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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; ciberguerra</title>
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		<title>Scoprono campagna di ciber-spionaggio contro i governi dell&#8217;America Latina, tra loro Cuba</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Aug 2014 00:11:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
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		<description><![CDATA[Durante il 4° Vertice Latinoamericano degli Analisti di Sicurezza che si svolge in Colombia, Dmitry Bestuzhev, direttore della squadra di Investigazione ed Analisi di Kaspersky Lab, ha annunciato la scoperta di “Machete” una campagna diretta allo spionaggio di istituzioni militari, agenzie governative, agenzie di forza pubblica ed ambasciate di paesi latinoamericani, iniziata nel 2010 e perfezionata nel 2012.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8058" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8058" alt="Dmitry Bestuzhev" src="/files/2014/08/Dmitry_Bestuzhev-cumbre_analistas_seguridad-cartagena_colombia-machete-ciberespionaje.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">Dmitry Bestuzhev</p></div>
<p><strong>Durante il 4° Vertice Latinoamericano degli Analisti di Sicurezza che si svolge in Colombia, Dmitry Bestuzhev, direttore della squadra di Investigazione ed Analisi di Kaspersky Lab, ha annunciato la scoperta di “Machete” una campagna diretta allo spionaggio di istituzioni militari, agenzie governative, agenzie di forza pubblica ed ambasciate di paesi latinoamericani, iniziata nel 2010 e perfezionata nel 2012.  </strong></p>
<p>Dopo l&#8217;analisi di un virus si è scoperto che questa campagna, ha colpito principalmente Venezuela, Ecuador, Brasile, Perù e Cuba in America Latina, ma anche paesi come Spagna, Svezia, Cina, Germania, Stati Uniti, Belgio, Russia, Francia e Malesia, benché si specificasse che gli attacchi in Russia estraevano unicamente informazioni delle ambasciate di paesi latinoamericani.</p>
<p>Machete ha infettato computer con sistemi operativi Windows, OSX e Linux, ed ha potuto intercettare tutto quello che si è scritto nella tastiera dei computer infettati, registrare l&#8217;audio col microfono, fotografare gli schermi, registrare la geo-localizzazione, fare fotografie con la video-camera, copiare i file ed inviarli ad un servitore remoto od un’USB speciale, oltre rubare l&#8217;informazione conservata nella valigetta dei computer attaccati.</p>
<p>Bestuzhev ha indicato che malgrado i servitori che sono stati infettati siano già stati disattivati, è possibile che lo spionaggio contro questi paesi continui attivo, perché il virus ha anche infettato molte memorie USB utilizzate dagli stessi impiegati governativi, “la campagna rimarrebbe disarticolata solo se tutti i programmi del virus fossero disattivati”, ha detto.</p>
<p>L&#8217;esperto ha detto che si ignora ancora l&#8217;identità degli aggressori, benché certe caratteristiche dimostrerebbero che sarebbe il governo di un paese in America Latina che può essere beneficiato con l&#8217;ottenimento di documenti di intelligenza militare, attività militare in generale, oltre ai movimenti diplomatici e decisioni governative che non sono stati dichiarati pubblicamente dai paesi colpiti.</p>
<p>con informazioni di Milenio</p>
<p>testo e foto di Ana Estrada</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Gli USA aumentano il finanziamento a ciber-mercenari per sovversione a Cuba</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2012 23:25:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ciberguerra]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli Stati Uniti hanno aumentato i fondi per dotare i ciber-dissidenti alleati a Washington di tecnologia e finanziamento per il cambiamento del regime a Cuba, rivela una lettera del Dipartimento di Stato al Congresso che pubblica oggi il quotidiano El Nuevo Herald. La lettera, con data del 26 aprile, dettaglia il piano per investire 20 milioni di dollari promossi dai programmi di sovversione a Cuba durante l'anno fiscale che finisce il 30 settembre.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5078" src="/files/2012/06/ciberguerra-press.jpg" alt="" width="300" height="250" />Gli Stati Uniti hanno aumentato i fondi per dotare i ciber-dissidenti alleati a Washington di tecnologia e finanziamento per il cambiamento del regime a Cuba, rivela una lettera del Dipartimento di Stato al Congresso che pubblica oggi il quotidiano El Nuevo Herald. </strong></p>
