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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Cinque cubani</title>
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		<title>Cuba commemora il ritorno di tutti i Cinque Eroi quattro anni fa</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2018 01:58:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cuba ricorda oggi il ritorno, il 17 dicembre 2014, dei Cinque Antiterroristi imprigionati ingiustamente nelle carceri degli Stati Uniti, come aveva predetto il leader Fidel Castro quando ha detto in un discorso memorabile: ¡Volveran!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10759" alt="los-cinco-antiterroristas-cubanos-foto-cuabdebate" src="/files/2018/12/los-cinco-antiterroristas-cubanos-foto-cuabdebate.jpg" width="580" height="319" />Cuba ricorda oggi il ritorno, il 17 dicembre 2014, dei Cinque Antiterroristi imprigionati ingiustamente nelle carceri degli Stati Uniti, come aveva predetto il leader Fidel Castro quando ha detto in un discorso memorabile: ¡Volveran!</strong></p>
<p>In una tribuna aperta della Rivoluzione, svoltasi il 23 giugno 2001, nel municipio del Cotorro, a L&#8217;Avana, Fidel Castro ha pronunciato la famosa frase, che è diventata realtà dopo più di 10 anni di una grande campagna di solidarietà dentro e fuori dall’isola per la causa dei Cinque cubani, come sono conosciuti a livello internazionale.</p>
<p>Fernando e René Gonzalez, due dei combattenti antiterroristi, sono ritornati in Patria, dopo aver scontato le sentenze, rispettivamente in febbraio e marzo del 2014, mentre la liberazione di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino e Antonio Guerrero è avvenuta il 17 dicembre di quell’anno grazie ad uno scambio di carcerati, raggiunto tra i governi degli Stati Uniti e quello di Cuba.</p>
<p>La comunità internazionale è venuta a conoscenza di tale decisione lo stesso 17 dicembre, dopo l’annuncio simultaneo degli allora presidenti di Cuba, Raul Castro, e degli Stati Uniti, Barack Obama, in comunicati in cui esponevano anche il ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra le due nazioni.</p>
<p>Durante i loro anni di reclusione negli Stati Uniti, condannati ad ingiuste e smisurate pene in processi manipolati, i prigionieri politici cubani hanno subito numerose violazioni dei diritti umani.</p>
<p>L’impedimento delle visite delle madri, delle mogli e dei figli; le dure punizioni; ed il confinamento solitario in celle di punizione per lunghi periodi di tempo senza avere commesso assolutamente nulla, non sono riusciti a rompere la loro integrità psichica e fisica.</p>
<p>L’ingiustizia che circondava questo caso ha provocato indignazione ed ha anche generato una grande ondata di sostegno internazionale, guidata da una massiccia campagna cubana, per chiedere il ritorno dei loro figli.</p>
<p>L’ostinazione del governo statunitense di mantenere in prigione questi uomini innocenti, mentre assassini confessi come Luis Posada Carriles passeggiavano per le strade di quel paese, ha anche dimostrato la doppia morale di Washington riguardo al terrorismo.</p>
<p>Nell&#8217;aprile del 2014, i Cinque hanno ricevuto il Premio Annuale per i diritti umani di Globale Exchange, nella categoria di Premio Selezionato dalla Gente.</p>
<p>Attualmente continuano a lottare per il loro paese, ma questa volta a Cuba, in settori per promuovere lo sviluppo della nazione od in aree necessarie per promuovere la divulgazione della realtà dell’isola, di fronte alle forti campagne contro il suo processo rivoluzionario.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Parlare di Cuba è parlare di Fidel</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2018 02:21:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Voglio raccontarvi qualcosa che non ho mai rivelato. Il 23 giugno 2001, già incarcerato nella prigione degli USA, ci hanno lasciato avere una piccola radio dalla quale abbiamo ascoltato il discorso di Fidel a L’Avana: “I nostri Eroi devono essere liberati. L’enorme ingiustizia commessa contro di loro sarà conosciuta dal mondo intero. Milioni di libri diffonderanno la verità ed il messaggio di Cuba. I nostri compagni prima di quello che pensiamo, Torneranno!”.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10747" alt="Gerardo-Viva-Fidel-580x403" src="/files/2018/11/Gerardo-Viva-Fidel-580x403.jpg" width="580" height="403" />Voglio raccontarvi qualcosa che non ho mai rivelato. Il 23 giugno 2001, già incarcerato nella prigione degli USA, ci hanno lasciato avere una piccola radio dalla quale abbiamo ascoltato il discorso di Fidel a L’Avana: “I nostri Eroi devono essere liberati. L’enorme ingiustizia commessa contro di loro sarà conosciuta dal mondo intero. Milioni di libri diffonderanno la verità ed il messaggio di Cuba. I nostri compagni prima di quello che pensiamo, Torneranno!”.</strong></p>
