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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; colera</title>
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		<title>Relazione rivela che caschi azzurri dell&#8217;ONU sono responsabili del colera ad Haiti</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Aug 2016 00:43:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un informe dell'accademico Philip Alston e filtrato dal quotidiano The New York Times, rivela che l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) è la causante di introdurre il colera ad Haiti, dove si registrano almeno 10.000 morti per l'epidemia. Il documento che non è una copia definitiva, è stato ricevuto dal segretario generale dell'ONU, Ban Ki-moon, il passato 8 agosto. Nel testo afferma che il colera “non sarebbe esploso se non fosse stato per le azioni delle Nazioni Unite.”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9475" alt="onu-colera-haití" src="/files/2016/08/onu-colera-haití.jpg" width="580" height="329" />Un informe dell&#8217;accademico Philip Alston e filtrato dal quotidiano The New York Times, rivela che l&#8217;Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) è la causante di introdurre il colera ad Haiti, dove si registrano almeno 10.000 morti per l&#8217;epidemia.</strong></p>
<p>Il documento che non è una copia definitiva, è stato ricevuto dal segretario generale dell&#8217;ONU, Ban Ki-moon, il passato 8 agosto. Nel testo afferma che il colera “non sarebbe esploso se non fosse stato per le azioni delle Nazioni Unite.”</p>
<p>L&#8217;accademico si riferisce ad un contingente di 454 caschi azzurri che, infettati dalla malattia, depositarono il loro materiale fecale ed altra spazzatura, in un fiume ubicato nel paesino di Mirebalais.</p>
<p>Alston, professore di Diritto all&#8217;Università di New York, criticò l&#8217;azione come “moralmente inammissibile, legalmente indifendibile e politicamente autodistruttiva” dell&#8217;ONU che secondo lui, fallì nel suo tentativo di sradicare il colera in Haiti.</p>
<p>Inoltre criticò la “doppia morale” delle Nazioni Unite che esige agli Stati membri che siano rispettosi dei diritti umani, “mentre si esime da questa responsabilità lei stessa.”</p>
<p>Inoltre, il professore si dispiacque che l&#8217;organismo multilaterale si rifugi nella sua immunità diplomatica, dopo aver “ignorato lo Stato di diritto” nella nazione antillana.</p>
<p>Ci si aspetta che la versione finale della relazione di Alston sarà presentata in settembre prossimo, quando si porti a termine l&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite.</p>
<p>Una volta filtrato il documento presentato presso Ban, il portavoce dell&#8217;ONU, Farhan Haq, manifestò che purtroppo manca molto per risolvere la critica situazione che soffrono gli haitiani.</p>
<p>“L&#8217;ONU è convinta che deve fare molto di più rispetto alla sua propria implicazione nel focolaio iniziale e la sofferenza dei colpiti dal colera”, dichiarò Haq.</p>
<p>In una conferenza stampa informò che “nei prossimi due mesi” si presenterà una nuova risposta, a mo&#8217; di progetto, per fare fronte all&#8217;epidemia.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Vittoria popolare</span></p>
<p>Il capo dell&#8217;Ufficio degli Avvocati Internazionali, Mario Joseph, catalogò come “una vittoria per il popolo haitiano” le dichiarazioni del portavoce delle Nazioni Unite.</p>
<p>“È una gran vittoria per le migliaia di haitiani che si mobilitarono per chiedere giustizia, che scrissero all&#8217;ONU e presentarono una denuncia contro l&#8217;organizzazione”, disse in un comunicato.</p>
<p>Dal 2011, quando l&#8217;Istituto per la Giustizia e la Democrazia ad Haiti ha denunciato l’ONU, si sviluppano una serie di accuse formali che tuttavia sono state sempre disistimate.</p>
<p>Nel 2014 la giustizia statunitense rifiutò la denuncia per considerare che non era possibile investigare e processare le Nazioni Unite.</p>
