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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; collaborazione medica</title>
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		<title>Cuba al salvarsi, salva</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Jun 2020 00:58:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tre mesi fa, l’11 marzo 2020, l’OMS dichiarava il COVID-19 come una pandemia e Cuba riportava i suoi primi casi positivi alla malattia: tre turisti italiani che erano arrivati giorni prima dall’aeroporto de L’Avana si trovavano nella città centromeridionale di Trinidad. Solo dieci giorni dopo, il 21 marzo, quando a Cuba iniziavano ad emergere i casi ed erano visibili nei media internazionali e della controrivoluzione i dubbi sulla forza del sistema sanitario cubano di affrontare una malattia che stava distruggendo nazioni più potenti e causando un’elevata letalità, il Governo nazionale annunciava la partenza di una brigata di 52 medici ed infermieri cubani proprio verso l’Italia, nella regione della Lombardia, il terribile epicentro dell’epidemia in Europa.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11609" alt="Cuba-Salvar-Salva-Medicos-Salud-Rojo-580x319" src="/files/2020/06/Cuba-Salvar-Salva-Medicos-Salud-Rojo-580x319.jpg" width="580" height="319" />Tre mesi fa, l’11 marzo 2020, l’OMS dichiarava il COVID-19 come una pandemia e Cuba riportava i suoi primi casi positivi alla malattia: tre turisti italiani che erano arrivati giorni prima dall’aeroporto de L’Avana si trovavano nella città centromeridionale di Trinidad.</strong></p>
<p>Solo dieci giorni dopo, il 21 marzo, quando a Cuba iniziavano ad emergere i casi ed erano visibili nei media internazionali e della controrivoluzione i dubbi sulla forza del sistema sanitario cubano di affrontare una malattia che stava distruggendo nazioni più potenti e causando un’elevata letalità, il Governo nazionale annunciava la partenza di una brigata di 52 medici ed infermieri cubani proprio verso l’Italia, nella regione della Lombardia, il terribile epicentro dell’epidemia in Europa.</p>
<p>Il 22 marzo, tra applausi e gesti di ringraziamento, arrivavano a Milano, diretti verso la città di Crema, gli internazionalisti cubani della salute. Quel giorno, Cuba riportava dieci nuovi casi di COVID-19, per un totale di 35; una cifra di 954 pazienti erano sottoposti a sorveglianza clinico-epidemiologica negli ospedali e centri di isolamento creati a tale scopo; e altre 30773 persone erano sorvegliate nelle loro case, dall’assistenza sanitaria di base. Uno dei più rinomati centri per il monitoraggio del nuovo virus prevedeva, in uno scenario estremo, che l’80% della popolazione cubana, circa nove milioni di persone, si sarebbe ammalato e che 90000 sarebbero morte a causa della pandemia.</p>
<p>Era solo l’inizio di una battaglia per la vita che Cuba avrebbe sviluppato sul fronte interno e, contemporaneamente, offrendo aiuti solidali a decine di altre nazioni in America Latina, Caraibi, Europa, Africa e Medio Oriente. Una lotta che si dava nel mezzo dell’intensificazione del blocco USA contro Cuba: il 10 marzo era entrata in vigore la decisione, presa anteriormente dalla Casa Bianca, di sospendere i voli charter verso le città cubane, ad eccezione de L’Avana; che si aggiungeva ad oltre 80 misure adottate dall’amministrazione Trump contro Cuba, tra il 2019 e l’inizio del 2020, per spaventare gli investimenti stranieri, tagliare i flussi finanziari e di carburante, l’arrivo dei turisti e la vendita di servizi.</p>
