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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Cina</title>
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		<title>Cina chiede di indagare negli Stati Uniti l&#8217;origine del SARS-CoV-2</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2021 22:44:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cina ha chiesto oggi agli Stati Uniti di collaborare con l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e di consentire immediatamente un'indagine nel suo territorio sul coronavirus SARS-CoV-2, causa della COVID-19. Zhao Lijian, portavoce del Ministero degli Affari Esteri, ha invitato Washington a seguire l'esempio di Pechino e ad aprire le porte a un'inchiesta "completa, trasparente e basata su prove'' per rispondere alle preoccupazioni internazionali sull'attuale pandemia e aiutare a prevenirne altre in futuro.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12134" alt="coronavirus-OMS" src="/files/2021/05/coronavirus-OMS.jpg" width="580" height="386" />Cina ha chiesto oggi agli Stati Uniti di collaborare con l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e di consentire immediatamente un&#8217;indagine nel suo territorio sul coronavirus SARS-CoV-2, causa della COVID-19.</strong></p>
<p>Zhao Lijian, portavoce del Ministero degli Affari Esteri, ha invitato Washington a seguire l&#8217;esempio di Pechino e ad aprire le porte a un&#8217;inchiesta &#8220;completa, trasparente e basata su prove&#8221; per rispondere alle preoccupazioni internazionali sull&#8217;attuale pandemia e aiutare a prevenirne altre in futuro.</p>
<p>Ha deplorato l&#8217;insistenza degli Stati Uniti e di altre potenze nell&#8217;individuare Cina per l&#8217;ipotetica fuga del virus dal laboratorio di biosicurezza di Wuhan, sebbene lo studio dell&#8217;OMS all&#8217;inizio di quest&#8217;anno considerasse tale tesi altamente improbabile.</p>
<p>“Questo dimostra che non sono interessati ai fatti e alla verità, e non sono interessati a un&#8217;indagine seria, sostenuta dalla scienza. Il loro obiettivo è utilizzare la pandemia per mantenere la stigmatizzazione e la manipolazione politica&#8221;, ha affermato.</p>
<p>Il portavoce del ministero degli Esteri ha avvertito che questa posizione è controproducente e ostacolerà gli sforzi globali per superare la crisi sanitaria.</p>
<p>Ha anche chiesto agli Stati Uniti di spiegare cosa si nasconde dietro più di 200 incidenti nelle loro strutture scientifiche, incluso quella a Fort Detrick nel luglio del 2019, dopo aver sottolineato che il gigante asiatico è stato un esempio nel tracciare come è nato e si è evoluto il virus.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cina approva un brevetto di un vaccino contro la COVID-19</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2020 23:58:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cina ha approvato il primo brevetto di un vaccino per il coronavirus. Questo, come segnalano mezzi locali, potrebbe essere “prodotto in massa in un periodo di tempo breve”. Il vaccino è stato sviluppato dall'Istituto di Biotecnologia di Pechino e la biofarmaceutica cinese CanSino Biologics. Chiamato “Ad5-nCoV”, il vaccino utilizza un virus indebolito del raffreddore comune -un adenovirus tipo 5 - per introdurre materiale genetico del nuovo coronavirus dentro il corpo umano.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11713" alt="vacuna-china-coronavirus-580x326" src="/files/2020/08/vacuna-china-coronavirus-580x326.jpg" width="580" height="326" />Cina ha approvato il primo brevetto di un vaccino per il coronavirus. Questo, come segnalano mezzi locali, potrebbe essere “prodotto in massa in un periodo di tempo breve”. Il vaccino è stato sviluppato dall&#8217;Istituto di Biotecnologia di Pechino e la biofarmaceutica cinese CanSino Biologics.  </strong></p>
<p>Chiamato “Ad5-nCoV”, il vaccino utilizza un virus indebolito del raffreddore comune -un adenovirus tipo 5 &#8211; per introdurre materiale genetico del nuovo coronavirus dentro il corpo umano.</p>
<p>Il suo obiettivo è provocare che il corpo produca anticorpi che riconoscano la proteina in forma di lancia del coronavirus SARS-CoV-2 e lo combattano.</p>
<p>Come afferma un&#8217;investigazione pubblicata nella rivista The Lancet il mese scorso, la fase II della prova clinica che ha incluso più di 500 persone, ha dimostrato che è sicuro e che genera una risposta immune.</p>
<p>La stampa locale ha assicurato che provoca una “buona risposta immunologica in topi e roditori, e può indurre il corpo a produrre una forte risposta immune cellulare ed umorale in poco tempo.”</p>
<p><span style="color: #ff0000">Fase III</span></p>
<p>Nonostante, sia la sua sicurezza che la sua effettività dovranno essere confermate nella fase III della prova, che è previsto che si sviluppi in Arabia Saudita.</p>
<p>CanSino è in trattative anche con altri paesi, tra i quali si trovano Russia, Brasile e Cile, per realizzare lì la fase III delle sue prove.</p>
<p>Bisogna chiarire che nessuno dei partecipanti delle prove è stato esposto al virus dopo l&#8217;inoculazione, per cui è ancora molto presto per sapere se il vaccino protegge o no contro il virus. Questo potrà essere controllato durante la fase III, che include un numero molto maggiore di partecipanti.</p>
<p>con informazione di El Opinion</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>Foto: Getty Images</p>
