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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Cile</title>
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		<title>Né scoperta, né incontro: Giornata della Resistenza Indigena</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2020 15:30:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nelle parole dello scrittore uruguaiano Eduardo Galeano, pronunciate in occasione dell'inaugurazione del 53 ° Premio letterario Casa de las Americas (L'Avana, 2012), la data del 12 ottobre "rende omaggio" ai "presunti scopritori", che "erano più occultatori che scopritori, iniziò il saccheggio coloniale, mentendo sulla realtà americana e negando la sua abbagliante diversità e le sue radici più profonde ".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11764" alt="indigena" src="/files/2020/10/indigena.jpg" width="580" height="778" />In diversi scenari, ciò che accadde il 12 ottobre 1492 viene descritto come la &#8220;Scoperta dell&#8217;America&#8221;. Il 12 ottobre 1492, la spedizione guidata da Cristoforo Colombo, comandata dai re Isabella e Fernando di Castiglia, è arrivata in America. La spedizione era partita da Palos de la Frontera (Andalusia, Spagna) due mesi e nove giorni prima del suo arrivo su questa sponda dell&#8217;Atlantico. La data è conosciuta in diversi scenari come &#8220;Incontro di due culture&#8221;, &#8220;Scoperta dell&#8217;America&#8221; o &#8220;Columbus Day&#8221;.</strong></p>
<p>Nelle parole dello scrittore uruguaiano Eduardo Galeano, pronunciate in occasione dell&#8217;inaugurazione del 53 ° Premio letterario Casa de las Americas (L&#8217;Avana, 2012), la data del 12 ottobre &#8220;rende omaggio&#8221; ai &#8220;presunti scopritori&#8221;, che &#8220;erano più occultatori che scopritori, iniziò il saccheggio coloniale, mentendo sulla realtà americana e negando la sua abbagliante diversità e le sue radici più profonde &#8220;.</p>
<p>Tuttavia, in paesi come Nicaragua, Venezuela e Navarra (Spagna), il 12 ottobre è stato ufficialmente istituito come &#8220;Giornata della Resistenza Indigena&#8221;.</p>
<p>Perché la Giornata della Resistenza Indigena?</p>
<p>Durante il governo del presidente Hugo Chavez in Venezuela, è stato deciso di istituire il 12 ottobre come &#8220;Giornata della Resistenza Indigena&#8221;. Questo ha sostituito i nomi che tradizionalmente venivano dati alla festa, in particolare &#8220;Giorno della Razza&#8221;, decretato dal presidente Juan Vicente Gomez.</p>
<p>La decisione è stata approvata nel testo costituzionale. La Costituzione venezuelana riconosce nei suoi articoli il diritto dei popoli indigeni di &#8220;mantenere e sviluppare la loro identità etnica e culturale, visione del mondo, valori, spiritualità ed i loro luoghi sacri e luoghi di culto&#8221;.</p>
<p>Allo stesso modo, la legge fondamentale del paese sudamericano riconosce il diritto di questi popoli &#8220;ad una salute integrale che tenga conto delle loro pratiche e culture&#8221; ed &#8220;alla partecipazione politica&#8221;.</p>
<p>Considerare il 12 ottobre come &#8220;Giornata della Resistenza Indigena&#8221; implica il riconoscimento in quella data dell&#8217;inizio della barbarie coloniale che l&#8217;America Latina sta vivendo da più di 500 anni. Significa anche riconoscere la resistenza dei popoli indigeni contro ogni forma di oppressione.</p>
<p>Questo giorno viene utilizzato in diversi paesi d&#8217;America per ricordare gli indigeni che sono morti durante la colonizzazione. Inoltre, i gruppi indigeni rivendicano i loro diritti e manifestano contro il genocidio a cui sono sottoposti dalle politiche estrattive e neoliberiste, che danneggiano i loro territori.</p>
<p>Quali sfide devono affrontare i popoli indigeni delle Americhe?</p>
<p>In Brasile, da quando Jair Bolsonaro ha assunto la Presidenza nel gennaio 2019, la violenza contro le quasi 305 popolazioni indigene che abitano quella nazione è aumentata. Secondo un rapporto del Consiglio Indigenista Missionario (CIMI), che fa il punto sul 2019, si è registrato un aumento dei casi in 16 delle 19 categorie di violenza sistematizzate nel rapporto.</p>
<p>Una situazione complessa è presente anche in Colombia, che è stata classificata dall&#8217;organizzazione Global Witness come il paese più pericoloso per difendere i diritti umani, i diritti relativi alla terra, al territorio ed all&#8217;ambiente.</p>
<p>In Perù, i leader delle popolazioni indigene stabilitisi nell&#8217;Amazzonia del paese sudamericano hanno denunciato, il 6 ottobre, violazioni dei diritti umani contro le loro comunità e i loro rappresentanti.</p>
<p>Il problema della violenza e dell&#8217;impunità nei casi dei difensori delle popolazioni indigene si verifica anche in contesti meno visibili. Il 5 ottobre, 46 organizzazioni per i diritti umani hanno espresso &#8220;la loro profonda preoccupazione per la situazione di impunità strutturale in vigore in Costa Rica nei confronti dei difensori dei diritti delle popolazioni indigene&#8221;.</p>
