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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Conferenza</title>
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		<title>Fidel: “Non è possibile aspettare, perché domani potrebbe essere troppo tardi”</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Jun 2020 00:17:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rio de Janeiro, Brasile. Giugno del 1992. La città meticcia e vibrante accoglie una delle riunioni più trascendenti che abbia avuto luogo: la Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ecosistema e sullo Sviluppo. Le sue deliberazioni sono cominciate il 3 giugno con esperti e ministri e si sono concluse tra i giorni 12 e 14 coi capi di stato e di governo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11591" alt="fidel-580x385" src="/files/2020/06/fidel-580x385.jpg" width="580" height="385" />Rio de Janeiro, Brasile. Giugno del 1992. La città meticcia e vibrante accoglie una delle riunioni più trascendenti che abbia avuto luogo: la Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ecosistema e sullo Sviluppo. Le sue deliberazioni sono cominciate il 3 giugno con esperti e ministri e si sono concluse tra i giorni 12 e 14 coi capi di stato e di governo.</strong></p>
<p>A Rio è andato il Comandante in Capo per portare la voce di Cuba. Si sono riuniti un totale di 116 mandatari mondiali. La riunione con più capi di stato in tutta la storia. Dall&#8217;inizio Fidel stava ascoltando con attenzione. Quando è arrivato il turno di Cuba, la presenza del leader ha inondato la sala. Il suo discorso di poco meno di cinque minuti è stato il più applaudito di tutti, come ha riconosciuto l’intera stampa mondiale. Quella di Fidel è stata la voce dei paesi del Terzo Mondo.</p>
<p>“È necessario segnalare che le società di consumo sono le responsabili fondamentali dell&#8217;atroce distruzione dell&#8217;Ecosistema. Loro sono nate dalle antiche metropoli coloniali e da politiche imperiali che, a loro volta, hanno generato l’arretratezza e la povertà che oggi colpiscono l&#8217;immensa maggioranza dell&#8217;umanità.”</p>
<p>La firma di vari accordi tra Cuba ed alcuni paesi è stata una prova in più delle buone relazioni e della simpatia verso il popolo cubano. “Nessuno pensi che questo significa un sacrifico per Cuba. Non è qualcosa che meriti nemmeno la gratitudine. Per noi è qualcosa di semplice e compiamo il dovere di fratelli ed amici.”</p>
<p>“Quando le supposte minacce del comunismo sono sparite e non rimangono già più pretesti per guerre fredde, corse militariste e spese militari, che cosa è che impedisce di dedicare immediatamente quelle risorse a promuovere lo sviluppo del Terzo Mondo e combattere la minaccia di distruzione ecologica del pianeta?”.</p>
<p>“Cessino gli egoismi, cessino gli egemonismi, cessino l&#8217;insensibilità, l&#8217;irresponsabilità e l&#8217;inganno. Domani sarà troppo tardi per fare quello che avremmo dovuto fare molto tempo fa.”</p>
<p>La coscienza di voler agire con urgenza in favore dall&#8217;ecosistema ed il Vertice sono stati, secondo Fidel, la convinzione sempre di più estesa che se non si prendono in tempo le azioni imprescindibili l&#8217;uomo si trova davanti all&#8217;incerta soglia che può significare la distruzione di tutta la vita nel pianeta. “Se non si mette fine le conseguenze potrebbero essere devastanti. Si tratta di un impegno che non si può posticipare” e su questo ha avvisato in numerose occasioni. Qui alcune di quelle frasi:</p>
<p>“Un&#8217;importante specie biologica è a rischio di sparire per la rapida e progressiva distruzione delle sue condizioni naturali di vita: l&#8217;uomo.”</p>
<p>(1992)</p>
<p>“Non è possibile aspettare, perché domani potrebbe essere troppo tardi. Le nostre decisioni di oggi non possono trasformarsi in lettera morta; devono avere un seguito concreto e risultare nella creazione di effettivi strumenti di lavoro congiunti.”</p>
<p>(1995)</p>
