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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; commercio</title>
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		<title>Russia sfida il bloqueo e intensifica il commercio con Cuba (+81%)</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Dec 2017 19:46:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Russia ribadisce il suo sostegno a Cuba nella lotta contro il blocco degli Stati Uniti e aumenta la mole di affari in un clima diplomatico sempre più favorevole. Diverse aziende russe, tra cui Avtovaz - la più grande casa automobilistica del paese - la compagnia petrolifera russa Rosneft e il monopolio statale delle infrastrutture Russian Railways (RZD) hanno aumentato gli investimenti a Cuba e il valore per il 2017 dovrebbe raggiungere a 400 milioni di dollari entro la fine del 2017. Lo riporta oggi la Tv russa RT.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10308" alt="RaulPutin" src="/files/2017/12/RaulPutin.jpg" width="580" height="290" />Russia ribadisce il suo sostegno a Cuba nella lotta contro il blocco degli Stati Uniti e aumenta la mole di affari in un clima diplomatico sempre più favorevole.</strong></p>
<p>Diverse aziende russe, tra cui Avtovaz &#8211; la più grande casa automobilistica del paese &#8211; la compagnia petrolifera russa Rosneft e il monopolio statale delle infrastrutture Russian Railways (RZD) hanno aumentato gli investimenti a Cuba e il valore per il 2017 dovrebbe raggiungere a 400 milioni di dollari entro la fine del 2017. Lo riporta oggi la Tv russa RT.</p>
<p>Grazie al finanziamento della banca di sviluppo statale russa VEB, Mosca sta espandendo le sue esportazioni a Cuba, cresciute dell&#8217;81%, cioè di circa 225 milioni di dollari, tra gennaio e settembre di quest&#8217;anno.</p>
<p>&#8220;Più aumenterà la presenza russa a Cuba, maggiori saranno gli atteggiamenti anti-americani nell&#8217;isola e questo impedirà alle compagnie statunitensi di fare più affari con Cuba&#8221;, ha sostenuto Jason Marczak, direttore di Adrienne Arsht Latin America Center.</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>Imprenditori statunitensi importeranno carbone vegetale da Cuba</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Jan 2017 02:41:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cuba ha una nicchia importante rispetto al carbone vegetale ed ad altri prodotti agricoli, per le caratteristiche dei suoi campi e terreni organici, ha detto oggi a L’avana il presidente di Reneo Consulting LLc, Scott D. Gilbert. “Quando vogliamo sviluppare prodotti organici nel nostro paese, vediamo che i suoli sono stati trattati con troppi pesticidi, cosa che non succede a Cuba, i cui terreni e campi sono molto organici”, aggregò il dirigente in dichiarazioni a Prensa Latina.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9686" alt="carbon-vegetal-cuba-eeuu-1-580x376" src="/files/2017/01/carbon-vegetal-cuba-eeuu-1-580x376.jpg" width="580" height="376" />Cuba ha una nicchia importante rispetto al carbone vegetale ed ad altri prodotti agricoli, per le caratteristiche dei suoi campi e terreni organici, ha detto oggi a L’avana il presidente di Reneo Consulting LLc, Scott D. Gilbert.  </strong></p>
<p>“Quando vogliamo sviluppare prodotti organici nel nostro paese, vediamo che i suoli sono stati trattati con troppi pesticidi, cosa che non succede a Cuba, i cui terreni e campi sono molto organici”, aggregò il dirigente in dichiarazioni a Prensa Latina.</p>
<p>È importante &#8211; affermò &#8211; che entrambi i paesi possano condividere prodotti, conoscenza ed economia, perché ognuno ha prodotti differenti con cui contribuire, ed il fatto importante è dare il meglio di sé ed imparare insieme.</p>
<p>In rappresentazione della compagnia Coabana Trading LLc &#8211; della quale Reneo Consulting è sussidiario -, Scott firmò questo giovedì un contratto di compravendita internazionale con la direttrice generale di Cubaexport, Isabel O’Reily, per l&#8217;esportazione di carbone vegetale agli Stati Uniti.</p>
<p>Questo rappresenterà la prima vendita di un prodotto cubano al suo vicino del nord dopo più di 50 anni.</p>