<p>Mentre lui parlava dei “Cinque” ovviamente ero emozionato, come potevo non esserlo! Ma ammetto che mi ha colpito enormemente quando mi ha nominato e sentendo il mio nome nella sua voce inconfondibile mi sono reso conto dell’enorme responsabilità che avevo con il mio popolo, con la storia e con lui.</p>
<p>È stato un momento molto importante perché ci avevano appena dichiarato colpevoli e lui ci assicurò, davanti a tutto il popolo, che saremmo tornati. E così è stato. Siamo tornati, come Fidel aveva promesso! Quelle parole ci hanno accompagnato durante tutti quegli anni, come un baluardo di ottimismo e fiducia. Nel corso della nostra storia non c’è stato nulla che lui abbia promesso e non abbia poi fatto tutti i suoi sforzi e ci abbia messo tutta la sua intelligenza per realizzarlo.</p>
<p>Tutta Cuba lo sa.</p>
<p>E noi, anche noi lo sapevamo.</p>
<p>Durante i più di 16 anni che sono stato prigioniero, ho conosciuto persone che neppure sapevano dove era Cuba, e tanto meno di socialismo o di comunismo. Ma se si nominava Fidel, loro sì sapevano chi fosse: “Non conosco molto il suo pensiero, ma so che gli statunitensi non hanno potuto piegarlo”, ci dicevano. Quelle parole sono ciò che definiscono il Comandante: un uomo che ha fatto la Rivoluzione ed anche avendo potuto vivere in forma agiata, ha scelto di stare dalla parte dei poveri ed ha deciso di prendere le armi per migliorare il destino del suo paese.</p>
<p>Per questo, parlare di Cuba, è parlare di Fidel.</p>
<p>Sono già trascorsi due anni da quando è trapassato all’eternità. E su questa isola, ad 11 milioni di cubani manca la sua presenza, giorno dopo giorno.</p>
<p>Ma i rivoluzionari hanno la ferma intenzione di non ricordarlo con tristezza né pianto, ma con gioia, con l’ottimismo che lui ci ha insegnato e soprattutto con il desiderio di lottare ed andare avanti, di non deluderlo, mai!</p>
<p>Siamo migliaia che sogniamo e crediamo che un mondo migliore sia possibile. Ma bisogna costruirlo. A volte soffriamo retrocessi che portano alcune persone a dubitare se sia reale o solo un’utopia, a loro dico che, mentre Cuba esiste e sta combattendo, esisterà la speranza. Lottiamo per un mondo migliore! Lottiamo per uomini e donne nuovi! Lottiamo…</p>
<p>Hasta la victoria siempre!</p>
<p>Di Gerardo Hernandez Nordelo</p>
<p>(testo e foto da La Garganta Poderosa)</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Antonio Guerrero presenta un libro a Camagüey</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2017 02:27:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[26º Feria del Libro]]></category>
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		<description><![CDATA[Con il marchio della Casa Editrice “El Lugareño”, dell'Ufficio dello Storiografo della Città di Camagüey (OHCC), l'Eroe della Repubblica di Cuba, Antonio Guerrero, ha presentato oggi il suo libro “Ajedrez hacia la luz”. La pubblicazione raccoglie una serie di aneddoti, partite e cose accadute relazionati al mondo della gioco scienza dell'antiterrorista cubano, nella sua tappa di prigione negli Stati Uniti, dove è stato in contatto con Grandi Maestri, giocatori amatoriali, ed amici che dimostrarono la loro solidarietà con la causa dei Cinque.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9797" alt="Antonio" src="/files/2017/02/Antonio.jpg" width="580" height="435" />Con il marchio della Casa Editrice “El Lugareño”, dell&#8217;Ufficio dello Storiografo della Città di Camagüey (OHCC), l&#8217;Eroe della Repubblica di Cuba, Antonio Guerrero, ha presentato oggi il suo libro “Ajedrez hacia la luz”.  </strong></p>
<p>La pubblicazione raccoglie una serie di aneddoti, partite e cose accadute relazionati al mondo della gioco scienza dell&#8217;antiterrorista cubano, nella sua tappa di prigione negli Stati Uniti, dove è stato in contatto con Grandi Maestri, giocatori amatoriali, ed amici che dimostrarono la loro solidarietà con la causa dei Cinque.</p>
<p>A dire dell&#8217;autore, “Ajedrez hacia la luz”, risulta una fonte testimoniale di quello che significa la Rivoluzione per il mondo, “perché dimostra come un carcerato cubano si trasformò in oggetto di ammirazione e rispetto con un alto livello di riconoscimento internazionale”.</p>
<p>“Il libro non è una guida per imparare a giocare a scacchi; la sua trascendenza radica nelle esperienze che raccoglie, e l&#8217;attenzione e segni di appoggio che abbiamo ricevuto come Cinque nei 17 anni di prigione”, ha affermato Guerrero.</p>
