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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Cinque cubani</title>
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		<title>Ci ha lasciato Rosa Aurora, la dolce guerriera della lotta per la liberazione dei Cinque</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2021 18:30:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri è stata una giornata di grande tristezza, ammetto di avere pianto, di aver sentito tanto dolore quando, aprendo il facebook, ho letto nella pagina di Gerardo Hernandez Nordelo: "È morta Rosa Aurora Freijanes, Rosita, che - come la guerriera che è sempre stata - ha lottato per la sua salute negli ultimi anni. Noi Cinque, le dobbiamo gran parte della nostra libertà e la ricorderemo per sempre. Riposa in pace sorella!".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11838" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11838" alt="Rosa Aurora Freijanes" src="/files/2021/01/Rosa-Aurora.jpg" width="580" height="385" /><p class="wp-caption-text">Rosa Aurora Freijanes</p></div>
<p><strong>Ieri è stata una giornata di grande tristezza, ammetto di avere pianto, di aver sentito tanto dolore quando, aprendo il facebook, ho letto nella pagina di Gerardo Hernandez Nordelo: &#8220;È morta Rosa Aurora Freijanes, Rosita, che &#8211; come la guerriera che è sempre stata &#8211; ha lottato per la sua salute negli ultimi anni. Noi Cinque, le dobbiamo gran parte della nostra libertà e la ricorderemo per sempre. Riposa in pace sorella!&#8221;.</strong></p>
<p>L&#8217;avevo vista qualche mese fa, davanti al condominio dove viveva e si era preoccupata per la mia salute, come sempre gentile e disinteressata.</p>
<p>Ma le parole più belle sono quelle di Olga Salanueva, sposa di uno dei Cinque, René Gonzalez, che ha sempre condiviso tutto con Rosa, insieme anche alle altre spose dei Cinque prigionieri politici che modestamente condivido, dal mio cuore ferito:</p>
<p>&#8220;Requiem per la nostra Rosy:</p>
<p>Solo ora, dopo più di mezza giornata da aver affrontato la notizia e dopo un giorno intenso, riesco a scrivere qualche parola per rendere omaggio a mia sorella Rosa Aurora.</p>
<p>Voglio ricordare come l&#8217;ho conosciuta. Carica di lettere, caricature e messaggi d&#8217;amore da ciascuno dei Cinque, ero arrivata a Cuba direttamente dalla mia cella di Fort Lauderdale. A causa di certe coincidenze nella vita, avevo conosciuto Adriana molto prima. Mentre, Elisabeth e Rosa Aurora erano solo un&#8217;idea, sussurrata nelle visite che avevo avuto modo di condividere con René prima di essere arrestata. Mi sentivo come uno qualsiasi dei tre magi, desiderosa di consegnare il mio prezioso pacco al resto della famiglia e di godermi le loro reazioni dopo due lunghi anni di silenzio, in cui il legame ancora più forte con i loro mariti prigionieri dall&#8217;altra parte del mare era l&#8217;assoluta fiducia che Fidel non li avrebbe mai lasciati soli.</p>
<p>Mi sono preparata con cura per riceverle a casa mia. Ho raccolto tutto quello che potevo per offrire loro un pasto modesto che includeva le tre portate principali, dolce e bevande. Le ho servite come meglio potevo e con tutto il mio affetto, viziandole il più possibile, date le circostanze. Poi abbiamo parlato finché non è diventato buio.</p>
<p>Rosy era una giovane donna snella, molto simpatica e con splendidi occhi azzurri, spiritosa e con un umorismo britannico finissimo ed ironico, attraverso il quale filtravano gli insegnamenti che aveva coltivato con la lettura; ma era comunque una cubana molto spiritosa. È stato l&#8217;inizio di tanti anni che ci hanno avvicinato tra tribune, albe, riunioni, colloqui ed attività di ogni genere, in cui come mogli eravamo tutte riunite per la stessa causa, ed alleate dallo stesso dolore, ci siamo compenetrate fino a diventare sorelle.</p>
<p>Un bel giorno, un po&#8217; più rilassata e ricordando quando ci siamo conosciute, mi ha rimproverato, scherzosamente:</p>
<p>- E pensare che quel giorno stavo aspettando che mi offrissi un po di caffè, scortese che non sei altro.</p>
<p>- Ay Rosy &#8211; risposi &#8211; Perché non me l&#8217;hai chiesto? Ero così di corsa e siccome non bevevo caffè non me ne sono nemmeno resa conto. D&#8217;ora in poi sempre ti farò il caffè.</p>
<p>Da quel giorno, ogni volta che veniva a casa mia, la prima cosa era il caffè, però continuava a ricordarmi che, in quella prima occasione, non glielo avevo fatto.</p>
<p>Rosy era così: sempre giocosa, sempre gentile, semplice, ironica e, soprattutto, di buon cuore. Quel cuore, oltre ad essere buono, forte, è stato quello che gli ha permesso di combattere tante battaglie e affrontare i colpi che la vita le ha dato, del tutto immeritati.</p>
<p>Ma lei era ancora lì, senza incolpare nessuno, senza nutrire nessun risentimento, e dava sempre incoraggiamento anche nelle occasioni in cui era lei che ne aveva più bisogno.</p>
<p>Era capace di tanta felicità interiore che con la sua era già abbastanza. Così è sempre stata la sorella del resto delle mogli, la zia di tutti i nostri figli e un&#8217;audace difensora della causa dei Cinque.</p>
<p>Ci mancherai tantissimo. Avremo tanto bisogno di te e ti ricorderemo con gioia. Con quell&#8217;ottimismo con cui hai saputo superare ogni tuo inciampo per prendere fiato e continuare ad essere quella persona felice e buona, ignara del risentimento, sprezzante del superfluo, attaccata all&#8217;essenza delle cose e leale come nessun altra.</p>
<p>Da oggi, quando avrò bisogno di parlarti, farò un po&#8217; di caffè e brinderò per te; e perché esistano molte Rosa come te; perché questo mondo avrà bisogno di loro finché ci saranno ostacoli da superare, ingiustizie da superare e torti da perdonare.</p>
<p>Addio, sorella. Grazie per il privilegio di conoscerti.</p>
<p>La tua sorella di sempre, Olguita&#8221;.</p>
<p>di Ida Garberi</p>
<p>foto: Bill Hackwell</p>
