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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; CIA</title>
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		<title>Il Dipartimento di Stato rivela l&#8217;arbitrarietà di Trump nel presunto “attacco sonoro” a L&#8217;Avana</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2021 18:33:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un rapporto segreto recentemente declassificato del Dipartimento di Stato suggerisce che la decisione di Donald Trump di smantellare l'ambasciata de L'Avana all'inizio del 2018, in reazione a presunti "attacchi sonori" contro il suo staff diplomatico, è stata una "risposta" politica per una pessima gestione, mancanza di coordinamento e il non rispetto delle procedure. Secondo El País, il documento declassificato - su richiesta dell'Archivio della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti - rivela che l'ex presidente ha preso la decisione di ridurre del 60% il personale consolare a L'Avana e disattivare il funzionamento dell'ambasciata, senza avere la prova che Cuba era colpevole dei misteriosi problemi di salute che colpivano i suoi funzionari.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11875" alt="ataques-sonicos-580x304" src="/files/2021/02/ataques-sonicos-580x304.jpg" width="580" height="304" />Un rapporto segreto recentemente declassificato del Dipartimento di Stato suggerisce che la decisione di Donald Trump di smantellare l&#8217;ambasciata de L&#8217;Avana all&#8217;inizio del 2018, in reazione a presunti &#8220;attacchi sonori&#8221; contro il suo staff diplomatico, è stata una &#8220;risposta&#8221; politica per una pessima gestione, mancanza di coordinamento e il non rispetto delle procedure.</strong></p>
<p>Secondo El País, il documento declassificato &#8211; su richiesta dell&#8217;Archivio della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti &#8211; rivela che l&#8217;ex presidente ha preso la decisione di ridurre del 60% il personale consolare a L&#8217;Avana e disattivare il funzionamento dell&#8217;ambasciata, senza avere la prova che Cuba era colpevole dei misteriosi problemi di salute che colpivano i suoi funzionari.</p>
<p>“Il meccanismo della causa delle lesioni è attualmente sconosciuto. Non sappiamo il motivo di questi incidenti, né quando siano realmente iniziati, né chi sia stato”, osserva un rapporto interno del Dipartimento di Stato redatto nel 2018, dopo quattro mesi di lavoro.</p>
<p>Il documento mette anche in dubbio le azioni dell&#8217;ex Segretario di Stato, Rex Tillerson, per non aver designato &#8220;un alto funzionario come responsabile generale&#8221; delle indagini, e critica anche &#8220;l&#8217;eccessiva segretezza&#8221; della CIA per non aver condiviso le informazioni con il Dipartimento di Stato, che ha &#8220;ritardato&#8221; il coordinamento di una &#8220;risposta adeguata&#8221;.</p>
<p>In nessun momento, dice El País, il rapporto nega che i diplomatici statunitensi abbiano sofferto di problemi di salute, ma afferma che non è stato possibile conoscere le cause di quanto accaduto. Afferma che la reazione degli Stati Uniti è stata carente, perché &#8220;è stata caratterizzata da una mancanza di leadership di alto livello, comunicazioni inefficaci e disorganizzazione sistemica&#8221;.</p>
<p>Il ministro delle Relazioni Internazionali cubano Bruno Rodríguez ha ribadito a dicembre la falsità delle accuse su presunti attacchi acustici contro diplomatici statunitensi a L&#8217;Avana.</p>
<p>La manovra è servita da pretesto all&#8217;amministrazione Donald Trump per ritirare parte del suo personale diplomatico dalla capitale cubana e danneggiare i rapporti tra i due Paesi, ripresi nel 2015, dopo una pausa di 54 anni.</p>
<p>&#8220;La decisione di ridurre il personale a L&#8217;Avana non sembra aver seguito le procedure standard del Dipartimento di Stato e non è stata preceduta né seguita da nessuna analisi formale dei rischi e dei benefici della continua presenza fisica dei dipendenti del governo statunitense a L&#8217;Avana&#8221;, segnala El País citando il rapporto recentemente declassificato.</p>
<p>Sin dalla prima notifica di questi presunti eventi, nell&#8217;agosto 2017, Cuba ha condotto un&#8217;indagine sul caso ed ha espresso alle autorità statunitensi la propria disponibilità a collaborare alle indagini per determinare le possibili cause dell&#8217;incidente.</p>
<p>La cosiddetta &#8220;Sindrome de L&#8217;Avana&#8221; verrà insegnata per decenni agli studenti di medicina come esempio di ciò che accade quando la politica si mescola alla scienza, di come viene ostacolata la ricerca della verità o delle prove scientifiche, ha sottolineato lo scorso marzo il professor Robert Bartholomew del Dipartimento di Medicina Psicologica, Università di Auckland, Nuova Zelanda.</p>
<p>I presunti “attacchi acustici” sono serviti da pretesto al governo di Washington per accusare Cuba di aggressioni, senza nessuna prova dei fatti, in quali circostanze si fossero verificati e ancor meno della partecipazione cubana.</p>
<p>A ciò si è aggiunto che il governo di Donald Trump ha ripetutamente impedito alla comunità scientifica specializzata di entrambi i paesi di discutere le questioni su base scientifica, l&#8217;accesso da parte di Cuba all&#8217;esame dei pazienti o delle loro cartelle cliniche, per cui i principali scienziati statunitensi coinvolti nell&#8217;indagine hanno agito senza indipendenza e subordinati alle istruzioni del Dipartimento di Stato.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione Ida Garberi</p>
