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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; CIDH</title>
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		<title>Familiari dei 43 studenti scomparsi aspettano risposta da Peña Nieto</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2015 21:22:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Familiari degli studenti di pedagogia scomparsi ad Ayotzinapa, in Messico, aspettano oggi una risposta alla richiesta di essere ricevuti dal presidente Enrique Peña Nieto, dopo nuove evidenze che contraddicono la versione ufficiale sul caso.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8889" alt="" src="/files/2015/09/Los-43-de-Ayotzinapa-.jpg" width="580" height="384" />Familiari degli studenti di pedagogia scomparsi ad Ayotzinapa, in Messico, aspettano oggi una risposta alla richiesta di essere ricevuti dal presidente Enrique Peña Nieto, dopo nuove evidenze che contraddicono la versione ufficiale sul caso.  </strong></p>
<p>I genitori dei 43 hanno chiesto di riunirsi col capo di Stato, tra le altre esigenze, sorte dopo la consegna di un dossier di un gruppo indipendente di esperti che smentì che i resti dei 43 giovani siano stati cremati nella discarica di Colula, nello stato di Guerrero.</p>
<p>“La relazione degli esperti ha dimostrato che il governo mentì un&#8217;altra volta e che la supposta verità storica è piuttosto una bugia storica”, segnalarono familiari degli studenti di pedagogia feriti, eseguiti e fatti scomparire dopo l&#8217;attacco che soffrirono il 26 settembre 2014 a Iguala.</p>
<p>Così l&#8217;espressero in una conferenza stampa per presentare la loro posizione davanti alla relazione finale del Gruppo Interdisciplinare di Esperti Indipendenti (GIEI) della Commissione Interamericana dei diritti umani.</p>
<p>La relazione dimostrò che noi avevamo la ragione che i nostri figli non erano potuti essere bruciati a Cocula, sottolinearono i genitori degli studenti di pedagogia.</p>
<p>Hanno anche chiesto che Peña Nieto li riceva prima del 10 settembre, perché, affermarono, il capo di Stato non ha compiuto nessuno dei 10 punti con cui si impegnò con i genitori e madri nella prima ed unica riunione che ha avuto con loro, in ottobre dell&#8217;anno scorso.<br />
da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Correa propone alla CELAC di lavorare come blocco dentro l&#8217;OSA</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 00:37:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, ha proposto oggi che la Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) lavori come blocco nell'Organizzazione degli Stati Americani (OSA) per resistere sugli Stati Uniti e sul Canada. Come ha spiegato qui il mandatario questo lunedì in una conferenza stampa insieme al suo collega haitiano, Michel Martelly, se si lavora in complesso, le nazioni latinoamericane potrebbero inclinare un pochino la bilancia (nell'OSA) che in questi momento, ha detto, è molto sfavorevole per i nostri paesi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8213" alt="" src="/files/2014/11/CorreaMartelly.jpg" width="580" height="337" />Il presidente dell&#8217;Ecuador, Rafael Correa, ha proposto oggi che la Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC) lavori come blocco nell&#8217;Organizzazione degli Stati Americani (OSA) per resistere sugli Stati Uniti e sul Canada.  </strong></p>
<p>Come ha spiegato qui il mandatario questo lunedì in una conferenza stampa insieme al suo collega haitiano, Michel Martelly, se si lavora in complesso, le nazioni latinoamericane potrebbero inclinare un pochino la bilancia (nell&#8217;OSA) che in questi momento, ha detto, è molto sfavorevole per i nostri paesi.</p>
<p>Correa ha detto che questa situazione peggiora ancora di più “se individualmente risolviamo conflitti di fronte al paese più poderoso del pianeta, come sono gli Stati Uniti”.</p>