<p>“I poderosi discutono le forme della nuova ripartizione del mondo. I poveri ed i paesi piccoli trattiamo di sapere come potremo sopravvivere nelle prossime decadi, se siamo isole ad alcuni metri sul mare, ci domandiamo che cosa succederà quando le acque salgano di livello e se potremo affrontare le siccità, i cicloni ed altre catastrofi climatiche che c&#8217;aspettano.”</p>
<p>(1992)</p>
<p>“Che si paghi il debito ecologico e non il debito estero. Sparisca la fame e non l&#8217;uomo.”</p>
<p>(1992)</p>
<p>“Dobbiamo proclamare con ogni energia che abbiamo il diritto di respirare aria pura, a bere acqua che non sia inquinata…, ad alimentarci e che quegli alimenti siano sani, ad educarci, ad essere curati, ad essere meno poveri mentre altri diventano ricchi sempre di più.”</p>
<p>(1996)</p>
<p>da Equipo Editorial Fidel Soldado de las Ideas/Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto:Estudios Revolucion</p>
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		<title>Mujica in Casa de las Americas: “I ricchi non capiscono il significato della parola equilibrio”</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2016 00:54:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'ex presidente dell'Uruguay, Josè “Pepe” Mujica, sollecitò questo martedì alla popolazione mondiale di preservare le nazioni libere e sovrane in difesa delle generazioni future. Durante la sua conferenza nella 57°edizione del premio letterario Casa de las Americas che si concede tutti gli anni a Cuba, l'ex mandatario si riferì all'importanza del processo di integrazione che vive l'America Latina e chiese ai suoi dirigenti di non affievolire in questo arduo compito.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9097" alt="" src="/files/2016/01/encuentro-con-pepe-mujica-en-casa-de-las-americas-81.jpg" width="580" height="383" />L&#8217;ex presidente dell&#8217;Uruguay, Josè “Pepe” Mujica, sollecitò questo martedì alla popolazione mondiale di preservare le nazioni libere e sovrane in difesa delle generazioni future.  </strong></p>
<p>Durante la sua conferenza nella 57°edizione del premio letterario Casa de las Americas che si concede tutti gli anni a Cuba, l&#8217;ex mandatario si riferì all&#8217;importanza del processo di integrazione che vive l&#8217;America Latina e chiese ai suoi dirigenti di non affievolire in questo arduo compito.</p>
<p>Sostenne che la cultura capitalista cosciente ed incosciente che hanno gli umani obbedisce ad un modello che copia gli stili di vita dei più ricchi. “La fiducia della gente si perde se ci vedono distanti, per questo motivo è necessario non perdere l&#8217;umiltà sia quale sia il tuo stile di vita”, espresse.</p>
<p>Sollecitò ai dirigenti socialisti nel mondo di dare l&#8217;esempio nella loro forma di vivere. “Vivendo come vivono le minoranze sapremo realmente quali sono le vere necessità che hanno”, assicurò l&#8217;ex mandatario.</p>
<p>Mujica affermò che gli imperi capitalisti influiscono affinché il mondo somigli a loro. Spiegò che queste “potenze” pretendono che “facciamo i loro interessi, che compriamo case immense, che compriamo le loro automobili lussuose ed altri articoli che solo ci causano dei debiti.”</p>
<p>Secondo lui, la felicità non deve essere confusa con il fatto di comprare cose nuove tutti i giorni, bensì con il fatto grandioso di condividere tempo libero in famiglia. “Bisogna godere il tempo libero che non si vende e si compra.”</p>
<p>Il leader socialista sollecitò ad avere un equilibrio ed avanzare verso “una storia del presente che guarda verso il futuro”, in riferimento alla strada che sta prendendo l&#8217;essere umano contemporaneo nelle sue abitudini e costumi e nella sua maniera di relazionarsi col mondo.</p>
<p>Mujica disse che i ricchi nel mondo non capiscono la parola equilibrio “nelle loro tasche hanno la metà del denaro che esiste per l&#8217;umanità”. Sollecitò ai giovani di commettere i loro propri errori e non ripetere quelli dei tempi passati.</p>
<p>Da TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto di José Raúl Concepción/Cubadebate</p>