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		<title>Chi è Gina Haspel, nuova direttrice CIA, coinvolta nella tortura di prigionieri?</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2018 22:44:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha scelto Gina Haspel come nuova direttrice della Central Intelligence Agency (CIA), in sostituzione di Mike Pompeo, dirottato sulla poltrona di Segretario di Stato. In luogo di Rex Tillerson allontanato per forti divergenze con Trump. Haspel, 61 anni, ha occupato fino ad oggi la carica di vicedirettore della CIA e ha trascorso gran parte della sua carriera nel servizio di intelligence statunitense lavorando in qualità di agente sotto copertura. Sotto l’amministrazione Bush ha lavorato all’implementazione del programma extragiudiziale che prevedeva la reclusione e l’interrogatorio di sospetti terroristi in diversi paesi del mondo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10425" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10425" alt="Gina Haspel" src="/files/2018/03/Gina.jpg" width="580" height="435" /><p class="wp-caption-text">Gina Haspel</p></div>
<p><strong>Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha scelto Gina Haspel come nuova direttrice della Central Intelligence Agency (CIA), in sostituzione di Mike Pompeo, dirottato sulla poltrona di Segretario di Stato. In luogo di Rex Tillerson allontanato per forti divergenze con Trump.</strong></p>
<p>Haspel, 61 anni, ha occupato fino ad oggi la carica di vicedirettore della CIA e ha trascorso gran parte della sua carriera nel servizio di intelligence statunitense lavorando in qualità di agente sotto copertura. Sotto l’amministrazione Bush ha lavorato all’implementazione del programma extragiudiziale che prevedeva la reclusione e l’interrogatorio di sospetti terroristi in diversi paesi del mondo.</p>
<p>Da un’indagine del Senato si evince che ‘Gina Doe’ &#8211; nome in codice utilizzato nei documenti della CIA &#8211; era presente in almeno due interrogatori cui sono stati utilizzati metodi di tortura: il sospetto di al Qaeda Abu Zubaydah e Abd al Rahim al Nashiri. Documenti rivelati successivamente evidenziano che Zubaydah è stato sottoposto per 83 volte alla tecnica di &#8220;annegamento simulato”. Il brutale waterboarding di cui Donald Trump ha pubblicamente tessuto le lodi, annunciando di voler introdurre «un inferno di cose peggiori del waterboarding».</p>
<p>La Haskel, inoltre, nel 2005 ha ordinato la distruzione di un centinaio di videocassette dove vi erano impresse le torture commesse dalla CIA in Thailandia. Una delle prigioni segrete create dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre. Le torture furono compiute durante interrogatori condotti contro presunti terroristi di al Qaeda.</p>
<p>La nomina è stata commentata anche dal noto whistlebowler Edward Snowden attraverso Twitter.</p>
<p>«La nuova direttrice della CIA ha ricoperto un ruolo chiave nelle torture dei sospetti e nell&#8217;insabbiamento di questa prassi. Il suo nome è in un documento top secret, in base al quale tutte le registrazioni devono essere distrutte, in modo da non finire al Congresso. Incredibile», allegando al commento un link che rimanda ad un articolo pubblicato sulla questione dal New York Times.</p>
<p>L’articolo del quotidiano newyorchese riporta la già citata presenza della nuova direttrice della CIA nella prigione thailandese e la successiva distruzione dei nastri che provavano quanto avvenuto.</p>
<p>Snowden ha poi evidenziato &#8211; sempre attraverso un cinguettio sul popolare social network &#8211; che Gina Haspel non potrà recarsi tranquillamente in vista nei paesi dell’Unione Europea dove rischia di essere tratta in arresto.</p>
<p>«Interessante: la nuova direttrice della CIA Gina Haspel, che &#8220;torturava le persone&#8221;, probabilmente non potrà recarsi nella UE per incontrarsi con i capi delle altre agenzie di sicurezza senza il rischio di essere arrestato per una denuncia dell&#8217;ECCHR (Centro europeo per i diritti costituzionali e umani — ndr) alla Procura tedesca».</p>
<p>Bisogna notare, infine, che la nomina di ‘Gina Doe’ arriva nel febbraio del 2017. Pochi mesi dopo la chiusura della campagna elettorale di Donald Trump, durante la quale il tycoon newyorchese aveva espresso la volontà di ripristinare la pratica della tortura nei confronti di presunti terroristi. Una consuetudine abolita durante l’amministrazione Obama.</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>L&#8217;assassinio di John F. Kennedy ed il complotto contro Cuba, 54 anni dopo</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Nov 2017 03:18:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cinquantaquattro anni dopo, l'assassinio del presidente Kennedy non è stato chiarito e nulla è stato scoperto sui suoi assassini, diretti ed indiretti, nei rapporti che sono, periodicamente, resi pubblici dalle autorità USA; tuttavia, di tanto in tanto, si orchestrano campagne mediatiche che accusano Cuba di aver partecipato all'assassinio senza alcun fondamento, sospettosamente ogni volta che l'Amministrazione di turno indurisce la sua politica, aggressiva ed inumana, contro Cuba.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10264" alt="kennedy-580x326" src="/files/2017/11/kennedy-580x326.jpg" width="580" height="326" />Cinquantaquattro anni dopo, l&#8217;assassinio del presidente Kennedy non è stato chiarito e nulla è stato scoperto sui suoi assassini, diretti ed indiretti, nei rapporti che sono, periodicamente, resi pubblici dalle autorità USA; tuttavia, di tanto in tanto, si orchestrano campagne mediatiche che accusano Cuba di aver partecipato all&#8217;assassinio senza alcun fondamento, sospettosamente ogni volta che l&#8217;Amministrazione di turno indurisce la sua politica, aggressiva ed inumana, contro Cuba.</p>
<p>Questo è il motivo per cui abbiamo ritenuto necessario chiarire gli aspetti essenziali di tale trama, esporre le analisi e considerazioni delle investigazioni cubane e di studiosi USA al riguardo che svelano, in modo chiaro, le cause che hanno originato il complotto omicida e puntano verso i suoi istigatori ed eventuali esecutori.</p>
<p>1. Il presidente Kennedy fu assassinato a mezzogiorno del 22 novembre 1963, a Dallas, Texas, mentre a Cuba un emissario, da lui inviato, il giornalista francese Jean Daniel, conversava con Fidel Castro le dimensioni e cause del conflitto esistente tra le due nazioni e le sue eventuali soluzioni.</p>
