<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; controrivoluzione</title>
	<atom:link href="http://it.cubadebate.cu/tag/controrivoluzione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://it.cubadebate.cu</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Sep 2023 14:48:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>es-ES</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.8.1</generator>
	<item>
		<title>La NED sì ha chi scrive per lei</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2021/01/21/la-ned-si-ha-chi-scrive-per-lei/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2021/01/21/la-ned-si-ha-chi-scrive-per-lei/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2021 22:00:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[controrivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[mass media]]></category>
		<category><![CDATA[NED]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Gabo]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=11852</guid>
		<description><![CDATA[Il Premio Gabo è un prestigioso riconoscimento assegnato al giornalismo iberoamericano. Considerato una delle più alte distinzioni al giornalismo realizzato in lingua spagnola e portoghese; è assegnato ogni anno dalla Fondazione Gabo, entità con sede in Colombia creata nel 1995 da Gabriel García Márquez. La Fondazione è sorta, originariamente, con il nome di Fondazione per il Nuovo Giornalismo Ibero-Americano (FNPI) e sin dai suoi inizi, a partire dalla visione del celebre scrittore e Premio Nobel colombiano, ha avuto come missione elevare il livello giornalistico della regione attraverso seminari, premi, coordinamento di borse di studio ed organizzazione di eventi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11853" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11853" alt="Logo della Fondazione Gabo" src="/files/2021/01/fundación-gabo-580x330.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">Logo della Fondazione Gabo</p></div>
<p><strong>Il Premio Gabo è un prestigioso riconoscimento assegnato al giornalismo iberoamericano. Considerato una delle più alte distinzioni al giornalismo realizzato in lingua spagnola e portoghese; è assegnato ogni anno dalla Fondazione Gabo, entità con sede in Colombia creata nel 1995 da Gabriel García Márquez.</strong></p>
<p>La Fondazione è sorta, originariamente, con il nome di Fondazione per il Nuovo Giornalismo Ibero-Americano (FNPI) e sin dai suoi inizi, a partire dalla visione del celebre scrittore e Premio Nobel colombiano, ha avuto come missione elevare il livello giornalistico della regione attraverso seminari, premi, coordinamento di borse di studio ed organizzazione di eventi.</p>
<p>Il Premio ha avuto la sua prima edizione nel 2014 e da allora ha premiato più di 40 giornalisti di circa 15 paesi. Viene assegnato in quattro categorie: Testo, Immagine, Copertura ed Innovazione. L’importo attuale del premio, consegnato in pesos colombiani, equivale a circa $ 10000 per i vincitori e $ 2300 ai finalisti. La cerimonia in cui vengono annunciati e assegnati i premi si celebra nella città di Medellín, nell’ambito del Festival Gabo, benché quest’anno si realizzerà, in forma virtuale, il prossimo 21 gennaio.</p>
<p>Nei primi giorni di quest’anno la Fondazione ha pubblicato i nominati all’ottavo bando del Premio Gabo, per lavori pubblicati tra il 2019 ed il 2020. Delle 1443 opere giornalistiche pervenute, a partire da una selezione di 58 giornalisti, 40 materiali sono stati nominati in finale davanti ad una giuria di 12 membri, composta da direttori di media, giornalisti di fama internazionale, esperti in comunicazione e membri del Consiglio Direttivo della stessa Fondazione.</p>
<p>Senza dubbio l’alto livello di questi professionisti, nonché la qualità e quantità delle opere presentate, fanno del Premio un punto di riferimento per la regione, ed i suoi vincitori ricevono un riconoscimento che conferisce loro prestigio internazionale. Secondo i suoi organizzatori, la selezione delle opere è stata fatta sulla base della loro “solida ricerca, qualità narrativa e capacità di disturbare il potere ritraendo con profondità, rigorosità ed etica le complesse realtà dell’America Latina”. (1)</p>
<p>Tra le opere nominate per l’edizione di quest’anno si trovano problematiche come il costo dell’accesso alla salute per gli immigrati latini negli USA; il narcotraffico, riciclaggio di denaro ed omicidio di giornalisti in Messico; gli incendi in Amazzonia; la precarietà del lavoro in Brasile; la violenza di genere in El Salvador; il genocidio delle comunità indigene in Guatemala; i pericoli della migrazione illegale dalla Libia alla Spagna attraverso il Mediterraneo; la lotta contro il Covid in Perù; il sovraffollamento e disordini nelle carceri in Paraguay e Colombia; l’estrazione mineraria illegale in Venezuela; ed i maneggi politici della monarchia spagnola.</p>
<p>Richiama l’attenzione trovare in questa edizione, in una così ridotta lista dopo una selezione tra 1443 opere, non una bensì due materiali realizzati da giornalisti cubani. E, naturalmente, chiunque si rallegrerebbe che in un concorso così risonante Cuba sia rappresentata, forse come riconoscimento della qualità del giornalismo cubano. Ma quando si va a vedere chi sono, uno si chiede se sia una casualità che siano, niente meno, che due opere prodotte e pubblicate su media digitali che, recentemente, sono stati designati come destinatari di finanziamento del National Endowment for Democracy (NED), Open Society Foundations, ed altri canali associati, come parte dell’ingerenza USA a Cuba.</p>