<p>Con informazioni di TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Nota Informativa del Ministero della Sanità</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2013 23:47:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Ministero della Sanità informa che, da domenica 6 gennaio, il sistema di vigilanza clinico epidemiologica ha scoperto un incremento delle malattie diarroiche acute nel municipio del Cerro e posteriormente in altri municipi della capitale. Un gruppo di questi pazienti presentavano sintomi e segni che orientavano eziologicamente al sospetto di colera, fatto che ha determinato l'attivazione delle azioni previste nel piano contro il colera, con tutti i mezzi e le risorse necessarie.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-6228" src="/files/2013/01/salud-cuba1.jpg" alt="" width="300" height="250" />Il Ministero della Sanità informa che, da domenica 6 gennaio, il sistema di vigilanza clinico epidemiologica ha scoperto un incremento delle malattie diarroiche acute nel municipio del Cerro e posteriormente in altri municipi della capitale. Un gruppo di questi pazienti presentavano sintomi e segni che orientavano eziologicamente al sospetto di colera, fatto che ha determinato l&#8217;attivazione delle azioni previste nel piano contro il colera, con tutti i mezzi e le risorse necessarie. </strong></p>
<p>L&#8217;analisi microbiologica realizzata dall&#8217;Istituto di Medicina Tropicale “Pedro Kouri”, ha determinato che l&#8217;agente causale è il Vibrio Cholerae O1 Tor enterotossico sierotipo Ogawa, essendo confermati fino ad oggi 51 casi.</p>
<p>Secondo le valutazioni epidemiologiche effettuate, la trasmissione si è generata per un rivenditore di alimenti, portatore asintomatico della malattia, che l’aveva acquisito durante i focolai di cui abbiamo informato in precedenza, in altre regioni del paese.</p>
<p>Come risultato delle misure adottate, la trasmissione si trova in fase di estinzione. Ciò è stato possibile, in primo luogo, per la vigilanza permanente e la capacità di risposta del nostro sistema della sanità.</p>
<p>Si reitera la necessità di intensificare le misure igieniche, specialmente quelle relazionate col lavaggio delle mani, l&#8217;ingestione di acqua con cloro, la pulizia e cottura adeguata degli alimenti, aspetti questi imprescindibili nell&#8217;attenzione alla salute.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Ministero della Sanità conferma che non esistono più casi di colera a Cuba</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Aug 2012 23:44:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Ministero della Sanità di Cuba (Minsap) ha dato per concluso l’epidemia di infezione gastrointestinale per trasmissione idrica nell'orientale provincia cubana di Granma, dove le autorità avevano diagnosticato la presenza del Vibrio Cholerae. D’accordo con una nota informativa pubblicata oggi dalla stampa, l'organismo considerò terminato il foco epidemico dopo che trascorsero più di 10 giorni dall'ultimo caso confermato.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5535" src="/files/2012/08/minsap-ministerio-salud-publica-cuba.jpg" alt="" width="300" height="250" />Il Ministero della Sanità di Cuba (Minsap) ha dato per concluso l’epidemia di infezione gastrointestinale per trasmissione idrica nell&#8217;orientale provincia cubana di Granma, dove le autorità avevano diagnosticato la presenza del Vibrio Cholerae. </strong></p>
<p>D’accordo con una nota informativa pubblicata oggi dalla stampa, l&#8217;organismo considerò terminato il foco epidemico dopo che trascorsero più di 10 giorni dall&#8217;ultimo caso confermato.</p>
<p>Questa situazione epidemiologica si produce in un&#8217;epoca dell&#8217;anno caratterizzata da intense piogge ed alte temperature, che aumentano il rischio di inquinamento delle acque e delle malattie diarroiche acute, spiegò il testo.</p>
<p>Come parte dell&#8217;epidemia, originato a Manazanillo, con casi associati in altri municipi di Granma, Santiago di Cuba, Guantanamo e L&#8217;Avana, sono stati contati in totale 417 casi confermati, la maggior parte di questi in malati adulti, con soli tre decessi.</p>