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		<title>La crisi dell&#8217;impero ed un mondo nuovo</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 02:19:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Forse nulla ha potuto esprimere in forma così chiara la perdita di capacità egemonica degli Stati Uniti che la patetica posizione di Donald Trump contro l'OMS. In caso avesse argomenti e leadership, avrebbe convocato ad una campagna di boicottaggio politico contro l'OMS, atteggiamento che gli USA hanno applicato in altri momenti, con effetti tangibili. Ma non ha nessuna delle due cose, la posizione degli USA in queste circostanze ha dovuto rassegnarsi al suo linguaggio preferito: il boicottaggio economico; ma con un’ondata di usura dell'immagine degli USA, che in una situazione di emergenza mondiale, debilitano l'organismo internazionale che cerca di orientare e coordinare le azioni contro la pandemia.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11468" alt="Trum-alerta-sobre-coronavirus-1-580x326" src="/files/2020/04/Trum-alerta-sobre-coronavirus-1-580x326.jpg" width="580" height="326" />Forse nulla ha potuto esprimere in forma così chiara la perdita di capacità egemonica degli Stati Uniti che la patetica posizione di Donald Trump contro l&#8217;OMS. In caso avesse argomenti e leadership, avrebbe convocato ad una campagna di boicottaggio politico contro l&#8217;OMS, atteggiamento che gli USA hanno applicato in altri momenti, con effetti tangibili.</strong></p>
<p>Ma non ha nessuna delle due cose, la posizione degli USA in queste circostanze ha dovuto rassegnarsi al suo linguaggio preferito: il boicottaggio economico; ma con un’ondata di usura dell&#8217;immagine degli USA, che in una situazione di emergenza mondiale, debilitano l&#8217;organismo internazionale che cerca di orientare e coordinare le azioni contro la pandemia.</p>
<p>Il “American first” rivela tutta la perdita di capacità egemonica degli USA, perché suppone qualcosa che non è oramai reale: difendere gli interessi degli USA è difendere la democrazia, lo sviluppo economico, la libertà, il rinvigorimento di un mondo solidale ed armonioso.</p>
<p>“American first” si è rivelato essere “American alone”. Gli USA non sono stati mai tanto isolati nel mondo. Il destino degli USA non è mai stato tanto separato –e perfino contrapposto–da quello degli altri paesi del mondo. Trump rappresenta l&#8217;isolazionismo nella sua forma più estrema.</p>
<p>Proprio quando c’è bisogno nel mondo una leadership politica coordinata per affrontare la pandemia, gli USA si rinchiudono su loro stessi e danno le spalle al mondo.</p>
<p>La strategia di Trump è quella dell&#8217;estrema destra di oggi nel mondo. Riprendere posizioni della guerra fredda, cercando capri espiatori per i suoi problemi –messicani, Cina, OMS, tra gli altri -, per camuffare il fallimento del governo degli USA nell’affrontare gli effetti della pandemia che fa del paese il maggiore focolaio della pandemia nel mondo con effetti fuori dal controllo. Trump vuole mascherare l&#8217;impotenza dei suoi governi liberando risorse milionarie, come se il denaro potesse risolvere i problemi dell&#8217;umanità.</p>
<p>Ma che cosa ci si può aspettare da un paese che promuove le meraviglie dell&#8217;impresa privata, del mercato, dei piani privati di salute, ma che non assiste la sua popolazione con piani pubblici di salute. Il popolo statunitense, in questione i più indifesi –afroamericani, latini, poveri in generale–, soffrono in carne propria il discorso neoliberale e la debilitazione dei servizi pubblici.</p>
<p>Da lì, la necessità di Trump di incolpare Cina e l&#8217;OMS per gli effetti della pandemia. A parte di incolpare la scienza e gli scienziati, promuovendo medicine magiche, che appena dissimulano i suoi interessi privati come azionista dell&#8217;azienda che produce quello che lui più diffonde.</p>
<p>Ma se si annunciava già il superamento dell&#8217;egemonia statunitense nel mondo prima della pandemia, con l&#8217;economia cinese disputandolo la leadership mondiale, si va stabilendo un consenso che la pandemia ha accelerato la decadenza dell&#8217;impero statunitense e la proiezione della Cina come una nuova leadership mondiale.</p>
<p>La forma di combattere il coronavirus da parte della Cina e degli USA e dei paesi dell&#8217;Europa, rivela la forte superiorità di uno stato, agile, che da priorità alle necessità delle persone rispetto a quelle del mercato. Mentre gli USA voltano le spalle agli altri paesi, Cina e Cuba sviluppano un intenso ed ampio ruolo di solidarietà, perfino con gli stessi USA ed Europa.</p>
<p>La crisi della pandemia accelera la decadenza degli USA come la gran potenza mondiale. L&#8217;economia di tutti i paesi sarà profondamente colpita dalla maggiore recessione, da quella del 1929, con un tasso record di disoccupazione. La destra ritornerà con forza, avvalendosi del monopolio dei mass media e con la sua proposta di aggiustamento fiscale, come se questa politica non fosse la responsabile della maggioranza degli effetti della pandemia, debilitando i servizi pubblici.</p>
<p>Il mondo post-pandemia sarà un mondo di ricostruzione delle economie e delle società in ogni paese, in mezzo ad una brutale disputa tra neoliberali ed anti-neoliberali, per sapere con che orizzonte si realizzeranno le ricostruzioni. La cosa certa è che Cina sarà un riferimento molto più ampio rispetto agli USA, come modelli di resistenza alla pandemia e della ricostruzione post-pandemia.</p>
<p>Il mondo post-pandemia sarà un mondo di approfondimento della decadenza dell&#8217;impero e di possibilità di costruzione di un mondo più giusto, più solidale, più collaborativo.</p>
<p>di Emir Sader/da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto Reuters</p>
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		<title>Da giovedì si distribuiscono donazioni cinesi per ospedali cubani</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2020 00:25:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giovedì scorso è cominciata la distribuzione in ospedali cubani del donativo cinese per affrontare COVID-19, ha confermato a L'Avana il dottore Rolando Rederos, direttore dell'Azienda di Somministrazioni Mediche, che dirige questo processo, come pubblica oggi il quotidiano Granma. Tale donazione include 2000 mascherine e la stessa quantità di tute protettive usa e getta, di occhiali protettivi, di paia di guanti chirurgici e di paia di scarpe di isolamento, come 10 mila maschere chirurgiche e 500 termometri infrarossi, e da un magazzino a L'Avana il carico si spartisce a tutte le province.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11452" alt="1304-china-donacion-580x403" src="/files/2020/04/1304-china-donacion-580x403.jpg" width="580" height="403" />Giovedì scorso è cominciata la distribuzione in ospedali cubani del donativo cinese per affrontare COVID-19, ha confermato a L&#8217;Avana il dottore Rolando Rederos, direttore dell&#8217;Azienda di Somministrazioni Mediche, che dirige questo processo, come pubblica oggi il quotidiano Granma.</strong></p>