<p>2.- Quali furono le circostanze che hanno originato entrambi gli eventi? Senza dubbio, i cambi che si incominciavano a delineare nella politica estera USA nei confronti di Cuba, che furono risultato diretto del conflitto che pose il mondo sull&#8217;orlo di una guerra nucleare, causata dal posizionamento difensivo di missili sovietici a Cuba, di fronte all&#8217;escalation di atti terroristici e aggressioni USA che dovevano concludersi con un&#8217;invasione militare alla fine del 1962.</p>
<p>Kennedy si accorse, durante la gestione della Crisi, che i falchi del Pentagono e della CIA erano disposti a scatenare un olocausto nucleare, pur di fare prevalere la propria dottrina politico militare e ciò lo fece riflettere e proporsi nuovi cammini per risolvere il cosiddetto &#8220;affare cubano&#8221;.</p>
<p>Il suo discorso del 10 giugno di quell&#8217;anno all&#8217;American University of Washington così lo segnalò:  &#8220;A quale tipo di pace mi sto riferendo? Qual è il tipo di pace che stiamo ricercando? Non una &#8220;Pax Americana&#8221;, imposta al mondo dalle armi da guerra degli Stati Uniti. Non la pace della tomba o la sicurezza dello schiavo. Ciò di cui parlo è la pace vera, il tipo di pace che rende la vita sulla terra degna di essere vissuta, che permette agli uomini e alle nazioni di crescere, di sperare e di costruire una vita migliore per i loro figli. Non solo la pace per gli americani, ma per tutti gli uomini e le donne, non solo la pace nel nostro tempo, ma per sempre&#8221;.</p>
<p>3.- All&#8217;inizio del 1963, un emissario USA, l&#8217;avvocato James Donovan, visitò il nostro paese ed indagò, con la sua controparte cubana, le alternative per una soluzione negoziata al conflitto. In aprile, ritornò, questa volta insieme con la giornalista USA dell&#8217;ABC News, Lisa Howard, che realizzò una lunga intervista a Fidel Castro -presentata alla TV USA- dove si affrontò questo tema, occasione in cui il dirigente cubano spiegò la disposizione cubana per trovare, all&#8217;interno dei principi, una soluzione politica al conflitto.</p>
<p>Poi, in settembre, su orientamenti di entrambi i governi si riunirono, a Washington, i rispettivi ambasciatori all&#8217;ONU per elaborare un&#8217;agenda per una eventuale conversazione politica, tutto questo fu esaminato dall&#8217;Ambasciatore William Atwood con Robert Kennedy. Ed, infine, in novembre, sapendo il presidente Kennedy, che il giornalista francese Jean Daniel si recava a Cuba per intervistare Fidel, si incontrò con lui e gli chiese che affrontasse (con Fidel ndt) il tema delle relazioni tra i due paesi e quali erano le opinioni del dirigente cubano al riguardo.</p>
<p>Pertanto, i fatti parlano da soli. Si stava creando un nuovo ambiente tra i due paesi, che avrebbe potuto condurre -se Kennedy non fosse stato assassinato- ad una soluzione pacifica e politica al conflitto esistente.</p>
<p>4.- Tuttavia, contraddittoriamente, la guerra sovversiva contro Cuba si era intensificata. Solo in quell&#8217;anno la CIA progettò 17 complotti omicidi contro Fidel, tra questi, quello che stava per essere eseguito, attraverso alcune pillole avvelenate. Commando di origine cubana si stavano addestrando in Nicaragua e Repubblica Dominicana con la pretesa, di attaccare navi mercantili in rotta verso l&#8217;isola e sigillare, quindi, il blocco, ed altri, di portare la guerriglia alle montagne orientali del paese.</p>
<p>In quel momento, la CIA aveva creato un emporio sovversivo a Miami, che abbiamo chiamato &#8220;meccanismo cubano-americano della CIA e della mafia&#8221;, che già allora agiva in piena libertà riguardo al suo comando a Langley. Contava su 4000 uomini addestrati, 55 società per il rifornimento e la logistica, aviazione e marina da guerra e trasporti, campi di addestramento ed un budget annuale di 100 milioni di dollari, senza contare i contributi della mafia e società come ITT o la United Fruit con importanti interessi anteriori a Cuba. Da lì decine di gruppi CR (controrivoluzionari), squadre di missioni speciali, aerei, lance rapide lanciavano continui attacchi contro i nostri pescatori e villaggi costieri, armava i suoi agenti interni con gli esplosivi più sofisticati per sabotare tutto il possibile ed assassinavano maestri e contadini, mentre una brutale campagna mediatica di guerra psicologica, utilizzando tutti i mezzi a loro disposizione, cercava di  ammorbidire la coscienza del popolo cubano e contrapporlo alla sua Rivoluzione.</p>
<p>Mentre a Parigi, Francia, la CIA perfezionava la sua operazione Am/Lash che mirava ad assassinare Fidel e provocare un colpo di stato militare nel paese, che rapidamente richiedesse l&#8217;intervento USA.</p>
<p>5. Questo era lo scenario politico-operativo di allora e fu nello stesso che la JM/Wave o il &#8220;meccanismo cubano-americano della CIA e della mafia&#8221; decise, o gli ordinarono, assassinare il presidente e cominciò ad ordirsi il complotto -almeno da maggio- che aveva due obiettivi: assassinare JFK ed incolpare Cuba del fatto, in modo che si rendesse possibile una risposta militare di tale portata che rovesciasse la Rivoluzione.</p>
<p>6. Lee Harvey Oswald, il presunto assassino solitario, è stato il filo conduttore delle nostre investigazioni, i suoi antecedenti come agente CIA, il suo &#8220;asilo in URSS&#8221;, il suo ritorno negli USA con tutte le spese pagate dalla sua ambasciata. Poi, la sua attività di informatore dell&#8217;FBI a Dallas, l&#8217;improvviso arrivo a New Orleans, la condotta per simulare simpatie per la rivoluzione cubana e diventare l&#8217;organizzatore di un comitato per un giusto trattamento; l&#8217;episodio del Messico, con il suo tentativo di recarsi a Cuba e il via vai al consolato sovietico con lo scopo di documentare i legami con entrambi i paesi per, infine, davanti all&#8217;impossibilità di recarsi nell&#8217;isola, ritornare a Dallas dove i suoi &#8220;gestori&#8221;  fabbricarono l&#8217;Opzione B, che documentasse i suoi rapporti con Cuba, per mezzo della &#8220;fabbricazione&#8221; di 5 lettere inviate dall&#8217;Avana alla sua cassetta delle lettere, in Dallas, contenenti istruzioni allusive all&#8217;assassinio del presidente.</p>