<p>In Cile, la nazione mapuche è stata oggetto di un&#8217;aggressione permanente da parte dello Stato. Un rapporto pubblicato nel settembre 2020 sulle persone giustiziate e scomparse appartenenti a questo gruppo tra il 1973 e il 1990, riportava “171 casi, 36 casi in più, cioè legati alle vittime mapuche riconosciute dallo Stato del Cile; che sono state prontamente indagate dalle diverse commissioni istituite a tal fine”.</p>
<p>Resistenza culturale e conservazione delle tradizioni</p>
<p>La sfida di preservare tradizioni, memoria e culture è un elemento fondamentale per le comunità ed i popoli indigeni oggigiorno.</p>
<p>Non può essere separata dalla battaglia per la vita ed i territori. I capi indigeni sono i custodi di quella memoria e tradizioni. Allo stesso modo, il rapporto con la terra costituisce una forma particolare di cultura, che rompe lo schema dell&#8217;attuale Stato-nazione.</p>
<p>I popoli indigeni delle Americhe hanno speso più di cinque secoli nella resistenza contro l&#8217;aggressività, il colonialismo e le &#8220;intenzioni civilizzatrici&#8221; dell&#8217;Occidente.</p>
<p>da TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cile ritorna sulle strade con nuove proteste</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 02:28:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cile ha ricevuto il primo lunedì di marzo con blocchi di transito, barricate per le strade, piccoli autobus bruciati ed una persona investita. Questo giorno segna il ritorno all'attività dopo il periodo estivo e coincide anche con la tappa dell'anno in cui si intensificheranno le proteste sociali contro il governo del presidente Sebastian Piñera: nei prossimi giorni si aspettano mobilitazioni studentesche, come il “superlunes femminista” annunciato per il 9 marzo, e la protesta in rifiuto alle misure del governo di fronte alla crisi, programmata per l’11 marzo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11361" alt="Chile-protestas-contra-piñera-580x387" src="/files/2020/03/Chile-protestas-contra-piñera-580x387.jpg" width="580" height="387" />Cile ha ricevuto il primo lunedì di marzo con blocchi di transito, barricate per le strade, piccoli autobus bruciati ed una persona investita. Questo giorno segna il ritorno all&#8217;attività dopo il periodo estivo e coincide anche con la tappa dell&#8217;anno in cui si intensificheranno le proteste sociali contro il governo del presidente Sebastian Piñera: nei prossimi giorni si aspettano mobilitazioni studentesche, come il “superlunes femminista” annunciato per il 9 marzo, e la protesta in rifiuto alle misure del governo di fronte alla crisi, programmata per l’11 marzo.  </strong></p>
<p>Oltre a queste date, si aspettano manifestazioni di massa tutti i lunedì e venerdì del mese. In un&#8217;intervista televisiva, il presidente Sebastian Piñera ha detto che il suo governo è meglio preparato per contenere il conflitto che in ottobre, mese in cui sono incominciate le proteste. Fedele al suo stile, è ritornato ad elogiare l&#8217;azionare delle forze di sicurezza e non ha scartato di tornare a decretare uno stato di emergenza nel paese.</p>
<p>Come anticipo del chiamato “superlunes”, nella notte di domenica si sono registrati centinaia di cacerolazos dai balconi di abitazioni di città popolose come Santiago, Valparaiso e Concepcion. Già all&#8217;alba del lunedì alcune barricate in fiamme tagliavano il traffico in alcuni punti della capitale ed in altre zone del paese, come Antofagasta. In alcuni luoghi ci sono stati scontri tra manifestanti ed agenti della polizia e del corpo dei carabinieri.</p>
<p>Uno degli incidenti più gravi ha avuto luogo nel comune di Maipù, alla periferia di Santiago, dove un piccolo autobus del trasporto urbano ha ucciso un pedone. L&#8217;autista si è consegnato volontariamente alla polizia ed ha detto che il fatto si è prodotto quando cercava di fuggire da un attacco di incappucciati. Anche nella capitale, un autobus è stato bruciato dopo che i suoi passeggeri sono stati obbligati a sloggiare dal veicolo.</p>
<p>In un&#8217;intervista alla Televisione Nazionale, il presidente Sebastian Piñera ha parlato al paese, ma un&#8217;altra volta l’ha fatto per difendere ed appoggiare le forze di sicurezza.</p>
<p>“Abbiamo più carabinieri, meglio preparati, migliori agenti di sicurezza, migliore tecnologia, e più carri lancia acqua. Abbiamo cercato da tutte le parti del mondo questo equipaggiamento, siamo molto meglio preparati che in ottobre”, ha detto il mandatario.</p>
<p>La notte del 18 ottobre, giorno nel quale è esplosa la rivolta sociale con violente proteste, saccheggi ed incendi di negozi, Piñera ha decretato lo stato di emergenza a Santiago ed ha lanciato sulle strade i militari. La misura si è estesa ad altre città ed è stata cancellata dieci giorni dopo.</p>
<p>Bisogna anche sottolineare che la manifestazione di massa dei ciclisti realizzata domenica scorsa sarà costante durante marzo, come le manifestazioni dei giorni di venerdì nella Piazza Baquedano.</p>
<p>In mezzo ad una marcata polarizzazione, i cileni decideranno infine il 26  aprile in un plebiscito se si redige una nuova Costituzione che rimpiazzi l&#8217;attuale, ereditata della dittatura di Pinochet, una delle maggiori esigenze delle proteste sociali.</p>