<p>La lettera, con data del 26 aprile, dettaglia il piano per investire 20 milioni di dollari promossi dai programmi di sovversione a Cuba durante l&#8217;anno fiscale che finisce il 30 settembre.</p>
<p>Il denaro sarà amministrato da tre entità del Dipartimento di Stato: l&#8217;Ufficio dell&#8217;America latina ed i Caraibi (LAC) dell&#8217;USAID; l&#8217;Ufficio della Democrazia, i diritti umani ed il Lavoro (DRL); e Temi dell&#8217;Emisfero Occidentale (WHA).</p>
<p>Questa lettera si pubblica due giorni fa dopo la decisione dei paesi dell&#8217;ALBA di espellere l&#8217;USAID dai loro territori, per costituire “un fattore di perturbazione che attenta alla sovranità ed alla stabilità politica” di questi paesi. Il Consiglio Politico dell&#8217;ALBA sollecita ai capi di stato e di governo del blocco “l&#8217;immediata espulsione nei loro paesi dell&#8217;USAID.”</p>
<p>L&#8217;obiettivo di questo fondo pubblico di 20 milioni di dollari non è fare bene al popolo cubano, bensì rinforzare con accesso a tecnologie alcuni individui a Cuba, che appoggino la politica di cambiamento del regime sull&#8217;Isola, facilitando servizi di rete e strumenti solo a collaboratori concordi per questo fine.</p>
<p>Il maggiore blocco individuale di denaro è quello di $4 milioni che LAC spenderà in un programma di “democrazia digitale” per stimolare l&#8217;uso di “tecnologia innovatrice”, segnalò la lettera.</p>
<p>Coscienti che queste pratiche sono illegali a Cuba, la lettera non offre dettagli sui destinatari del denaro e le tecnologie, “per proteggere i programmi dai tentativi di Cuba per fermarli”, assicura El Nuevo Herald.</p>
<p>D’accordo con la pubblicazione, “per evitare un altro incidente come quello di Alan Gross, il programma eviterà equipe sofisticati come telefoni satellitari ed al loro posto userà articoli solamente disponibili sull&#8217;isola, tali come computer, DVD, unità USB e telefoni cellulari, ha detto un impiegato del Congresso informato del caso.”</p>
<p>Sei degli altri nove programmi per Cuba inclusi nella lettera si incentrano anche nella tecnologia.</p>
<p>WHA ha ricevuto un&#8217;assegnazione di 1,53 milioni di dollari per un programma di “allenamento a distanza su abilità di base per l&#8217;informazione tecnologica… Inoltre, i fondi appoggeranno l&#8217;acquisto di articoli di tecnologia di base dell&#8217;informazione, e daranno appoggio materiale ad attivisti dei diritti umani, giornalisti indipendenti e biblioteche indipendenti sull&#8217;isola.”</p>
<p>La DRL ha 1,05 milioni di dollari per proporzionare allenamento, equipe e software ad individui che redigono informazione su supposti abusi contro i diritti umani che nessun’altra fonte verifica, e 750000 dollari per “allenamento di base alla tecnologia” per campagne nelle reti sociali per accusare Cuba di violazioni dei diritti umani, impunità e corruzione.</p>
<p>La DRL amministrerà anche 700 000 dollari per ognuno dei due programmi: uno per giovani che include “usi innovatori della tecnologia come i mezzi sociali”, ed un altro per “educare” i cubani in economia di mercato e le sue bontà per la democrazia -non è una barzelletta: NDR -.</p>
<p>Altri 500,000 dollari saranno amministrati dalla LAC per appoggiare “investigazioni su opzioni di tecnologia per ampliare le comunicazioni” tra i cubani e la connessione di internet come parte di un programma intitolato “L&#8217;Applicazione della Tecnologia nella Promozione della Democrazia” d’accordo con quello che intende il Dipartimento di Stato nel significato della parola democrazia.</p>
<p>LAC ha anche 2,9 milioni di dollari per “appoggio umanitario” per “persone politicamente emarginate”, in altre parole individui che integrano “partiti oppositori” che sopravvivono col finanziamento di un governo straniero, qualcosa che è severamente proibito negli Stati Uniti.</p>
<p>La DRL ha compromesso già 4 milioni di dollari con la Fondazione Nazionale per la Democrazia (National Endowment for Democracy), un&#8217;organizzazione di Washington accusata di essere una vetrina legale della CIA, e che è stata espulsa da vari paesi, perfino alleati degli USA, per finanziare partiti ed azioni oppositrici, violando spudoratamente la legge.</p>