<p>Abbiamo anche preso in considerazione i risultati investigativi dei nostri archivi, relativi a noti terroristi di origine cubana che secondo varie fonti erano a Dallas alla vigilia dell&#8217;omicidio; e le dichiarazioni di Antonio Cuesta Valle, importante agente CIA, implicato nei fatti e da allora punito sull&#8217;isola, che ha denunciato Herminio Díaz e Eladio del Valle, come due dei tiratori di Dallas. L&#8217;analisi dettagliata di tutti gli elementi  trovati nelle investigazioni ufficiali USA, così come quelli forniti da altri studiosi USA (Jim Garrison, Gaeton Fonzi, etc.) ed, infine, il riconoscimento del terrorista Antonio Veciana che ha ammesso, nelle sue memorie, di essersi incontrato, a Dallas durante il settembre 1963, con Oswald ed il suo ufficiale David A. Phillips, per coordinare il viaggio del cugino in Messico, che era il pezzo chiave in tutta la provocazione montata.</p>
<p>Infine tramite la Commissione Warren e quella del Congresso, abbiamo appreso che nel novembre 1963 il servizio Segreto USA ebbe accesso ad informazioni su due importanti complotti per assassinare JFK, uno a Chicago e un altro a Miami, dove erano coinvolti agenti della CIA di origine cubana e nulla investigò a questo riguardo, nemmeno si rinforzarono le misure di sicurezza a Dallas. Qualcosa di veramente sorprendente</p>
<p>7. Dalle informazioni di cui sopra si conclude che la JM/Wave, il &#8220;meccanismo cubano-americano della CIA e della mafia&#8221; fu il cervello pianificatore ed esecutrice  dell&#8217;assassinio ed i suoi ufficiali David A. Phillips, David Morales, Howard Hunt, George Ionides, William Harvey, Cord Meyer ed i capi Richard Helms ed Allen Dulles, insieme con elementi della cosiddetta &#8220;operazione 40&#8243;, come Joaquín Sanjenis, Felix Rodriguez, Luis Posada, Orlando Bosh, i fratelli Novo Sampol, Herminio Diaz Eladio del Valle ed altri, come i responsabili ed esecutori dell&#8217;operazione che assassinò Kennedy.</p>
<p>9.- Gli elementi esposti indicano che non vi è stata alcuna intenzione, da parte delle autorità USA, di chiarire i fatti. Le recenti declassificazioni lo dimostrano, mentre sono solo servite per apportare nuovi elementi ai livelli di aggressività che raggiunse, in quegli anni, l&#8217;operazione anti-cubana ed approfittare, per mezzo di elaborate disinformazioni, a seminare il dubbio sulla eventuale complicità di Cuba nell&#8217;assassinio.</p>
<p>La CIA e la sua unità a Miami, la JM / Wave, fu quella che organizzò ed eseguì il crimine, poiché  avevano i motivi, i mezzi e l&#8217;opportunità di realizzarlo. Questa è la verità!</p>
<p>10.- Perché 54 anni senza risposte? Perché quelli che ordinarono l&#8217;assassinio negli USA, il potere reale che governa quel paese e quelli che hanno tutte le informazioni relative all&#8217;assassinio, non lo ha voluto.</p>
<p>Allora perché le sistematiche accuse contro Cuba? Ricordasi il principio di Goebbels che una menzogna ripetuta mille volte diventa verità. Non c&#8217;è dubbio che queste periodiche accuse siano collegate all&#8217;escalation aggressive USA contro Cuba. Per caso l&#8217;attuale governo  Trump intende usarle per asfissiare la Rivoluzione, incrementare le sue aggressioni ed infine rovesciare il suo governo? Non hanno imparato nulla dalla storia e della capacità del popolo cubano di sconfiggerli.</p>
<p>Fabián Escalante Font</p>
<p>da La pupila imsomne</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
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		<title>Ex agente della CIA cubano racconta la storia del suo fallimento</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jun 2017 01:03:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cubano Antonio Veciana è stato una spia della CIA che dedicò la sua vita a cercare di ammazzare Fidel Castro e destabilizzare il governo cubano. A 88 anni, dice che la sua “è la storia di un fallimento”. E lo racconta con rabbia e senza pentimenti. “Io ero un improbabile terrorista. Ero magro, asmatico ed ero pieno di insicurezze”, dice Veciana nel suo libro, “Trained To Kill” (allenato per ammazzare), scritto con il giornalista Carlos Harrison e pubblicato da Skyhorse Publishing.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10013" alt="espía-580x322" src="/files/2017/06/espía-580x322.jpg" width="580" height="322" />Il cubano Antonio Veciana è stato una spia della CIA che dedicò la sua vita a cercare di ammazzare Fidel Castro e destabilizzare il governo cubano. A 88 anni, dice che la sua “è la storia di un fallimento”. E lo racconta con rabbia e senza pentimenti.  </strong></p>
<p>“Io ero un improbabile terrorista. Ero magro, asmatico ed ero pieno di insicurezze”, dice Veciana nel suo libro, “Trained To Kill” (allenato per ammazzare), scritto con il giornalista Carlos Harrison e pubblicato da Skyhorse Publishing.</p>
<p>Dopo, in persona, chiarisce: “Il lavoro che io facevo è quello che fanno i terroristi. Però, a quell’epoca, non lo chiamavano così.”</p>
<p>È seduto nel soggiorno della casa a Miami di sua figlia, Ana, con cui vive.</p>
<p>C’è un deambulatore al suo fianco.</p>
<p>E, tra le sue mani, il libro nel quale racconta come l&#8217;agente della CIA David Atlee Phillips (che lui conosceva come “Bishop”) lo reclutò nel 1959 e l&#8217;allenò a L&#8217;Avana per ammazzare Castro, che morì l&#8217;anno scorso per cause naturali.</p>
<p>“Bishop mi invitò a pranzare. Era facile, non doveva convincermi molto del pericolo che era Cuba col suo comunismo”, racconta. “E mi allenai per fare tutto il lavoro che dovetti fare.”</p>
<p>Ero contabile della Banca Nazionale di Cuba, ma gli insegnarono ad essere invisibile, a pianificare, ad essere negligente ed a diffidare.</p>
<p>“Al principio, l&#8217;idea era destabilizzare”, racconta. “Nei paesi dove c&#8217;è destabilizzazione, la gente crede alle chiacchiere. Quello era il mio lavoro, creare le dicerie.”</p>
<p>“Ed inoltre il cubano è molto propenso a credere qualunque cosa. Uno tirava fuori una circolare e la gente ci credeva.”</p>