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		<title>Wasp Network punzecchia a Miami</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2020/07/09/wasp-network-punzecchia-miami/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2020 01:20:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Florida hanno minacciato di incendiare i cinema, se verrà esibita un giorno nelle sale di esordio, e si raccolgono firme per obbligare Netflix a ritirare il film, senza capire che il sito di download non è un canale di televisione. La gente ha l'opzione di vederlo o non considerarlo, benché lo scandalo abbia dovuto sparare l’audience di un film che è passato senza pena né gloria per il Festival di Venezia, nonostante un cast di celebrità diretto da Penelope Cruz.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11654" alt="ARCHI_766137-580x330" src="/files/2020/07/ARCHI_766137-580x330.jpg" width="580" height="330" />Da quando Netflix ha deciso di proiettare Wasp Network il 19 giugno scorso ed è arrivato al pubblico prigioniero della COVID-19, il film si è trasformato in un evento mediatico per ragioni poco convenzionali.  </strong></p>
<p>In Florida hanno minacciato di incendiare i cinema, se verrà esibita un giorno nelle sale di esordio, e si raccolgono firme per obbligare Netflix a ritirare il film, senza capire che il sito di download non è un canale di televisione. La gente ha l&#8217;opzione di vederlo o non considerarlo, benché lo scandalo abbia dovuto sparare l’audience di un film che è passato senza pena né gloria per il Festival di Venezia, nonostante un cast di celebrità diretto da Penelope Cruz.</p>
<p>Ma a Miami il tema del film si è trasformato subito in una sorte di conga anticomunista coi mass media locali ballando il ritmo conosciuto per attaccare il direttore francese, Olivier Assayas, accusandolo di fare propaganda a favore di Cuba. Il gran dettaglio è che Wasp Network narra fatti reali che hanno documentato le stesse autorità degli Stati Uniti, in un processo che è stato considerato il più lungo della storia della giurisprudenza di quel paese e nel quale hanno testimoniato tre generali, un ammiraglio, un ex consigliere presidenziale e terroristi confessi che appaiono sullo schermo come quello che sono.</p>
<p>La trama di Wasp Network comincia a L&#8217;Avana, agli inizi degli anni 90. Renè Gonzalez (Edgar Ramirez nel film), istruttore di volo in una base aerea militare, ruba un aeroplano e fugge da Cuba. Comincia una nuova vita a Miami, lontano da Olguita, sua moglie (che è interpretata da Penelope Cruz) e sua figlia piccola. Altri “disertori” cubani ben presto lo seguono ed armano una rete per infiltrarsi in organizzazioni con sede in quella città, responsabili di attacchi sull&#8217;isola, tra questi una serie di bombe contro gli hotel che ha causato la morte di un turista italiano. Invece di catturare e processare i terroristi, responsabili di crimini atroci, il governo degli Stati Uniti rinchiude e sottomette al ricatto ed al castigo gli agenti cubani.</p>
<p>È la storia di quello che è successo allo stato puro, senza opinioni o interpretazioni dello sceneggiatore e del direttore; una verità intollerabile per uno dei personaggi reali che si affaccia nel film, Josè Basulto. Lui si presentava in quegli anni come un buon samaritano, salvatore dei “balseros”(persone che abbandonavano Cuba illegalmente per via marittima e molte volte restavano varati) nello stretto della Florida, ma sosteneva anche le sue escursioni col narcotraffico, violava allegramente lo spazio aereo di Cuba e finanziava le sparatorie contro bagnanti sulle spiagge.</p>
<p>Paradossalmente, le prove dei suoi crimini non sono state consegnate loro dal Ministero dell&#8217;Interno di Cuba, ma bensì dall’FBI, che era a conoscenza di tutto quello che succedeva, come recensisce il film. Ora Basulto vocifera contro Netflix ed insegna il pugno davanti alle telecamere: “Sono totalmente d’accordo con Trump sul fatto di mettere fine alla relazione ed agli accordi con Cuba”.</p>
<p>C&#8217;è una storia che sembra puramente aneddotica di fatti che sono accaduti più di 20 anni fa, ma che è attuale se si osserva correttamente. Gentaglia come José Basulto o Luis Posada Carriles, organizzatore della serie di bombe contro gli hotel a L&#8217;Avana e del sabotaggio di un aeroplano civile in cui sono morte 73 persone, tra passeggeri ed equipaggio, non sono marginali nella società statunitense di oggi.</p>
<p>Il cubano dell&#8217;isola, che ha visto Wasp Network nel Festival del Cinema de L&#8217;Avana, nel dicembre scorso, sa che l&#8217;odio, che ha ispirato gli attacchi degli abitanti di Miami negli anni 90, impregna oggi i discorsi del presidente Donald Trump e conquista altri radicali che pullulano nei gruppi di Facebook e canali di YouTube legati al suprematismo bianco. Ancora di più, George W. Bush ha lanciato la sua guerra contro il terrorismo degli altri, mentre proteggeva in casa sua i suoi amici terroristi, ed ora Trump corteggia i piromani della Florida e diventa evasivo al momento di condannare gli estremisti di destra che hanno lasciato una scia di morti durante la sua amministrazione da Charlottesville fino a Minneapolis, passando per El Paso.</p>
<p>Un studio dell&#8217;U.S. Extremist Crime Database segnala che il 74% degli attacchi terroristi accaduti in suolo statunitense dopo l’11 settembre 2001 fino al 2016, sono stati opera dell&#8217;estrema destra. Da quando è arrivato Trump alla presidenza nel 2017, la maggioranza degli attacchi contro civili indifesi sono dei suprematisti. Il profilo dell&#8217;aggressore non varia molto: uomo bianco, inspirato da atti e discorsi violenti e con comodo accesso ad armi di assalto. È l&#8217;archetipo di Josè Basulto, che ha approfittato, come gli estremisti di destra attuali, della legge statunitense, che permette la designazione di terroristi solo per gruppi o attaccanti stranieri.</p>