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		<title>Frei Betto: non è necessario vivere negli USA per conoscere le sue viscere</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2016 00:49:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'imperialismo nordamericano è un mostro che continua allo stesso modo di sempre e non dobbiamo vivere negli Stati Uniti per conoscere le sue viscere perché sappiamo che ha creato un'egemonia ideologica capitalista e neoliberale nel pianeta, riflette Frei Betto. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5182" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-5182" alt="Frei Betto" src="/files/2012/07/frei-betto.jpg" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Frei Betto</p></div>
<p><strong>L&#8217;imperialismo nordamericano è un mostro che continua allo stesso modo di sempre e non dobbiamo vivere negli Stati Uniti per conoscere le sue viscere perché sappiamo che ha creato un&#8217;egemonia ideologica capitalista e neoliberale nel pianeta, riflette Frei Betto.  </strong></p>
<p>L&#8217;affermazione è stata fatta dal domenicano brasiliano, teologo della liberazione, in un&#8217;intervista sostenuta con i giornalisti di Prensa Latina nel Palazzo delle Convenzioni de L&#8217;Avana, dove partecipa alla II Conferenza Internazionale Con tutti e per il bene di tutti, sulla validità del pensiero politico di Josè Martì.</p>
<p>Fu proprio ispirato in quella frase di Martì sull&#8217;espansionismo statunitense, nella lettera incompiuta al suo amico Manuel Mercado, nella quale esprime che “vissi nel mostro e ne conosco le viscere” che Betto mette in allerta sull&#8217;offensiva della destra continentale appoggiata dagli Stati Uniti e sui pericoli che incombono sui processi rivoluzionari.</p>
<p>Il mostro continua lì, ripete, e la prova più forte è stato il crollo dell&#8217;Unione Sovietica e del campo socialista dell&#8217;est, e dobbiamo ancora domandarci come e perché è accaduto.</p>
<p>Betto indica che il pensiero politico martiano è vigente nell&#8217;America di oggi perché &#8220;dalla sua realtà storica disegnò linee universali come il senso di indipendentismo, l&#8217;etica nella politica, la valutazione della spiritualità e l&#8217;antimperialismo&#8221;.</p>
<p>Leggere Martì, segnala, è fare luce sulla realtà di oggi, scoprire una relazione molto complicata perché l&#8217;America Latina è sempre stato un continente sfruttato e colonizzato, prima dalle potenze europee e dopo dagli Stati Uniti.</p>
<p>Frei Betto considera che si è avanzato abbastanza negli ultimi anni, che molti paesi riuscirono a scegliere capi di Stato progressisti, e si sono conquistati connessioni continentali molto importanti come l&#8217;Alba, la Celac, l’Unasur.</p>
<p>Ma ricorda che si commisero errori, e dal punto di vista umano il più forte fu non dare abbastanza potere all&#8217;organizzazione popolare, si abbandonò il lavoro politico e lì entra Martì, perché si preoccupò sempre del tema ideologico.</p>
<p>“Raccomando apprendere la lezione dagli errori”, assicura che non basta che ci sia un gruppo di dirigenti che abbia coscienza rivoluzionaria perché questa deve esistere in ogni individuo, in ogni giovane e che la gente possa avere una buona autostima del socialismo. “Martì sempre ha insistito sulla necessità di questa formazione politica”, ha concluso.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Pepe Mujica offrirà una conferenza a Cuba durante il Premio Casa 2016</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Jan 2016 01:02:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'ex presidente uruguaiano Josè “Pepe” Mujica viaggerà a L'Avana alla fine di gennaio, per offrire una conferenza nella 57° edizione del Premio letterario Casa de las Americas, uno dei più prestigiosi concorsi letterari del continente. La presentazione è programmata per il pomeriggio del martedì 26 gennaio nella Casa de las Americas de L'Avana, con entrata libera.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9069" alt="" src="/files/2016/01/Pepe-Mujica.jpg" width="580" height="330" />L&#8217;ex presidente uruguaiano Josè “Pepe” Mujica viaggerà a L&#8217;Avana alla fine di gennaio, per offrire una conferenza nella 57° edizione del Premio letterario Casa de las Americas, uno dei più prestigiosi concorsi letterari del continente.  </strong></p>