<p>La circolare più famosa è stata un presunto disegno di legge secondo cui il governo avrebbe tolto ai genitori la patria potestà dei loro figli.</p>
<p>“Allora i genitori inviarono circa 14.000 persone qui”, a Miami. “Molti si riunirono dopo coi loro figli, ma altri non poterono vederli più, perché morirono o non poterono uscire dal paese.”</p>
<p>Questo esodo passò alla storia come “l’Operazione Peter Pan”. Tra il 1960 ed il 1962, i genitori inviarono fuori da Cuba i loro figli attraverso le pratiche fatte dalla Chiesa Cattolica. I bambini senza accompagnatori adulti erano ricevuti in accampamenti in Florida.</p>
<p>Si è pentito Antonio Veciana di essere il colpevole della separazione di migliaia di famiglie?</p>
<p>“Io non mi pento, in realtà. Magari sono un irresponsabile, ma quello che ho fatto è stato per convinzione. Ero convinto in quel momento che stavo facendo la cosa corretta, cosicché lo tornerei a fare.”</p>
<p><span style="color: #ff0000">Esagerazioni militari  </span></p>
<p>Veciana si esiliò negli Stati Uniti nel 1961, dovuto ad un fallito attentato contro Castro che facilmente segnalava alle autorità la sua colpevolezza.</p>
<p>Dopo, quando fu contattato da Bishop a Miami, fondò il gruppo paramilitare anticastrista “Alpha 66” che negli anni &#8217;60 e &#8217;70 “faceva azioni commando e manteneva la lotta contro il comunismo.”</p>
<p>“Quegli attacchi fomentavano una speranza. Quando si pubblicavano sulla stampa, c&#8217;era euforia. La gente manteneva ancora la speranza che avrebbe potuto vincere la battaglia.”</p>
<p>“Ma si esagerava sempre. Quando uno attacca una barca, forse sparava 20 colpi ad una certa distanza, ma diceva poi che si spararono più colpi da più vicino e che aveva ferito la gente della parte contraria…”</p>
<p>Come molti cubani della sua età, Veciana mantiene fresco il rancore verso l&#8217;allora presidente John F. Kennedy, perché “tradì” gli esiliati quando ritirò l&#8217;appoggio militare alla fallita invasione della Baia dei Porci nel 1961.</p>
<p>Questo “tradimento”, secondo lui, fu riscosso dalla CIA. Veciana assicura di avere visto il suo “addetto”, Bishop, riunito con Lee Harvey Oswald tre mesi prima dell&#8217;assassinio di Kennedy in Texas nel 1963. Ma Oswald fu poi identificato come se avesse attaccato da solo.</p>
<p>Un seguente tentativo di ammazzare Castro in Santiago del Cile è stato un altro fallimento. Anni dopo, Vaciana dovette abbandonare un altro attentato. Il suo sforzo per screditare Ernesto “Che” Guevara dopo la sua morte in Bolivia, non risultò. La leggenda del rivoluzionario argentino scappò alla CIA dalle mani.</p>
<p>“Realmente tratto di non pensare molto a tutto ciò, perché la mia è la storia di un fracasso. Quando uno fallisce per circostanze differenti sente che non ha fatto la cosa corretta, o che la sorte non l&#8217;aiutò, ma si sente un fallito.”</p>
<p>E nel 1979 gettò la spugna.</p>
<p>(Con informazioni di AFP)</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>Foto: Leila Macor/AFP.</p>
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		<title>Confermato, Almagro è CIA</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Feb 2017 02:44:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le successive azioni dell’attuale segretario generale dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA), Luis Almagro, contro i processi progressisti in Nostra America confermano i suoi stretti vincoli con la Central Intelligence Agency (CIA) USA. Almagro, massimo rappresentante del “ministero delle colonie di Washington”, dicasi OSA, riceve ingenti somme di denaro, dalla CIA, affinché, dal suo incarico, aggredisca le nazioni dell’America Latina e dei Caraibi, dove sono in scena processi rivoluzionari. L’ “agente” uruguaiano, al servizio della maggior potenza straniera, adempie alla lettera gli ordini del suo padrone nell’attacco che, dal territorio USA, si orchestra e materializza contro la sovranità e l’integrazione della Patria Grande.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9800" alt="Democracia-Cohetes1" src="/files/2017/02/Democracia-Cohetes1.jpg" width="500" height="327" />Le successive azioni dell’attuale segretario generale dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA), Luis Almagro, contro i processi progressisti in Nostra America confermano i suoi stretti vincoli con la Central Intelligence Agency (CIA) USA.</strong></p>
<p>Almagro, massimo rappresentante del “ministero delle colonie di Washington”, dicasi OSA, riceve ingenti somme di denaro, dalla CIA, affinché, dal suo incarico, aggredisca le nazioni dell’America Latina e dei Caraibi, dove sono in scena processi rivoluzionari. L’ “agente” uruguaiano, al servizio della maggior potenza straniera, adempie alla lettera gli ordini del suo padrone nell’attacco che, dal territorio USA, si orchestra e materializza contro la sovranità e l’integrazione della Patria Grande.</p>
<p>Il nuovo “portacatino” della Casa Bianca come, allo stesso modo, battezzarono l’ex presidente spagnolo José María Aznar per il suo servilismo senza limiti all’ex presidente George W. Bush, si comporta come la principale punta di lancia dell’impero per invertire i rapporti di forza dal Rio Bravo sino alla Patagonia.</p>
<p>Il segretario generale dell’OSA, con residenza permanente a Washington, ha come compito, molto ben remunerato, destabilizzare i governi progressisti e sovvertire l’ordine regionale, ed allo stesso tempo sostenere la destra ed i regimi golpisti instaurati, di recente, in Nostra America.</p>
<p>Almagro lo ha svolto, apertamente o di nascosto, contro il Venezuela, Bolivia, Ecuador, Nicaragua ed altre nazioni, mentre chiude gli occhi davanti agli attuali governanti neoliberali di Argentina, Brasile e Paraguay, solo per citarne alcuni.</p>
<p>Poco o nulla interessa al “portacatino” uruguaiano l’attuazione degli accordi per porre fine al conflitto in Colombia, e molto meno che la Patria Grande sia definitivamente una Zona di Pace, come è stato dichiarato dalla Comunità degli Stati dell’America Latina e dei Caraibi (CELAC ) al loro II Vertice, celebratosi a L’Avana, Cuba, nel 2014.</p>