<p>Sono trascorsi tre mesi di contrasto duro contro la malattia. Il Governo cubano ha stabilito linee guida d’organizzazione, lavoro collettivo ed efficienza nel suo piano nazionale di lotta. Il sistema sanitario ha dimostrato la sua forza ed il potere risolutivo, nonostante l’impatto del blocco -che ha impedito persino l’arrivo di ventilatori e mascherine nel paese. Le scienze, in particolare le biologiche e farmaceutiche, si sono convertite in alleate chiave e decisive nei protocolli d’attuazione e trattamenti per il controllo dell’epidemia nel paese. Il popolo, in maggioranza, ha accompagnato con disposizione e disciplina le misure adottate per il distanziamento fisico ed una maggiore igiene, come i soli metodi efficaci contro questo virus altamente trasmissibile.</p>
<p>Nella serata dell’11 giugno, tre mesi dopo i primi casi, il Presidente ed il Primo Ministro cubani hanno annunciato il prossimo avvio della fase di recupero post-COVID-19 del paese, in un piano per fasi e territori, con gradualità e asimmetrie, tenendo sempre conto del corso epidemiologico. È stata una vittoria contundente di Cuba contro l’emergenza sanitaria e contro gli auspici catastrofici dei suoi avversari.</p>
<p>Da sedici giorni nel paese c’è stato un solo decesso da lamentare ed una cifra decrescente di nuovi positivi. Delle 30mila persone che erano sotto osservazione nelle case per la possibilità di contagio, il 22 marzo, oggi ce ne sono solo circa 500. Il sistema sanitario non è mai stato nemmeno vicino a collassare, il controllo dell’epidemia è stato sempre mantenuto e oggi funziona più rilassato che mai.</p>
<p>È stata anche una nuova sconfitta per il blocco USA, che non si è fermato nemmeno nel mezzo della pandemia, nonostante gli appelli del Segretario Generale dell’ONU e di altre personalità internazionali. In questi ultimi giorni, Washington annunciava nuove misure contro le società cubane, ordinava il ritiro di Cuba del colosso alberghiero USA, Marriott, ed annunciava multe contro società straniere in affari con Cuba.<br />
Mentre internamente questa colossale battaglia si svolgeva, Cuba inviava 34 brigate mediche del Contingente “Henry Reeve” in 27 paesi, su richiesta delle autorità di quelle nazioni. Un totale di 3337 professionisti della salute cubani, di cui 2014 donne.</p>
<p>Quei “vincitori del dolore e della morte”, come li qualificò Fidel, stanno dando un formidabile esempio degli alti valori in cui si formano e dello spirito umanista che li spinge. Ci sono 1182 di loro che stanno assistendo direttamente casi positivi di COVID-19 nei paesi in cui forniscono assistenza. In totale, 67553 pazienti sono stati assistiti e 2091 vite sono state salvate.</p>
<p>Al contributo di solidarietà di queste brigate di emergenza si sommano gli sforzi delle 59 brigate mediche già dispiegate nello stesso numero di paesi nel mondo, i cui membri hanno curato altri 39230 pazienti in questi mesi, con 7189 vite salvate.</p>
<p>Lunedì scorso è ritornata a L’Avana la brigata medica accorsa in Lombardia nel mezzo della tragedia. È arrivata colma dall’ammirazione, dal riconoscimento e dall’applauso del popolo italiano. Ed ha ricevuto l’emozionato tributo del suo popolo.</p>
<p>In Italia, nella famosa Torino, un’altra brigata medica cubana continua a lavorare, instancabilmente, per salvare vite.</p>
<p>Sebbene la battaglia mondiale contro la pandemia non sia stata vinta e nella nostra area geografica si sia ancora lontana da essa, questi tre mesi convulsi stanno lasciando lezioni all’umanità. Cuba ha dimostrato il valore di un sistema sociale basato sull’essere umano e non sul potere del capitale, di un sistema sanitario accessibile, gratuito ed universale -dove non sono i prezzi dei test a decidere chi può sapere se è malato né l’età quella che porta i medici a decidere chi vive o chi muore davanti all’assenza di respiratori- di una scienza posta a favore della salute e del benessere collettivo e non del lucro e salvezza di pochi.</p>