<p>con informazioni di Pagina 12</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: AFP</p>
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		<title>Approvano accusa costituzionale contro presidente del Cile</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Dec 2019 02:26:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una Commissione formata da cinque legislatori dei partiti Socialista, Comunista e Democrazia Cristiana, come di Rinnovazione Nazionale ed Unione Democratica Indipendente ha approvato “per tre voti a favore e due contrari avanzare con un&#8217;accusa costituzionale presentata contro il presidente Sebastian Piñera, che esige la sua destituzione”. Il testo responsabilizza il mandatario per le reiterate violazioni]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="color: #000000"><span style="font-size: large"><img class="alignleft size-full wp-image-11248" alt="Piñera-580x362" src="/files/2019/12/Piñera-580x362.jpg" width="580" height="362" />Una Commissione formata da cinque legislatori dei partiti Socialista, Comunista e Democrazia Cristiana, come di Rinnovazione Nazionale ed Unione Democratica Indipendente ha approvato “per tre voti a favore e due contrari avanzare </span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">con</span></span></strong><span style="color: #000000"><span style="font-size: large"><strong> un&#8217;accusa costituzionale presentata contro il presidente Sebastian Piñera, che esige la sua destituzione”.</strong> </span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">Il testo responsabilizza il mandatario per le reiterate violazioni dei diritti umani commessi in Cile, durante lo stato di eccezione. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">Ora corrisponde al plenario della Camera dei Deputati analizzare l&#8217;accusa contro il mandatario a partire da questa relazione, ed emettere il suo voto in quella sessione, che se sarà favorevole, passerebbe a discussione del Senato, che direbbe l&#8217;ultima parola. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">D’accordo col deputato Boris Barrera, la difesa di Piñera tenta di svincolare il governante dalle violazioni dei diritti umani, fatto che tutto il mondo riconosce, perfino lo stesso presidente, che ieri ha detto che devono essere condannati quelli che commettano queste violazioni o permettano che siano perpetrate. </span></span></p>
<p><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">A giudizio di Barrera, l&#8217;accusa si fortifica sempre di più, perché è stato verificato che il presidente ha avuto molte possibilità </span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">per</span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: large"> frenare que</span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">sti </span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">delitti e non l&#8217;ha fatto, come </span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">comprovano </span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">fatti più recenti che evidenziano la continuità di violazioni di que</span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">st</span></span><span style="color: #000000"><span style="font-size: large">o tipo. </span></span></p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cile esaurisce le bombe lacrimogene e le acquista in Brasile</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Dec 2019 02:24:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come risultato del suo eccessivo uso contro il movimento sociale dal 18 ottobre, le forze dell’ordine cilene hanno praticamente esaurito le bombe lacrimogene ed hanno dovuto comprarne nuove quantità in Brasile. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11237" alt="Chile-bombas-lacrimogenas1" src="/files/2019/12/Chile-bombas-lacrimogenas1.jpg" width="580" height="387" />Come risultato del suo eccessivo uso contro il movimento sociale dal 18 ottobre, le forze dell’ordine cilene hanno praticamente esaurito le bombe lacrimogene ed hanno dovuto comprarne nuove quantità in Brasile.  </strong></p>
<p>Secondo il quotidiano La Tercera, le forze dei carabinieri sono stati preparati per usarle “in forma effettiva al conseguimento dell&#8217;obiettivo desiderato, che è dissolvere manifestazioni che non siano pacifiche ed in forma graduale, come protocollo sull&#8217;uso della forza.”</p>
<p>Aggiunge che la Direzione di Logistica dell&#8217;istituzione ha deciso di razionare l&#8217;impiego delle bombe lacrimogene.</p>
<p>Il giornale afferma anche che il corpo dei carabinieri ha fatto un acquisto limitato di cartucce di gas lacrimogeni all&#8217;azienda brasiliana Condor, che devono essere utilizzate secondo l&#8217;ordine di ottimizzare la loro effettività e “non sprecarle.”</p>
<p>L&#8217;uso delle bombe lacrimogene è invece aumentato dopo che l&#8217;alto comando dei carabinieri abbia sospeso temporaneamente l&#8217;impiego dei fucili anti-sommossa per i seri danni che hanno causato i pallini da caccia a centinaia di persone, molte di loro con lesioni oculari irreversibili, cioè resteranno ciechi irrimediabilmente.</p>