<p>Scott ha detto che “l&#8217;importanza di questo accordo va oltre l&#8217;importazione di carbone vegetale, ma anche di miele e caffè, e che stiamo mettendo un altro asse nel ponte che unirà Cuba con gli Stati Uniti”.</p>
<p>“Per me è eccessivamente importante che importiamo prodotti da Cuba poiché la popolazione statunitense è gigantesca rispetto a quella di questa isola”, segnalò in seguito l&#8217;imprenditore rispondendo alle domande della stampa sulla firma del documento, nel Gruppo Imprenditoriale del Commercio Estero (Gecomex), in questa capitale.</p>
<p>Alla domanda “se voleva inviare qualche messaggio a Donald Trump che assumerà la presidenza degli Stati Uniti il 20 di questo mese”, segnalò: “Non direi che è un messaggio, ma gli consiglierei di studiare quello che abbiamo fatto ed i differenti accordi tra i due paesi negli ultimi due anni. Se crediamo nel libero commercio credo che questo è quello che dobbiamo fare”, disse.</p>
<p>Risaltò che la firma di questo contratto è un primo passo in mezzo alle restrizioni che intorpidiscono le relazioni bilaterali, che continuano ad essere molto limitate, per la persistenza del bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba da più di 50 anni.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>foto di Ladyrene Perez</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-9687" alt="carbon-vegetal-cuba-eeuu-3-580x347" src="/files/2017/01/carbon-vegetal-cuba-eeuu-3-580x347.jpg" width="580" height="347" /><img class="alignleft size-full wp-image-9688" alt="carbon-vegetal-cuba-eeuu-5-580x385" src="/files/2017/01/carbon-vegetal-cuba-eeuu-5-580x385.jpg" width="580" height="385" /></p>
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		<title>Creano negli Stati Uniti una coalizione agricola contro il bloqueo contro Cuba</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jan 2015 01:30:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Diminuire le restrizioni di finanziamento sul commercio agricolo con Cuba farebbe bene agli agricoltori ed agli allevatori più competitivi nel mercato con Cuba”, ha detto il presidente della Federazione Americana Agricola, Bob Stallman, in una conferenza stampa.   
Nonostante gli agricoltori ed allevatori statunitensi possano esportare alimenti a Cuba con il bloqueo vigente, affrontano serie restrizioni che secondo Stallman li hanno collocati in una posizione svantaggiosa di fronte ad altri paesi con cui l'isola mantiene relazioni commerciali.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8331" alt="" src="/files/2015/01/cuba-estados-unidos-bloqueo.jpg" width="300" height="250" />Una coalizione di circa trenta organizzazioni ed aziende agricole ed alimentari si sono unite oggi per promuovere il sollevamento del bloqueo degli Stati Uniti contro Cuba che si suppone sia “un ostacolo auto-imposto” al commercio.  </strong></p>
<p>“Diminuire le restrizioni di finanziamento sul commercio agricolo con Cuba farebbe bene agli agricoltori ed agli allevatori più competitivi nel mercato con Cuba”, ha detto il presidente della Federazione Americana Agricola, Bob Stallman, in una conferenza stampa.<br />
Nonostante gli agricoltori ed allevatori statunitensi possano esportare alimenti a Cuba con il bloqueo vigente, affrontano serie restrizioni che secondo Stallman li hanno collocati in una posizione svantaggiosa di fronte ad altri paesi con cui l&#8217;isola mantiene relazioni commerciali.</p>
<p>“Malgrado molti paesi abbiano avanzato nelle loro relazioni ed ora commerciano liberamente con Cuba, noi abbiamo ancora restrizioni onerose. Gli agricoltori ed i commercianti agricoli dovrebbero avere l&#8217;opportunità di competere in termini uguali”, ha detto.</p>
<p>La coalizione è integrata da 28 dei principali gruppi del ramo, da organizzazioni che agglutinano i produttori di saggina, soia e mais, e perfino produttori di latte e di carne.</p>
<p>“Ci vorrà tempo nel Congresso per poter avere il permesso di commerciare liberamente con Cuba. Ma dobbiamo terminare con questo bloqueo”, ha indicato Paul Johnson, presidente del Chicago Foods International LLC e vicepresidente della Coalizione Agricola degli Stati Uniti per Cuba (USACC, in inglese).</p>