<p>Tale donazione include 2000 mascherine e la stessa quantità di tute protettive usa e getta, di occhiali protettivi, di paia di guanti chirurgici e di paia di scarpe di isolamento, come 10 mila maschere chirurgiche e 500 termometri infrarossi, e da un magazzino a L&#8217;Avana il carico si spartisce a tutte le province.</p>
<p>A sua volta si distribuisce una donazione dell&#8217;azienda Yutong, uno dei maggiori fabbricanti cinesi di autobus che ha consegnato alle autorità sanitarie cubane 10 mila tute protettive e 100 mila mascherine.</p>
<p>Stiamo preparando una seconda donazione di mascherine ed altre materie prime sanitarie, ha detto Zhang Yaowu, direttore generale della divisione latinoamericana di Yutong.</p>
<p>Il dirigente ha spiegato che nella sede dell&#8217;azienda, nella provincia di Henan, si preparano cinque ambulanze con pressione negativa, veicoli con miglioramenti speciali per potere aiutare a realizzare il trasporto ed il trattamento in maniera sicura dei pazienti con malattie infettive.</p>
<p>Queste ambulanze saranno donate a Cuba dove arriveranno nelle prossime settimane per appoggiare il lavoro di controllo della pandemia, ed intanto l&#8217;Ambasciata Cinese a L&#8217;Avana ha donato alla maggiore delle Antille 200 mila dollari per il combattimento del COVID-19.</p>
<p>La donazione della Repubblica Popolare Cinese fortifica il sistema di salute pubblico cubano che, secondo una notizia di Radio Reloj, ha già garantito tutto il necessario affinché lavorino per due mesi gli 11 ospedali del paese che assistono i malati con COVID-19.</p>
<p>con informazione dell&#8217;ACN/ da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto:ACN</p>
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		<title>Pechino: l’esercito degli USA avrebbe portato il coronavirus in Cina</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Mar 2020 01:31:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Quando c’è stato il paziente zero negli Stati Uniti? Quante persone si sono infettate? Come si chiamano gli ospedali? Potrebbe essere l'Esercito degli USA quello che ha portato l'epidemia a Wuhan? Dovete essere trasparenti! Rendete pubblici i vostri dati! Ci dovete una spiegazione!”, ha scritto questo giovedì il portavoce del Ministero degli Esteri cinesi, Zhao Lijian, nel suo account in Twitter. Il portavoce cinese ha aggregato anche che il direttore dei Centri per il Controllo e la Prevenzione di Malattie (CDC, per le sigle in inglese) degli USA, Robert Redfield, ha ammesso mercoledì, durante il Comitato di Supervisione della Camera di Rappresentanti che qualche statunitense apparentemente è morto di influenza e sono risultati positivi per il nuovo coronavirus nella diagnosi postuma.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11387" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11387" alt="Zhao Lijian, portavoce del minrex cinese" src="/files/2020/03/Zhao-Lijian.jpg" width="580" height="326" /><p class="wp-caption-text">Zhao Lijian, portavoce del minrex cinese</p></div>
<p><strong>La cancelleria cinese dice che l&#8217;esercito statunitense avrebbe potuto portare il coronavirus nella città cinese di Wuhan, che è stata la più colpita dal focolaio.</strong></p>
<p>“Quando c’è stato il paziente zero negli Stati Uniti? Quante persone si sono infettate? Come si chiamano gli ospedali? Potrebbe essere l&#8217;Esercito degli USA quello che ha portato l&#8217;epidemia a Wuhan? Dovete essere trasparenti! Rendete pubblici i vostri dati! Ci dovete una spiegazione!”, ha scritto questo giovedì il portavoce del Ministero degli Esteri cinesi, Zhao Lijian, nel suo account in Twitter.</p>
<p>Il portavoce cinese ha aggregato anche che il direttore dei Centri per il Controllo e la Prevenzione di Malattie (CDC, per le sigle in inglese) degli USA, Robert Redfield, ha ammesso mercoledì, durante il Comitato di Supervisione della Camera di Rappresentanti che qualche statunitense apparentemente è morto di influenza e sono risultati positivi per il nuovo coronavirus nella diagnosi postuma.</p>
<p>“Alcuni morti per influenza in realtà erano positivi al COVID-19”, ha ammesso Robert Redfield di CDC degli USA nella Camera dei Rappresentanti. Gli Stati Uniti hanno riportato 34 milioni di casi di influenza e 20.000 morti. Quanti di questi erano relazionati con COVID-19?”, ha chiesto.</p>
<p>Inoltre, Zhao ha citato Redfield, che ha detto che “alcuni casi che sono stati diagnosticati previamente come influenza negli Stati Uniti erano in realtà COVID-19.”</p>
<p>Davanti a questo panorama, il portavoce ha catalogato “assolutamente scorretto ed inappropriato” chiamare questo virus come “il coronavirus cinese” quando la sua origine è statunitense.</p>
<p>Nonostante alla fine di dicembre scorso cominciasse il nuovo coronavirus nella città cinese di Wuhan, l&#8217;origine del focolaio del virus rimane ancora un enigma.</p>
<p>Philip Giraldi, ex funzionario della CIA, pensa che il suo paese potrebbe avere “creato” il temuto virus, in collaborazione con Israele, come un’arma di guerra biologica per danneggiare Cina ed Iran. Le sue dichiarazioni si sommano a varie analisi che non scartano il ruolo degli USA in questa epidemia, che è stata già catalogata come pandemia dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Salute (OMS).</p>
<p>testo e foto da Hispantv</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Quando l&#8217;interferone cubano è arrivato in Cina</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2020/02/11/quando-linterferone-cubano-e-arrivato-cina/</link>