<p>Ancor più verificando che i due cubani che hanno ricevuto il premio nelle precedenti edizioni sono, anch’essi, giornalisti associati a questo tipo di finanziamento. Nel 2017 il premio è stato assegnato a Jorge Carrasco di El Estornudo; il premio è stato ritirato dal suo editore Carlos Manuel Álvarez. Il sito web anti-cubano del governo USA, Radio Televisión Martí, li ha immediatamente intervistati ed ha celebrato questo riconoscimento come “una mazzata in faccia alla stampa a Cuba” (2).</p>
<p>El Estornudo è un media digitale che si dichiara apertamente finanziato dalla NED -organizzazione creata dal Congresso USA, durante il governo di Ronald Reagan, secondo il New York Times come copertura della CIA, per operazioni di finanziamento di progetti creati o legati all’Agenzia, che fino ad allora erano realizzati direttamente dalla stessa CIA- ed Open Society, entità finanziaria internazionale vincolata alle operazioni di influenza sociale e destabilizzazione in paesi con governi considerati ostacoli geostrategici da Washington nell’Europa orientale ed America Latina. (3)</p>
<p>Nel 2019, è stata decorata, con lo stesso premio, la cubana Mónica Baró con un lavoro realizzato per il sito Periodismo de Barrio (PdB), prima di passare a lavorare, successivamente, per El Estornudo. La pagina digitale PdB è sorta dell’importo monetario ricevuto dalla sua creatrice, Elaine Díaz, come parte di una borsa di studio assegnatale dall’Università di Harvard nel 2014, nell’ambito dei programmi di “formazione di dirigenti” che -attraverso entità di facciata della CIA apparentemente innocenti- sono stati implementati e finanziati in diverse università degli USA, Europa ed America Latina. Successivamente, la pagina è stata finanziata attraverso la Fondazione Svedese per i Diritti Umani.</p>
<p>Dopo aver creato PdB, Díaz è stata invitata e presentata nell’edizione 2016 del Festival Gabo. Lei ed il suo media sono stati promossi in un’intervista condotta dal sito web della Fondazione. Quello stesso anno Mónica Baró, con un lavoro in PdB, è stata inserita tra i finalisti del Premio. Nel 2017, Baró è stata intervistata dal sito web del concorso “a proposito dell’annuncio del Premio 2018”, benché lei non ne fosse parte, né alcun cubano, affinché parlasse di cosa significa fare giornalismo “indipendente” a Cuba, il che non c’entrava nulla, ma era un modo per mantenerla visibile.</p>
<p>Durante quell’edizione del 2018, Elaine Díaz è stata nuovamente invitata al Festival ad una conferenza come direttrice di PdB. L’anno successivo, 2019, finalmente si sforna il premio per un’opera pubblicata su PdB e scritta da Mónica Baró, che poco prima era andata a lavorare per El Estornudo.</p>
<p>Come nota curiosa dell’interesse e familiarità della Fondazione e del Premio verso i media cosiddetti “indipendenti”, ma con finanziamento estero, in contrasto con lo scarso apprezzamento per i media nazionali cubani e dei giornalisti che vi lavorano, nella scheda da concorrente della Baró si descrive con enfasi la sua carriera in PdB e El Estornudo, mentre una riga menziona, poeticamente, che ha lavorato in “una rivista statale chiamata Bohemia”. Così hanno presentato i redattori -secondo la loro conoscenza del giornalismo cubano- due pagine web create un paio di anni prima, in relazione alla più importante ed antica rivista stampata a Cuba, fondata nel 1908.</p>
<p>In quest’anno 2021 la designazione include il cubano Abraham Jiménez, per un lavoro pubblicato parimenti su El Estornudo. L’altro è un testo pubblicato sul sito digitale YucaByte dai giornalisti Cynthia de la Cantera e Alberto Toppin. Insieme ad altri media digitali, YucaByte è stato recentemente presentato dalla televisione cubana come uno dei media che ricevono finanziamenti da fonti USA.</p>
<p>In tutti i casi, sono media digitali creati e sostenuti come parte di un’operazione a lungo termine implementata, dalla CIA, a Cuba per fabbricare una stampa che, da Internet, generasse contenuto politico deliberatamente tossico nei confronti della Rivoluzione  cubana, sotto la facciata dell’esercizio del giornalismo. L’operazione -rivelata dal lavoro dei servizi di controspionaggio cubani e dell’agente della CIA Raúl Capote, in realtà un agente della Sicurezza di Stato ed autore del libro di memorie ‘Enemigo’- è stata avviata a partire da una riunione tenutosi all’Avana, nel 2004, tra funzionari dell’allora Ufficio Interessi USA (SINA), oggi Ambasciata, ed ufficiali della CIA.</p>
<p>L’utilizzo di premi internazionali come meccanismo di convalida e fabbricazione di prestigio per favorire le figure emerse nell’ambito dell’operazione, sarebbe stata ampiamente praticata con la primo di esse, la blogger Yoani Sánchez ed il suo blog Generación Y, che ha ricevuto numerosi premi come giustificazione di fondi e meccanismo per posizionare il suo nome, nonché per agevolare il suo accesso alle pagine della stampa internazionale. Attualmente Yoani, sebbene screditata e logorata dall’ informazioni che hanno svelato, negli anni, i suoi legami finanziari, mantiene il giornale digitale ’14 y medio’, dedicato alla manipolazione delle notizie, alla propagazione di fake news ed alla propaganda filo USA, con supporto economico dalle stesse fonti.</p>