<p>Nelle ultime settimane si sono anche moltiplicate le denunce di persone ferite gravemente dall&#8217;impatto diretto delle bombe lacrimogene.</p>
<p>Il caso più deplorevole è quello di Fabiola Campillay, di 36 anni, che è stata colpita al volto da una bomba lacrimogena, fatto che le ha provocato la perdita della vista in entrambi gli occhi.</p>
<p>L&#8217;aggressione alla donna è accaduta mentre si trovava aspettando un autobus per andare a lavorare nel turno notturno. Non stava partecipando in nessuna manifestazione ed è stata aggredita brutalmente dai carabinieri.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Fernando Bizerra Jr. (EFE)</p>
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		<title>Cile: il problema di fondo</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/11/13/cile-il-problema-di-fondo/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Nov 2019 01:53:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni osserviamo la manipolazione dell'opinione pubblica da parte di importanti mezzi di comunicazione in relazione agli eventi attuali e proprio quando il popolo ha detto basta ed ha cominciato a camminare, esigendo di cambiare il modello della società in Cile. Sono gli stessi giornalisti, cioè lavoratori degli stessi mezzi di comunicazione, quelli che formulano queste denunce, dimostrando così come i canali di televisione ed i classici della stampa scritta deformano la realtà e dicono menzogne.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11195" alt="" src="/files/2019/11/chile-2-580x326.jpg" width="580" height="326" />In questi giorni osserviamo la manipolazione dell&#8217;opinione pubblica da parte di importanti mezzi di comunicazione in relazione agli eventi attuali e proprio quando il popolo ha detto basta ed ha cominciato a camminare, esigendo di cambiare il modello della società in Cile.</strong></p>
<p>Sono gli stessi giornalisti, cioè lavoratori degli stessi mezzi di comunicazione, quelli che formulano queste denunce, dimostrando così come i canali di televisione ed i classici della stampa scritta deformano la realtà e dicono menzogne.</p>
<p>Abbiamo conosciuto, per esempio, le rivelazioni del giornalista Juan Wilfredo Gonzalez Mardones del Canal 13 de TV, oltre alle denunce di giornalisti del quotidiano La Tercera. Tutti hanno avuto la prodezza di rendere pubbliche le deformazioni e le manipolazioni della realtà perpetrate da questi mezzi, nonostante rischiassero il loro impiego.</p>
<p>Fatto che ricorda che i golpisti del 73, gestiti e finanziati da Washington, non erano solo le forze armate e la gran imprenditorialità, nazionale e straniera, bensì anche i principali mezzi di comunicazione privati.</p>
<p>È necessario seguire le note di El Mercurio e La Tercera in questi giorni ed il loro tentativo di adattare la realtà agli interessi dei gruppi che rappresentano.</p>
<p>Con ragione, l&#8217;accademica dell&#8217;Università del Cile, Faride Zeran, in un&#8217;interessante articolo scritto per Agenda Popular 2019 affermava che il pluralismo e la libertà di espressione sono un debito in sospeso per la democrazia e non solo “per l&#8217;allarmante concentrazione mediatica”, bensì per l&#8217;esistenza di norme legali che impediscono la libera espressione.</p>
<p>Arriva dunque il momento di analizzare il comportamento attuale dell&#8217;insieme dei fattori destabilizzatori, fatto che aiuta a capire meglio quanto sta succedendo ed i rischi che la situazione rinchiude, quando si manipola la coscienza collettiva.</p>
<p>La condotta delle forze armate e dei carabinieri non costituisce nessuna sorpresa. Secondo la loro formazione prussiana e la loro impronta classista, i militari di tutti i rami delle forze armate non hanno cambiato la loro orientazione fondamentale. Il loro nemico principale è il popolo e sembrano credere che la democrazia consiste in un governo gestito dai poderosi ed attenzione! Perché hanno fatto molti sforzi per essere anche loro dei potenti.</p>
<p>Non ci riferiamo solo ai loro privilegi legali molto esagerati, bensì agli illeciti perpetrati dai vari comandanti, alcuni di loro oggi sotto processi giudiziali per delitti diversi.</p>
<p>Che nessuno si sorprenda allora per la repressione sfrenata in questi giorni. Non rispettano i lavoratori né gli studenti, né i professionisti, né le casalinghe, né i sindacati ed altre organizzazioni sociali che protestano per i bassi salari, pensioni da fame, alti prezzi dei prodotti di base e speculazioni.</p>
<div id="attachment_11196" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11196" alt="Foto:Rodrigo Arangua / AFP" src="/files/2019/11/Chile-marcha-contra-piñera-580x872.jpg" width="580" height="872" /><p class="wp-caption-text">Foto:Rodrigo Arangua / AFP</p></div>
<p>Un fatto positivo è stato l&#8217;atteggiamento del Potere Giudiziale cileno che, nel 1973 era golpista, invece oggi ha avuto un&#8217;importante condotta in difesa della democrazia, al punto che ha fatto presente, perfino, di essere d’accordo, come potere dello stato, di portare avanti un’Assemblea Costituente che possa dare al Cile una Nuova Costituzione.</p>