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		<pubDate>Wed, 12 Feb 2020 03:08:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[interferone]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è stato precisamente con l'epidemia di corona virus che l’Heberon Alfa R è arrivato in Cina. Così lo conferma a Cubadebate Santiago Dueñas Carrera, Dottore in Scienze Biologiche e vice-direttore generale dell'azienda mista cubana-cinese Changchun Heber Biological Technology Co. Ltd.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11327" alt="interferone cinese" src="/files/2020/02/interferone-cinese.jpeg" width="580" height="351" />Non è stato precisamente con l&#8217;epidemia di corona virus che l’Heberon Alfa R è arrivato in Cina. Così lo conferma a Cubadebate Santiago Dueñas Carrera, Dottore in Scienze Biologiche e vice-direttore generale dell&#8217;azienda mista cubana-cinese Changchun Heber Biological Technology Co. Ltd.</strong></p>
<p>“La tecnologia dell&#8217;interferone Alfa 2b umano ricombinante è stata trasferita dal Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia (CIGB) di Cuba all&#8217;azienda mista cubana-cinese Changchun Heber Biological Technology Co. Ltd, ubicata al nordest della Cina, a Changchun, provincia di Jilin. Questa azienda è stata fondata in dicembre dell&#8217;anno 2003”, ha detto.</p>
<p>Secondo Santiago Dueñas Carrera, la tecnologia per produrre l’Heberon Alfa R si incorpora ben presto nell&#8217;azienda mista e già nel 2007 si ottiene la registrazione sanitaria del prodotto in Cina e comincia la sua commercializzazione, orientata alle stesse malattie per cui si usa qua a Cuba, benché il suo uso principale in Cina sia stato per il trattamento dell&#8217;epatite B e C”, ha precisato lo specialista.</p>
<p>Nel gigante asiatico, questo prodotto si produce e commercializza in quattro presentazioni, tutte iniettabili, in fiale, e con differente dosi: 3, 5, 6 e 10 milioni di unità internazionali per fiala, ha specificato.</p>
<p>“A partire dal suo registro sanitario nel 2007, il prodotto in Cina è stato incorporato nell&#8217;assicurazione medica e si è impiegato in più di 19 province o regioni della Cina”, ha commentato Dueñas Carrera, che ha enfatizzato sul fatto che l&#8217;azienda mista possiede il certificato di buone pratiche di fabbricazione, concesso sia dall&#8217;entità di salute pubblica nazionale cinese come per l&#8217;entità nazionale di salute pubblica di Cuba.</p>
<p>D’accordo con l&#8217;intervistato, a causa dell&#8217;epidemia l&#8217;azienda si trova producendo molto prodotto per rispondere all’alta domanda. In questo caso, ogni lotto che si produce di interferone Alfa 2b umano ricombinante ha un volume di 30 000 fiale. “Ovviamente, può usarsi insieme ad altri prodotti”, ha precisato.</p>
<p>Il dottore Luis Herrera, assessore scientifico del presidente di Biocubafarma, ha spiegato che il corona virus, moltiplicandosi, per vincere la resistenza dell&#8217;organismo, riduce i livelli di interferone. “Allora, se iniettiamo interferone, staremo ottenendo un meccanismo per combatterlo molto effettivo”, ha commentato.</p>
<p>In base a questo criterio la parte cubana, e lo stesso professore Herrera, hanno suggerito alle autorità cinesi di produrre rapidamente interferone e cominciare le prove col prodotto.</p>
<p>In quanto alla preparazione ed abilitazione del personale dell’impianto, Dueñas Carrera ha rimarcato: “Ci sono in Cina due scienziati cubani permanenti, oltre al personale cubano addizionale che si ferma durante dei soggiorni temporanei per assistenze tecniche associate ad obiettivi specifici.”</p>
<p>Secondo Dueñas Carrera, “il trasferimento di tecnologia è un esempio concreto della capacità e della conoscenza generata dalla biotecnologia cubana. Ha un impatto innegabile nell’economa e nella società, aggregato ai meccanismi specifici di cooperazione”, ha detto.</p>
<p>Dietro la notizia di un prodotto della biotecnologia cubana aiutando a guarire in mezzo al caos, ci sono molto sforzo e molta consacrazione. E, anche, secondo il dottore Herrera, ancora più impegni e sfide:</p>
<p>“Ottenere nuovi prodotti innovatori di alto valore aggregato permette migliorare la salute del popolo cubano —così come altri aspetti della società—e permette anche di vincere la sfida di inserirli nei mercati più esigenti: quelli del primo mondo. L&#8217;inventiva deve accompagnarsi con l’innovazione per cercare le proprie fonti di finanziamento dell&#8217;attività scientifica”, ha concluso.</p>
<p>Si tratta, in definitiva, di continuare a produrre scienza, per Cuba e per il mondo.</p>
<p>di Edilberto Carmona Tamayo, Lisandra Fariñas Acosta</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Gli Stati Uniti e le armi biologiche</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Feb 2020 01:25:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per quelli che si dichiarano increduli davanti alle evidenze che gli Stati Uniti potrebbero essere i responsabili dell'epidemia della polmonite di Wuhan o coronavirus, con la malsana intenzione di colpire l'economia e l’immagine della Cina, è necessario esporre alcuni antecedenti su questo tema. Secondo quanto pubblicato dalla rivista statunitense Whiteout Press, ed altre, nel 1931 il Rockefeller Institute for Medical Investigations ha usato cittadini statunitensi come topi di laboratorio, avendoli infettati con cellule cancerose, senza che loro lo sapessero.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11325" alt="coronavirius" src="/files/2020/02/coronavirius.jpg" width="580" height="326" />Per quelli che si dichiarano increduli davanti alle evidenze che gli Stati Uniti potrebbero essere i responsabili dell&#8217;epidemia della polmonite di Wuhan o coronavirus, con la malsana intenzione di colpire l&#8217;economia e l’immagine della Cina, è necessario esporre alcuni antecedenti su questo tema.  </strong></p>
<p>Secondo quanto pubblicato dalla rivista statunitense Whiteout Press, ed altre, nel 1931 il Rockefeller Institute for Medical Investigations ha usato cittadini statunitensi come topi di laboratorio, avendoli infettati con cellule cancerose, senza che loro lo sapessero.</p>
<p>Nella stessa data, il Pentagono ha aperto un Centro di Guerra Biologica in Panama per realizzare lavori di laboratorio con germi patogeni.</p>
<p>La doppia morale degli yankee è tale che hanno concesso totale immunità a tedeschi e giapponesi specialisti in guerra biologica dopo la Seconda Guerra Mondiale, e li hanno incorporati nel centro ubicato a Fort Detrick, per studiare e sviluppare armi biologiche.</p>