<p>Chiaro che la CELAC mette in ombra l’OSA ed i grandi interessi di tale arcaica ed agonizzante organizzazione gestita dagli USA, e che insistono nel resuscitarla in qualsiasi modo.<br />
Tra l’altro, parlando di Cuba, Almagro sembra essersi messo nei guai, pretendendo di essere “attore” di una nuova azione sovversiva contro la maggiore delle Antille, organizzata dall’enclave terrorista USA di Miami e da noti mercenari pagati dalla CIA.</p>
<p>Secondo quanto riportato dalla stampa internazionale, il massimo rappresentante dell’OSA è stato invitato a ricevere un premio, a L’Avana, che hanno inventato “oppositori” cubani con il finanziamento di Miami.</p>
<p>Naturalmente le autorità del decano arcipelago caraibico si avvalgono del diritto di impedire al “premiato” di entrare nel paese, perché la sua posizione costituisce un atto contro la sovranità di Cuba.</p>
<p>Conoscendo i cubani, è consigliabile per l’ “agente” Almagro che metta da parte il suo eccessivo protagonismo, e servilismo a Washington. La Rivoluzione del 1º gennaio 1959, guidata dallo storico Comandante in Capo Fidel Castro e dal presidente Raul Castro, è esperta nel trattare interventisti come l’attuale segretario generale dell’OSA.</p>
<p>di Patricio Montesinos</p>
<p>da cubainformazione.it</p>
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		<title>Dossier segreto della CIA su Playa Giron svela guerra interna nell&#8217;agenzia</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 02:22:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La declassificazione di una parte della relazione segreta della CIA sull'invasione militare a Cuba provocata da una brigata mercenaria nel 1961, mise allo scoperto le lotte intestine dentro l'agenzia di spionaggio statunitense. Secondo David Barrett, professore di scienze politiche dell'Università Villanova, in Pennsylvania, la rivelazione del contenuto del volume V di questa investigazione, che si mantenne segreto per molti anni, ci permette di conoscere “la guerra interna dentro la CIA, su chi aveva la colpa del fallimento dell'invasione” a Playa Giron, dal 17 al 19 aprile 1961.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9593" alt="cia-agencia-central-de-inteligencia-eeuu2" src="/files/2016/11/cia-agencia-central-de-inteligencia-eeuu2.jpg" width="300" height="250" />La declassificazione di una parte della relazione segreta della CIA sull&#8217;invasione militare a Cuba provocata da una brigata mercenaria nel 1961, mise allo scoperto le lotte intestine dentro l&#8217;agenzia di spionaggio statunitense.  </strong></p>
<p>Secondo David Barrett, professore di scienze politiche dell&#8217;Università Villanova, in Pennsylvania, la rivelazione del contenuto del volume V di questa investigazione, che si mantenne segreto per molti anni, ci permette di conoscere “la guerra interna dentro la CIA, su chi aveva la colpa del fallimento dell&#8217;invasione” a Playa Giron, dal 17 al 19 aprile 1961.</p>
<p>Durante più di 30 anni, la CIA si rifiutò di rendere pubblico il volume V dell&#8217;investigazione, a dispetto delle reiterate richieste e su sollecito da parte della Legge di Libertà di Informazione (Freedom of Information Act).</p>
<p>Il Volume V è stato scritto da Jack B. Pfeiffer, storiografo interno della CIA, e presentato al Centro di Studio di Intelligenza dell&#8217;agenzia di spionaggio statunitense il 18 aprile 1984.</p>
<p>Pfeiffer suggerisce che “la ragione per cui i documenti furono mantenuti segreti era per la paura che gli stracci sporchi dell&#8217;agenzia (CIA) salissero alla luce del sole, più che per contenere qualche informazione significativa di sicurezza”.</p>
<p>Nel documento appena declassificato, Pfeiffer responsabilizzò del fallimento dell&#8217;invasione militare a Cuba il governo di John F. Kennedy, e denuncia inoltre che il dossier del direttore generale Lyman Kirkpatrick era “parziale ed incompetente”.</p>
<p>Rivela anche nomi dei principali ufficiali della CIA, destinati a redigere l’informazione per l&#8217;investigazione, tra i quali sottolinea William Gibson Dildine, Robert D. Shea e Robert B. Shaffer</p>
<p>La discussione negli Stati Uniti su chi è stato il responsabile della sconfitta nelle spiagge della Baia dei Porci, in aprile del 1961 dura da più di cinque decadi, intorno ad una supposta “infelice decisione politica” del presidente Kennedy di non aver dato copertura militare aerea alle forze mercenarie della Brigata 2506. E proprio per questo, le forze congiunte dell&#8217;Esercito Ribelle, la Polizia Nazionale Rivoluzionaria e le milizie popolari cubane, col comandante in capo Fidel Castro alla direzione, sconfissero il tentativo di invasione in appena 72 ore, lasciando 114 mercenari morti nella spiaggia, e circa 1100 catturati e messi a disposizione della giustizia cubana.</p>
<p>Inoltre, questa relazione, recentemente messa a disposizione del popolo, conferma la partecipazione e la responsabilità degli Stati Uniti nei piani aggressivi contro Cuba.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Sembra che sia Allen Dulles, ex capo della CIA, il responsabile dell’assassinio di Kennedy</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2015 23:36:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'assassinio di JFK è, probabilmente, il gran enigma del XX secolo, una domanda risposta a metà, che più di 50 anni dopo continua a dare luogo a tonnellate di letteratura sul tema. Non c'è personalità politica di quello che in un momento od in un altro non sia stato protagonista di una teoria sulla cospirazione. Una nuova pubblicazione di David Talbot, uno dei grandi specialisti sul tema ed autore di “La cospirazione” (Critica), ha appena suggerito il possibile autore intellettuale del complotto: Allen Dulles.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8952" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8952" alt="JFK in questa foto è con l'uomo che decise la sua sorte? Foto: Corbis/Bettmann" src="/files/2015/10/libro-kenedy.jpg" width="580" height="326" /><p class="wp-caption-text">JFK in questa foto è con l&#8217;uomo che decise la sua sorte? Foto: Corbis/Bettmann</p></div>