<p>Inoltre, quando è stato convocato precipitosamente il Consiglio di Sicurezza Nazionale, (Cosena), da un disorientato e goffo Piñera, il presidente della Corte Suprema non ha avuto inconvenienti nel rendere pubblica la sua opinione, cioè che considerava che questo passo non fosse procedente, coincidendo con vari dei convocati dal presidente.</p>
<p>A questo punto, nessuno dubita che il problema di fondo, quello che è al centro del dibattito nazionale, è il modello di società del nostro paese che, imposto in modo sanguinario dai golpisti del 73, nessuno dei governi democratici posteriori ha avuto il valore di cambiare.</p>
<p>È il modello capitalista, quello della proprietà privata dei mezzi di produzione, quello che concepisce uno stato senza risorse che risponde alle necessità della società, grazie ad imprenditori che riscuotono molto caro.</p>
<p>È un Cile senza educazione pubblica, senza salute pubblica, senza previsione sociale pubblica. Un Cile di uno stato spogliato dall&#8217;utilizzazione delle risorse naturali del paese, cedute alla gran imprenditorialità ed ai grandi gruppi economici delle multinazionali. Il rame, il litio, la luce, l&#8217;acqua, le strade, tutto privato, tutto di pochi.</p>
<p>È solo in Cile dove la popolazione dà segnali potenti dell&#8217;urgente necessità di mettere fine a questa infamia storica? No. L&#8217;impegno per distruggere il chiamato neoliberalismo è oggi tendenza mondiale.</p>
<p>Nel nostro caso, ogni giorno che passa è la dimostrazione della crescente maturazione delle cilene e dei cileni e la loro percezione che quello che sta succedendo è per cambiare a fondo l&#8217;attuale modello e stabilire un nuovo modo di vita, una nuova società, fissando i suoi aspetti fondamentali nella Legge delle Leggi, cioè in una Nuova Costituzione Politica.</p>
<p>Ottenerlo è un compito semplice, esente di rischi? Assolutamente no. Il nostro continente abbonda di esempi di avanzamenti, ma anche di retrocessioni, dovuti alla lotta storica tra le classi lavoratrici, sfruttate e le classi dominanti, in ogni paese.</p>
<p>La gran notizia della libertà di Lula in Brasile contrasta col golpe contro Evo in Bolivia.</p>
<p>In effetti, il rovesciamento del presidente Evo Morales -che ha migliorato molto la vita del suo popolo raggiungendo risultati storici di sviluppo e di benessere &#8211; è stato imposto dalla borghesia del suo paese davanti al silenzio complice delle forze armate.</p>
<p>Ciò dimostra quello che sosteniamo. Perché, detto in modo generale, le forze armate del continente, salvo scarse rispettabili eccezioni, sono stati modellati per sostenere l&#8217;ingiusto modello sotto l&#8217;attento sguardo dei governi degli Stati Uniti.</p>
<p>Tutto può succedere, ma il popolo cileno ha dato segnali forti, reiterati, convinti di assumere il compito. E le sue richieste di una Nuova Costituzione, di un’Assemblea Costituente, di un Plebiscito, lo dimostrano.</p>
<p>È inoltre una questione di dignità e di patriottismo. È che urge sconfiggere la disuguaglianza e questo è un momento storico appropriato che non deve essere sprecato. Cile si è svegliato, si è alzato in piedi, sta camminando.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11197" alt="chile" src="/files/2019/11/chile1.jpg" width="580" height="328" />Domani può essere tardi e potremo essere molto dispiaciuti del fatto.</p>
<p>di Eduardo Contreras, giornalista e famoso giurista cileno</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Continuano le manifestazioni in un&#8217;altra giornata di mobilitazione in Cile</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Nov 2019 20:43:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con una protesta degli autotrasportatori, che ha causato congestioni serie del transito a Santiago del Cile, è cominciata un'altra giornata di mobilitazioni sociali esigendo cambiamenti al modello neoliberale in Cile. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11184" alt="chile" src="/files/2019/11/chile.jpg" width="580" height="314" />Con una protesta degli autotrasportatori, che ha causato congestioni serie del transito a Santiago del Cile, è cominciata un&#8217;altra giornata di mobilitazioni sociali esigendo cambiamenti al modello neoliberale in Cile.  </strong></p>
<p>In vari punti della periferia della città, centinaia di camion, taxi, motociclisti e perfino auto private hanno realizzato in mattinata una protesta guidando lentamente i loro veicoli.</p>
<p>Il portavoce del movimento “No mas TAG”, Tomas Alarcon, ha segnalato tra le richieste fatte al governo, la riduzione dell’80% del costo dei TAG, sigle con le quali si denomina al meccanismo per il pagamento elettronico dei pedaggi nelle autostrade di Santiago, date in concessione ad imprese private.</p>
<p>Inoltre, reclamano l&#8217;eliminazione dei debiti col pagamento del TAG, che come affermano, ha prezzi abusivi che assorbono fino al 40% del loro salario.</p>