<p>Agli inizi degli anni 50 del XX secolo, il Dipartimento di Difesa ha realizzato all&#8217;aperto prove nelle quali ha utilizzato batteri e virus generatori di malattie.</p>
<p>In quella data, una nave di guerra yankee ha usato un enorme tubo per spruzzare l&#8217;aria col batterio Serratia Marcescens, causante polmonite, tra gli abitanti della zona costiera di San Francisco, in California, come ha denunciato lo studioso Leonard Cole nel suo libro Clouds of Secrecy: The Army&#8217;s Germ Warfare Tests Over Population Areas.</p>
<p>In questo materiale si descrive che, tra il 1949 ed il 1969, si sono svolte all&#8217;aperto più di 239 prove di armi biologiche a Washington, New York, Key West ed altre città densamente popolate.</p>
<p>Solo nel 1970 i cittadini hanno saputo che erano stati utilizzati come animali di laboratorio negli esperimenti realizzati da varie agenzie e dipartimenti governativi, principalmente il Pentagono.</p>
<p>Diffondendosi l&#8217;Operation Whitecoat, eseguita tra il 1954 ed il 1973, la popolazione ha conosciuto i dettagli di questo studio del Dipartimento della Difesa, dove hanno utilizzato fedeli della Chiesa Avventista del Settimo Giorno ed oltre a 2300 soldati, che ignoravano che sono stati infettati con la febbre Q, la febbre gialla, peste bubbonica, tularemia ed encefalite equina venezuelana, tutto documentato nel libro Anthrax: The Investigation of a Deadly Outbreak (1999), dello scrittore Jeanne Guillemin.</p>
<p>Negli anni 90 hanno testato nuovi virus biologici con prigionieri del Dipartimento Correttivo del Texas che posteriormente sono stati usati durante l&#8217;invasione in Iraq, azione raccontata dal biochimico statunitense Garth L. Nicolson, in una testimonianza scritta per il Congresso, dove ha detto: Migliaia di veterani statunitensi della Guerra del Golfo soffrono delle conseguenze di essere stati esposti alle armi radiologiche, chimiche e biologiche (Written Testimony of Dr. Garth L. Nicolson, Committee on Veterans Affairs, United States House of Representatives, gennaio 2002).</p>
<p>Francis Boyle, professore di Diritto Internazionale dell&#8217;Università dell&#8217;Illinois, afferma che l&#8217;attuale virus zika è un arma biologica brevettata nel 1947 dalla Fondazione Rockefeller.</p>
<p>Terroristi cubani sono stati allenati dalla CIA e dal Pentagono nella base militare di Fort Gulick, in Panama, per introdurre a Cuba, nel 1971, il virus della febbre porcina africana.</p>
<p>L&#8217;investigatore William H. Schaap, assicura che il dengue ed altri arbovirus, sono armi biologiche ideali. Il dengue emorragico è altamente inabilitante e lo trasmette la zanzara Aedes Aegyiptis, virus introdotto a Cuba nel 1981, pubblicato in The 1981 Cuba Dengue Epidemic, Covert Action, Summer 1982.</p>
<p>Si sa che nel 1981 biologi militari statunitensi hanno realizzato prove con l&#8217;Aedes Aegyiptis, nel laboratorio di Fort Detrick, in Maryland, per introdurre il dengue emorragico.</p>
<p>Questo laboratorio, denominato ufficialmente Istituto di Investigazioni Mediche in Malattie Infettive dell&#8217;Esercito degli Stati Uniti, produce agenti biologici come parte delle investigazioni con armi di difesa.</p>
<p>Gli Stati Uniti hanno un programma offensivo di armi biologiche, approvato in ottobre del 1941 dal presidente Franklin Roosevelt ed il Segretario di Guerra.</p>
<p>Per questo hanno costruito inizialmente un impianto di produzione a Terre Haute, in Indiana, ma non avendo le condizioni di sicurezza, è stato trasportato nel 1954 a Pine Bluff, in Arkansas, ed ha cominciato a produrre agenti biologici.</p>
<p>Oggi Fort Detrick è il centro di investigazione e produzione di armi biologiche anti-personali e contro le coltivazioni, per infettare obiettivi selezionati, mediante aeroplani per aspersione aerea, bombolette, granate, missili e bombe a grappolo.</p>
<p>Posteriore alla costruzione di quattro laboratori biologici del Pentagono in Georgia, ex repubblica dell&#8217;URRS, si è scoperto un focolaio di polmonite atipica nel paese.</p>
<p>A rispetto, la rivista statunitense Veterans Today (06-10-2013), ha pubblicato che il Pentagono ha investito 300 milioni di dollari in un programma segreto di guerra biologica, nel Central Reference Laboratory, di Tiflis, in Georgia, dove i militari yankee controllano i vaccini per animali, rimpiazzando i veterinari.</p>
<p>In Georgia opera anche il Walter Reed US Army Medical Research Institute, ed in Kazakistan, un&#8217;altra ex repubblica sovietica, funzionano due laboratori biologici del Pentagono.</p>
<p>Gerald Colby e Charlotte Dennet hanno descritto nel loro libro They Will Be Done. The Conquest of the Amazon: Nelson Rockefeller and Evangelism in the Age of Oil (1996), alcuni esperimenti yankee di armi biologiche in America latina, usando scientifici e religiosi statunitensi al servizio dell&#8217;Istituto Linguistico Estivo (ISL), creato dalla Fondazione Rockefeller.</p>
<p>Negli anni 1960-1970, la CIA ha assassinato membri di tribù native dell&#8217;Amazzonia, mediante la propagazione di differenti virus per impadronirsi delle loro terre ricche in giacimenti di petrolio.</p>
<p>Le tecniche applicate in Brasile ed in Perù sono state l&#8217;avvelenamento dell&#8217;acqua, del cibo, e regalare ai nativi vestiti, lenzuola e coperte, infettate col virus del vaiolo.</p>
<p>Con questo crimine, le corporazioni di Rockefeller hanno ottenuto l&#8217;accesso all&#8217;oro, al petrolio, ai diamanti ed ai metalli rari, perché gli indigeni si rifiutavano di abbandonare le loro terre ricche; il metodo usato è stato l&#8217;uso della forza, come ha scritto uno dei missionari statunitensi, conosciuto come il padre Smith.</p>
<p>Eccedono elementi per segnalare i veri responsabili del coronavirus ed i suoi morti, e come ha assicurato Josè Martì:</p>
<p>“Tacere un crimine è commettere un altro”.</p>
<p>di Arthur Gonzalez</p>
<p>preso da El Heraldo Cubano</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>tradotto da Ida Garberi</p>