<p>Il capo di Stato ecuadoriano, il cui paese assumerà in gennaio prossimo la presidenza pro tempore della CELAC, ha affermato che questo è stato uno dei temi che ha abbordato durante l&#8217;incontro con Martelly.</p>
<p>Oltre a patrocinare per spingere una cooperazione Sud-Sud, in piano di uguaglianza e senza condizionamenti, Correa ha detto che ha anche conversato col suo ospite la necessità di cambiare il sistema interamericano dei diritti umani.</p>
<p>D’accordo col presidente ecuadoriano, costituisce un anacronismo che tanto l&#8217;OSA come la Commissione Interamericana dei diritti umani (CIDH) abbiano la loro sede a Washington, che non ha firmato il Patto di San Josè, e mantiene un bloqueo economico e commerciale contro Cuba da 50 anni.</p>
<p>Al rispetto, ha patrocinato per spingere un&#8217;integrazione regionale che si occupi realmente del beneficio dei paesi latinoamericani, e che riesca ad incidere sull&#8217;attuale ordine mondiale, che ha definito ingiusto ed immorale, per essere in funzione del gran capitale, e di certi paesi ed interessi.</p>
<p>Di quello che si tratta è di tradurre questi sforzi in un&#8217;azione efficace ed efficiente per superare il neocolonialismo, ed ottenere lo sviluppo dei nostri paesi, ha sottolineato Correa, dopo anticipare che questo sarà uno dei temi che spingerà l&#8217;Ecuador dalla presidenza pro tempore della CELAC.</p>
<p>Martelly, da parte sua, ha confermato l&#8217;appoggio di Haiti alle gestioni che realizzerà l&#8217;Ecuador come dirigente del blocco latinoamericano creato nel 2011, e che è integrato da tutti i paesi del continente, eccetto Stati Uniti e Canada, che al contrario fanno parte dell&#8217;OSA.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Correa critica duramente il Sistema Interamericano dei diritti umani</title>
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		<pubDate>Sat, 10 May 2014 00:27:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente Rafael Correa ha detto oggi che l'Ecuador deve riflettere molto bene se continua dentro il Sistema Interamericano dei diritti umani, che ha definito cieco, distorto e quasi inservibile. In dichiarazioni alla stampa della provincia settentrionale di Carchi, il mandatario è stato particolarmente critico con la Commissione Interamericana dei diritti umani (CIDH), che ha accusato di essersi convertita nella quinta istanza per qualsiasi personaggio che sta contro il governo ecuadoriano. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7819" alt="" src="/files/2014/05/CorreaNorti.jpg" width="300" height="201" />Il presidente Rafael Correa ha detto oggi che l&#8217;Ecuador deve riflettere molto bene se continua dentro il Sistema Interamericano dei diritti umani, che ha definito cieco, distorto e quasi inservibile.  </strong></p>
<p>In dichiarazioni alla stampa della provincia settentrionale di Carchi, il mandatario è stato particolarmente critico con la Commissione Interamericana dei diritti umani (CIDH), che ha accusato di essersi convertita nella quinta istanza per qualsiasi personaggio che sta contro il governo ecuadoriano.</p>
<p>In questo senso, ha osservato che questo organismo regionale con sede a Washington è uno dei responsabili della situazione creata in una comunità indigena amazzonica che offre protezione a tre oppositori latitanti della giustizia per i quali la CIDH ha sollecitato misure cautelari.</p>
<p>La Commissione ha chiesto misure cautelari completamente spurie, ed  hanno dato la possibilità affinché questi tipi rompano la Costituzione, diano asilo, e si dichiarino repubbliche indipendenti dentro il territorio ecuadoriano, ha sottolineato Correa.</p>
<p>Il capo di Stato ecuadoriano ha segnalato in ripetute occasioni che risulta aberrante che la CIDH abbia la sua sede negli Stati Uniti, paese che non ha ratificato la Convenzione Americana dei diritti umani, e che la maggioranza dei suoi membri siano statunitensi.</p>