<p>Un modello che vediamo, chiaramente, nell’uso sistematico del Premio Gabo per la proiezione internazionale della cosiddetta “stampa indipendente” cubana, con la sua falsa indipendenza, realmente sostenuta da quel background finanziario. Lo stesso Carlos Manuel Álvarez, direttore di El Estornudo ha rivelato, in un’intervista, dopo aver ritirato il premio nel 2017, le possibilità di funzionamento del premio come strumento di convalida ed accesso: “Abbiamo la certezza che le cose possono cambiare d’ora in poi, ma molte dipendono da come ci percepiscano”. (4)</p>
<p>Chiunque si chiederebbe come questo sia avvenuto ed in che modo un prestigioso Premio giornalistico, assegnato da un rispettabile ente culturale, abbia potuto cadere in questo. La Fondazione ha ricevuto sostegno finanziario e collaborazione da entità molto diverse, tanto dal governo della Colombia e dal suo Ministero della Cultura che dall’UNESCO e da agenzie di cooperazione internazionale, tra altre di indubbia rispettabilità. Ma, allo stesso tempo, altri attori finanziari e di “lavoro collaborativo” sono stati interessati alla Fondazione Gabo, sembra dall’inizio degli anni 2000, quando portava ancora il nome di Fondazione per il Nuovo Giornalismo Ibero-Americano (FNPI).</p>
<p>Il legame tra la NED e la Fondazione Gabo -avvolta, negli anni, in una ragnatela di organizzazioni di facciata giornalistica e finanziaria legate alla prima che, evidentemente, utilizzano e beneficiano del prestigio della seconda e, per estensione, del nome del suo fondatore- solo potrebbe avere spiegazione a partire da un allontanamento dai valori promossi dalla figura di García Márquez, che è stato corrispondente di Prensa Latina, compagno di lunga data della Rivoluzione cubana ed intimo amico del suo dirigente storico Fidel Castro.</p>
<p>Il ricercatore britannico Michael James Barker, autore di saggi come ‘The Soros Media Empire. The Power of Philantropy to Enginner Concent’ (2008) e ‘Under the Mask of Philantropy’ (2017), dichiarato ammiratore dell’opera di García Márquez ha pubblicato, nel 2008, l’articolo ‘The Democracy Manipulators’ in cui commentava la sua delusione al verificare il percorso che era stato dato al progetto originariamente ideato dal famoso romanziere colombiano:<br />
“La FNPI ha ricevuto il suo primo finanziamento dalla NED nel 2000, quando ha ottenuto 75000 $ per formare giornalisti sugli aspetti tecnici della corrispondenza di guerra e stabilire una rete per proteggere i giornalisti e la libertà di espressione in Colombia. L’anno successivo hanno ottenuto altri 72000 $, dalla NED, per continuare questo lavoro, ed altri 70000 per realizzare una serie di seminari. (…) La Fondazione non occulta il suo finanziamento proveniente dalla NED ed, apertamente, lo include sul suo sito web come alleata per il suo Progetto Antonio Nariño, (volto alla protezione del giornalismo dedicato al conflitto colombiano), presentato nel 2001. La Fondazione include, in quella lista, Reporter Senza Frontiere, e presenta come “organizzazioni associate” l’Associazione di Notizie sui Diritti dell’Infanzia, Observatorio da Imprensa, Istituto Stampa e Società e l’International Center for Journalists. Ho illustrato in diversi articoli come queste ultime due organizzazioni siano strumenti di manipolazione della democrazia che ricevono fondi dalla NED “(5).</p>
<p>Oggi diversi link sul sito fundaciongabo.org che mostravano un qualche collegamento con la NED portano a contenuti rimossi dalla stessa ed offrono come risultato “Pagina non trovata”. Ma la directory ‘Alleati Storici della Fondazione’, che lo stesso sito offre, contiene un ampio elenco di collaboratori, che -oltre ad enti rispettabili e riconosciuti a livello internazionale- include non solo l’ambasciata USA a Bogotá ma anche varie organizzazioni e media digitali i cui legami con la NED ed Open Society sono stati esposti e pubblicamente noti. È il caso del forum Distintas Latitudes, del quotidiano digitale salvadoregno El Faro, del Knight Center per il Giornalismo nelle Americhe dell’Università del Texas ad Austin, del Committee to Protect Journalists (CPJ), della Fondazione per la Libertà di Stampa (FLIP) , Fondazione Konrad Adenauer, Global Forum for Media Development, International Center for Journalists, l’ Istituto della Stampa e Società (IPYS), tra altri…. e s’intende, nella lunga lista compaiono le stesse National Endowment for Democracy (NED) e Open Society Foundations.</p>
<p>Nel caso dell’Istituto Stampa e Società (IPYS), questo è un nome ben noto nel nostro paese. L’Unione dei Giornalisti Cubani (UPEC) ha denunciato in una dichiarazione, promossa su Twitter dal Presidente Miguel Díaz-Canel, il 12 ottobre 2019, che questa organizzazione ha effettuato telefonate e inviato messaggi di testo a vari dei suoi giornalisti membri per informarli di essere stati selezionati per un concorso di cronache, organizzato da detto Istituto, al quale non avevano partecipato.</p>