<p>Lasciando da parte virtù e difetti della realizzazione, Wasp Network è insolito e coraggioso. Si concentra sul fatto di spiegare quello che è stato occultato da decadi ed ancora oggi non si vuole guardare di fronte: perché gli agenti cubani sono stati inviati negli Stati Uniti. Questo è il centro della storia che ha incendiato le reti che cercano di censurare Netflix e che ha riunito la destra contro il vicepresidente spagnolo, Pablo Iglesias. Lui ha pubblicato la locandina del film in Twitter con tre parole di precisione insuperabile: “Vista. Eroi. Filmone”.</p>
<p>di Rosa Miriam Elizalde</p>
<p>da La Jornada/ Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>La Red Avispa</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Dec 2019 02:02:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Esibita finalmente nel 41º Festival del Nuovo Cinema Latinoamericano, La Red Avispa (Olivier Assayas, 2019) lascia chiaro, da un'obiettività storica, che i cubani infiltrati in organizzazioni controrivoluzionarie  dell'esilio di Miami avevano il diritto di proteggere la sicurezza del suo paese, e fermare così l'onda di attentati terroristi degli anni 90 del passato secolo, sponsorizzati dagli Stati Uniti.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11246" alt="red" src="/files/2019/12/red.jpg" width="580" height="387" />Esibita finalmente nel 41º Festival del Nuovo Cinema Latinoamericano, La Red Avispa (Olivier Assayas, 2019) lascia chiaro, da un&#8217;obiettività storica, che i cubani infiltrati in organizzazioni controrivoluzionarie  dell&#8217;esilio di Miami avevano il diritto di proteggere la sicurezza del suo paese, e fermare così l&#8217;onda di attentati terroristi degli anni 90 del passato secolo, sponsorizzati dagli Stati Uniti.</strong></p>
<p>Importante aspetto da tenere in conto nel film del francese Assayas, un prestigioso regista la cui opera, conosciuta nel nostro paese, ha permesso di apprezzare la sensibilità di un artista capace di abbordare le problematiche umane più dissimili, da racconti intimisti.</p>
<p>Basato sul libro “Gli ultimi soldati della Guerra Fredda”, di Fernando Morais, lo stesso Assayas ha scritto il copione di un conflitto che –non poteva essere in un altro modo–lascia stabilito chi sono quelli aggrediti e chi gli aggressori di questa storia.</p>
<p>Tutto ciò è stato sufficiente affinché la controrivoluzione di Miami, senza vedere il film, solo dopo aver letto le notizie della sua presentazione nel Festival di Venezia, armasse una piccola rivolta e lanciasse una patetica avvertenza: in quelle terre, il film non sarà mai presentato e che non si azzardasse a far spuntare la testa.</p>
<p>Il tema dei Cinque Eroi e le storie che girano attorno permetterebbero di realizzare alcuni film e serie. Ma in ogni opera, basata sulla realtà, ci sono selezioni di avvenimenti e personaggi, oltre a licenze artistiche, messe in funzione di una drammaturgia e semplificazione dell&#8217;argomento. Dal libro di Morais, Assayas risalta quello che ha considerato pertinente per armare un intreccio di fatti che abbracciano vari anni e non pochi intrighi. Benché il film sia stato promosso come un thriller di spionaggio, il direttore afferma che si tratta di una visione storica concepita con l&#8217;intenzione di plasmare una gesta che, dopo averla conosciuta, l&#8217;attirò per fare questo film.</p>
<p>Era raccomandabile, tuttavia, equilibrare il tono ed oscillare il conflitto in modo che non prevalesse interamente un punto di vista in favore della causa rivoluzionaria in un film con finanziamento straniero e proiezione internazionale. Inoltre, l&#8217;assunzione del fattore politico in qualunque tema è sempre motivo di divisione di opinioni e perfino di trinceramenti, che in questo caso sono presenti perfino nelle critiche artistiche, che risaltano di più le posizioni ideologiche contro il regime comunista cubano che un commento senza pregiudizi dell&#8217;analisi professionale.</p>
<p>Ma i fatti sono i fatti e l&#8217;onestà artistica, benché qui venga sfumata, non può staccarsi dalla realtà.</p>
<p>Per questo cronista, La Red Avispa è un film degno e meritorio di essere visto, fatto che non lo libera da inconsistenze nella sua realizzazione, la più significativa, la dispersione creata dal fatto di volerlo trattare tutto e spiegare più del necessario, per cercare di coprire la possibile ignoranza che avrebbe potuto avere un&#8217;udienza internazionale sul tema. In tale senso, il copione ricorre a salti nel tempo ed ad un&#8217;entrata ed uscita di personaggi che lasciano vuoti in quanto a propositi del racconto ed alla mancanza di rotondità di certe situazioni, come ciò che riguarda la fuga verso Cuba che intraprende l&#8217;infiltrato Juan Pablo Roque (Wagner Moura).</p>
<p>Un altro fatto discutibile –che per uno spettatore cubano non ha niente di nuovo–è il fattore sorpresa che ha voluto presentare gli infiltrati a Miami, in primo luogo come traditori che scappano dall&#8217;Isola e più tardi nel loro lavoro reale, un doppio gioco carente della forza drammatica che, sembrerebbe, essere nei propositi del regista.</p>
<p>La Red Avispa si centra sulle storie relative di Renè Gonzalez (Edgar Ramirez) e sua moglie Olga Salanueva (Penelope Cruz, con un’eccellente attuazione).</p>
<p>L’altro protagonista è Roque e la moglie che si procura a Miami (Ana de Armas), ogni coppia coi suoi conflitti amoroso-politici molto particolari e sviluppati con scioltezza nella trama. Gael Garcia Bernal interpreta Gerardo Hernandez, leader del gruppo, ed a questo punto bisognerebbe ascoltare le opinioni che hanno i personaggi reali in quanto alle loro caratterizzazioni.</p>
<p>Il film ricostruisce con efficienza gli attentati terroristici contro installazioni turistiche, presenta i volti più importanti dell&#8217;esilio controrivoluzionario e ricorre con frammenti di archivio come ricordo che, quanto si sta raccontando, proviene dalla realtà. Così appaiono, a parte, il presidente Clinton e Fidel, verso il finale, durante un&#8217;intervista che gli fece una giornalista statunitense. Fidel risulta concludente in quanto al diritto che ha il paese più spiato del mondo, Cuba, di sapere che cosa fanno i nemici in suolo statunitense per attentare contro il popolo cubano.</p>
