di capire ed arrivare a consensi, al di là della soggettività, su aspetti rilevanti dell&#8217;universo naturale e sociale, sia un&#8217;attività secondaria. Non è certo che siamo entrati nell&#8217;era della conoscenza. Siamo entrati nell&#8217;era dell&#8217;apprendistato. Dove incomincia ad abbozzarsi una risposta che non deve finire in un cassetto, da qui comincia, in realtà, il cambiamento. Come dice l&#8217;investigatore Pedro Urra, fondatore di Infomed, non si possono dirimere i problemi delle società complesse del mondo attuale solo con il buonsenso. Sono necessarie, come mai prima, la scienza e l&#8217;etica. Una scienza che faccia parte del cuore della nostra cultura e, benché il suo potere possa essere utilizzato solo per preservare interessi dominanti di classe o di genere, può invece essere impiegata per alleviare la sofferenza umana e promuovere una prospettiva liberatrice.</p>
<p>In realtà abbiamo la certezza che sarà impossibile costruire una società più ugualitaria ed un futuro più promettente dando le spalle alla conoscenza ed ai compromessi razionali della scienza. Ed, inoltre, quella società che sogniamo sarà impossibile senza i giovani. Chi ha 30 anni di meno per affacciarsi per la prima volta a questa Aula Magna? Chi osa negare che viviamo un momento privilegiato per quelli che soffrono “la passione della conoscenza”, della quale più di una volta ci parlò Fidel in questa stessa Università? Oggi sappiamo più di astronomia che Tolomeo o Kepler, di fisica che Newton -e perfino di Einstein -, di medicina più di Ippocrate, di chimica più di Lavoisier. Abbiamo nei nostri laboratori pietre che vengono dalla Luna. Le sonde esplorano i pianeti vicini e la settimana scorsa un astronauta replicò nello spazio una chiave inglese con una stampante 3D. La nostra misura dell&#8217;universo è più esatta di quella di Copernico, e dialoghiamo con le stelle fuori dall&#8217;orbita terrestre. Nonostante quello che non sappiamo e quello che non c&#8217;immaginiamo che non sappiamo, possiamo dire che le conoscenze che abbiamo sono maggiori che quelle che avevano i greci, o quelle che si avevano due secoli o due anni fa.</p>
<p>Se la pensiamo così, non possiamo fare altro che domandarci come siamo arrivati dai Sette Saggi della Grecia fino alla nostra realtà contemporanea, passando inoltre per Felix Varela, per Finlay, per Martì, per Mella, per Ruben, per Fidel. Tutto questo ha evidentemente la pista di un&#8217;avventura incomparabile: è la storia dello sforzo intellettuale dell&#8217;uomo per comprendere il mondo nel quale gli è toccato vivere, e per trasformarlo. E là andiamo, ma non in un modo qualsiasi. Il Dottore Agustin Lage lo disse in modo insuperabile: “La scienza è un compito sociale: la fanno le collettività umane attraverso determinati individui, non all&#8217;inverso” (come ancora alcuni la descrivono, certamente). Lottiamo e studiamo a Cuba affinché sia così, affinché quello che si fa in comune si goda in comune, e per essere cittadini del mondo senza mai smettere di essere cubani.</p>
<p>Per terminare, compagni, non voglio dimenticare alcune notizie recenti. Il 17 dicembre Washington ha messo sul tavolo il suo nuovo consenso su Cuba. Si è impadronito dei guanti di seta, ma la sentenza di morte dell&#8217;Isola si mantiene vigente, e ciò obbliga David ad essere più astuto che mai di fronte a Golia; e l&#8217;università, ad essere più rigorosa, compromessa, emancipata e più antidogmatica che mai.</p>
<p>Con questo spirito, mi permetto di terminare questo discorso con un’allerta: quella che ha affermato un intellettuale cubano, tesoro delle Lettere e delle Scienze Sociali e delle Umanistiche di questo paese, che ho intervistato varie volte come giornalista, ed al quale sono ritornata molte volte di più come investigatrice, Cintio Vitier. Dice Cintio nel suo libro Resistenza e libertà, e con questo finisco:</p>
<p>“Questo inizio di secolo ripropone, molto aggravato ed a modo suo, la problematica del 98: l&#8217;imperialismo allora nascente è oggi egemonico, l&#8217;indipendentismo allora schiacciato è oggi irriducibile, l&#8217;eterno riformismo cerca di ritornare con i suoi privilegi e l&#8217;annessionismo con le sue prepotenze”.</p>
<p>di Rosa Miriam Elizalde</p>
<p>fonte: Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cuba va alle conversazioni con uno spirito costruttivo, anticipa fonte della Cancelleria</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2015 01:18:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cuba va a queste conversazioni con un spirito costruttivo, di dialogo, di rispetto, senza diminuzione della sua sovranità, ha detto un importante funzionario della Cancelleria cubana a proposito delle conversazioni tra l'Isola e gli Stati Uniti che cominciano domani a L'Avana.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8331" alt="" src="/files/2015/01/cuba-estados-unidos-bloqueo.jpg" width="300" height="250" />Cuba va a queste conversazioni con un spirito costruttivo, di dialogo, di rispetto, senza diminuzione della sua sovranità, ha detto un importante funzionario della Cancelleria cubana a proposito delle conversazioni tra l&#8217;Isola e gli Stati Uniti che cominciano domani a L&#8217;Avana.  </strong></p>
<p>Il funzionario, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha affermato che la parte cubana esporrà la sua “preoccupazione per la Legge di Aggiustamento Cubano e la politica ‘piedi asciutti, piedi bagnati &#8216;, principale stimolo all&#8217;emigrazione illegale dall&#8217;Isola”, durante il XXVIII Turno di Conversazioni Migratorie tra Cuba e gli USA.</p>