<p>Precisamente il testo, che sarà messo in vendita nella Fiera Internazionale del Libro a Camagüey, raccoglie 17 acquarelli dedicati agli avvenimenti importanti della storia degli Scacchi a Cuba, e che saranno esposti prossimamente nelle gallerie del paese.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto dal Facebook di Randy Alonso</p>
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		<title>Renè e Gerardo hanno partecipato alla conferenza dei delegati britannici</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 01:16:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli Eroi di Cuba, Renè Gonzalez e Gerardo Hernandez, hanno partecipato ad una conferenza dell'Unione dei Delegati nel Regno Unito e sono saliti sul palco per dirigersi agli assistenti all'atto. I lottatori antiterroristi si trovano nel paese europeo invitati da parlamentari e sindacalisti per realizzare il “Tour della Libertà per i Cinque di Miami” (Miami Five Freedom Tour).  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9414" alt="Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-eino-unido-1" src="/files/2016/07/Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-eino-unido-1.jpg" width="580" height="435" />Gli Eroi di Cuba, Renè Gonzalez e Gerardo Hernandez, hanno partecipato ad una conferenza dell&#8217;Unione dei Delegati nel Regno Unito e sono saliti sul palco per dirigersi agli assistenti all&#8217;atto. I lottatori antiterroristi si trovano nel paese europeo invitati da parlamentari e sindacalisti per realizzare il “Tour della Libertà per i Cinque di Miami” (Miami Five Freedom Tour).  </strong></p>
<p>Inoltre, Gerardo, vice rettore dell&#8217;Istituto Superiore di Relazioni Internazionali e Renè, vicepresidente della Società Culturale Josè Martì, si riunirono con attivisti che li appoggiarono durante il loro incarceramento negli Stati Uniti. Li ringraziarono per la solidarietà dimostrata e per le forze che hanno dato loro per resistere tanti anni in prigione.</p>
<p>In un video condiviso nelle reti sociali dalla Campagna di Solidarietà con Cuba nel Regno Unito (Cuba Solidarity Campaing), Gerardo si dirige agli attivisti che si riunivano di fronte all&#8217;ambasciata degli Stati Uniti a Londra:</p>
<p><em>  “La prima volta che vidi una foto di una delle molte riunioni di fronte all&#8217;ambasciata degli Stati Uniti a Londra, ricordo che era oscuro. Si poteva vedere un mare di piccole luci delle candele. Ricordo anche la pioggia.  </em><br />
<em>  </em><br />
<em>    Domandai ad un amico fuori dal carcere se poteva fotocopiare ed inviare l&#8217;immagine e l&#8217;incominciai ad utilizzare per i miei biglietti di auguri, affinché la gente sapesse come molti di voi, perfino sotto la pioggia e nella neve si mobilizzavano.  </em><br />
<em>  </em><br />
<em>    Quando vedi cose come questa, non solo ti senti energico, ma anche pensi: “devo resistere perché non posso deludere questa gente” e questo sì, dà molta forza.  </em><br />
<em>  </em><br />
<em>    Cosicché stiamo oggi qui, ringraziandovi. Non solo per il fatto che voi avete aiutato a liberarci o perché avete fatto tutto il possibile affinché ci dessero i visti, ma anche perché c&#8217;aiutò a non farci impazzire in prigione”.  </em><br />
<em> </em><br />
Un&#8217;altra delle attività realizzate dagli Eroi è stata inaugurare una fotografia ed una targa in omaggio al Comandante in Capo Fidel Castro nella Biblioteca Karl Marx. Gli antiterroristi ritirarono una bandiera del 26 luglio per svelare il tributo al leader storico della Rivoluzione.</p>
<p>Inoltre, Renè e Gerardo hanno visitato la tomba del filosofo tedesco Karl Marx, partecipato in manifestazioni di operai e sono stati ricevuti dai parlamentari del Partito Laburista.</p>
<p>Il Tour della Libertà per i Cinque di Miami è cominciato agli inizi di luglio e finirà il 17 dello stesso mese. Gonzalez ed Hernandez sono accompagnati dalle loro mogli, Olga Salanueva ed Adriana Perez, rispettivamente. Si trovano anche la piccola Gemma ed Irma, la figlia di Renè. Questa notte visiteranno la città scozzese di Glasgow.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Cuba Solidarity Campaing/ Facebook</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubadebate.cu/noticias/2016/07/13/rene-y-gerardo-participan-en-conferencia-de-delegados-britanicos-fotos-y-videos/" >per vedere i video</a></p>