<p>La scena è stata discussa da alcuni critici che allegano che politicizza troppo il film. Ma Assayas è stato lampante in quanto al vecchio dibattito di essere effettivo legando politica ed arte. In un&#8217;intervista recente, in cui lo rimproverano per il passaggio con Fidel, ha dichiarato: Quando finalmente mi impadronii del materiale di archivio, mi sorprese, perché essenzialmente Castro riassume quello che succede nel film. Pensai che era qualcosa di molto potente da incorporare in quel momento: il personaggio storico che offre una sensazione di realtà e verità alla storia che stiamo raccontando.</p>
<p>La Red Avispa nel Festival, chissà un po&#8217; lungo verso la fine, vasto, polemico, rivelatore, imperfetto… però senza dubbio bisogna vederlo!.</p>
<p>di Rolando Perez Betancourt</p>
<p>da Granma</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cuba commemora il ritorno di tutti i Cinque Eroi quattro anni fa</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Dec 2018 01:58:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cuba ricorda oggi il ritorno, il 17 dicembre 2014, dei Cinque Antiterroristi imprigionati ingiustamente nelle carceri degli Stati Uniti, come aveva predetto il leader Fidel Castro quando ha detto in un discorso memorabile: ¡Volveran!]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10759" alt="los-cinco-antiterroristas-cubanos-foto-cuabdebate" src="/files/2018/12/los-cinco-antiterroristas-cubanos-foto-cuabdebate.jpg" width="580" height="319" />Cuba ricorda oggi il ritorno, il 17 dicembre 2014, dei Cinque Antiterroristi imprigionati ingiustamente nelle carceri degli Stati Uniti, come aveva predetto il leader Fidel Castro quando ha detto in un discorso memorabile: ¡Volveran!</strong></p>
<p>In una tribuna aperta della Rivoluzione, svoltasi il 23 giugno 2001, nel municipio del Cotorro, a L&#8217;Avana, Fidel Castro ha pronunciato la famosa frase, che è diventata realtà dopo più di 10 anni di una grande campagna di solidarietà dentro e fuori dall’isola per la causa dei Cinque cubani, come sono conosciuti a livello internazionale.</p>
<p>Fernando e René Gonzalez, due dei combattenti antiterroristi, sono ritornati in Patria, dopo aver scontato le sentenze, rispettivamente in febbraio e marzo del 2014, mentre la liberazione di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino e Antonio Guerrero è avvenuta il 17 dicembre di quell’anno grazie ad uno scambio di carcerati, raggiunto tra i governi degli Stati Uniti e quello di Cuba.</p>
<p>La comunità internazionale è venuta a conoscenza di tale decisione lo stesso 17 dicembre, dopo l’annuncio simultaneo degli allora presidenti di Cuba, Raul Castro, e degli Stati Uniti, Barack Obama, in comunicati in cui esponevano anche il ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra le due nazioni.</p>
<p>Durante i loro anni di reclusione negli Stati Uniti, condannati ad ingiuste e smisurate pene in processi manipolati, i prigionieri politici cubani hanno subito numerose violazioni dei diritti umani.</p>
<p>L’impedimento delle visite delle madri, delle mogli e dei figli; le dure punizioni; ed il confinamento solitario in celle di punizione per lunghi periodi di tempo senza avere commesso assolutamente nulla, non sono riusciti a rompere la loro integrità psichica e fisica.</p>
<p>L’ingiustizia che circondava questo caso ha provocato indignazione ed ha anche generato una grande ondata di sostegno internazionale, guidata da una massiccia campagna cubana, per chiedere il ritorno dei loro figli.</p>
<p>L’ostinazione del governo statunitense di mantenere in prigione questi uomini innocenti, mentre assassini confessi come Luis Posada Carriles passeggiavano per le strade di quel paese, ha anche dimostrato la doppia morale di Washington riguardo al terrorismo.</p>
<p>Nell&#8217;aprile del 2014, i Cinque hanno ricevuto il Premio Annuale per i diritti umani di Globale Exchange, nella categoria di Premio Selezionato dalla Gente.</p>
<p>Attualmente continuano a lottare per il loro paese, ma questa volta a Cuba, in settori per promuovere lo sviluppo della nazione od in aree necessarie per promuovere la divulgazione della realtà dell’isola, di fronte alle forti campagne contro il suo processo rivoluzionario.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Parlare di Cuba è parlare di Fidel</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/11/27/parlare-di-cuba-e-parlare-di-fidel/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2018 02:21:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[La garganta poderosa]]></category>

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		<description><![CDATA[Voglio raccontarvi qualcosa che non ho mai rivelato. Il 23 giugno 2001, già incarcerato nella prigione degli USA, ci hanno lasciato avere una piccola radio dalla quale abbiamo ascoltato il discorso di Fidel a L’Avana: “I nostri Eroi devono essere liberati. L’enorme ingiustizia commessa contro di loro sarà conosciuta dal mondo intero. Milioni di libri diffonderanno la verità ed il messaggio di Cuba. I nostri compagni prima di quello che pensiamo, Torneranno!”.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10747" alt="Gerardo-Viva-Fidel-580x403" src="/files/2018/11/Gerardo-Viva-Fidel-580x403.jpg" width="580" height="403" />Voglio raccontarvi qualcosa che non ho mai rivelato. Il 23 giugno 2001, già incarcerato nella prigione degli USA, ci hanno lasciato avere una piccola radio dalla quale abbiamo ascoltato il discorso di Fidel a L’Avana: “I nostri Eroi devono essere liberati. L’enorme ingiustizia commessa contro di loro sarà conosciuta dal mondo intero. Milioni di libri diffonderanno la verità ed il messaggio di Cuba. I nostri compagni prima di quello che pensiamo, Torneranno!”.</strong></p>
<p>Mentre lui parlava dei “Cinque” ovviamente ero emozionato, come potevo non esserlo! Ma ammetto che mi ha colpito enormemente quando mi ha nominato e sentendo il mio nome nella sua voce inconfondibile mi sono reso conto dell’enorme responsabilità che avevo con il mio popolo, con la storia e con lui.</p>