<p>La presentazione è programmata per il pomeriggio del martedì 26 gennaio nella Casa de las Americas de L&#8217;Avana, con entrata libera.</p>
<p>D’accordo col saggista Jorge Fornet, direttore del Centro di Investigazioni Letterarie della Casa, sarà “un momento speciale” la partecipazione dell&#8217;ex presidente uruguaiano, soprattutto la sua presenza in una sala che colmarono di pubblico nelle loro visite a Cuba Mario Benedetti ed Eduardo Galeano.</p>
<p>“Gli abbiamo dato libertà per parlare di quello che voglia, ma sicuramente si riferirà al momento che vive America Latina e la sua visione di questo processo “, precisò Fornet in dichiarazioni ad EFE.</p>
<p>Per questa edizione, più di 300 opere concorreranno nelle categorie racconto, teatro, prova artistico-letteraria, letteratura brasiliana e caraibica in francese o creole, e studi sulle culture originarie dell&#8217;America.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina ed EFE<br />
traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Presidente della Camera di Commercio: “è ora di iniziare un nuovo capitolo nelle relazioni Cuba-USA</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2014/05/29/presidente-della-camera-di-commercio-e-ora-di-iniziare-un-nuovo-capitolo-nelle-relazioni-cuba-usa/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2014 01:03:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“È ora di iniziare un nuovo capitolo nelle relazioni Cuba-USA”, ha detto oggi in una Conferenza nell'Aula Magna dell'Università de L'Avana, Thomas J. Donohue, presidente della Camera di Commercio degli Stati Uniti. Davanti a studenti, accademici ed altri invitati, Donohue ha detto che spera che, dal momento che si stanno producendo cambiamenti nell'economia cubana, cominci un periodo di transizione nelle relazioni tra i due paesi. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7867" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7867" alt="Thomas Donohue" src="/files/2014/05/Thomas-Donohue.jpg" width="580" height="320" /><p class="wp-caption-text">Thomas Donohue</p></div>
<p><strong>“È ora di iniziare un nuovo capitolo nelle relazioni Cuba-USA”, ha detto oggi in una Conferenza nell&#8217;Aula Magna dell&#8217;Università de L&#8217;Avana, Thomas J. Donohue, presidente della Camera di Commercio degli Stati Uniti.  </strong></p>
<p>Davanti a studenti, accademici ed altri invitati, Donohue ha detto che spera che, dal momento che si stanno producendo cambiamenti nell&#8217;economia cubana, cominci un periodo di transizione nelle relazioni tra i due paesi.</p>
<p>“Sulla base di quello che abbiamo visto –ha detto &#8211; consideriamo che questo periodo di transizione nel sistema economico di Cuba, renderà anche possibile una transizione nelle nostre politiche, ed è molto promettente per entrambi i paesi.”</p>
<p>“Le riforme che abbiamo osservato in questo paese (…), possono avere influenze positive sulla vita dei cittadini. Speriamo che continuino, ed incoraggiamo che si estendano. Gli imprenditori dell&#8217;economia mondiale certamente vedranno di buon occhio tutto questo”, ha aggiunto.</p>
<p>Ha assicurato che questo potrebbe dare alle nuove generazioni di cubani e statunitensi “l&#8217;opportunità di conoscersi, di imparare gli uni dagli altri, di fare insieme degli affari, di prosperare insieme e di aiutarsi in qualità di amici e vicini.”</p>
<p>Ha riconosciuto che la Camera di Commercio è stata una difensora abbastanza aggressiva delle relazioni tra i due paesi ed ha assicurato che “ci sono affari molto interessanti nei quali si potrebbe investire sull&#8217;Isola.”</p>
<p>“La Camera di Commercio pensa che è già ora di eliminare le barriere politiche di lunga data”, ha assicurato.</p>
<p>Alla domanda che gli ha fatto una giornalista di quanto di più potrebbe durare il bloqueo, contro cui si sono pronunciati la maggioranza dei paesi del mondo ed anche la poderosa Camera di Commercio degli USA, Denohue ha risposto: “Dipende da quanto potremmo comunicarci.”</p>