<p>Cuba ha anche dimostrato che solo la cooperazione e la solidarietà, non l’egoismo né i blocchi, possono essere la risposta efficace dell’umanità di fronte alle grandi sfide che ci attendono.</p>
<p>Al salvarsi, Cuba Salva.</p>
<p>di Randy Alonso Falcon</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
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		<title>Collaboratori cubani in Bahamas sono protetti ed appoggeranno il recupero dopo il passo di Dorian</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Sep 2019 00:59:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bruno Rodriguez Parrilla, ministro di Relazioni Estere cubano, ha detto, mediante un messaggio nella rete sociale Twitter, che i collaboratori cubani in Bahamas si sommeranno ai lavori di recupero in questo paese, colpito gravemente dall’uragano devastatore Dorian. Il Cancelliere ha espresso la sua solidarietà ed appoggio al governo e popolo della Bahamas, ed ha anche assicurato che i lavoratori della maggiore delle Antille sono protetti dal potente temporale di venti superiori ai 290 chilometri per ora.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11113" alt="Medicos-cubanos-580x330" src="/files/2019/09/Medicos-cubanos-580x330.jpg" width="580" height="330" />Bruno Rodriguez Parrilla, ministro di Relazioni Estere cubano, ha detto, mediante un messaggio nella rete sociale Twitter, che i collaboratori cubani in Bahamas si sommeranno ai lavori di recupero in questo paese, colpito gravemente dall’uragano devastatore Dorian.</strong></p>
<p>Il Cancelliere ha espresso la sua solidarietà ed appoggio al governo e popolo della Bahamas, ed ha anche assicurato che i lavoratori della maggiore delle Antille sono protetti dal potente temporale di venti superiori ai 290 chilometri per ora.</p>
<p>D’accordo con l&#8217;Agenzia Nazionale di Gestione delle Emergenze delle Bahamas, l&#8217;uragano Dorian, di categoria cinque, la massima della scala Saffir-Simpson, causa ancora impatti devastatori in Gran Bahamas, dove si manteneva stazionario.</p>
<p>Fino al momento, si sa di cinque morti e di una ventina di feriti, mentre registrano circa 13 mila case severamente danneggiate o distrutte, ed i pozzi di acqua potabile inquinati.</p>
<p>da ACN</p>
<p>preso da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: ACN</p>
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		<title>MINREX: Governo degli USA destina fondi milionari per ostacolare la cooperazione medica cubana</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Aug 2019 00:44:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministero di Relazioni Estere denuncia e condanna energicamente la recente aggressione contro Cuba del Governo degli Stati Uniti mediante un programma dell'USAID destinato a finanziare azioni e ricerca di informazioni per screditare e sabotare la cooperazione internazionale che presta Cuba nella sfera della salute in decine di paesi ed a favore di milioni di persone. È un programma che si somma alle pressioni grossolane esercitate contro vari governi per ostacolare la cooperazione cubana ed a sforzi anteriori, con lo stesso proposito, come il programma speciale “parole” diretto al furto di risorse umane formate a Cuba.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9795" alt="declaracion_minrex_0_0-580x330" src="/files/2017/02/declaracion_minrex_0_0-580x330.jpg" width="580" height="330" />Il Ministero di Relazioni Estere denuncia e condanna energicamente la recente aggressione contro Cuba del Governo degli Stati Uniti mediante un programma dell&#8217;USAID destinato a finanziare azioni e ricerca di informazioni per screditare e sabotare la cooperazione internazionale che presta Cuba nella sfera della salute in decine di paesi ed a favore di milioni di persone. È un programma che si somma alle pressioni grossolane esercitate contro vari governi per ostacolare la cooperazione cubana ed a sforzi anteriori, con lo stesso proposito, come il programma speciale “parole” diretto al furto di risorse umane formate a Cuba.  </strong></p>