<p>Come risultato dell&#8217;analisi realizzata si diagnosticò la presenza del Vibrio Cholerae 01 Tor enterotossico, che è stato confermato dai laboratori sanitari del territorio, l&#8217;Istituto Nazionale di Medicina Tropicale Pedro Kourì e l&#8217;Istituto Nazionale di Igiene, Epidemiologia e Microbiologia.</p>
<p>Dall&#8217;apparizione dei primi malati, precisa la nota, le istituzioni del Sistema Nazionale della Sanità adottarono le azioni necessarie per la loro cura e vigilanza clinico-epidemiologica, la ricerca attiva dei probabili malati e l&#8217;educazione sanitaria, col quale evitarono l&#8217;estensione del foco epidemico.</p>
<p>Il rappresentante a Cuba dell&#8217;Organizzazione Panamericana della Sanità ed Organizzazione Mondiale della Sanità (OPS/OMS), in una visita nella provincia di Granma, comprovò lo sviluppo delle misure adottate e riconobbe la prontezza ed effettività delle stesse.</p>
<p>Come informò il Minsap, la vigilanza clinico-epidemiologica continuerà in tutto il paese per diminuire i rischi ed evitare lo sviluppo di nuovi casi, per questo si ricorda alla popolazione l&#8217;importanza di compiere con tutte le misure igienico-sanitarie.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Continua lotta contro epidemia di colera a Manzanillo, non ci sono nuove vittime</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jul 2012 16:04:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo scorso 2 di Luglio, il Ministero della Sanità lanciò un comunicato circa la presenza di un'epidemia di colera nella città di Manzanillo, in provincia di Granma.
Da allora, attraverso le emittenti radiofoniche e televisive del territorio, si mantiene aggiornata la popolazione sull'evoluzione della situazione epidemiologica e, in modo speciale, sulle misure preventive ed igieniche che devono essere adottate.

]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-5261" src="/files/2012/07/salud.jpg" alt="" width="303" height="252" />Lo scorso 2 di Luglio, il Ministero della Sanità lanciò un comunicato circa la presenza di un&#8217;epidemia di colera nella città di Manzanillo, in provincia di Granma.</p>
<p>Da allora, attraverso le emittenti radiofoniche e televisive del territorio, si mantiene aggiornata la popolazione sull&#8217;evoluzione della situazione epidemiologica e, in modo speciale, sulle misure preventive ed igieniche che devono essere adottate.</p>
<p>Fino a questo momento, esistono 158 persone a cui a partire dalla valutazione  clinica, epidemiologica e dalla coltura di laboratorio, è stata confermata la presenza del <em>Vibrio Cholerae O1 Tor enterotossigenic</em>o, sierotipo Ogawa. Non ci sono nuove vittime, si mantiene la cifra di 3 adulti come da precedenti informazioni.</p>
<p>Le misure adottate hanno reso possibile che lo scoppio dell&#8217;epidemia trasmessa attraverso l&#8217;acqua, si trovi controllato ed in diminuzione, senza prove di propagazione della malattia attraverso il cibo o altre vie.</p>
<p>Come risultato del sistema di vigilanza epidemiologica sulle malattie diarroiche acute proprie della stagione estiva, sono stati diagnosticati casi in altre regioni del paese, di persone che sono state contagiate a Manzanillo, già trattate e studiate in modo accurato, e viene confermato che non esiste propagazione di tale epidemia.</p>
<p>Dinanzi a tale situazione epidemiologica, esiste una collaborazione intensa tra gli organismi e gli enti implicati nell&#8217;analisi sistematica e nell&#8217;adozione delle misure che si rendano necessarie, garantendo acqua potabile clorata nella zona colpita, azioni di risanamento e di igienizzazione, così come lo sviluppo di un&#8217;ampia campagna educativa diretta alla popolazione, che ha cooperato in ogni momento, nel compimento delle indicazioni sanitarie date.</p>
<p>Si reitera la necessità di intensificare le misure igieniche, specialmente quelle relazionate con il lavaggio delle mani, l&#8217;ingestione di acqua di qualità o bollita in casa, la pulizia e la cottura adeguata degli alimenti, aspetti questi imprescindibili soprattutto durante il periodo estivo.</p>
<p>Ministero della Sanità</p>
<p>13 di Luglio del 2012</p>
<p>&#8220;Anno 54 della Rivoluzione&#8221;</p>