<p>Gli scioperanti assicurano che un pedaggio costa più che un litro di benzina o un chilogrammo di pane, ed alcuni affermano che devono pagare 200 mila pesos al mese (circa 280 dollari) per utilizzare autostrade che -aggiungono &#8211; non sono nelle migliori condizioni né offrono un&#8217;adeguata sicurezza.</p>
<p>Gli autotrasportatori chiedono inoltre la riduzione nel prezzo dei combustibili e perfino la rinuncia della ministra dei Trasporti, Gloria Hutt.</p>
<p>La protesta è stata assecondata da colleghi di altre città, tra queste Valparaiso, dove il ministro delle Finanze, Ignacio Briones, è rimasto bloccato col suo veicolo ufficiale in un gran sbarramento ed all&#8217;essere riconosciuto, è stato interpellato dagli scioperanti che gli hanno esatto misure per migliorare la situazione del settore.</p>
<p>Costanera Center, il maggiore centro commerciale della città, situato nella famosa Sanhattan, la zona dove radicano le sedi delle grandi aziende, è stato chiuso al pubblico e praticamente blindato con pareti di zinco, davanti all&#8217;annuncio di una manifestazione per il pomeriggio, che avrebbe avuto questo luogo come punto di concentrazione.</p>
<p>Mentre, nella Piazza Baquedano, centro nevralgico delle proteste, decine di persone si trovano dalla mattina inalberando bandiere e striscioni nei quali si reclama l’istituzione di un’Assemblea Costituente e migliori condizioni sociali che contribuiscano a ridurre le profonde disuguaglianze esistenti nel paese.</p>
<p>In questa giornata, inoltre, il presidente Sebastian Piñera ha annunciato, con uno spiegamento mediatico, la consegna di un disegno di legge per il Congresso per elevare di 50 mila pesos l&#8217;ingresso minimo mediante un sussidio del governo e col chiaro obiettivo di riappacificare il profondo malessere sociale imperante.</p>
<p>La misura, che beneficherebbe solo a quelli che hanno il salario minimo di 300 mila pesos e lavorano la giornata completa, è considerata insufficiente da economisti e sindacati.</p>
<p>Al rispetto, la Centrale Unitaria dei Lavoratori reclama un salario minimo di 500 mila pesos, affinché i lavoratori possano affrontare l&#8217;alto costo della vita in Cile, ed equiparare questa cifra alle pensioni, molte delle quali non arrivano a 100 mila pesos (circa 130 dollari).</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Caos in Cile: settimo giorno di Protesta Nazionale</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 01:40:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la convocazione nel pomeriggio di questo venerdì ad una manifestazione, “la più grande di tutte” nella Piazza Italia, centro nevralgico delle concentrazioni popolari della capitale cilena, incomincia il settimo giorno della protesta nazionale che ha messo in scacco il governo del presidente Sebastian Piñera.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11167" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11167" alt="foto: Getty Images" src="/files/2019/10/chile1.jpg" width="580" height="326" /><p class="wp-caption-text">foto: Getty Images</p></div>
<p><strong>Con la convocazione nel pomeriggio di questo venerdì ad una manifestazione, “la più grande di tutte” nella Piazza Italia, centro nevralgico delle concentrazioni popolari della capitale cilena, incomincia il settimo giorno della protesta nazionale che ha messo in scacco il governo del presidente Sebastian Piñera.</strong></p>
<p>La convocazione fatta attraverso le reti sociali, enfatizza il carattere pacifico della mobilitazione e si dirige alle famiglie cilene, ai giovani, ai lavoratori, agli impiegati dello stato, agli artisti ed a tutti i settori della popolazione.</p>
<p>Gli organizzatori hanno aggiunto che le azioni di massa si ripeteranno attraverso tutto il paese, segnando il carattere nazionale dell&#8217;iniziativa e la loro determinazione di mantenere la protesta.</p>
<p>Fino ad ora le mobilitazioni sono state sempre in crescita, arrivando a circa 200 mila persone a Santiago, con la caratteristica di un ambiente pacifico e perfino festivo durante il giorno ed espressioni di violenza, saccheggi ed incendi di negozi di sera, probabilmente commessi dagli infiltrati della polizia, dopo l’inizio del coprifuoco, quando l&#8217;ordine rimane a carico dei carabinieri e dei militari.</p>
<p>La giornata di questo venerdì è iniziata con centinaia di camionisti, tassisti ed automobili di privati, che dalle prime ore del mattino hanno occupato e bloccato le strade che arrivano a Santiago, autostrade, strade urbane e di vari comuni limitrofi alla capitale.</p>
<p>Intanto, le ONG e diverse organizzazioni nazionali addette alla difesa dei diritti umani nel paese si preparano per ricevere lunedì una missione dell&#8217;Alto Delegato delle Nazioni Unite per i diritti umani che dirige l&#8217;ex presidentessa del Cile, Michelle Bachelet.</p>
<p>Il compito della chiamata “missione di verifica” sarà esaminare la situazione di diritti umani nel paese, dopo la dichiarazione di Stato di Emergenza e coprifuoco da parte del governo il passato 18 ottobre, in risposta alla protesta nazionale di massa, e le denunce sugli abusi ed uso eccessivo della forza nella repressione contro i manifestanti.</p>