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		<title>Perché gli allarmi mondiali si scaraventano sul coronavirus e non sulla malaria?</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Feb 2020 02:19:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un'altra volta si scaraventano “gli allarmi mondiali”, in questa opportunità, per l'influenza causata dal coronavirus. Lo spazio informativo si satura sempre di più di notizie stridenti, opacizzando altri temi gravi come il cambiamento climatico, le guerre del Medio Oriente, le tensioni con Iran o la guerra sporca contro Venezuela ed il bloqueo contro Cuba, per menzionare alcuni temi. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11323" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11323" alt="La zanzara Anofeles femmina che trasmette la malaria" src="/files/2020/02/paludismo-2-580x326.jpg" width="580" height="326" /><p class="wp-caption-text">La zanzara Anofeles femmina che trasmette la malaria</p></div>
<p><strong>Un&#8217;altra volta si scaraventano “gli allarmi mondiali”, in questa opportunità, per l&#8217;influenza causata dal coronavirus. Lo spazio informativo si satura sempre di più di notizie stridenti, opacizzando altri temi gravi come il cambiamento climatico, le guerre del Medio Oriente, le tensioni con Iran o la guerra sporca contro Venezuela ed il bloqueo contro Cuba, per menzionare alcuni temi.</strong></p>
<p>Situazione simile l’abbiamo vissuta nel 2002 con la sindrome respiratoria acuta grave (SARS, per le sue sigle in inglese) e l&#8217;epidemia di H1N1, nel 2008. La prima ha fatto precipitare l&#8217;approvazione del Codice Sanitario Internazionale nell&#8217;Assemblea Generale dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Salute.</p>
<p>Come medico e salutista, credo che sono giuste le preoccupazioni e gli sforzi per riuscire a controllare la situazione nel minore tempo possibile. Ogni giorno che si possa guadagnare sono vite che si salvano.</p>
<p>Per la stessa ragione non capisco perché gli “allarmi mondiali” non si scaraventano per un&#8217;altra malattia il cui comportamento è molto più drammatico: la malaria.</p>
<p>Mentre l&#8217;influenza da coronavirus ha colpito 17.200 persone, la malaria colpisce 219 milioni in un anno. Per influenza da coronavirus sono deceduti 349 persone, mentre la malaria ammazza 435 mila persone all&#8217;anno, di queste 266 mila bambini minori di 5 anni.</p>
<p>Come si spiega tanta differenza nella reazione davanti a due problemi sanitari importanti? Secondo me le cause sono due. Non è la letalità del virus, benché nella stampa di oggi si annunci che è più letale di quello del SARS, bensì la difficoltà per mantenerlo controllato in un&#8217;area geografica.</p>
<p>L&#8217;influenza da coronavirus, per il suo meccanismo di trasmissione e la globalizzazione internazionale, minaccia di trasformarsi in una pandemia ed attraversare le frontiere senza distinguere tra paesi ricchi e poveri. La malaria no, il 92% dei casi si concentrano in Africa, come l’80% dei morti. La malaria attacca ed ammazza i poveri, il coronavirus non fa differenza sul volume del portafoglio.</p>
<p>Ma c&#8217;è qualcosa in più: tutto questo è successo in mezzo ad una guerra commerciale tra Cina e gli Stati Uniti che, senza dubbio, fa bene al secondo. Si cominciano a vedere messaggi fatti apposta per approfittare di questa congiuntura, cito due titolari recenti come esempio:</p>
<p>-I negozi online ed il coronavirus: è sicuro comprare articoli cinesi?<br />
-Un “buco nero” più grave della crisi finanziaria del 2008: Il mortale coronavirus contagerà l&#8217;economia mondiale?</p>
<p>Cina ha dimostrato la sua capacità e la sua forza per affrontare questa contingenza sanitaria. In tempo record ha identificato la struttura genetica del virus (che immediatamente ha condiviso con la comunità internazionale), aprendo così il cammino per ottenere una diagnosi di certezza e perfino la produzione di un vaccino. Ha costruito ospedali ed ha preso le misure per il controllo della propagazione.</p>
<p>Senza dubbi, in questione di settimane il coronavirus smetterà di preoccupare il mondo che continuerà indifferente davanti al dramma della malaria.</p>
<p>“La medicina è politica a grande scala” ha condannato l&#8217;eminente scienziato tedesco Rudolf Virchow, e questo è un altro esempio di tutto ciò.</p>
<p>di Joaquin Garcia Salabarria</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: La Vanguardia</p>
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		<title>MINREX: Cuba condanna l&#8217;ingerenza nei temi interni della Cina</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Sep 2019 00:20:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nelle ultime settimane, abbiamo osservato con preoccupazione la successione di manifestazioni violente ed atti vandalici nella Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong, promossi dall'estero, che tentano colpire l'ordine politico, economico e sociale, e generare insicurezza nella Repubblica Popolare Cinese.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9795" alt="declaracion_minrex_0_0-580x330" src="/files/2017/02/declaracion_minrex_0_0-580x330.jpg" width="580" height="330" />Nelle ultime settimane, abbiamo osservato con preoccupazione la successione di manifestazioni violente ed atti vandalici nella Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong, promossi dall&#8217;estero, che tentano colpire l&#8217;ordine politico, economico e sociale, e generare insicurezza nella Repubblica Popolare Cinese.  </strong></p>
<p>Il ritorno di Hong Kong alla sovranità cinese nell&#8217;anno 1997 costituì un atto di giustizia storica ed un&#8217;espressione dello spirito pacifico della Repubblica Popolare Cinese, nonostante sia stato vittima dell&#8217;imposizione di trattati disuguali da parte di potenze imperialiste.</p>
<p>Da allora, e col suo status attuale, Hong Kong è stato parte inseparabile della Repubblica Popolare Cinese ed ha ottenuto un livello solido di sviluppo, con stabilità e prosperità economica, sulla base dell&#8217;implementazione di successo dei principi “una sola Cina” ed “un paese, due sistemi.”</p>
<p>Il Ministero di Relazioni Estere condanna l&#8217;ingerenza nei temi interni della Cina, mentre respinge qualunque tentativo di ledere l&#8217;integrità territoriale e la sovranità della Repubblica Popolare Cinese.</p>