<p>La lista di lavori e giornalisti cubani promossa dalla manovra dell’IPYS mescolava, deliberatamente, nomi di giornalisti del sistema dei media pubblici con media finanziati dagli USA: “L’UPEC ha basi politiche ed etiche molto chiare; nel suo seno ospita molteplici opinioni, ma non siamo in comunicazione né con la NED, né con l’OSA, né con Open Society di Soros, funzionali alle strategie del governo USA per soffocare il nostro paese“. (6)</p>
<p>Secondo l’annuncio della Fondazione Gabo: “Nessuno degli alleati, associati e sponsor interviene nella regolamentazione, annuncio e gestione del Premio”, e magari fosse così.</p>
<p>Per quanto riguarda i lavori cubani nominati quest’anno, le loro storie e tematiche avrebbero potuto essere perfettamente affrontati, e dovrebbe essere così, dai giornalisti in uno dei media del sistema di stampa pubblica a Cuba: Uno, la storia di una donna nera transessuale che supera un duro passato di violenza familiare, discriminazione e marginalità per ottenere di realizzarsi come artista, come persona capace ed utile alla società nonostante gli enormi ostacoli che ha dovuto superare e convertirsi, lei stessa, in attivista per i diritti della comunità LGBTI ed organizzatrice di attività a favore dei bambini di una località disagiata della capitale cubana.</p>
<p>L’altra, una mostra sul nocivo impatto sulla salute che produce, negli abitanti di Moa, la contaminazione ambientale causata dall’estrazione industriale di nichel. Realtà profonde della società cubana che è essenziale affrontare. Entrambi dimostrano che il cosiddetto “giornalismo alternativo”, che il finanziamento USA cerca di attuare a Cuba, consiste nel cercare di occupare i vuoti che gli consentono temi scarsamente trattati dalla stampa istituzionale.</p>
<p>Ma in questo caso, la diversità di complessità di un paese come Cuba, con 11 milioni di abitanti, rimane piuttosto ridotta di fronte alla visione del concorso giornalistico colombiano: Il lavoro premiato nel 2017 riguardava una persona trans nera. Il vincitore, nel 2019, trattava su un insediamento abitativo colpito dalla contaminazione da piombo lasciata da industrie che vi operavano. I candidati di quest’anno, ancora una volta, una storia trans nera e un’altra sull’inquinamento ambientale. Sicuramente la selezione delle opere cubane da nominare e premiare, al di là della validità dei racconti, è caduta in una monotonia tematica. Benché ancora meno monotona rispetto alla ricorrente apparizione del denaro dalla NED e della Open Society.</p>
<p>Al risultare premiato qualcuno dei candidati cubani questo testo avrebbe potuto essere intitolato “Cronaca di un premio annunciato”. Per ora è meglio “La NED sì ha chi scrive per lei“, e sembrerebbe essere chi lo premia. Oltre a ciò ci rimane il giornalismo che Gabriel García Márquez ci ha lasciato in eredità, e non perdere la speranza che una Fondazione ed un Premio che portano il suo nome possano liberarsi dalla rete in cui si sono intrappolate e possano onorare il valore universale di quell’eredità.</p>
<p>1. Premi Gabo: questi sono i 40 candidati all’edizione 2020. Infobae. 7 gennaio 2021.</p>
<p>2. Premio Gabo è una mazzata in faccia per la stampa a Cuba, dice il vincitore. Radio televisione Martí. 1 ottobre 2017.</p>
<p>3. A quien pueda interesar: Nuestra ruta del dinero. El Estornudo. Mayo 13, 2020.</p>
<p>4. El Estornudo y su Cuba de la calle. La Prensa. Octubre 5, 2017.</p>
<p>5. The Democracy Manipulators. ZNET. Abril 26,2008.</p>
<p>6. Dichiarazione dell’Unione dei Giornalisti di Cuba: Né la NED, né Soros, né la OSA. Granma. Ottobre 12, 2019.</p>
<p>di : Javier Gómez Sánchez</p>
<p>da Cubadebate/ Cubainformazione</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
<p>foto: Linkedin</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2021/01/21/la-ned-si-ha-chi-scrive-per-lei/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vivere senza avere prezzo ed affrontando il nemico</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2020/04/08/vivere-senza-avere-prezzo-ed-affrontando-il-nemico/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2020/04/08/vivere-senza-avere-prezzo-ed-affrontando-il-nemico/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2020 00:48:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[blocco interno]]></category>
		<category><![CDATA[bloqueo]]></category>
		<category><![CDATA[controrivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Israel Rojas]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Rodriguez]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=11446</guid>
		<description><![CDATA[Caro Silvio. Stimati tutti. Non siamo molti gli artisti che abbiamo dedicato la nostra carriera a fare critica sociale come l'asse concettuale della nostra produzione artistica. Umilmente, l'opera di Buena Fe, per venti anni, lo dimostra. Abbiamo cantato alle distorsioni, agli arcaismi, ai disastri, alle deformazioni della nostra società, si può dire perfino con una relativa effettività. Come dice bene Giordan (che ringrazio per le sue parole), bisogna analizzare le cose nel loro contesto.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11447" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11447" alt="Israel Rojas" src="/files/2020/04/concierto01-580x342.jpg" width="580" height="342" /><p class="wp-caption-text">Israel Rojas</p></div>