<p>Il centro della calunnia immorale consiste in allegare, senza nessun fondamento, che Cuba incorre nella tratta di persone o nella pratica della schiavitù, e pretende denigrare il lavoro meritorio che volontariamente sviluppano ed hanno sviluppato durante la storia centinaia di migliaia di professionisti e tecnici dalla salute cubani in vari paesi, particolarmente del Terzo Mondo.</p>
<p>Si tratta di un&#8217;ingiuria contro i programmi bilaterali ed intergovernativi di cooperazione, tutti stabiliti legittimamente tra il governo cubano ed i governi di decine di paesi, che sono stati conseguenti coi modelli delle Nazioni Unite, riferiti alla cooperazione Sud-Sud, ed hanno risposto alle richieste di salute che questi stessi governi hanno definito sovranamente.</p>
<p>È un attentato contro uno sforzo solidale che ha ricevuto il riconoscimento della comunità internazionale e l&#8217;elogio specifico dei più alti dirigenti delle Nazioni Unite, dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Salute e dell&#8217;Organizzazione Panamericana della Salute.</p>
<p>Queste menzogne sono rivelatrici del basso valore morale del governo degli Stati Uniti e dei politici che si dedicano al negozio dell&#8217;aggressione contro Cuba. La campagna conta su fondi milionari e la complicità di vari dei grandi mezzi di diffusione ed, in questione, di giornalisti negligenti che sacrificano la loro supposta imparzialità ed obiettività al servizio degli interessi politici del governo degli Stati Uniti.</p>
<p>Per decadi e fino ad oggi, in queste nazioni con condizioni economiche più sfavorevoli, questa cooperazione si è offerta e si offre come gesto solidale, le cui spese sono coperte praticamente da Cuba nella loro totalità. Allo stesso modo ed in linea con le concezioni delle Nazioni Unite sulla cooperazione tra paesi in via di sviluppo, questo si offre in varie nazioni sulla base della complementarietà e la compensazione parziale per i servizi prestati.</p>
<p>Consiste totalmente in uno scambio giusto e legittimo tra paesi in via di sviluppo, molti dei quali contano su ricchezze naturali, dimensioni economiche o gradi di sviluppo industriali superiori a quelli di Cuba, ma non hanno i risorse umane che il nostro Stato è riuscito a generare; di professionisti abnegati ed umanitari, disposti per la loro stessa volontà a lavorare nelle condizioni più difficili; e delle concezioni di copertura della salute che ci hanno permesso edificare gli anni di un’esperienza soddisfacente.</p>
<p>I tecnici e professionisti cubani che partecipano a questi programmi lo fanno assolutamente in maniera libera e volontaria. Durante il compimento della loro missione, continuano a ricevere integramente il loro salario a Cuba e dispongono, inoltre, di uno stipendio nel paese di destino, insieme ad altre forme di compensazione.</p>
<p>Nei casi in che Cuba riceve compensazione per la cooperazione prestata, questi collaboratori hanno il merito di offrire un apporto altamente prezioso, giusto e completamente legittimo per il finanziamento, la sostenibilità e lo sviluppo del sistema di salute di massa e gratuito che è accessibile a tutti i cubani sull’isola.</p>
<p>L&#8217;accesso alla salute è un diritto umano e gli Stati Uniti commettono un crimine pretendendo negarlo od ostacolarlo con motivi politici o di aggressione.</p>
<p>Ministero di Relazioni Estere di Cuba</p>