<p>Cuba appoggia gli sforzi del governo centrale di Pechino e delle autorità di Hong Kong per concludere questa situazione, preservare la pace e recuperare la stabilità.</p>
<p>Ci fidiamo pienamente della capacità e della saggezza delle autorità cinesi per mettere fine a questi eventi di destabilizzazione e ritornare alla normalità.</p>
<p>L&#8217;Avana, 5 settembre 2019</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cina in America Latina: gli USA perdono il “cortile di casa”</title>
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		<pubDate>Tue, 28 May 2019 00:02:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cina ha invitato formalmente l’America Latina a partecipare all’Iniziativa sulla Via della Seta nel gennaio 2018, nel corso dell’incontro con la Comunità degli Stati dell’America latina e dei Caraibi (CELAC) a Santiago del Cile, dove la foto emblematica è stata quella dei ministri degli Esteri cinese e venezuelano che si stringevano la mano. Da allora, 16 paesi della regione hanno manifestato l’intenzione di far parte di questo progetto di connettività commerciale e hanno già concordato accordi in tal senso.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11006" alt="ChinaAL" src="/files/2019/05/ChinaAL.jpg" width="580" height="293" />Cina ha invitato formalmente l’America Latina a partecipare all’Iniziativa sulla Via della Seta nel gennaio 2018, nel corso dell’incontro con la Comunità degli Stati dell’America latina e dei Caraibi (CELAC) a Santiago del Cile, dove la foto emblematica è stata quella dei ministri degli Esteri cinese e venezuelano che si stringevano la mano. </strong><strong>Da allora, 16 paesi della regione hanno manifestato l’intenzione di far parte di questo progetto di connettività commerciale e hanno già concordato accordi in tal senso.</strong></p>
<p>Oltre al Venezuela, che è alleato strategico di Pechino nella costruzione del mondo multipolare, altri paesi hanno firmato accordi: Panama, Brasile, Messico, Bolivia, Antigua e Barbuda, Costa Rica, Cile e Guyana.<br />
Il piano globale avviato nel 2013 con l’annuncio pubblico del presidente Xi Jinping, contempla il rafforzamento delle infrastrutture, del commercio e degli investimenti tra il gigante asiatico e circa 65 paesi, con il coinvolgimento del 62% della popolazione mondiale e del 75% delle riserve energetiche conosciute.</p>
<p>In questo senso, l’America Latina creerà una grande linea di trasporti transoceanici sulla Via della Seta perché condivide con la Cina l’Oceano Pacifico, essendo questo l’estensione naturale che collega le due zone economiche, come ha dichiarato la Cina nel suo incontro con i paesi della CELAC all’inizio del 2018. Proprio in tale sede essa ha enfatizzato il ruolo fondamentale del blocco continentale nel piano di cooperazione internazionale.</p>
<p>Naturalmente, gli investimenti per realizzare il progetto non partono da zero. I progetti bilaterali con diverse nazioni dell’America Centrale, del Sud America e dei Caraibi risalgono al 2005. In quell’anno essi hanno ricevuto 4,7 miliardi di dollari in investimenti cinesi. Alla fine del 2018, questa cifra è aumentata del 425%, raggiungendo i 20 miliardi di dollari.</p>
<p>Negli ultimi otto anni, anche lo scambio commerciale è aumentato di 22 volte, superando i 280 miliardi di dollari nel 2017. Dati della Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi (CEPAL), forniti dalla sua segretaria Alicia Bárcena, posizionano il paese asiatico come il secondo partner commerciale più importante per la regione, e il primo per il Sud America, soppiantando gli Stati Uniti.<br />
L’intento di interconnettere globalmente le economie nazionali attraverso la Via della Seta e sotto l’emergente leadership cinese, formalizza e dà un nome a più di un decennio di relazioni commerciali.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Progetti e piani per la Via della Seta in America Latina</span></p>
<p>La complessa relazione sino-latinoamericana che fino agli anni ’90 si concentrava sugli investimenti in prodotti minerari e risorse naturali per il loro trasferimento in Cina, è entrata nel nuovo secolo con l’obiettivo di consolidare infrastrutture di trasporto ad alto impatto, tra cui la costruzione di strade, porti marittimi e ferrovie.<br />
Secondo il database finanziario Cina-America Latina preparato da The Dialogue, il centro di ricerca politica degli Stati Uniti, esistono 150 progetti legati ai trasporti, di cui quasi la metà sono in fase di costruzione.<br />
Inoltre, negli ultimi anni è avvenuta una diversificazione nel settore energetico, con l’investimento di 96,9 miliardi di dollari nella trasmissione e produzione di energia elettrica.</p>
<p>Per numero di progetti, Bolivia, Brasile e Giamaica sono le principali destinazioni degli investimenti cinesi nei canali fisici di comunicazione. Nel paese andino, sono stati sviluppate più di 20 opere tra strade e ponti, mentre in Brasile, dove l’importo totale supera i 28 miliardi di dollari, sono stati discussi 13 accordi in relazione alle infrastrutture di trasporto, come anche in Giamaica.</p>
<p>La Cina ha posto un accento particolare sulle aree portuali del Pacifico, dei Caraibi e dell’Atlantico. In effetti, ha maggiore successo nell’acquisizione o nella costruzione di questo tipo di impianti. Circa 20 progetti sono già stati completati o sono in fase di attuazione in Messico, Cuba, Panama, Venezuela, Ecuador, Brasile e Cile. Sono anche in discussione strutture portuali in Colombia, Perù e Uruguay.</p>
<p>Per quanto riguarda i porti, i 19 patti di cooperazione sugli scambi e le infrastrutture concordati sul Canale di Panama hanno una rilevanza particolare. Qui si evidenzia la mossa diplomatica panamense per approfondire le sue relazioni politiche con la Cina nel quadro della Via della Seta, dal momento che è il primo paese a firmare un accordo ufficialmente parte del progetto: la costruzione di una ferrovia ad alta velocità tra le zone urbane.<br />