<p>Nei due giorni di visita a Cuba, il leader della Camera di Commercio ha visitato varie cooperative, la Zona di Sviluppo del Porto del Mariel e si è riunito con lavoratori del settore privato, come parte della prima missione commerciale di questo tipo a Cuba, negli ultimi 15 anni.</p>
<p>testo e foto di Ricardo Lopez Hevia</p>
<p>traduzione di Ida Garberi <img class="alignleft size-full wp-image-7869" alt="" src="/files/2014/05/partecipanti.jpg" width="580" height="385" /></p>
<div id="attachment_7868" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7868" alt="da sx: Thomas Donohue, Gustavo Cobreiro e Rodrigo Malmierca" src="/files/2014/05/Malmierca.jpg" width="580" height="483" /><p class="wp-caption-text">da sx: Thomas Donohue, Gustavo Cobreiro e Rodrigo Malmierca</p></div>
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		<title>“Per l&#8217;America Latina, è meglio quando gli USA non si intromettono”, assicura Mujica</title>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2014 00:21:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente dell'Uruguay, Josè Mujica, ha detto questo mercoledì in una conferenza nella sede della Banca Mondiale, a Washington, che il migliore ruolo che hanno svolto gli Stati Uniti in America Latina è quando non si sono intromessi. “In America Latina quello che più ha servito della politica degli Stati Uniti è quando non si sono intromessi”, ha detto Mujica prima di strappare all'udienza un forte applauso.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7840" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7840" alt="Pepe Mujica" src="/files/2014/05/Pepe.jpg" width="300" height="169" /><p class="wp-caption-text">Pepe Mujica</p></div>
<p><strong>Il presidente dell&#8217;Uruguay, Josè Mujica, ha detto questo mercoledì in una conferenza nella sede della Banca Mondiale, a Washington, che il migliore ruolo che hanno svolto gli Stati Uniti in America Latina è quando non si sono intromessi.</strong></p>
<p>“In America Latina quello che più ha servito della politica degli Stati Uniti è quando non si sono intromessi”, ha detto Mujica prima di strappare all&#8217;udienza un forte applauso.</p>
<p>Con queste parole il presidente uruguaiano ha risposto alla domanda formulata dal corrispondente della BBC Mundo a Washington, Thomas Sparrow, che voleva sapere se Mujica vedeva qualche aspetto positivo nella politica antidroga degli Stati Uniti nella regione.</p>
<p>In un dialogo aperto che ha avuto luogo nella sede dell&#8217;organismo internazionale, Mujica ha anche chiesto di demistificare la sua figura e che non lo paragonino con lo scomparso leader sudafricano Nelson Mandela, anche lui imprigionato per motivi politici.</p>
<p>“Non sono Mandela”, ha detto. “Sono il Pepe, un ragazzo di quartiere. Ho chiesto di giocare e mi è toccato giocare questo partita.”</p>
<p>La presentazione dal titolo “Dialogo senza cravatta”, è trascorsa in forma distesa, e Mujica è stato istrionico in ogni istante.</p>
<p>“Dopo aver quasi affondato il paese (nella crisi di 2002), non potevamo pagare a nessuno ma abbiamo detto che avremmo pagato tutto. Finanziamo come possiamo, allunghiamo i termini e dal momento che ci portiamo bene, ci usano come esempio per riscuotere ad altri”, ha detto Mujica ed ha provocato le risate dell&#8217;udienza.</p>
<p>In un altro passaggio del suo discorso, ha parlato delle risorse naturali e dei vantaggi che hanno al riguardo l’Uruguay e la regione, ma ha fatto come esempio quello che fa il Giappone, che senza grandi risorse naturali è una grande potenza.</p>
<p>Qui è tornato a parlare della forma di essere degli uruguaiani: “Il Giappone non ha molte risorse naturali ma sono ricchi perché lavorano, e come lavorano, …così chiunque. Noi non viviamo stressati dalla fretta, ed è un paese abitabile, nonostante le nostre limitazioni e quello che ci manca”, ha commentato il presidente ed un&#8217;altra volta ha raccolto le risate dei presenti.</p>