<p>Nella lettera del Dipartimento di Stato al Congresso si specifica che spenderà anche 2,87 milioni dei 20 milioni di dollari per amministrare i programmi per Cuba che tendono a generare un alto volume di pratica, in paragone con altri programmi statunitensi di aiuto allo straniero.</p>
<p>Le petizioni di sollecito per i fondi di altri programmi si faranno conoscere presto, dice El Nuevo Herald.</p>
<p>Questa informazione si incontra con la divulgazione dei fondi storici dell&#8217;USAID per la sovversione in Cuba: 197 270 000 di dollari, spesi fondamentalmente tra il 2001 ed il 2008, come descrive Tracey Eaton, nel suo blog Along the Malecon:</p>
<div id="attachment_5079" style="width: 400px" class="wp-caption aligncenter"><img class="size-full wp-image-5079" src="/files/2012/06/eco-assist-cuba.jpg" alt="Fondi per sovversione a Cuba dell'USAID. Fonte: Along the Malecon" width="400" height="270" /><p class="wp-caption-text">Fondi per sovversione a Cuba dell&#039;USAID. Fonte: Along the Malecon</p></div>
<p>Un impiegato che si incarica di eseguire questi programmi contro Cuba da Washington, disse al Herald che il “Sacro Graal” di questi progetti è un telefono cellulare “tonto” che può essere adattato per ricevere ed inviare grandi archivi, come i telefoni “intelligenti”. “Uno ascolta il pettegolezzo che una certa compagnia israeliana lo ha fatto; che qualche hacker californiano di 16 anni anche, che un certo genio dell&#8217;India lo fece. Ma quando vediamo, non è mai quello che realmente necessitiamo a Cuba”, aggiunse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-5080" src="/files/2012/06/carta-dinero-eeuu-subversion-580x536.jpg" alt="" width="580" height="536" /></p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>#DerechosdeCuba o preparati “pa &#8216; lo que viene”</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 23:57:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Coincido con vari amici che pensano che l'uso eccessivo di termini militari per denominare quello che succede in Internet può essere controproducente. Ma quello accaduto questo fine settimana non mi lascia un'altra alternativa che descriverlo come un autentico capitolo di ciberguerra, affrontato da una strategia di successo di ciberdifesa attiva con conseguenze immediate nella sovversione contro Cuba attraverso la Rete.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_2350" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img src="/files/2011/12/avatar_cubap1.jpg" alt="L’avatar di #DerechosdeCuba, creato da Paco Arnau" width="300" height="250" class="size-full wp-image-2350" /><p class="wp-caption-text">L’avatar di #DerechosdeCuba, creato da Paco Arnau</p></div><strong>Coincido con vari amici che pensano che l&#8217;uso eccessivo di termini militari per denominare quello che succede in Internet può essere controproducente. Ma quello accaduto questo fine settimana non mi lascia un&#8217;altra alternativa che descriverlo come un autentico capitolo di ciberguerra, affrontato da una strategia di successo di ciberdifesa attiva con conseguenze immediate nella sovversione contro Cuba attraverso la Rete.  </strong></p>
<p>Le lezioni le dà la storia. Dopo la sua indiscussa sconfitta a Playa Giron, il governo nordamericano approvò l&#8217;ultrasecreto e miliardario Piano Mangusta contro la Rivoluzione cubana. Gli storiografi considerano Mangusta come il maggiore programma intrapreso dal governo degli Stati Uniti contro un altro paese nella decade degli anni sessanta e si dice che ci sono ancora segreti da rivelare. E saltando nel tempo, non è strano che, dopo il sonoro fallimento che la macchina mediatica-cibernetica ha intrapreso contro Cuba ha avuto la settimana scorsa, in occasione della celebrazione del Giorno dei diritti umani -che varie persone in Internet denominarono come una Giron digitale -, nuovi e più ampi piani sorgano contro Cuba nello scenario cibernetico.  </p>