<p><img class="alignleft  wp-image-9419" alt="Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-eino-unido" src="/files/2016/07/Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-eino-unido.jpg" width="580" height="435" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-9415" alt="tour-Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-reino-unido" src="/files/2016/07/tour-Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-reino-unido.jpg" width="580" height="824" /><img class="alignleft size-full wp-image-9416" alt="Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes" src="/files/2016/07/Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes.jpg" width="580" height="435" /><img class="alignleft size-full wp-image-9417" alt="Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-26-de-julio" src="/files/2016/07/Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-26-de-julio.jpg" width="580" height="435" /><img class="alignleft size-full wp-image-9418" alt="Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-reino-unido-fidel-foto" src="/files/2016/07/Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-reino-unido-fidel-foto.jpg" width="580" height="773" /></p>
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		<title>In Russia, eroe cubano Renè Gonzalez critica l’appoggio al terrorismo</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2016 00:33:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[9 maggio 1945]]></category>
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		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
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		<description><![CDATA[L'Eroe della Repubblica di Cuba Renè Gonzalez denunciò a Mosca le forze che appoggiano il terrorismo nel mondo, flagello che i Cinque stavano combattendo quando furono catturati ed imprigionati negli Stati Uniti per più di 15 anni. “Le stesse forze che fomentarono il terrorismo che noi siamo andati a combattere continuano ad appoggiare questo flagello pericoloso ed a seminare questa minaccia in altre parti del pianeta”, affermò Gonzalez in dichiarazioni a Prensa Latina, dopo approdare all'aeroporto internazionale moscovita di Sheremetevo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9305" alt="Los-Cinco-en-el-Desfile-de-la-Victoria-580x326" src="/files/2016/05/Los-Cinco-en-el-Desfile-de-la-Victoria-580x326.jpg" width="580" height="326" />L&#8217;Eroe della Repubblica di Cuba Renè Gonzalez denunciò a Mosca le forze che appoggiano il terrorismo nel mondo, flagello che i Cinque stavano combattendo quando furono catturati ed imprigionati negli Stati Uniti per più di 15 anni.</strong></p>
<p>“Le stesse forze che fomentarono il terrorismo che noi siamo andati a combattere continuano ad appoggiare questo flagello pericoloso ed a seminare questa minaccia in altre parti del pianeta”, affermò Gonzalez in dichiarazioni a Prensa Latina, dopo approdare all&#8217;aeroporto internazionale moscovita di Sheremetevo.</p>
<p>Gonzalez sono arrivati questa domenica a Mosca insieme a Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Ramon Labañino, invitati dalla Duma statale (camera bassa) alle celebrazioni del Giorno della Vittoria sul fascismo, il 9 maggio 1945.</p>
<p>I Cinque, sono stati nella tribuna della Piazza Rossa per presenziare la sfilata militare nell&#8217; 71°anniversario di questo storico avvenimento.</p>
<p>“Il nostra caso è la dimostrazione -sostenne &#8211; che se non siamo conseguenti nella lotta contro il terrorismo, continuerà la sua espansione con danni gravi per tutto il mondo, fino a ritornare, come è accaduto l’11 settembre, ai suoi propri padrini”, ha messo in allerta.</p>
<p>Ha detto che una delle ragioni perché la causa dei Cinque è stata taciuta era che non si poteva dire da dove proveniva il terrorismo che colpiva Cuba durante tanti anni, dal trionfo dalla Rivoluzione nel 1959.</p>
<p>Gonzalez ha insistito sul fatto che la comunità internazionale deve prendere consapevolezza che il terrorismo costituisce un crimine con indipendenza di quelli che lo perpetrino. “E’ stata questa la lezione fondamentale del nostro caso e quello che fece che tanta gente nel mondo si sommasse alla lotta per la giustizia, esigendo la nostra liberazione”, indicò.</p>
<p>Gerardo Hernandez ringraziò, a sua volta, l&#8217;appoggio dei canali internazionali Rusia Today e TeleSur, nella diffusione del caso nel mondo, mentre si era creato un muro per tacere la verità all&#8217;opinione pubblica degli Stati Uniti, in questione, ricordò l&#8217;antiterrorista cubano.</p>
<p>Fanno parte della delegazione cubana invitata alle celebrazioni per il Giorno della Vittoria sul fascismo le mogli di Renè, Fernando e Ramon; oltre alla madre di Antonio Guerrero, Mirta Rodriguez, e l&#8217;anche eroe colonnello Orlando Cardoso, che rimase prigioniero in carceri della Somalia durante 10 anni, 11 mesi ed un giorno.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: dal Facebook di Adriana e Gerardo</p>