<p><strong>Caro Silvio. Stimati tutti. Non siamo molti gli artisti che abbiamo dedicato la nostra carriera a fare critica sociale come l&#8217;asse concettuale della nostra produzione artistica. Umilmente, l&#8217;opera di Buena Fe, per venti anni, lo dimostra. Abbiamo cantato alle distorsioni, agli arcaismi, ai disastri, alle deformazioni della nostra società, si può dire perfino con una relativa effettività. Come dice bene Giordan (che ringrazio per le sue parole), bisogna analizzare le cose nel loro contesto.  </strong></p>
<p>Benché a nessuno devo spiegazioni. Ma le darò qui, in questa casa virtuale che Silvio ha creato affinché sia accolta la virtù.</p>
<p>Per prima cosa devo dire che il termine “blocco interno” è stato sequestrato da quelli che non hanno mai avuto i pantaloni per affrontarlo. È stato usato per articolare una meschina cortina di fumo contro il giusto reclamo di alzare il bloqueo genocida degli Stati Uniti contro Cuba.</p>
<p>Tra il 20 ed il 22 marzo 2020, il professore Carlos Lazo, da Seatle, negli Stati Uniti ha lanciato una proposta di petizione al Presidente degli Stati Uniti per la sospensione con carattere temporaneo, durante questo periodo di pandemia globale, del bloqueo contro Cuba. L’ha messa in due siti web per riscuotere le firme che appoggiassero questa iniziativa. Pochi giorni dopo, Antonio Guterres, segretario generale dell&#8217;ONU ha formulato esattamente la stessa proposta. È tutto giusto conforme al diritto internazionale umanitario. Da questa pandemia si esce con la cooperazione internazionale, non alimentando i conflitti.</p>
<p>Va bè, perché dalle piattaforme digitali progettate (o prestate) per distruggere la Rivoluzione Cubana (Cibercuba, Cubani per il Mondo, CubitaNow, Cubacute, eccetera) non è stato dato il benché minimo spazio a questa iniziativa del Professor Carlos Lazo.</p>
<p>Invece, non ha ritardato molto che vedesse la luce una controproposta. Un youtuber da Miami ha lanciato una petizione che faceva un appello alla comunità cubana affinché firmasse una proposta per togliere il blocco interno, basata su due argomenti. In primo luogo, l&#8217;affermazione esplicita che la proposta di Carlos Lazo era uno “stratagemma opportunista” per eludere le pressioni di Trump. La seconda, il falso argomento che si può chiedere il sollevamento del bloqueo a Cuba, solo quando si alzi il blocco interno.</p>
<p>Non mi estendo per dimostrare la canagliata. Qualsiasi lettore di questo sito può trarre le sue proprie conclusioni.</p>
<p>Quello che sì devo spiegare è che immediatamente quell&#8217;altra proposta ha avuto tutto l&#8217;appoggio mediatico della controrivoluzione (chiamo le cose con il loro nome, scusatemi se sono diretto). Amplificata e promossa, la proposta di sollevamento del blocco interno, ha raggiunto la sua meta, era evidente che l&#8217;obiettivo era eclissare la petizione nobile non solo di Lazo, ma bensì delle forze dell&#8217;umanesimo e dell&#8217;amore tra i popoli.</p>
<p>Allora, è arrivato il concerto online di Buena Fe, in tempi di pandemia. Ed in quel concerto, con tanto cubani collegati soprattutto fuori da Cuba, ho ricordato Silvio, che non ha dubitato un solo momento nel sacrificare il suo enorme capitale poetico e di convocazione per appoggiare la causa per la liberazione dei Cinque, nei concerti internazionali, quando non c&#8217;era né il minore barlume di speranza. Ed ho usato, questa tribuna digitale, questo spazio per appoggiare il Professor Carlos Lazo ed attaccare la proposta ingannevole, gretta e meschina che gli era stata anteposta. Potevo farlo meglio? Sicuro. Ma così è stato. Ed ovviamente, le piattaforme digitali della controrivoluzione si sono accanite contro di me. In quello stesso concerto online abbiamo ricevuto la chiamata del Dottor Carlos Perez, capo della brigata medica cubana in Lombardia. È stato un momento molto commovente per me e per l&#8217;udienza del concerto. Né una riga è stata dedicata a questo momento.</p>
<p>Infine. Una canzone di Silvio che ho cantato molto all&#8217;università, mi ha insegnato le “necedades” utili della vita. Tra queste, vivere senza avere prezzo e soprattutto affrontando il nemico. E questo implica essere disposto ad accettare i colpi, le calunnie, gli assassinati mediatici.</p>
<p>Non succede niente.</p>
<p>Grazie, caro Silvio.</p>
<p>(Da uno scambio nel Blog “Segunda Cita” del cantautore Silvio Rodriguez)</p>
<p>di Israel Rojas, direttore del gruppo musicale Buena Fe</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>Foto: Ismael Francisco / Cubadebate</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2020/04/08/vivere-senza-avere-prezzo-ed-affrontando-il-nemico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il Granma denuncia provocazioni per politicizzare la visita del Papa</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/03/21/il-granma-denuncia-provocazioni-per-politicizzare-la-visita-del-papa/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/03/21/il-granma-denuncia-provocazioni-per-politicizzare-la-visita-del-papa/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 22:54:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[controrivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[visita Papa]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=3592</guid>