<p><strong>L&#8217;assassinio di JFK è, probabilmente, il gran enigma del XX secolo, una domanda risposta a metà, che più di 50 anni dopo continua a dare luogo a tonnellate di letteratura sul tema. Non c&#8217;è personalità politica di quello che in un momento od in un altro non sia stato protagonista di una teoria sulla cospirazione. Una nuova pubblicazione di David Talbot, uno dei grandi specialisti sul tema ed autore di “La cospirazione” (Critica), ha appena suggerito il possibile autore intellettuale del complotto: Allen Dulles.  </strong></p>
<p>Dulles, il direttore della CIA tra 1953 e 1961, fu forzato a dimettersi dopo il fiasco della Baia dei Porci, e fece anche parte della Commissione Warren. Talbot ha buone ragioni per suggerire la colpevolezza di Dulles. Era un uomo poderoso che diffidava di JFK, con chi desiderava saldare i conti, e così, Talbot gli ha appena dedicato un voluminoso libro (come tutti i suoi, di 704 pagine). E si sa già che essere l&#8217;assassino di Kennedy vende più che essere il tipo che realizzò esperimenti con droghe nel progetto MK Ultra.</p>
<p>Talbot dichiarò già in un&#8217;intervista con El Confidencial che “Robert Kennedy non poteva fidarsi delle agenzie di sicurezza che avevano tradito suo fratello, come la CIA, l’FBI o i Servizi Segreti”, ed annunciava che stava lavorando in un libro che “farà più luce sul complotto diretto dalla CIA per ammazzare JFK”. Due anni dopo, questo lavoro è già nelle librerie e si intitola “The Devil&#8217;s Chessboard. Allen Dulles, the CIA and the Rise of America Secret Government” (Harper Collins), cioè, “La scacchiera del diavolo. Allen Dulles, la CIA e l&#8217;auge del governo segreto dell&#8217;America.”</p>
<p><span style="color: #ff0000">Un uomo pericoloso in tempi convulsi  </span></p>
<p>Come segnala il libro, Dulles considerava Kennedy una potenziale minaccia per la sicurezza nazionale, per questo desiderava che il paese si liberasse di lui. Fu JFK che finì forzando le dimissioni del diplomatico alla fine del novembre del 1963, dopo che l&#8217;invasione della Baia dei Porci lasciasse in evidenza come responsabile la CIA e, per estensione, il governo statunitense. Come assicura la storia apocrifa, Kennedy affermò che gli sarebbe piaciuto “rompere la CIA in pezzi e gettarla al vento”. Nonostante la sua relazione col presidente, che non garantiva nessuna classe di imparzialità, Dulles fece parte della Commissione Warrer, sicuramente per evitare che i piani di assassinare Castro uscissero alla luce.</p>
<p>“La mia conclusione dopo 50 anni di investigazione è che dobbiamo ammettere che c&#8217;è una gran quantità di piste circostanziali che dicono che la CIA, al più alto livello, si vide avvolta nell&#8217;occultamento”, ha spiegato Talbot a ‘Mother Jones &#8216;, benché contemporaneamente conceda che probabilmente la CIA non agì né sola né per proprio conto. “Durante il periodo di Kennedy esisteva la sensazione che lui aveva rotto l&#8217;egemonia della Guerra Fredda, che stava mettendo in pericolo il paese e che era un presidente giovane e senza esperienza”. Per questo motivo, “sentirono che per il bene della nazione, benché fosse doloroso, doveva essere ritirato. Questa era l’opinione comune su di lui. E Dulles sarebbe stato la persona, come esecutore dell&#8217;ala di sicurezza dell’ ‘establishment &#8216; americano che si sarebbe incaricato del lavoro.”</p>
<p>Non solo questo, ma il ritratto che Talbot offre del presidente della CIA e di suo fratello John, sottosegretario di Eisenhower tra 1953 e 1959, non è proprio gentile. Talbot dice di loro che “debilitarono e tradirono tutti i presidenti ai quali servirono”, contemporaneamente che enumera una lunga lista dei loro peccati: negoziare con la Germania nazista per catturare Hitler in cambio della sopravvivenza del Reich, l&#8217;utilizzo del LSD per programmare soldati-zombi, dare il via all&#8217;era dell’iper-vigilanza… “Molte delle pratiche che provocano ancora brividi tra gli americani nacquero durante il periodo dei Dulles nella CIA”.</p>
<p>Preso da El Confidenzial</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>L’ONU chiede ad Obama di pubblicare rapporto sui metodi della CIA per gli interrogatori</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Nov 2014 01:02:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ricercatori per i diritti umani delle Nazioni Uniti hanno chiesto a Barack Obama di rispettare i principi proclamati dagli Stati Uniti in tutto il mondo ed a divulgare un rapporto conclusosi lo scorso aprile sui metodi di interrogatorio della CIA. In una lettera aperta al presidente statunitense scritta a Ginevra, sette ricercatori ed esperti legali hanno detto che la pubblicazione del rapporto, che fu elaborato da una commissione del Senato, sarebbe ben ricevuta dalle vittime di tortura e tra i gruppi di difesa dei diritti umani in tutto il mondo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8275" alt="" src="/files/2014/11/El-presidente-de-Estados-Unidos-Barack-Obama-en-imagen-de-25-de-noviembre-de-2014-580x385.jpg" width="580" height="385" />Ricercatori per i diritti umani delle Nazioni Uniti hanno chiesto a Barack Obama di rispettare i principi proclamati dagli Stati Uniti in tutto il mondo ed a divulgare un rapporto conclusosi lo scorso aprile sui metodi di interrogatorio della CIA.</strong></p>
<p>In una lettera aperta al presidente statunitense scritta a Ginevra, sette ricercatori ed esperti legali hanno detto che la pubblicazione del rapporto, che fu elaborato da una commissione del Senato, sarebbe ben ricevuta dalle vittime di tortura e tra i gruppi di difesa dei diritti umani in tutto il mondo.</p>
<p>“Come nazione che ha dichiarato pubblicamente la sua convinzione che il rispetto per la verità è superiore all’impero della legge, e come nazione che frequentemente fa appello alla trasparenza ed alla responsabilità in altri paesi, gli Stati Uniti devono rispettare gli standard che hanno fissato per loro e per gli altri”, afferma la lettera aperta.</p>