<p>È stato un momento molto importante perché ci avevano appena dichiarato colpevoli e lui ci assicurò, davanti a tutto il popolo, che saremmo tornati. E così è stato. Siamo tornati, come Fidel aveva promesso! Quelle parole ci hanno accompagnato durante tutti quegli anni, come un baluardo di ottimismo e fiducia. Nel corso della nostra storia non c’è stato nulla che lui abbia promesso e non abbia poi fatto tutti i suoi sforzi e ci abbia messo tutta la sua intelligenza per realizzarlo.</p>
<p>Tutta Cuba lo sa.</p>
<p>E noi, anche noi lo sapevamo.</p>
<p>Durante i più di 16 anni che sono stato prigioniero, ho conosciuto persone che neppure sapevano dove era Cuba, e tanto meno di socialismo o di comunismo. Ma se si nominava Fidel, loro sì sapevano chi fosse: “Non conosco molto il suo pensiero, ma so che gli statunitensi non hanno potuto piegarlo”, ci dicevano. Quelle parole sono ciò che definiscono il Comandante: un uomo che ha fatto la Rivoluzione ed anche avendo potuto vivere in forma agiata, ha scelto di stare dalla parte dei poveri ed ha deciso di prendere le armi per migliorare il destino del suo paese.</p>
<p>Per questo, parlare di Cuba, è parlare di Fidel.</p>
<p>Sono già trascorsi due anni da quando è trapassato all’eternità. E su questa isola, ad 11 milioni di cubani manca la sua presenza, giorno dopo giorno.</p>
<p>Ma i rivoluzionari hanno la ferma intenzione di non ricordarlo con tristezza né pianto, ma con gioia, con l’ottimismo che lui ci ha insegnato e soprattutto con il desiderio di lottare ed andare avanti, di non deluderlo, mai!</p>
<p>Siamo migliaia che sogniamo e crediamo che un mondo migliore sia possibile. Ma bisogna costruirlo. A volte soffriamo retrocessi che portano alcune persone a dubitare se sia reale o solo un’utopia, a loro dico che, mentre Cuba esiste e sta combattendo, esisterà la speranza. Lottiamo per un mondo migliore! Lottiamo per uomini e donne nuovi! Lottiamo…</p>
<p>Hasta la victoria siempre!</p>
<p>Di Gerardo Hernandez Nordelo</p>
<p>(testo e foto da La Garganta Poderosa)</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Antonio Guerrero presenta un libro a Camagüey</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2017 02:27:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[26º Feria del Libro]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Guerrero]]></category>
		<category><![CDATA[Camaguey]]></category>
		<category><![CDATA[Cinque cubani]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[scacchi]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il marchio della Casa Editrice “El Lugareño”, dell'Ufficio dello Storiografo della Città di Camagüey (OHCC), l'Eroe della Repubblica di Cuba, Antonio Guerrero, ha presentato oggi il suo libro “Ajedrez hacia la luz”. La pubblicazione raccoglie una serie di aneddoti, partite e cose accadute relazionati al mondo della gioco scienza dell'antiterrorista cubano, nella sua tappa di prigione negli Stati Uniti, dove è stato in contatto con Grandi Maestri, giocatori amatoriali, ed amici che dimostrarono la loro solidarietà con la causa dei Cinque.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9797" alt="Antonio" src="/files/2017/02/Antonio.jpg" width="580" height="435" />Con il marchio della Casa Editrice “El Lugareño”, dell&#8217;Ufficio dello Storiografo della Città di Camagüey (OHCC), l&#8217;Eroe della Repubblica di Cuba, Antonio Guerrero, ha presentato oggi il suo libro “Ajedrez hacia la luz”.  </strong></p>
<p>La pubblicazione raccoglie una serie di aneddoti, partite e cose accadute relazionati al mondo della gioco scienza dell&#8217;antiterrorista cubano, nella sua tappa di prigione negli Stati Uniti, dove è stato in contatto con Grandi Maestri, giocatori amatoriali, ed amici che dimostrarono la loro solidarietà con la causa dei Cinque.</p>
<p>A dire dell&#8217;autore, “Ajedrez hacia la luz”, risulta una fonte testimoniale di quello che significa la Rivoluzione per il mondo, “perché dimostra come un carcerato cubano si trasformò in oggetto di ammirazione e rispetto con un alto livello di riconoscimento internazionale”.</p>
<p>“Il libro non è una guida per imparare a giocare a scacchi; la sua trascendenza radica nelle esperienze che raccoglie, e l&#8217;attenzione e segni di appoggio che abbiamo ricevuto come Cinque nei 17 anni di prigione”, ha affermato Guerrero.</p>
<p>Precisamente il testo, che sarà messo in vendita nella Fiera Internazionale del Libro a Camagüey, raccoglie 17 acquarelli dedicati agli avvenimenti importanti della storia degli Scacchi a Cuba, e che saranno esposti prossimamente nelle gallerie del paese.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto dal Facebook di Randy Alonso</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Renè e Gerardo hanno partecipato alla conferenza dei delegati britannici</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 01:16:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cinque cubani]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Gerardo Hernández]]></category>
		<category><![CDATA[Miami Five Freedom Tour]]></category>
		<category><![CDATA[Regno Unito]]></category>
		<category><![CDATA[René González]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli Eroi di Cuba, Renè Gonzalez e Gerardo Hernandez, hanno partecipato ad una conferenza dell'Unione dei Delegati nel Regno Unito e sono saliti sul palco per dirigersi agli assistenti all'atto. I lottatori antiterroristi si trovano nel paese europeo invitati da parlamentari e sindacalisti per realizzare il “Tour della Libertà per i Cinque di Miami” (Miami Five Freedom Tour).  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9414" alt="Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-eino-unido-1" src="/files/2016/07/Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-eino-unido-1.jpg" width="580" height="435" />Gli Eroi di Cuba, Renè Gonzalez e Gerardo Hernandez, hanno partecipato ad una conferenza dell&#8217;Unione dei Delegati nel Regno Unito e sono saliti sul palco per dirigersi agli assistenti all&#8217;atto. I lottatori antiterroristi si trovano nel paese europeo invitati da parlamentari e sindacalisti per realizzare il “Tour della Libertà per i Cinque di Miami” (Miami Five Freedom Tour).  </strong></p>