<p>Preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>Traduzione di Paola Flauto</p>
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		<title>Il New York Times riconosce che l’aiuto di Cuba è stato essenziale per controllare il colera ad Haiti</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 20:59:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[The New York Time]]></category>

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		<description><![CDATA[Un ampio reportage pubblicato dal New York Times riconosce che l’intervento di Cuba è stato essenziale per individuare i primi casi di colera e fondamentale per il trattamento dell’epidemia che in 17 mesi ha ucciso più di 7.050 haitiani e ne ha infettato più di 531.000 (pari al 5% della popolazione)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-3488" src="/files/2012/03/colaborantes-medicos-cubanos-en-haiti.png" alt="" width="300" height="250" />Un ampio reportage pubblicato dal New York Times riconosce che l’intervento di Cuba è stato essenziale per individuare i primi casi di colera e fondamentale per il trattamento dell’epidemia che in 17 mesi ha ucciso più di 7.050 haitiani e ne ha infettato più di 531.000 (pari al 5% della popolazione). </strong></p>
<p>Il giornale afferma che dallo scoppio dell’epidemia solo la Brigata Medica Cubana e Medici Senza Frontiere hanno gestito la stragrande maggioranza dei casi.<br />
“All’inizio ci sentivamo abbastanza soli”, ha dichiarato al quotidiano nordamericano Yann Libessart, portavoce di Medici Senza Frontiere. “Era una situazione paradossale. Tutto il mondo era ad Haiti. Nonostante ci fosse la maggior densità di attori umanitari del mondo, noi e i cubani abbiamo trattato l’80% dei malati di colera”.</p>
<p>Il NY Times ha affermato che il trattamento offerto dai cubani, che comprendeva antibiotici gratuiti, ha evitato la morte di più di 1000 haitiani, mentre le autorità sanitarie mondiali preoccupate per il costo dei medicinali, inizialmente erano contrarie alla somministrazione degli antibiotici manifestando l’intenzione di riservarli ai soli casi più gravi.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Vincenzo Basile</p>
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		<title>Medici cubani fermano le morti per colera in Haiti</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 22:45:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[medici cubani]]></category>

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		<description><![CDATA[La Brigata Medica Cubana informa in Haiti che dal 18 gennaio 2011, esattamente un anno fa, non muore nessun haitiano a causa del colera nelle posizioni dove lavorano i suoi medici.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2748" src="/files/2012/01/medicos-cubanos-en-haiti.jpg" alt="" width="231" height="190" />La Brigata Medica Cubana informa in Haiti che dal 18 gennaio 2011, esattamente un anno fa, non muore nessun haitiano a causa del colera nelle posizioni dove lavorano i suoi medici. </strong></p>
<p>Così lo riporta dalla vicina nazione l&#8217;inviata speciale del quotidiano Granma che precisa che nelle 34 istituzioni attive di trattamento della malattia, che continua in fase endemica nel paese, il personale medico cubano sviluppa un programma educativo e di promozione per prevenire la malattia.</p>
<p>Dati statistici informano che hanno segnalato solamente un caso di contagio nel Sud durante questa settimana, ultimo dipartimento dove si diffuse l&#8217;epidemia che si sviluppò nove mesi dopo il devastante terremoto.</p>
<p>Da allora, la Brigata Medica Cubana ha dato priorità all&#8217;attenzione dei malati, come la diagnosi ed il procedimento opportuno davanti ad ogni possibile caso, sottolinea la notizia di Granma.</p>
<p>Benché non sia stato scoperto un altro focolaio attivo nelle ultime settimane, il personale medico cubano mantiene la vigilanza nei luoghi dove si sono incrementati le malattie diarroiche, e realizza nelle comunità indagini per la ricerca ed il rilevamento dei casi.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
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