<p>Il gruppo di tre esperti inviati dall&#8217;ONU si intervisterà con alte cariche del governo, rappresentanti della società civile, vittime, istituzioni nazionali dei diritti umani e visiterà varie città del paese.</p>
<p>L&#8217;ultimo bilancio pubblicato dall&#8217;Istituto Nazionale dei Diritti Umani (INDH) registra 2890 detenuti e 582 feriti dopo la repressione di giovedì 24 ottobre.</p>
<p>Nel dettaglio, la relazione stabilisce che dei 2890 detenuti 294 sono donne, 1182, uomini e 225, bambini, bambine, ed adolescenti.</p>
<p>Le persone ferite da armi da fuoco, sono 295, e mentre i ricorsi giudiziali presentati dall’INDH 14 sono di difesa, 5 denunce per omicidio, 12 per violenza sessuale (denudazioni, minacce di violazione e palpeggiamenti) e 36 denunce senza definire.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_11168" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11168" alt="foto: Getty Images" src="/files/2019/10/chile2.jpg" width="580" height="326" /><p class="wp-caption-text">foto: Getty Images</p></div>
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		<title>Cile: arrestati durante il coprifuoco sono stati “crocifissi” all&#8217;antenna di un commissariato</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Oct 2019 01:27:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[torture]]></category>

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		<description><![CDATA[L'Istituto Nazionale dei Diritti Umani ha denunciato che un gruppo di detenuti sono stati “crocifissi” ad un'antenna del 23ª Commissariato dei Carabinieri, a Peñalolen, dopo essere stati fermati durante il coprifuoco. L'organismo ha presentato una denuncia per torture ed in questa si indica, secondo La Terza, che le vittime sono state tre adulti ed un minorenne arrestati attorno alla 01:00 di mattina del lunedì 21 ottobre.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11165" alt="Carabineros-tortura3" src="/files/2019/10/Carabineros-tortura3.jpg" width="580" height="389" />L&#8217;Istituto Nazionale dei Diritti Umani ha denunciato che un gruppo di detenuti sono stati “crocifissi” ad un&#8217;antenna del 23ª Commissariato dei Carabinieri, a Peñalolen, dopo essere stati fermati durante il coprifuoco.  </strong></p>
<p>L&#8217;organismo ha presentato una denuncia per torture ed in questa si indica, secondo La Terza, che le vittime sono state tre adulti ed un minorenne arrestati attorno alla 01:00 di mattina del lunedì 21 ottobre.</p>
<p>“I carabinieri, secondo la denuncia dell&#8217;INDH, li hanno accusati di rubare, nonostante due degli adulti dicessero che camminavano verso la casa della nonna del minorenne per andare a prenderlo. Mentre erano trasferiti fino alla 23ª Commissariato di Peñalolén la polizia ha arrestato un quarto individuo. In questo commissariato, dice la denuncia, tutti i detenuti, compreso l&#8217;adolescente di 14 anni, sono stati sottomessi a torture”, segnala il quotidiano.</p>
<p><span style="color: #ff0000">“Appesi con le manette”</span></p>
<p>L&#8217;azione legale interposta dall&#8217;INDH si riferisce, in questo punto, al fatto che “i detenuti sono stati crocifissi alla struttura metallica dell&#8217;antenna del Commissariato, appendendoli con le manette”, per poi colpirli e spruzzarli con gas al peperoncino.</p>
<p>L&#8217;Istituto ha informato in Twitter che, davanti alla denuncia per torture, il 13º Tribunale di Garanzia di Santiago ha dettato una “proibizione di avvicinamento” per i funzionari del 23ª Commissariato di Peñalolén rispetto ai detenuti.</p>
<p>Questi, rimarca, sono stati “detenuti ed ammanettati ad una struttura metallica di un’antenna del recinto della polizia, lasciandoli appesi con le manette, all&#8217;alba del 21 ottobre 2019.”</p>
<p>Inoltre l&#8217;INDH ha denunciato, attraverso il suo sito web, che in un altro commissariato del comune, “in specifico nel 43º Commissariato dei Carabinieri di Peñalolén, due procuratori dei diritti umani sono stati aggrediti fisicamente e verbalmente, per intimorirli e spaventarli.”</p>
<p>L&#8217;Istituto ha disponibile nel suo sito web un formulario affinché le persone che hanno sofferto trattamenti illegittimi da parte degli agenti dello stato durante le attuali proteste sociali realizzino le loro denunce in modo formale.</p>
<p>da Cooperativa</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Finalmente arrestano in Cile uno stretto collaboratore di Pinochet</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Apr 2017 00:45:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo vari anni di fuga dai tribunali grazie a scuse legali, il colonnello ritirato Cristian Labbè, ex capo di sicurezza di Augusto Pinochet, è stato arrestato per ordine di un giudice. Labbè, anche ex sindaco di un quartiere borghese di questa capitale, integrante della giunta militare di Pinochet (1973-1990) ed uno dei suoi più stretti collaboratori, è accusato dell'applicazione di torture a quattro giovani a Panqguipulli, in Temuco, città del sud del Cile, nel 1973.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9897" alt="ex-jefe-de-seguridad-de-pinochet-580x354" src="/files/2017/04/ex-jefe-de-seguridad-de-pinochet-580x354.jpg" width="580" height="354" />Dopo vari anni di fuga dai tribunali grazie a scuse legali, il colonnello ritirato Cristian Labbè, ex capo di sicurezza di Augusto Pinochet, è stato arrestato per ordine di un giudice.</strong></p>