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		<title>Cinque Eroi cubani: una battaglia per la giustizia</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2015/12/18/cinque-eroi-cubani-una-battaglia-per-la-giustizia/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2015 00:36:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ritorno al loro paese, un anno fa, di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino ed Antonio Guerrero rappresentò il culmine della lotta combattuta durante più di una decade dal popolo cubano affinché cinque dei suoi figli fossero liberati dall'ingiusta reclusione che soffrirono in carceri statunitensi.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9057" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9057" alt="foto di telesurtv" src="/files/2015/12/www.telesurtv.net_.jpg" width="580" height="329" /><p class="wp-caption-text">foto di telesurtv</p></div>
<p><strong>Il ritorno al loro paese, un anno fa, di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino ed Antonio Guerrero rappresentò il culmine della lotta combattuta durante più di una decade dal popolo cubano affinché cinque dei suoi figli fossero liberati dall&#8217;ingiusta reclusione che soffrirono in carceri statunitensi.</strong></p>
<p>Hernandez, Labañino, Guerrero, insieme a Renè Gonzalez e Fernando Gonzalez (conosciuti internazionalmente come i Cinque) sono stati arrestati dalle autorità degli Stati Uniti nel 1998 e condannati, in un processo ingarbugliato secondo diverse personalità, a pene sproporzionate per allertare su azioni violente spinte dalla Florida contro Cuba da gruppi terroristici.</p>
<p>Tale fatto rappresenterebbe il principio di una lunga e difficile battaglia per la libertà di cinque individui eccezionali che a dispetto delle vicissitudini della prigione, non claudicarono mai di fronte alle pressioni, né cederono davanti all&#8217;ingiustizia, né tradirono i loro ideali.</p>
<p>In questo modo, si impone la lotta per la liberazione di questi uomini che andarono verso la loro missione sotto il dovere di proteggere la loro terra dai terribili effetti del flagello del terrorismo.</p>
<p>Per ciò, si ascoltavano allora le parole del leader storico della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro, quando affermava sicuro e forte, il 23 giugno 2001: -l’innocenza di questi patrioti è totale. Dico loro solo una cosa Torneranno!</p>
<p>Ed in effetti, ritornarono. Il primo fu Renè, poi Fernando: in entrambi i casi dopo compiere le loro rispettive condanne, calpestarono suolo patrio per ricevere l&#8217;omaggio e l&#8217;affetto di una Cuba grata. La causa dei Cinque si era trasformata in quella di tutto un popolo ed aveva ottenuto l&#8217;espressione solidale dalle più dissimili parti del mondo.</p>
<p>Tuttavia, la felicità non era completa, come si riconobbe in quel momento: mancavano tre fratelli di lotta, dicevano Renè e Fernando, e così lo sapevano i parenti dei Cinque e lo sentiva Cuba intera.</p>
<p>Di lì la magia del 17 dicembre 2014, quando si annunciò una nuova tappa nelle relazioni Cuba-Stati Uniti, e Washington riconobbe chiaramente il fallimento della sua politica ostile di più di mezzo secolo contro l&#8217;isola, e finalmente i tre eroi che rimanevano prigionieri furono liberati e ritornarono alla loro isola.</p>
<p>La notizia diventò ufficiale durante la memorabile comparizione televisiva del presidente cubano, Raul Castro, accaduta in quella straordinaria giornata.</p>
<p>Nella sua allocuzione, il dignitario ricordò la promessa vigente di Fidel Castro e disse per l’allegria condivisa di 11 milioni di compatrioti: approdarono oggi alla nostra Patria, Gerardo, Ramon ed Antonio.</p>
<p>Ricevendoli quello stesso giorno, Raul Castro ha espresso loro la gratitudine di tutto un popolo: -sono orgoglioso di voi per la resistenza che avete dimostrato, per il valore e l&#8217;esempio che rappresenta per tutti, affermò.</p>
<p>Poi c’è stato spazio solo per gli abbracci ed il ritrovo atteso con la famiglia. Inoltre, accaddero scene di gran emotività quando Hernandez, Labañino e Guerrero si trovarono coi loro compagni di causa, Renè e Fernando Gonzalez.</p>
<p>Finalmente insieme, i Cinque ratificarono la loro fedeltà alla Patria e manifestarono la loro piena disposizione e volontà di continuare a compiere i compiti che assegni loro la Rivoluzione.</p>
<p>RICONOSCIMENTO DI UN POPOLO AI SUOI EROI</p>
<p>Uno speciale momento per gli antiterroristi lo costituì anche l&#8217;imposizione del titolo di Eroe della Repubblica di Cuba e l&#8217;Ordine Playa Giron.</p>
<p>Benché già dal 2001 l&#8217;Assemblea Nazionale del Potere Popolare avesse concesso loro la condizione onorifica che li distingueva come eroi della loro nazione, la consegna di tale distinzione in suolo patrio non aveva potuto concretarsi davanti alla cruda realtà dell&#8217;ingiusta prigione negli Stati Uniti.</p>