<p>La riunione si realizzerà a L&#8217;Avana questo mercoledì in mattinata e l&#8217;Isola porta nella sua agenda “respingere la politica vigente di concedere benefici ai professionisti ed ai tecnici della salute in paesi terzi affinché abbandonino il loro lavoro”, norma stabilita nel 2006 dall&#8217;amministrazione di George W. Bush.</p>
<p>Inoltre, spera che queste conversazioni sul tema migratorio “siano uno spazio per parlare della cooperazione bilaterale per il combattimento all&#8217;emigrazione illegale”, ha detto il funzionario in dichiarazioni alle quali ha avuto accesso Cubadebate. “Cuba esprimerà la sua disposizione ad incrementare questa cooperazione”, ha aggiunto.</p>
<p>Il giovedì in mattinata è prevista la Riunione sul ristabilimento delle relazioni diplomatiche che sarà presieduta dalla Segretaria assistente per Temi dell&#8217;Emisfero Occidentale del Dipartimento di Stato, Roberta Jacobson, e per la parte cubana dalla direttrice generale degli Stati Uniti della Cancelleria cubana, Josefina Vidal.</p>
<p>“Cuba reitererà la sua disposizione di continuare sostenendo col governo degli USA un dialogo rispettoso, basato nell&#8217;uguaglianza sovrana e la reciprocità, senza diminuzione dell&#8217;indipendenza nazionale e l&#8217;autodeterminazione del popolo cubano”, reiterò il funzionario, che ha commentato che durante questo incontro si tratteranno le basi e gli strumenti giuridici in cui si dovrà sostenere il processo di ristabilimento delle relazioni, guidato dai modelli stabiliti nelle Convenzioni di Vienna su scambi diplomatici e consolari.</p>
<p>“Cuba enfatizzerà che il ristabilimento di relazioni diplomatiche e l&#8217;apertura di ambasciate in entrambe le capitali dovranno basarsi sui principi del diritto internazionale, vidimati nella Lettera delle Nazioni Unite, e nelle Convenzioni di Vienna”, e ricordò che entrambi i paesi sono firmatari di questi strumenti giuridici che includono, tra gli altri, il principio della non ingerenza nei temi interni degli Stati.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Relazioni civilizzate</span></p>
<p>“Speriamo di stabilire relazioni civilizzate tra i due paesi che hanno profonde differenze e concezioni differenti su diversi temi, ma che possono convivere riconoscendo e rispettando queste differenze, e contemporaneamente, come vicini che siamo, possiamo identificare aree di interesse mutuo nelle quali possiamo sviluppare la cooperazione in beneficio di entrambi i paesi”, aggiunse.</p>
<p>In questa seconda riunione dedicata al ristabilimento delle relazioni diplomatiche, Cuba abborderà la situazione bancaria che ha la sede dell&#8217;Isola negli Stati Uniti, senza servizio bancario da quasi un anno. “Pensiamo che per aprire le ambasciate questo è qualcosa che dovrà essere risolto”, ed ha chiamato l&#8217;attenzione sul fatto che è contraddittorio che si aprano le sedi in entrambi i paesi, mentre l&#8217;Isola continua nella Lista degli Stati terroristi.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Temi che bisogna risolvere</span></p>
<p>Ci sono temi che ancora bisogna risolvere per avanzare nella normalizzazione delle relazioni: il sollevamento del bloqueo, e discutere le compensazioni a Cuba per i danni causati all&#8217;applicazione di questa politica per più di 54 anni. Ha menzionato al riguardo la Denuncia del popolo interposta davanti ai tribunali del paese nel 2000, per i costi economici ed umani del bloqueo.</p>
<p>Ha ricordato che “Cuba non sta normalizzando relazioni con gli USA, bensì ristabilendo relazioni diplomatiche con gli USA. La normalizzazione è un processo più lungo e complesso, nel quale devono abbordarsi temi di interesse di entrambe le parti.”</p>
<p><span style="color: #ff0000">Riunione su temi bilaterali</span></p>
<p>Il giovedì nel pomeriggio avrà luogo la riunione per dibattere temi bilaterali, includendo temi insoluti ed aree di cooperazione tra i due paesi -tutti gli incontri si effettueranno nel Palazzo delle Convenzioni, de L&#8217;Avana.</p>
<p>Anche questa riunione sarà diretta da Jacobson e da Vidal, in rappresentazione dei loro rispettivi paesi, ed a giudizio della fonte cubana, alla quale ha avuto accesso Cubadebate, dovrà esserci uno spazio per abbordare le potenzialità della cooperazione bilaterale.</p>
<p>Ha fatto come esempio la cooperazione in confronto all&#8217;immigrazione illegale, interdizione del traffico di droga, evitare o limitare l&#8217;impatto di spargimenti di petrolio, ricerca e salvataggio, casi di incidenti aerei e marittimi, e si è incominciato a dialogare sul monitoraggio di movimenti sismici, tra gli altri.</p>
<p>Ha assicurato che in questa riunione l&#8217;Isola reitererà la proposta che ha già fatto al governo degli USA di “sostenere un dialogo rispettoso e sulle basi reciproche nel tema dei diritti umani.”</p>
<p>Sull&#8217;interesse della parte nordamericana di vincolarsi con la società civile cubana, “diamo loro il benvenuto affinché si riuniscano con alcune delle più di 5000 associazioni ed organizzazioni legalmente riconosciute che conformano una vibrante società civile a Cuba.”</p>
<p>Il funzionario ha concluso che “Cuba va con un spirito costruttivo, per sostenere un dialogo rispettoso basato sull&#8217;uguaglianza sovrana e sulla reciprocità tra i due paesi.”</p>
<p>di Rosa Miriam Elizalde</p>
<p>fonte: Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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