<p>Labbè, anche ex sindaco di un quartiere borghese di questa capitale, integrante della giunta militare di Pinochet (1973-1990) ed uno dei suoi più stretti collaboratori, è accusato dell&#8217;applicazione di torture a quattro giovani a Panqguipulli, in Temuco, città del sud del Cile, nel 1973.</p>
<p>Precisamente il giudice speciale Alvaro Mesa ordinò il procedimento contro Labbè, che fu trasportato questo lunedì verso un reggimento della città di Temuco, a 680 chilometri al sud della capitale del paese, dove domani conoscerà di cosa lo accusano.</p>
<p>Labbè arrivò ad essere sindaco nel comune di Providencia di questa capitale per quattro periodi, dal 1996 al 2012. Frequentemente si manifesta sulla politica del paese come militante del partito conservatore Unione Democratica Indipendente (UDI).</p>
<p>Oltre al caso dei quattro torturati 40 anni fa, il giudice dovrà analizzare altri espedienti dove ha partecipato lo stretto collaboratore di Pinochet, durante la dittatura (1973-1990).</p>
<p>Alicia Lira, presidentessa del Gruppo dei Familiari dei Giustiziati Politici, dichiarò che la detenzione di Labbè è un gran risultato per le vittime della tortura della dittatura che nel paese australe sono più di 33 mila.<br />
da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: La Tercera</p>
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		<title>Una rivista cilena dedica la sua portata a Fidel</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2016 02:23:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<category><![CDATA[Fidel Castro]]></category>
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		<category><![CDATA[Punto Finale]]></category>
		<category><![CDATA[rivista]]></category>

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		<description><![CDATA[Un ampio reportage di 12 pagine con analisi, commenti e profili riferiti alla vita ed opera di Fidel Castro, emerge oggi nell'ultima edizione della rivista Punto Finale del Cile. Con la portata, che è una gran foto del leader storico della Rivoluzione cubana, scomparso il 25 novembre scorso, Punto Finale intitola “Stirpe di liberatori” e più in basso una frase emblematica dell'Apostolo dell'indipendenza di Cuba, Josè Martì.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9662" alt="Fidel-revista-punto-final" src="/files/2016/12/Fidel-revista-punto-final.jpg" width="403" height="580" />Un ampio reportage di 12 pagine con analisi, commenti e profili riferiti alla vita ed opera di Fidel Castro, emerge oggi nell&#8217;ultima edizione della rivista Punto Finale del Cile.  </strong></p>
<p>Con la portata, che è una gran foto del leader storico della Rivoluzione cubana, scomparso il 25 novembre scorso, Punto Finale intitola “Stirpe di liberatori” e più in basso una frase emblematica dell&#8217;Apostolo dell&#8217;indipendenza di Cuba, Josè Martì.</p>
<p>“Tutta la gloria del mondo entra in un grano di mais”, segnalava Martì.</p>
<p>Il direttore della pubblicazione, Manuel Cabieses, ha scritto una pagina editoriale su Fidel Castro e la chiamò “L&#8217;eresia rivoluzionaria”.</p>
<p>“Uno degli insegnamenti che ci lasciò Fidel è stata la sua eresia davanti ad ogni prova, sia nella teoria come nella pratica. Il suo esempio di più di mezzo secolo di lotta e pedagogia rivoluzionaria è un invito a pensare con la propria testa (&#8230;)”, ha osservato Cabieses. Il prestigioso intellettuale cileno, autore di vari libri dedicati essenzialmente a passaggi della sua battaglia contro la dittatura di Augusto Pinochet, ricordò la consegna di “il dovere di ogni rivoluzionario è fare Rivoluzione”.</p>
<p>Cabieses riferì che il sentimento di ammirazione per la Rivoluzione cubana e per il suo leader Fidel Castro crebbe negli anni 60, 70 e 80 del secolo scorso.</p>
<p>“Il fidelismo e la sua similitudine, il guevarismo, si trasformarono in correnti innovatrici del pensiero rivoluzionario. Punto Finale, per esempio, è tributario politico della Rivoluzione cubana”, precisò.</p>
<p>La fiducia di Fidel che rispettò sempre la nostra indipendenza, tale quale fece con tutti quelli che hanno ricevuto la solidarietà cubana, permise a Punto Finale di commettere la sua propria eresia, aggiunse.</p>
<p>Per concludere, Cabieses sottolineò: Per questo motivo piangiamo la morte di Fidel come quella di un fratello, saggio e sempre aperto alle nuove idee.</p>
<p>La rivista include anche il discorso del presidente cubano, Raul Castro, nell&#8217;addio dei resti mortali di suo fratello a Santiago di Cuba.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_9663" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9663" alt="Fidela a Santa Clara, nel Parque Vidal" src="/files/2016/12/Fidel-en-el-parque-Vidal-de-Villa-Clara-580x256.jpg" width="580" height="256" /><p class="wp-caption-text">Fidela a Santa Clara, nel Parque Vidal</p></div>
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