<p>Per ciò, il 24 febbraio 2015, realizzandosi il 120° anniversario dell’inizio della Guerra di Indipendenza, i Cinque riceverono nel Palazzo delle Convenzioni de L&#8217;Avana il giusto omaggio del loro popolo.</p>
<p>In un atto solenne sono stati omaggiati per “compiere con consacrazione, dignità e fermezza la sacra missione di difendere Cuba proteggendola dal terrorismo a rischio delle loro vite e sopportando enormi sacrifici in un mezzo ostile ed aggressivo”.</p>
<p>Il presidente Raul Castro impose le onorificenze agli Eroi che salutarono ed abbracciarono a loro volta il Generale dell’Esercito con la soddisfazione del dovere compiuto.</p>
<p>Gerardo Hernandez -in nome dei Cinque &#8211; ringraziò Raul Castro, il popolo di Cuba e tutti quelli che resero possibile nel mondo la liberazione ed il suo ritorno e dei suoi compagni alla Patria.</p>
<p>Inoltre, riaffermò il compromesso, per tutto il nostro popolo, di servirlo fino all&#8217;ultimo dei nostri giorni, e di essere sempre fedeli alle idee di Martì, del Che, di Fidel, e di Raul.</p>
<p>Ma il primo pensiero dei Cinque -assicurò &#8211; deve essere per un uomo la cui leadership e visione strategica furono decisive nella battaglia che condusse alla nostra liberazione e chi c&#8217;inculcò sempre il suo spirito di lotta, resistenza e sacrificio col suo esempio:</p>
<p>“Comandante in Capo Fidel Castro, questa onorificenza che oggi riceviamo è anche sua!”, risaltò Hernandez nel suo discorso.</p>
<p>Poco dopo, il 28 febbraio i Cinque compivano un sogno: si riunivano col leader storico della Rivoluzione Cubana, che manifestò di sentirsi felice, ascoltando i meravigliosi racconti di eroismo di questi uomini che non fecero mai danno a nessuno negli Stati Uniti, e che tentarono solo di prevenire ed ostacolare gli atti terroristici contro il loro popolo.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<div id="attachment_9058" style="width: 550px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9058" alt="foto di juventud rebelde" src="/files/2015/12/www.juventudrebelde.cu_.jpg" width="550" height="308" /><p class="wp-caption-text">foto di juventud rebelde</p></div>
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		<title>Attore statunitense Danny Glover visita Gerardo Hernandez</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2015 00:23:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'attore statunitense Danny Glover arrivò oggi a Cuba, paese che visita da una ventina di anni e dove ritorna sempre col cuore aperto per ascoltare, imparare e crescere. Tra sorrisi ed abbracci, è stato il nuovo incontro di Glover con l'eroe cubano Gerardo Hernandez, che visitò in varie occasioni quando compiva ingiusta condanna in un carcere di massima sicurezza in California.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9032" alt="" src="/files/2015/11/gema12.jpg" width="580" height="291" />L&#8217;attore statunitense Danny Glover arrivò oggi a Cuba, paese che visita da una ventina di anni e dove ritorna sempre col cuore aperto per ascoltare, imparare e crescere.   </strong></p>
<p>Tra sorrisi ed abbracci, è stato il nuovo incontro di Glover con l&#8217;eroe cubano Gerardo Hernandez, che visitò in varie occasioni quando compiva ingiusta condanna in un carcere di massima sicurezza in California.</p>
<p>Oggi è un giorno molto bello, affermò Glover, che si unì alla campagna internazionale per il ritorno dei Cinque a questa isola e denunciò il silenzio mediatico intorno al caso degli antiterroristi.</p>
<p>Questo venerdì, il protagonista del film “Il colore viola” conobbe personalmente Fernando Gonzalez e Ramon Labañino, ed alcuni dei parenti degli eroi cubani imprigionati negli Stati Uniti il 12 settembre 1998.</p>
<p>“Quando mi unii al Comitato di Liberazione per I Cinque ed osservai come questi uomini erano coscienti della loro responsabilità davanti all&#8217;umanità, vidi in loro il ponte verso questo mondo di giustizia ed uguaglianza che vogliamo costruire”, affermò Glover.</p>
<p>In dichiarazioni alla stampa nell&#8217;Aeroporto Internazionale Josè Martì, ricordò che poco tempo fa, mentre filmava scene di un film in Spagna, conobbe persone che avevano lottato anche loro per la causa dei rivoluzionari cubani, esperienze positive accadute anche in altri paesi del mondo.</p>