Nel giugno 2017, Panama ha rotto le relazioni diplomatiche con Taiwan, avviando così progetti giganteschi come la costruzione del quarto ponte sul Canale di Panama, di un porto per le navi da crociera all’entrata nel Pacifico e un porto per container situato vicino l’ingresso atlantico.</p>
<p>In ragione della sua posizione geografica, anche il Cile è considerato come un accesso naturale alla regione attraverso il Pacifico. Oltre alle aree portuali, la Cina investe nelle telecomunicazioni proponendo di costruire un cavo in fibra ottica sottomarino che attraversi l’oceano, di una lunghezza di 24 mila chilometri. Questo significa consentire un migliore scambio di informazioni tra Asia e America Latina.</p>
<p><span style="color: #ff0000">La risposta geopolitica degli Stati Uniti</span></p>
<p>Colpisce il fatto che molti dei paesi che sono commercialmente associati ai progetti più emblematici della Via della Seta siano quelli che gli Stati Uniti considerano alleati o i loro partner più forti nella regione dell’America Latina.<br />
La cooperazione omnidirezionale del suo rivale economico, che in definitiva non cerca di imporre o modificare le visioni politiche nazionali dei paesi con cui è collegata e, al contrario, rafforza lo sviluppo comune dei blocchi del Sud Globale, rappresenta un serio ostacolo alla volontà di Washington di mantenere una posizione di dominio nella regione.</p>
<p>Il politologo tedesco Wolf Grabendorff lo afferma così: “L’intenzione dichiarata cinese di affermarsi come potenza alternativa nel sistema internazionale non ha incontrato voci critiche in America Latina, e ciò riafferma le paure geopolitiche negli Stati Uniti”.<br />
La Cina sta sfidando l’egemonia degli Stati Uniti in mezzo alla debacle dell’ordine mondiale liberale guidato dall’Amministrazione Trump, che cerca di mitigarne gli effetti scatenando una guerra tariffaria aggressiva su scala globale che non risparmia i paesi latinoamericani.</p>
<p>Confrontando ciò che ciascun modello economico offre, l’apertura globale della Cina a parità di condizioni è in contrasto con il presunto protezionismo statunitense che non ha intenzione di prendersi cura degli interessi nazionali ma degli interessi economici dei gruppi di imprese private.<br />
Oltre ai continui tour di alti funzionari politici per imporre ai paesi satellite di intensificare il conflitto in Venezuela e i processi militari nelle zone di confine con la giustificazione della sicurezza nazionale, non ci sono progetti allettanti che entrino in competizione con l’immersione della Cina nei programmi economici dell’America Latina e dei Caraibi.</p>
<p>Negli ultimi due anni, il comportamento violento del “prendere o lasciare” che gli Stati Uniti adottano ha provocato gravi conseguenze nelle relazioni commerciali con i paesi vicini. Il Messico ha già avvertito lo shock delle condizioni dell’accordo di libero scambio, che ha portato a un deficit commerciale di 64 miliardi di dollari. Altri accordi commerciali con Colombia, Cile, Perù e America centrale sono nel mirino delle decisioni commerciali degli Stati Uniti.<br />
In quanto a risultati, le cifre sono abbastanza eloquenti. I dati del commercio estero degli Stati Uniti mostrano che, dal 2017 al 2018, le esportazioni e le importazioni latinoamericane hanno registrato un aumento del 7,13% e del 6,54%.</p>
<p>Al contrario, per l’alleanza sino-latino-americana, le importazioni e le esportazioni dello stesso anno sono aumentate rispettivamente del 30% e del 23%. Gli Stati rifuggono da misure unilaterali che li costringano a negoziare da una posizione svantaggiata e abbracciano i piani che offrono politiche economiche complementari, ancorate in questo momento alla Cina e ai paesi dell’ordine multipolare.<br />
Il declino americano accelera ad ogni passo che viene compiuto in linea con la Dottrina Monroe?</p>
<p><span style="color: #ff0000">Venezuela, il partner commerciale della Cina che minaccia il “cortile di casa”</span></p>
<p>Il trionfo dei progetti che caratterizzano le nascenti relazioni tra Cina e America Latina è legato alla stabilità politica e alla governabilità dei territori, nonché all’integrazione regionale del continente.<br />
In linea di principio, il consolidamento del blocco regionale è avvenuto durante la prima fase del governo di Hugo Chávez. Nel progetto, era previsto il trasferimento del centro del potere dall’asse occidentale all’asse eurasiatico, e di qui gli sforzi per creare solidi legami diplomatici con le nazioni sorelle per presentarsi come un’altra forza multipolare hanno caratterizzato i primi anni di Chavismo.</p>
<p>Di conseguenza, tale obiettivo è stato accompagnato dalla creazione da parte del Venezuela di organizzazioni come ALBA, Petrocaribe e CELAC, piattaforme multilaterali che hanno riunito i diversi interessi nazionali della regione. Per questo, negli ultimi anni abbiamo assistito ad attacchi contro questi meccanismi di integrazione e gli attori politici che lo gestiscono, con “partner” degli Stati Uniti come la Colombia che guida iniziative tipo Prosur.<br />
Ovviamente, il governo del presidente Nicolás Maduro è l’obiettivo principale delle aggressioni per il fatto di rappresentare l’avanguardia nella regione contro la dottrina Monroe del 21° secolo, proponendo uno schema di commercio internazionale con altre nazioni emergenti, lontano dall’egemonia del dollaro e usando le sue risorse energetiche e minerarie per questa causa.</p>
<p>Ogni aggressione all’economia venezuelana attraverso strumenti finanziari o operazioni irregolari per rendere il suo territorio ingovernabile, cerca di danneggiare (tra altri obiettivi) l’agenda commerciale asiatica in cui il paese è coinvolto, poiché la Cina è una “minaccia esistenziale“ per gli interessi del Pentagono .<br />
Tuttavia, il Venezuela, che è la porta principale per l’ingresso della Via della Seta in quello che gli Stati Uniti considerano il proprio “cortile di casa “, così come per altre iniziative contrarie al neoliberismo, ha contenuto i tentativi di cambiare l’ordine politico nazionale, contrastando l’accerchiamento di quel mondo multipolare che tanto preoccupa Washington.</p>
<p>da Mission Verdad</p>
<p>tradotto da Mauro Gemma per Marx21.it</p>
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