<p>Inoltre, Gerardo, vice rettore dell&#8217;Istituto Superiore di Relazioni Internazionali e Renè, vicepresidente della Società Culturale Josè Martì, si riunirono con attivisti che li appoggiarono durante il loro incarceramento negli Stati Uniti. Li ringraziarono per la solidarietà dimostrata e per le forze che hanno dato loro per resistere tanti anni in prigione.</p>
<p>In un video condiviso nelle reti sociali dalla Campagna di Solidarietà con Cuba nel Regno Unito (Cuba Solidarity Campaing), Gerardo si dirige agli attivisti che si riunivano di fronte all&#8217;ambasciata degli Stati Uniti a Londra:</p>
<p><em>  “La prima volta che vidi una foto di una delle molte riunioni di fronte all&#8217;ambasciata degli Stati Uniti a Londra, ricordo che era oscuro. Si poteva vedere un mare di piccole luci delle candele. Ricordo anche la pioggia.  </em><br />
<em>  </em><br />
<em>    Domandai ad un amico fuori dal carcere se poteva fotocopiare ed inviare l&#8217;immagine e l&#8217;incominciai ad utilizzare per i miei biglietti di auguri, affinché la gente sapesse come molti di voi, perfino sotto la pioggia e nella neve si mobilizzavano.  </em><br />
<em>  </em><br />
<em>    Quando vedi cose come questa, non solo ti senti energico, ma anche pensi: “devo resistere perché non posso deludere questa gente” e questo sì, dà molta forza.  </em><br />
<em>  </em><br />
<em>    Cosicché stiamo oggi qui, ringraziandovi. Non solo per il fatto che voi avete aiutato a liberarci o perché avete fatto tutto il possibile affinché ci dessero i visti, ma anche perché c&#8217;aiutò a non farci impazzire in prigione”.  </em><br />
<em> </em><br />
Un&#8217;altra delle attività realizzate dagli Eroi è stata inaugurare una fotografia ed una targa in omaggio al Comandante in Capo Fidel Castro nella Biblioteca Karl Marx. Gli antiterroristi ritirarono una bandiera del 26 luglio per svelare il tributo al leader storico della Rivoluzione.</p>
<p>Inoltre, Renè e Gerardo hanno visitato la tomba del filosofo tedesco Karl Marx, partecipato in manifestazioni di operai e sono stati ricevuti dai parlamentari del Partito Laburista.</p>
<p>Il Tour della Libertà per i Cinque di Miami è cominciato agli inizi di luglio e finirà il 17 dello stesso mese. Gonzalez ed Hernandez sono accompagnati dalle loro mogli, Olga Salanueva ed Adriana Perez, rispettivamente. Si trovano anche la piccola Gemma ed Irma, la figlia di Renè. Questa notte visiteranno la città scozzese di Glasgow.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Cuba Solidarity Campaing/ Facebook</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubadebate.cu/noticias/2016/07/13/rene-y-gerardo-participan-en-conferencia-de-delegados-britanicos-fotos-y-videos/" >per vedere i video</a></p>
<p><img class="alignleft  wp-image-9419" alt="Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-eino-unido" src="/files/2016/07/Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-eino-unido.jpg" width="580" height="435" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-9415" alt="tour-Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-reino-unido" src="/files/2016/07/tour-Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-reino-unido.jpg" width="580" height="824" /><img class="alignleft size-full wp-image-9416" alt="Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes" src="/files/2016/07/Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes.jpg" width="580" height="435" /><img class="alignleft size-full wp-image-9417" alt="Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-26-de-julio" src="/files/2016/07/Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-26-de-julio.jpg" width="580" height="435" /><img class="alignleft size-full wp-image-9418" alt="Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-reino-unido-fidel-foto" src="/files/2016/07/Rene-gonzaleaz-y-gerardo-hernandez-cinco-heroes-reino-unido-fidel-foto.jpg" width="580" height="773" /></p>
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		<title>In Russia, eroe cubano Renè Gonzalez critica l’appoggio al terrorismo</title>
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		<pubDate>Wed, 11 May 2016 00:33:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[9 maggio 1945]]></category>
		<category><![CDATA[Cinque cubani]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno della Vittoria]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>

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		<description><![CDATA[L'Eroe della Repubblica di Cuba Renè Gonzalez denunciò a Mosca le forze che appoggiano il terrorismo nel mondo, flagello che i Cinque stavano combattendo quando furono catturati ed imprigionati negli Stati Uniti per più di 15 anni. “Le stesse forze che fomentarono il terrorismo che noi siamo andati a combattere continuano ad appoggiare questo flagello pericoloso ed a seminare questa minaccia in altre parti del pianeta”, affermò Gonzalez in dichiarazioni a Prensa Latina, dopo approdare all'aeroporto internazionale moscovita di Sheremetevo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9305" alt="Los-Cinco-en-el-Desfile-de-la-Victoria-580x326" src="/files/2016/05/Los-Cinco-en-el-Desfile-de-la-Victoria-580x326.jpg" width="580" height="326" />L&#8217;Eroe della Repubblica di Cuba Renè Gonzalez denunciò a Mosca le forze che appoggiano il terrorismo nel mondo, flagello che i Cinque stavano combattendo quando furono catturati ed imprigionati negli Stati Uniti per più di 15 anni.</strong></p>
<p>“Le stesse forze che fomentarono il terrorismo che noi siamo andati a combattere continuano ad appoggiare questo flagello pericoloso ed a seminare questa minaccia in altre parti del pianeta”, affermò Gonzalez in dichiarazioni a Prensa Latina, dopo approdare all&#8217;aeroporto internazionale moscovita di Sheremetevo.</p>