		<description><![CDATA[Il quotidiano Granma ha denunciatole recenti provocazioni di gruppi controrivoluzionari poste in essere con lo scopo di politicizzare la visita a Cuba del Papa Benedetto XVI, provocazioni che danneggiano lo spirito festivo che sta vivendo il popolo cubano, in particolar modo la comunità cattolica.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3548" src="/files/2012/03/benedicto.jpg" alt="" width="300" height="250" />Il quotidiano Granma ha denunciatole recenti provocazioni di gruppi controrivoluzionari poste in essere con lo scopo di politicizzare la visita a Cuba del Papa Benedetto XVI, provocazioni che danneggiano lo spirito festivo che sta vivendo il popolo cubano, in particolar modo la comunità cattolica.</strong></p>
<p>L&#8217;articolo di Ivette Leyva afferma che i gruppi controrivoluzionari cubani, finanziati e diretti da organizzazioni di Miami, dinnanzi all&#8217;impotenza per non aver potuto impedire la visita del Papa a Cuba, hanno pianificato queste azioni provocatorie con il fine di esercitare pressione sul Vaticano, in particolare sul Pontefice, affinché si pronunci contro la Rivoluzione cubana.</p>
<p>In tal senso, contrariati dal clima positivo creatosi a Cuba ed a livello internazionale per la visita papale, i rappresentanti delle organizzazioni terroristiche del sud della Florida hanno inviato precise istruzioni, e-mail e denaro ai cosiddetti dissidenti per organizzare tali atti irrispettosi.</p>
<p>Hanno impartito istruzioni a questi individui affinché entrassero in varie chiese in veste di parrocchiani per poi creare disordini e richiamare l&#8217;attenzione della stampa internazionale, scrive il giornale.</p>
<p>Il Granma ha ricordato la fallita azione in una chiesa de L’Avana, lo scorso fine settimana, da parte di alcune Dame di Bianco che hanno provato a realizzare provocazioni in varie zone della capitale cubana al fine di creare condizioni che portassero il Pontefice ad inserire nella sua agenda una riunione con la cosiddetta dissidenza.</p>
<p>Le autorità cubane, secondo quanto riportato dal quotidiano, hanno rilevato – negli ultimi giorni – l’ingresso nel paese di stranieri giunti con il proposito di sostenere questi gruppi, portandogli strumenti audiovisivi contenenti istruzioni su come realizzare azioni per offuscare la visita del Papa, strumenti di comunicazione, computer e persino una bandiera della loro organizzazione prodotta all&#8217;estero.</p>
<p>Si tratta di una strategia sviluppata e coordinata da gruppi in varie regioni del paese. Non è un caso isolato, ma un’azione ben pensata.</p>
<p>A sua volta, Ivette Leyva, ha criticato la persecuzione da parte dell’estrema destra di Miami contro migliaia di fedeli cubani che vivono negli Stati Uniti e che desiderano viaggiare a Cuba nei giorni della visita di Benedetto XVI, ed alcuni leader della destra estrema hanno minacciato di non fare più donazioni ad istituzioni ecclesiastiche ed hanno protestato pubblicamente contro questa decisione.</p>
<p>La Cuba di oggi, delle libertà rivoluzionarie, non solo ha visto progressivamente rafforzare le relazioni di mutua cooperazione tra lo Stato e le varie chiese, ma apprezza il sostegno della leadership politica del paese per l’ulteriore rafforzamento della libertà religiosa, ha concluso il testo.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione Vincenzo Basile</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/03/21/il-granma-denuncia-provocazioni-per-politicizzare-la-visita-del-papa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Consulente del Senato degli USA chiede di eliminare i programmi di sovversione contro Cuba</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2011/12/27/consulente-del-senato-degli-usa-chiede-di-eliminare-i-programmi-di-sovversione-contro-cuba/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2011/12/27/consulente-del-senato-degli-usa-chiede-di-eliminare-i-programmi-di-sovversione-contro-cuba/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 23:27:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Alan Gross]]></category>
		<category><![CDATA[CIA]]></category>
		<category><![CDATA[controrivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[USAID]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=2482</guid>
		<description><![CDATA[Un articolo pubblicato dal The Miami Herald col titolo “È ora di eliminare i programmi che promuovono un cambiamento di regime a Cuba” e firmato da Fulton Armstrong, consulente della Commissione delle Relazioni Estere del Senato degli Stati Uniti, riconosce che i programmi del Dipartimento di Stato per un cambiamento di regime a Cuba “hanno i segnali di un'operazione segreta di intelligenza.”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_2483" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2483" src="/files/2011/12/fulton-amstrong.jpg" alt="Fulton Amstrong" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Fulton Amstrong</p></div>
<p><strong>Aggiunge che “come gli altri milioni di dollari che abbiamo speso per abbattere al governo cubano, questi programmi sono falliti.”</strong></p>
<p>È ora di eliminare i programmi che promuovono un cambiamento di regime a Cuba</p>