<p>L&#8217;Avana, 29 agosto 2019</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>La pagliuzza nell&#8217;occhio altrui</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jan 2018 02:04:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non citerò il media, poiché non mi sommerò a dar pubblicità a chi non lo merita, ma i nostri lettori guatemaltechi sicuramente sapranno di chi e a coloro ci riferiamo. Neppure commetterei un errore se lo facessi, poiché con totale impudenza menzionano più volte Cuba, con totale ignoranza della realtà; io direi che persino con perversità. Mi stupiscono gli sfortunati confronti contro Venezuela e Cuba. È come avere il tetto di vetro e lanciare sassi al vicino. Non cadrò nella mancanza di etica di questi editoriali di voler confrontare le mele con i manghi. Sono frutti, ma non sono la stessa cosa.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10343" alt="colaboracion-medica-cubana-" src="/files/2018/01/colaboracion-medica-cubana-.jpg" width="580" height="387" />Non citerò il media, poiché non mi sommerò a dar pubblicità a chi non lo merita, ma i nostri lettori guatemaltechi sicuramente sapranno di chi e a coloro ci riferiamo. Neppure commetterei un errore se lo facessi, poiché con totale impudenza menzionano più volte Cuba, con totale ignoranza della realtà; io direi che persino con perversità.</strong></p>
<p>Mi stupiscono gli sfortunati confronti contro Venezuela e Cuba. È come avere il tetto di vetro e lanciare sassi al vicino. Non cadrò nella mancanza di etica di questi editoriali di voler confrontare le mele con i manghi. Sono frutti, ma non sono la stessa cosa.</p>
<p>Dirò solo a favore del Venezuela, che sarebbe molto buono approfondire tutto in termini di salute, istruzione (molti anni fa sono stati dichiarati dall&#8217;UNESCO territorio libero dall’analfabetismo), garanzie dei cittadini, sicurezza, tra altri aspetti, costituiscono un modello da seguire per molti paesi della regione in cui, contraddittoriamente, primeggia il contrario, anche in pieno XXI secolo. La cosa più triste è che non ci sono soluzioni a breve termine attraverso i modelli imperanti.</p>
<p>Di Cuba non ci si deve estendere in spiegazioni, i lettori, per fortuna, hanno accesso alla verità ed a ciò che, con molto sforzo, con un criminale blocco da parte del paese più potente del mondo, è stato raggiunto in tutti gli indici misurabili dall’ONU, ciò che ci pongono, con la massima modestia, tra i primi al mondo con programmi a favore dei propri cittadini.</p>
<p>Perché questi macabri media in Guatemala non parlano della collaborazione cubana in questo paese? Sanno che Cuba è, secondo serie ricerche condotte da specialisti del settore, il principale donatore di aiuti ufficiali allo sviluppo non solo in Guatemala, ma in America Latina e nei Caraibi? Cosa impedisce loro di vedere la realtà? È molto probabile che la loro ignoranza della realtà e lo sguardo indiscreto e vergognoso verso la casa del vicino gli impedisca di vedere cosa succede in casa loro.</p>
<p>Vorrei esortare  questi media ad approfondire la loro conoscenza delle loro situazioni, ma non solo con lo spirito di critica, ma anche per unirsi alla ricerca di soluzioni sociali per il bene comune.</p>
<p>Non pretendiamo minimamente che ci ringrazino, ma devono tenere a mente che oltre 153000 cittadini di quel paese, probabilmente possono comprare e leggere i loro media, grazie a Cuba; non sto dicendo sciocchezze. Grazie al metodo di alfabetizzazione cubano &#8220;Yo Sí Puedo&#8221;, che ha portato la luce della conoscenza nei luoghi più remoti ed oscuri di questa geografia, coloro che prima non potevano farlo, oggi ringraziano questa piccola isola bloccata per poter leggere e scrivere. Fortunatamente anche sono meno gli ingannati, oggi, nel mondo.</p>