<p>Gonzalez sono arrivati questa domenica a Mosca insieme a Gerardo Hernandez, Antonio Guerrero, Fernando Gonzalez e Ramon Labañino, invitati dalla Duma statale (camera bassa) alle celebrazioni del Giorno della Vittoria sul fascismo, il 9 maggio 1945.</p>
<p>I Cinque, sono stati nella tribuna della Piazza Rossa per presenziare la sfilata militare nell&#8217; 71°anniversario di questo storico avvenimento.</p>
<p>“Il nostra caso è la dimostrazione -sostenne &#8211; che se non siamo conseguenti nella lotta contro il terrorismo, continuerà la sua espansione con danni gravi per tutto il mondo, fino a ritornare, come è accaduto l’11 settembre, ai suoi propri padrini”, ha messo in allerta.</p>
<p>Ha detto che una delle ragioni perché la causa dei Cinque è stata taciuta era che non si poteva dire da dove proveniva il terrorismo che colpiva Cuba durante tanti anni, dal trionfo dalla Rivoluzione nel 1959.</p>
<p>Gonzalez ha insistito sul fatto che la comunità internazionale deve prendere consapevolezza che il terrorismo costituisce un crimine con indipendenza di quelli che lo perpetrino. “E’ stata questa la lezione fondamentale del nostro caso e quello che fece che tanta gente nel mondo si sommasse alla lotta per la giustizia, esigendo la nostra liberazione”, indicò.</p>
<p>Gerardo Hernandez ringraziò, a sua volta, l&#8217;appoggio dei canali internazionali Rusia Today e TeleSur, nella diffusione del caso nel mondo, mentre si era creato un muro per tacere la verità all&#8217;opinione pubblica degli Stati Uniti, in questione, ricordò l&#8217;antiterrorista cubano.</p>
<p>Fanno parte della delegazione cubana invitata alle celebrazioni per il Giorno della Vittoria sul fascismo le mogli di Renè, Fernando e Ramon; oltre alla madre di Antonio Guerrero, Mirta Rodriguez, e l&#8217;anche eroe colonnello Orlando Cardoso, che rimase prigioniero in carceri della Somalia durante 10 anni, 11 mesi ed un giorno.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: dal Facebook di Adriana e Gerardo</p>
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		<title>Cinque Eroi cubani: una battaglia per la giustizia</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2015/12/18/cinque-eroi-cubani-una-battaglia-per-la-giustizia/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Dec 2015 00:36:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cinque cubani]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Fidel Castro]]></category>
		<category><![CDATA[Raul Castro]]></category>
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		<description><![CDATA[Il ritorno al loro paese, un anno fa, di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino ed Antonio Guerrero rappresentò il culmine della lotta combattuta durante più di una decade dal popolo cubano affinché cinque dei suoi figli fossero liberati dall'ingiusta reclusione che soffrirono in carceri statunitensi.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9057" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9057" alt="foto di telesurtv" src="/files/2015/12/www.telesurtv.net_.jpg" width="580" height="329" /><p class="wp-caption-text">foto di telesurtv</p></div>
<p><strong>Il ritorno al loro paese, un anno fa, di Gerardo Hernandez, Ramon Labañino ed Antonio Guerrero rappresentò il culmine della lotta combattuta durante più di una decade dal popolo cubano affinché cinque dei suoi figli fossero liberati dall&#8217;ingiusta reclusione che soffrirono in carceri statunitensi.</strong></p>
<p>Hernandez, Labañino, Guerrero, insieme a Renè Gonzalez e Fernando Gonzalez (conosciuti internazionalmente come i Cinque) sono stati arrestati dalle autorità degli Stati Uniti nel 1998 e condannati, in un processo ingarbugliato secondo diverse personalità, a pene sproporzionate per allertare su azioni violente spinte dalla Florida contro Cuba da gruppi terroristici.</p>
<p>Tale fatto rappresenterebbe il principio di una lunga e difficile battaglia per la libertà di cinque individui eccezionali che a dispetto delle vicissitudini della prigione, non claudicarono mai di fronte alle pressioni, né cederono davanti all&#8217;ingiustizia, né tradirono i loro ideali.</p>
<p>In questo modo, si impone la lotta per la liberazione di questi uomini che andarono verso la loro missione sotto il dovere di proteggere la loro terra dai terribili effetti del flagello del terrorismo.</p>
<p>Per ciò, si ascoltavano allora le parole del leader storico della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro, quando affermava sicuro e forte, il 23 giugno 2001: -l’innocenza di questi patrioti è totale. Dico loro solo una cosa Torneranno!</p>
<p>Ed in effetti, ritornarono. Il primo fu Renè, poi Fernando: in entrambi i casi dopo compiere le loro rispettive condanne, calpestarono suolo patrio per ricevere l&#8217;omaggio e l&#8217;affetto di una Cuba grata. La causa dei Cinque si era trasformata in quella di tutto un popolo ed aveva ottenuto l&#8217;espressione solidale dalle più dissimili parti del mondo.</p>
<p>Tuttavia, la felicità non era completa, come si riconobbe in quel momento: mancavano tre fratelli di lotta, dicevano Renè e Fernando, e così lo sapevano i parenti dei Cinque e lo sentiva Cuba intera.</p>
<p>Di lì la magia del 17 dicembre 2014, quando si annunciò una nuova tappa nelle relazioni Cuba-Stati Uniti, e Washington riconobbe chiaramente il fallimento della sua politica ostile di più di mezzo secolo contro l&#8217;isola, e finalmente i tre eroi che rimanevano prigionieri furono liberati e ritornarono alla loro isola.</p>
<p>La notizia diventò ufficiale durante la memorabile comparizione televisiva del presidente cubano, Raul Castro, accaduta in quella straordinaria giornata.</p>
<p>Nella sua allocuzione, il dignitario ricordò la promessa vigente di Fidel Castro e disse per l’allegria condivisa di 11 milioni di compatrioti: approdarono oggi alla nostra Patria, Gerardo, Ramon ed Antonio.</p>