<p>Di Fulton Armstrong<br />
The Miami Herald</p>
<p>“L’imprenditore dell&#8217;USAID, Alan P. Gross, segnò il suo secondo anno in un carcere cubano per portare a termine a Cuba operazioni segrete di “promozione della democrazia.”</p>
<p>Il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha esatto che Cuba lo liberi immediatamente ed ostentò dicendo: “Le autorità cubane hanno fallito nel loro sforzo di volere utilizzarlo come un pedone per i loro propri fini.”</p>
<p>Il messaggio è molto chiaro: Gross è il nostro pedone, non quello dei cubani. I segni inviati dal governo statunitense sono stati molto evidenti. Per L&#8217;Avana, il messaggio è stato: “Non negozieremo”. Per Gross, il messaggio è: “Sfortuna”. E per gli statunitensi che pensano che la nostra politica verso Cuba che ha più di 50 anni, deve sottomettersi ad una revisione, dicono loro: “Non aspettino l’impossibile.”</p>
<p>Quando un&#8217;operazione segreta della CIA non riesce bene e cade incarcerato un ufficiale clandestino, il governo degli USA svolge una strategia per negoziare la sua liberazione. Ma quando un imprenditore segreto dell&#8217;USAID è arrestato, Washington stringe la sua retorica politica, tira ancora più denaro al programma compromesso, e si rifiuta di commentare il tema.</p>
<p>Per tre anni, io fui l&#8217;investigatore principale della Commissione di Relazioni Estere in riferimento con le operazioni politiche del Dipartimento di Stato e dell’USAID per Cuba e per l&#8217;America Latina.</p>
<p>I programmi di Cuba &#8211; progettati per identificare, organizzare, abilitare e mobilitare i cubani affinché esigano cambiamenti politici nel loro paese &#8211; hanno un patrimonio specialmente problematico, includendo malversazione, malfatta gestione, e la politicizzazione sistemica.</p>
<p>Alcuni “grandi risultati” del programma che ci costarono milioni di dollari, come per esempio la creazione di una rete di “biblioteche indipendenti”, furono esagerati e perfino fabbricati.</p>
<p>Il mandato del nostro Comitato di Supervisione è stato quello di tentare di garantire che i fondi &#8211; circa $20 milioni all&#8217;anno, ma fino a $45 milioni nel 2009 &#8211; siano utilizzati efficacemente ed in maniera consistente con la legge degli USA</p>
<p>Il Dipartimento di Stato e l&#8217;USAID lottarono contro di noi in ogni momento, perfino rifiutandosi di consegnarci l’informazione basilare sui programmi, e divulgando solamente un documento che faceva riferimento ai vaghi “obiettivi del programma.”</p>
<p>Questi programmi non includono la nostra comunità di intelligenza, ma la segretezza che li circonda, i mestieri clandestini -come l&#8217;uso delle tecnologie per criptare ed occultare deliberatamente come ruolo del governo degli USA, sì hanno tutti i segnali di un&#8217;operazione segreta di intelligenza.</p>
<p>Non gli chiediamo mai i nomi dei loro agenti sull&#8217;isola, ma i direttori del programma ci hanno detto che c’era “gente che poteva morire” se venissimo a sapere dei nomi dei gruppi associati a loro negli Stati Uniti. I programmi non erano un segreto per Cuba. Il governo cubano li aveva penetrati profondamente.</p>
<p>Non sapevamo chi era Alan P. Gross. In realtà, dopo il suo incarceramento, il Dipartimento di Stato lo negò furiosamente, e perfino alcuni dei nostri diplomatici a L&#8217;Avana, pensarono che Gross lavorava per la CIA Quello che sì era evidente è che i cubani stavano molto attenti alle sue mosse. La televisione cubana ha mostrato videocassette di altri imprenditori in azione sull&#8217;isola.</p>
<p>Solamente Gross può dire quello che sapeva circa la legislazione cubana quando lui stava compiendo il suo contratto di $585.000 dollari, e realizzando cinque visite a Cuba. Lui ha detto che  lo “hanno ingannato”. Abbiamo confermato che il Dipartimento di Stato e l&#8217;USAID non avevano nessuna politica per informare questi individui che queste operazioni clandestine non sono legali a Cuba, e che le leggi degli USA proibiscono che gli agenti stranieri che non si sono iscritti come tali possano viaggiare per il paese distribuendo strumenti per satellite, punti di accesso WiFi, tecnologia per criptare e telefonia, oltre ad altre assistenze di valore monetario.</p>
<p>La politica del governo di Obama è non informare i destinatari a Cuba dell&#8217;origine e del proposito dell&#8217;aiuto &#8211; a meno che questi domandino direttamente. Alcuni cubani possono immaginarselo, ovviamente, ma le implicazioni di non rivelare nulla, specialmente mentre i nuovi programmi sono diretti verso bambini ed i giovani di 12 anni, sono significative in un paese che proibisce espressamente di ricevere fondi dagli USA.</p>
<p>L&#8217;USAID si è trasformata in un guerriero segreto per scavare nei regimi anti-statunitensi del mondo &#8211; senza il carico di responsabilità che ha la Comunità di Intelligenza.</p>
<p>L&#8217;obiettivo del cambiamento di regime dei programmi è esplicito: invece di finanziarli sotto le normative delle autorità educative e culturali, i governi di Bush e di Obama hanno insistito nel citare semplicemente la legge Helms-Burton (”La Legge della Libertà”) che prescrive un futuro post-Castro per Cuba.</p>