<p>L&#8217;iniziativa si produce appena un mese dopo che il presidente Barack Obama annunciasse un cambio storico nelle relazioni degli Stati Uniti con Cuba, con l&#8217;intenzione di avanzare nella normalizzazione diplomatica e nel sollevamento del bloqueo economico imposto al paese caraibico nel 1961.</p>
<p>“I cambiamenti politici annunciati dal presidente Obama permetteranno che i prodotti statunitensi siano più competitivi, fatto che faciliterà che il popolo cubano abbia più opzioni di acquisto nei suoi negozi ed ampliare la base di clienti per gli agricoltori ed allevatori degli Stati Uniti”, ha detto Vilsack.</p>
<p>Il segretario di Agricoltura ha rimarcato che Cuba importa l’80% dei suoi prodotti agricoli ed è un mercato di 1.700 milioni di dollari.</p>
<p>Benché le aziende agricole possano esportare i loro prodotti a Cuba, le restrizioni finanziarie e commerciali limitano la competitività dei prodotti statunitensi, ha osservato l&#8217;USACC.</p>
<p>In realtà, ha sottolineato la coalizione, dal 2008 hanno cessato le esportazioni di riso all&#8217;isola caraibica per questi intoppi.</p>
<p>In rappresentazione degli stati di gran produzione agricola e di allevamento degli Stati Uniti, specialmente in occidente, è intervenuto il governatore del Missouri, Jay Nixon, che ha criticato il “complicato processo” burocratico attuale come “un ostacolo auto-imposto.”</p>
<p>“Le esportazioni agricole del Brasile a Cuba”, ha spiegato Nixon, “si sono moltiplicate quattro volte nell&#8217;ultima decade” ed i competitori stranieri della Spagna, dell’Argentina o del Canada stanno guadagnando quote di mercato grazie a che non affrontano le restrizioni degli statunitensi.</p>
<p>La gran battaglia si produce ora nel Congresso che ha l&#8217;autorità esclusiva per togliere il bloqueo, dove le due camere sono controllate dai repubblicani, e che si sono dimostrati in maniera maggioritaria contro la decisione presa dal presidente Obama.</p>
<p>Il congressista del Dakota del Nod, Kevin Cramer, uno dei pochi repubblicani che ha dato il benvenuto all&#8217;annuncio di Obama, ha risaltato che è sommamente importante vincolare il “commercio alla diplomazia” nel caso cubano.</p>
<p>“Il commercio è uno degli attrezzi fondamentali per esportare la democrazia”, ha affermato Cramer, emergendo che il termine del bloqueo è positivo anche per il popolo cubano.</p>
<p>Con informazione di Notimex ed EFE</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Aumentano i legami commerciali tra Cuba e Cina</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Nov 2014 00:29:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vice presidente del Consiglio cinese per la Promozione del Commercio Internazionale (CCPIT), Wang Jinzhen, e il presidente della Camera di Commercio di Cuba (CCC) Orlando Hernandez, hanno lavorato, nella giornata di lunedì, per un incremento del commercio e degli investimenti tra i loro paesi in una riunione del Comitato Aziendale Bilaterale, che si è tenuto in occasione della XXXII Fiera Internazionale de L'Avana (FIHAV 2014). ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8204" alt="" src="/files/2014/11/fihav2014-5.jpg" width="580" height="366" />Il vice presidente del Consiglio cinese per la Promozione del Commercio Internazionale (CCPIT), Wang Jinzhen, e il presidente della Camera di Commercio di Cuba (CCC) Orlando Hernandez, hanno lavorato, nella giornata di lunedì, per un incremento del commercio e degli investimenti tra i loro paesi in una riunione del Comitato Aziendale Bilaterale, che si è tenuto in occasione della XXXII Fiera Internazionale de L&#8217;Avana (FIHAV 2014). </strong></p>
<p>Jinzhen ha affermato che entrambe le parti hanno sempre tenuto un rapporto di reciproco aiuto e che le relazioni tra i due paesi hanno raggiunto livelli sempre più elevati, come confermato dalla visita a Cuba, di quest&#8217;anno, del presidente cinese Xi Jinping.</p>
<p>Il dirigente cinese ha poi aggiunto che l&#8217;interscambio tra i due paesi è asceso sino ai 1800 milioni di dollari, ma può aumentare ancora di più. La Cina è il secondo partner globale della nazione caraibica e quest&#8217;ultima il primo partner del gigante asiatico nella zona.</p>