<p>Alcuni piani orditi pretendevano creare artificialmente tumulti nella capitale cubana ed altre località i giorni 9 e 10 dicembre, coordinando azioni dall&#8217;estero, la convocazione di stazioni radio radicate negli Stati Uniti, l&#8217;attuazione sul terreno – tutto diretto dalla rappresentazione diplomatica degli Stati Uniti a L&#8217;Avana – con inoltre l&#8217;azionare nelle reti sociali in Internet e la copertura dei mezzi stranieri accreditati sull&#8217;Isola. Il successo di tali eventi avrebbe portato una catena di avvenimenti molto difficili da fermare: immagini di repressioni inonderebbero i grandi mezzi, quello che porterebbe alle condanne internazionali con la moltiplicazione delle provocazioni fino a produrre la dichiarazione di una zona di esclusione aerea, per poi seguire con la caduta di bombe, con il nuovo modello da esportazione della democrazia coniato dall&#8217;amministrazione Obama, copia fedele dell&#8217;intervento in Libia.  </p>
<p>I grandi mezzi di comunicazione, la stampa di Miami e la controrivoluzione attiva in Internet annunciavano che dalla Florida una flottiglia di imbarcazioni si sarebbe avvicinata alle coste cubane per sparare fuochi d&#8217;artificio che dovevano essere visti dal Malecon de L&#8217;Avana. L&#8217; hashtag #todospalmalecon era spinto dai cloni anticubani nella rete sociale Twitter, mentre la stazione radio governativa nordamericana Radio Martì -diretta verso l&#8217;Isola &#8211; incoraggiava lo stesso messaggio. La copertura stampa in tempo reale delle imbarcazioni si sarebbe ottenuta col lavoro in Cuba di coloro che avrebbero accreditato, con tecnologia di punta facilitata dagli USA, avere visto “le luci della democrazia” illuminare L&#8217;Avana.  </p>
<p>All&#8217;alba del sette di dicembre la residenza del massimo rappresentante degli Stati Uniti in Cuba accoglieva i più conosciuti “dissidenti” cubani per ricevere istruzioni, in un fatto che è stato denunciato con immediatezza ed ampio documentazione grafica in vari spazi della Rete, assestando un primo colpo al piano nordamericano, nonostante il silenzio assoluto dei grandi mezzi di comunicazione accreditati sull&#8217;Isola.  </p>
<p>Ma arrivò il giorno nove, il primo della “giornata di proteste” che si era annunciato con grancassa e piattelli, ed un impressionante accordo di utenti di Twitter lanciava l&#8217; hashtag #DerechosdeCuba in difesa della Rivoluzione cubana, ottenendo grandi  impatti dalla Spagna, Cuba, Venezuela, Messico ed Argentina, e distribuendo informazioni sul piano sovversivo in marcia, il carattere terrorista della flottiglia e l&#8217;esistenza di una normalità assoluta sull&#8217;Isola.  </p>
<p>Nessun corrispondente grafico accreditato a Cuba ha potuto apportare foto dei fuochi d&#8217;artificio, però El Nuevo Herald di Miami intitolava “Le luci della democrazia arrivano a L&#8217;Avana” con la prevedibile testimonianza dei beneficiari dell&#8217;Internet a la carte somministrato dagli Stati Uniti, il mondo conosceva attraverso Twitter -con abbondanti immagini in fotografia e video &#8211; che migliaia di giovani cubani assistevano ad un concerto del popolare musicista X Alfonso molto vicino al Malecon ed altri ricordavano le “Dame di bianco” le vittime del terrorismo eseguito dai loro capi nordamericani contro Cuba.  </p>
<p>Manovre disperate, come offerte di denaro per usare hashtag mercenari, annunciati nella pagina di un corrispondente di Radio Martì, e tentativi di assumere come suoi gli hashtag neutri #Cuba e #DDHH non hanno fatto altro che provare la disperazione delle forze pro-USA davanti a quello che era una vera valanga digitale che si moltiplicò varie volte il giorno 10 rispetto a quello accaduto la giornata anteriore.  </p>
<p>Non importa, come dimostrò un&#8217;analisi realizzata dal sito Cubadebate che #DerechosdeCuba sia stato censurato da Twitter come Trending topic, né che le prove che evidenziano la mano degli USA dietro i “lottatori per i diritti umani in Cuba” siano nascoste alle loro udienze dai grandi mass media. A queste ore, nei quartieri della ciberguerra contro l&#8217;Isola insubordinata si realizza un bilancio del disastro e l&#8217;equivalente di una Mangusta digitale che ha preso forma nella mente di qualche assennato analista di Washington.  </p>
<p>Di fronte a ciò, lontano da spaventarci, le lezioni di immediatezza, alleanze e partecipazione creativa che ci lascia #DerechosdeCuba devono essere anche prese in considerazione dal nostro lato, come prova che -come ha detto Fidel &#8211; “non esiste forza nel mondo capace di schiacciare la forza della verità e delle idee” e che “Internet sembra inventato per noi.”  </p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi  </p>
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