<p>Secondi dopo, il presidente uruguaiano ha fatto riferimento alla crescita sostenuta che ha avuto il suo paese “negli ultimi 10 anni” ed ha segnalato che ora il paese “è alle porte dello sviluppo, sta per essere considerato un paese di entrate alte.”</p>
<p>E lì Mujica ha reclamato alla Banca Mondiale i benefici che può perdere l&#8217;Uruguay, come quote di accesso a certi mercati, per passare ad essere un paese di entrate alte.</p>
<p>“Siamo al confine e se guadagniamo 100 pesi di più ci spianano e ci tagliano i benefici. Per caso dovremo mentire nelle inchieste?”, ha detto Mujica ed ha ancora provocato l’ilarità del pubblico.</p>
<p>Quindi c’è stato lo spazio per domande dei presenti e due uruguaiani che vivono negli Stati Uniti hanno chiesto la parola.</p>
<p>Uno di loro ha chiesto a Mujica se sarebbero stati regolarizzati i documenti di identità di immigranti uruguaiani negli Stati Uniti, ed il presidente ha risposto che sì, si poteva fare, ma ha aggiunto: “Per stare male ed essere trattato come uno del sud qui, è meglio che torni a vivere male in Uruguay, con noi, dove sempre ci saranno pane e cipolla”. Un&#8217;altra volta le risate e gli applausi non si sono fatti aspettare.</p>
<p>Un&#8217;altra giovane uruguaiana residente negli USA ha parlato dell&#8217;Università della Repubblica in Uruguay ed ha fatto un elogio, e Mujica gli ha detto: “Piba (ragazzina), ti darei un bacio.”</p>
<p>Un giornalista della rivista America Economia gli ha chiesto se per il suo stile di vita e di esercitare la Presidenza si considerava il Mandela dell&#8217;America Latina.</p>
<p>Mujica ha cominciato a rispondere ridendo: “No, no, Mandela è unico. Lui è stato in prigione quasi 28 anni ed io solo 14. Mandela gioca in un altro campionato”. La risata è tornata a risuonare in tutto l&#8217;auditorium e gli applausi sono stati abbondanti.<br />
Immediatamente gli hanno chiesto se sentiva rancore per quelli che lo avevano imprigionato: “Non ho nessun desiderio di rivalsa, non vivo per coltivare il passato, mi serve per conoscere le cose ma sempre sogno cose per il futuro. Sono il Pepe, non Mandela. Sono un ragazzo di quartiere. Ho passato molti anni in carcere non per avere la vocazione di eroe, bensì perché mi hanno catturato”. Un&#8217;altra volta le risate.</p>
<p>Ma uno dei momenti di maggiore ilarità è stato quando Mujica ha fatto riferimento a quelli che l’hanno criticato per avere viaggiato negli Stati Uniti, essendo un uomo di sinistra ed ex guerrigliero.</p>
<p>“Tu che sei di sinistra hai ceduto all&#8217;imperialismo?”, si è chiesto a se stesso, ed ha risposto: “No, fratello, solo voglio vendere un po&#8217; più di carne, nient&#8217;altro, affinché la gente possa pagare la luce.”</p>
<p>Questo martedì Mujica era stato protagonista già di un episodio molto comico in una chiacchierata informale con degli studenti.</p>
<p>Mujica si trova in un viaggio di quattro giorni negli USA, durante il quale si è riunito con alti funzionari del governo degli Stati Uniti ed ha partecipato ad eventi accademici e politici.</p>
<p>Il suo viaggio si è concluso oggi con una visita all&#8217;Organizzazione degli Stati Americani (OSA).</p>
<p>con informazione di BBC Mundo e Subrayado</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Eusebio Leal considera irreversibile l’aggiornamento del modello economico cubano</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 22:27:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Il momento è apertura, relazione, dialogo, costruzione, e nel futuro vedo con grande speranza che i cubani possano reinvestire nel nostro paese che possano portare la loro esperienza, che possano costruire, che si riformino le leggi migratorie sia cubane che nordamericane”, ha dichiarato Eusebio Leal]]></description>
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<div id="attachment_4444" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-4444" src="/files/2012/05/esusebio-leal.jpg" alt="Eusebio Leal" width="300" height="382" /></strong><p class="wp-caption-text">Eusebio Leal</p></div>
<p>Lo storiografo de L&#8217;Avana, Eusebio Leal, ha considerato venerdì come irreversibili le riforme economiche spinte dal governo cubano. </strong></p>