<p>Ricevendoli quello stesso giorno, Raul Castro ha espresso loro la gratitudine di tutto un popolo: -sono orgoglioso di voi per la resistenza che avete dimostrato, per il valore e l&#8217;esempio che rappresenta per tutti, affermò.</p>
<p>Poi c’è stato spazio solo per gli abbracci ed il ritrovo atteso con la famiglia. Inoltre, accaddero scene di gran emotività quando Hernandez, Labañino e Guerrero si trovarono coi loro compagni di causa, Renè e Fernando Gonzalez.</p>
<p>Finalmente insieme, i Cinque ratificarono la loro fedeltà alla Patria e manifestarono la loro piena disposizione e volontà di continuare a compiere i compiti che assegni loro la Rivoluzione.</p>
<p>RICONOSCIMENTO DI UN POPOLO AI SUOI EROI</p>
<p>Uno speciale momento per gli antiterroristi lo costituì anche l&#8217;imposizione del titolo di Eroe della Repubblica di Cuba e l&#8217;Ordine Playa Giron.</p>
<p>Benché già dal 2001 l&#8217;Assemblea Nazionale del Potere Popolare avesse concesso loro la condizione onorifica che li distingueva come eroi della loro nazione, la consegna di tale distinzione in suolo patrio non aveva potuto concretarsi davanti alla cruda realtà dell&#8217;ingiusta prigione negli Stati Uniti.</p>
<p>Per ciò, il 24 febbraio 2015, realizzandosi il 120° anniversario dell’inizio della Guerra di Indipendenza, i Cinque riceverono nel Palazzo delle Convenzioni de L&#8217;Avana il giusto omaggio del loro popolo.</p>
<p>In un atto solenne sono stati omaggiati per “compiere con consacrazione, dignità e fermezza la sacra missione di difendere Cuba proteggendola dal terrorismo a rischio delle loro vite e sopportando enormi sacrifici in un mezzo ostile ed aggressivo”.</p>
<p>Il presidente Raul Castro impose le onorificenze agli Eroi che salutarono ed abbracciarono a loro volta il Generale dell’Esercito con la soddisfazione del dovere compiuto.</p>
<p>Gerardo Hernandez -in nome dei Cinque &#8211; ringraziò Raul Castro, il popolo di Cuba e tutti quelli che resero possibile nel mondo la liberazione ed il suo ritorno e dei suoi compagni alla Patria.</p>
<p>Inoltre, riaffermò il compromesso, per tutto il nostro popolo, di servirlo fino all&#8217;ultimo dei nostri giorni, e di essere sempre fedeli alle idee di Martì, del Che, di Fidel, e di Raul.</p>
<p>Ma il primo pensiero dei Cinque -assicurò &#8211; deve essere per un uomo la cui leadership e visione strategica furono decisive nella battaglia che condusse alla nostra liberazione e chi c&#8217;inculcò sempre il suo spirito di lotta, resistenza e sacrificio col suo esempio:</p>
<p>“Comandante in Capo Fidel Castro, questa onorificenza che oggi riceviamo è anche sua!”, risaltò Hernandez nel suo discorso.</p>
<p>Poco dopo, il 28 febbraio i Cinque compivano un sogno: si riunivano col leader storico della Rivoluzione Cubana, che manifestò di sentirsi felice, ascoltando i meravigliosi racconti di eroismo di questi uomini che non fecero mai danno a nessuno negli Stati Uniti, e che tentarono solo di prevenire ed ostacolare gli atti terroristici contro il loro popolo.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<div id="attachment_9058" style="width: 550px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9058" alt="foto di juventud rebelde" src="/files/2015/12/www.juventudrebelde.cu_.jpg" width="550" height="308" /><p class="wp-caption-text">foto di juventud rebelde</p></div>
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		</item>
		<item>
		<title>Attore statunitense Danny Glover visita Gerardo Hernandez</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Nov 2015 00:23:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gerardo Hernández]]></category>

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		<description><![CDATA[L'attore statunitense Danny Glover arrivò oggi a Cuba, paese che visita da una ventina di anni e dove ritorna sempre col cuore aperto per ascoltare, imparare e crescere. Tra sorrisi ed abbracci, è stato il nuovo incontro di Glover con l'eroe cubano Gerardo Hernandez, che visitò in varie occasioni quando compiva ingiusta condanna in un carcere di massima sicurezza in California.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9032" alt="" src="/files/2015/11/gema12.jpg" width="580" height="291" />L&#8217;attore statunitense Danny Glover arrivò oggi a Cuba, paese che visita da una ventina di anni e dove ritorna sempre col cuore aperto per ascoltare, imparare e crescere.   </strong></p>
<p>Tra sorrisi ed abbracci, è stato il nuovo incontro di Glover con l&#8217;eroe cubano Gerardo Hernandez, che visitò in varie occasioni quando compiva ingiusta condanna in un carcere di massima sicurezza in California.</p>
<p>Oggi è un giorno molto bello, affermò Glover, che si unì alla campagna internazionale per il ritorno dei Cinque a questa isola e denunciò il silenzio mediatico intorno al caso degli antiterroristi.</p>
<p>Questo venerdì, il protagonista del film “Il colore viola” conobbe personalmente Fernando Gonzalez e Ramon Labañino, ed alcuni dei parenti degli eroi cubani imprigionati negli Stati Uniti il 12 settembre 1998.</p>
<p>“Quando mi unii al Comitato di Liberazione per I Cinque ed osservai come questi uomini erano coscienti della loro responsabilità davanti all&#8217;umanità, vidi in loro il ponte verso questo mondo di giustizia ed uguaglianza che vogliamo costruire”, affermò Glover.</p>
<p>In dichiarazioni alla stampa nell&#8217;Aeroporto Internazionale Josè Martì, ricordò che poco tempo fa, mentre filmava scene di un film in Spagna, conobbe persone che avevano lottato anche loro per la causa dei rivoluzionari cubani, esperienze positive accadute anche in altri paesi del mondo.</p>
<p>Il suo compromesso con la verità e la giustizia lo portò a conoscere celebri personalità della politica come il leader storico della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, ed al presidente scomparso del Venezuela, Hugo Chavez.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>foto: Ismael Francisco/Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi<br />
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