<p>Il suo compromesso con la verità e la giustizia lo portò a conoscere celebri personalità della politica come il leader storico della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, ed al presidente scomparso del Venezuela, Hugo Chavez.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>foto: Ismael Francisco/Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-9033" alt="" src="/files/2015/11/gema03.jpg" width="580" height="353" /><img class="alignleft size-full wp-image-9034" alt="" src="/files/2015/11/gema04.jpg" width="580" height="858" /><img class="alignleft size-full wp-image-9035" alt="" src="/files/2015/11/gema05.jpg" width="580" height="689" /><img class="alignleft size-full wp-image-9036" alt="" src="/files/2015/11/gema07.jpg" width="580" height="779" /><img class="alignleft size-full wp-image-9037" alt="" src="/files/2015/11/gema10.jpg" width="580" height="349" /><img class="alignleft size-full wp-image-9038" alt="" src="/files/2015/11/gema13.jpg" width="580" height="357" /><img class="alignleft size-full wp-image-9039" alt="" src="/files/2015/11/gema15.jpg" width="580" height="370" /><img class="alignleft size-full wp-image-9040" alt="" src="/files/2015/11/gema16.jpg" width="580" height="393" /></p>
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		<title>Corte di Appello britannica da ragione a Renè Gonzalez</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2015 23:45:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una sentenza storica della Corte di Appello britannica aprì le porte all'antiterrorista cubano Renè Gonzalez, affinché visiti Regno Unito, dopo che il governo di questo paese gli rifiutasse il visto in due occasioni. Come informò oggi la Cancelleria, l'Eroe della Repubblica Renè Gonzalez -uno dei Cinque cubani che hanno ricevuto una lunga ed ingiusta condanna negli Stati Uniti per ostacolare atti terroristici contro l'isola - era stato invitato al paese europeo da un gruppo di deputati britannici. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8996" alt="" src="/files/2015/11/René-González2.jpg" width="580" height="330" />Una sentenza storica della Corte di Appello britannica aprì le porte all&#8217;antiterrorista cubano Renè Gonzalez, affinché visiti Regno Unito, dopo che il governo di questo paese gli rifiutasse il visto in due occasioni.</strong></p>
<p>Come informò oggi la Cancelleria, l&#8217;Eroe della Repubblica Renè Gonzalez -uno dei Cinque cubani che hanno ricevuto una lunga ed ingiusta condanna negli Stati Uniti per ostacolare atti terroristici contro l&#8217;isola &#8211; era stato invitato al paese europeo da un gruppo di deputati britannici.</p>
<p>Tutto ciò, affinché assistesse ad una riunione del Parlamento sul caso dei Cinque, precisa la nota del ministero cubano di Relazioni Estere.</p>
<p>Come spiega il testo, dopo che il governo britannico gli rifiutasse il visto per la seconda occasione, 28 deputati -includendo l&#8217;attuale leader del Partito Laburista, Jeremy Corbyn, ed il portavoce della Tesoreria dell&#8217;opposizione, John McDonnell &#8211; interposero un ricorso in appello.</p>
<p>In questo ricorso, si accusava la Ministra dell&#8217;Interno di violare l&#8217;Accordo Europeo dei diritti umani.</p>
<p>Davanti a tale situazione, la Corte di Appello constatò all&#8217;unanimità che i rifiuti di concedere a Gonzalez un visto violavano il diritto alla libertà di ricevere ed impartire informazione secondo l&#8217;Articolo 10 dell&#8217;Accordo Europeo dei diritti umani.</p>
<p>Inoltre i giudici hanno vietato alla Ministra dell&#8217;Interno la possibilità di interporre un ricorso in appello alla Corte Suprema contro quest’ultima sentenza.</p>
<p>Dopo la decisione storica, il direttore della Campagna di Solidarietà con Cuba, Rob Miller, si dichiarò molto soddisfatto con la sentenza ed allegò che costituiva una grande vittoria per tutti quelli che hanno fatto parte della campagna per la giustizia e per la libertà dei Cinque Antiterroristi.</p>
<p>Inoltre aggregò che, speriamo che grazie a questa sentenza, potremo dare molto presto un caloroso benvenuto nel Regno Unito a René Gonzalez, come a Gerardo Hernandez, Ramon Labañino, Fernando Gonzalez ed Antonio Guerrero, insieme alle loro famiglie.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione Ida Garberi</p>
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		<title>I Cinque in Sudafrica col padre Michael Lapsley</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2015 23:01:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E’ stato un forte abbraccio, interminabile, quello di Gerardo Hernandez, l'eroe in libertà, ed il padre sudafricano Michael Lapsley. Lo avevano promesso ed è successo: un giorno cammineremo insieme nel Malecon de L'Avana o per le strade di Cape Town, e come patto tra cavalieri, l’hanno compiuto. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8729" alt="" src="/files/2015/06/los-cinco-en-Sudafrica-2-580x386.jpg" width="580" height="386" />E’ stato un forte abbraccio, interminabile, quello di Gerardo Hernandez, l&#8217;eroe in libertà, ed il padre sudafricano Michael Lapsley.  </strong></p>