<p>Il vice primo ministro del Commercio Estero e degli Investimenti Esteri di Cuba, Antonio Carricarte, ha guidato la riunione in cui è stato firmato il piano d&#8217;azione 2014/15 tra CCPIT e la CCC.</p>
<p>da AFP</p>
<p>foto di Ladyrene Perez</p>
<p>traduzione di Fabrizio Verde</p>
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		<title>Il commercio delle sbarre negli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 23:39:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un commercio in piena espansione e che già fattura negli Stati Uniti più di cinque mila milioni di dollari, come si dice in Cuba, “por lo bajito”. Quale è? Le carceri private. Va tanto bene che la maggiore impresa di questo tipo, Corrections Corporation of America (CCA), ha proposto a 48 stati nordamericani di comprargli i loro centri di detenzione. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3234" src="/files/2012/02/carcelestados-unidos.jpg" alt="" width="300" height="250" />Un commercio in piena espansione e che già fattura negli Stati Uniti più di cinque mila milioni di dollari, come si dice in Cuba, “por lo bajito”. Quale è? Le carceri private. Va tanto bene che la maggiore impresa di questo tipo, Corrections Corporation of America (CCA), ha proposto a 48 stati nordamericani di comprargli i loro centri di detenzione. </strong></p>
<p>La CCA ha 37 “gruppi di pressione” al servizio dei suoi interessi, soprattutto nel Congresso, una dimostrazione del potere crescente di questo settore e di come funzionano le imprese private negli USA.</p>
<p>In che cosa consiste il negozio? Perché è tanto lucroso? Gli Stati devono pagare alle carceri private un importo milionario tutti gli anni per prestare questo servizio al paese, si calcola che le prigioni costano al popolo statunitense più di 1700 milioni di dollari tutti gli anni, ma non è questa via la maggiore entrata di denaro; per legge, negli Stati Uniti le imprese private possono contrattare la loro manodopera nei centri penitenziari, e questo si è un commercio importante.</p>
<p>Ci pensi… nelle prigioni non ci sono scioperi, gli imputati sono disponibili il tempo necessario, non si contano straordinari né ferie, non esistono quelli che arrivano tardi né problemi familiari, e lo stipendio, è il fatto più stimolante per i dirigenti, lo stipendio consiste in centesimi all&#8217;ora. Secondo alcuni analisti, questa manodopera economica stimola gli investimenti ed il ritorno di molte imprese che lasciarono il paese per investire in Asia.</p>
<p>Il peso produttivo? Secondo studi, nella decade scorsa le prigioni produssero il 100% dei caschi militari, porta munizioni, giubbotti antiproiettile ed altro materiale militare. L&#8217;onnipotente Complesso Militare Industriale sembra essere un cliente molto importante, ma non l&#8217;unico. Le prigioni hanno anche tra i loro clienti le compagnie private dedicate all&#8217;industria leggera, utensili domestici ed articoli di ufficio. Schiavitù legalizzata in pieno 21°secolo, nella democrazia suppostamente più sviluppata del mondo. Se questo fu nella decade scorsa, e l&#8217;auge si registra negli ultimi anni, si suppone che la richiesta di manodopera economica, in mezzo alla crisi, sia maggiore nel 2012.</p>
<p>Negli ultimi anni, i padroni delle carceri private hanno visto nei clandestini la gallina delle uova d’oro. Secondo alcune ONG pro-immigranti, questi signori consumarono tra il 1999 ed il 2009 più di 20 milioni di dollari in intrighi per ottenere una maggiore quantità di leggi contro i clandestini, perfino, sono uno dei grandi patrocinatori della famosa legge in Arizona che posteriormente si replicò in altre regioni del paese.</p>
<p>Annualmente si arrestano 400 mila immigranti che vanno a parare nelle prigioni federali o statali, private o pubbliche. Questo successo del negozio spiega, in parte, perché gli Stati Uniti hanno il 25% della popolazione carceraria del pianeta. L&#8217;equazione è molto semplice: più carcerati… più denaro.</p>
<p>articolo di Oliver Zamora</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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