<p>Secondo alcuni articoli pubblicati qui, durante una conferenza impartita ieri sera nell&#8217;Università del Costa Rica, dove ha assistito alla presa di possesso del presidente Luis Guillermo Solis, Correa ha detto che la Commissione si è trasformata in uno strumento di persecuzione contro i governi progressisti della regione.</p>
<p>Il mandatario ha segnalato che questo ente critica l&#8217;Ecuador per respingere il sollecito di misure cautelari, ma invece tace di fronte ad altri temi dove gli Stati Uniti sono i responsabili, come il bloqueo a Cuba, i carcerati nella base di Guantanamo ed il golpe di Stato del 2009 in Honduras.</p>
<p>La CIDH e la Corte Interamericana dei diritti umani, la cui sede è nella capitale costaricana, fanno parte del Sistema Interamericano dei diritti umani ascritto all&#8217;Organizzazione degli Stati Americani (OEA).</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>L&#8217;Ecuador ignorerà le misure cautelari imposte dalla CIDH</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 23:19:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente ecuadoriano, Rafael Correa ha annunciato che questa nazione non riconoscerà le misure cautelari imposte dalla Commissione Interamericana dei diritti umani (CIDH), per considerarla senza autorità per farlo. “Ignoreremo queste misure imposte dalla CIDH, perché sono illegali”, ha condannato il mandatario.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-6500" src="/files/2013/03/CorreaCIDH.jpg" alt="" width="300" height="392" />Il presidente ecuadoriano, Rafael Correa ha annunciato che questa nazione non riconoscerà le misure cautelari imposte dalla Commissione Interamericana dei diritti umani (CIDH), per considerarla senza autorità per farlo. </strong></p>
<p>“Ignoreremo queste misure imposte dalla CIDH, perché sono illegali”, ha condannato il mandatario.</p>
<p>Ha osservato che la Corte Interamericana dei diritti umani che è l&#8217;organo giudiziale dell&#8217;Organizzazione degli Stati Americani (OSA) che sì ha il diritto di farlo, secondo quanto stabilito dalla lettera di questa entità regionale.</p>
<p>La CIDH ed i suoi differenti relatori dovrebbero promuovere i diritti umani in America Latina, ha commentato.</p>
<p>In un incontro con i mezzi di stampa nella città di Guayaquil, Correa ha messo in chiaro che l&#8217;Ecuador non è contro le misure cautelari, ma sì esige che si facciano in forma legale e non per attribuzioni della CIDH che non ha questa facoltà. È un abuso ed un&#8217;illegalità, ha affermato.</p>
<p>Sull&#8217;ultima riunione straordinaria dell&#8217;OSA, celebrata a Washington, negli Stati Uniti, Correa ha sottolineato che è il punto di partenza, perché è già storico che si discutano le proposte fatte dall&#8217;Ecuador.</p>
<p>“Perché dobbiamo mantenere la sede della CIDH a Washington se questa nazione non è parte di questa commissione, né ha firmato nessun strumento sui diritti umani?”, si è interrogato.</p>
<p>Ha insistito sul fatto che non può essere che la sede sia in un paese che non ha firmato la Convenzione o tutti gli strumenti; inoltre, ha reclamato che “o cambino la sede ad uno Stato parte o firmino tutti i trattati di protezione dei diritti umani negli USA”.</p>
<p>Ha qualificato come “neocolonialismo il fatto che gli Stati Uniti che non riconoscano la CIDH, siano i suoi finanziatori e paghino per controllare il resto dei paesi”, ha esclamato.</p>
<p>“È insostenibile che il giudizio di un giornalista vada alla Commissione”, ha affermato, “mentre dove sta il bloqueo contro Cuba, che è il maggiore attentato ai diritti umani del continente?”.</p>
<p>E poi si è interrogato “dove sta il pronunciamento della CIDH per il colonialismo contro le Isole Malvine, che sono argentine?”.</p>
<p>“Queste organizzazioni sono quelle che devono fare rispettare sempre i diritti umani e non farlo solo selettivamente”, ha concluso Correa.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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