<p>In ripetute occasioni si sono proposti vari cambiamenti per aumentare l&#8217;efficienza e dirigere i fondi in modo che aiutino il popolo cubano a migliorare la sua vita, come per esempio mediante l&#8217;utilizzazione dei cambiamenti economici incipienti che Raul Castro ha cominciato &#8211; per aiutare la gente ad avvalersi economicamente da soli, e non solo organizzare e mobilitare la gente per essere protagonista di proteste.</p>
<p>La ferma reazione dell’USAID è stata che i programmi non sono per aiutare i cubani a vivere meglio il presente, bensì piuttosto stimolarli affinché esigano un futuro migliore.</p>
<p>Come gli altri milioni di dollari che abbiamo speso per abbattere il governo cubano, questi programmi sono falliti, salvo per provocare l&#8217;arresto di Gross ed identificare le persone che hanno accettato assistenza di alcuni altri funzionari che inviano altri “operatori” sull&#8217;isola.</p>
<p>La nostra politica dovrebbe essere basata in quello che è effettivo per promuovere gli interessi nazionali degli USA -un cambiamento pacifico, democratico ed evoluzionista, e non nell’invischiarsi in provocazioni gratuite.</p>
<p>La retorica e le azioni che prolungano il soggiorno in prigione di un innocente americano, apparentemente ingannato per servire come un pedone dentro il contesto di 50 anni di sforzi del governo degli USA per ottenere un cambiamento di regime a Cuba, sono controproducenti.</p>
<p>È ora di eliminare i programmi per il cambiamento di regime e negoziare la liberazione di Alan P. Gross”.</p>
<p>Fulton Armstrong ha lavorato sul tema di Cuba nel Consiglio di Sicurezza Nazionale durante l&#8217;amministrazione Clinton e dopo come Ufficiale Nazionale di Intelligenza per l&#8217;America Latina. È consulente nel Senato della Commissione di Relazioni Estere. La sua direzione elettronica è fultona1@yahoo.com</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2011/12/27/consulente-del-senato-degli-usa-chiede-di-eliminare-i-programmi-di-sovversione-contro-cuba/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Raul Castro: “La corruzione è equivalente alla controrivoluzione”</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2011/12/23/raul-castro-la-corruzione-e-equivalente-alla-controrivoluzione/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2011/12/23/raul-castro-la-corruzione-e-equivalente-alla-controrivoluzione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Dec 2011 22:49:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Comitato Centrale]]></category>
		<category><![CDATA[controrivoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[correzione]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[illegalità]]></category>
		<category><![CDATA[Raul Castro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=2448</guid>
		<description><![CDATA[Il presidente di Cuba, Raul Castro, assicurò che la corruzione sull'isola “è equivalente alla controrivoluzione” e fece un appello al governo per essere “implacabile” contro l’illegalità, poiché può “portarci all'autodistruzione.” Nel Terzo Plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, celebrato ieri ed il cui riassunto è stato trasmesso dal Telegiornale della Televisione Cubana, Raul ha aggiunto che questi delitti sono conseguenza “della passività con cui agiscono alcuni dirigenti e la mancanza di funzionamento integrale di non poche organizzazioni parziali.”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_2449" style="width: 239px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-2449" src="/files/2011/12/Raul-Castro.jpg" alt="Raul Castro" width="239" height="300" /><p class="wp-caption-text">Raul Castro</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong>Il presidente di Cuba, Raul Castro, assicurò che la corruzione sull&#8217;isola “è equivalente alla controrivoluzione” e fece un appello al governo per essere “implacabile” contro l’illegalità, poiché può “portarci all&#8217;autodistruzione.” </strong></p>
<p>Nel Terzo Plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, celebrato ieri ed il cui riassunto è stato trasmesso dal Telegiornale della Televisione Cubana, Raul ha aggiunto che questi delitti sono conseguenza “della passività con cui agiscono alcuni dirigenti e la mancanza di funzionamento integrale di non poche organizzazioni parziali.”</p>
<p>Ricordò un discorso del leader della Rivoluzione cubano Fidel Castro nel 2005 e disse che “questi fenomeni possono portarci all&#8217;autodistruzione della rivoluzione.”</p>
<p>Raul richiamò ad affrontare “con fermezza” le negligenze ed irresponsabilità che danneggiano l&#8217;economia nazionale”, “non possiamo continuare con le braccia incrociate”, espose.</p>
<p>Sottolineò che non possono ammettersi le debolezze che propiziano il lavoro dei delinquenti e dei corrotti chi si approfittano di queste. Bisogna passare dalle parole ai fatti, ha detto, ed esemplificò il danno che provocano le irregolarità nelle riscossioni e pagamenti come causa sfruttata dai funzionari con doppio morale e simulazione, crescono a costo delle necessità del popolo.</p>
<p>La battaglia contro il delitto e la corruzione non ammette più contemplazioni, reiterò.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2011/12/23/raul-castro-la-corruzione-e-equivalente-alla-controrivoluzione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