<p>Lo avevano promesso ed è successo: un giorno cammineremo insieme nel Malecon de L&#8217;Avana o per le strade di Cape Town, e come patto tra cavalieri, l’hanno compiuto.</p>
<p>Se lo sono detti più di una volta nel carcere. Quando Lapsley attraversò l&#8217;oceano ed attraversò continenti per arrivare a quel carcere freddo e grigio in California dove come risultato di una sentenza ingiusta avevano condannato Gerardo a vivere due vite.<br />
Il pastore anglicano, che porta su di sé il marchio del terrore, da quando ha conosciuto Gerardo ha detto che sarebbe stato suo amico.</p>
<p>Per Lapsley, quell&#8217;uomo di umore straordinario ricordava i leader sudafricani che hanno passato decadi della loro vita in prigione non per essere persone malvagie, bensì per credere in una causa umana, nella giustizia, nella pace.</p>
<p>Il sacerdote stava lì, al primo posto, quando le porte si aprirono nell&#8217;aeroporto di Cape Town ed uscì Gerardo. Solo che questa volta non c’erano catenacci, né lucchetti, né porte metalliche…</p>
<p>“Gerardo non si dimentica mai di ringraziare tutti quelli che si dimostrano solidali in Sudafrica ed in tutte le parti del mondo “, ha affermato in un&#8217;occasione il padre Lapsley.</p>
<p>Ora quello che un giorno sembrava lontano si trasformò in realtà. I Cinque vennero in persona a ringraziare e specialmente Gerardo corroborò a Lapsley che lui non fa mai una promessa che non possa compiere.</p>
<p>testo e foto di Deisy Francis Mexidor/ Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8730" alt="" src="/files/2015/06/los-cinco-en-Sudafrica-1-580x386.jpg" width="580" height="386" /><img class="alignleft size-full wp-image-8731" alt="" src="/files/2015/06/los-cinco-en-Sudafrica-4-580x870.jpg" width="580" height="870" /><img class="alignleft size-full wp-image-8732" alt="" src="/files/2015/06/los-cinco-en-Sudafrica-6-580x386.jpg" width="580" height="386" /><img class="alignleft size-full wp-image-8733" alt="los-cinco-en-Sudafrica-8-580x386" src="/files/2015/06/los-cinco-en-Sudafrica-8-580x386.jpg" width="580" height="386" /></p>
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		<title>Chavez ha trasformato l&#8217;America Latina, afferma Ramon Labañino</title>
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		<pubDate>Mon, 04 May 2015 23:31:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ramon Labañino, uno dei Cinque cubani, ha affermato oggi a Caracas che l'America latina non è oramai il patio posteriore degli Stati Uniti, realtà resa possibile grazie all'opera dello scomparso presidente venezuelano Hugo Chavez. Ci sono molte cose da perfezionare, ma l'unità regionale cresce, ha assicurato Labañino, che è arrivato questo pomeriggio alla Caserma della Montaña insieme all'antiterrorista Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez; è qui dove riposano i resti mortali di Chavez. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8600" alt="" src="/files/2015/05/Cinco580.jpg" width="580" height="329" />Ramon Labañino, uno dei Cinque cubani, ha affermato oggi a Caracas che l&#8217;America latina non è oramai il patio posteriore degli Stati Uniti, realtà resa possibile grazie all&#8217;opera dello scomparso presidente venezuelano Hugo Chavez.  </strong></p>
<p>Ci sono molte cose da perfezionare, ma l&#8217;unità regionale cresce, ha assicurato Labañino, che è arrivato questo pomeriggio alla Caserma della Montaña insieme all&#8217;antiterrorista Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Renè Gonzalez; è qui dove riposano i resti mortali di Chavez.</p>
<p>Il leader bolivariano è stato uno dei principali propulsori della campagna mondiale per la liberazione dalle carceri statunitensi del citato gruppo, conosciuto internazionalmente come i Cinque.</p>
<p>Labañino ha affermato che lui ed i suoi compagni avevano un debito con Chavez per tutto l&#8217;appoggio che aveva offerto loro.</p>
<p>Ha aggiunto che sono venuti in Venezuela per compierlo e, pertanto, si sentono soldati della Rivoluzione bolivariana.</p>
<p>Da parte sua, il vicepresidente venezuelano Jorge Arreaza, che ha accompagnato gli antiterroristi nella loro visita al mausoleo, ha sottolineato che per Chavez la causa dei Cinque era quella dell&#8217;America Latina.</p>
<p>Oggi deve essere felice di ricevere qui cinque dei suoi figli, come lo è il presidente Nicolas Maduro, ha osservato.</p>
<p>La lotta è valsa la pena, è valso la pena torcere il braccio all&#8217;impero, ha concluso.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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