<p>Stiamo per compiere, il prossimo 5 novembre, 20 anni di permanente presenza della Brigata Medica Cubana in Guatemala. È l&#8217;unico paese in cui è rimasta per molto tempo con il popolo guatemalteco e nei luoghi in cui spesso gli stessi cittadini temono di avvicinarsi a causa delle deprimenti condizioni. Cuba non guarda, né guarderà mai dove si vive meglio, ma dove è il dovere; è l&#8217;insegnamento di Fidel che con orgoglio di patria portiamo nei nostri cuori per tradizione internazionalista.</p>
<p>Cito solo alcuni dati e chiarisco che è affinché questi &#8220;media pubblici&#8221; sappiano cosa succede nel loro paese. C&#8217;è un mondo al di là dell&#8217;asfalto che percorrono le loro moderne auto e glielo dimostrerò solo con alcune cifre che parlano della collaborazione della Brigata Medica Cubana (BMC) in Guatemala, di quel paese che chiamano &#8220;regime totalitario&#8221; e che ci porta a pensare se ciò che chiamano in quel modo e favorisce la maggioranza, è ciò di cui molti abbiamo bisogno, al di là delle ideologie di cartone.</p>
<p>La BMC cura 3075834 cittadini di questo paese; l&#8217;età media dei nostri collaboratori è di 45 anni ed il 62,9% sono donne, ciò che a nostro avviso è la più grande forza (qualcosa che questi media sicuramente negano). La sua presenza con professionisti è distribuita in 45 centri sanitari, 33 centri sanitari, 11 CAIMI, 72 negli ospedali, 12 nei 4 centri oftalmologici con operazioni alla vista GRATUITA; 15 nelle aree di salute, 21 nel centro di assistenza permanente, tra gli altri.</p>
<p>Lo storico accumulato (1998-2017) di cure e fino a novembre del 2017, è in 42818306 cittadini guatemaltechi curati. Si sono realizzati 392442 interventi chirurgici in diverse specialità. I tassi di mortalità infantile e materna, dove  si trova la BMC, sono i più bassi non solo nel paese, ma nella regione centroamericana. Si sono salvate quasi 400 mila vite. Si formano levatrici, leader della comunità, team sanitari e sono ottenuti infiniti risultati.</p>
<p>Molto lontana è Cuba dalla vanità e dal dire quello che facciamo. Almeno io chiedo che quelli che non sono capaci di sacrificarsi per gli altri, come disse l&#8217;apostolo José Martí, abbiano almeno la decenza di rimanere in silenzio davanti a quelli che si sacrificano.</p>
<p>Scusate l&#8217;estensione, non pensavo di farlo, ma siamo obbligati a difendere i valori in cui crediamo e che difenderemo, al prezzo di ogni sacrificio. Questo è il Socialismo cubano, il nostro, il genuino e quello che vogliamo noi che viviamo sull&#8217;isola. La scelta di ogni paese è libera e sovrana. Esorto a fare di più per il nostro e a smettere di vedere la pagliuzza nell’occhio altrui. Almeno come precetto biblico, compitelo.</p>
<p>di Carlos Céspedes Piedra</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
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		<title>Cuba all&#8217;ONU: urge unirsi a questo sforzo globale contro l&#8217;Ebola</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2014/09/19/cuba-allonu-urge-unirsi-questo-sforzo-globale-contro-lebola/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Sep 2014 00:00:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervento di Abelardo Moreno, vice ministro di Relazioni Estere della Repubblica di Cuba nella sessione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU dedicata alla lotta contro l'Ebola, il 18 settembre 2014. (Versione Stenografica–Consiglio di Stato)  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8117" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8117" alt="Abelardo Moreno" src="/files/2014/09/vicecancillercubano-abelardomoreno-foto-robertomorejon.jpg" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Abelardo Moreno</p></div>
<p><strong>Intervento di Abelardo Moreno, vice ministro di Relazioni Estere della Repubblica di Cuba nella sessione del Consiglio di Sicurezza dell&#8217;ONU dedicata alla lotta contro l&#8217;Ebola, il 18 settembre 2014.  </strong></p>
<p>(Versione Stenografica–Consiglio di Stato)</p>