<p>Pronunciando una conferenza nel centro di studi The Brookings Institution, Leal ha detto che questa riforma “deve essere approfondita. Ha aggiunto che Cuba è libera di intraprendere i cambiamenti che consideri necessari”.</p>
<p>“Il momento è apertura, relazione, dialogo, costruzione, e nel futuro vedo con grande speranza che i cubani possano reinvestire nel nostro paese che possano portare la loro esperienza, che possano costruire, che si riformino le leggi migratorie sia cubane che nordamericane”, ha dichiarato.</p>
<p>“Non sto qui accidentalmente, bensì cercando e lavorando nella direzione che considero corretta, che salvi i diritti nazionali ed il nostro culto ancestrale, la nostra sovranità, si stabilisca una relazione normale tra gli Stati Uniti e Cuba”, ha aggiunto.</p>
<p>Allo stesso modo, ha considerato come “un atto di suprema cortesia” l&#8217;avere ricevuto un visto statunitense che gli ha permesso di visitare New York e Washington. “È un atto di suprema cortesia per uno che arriva qui, e che non è precisamente un&#8217;altra cosa che un&#8217;espressione contemporanea del Don Chisciotte della Mancia.”</p>
<p>La presenza di Eusebio Leal ha riunito un&#8217;udienza importante durante la conferenza che ha offerto sul suo lavoro di fronte al progetto di restaurazione del centro storico della capitale cubana, conosciuta come L&#8217;Avana Vecchia.</p>
<p>Oltre ad assistere a Brookings, l&#8217;itinerario di Leal nella capitale statunitense ha incluso una visita al Consiglio di Relazioni Esterne (CFR, per le sue sigle in inglese), alla facoltà d’Architettura dell&#8217;università di Yale ed al Fondo Nazionale per Preservazioni Storiche, prima di ritornare a L&#8217;Avana, sabato.</p>
<p>Prima di visitare Washington, è stato a New York nel Museo Metropolitano.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Comincia domani la Conferenza del Partito Comunista di Cuba</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 00:20:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Prima Conferenza Nazionale del Partito Comunista di Cuba (PCC) comincerà domani e nella stessa si valuterà obiettivamente e criticamente il lavoro di questa organizzazione politica, informa oggi il quotidiano Granma. Secondo il giornale, la conferenza si realizzerà in compimento di quanto accordato dal VI Congresso del PCC e la data di inizio è stata scelta come omaggio all'Eroe Nazionale Josè Martì, nel 159°anniversario della sua nascita.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2898" src="/files/2012/01/logo-vi-congreso-del-pcc-219x2501.jpg" alt="" width="300" height="250" />La Prima Conferenza Nazionale del Partito Comunista di Cuba (PCC) comincerà domani e nella stessa si valuterà obiettivamente e criticamente il lavoro di questa organizzazione politica, informa oggi il quotidiano Granma. </strong></p>
<p>Secondo il giornale, la conferenza si realizzerà in compimento di quanto accordato dal VI Congresso del PCC e la data di inizio è stata scelta come omaggio all&#8217;Eroe Nazionale Josè Martì, nel 159°anniversario della sua nascita.</p>
<p>Ugualmente, precisò Granma, il progetto di documento base della Conferenza, la cui versione iniziale è stata pubblicata in ottobre passato, è stato dibattuto in più di 65 mila riunioni dei nuclei del PCC e comitati di base dell&#8217;Unione dei Giovani Comunisti.</p>
<p>In queste analisi, indica il giornale, si emisero più di un milione di opinioni sul progetto da analizzare nella conferenza, cosa che contribuì alla modificazione di 78 dei 96 obiettivi del documento e l&#8217;incorporazione di altri cinque.</p>
<p>La notizia aggiunge che in riunioni territoriali, realizzate nella prima decina di gennaio, 811 delegati analizzarono le modificazioni proposte, in rappresentazione dei più di 800 mila militanti di questa organizzazione politica.</p>
<p>La conferenza, che si concluderà la prossima domenica nel Palazzo delle Convenzioni, darà anche continuità alla discussione del citato progetto.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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