<p>&#8220;Sig.ra Presidentessa:</p>
<p>Mi permetta innanzitutto, ringraziare il Segretario Generale, il dottore Navarro, la dottoressa Chan ed il signore Niamah per l&#8217;informazione che ci hanno brindato, che posso assicurarle, che per noi, è sommamente utile e necessaria.</p>
<p>Sig.ra Presidentessa:</p>
<p>La gravità della situazione creata dall&#8217;epidemia dell&#8217;Ebola, che colpisce alcuni paesi dell&#8217;Africa Occidentale e Centrale, espone la necessità di affrontarla con energia e contare sulla cooperazione di tutti i paesi.</p>
<p>In questo spirito, Cuba, sul sollecito del Segretario Generale delle Nazioni Unite, eccellente signor Ban Ki-moon, e della Direttrice Generale dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità, dottoressa Margaret Chan, ha iniziato già il processo di cooperazione sotto la coordinazione dell&#8217;OMS, come è stato annunciato venerdì scorso dal Ministro della Sanità della Repubblica di Cuba, dottor Roberto Morales Ojeda.</p>
<p>Questa cooperazione permetterà l&#8217;invio a Sierra Leone di una brigata medica, i cui membri hanno manifestato la loro disposizione ad unirsi alla lotta contro questa epidemia. Tutti possiedono più di 15 anni di esperienza professionale e hanno lavorato in altri paesi, affrontando disastri naturali ed epidemiologici, oltre a missioni di collaborazione medica.</p>
<p>Siamo preparati per lavorare gomito a gomito con altri paesi, inclusi quelli coi quali non abbiamo relazioni diplomatiche.</p>
<p>Questa risposta cubana si iscrive nel nostro aiuto solidale per Africa, per  Asia e per America Latina e per i Caraibi. Durante gli ultimi 55 anni, abbiamo collaborato con 158 paesi, con la partecipazione di 325 mila 710 lavoratori della salute. In 39 paesi dell&#8217;Africa hanno lavorato 76 mila 744 collaboratori. Oggi, in questo settore, 4 mila 048 cubani prestano servizi in 32 nazioni africane; di loro, 2 mila 269 sono medici.</p>
<p>Inoltre, Cuba, paese piccolo e povero, fino alla data, ha formato, gratuitamente, 38 mila 940 medici di 121 paesi. Attualmente frequentano il corso di medicina nella nostra isola 10 mila giovani stranieri, 6 mila dei quali lo fanno senza nessun costo, sotto il principio di continuare ad aiutare i più poveri e quelli che contano con delle risorse assumono le spese, fatto che contribuisce a garantire la sostenibilità del sistema di salute cubano e la collaborazione internazionale.</p>
<p>Sig.ra Presidentessa:</p>
<p>In questa battaglia contro l&#8217;Ebola, che deve essere di tutti, il Governo di Cuba ha deciso di mantenere la sua cooperazione ed estenderla ai paesi più colpiti, che sono stati già informati.</p>
<p>Nel resto della regione non colpita dall&#8217;Ebola e dove abbiamo, come già ho detto più di 4 mila collaboratori della salute, siamo disposti ad aiutare nella prevenzione di questa malattia.</p>
<p>Le brigate mediche che si manderanno in Africa per la lotta contro l&#8217;Ebola, fanno parte del “Contingente Internazionale Henry Reeve” —creato nell&#8217;anno 2005—integrato da medici specializzati nell’affrontare disastri e grandi epidemie.</p>
<p>La risposta di Cuba ha confermato i valori solidali che hanno guidato la Rivoluzione Cubana: non dare quello che eccede, ma condividere quello che abbiamo.</p>
<p>L&#8217;Africa aspetta una risposta immediata di tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite, e molto particolarmente di quelli che hanno risorse. E’ urgente unirsi a questo sforzo globale contro l&#8217;Ebola. L&#8217;umanità ha un debito coi paesi dell&#8217;Africa. Non possiamo defraudarli.</p>
<p>Molte grazie&#8221;.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>foto di Roberto Morejon/AIN</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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