<p>I ricercatori hanno detto che altri paesi osservano con attenzione la questione.</p>
<p>“Le vittime della tortura ed i difensori dei diritti umani in tutto il mondo saranno ispirati se lei adotta una posizione ferma di sostegno alla trasparenza”, hanno detto ad Obama.</p>
<p>“Al contrario, se cede alle richieste della CIA affinché si mantenga il segreto su tale questione, coloro che sono reticenti a rendere conto dei loro atti con tutta sicurezza faranno un cattivo uso di questa decisione per rafforzare le loro agende nei rispettivi paesi”, aggiunge la lettera.</p>
<p>Nel gruppo figura Juan Mendez, avvocato argentino che fu vittima di tortura durante la dittatura nel suo paese, e che attualmente lavora come relatore speciale sulla tortura e altri trattamenti o pene crudeli nell’ONU.</p>
<p>La commissione del Senato ha investigato per quattro anni le pratiche che la CIA usò con un sospetto di terrorismo durante il governo dell’ex presidente George W. Bush.</p>
<p>Ad aprile, la commissione approvò la pubblicazione del suo rapporto.<br />
Nonostante, ancora non è stato divulgato il documento, il che si deve principalmente al fatto che la CIA esige che sia revisionato per nascondere nomi e comportamenti.</p>
<p>da Reuters</p>
<p>traduzione di Vincenzo Basile</p>
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		<title>Terroristi di vecchia data ripetono attacchi contro Cuba dagli USA</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2014/05/07/terroristi-di-vecchia-data-ripetono-attacchi-contro-cuba-dagli-usa/</link>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2014 23:41:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La detenzione in Cuba di un commando proveniente dagli Stati Uniti che pretendeva realizzare atti violenti sull'isola, evidenzia la doppia morale di Washington nella sua allegata guerra contro il terrorismo. Il Ministero dell'Interno ha annunciato la detenzione a Cuba di quattro cittadini di origine cubana e residenti a Miami che hanno riconosciuto che pretendevano attaccare installazioni militari cubane.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7811" alt="" src="/files/2014/05/CIAMonitos.jpg" width="300" height="297" />La detenzione in Cuba di un commando proveniente dagli Stati Uniti che pretendeva realizzare atti violenti sull&#8217;isola, evidenzia la doppia morale di Washington nella sua allegata guerra contro il terrorismo.  </strong></p>
<p>Il Ministero dell&#8217;Interno ha annunciato la detenzione a Cuba di quattro cittadini di origine cubana e residenti a Miami che hanno riconosciuto che pretendevano attaccare installazioni militari cubane.</p>
<p>L’arresto è stato fatto il 26 aprile e gli accusati sono Josè Ortega Amador, Obdulio Rodriguez Gonzalez, Raibel Pacheco Santos e Felix Monzon Alvarez.</p>
<p>Secondo l&#8217;informazione ufficiale, gli imputati hanno confessato che tali piani si sono organizzati con la direzione di Santiago Alvarez Fernandez Magriñà, Osvaldo Mitat e Manuel Alzugaray, residenti a Miami e con una lunga storia di azioni violente contro Cuba.</p>
<p>I capoccia del complotto hanno stretti vincoli con il famoso terrorista Luis Posada Carriles, la cui estradizione è reclamata agli Stati Uniti da parte del Venezuela e di Cuba.</p>
<p>Carriles è uno dei principali responsabili dello scoppio di un aeroplano di Cubana di Aviazione nel 1976 e della morte dei suoi 73 occupanti, tra passeggeri ed equipaggio.</p>
<p>Cuba ha detto che si realizzeranno le gestioni pertinenti con le autorità statunitensi competenti per investigare questi fatti ed evitare opportunamente che l&#8217;attuazione di elementi ed organizzazioni terroristiche radicate in questo paese mettano in pericolo la vita di persone e la sicurezza di entrambe le nazioni.</p>
<p>Tuttavia, la storia è testimone dell&#8217;impunità che godono negli Stati Uniti questi personaggi, molti di loro vincolati all&#8217;Agenzia Centrale di Intelligenza (CIA).</p>
<p>Mentre gli Stati Uniti mantengono tre dei Cinque cubani dietro le sbarre, compiendo lunghe condanne per monitorare questi attentati contro l&#8217;isola, Posada Carriles è stato esonerato dalla giustizia statunitense e Fernandez e Mitat hanno compiuto una breve sentenza nel 2009 per immagazzinare centinaia di armi e di munizioni nel sud della Florida.</p>
<p>La Procura decise di non presentare accuse di terrorismo contro i due imputati in cambio della consegna di 30 mitragliatrici automatiche e semiautomatiche, un lanciarazzi, varie granate, 200 libbre di dinamite, 14 libbre dell&#8217;esplosivo C-4 e quattro mila piedi di cavo per detonazioni, che mantenevano nascosti per le loro aggressioni a Cuba.</p>
<p>“Questa corte riconosce che l&#8217;obiettivo finale dei signori Alvarez e Mitat è stato sempre una Cuba libera e democratica”, ha detto il giudice federale James Cohn prima di dettare la sentenza.</p>
<p>Entrambi hanno fatto parte dell&#8217;equipaggio dell&#8217;imbarcazione, El Santrina, che ha portato illegalmente Luis Posada Carriles fino al sud della Florida agli inizi del 2005.</p>
<p>Nel giudizio celebrato quell&#8217;anno si sono rifiutati ad offrire testimonianze contro Posada, per paura di che le autorità li accusassero di aiutare un terrorista ad entrare illegalmente negli Stati Uniti. Un accusa di questa indole implica una possibile sentenza di 35 anni di prigione.</p>
<p>Al contrario, Gerardo Hernandez, uno dei Cinque cubani, è stato condannato precisamente a due ergastoli più 15 anni per tentare di ostacolare le azioni violente contro Cuba che Posada e Fernandez organizzano nel territorio degli Stati Uniti.</p>
<p>Hernandez, Ramon Labañino ed Antonio Guerrero, dietro le sbarre, integrano insieme a Renè Gonzalez e Fernando Gonzalez il gruppo internazionalmente conosciuto come i Cinque cubani, condannati in un giudizio dove i veri terroristi agivano come complici della procura.</p>
<p>Fernando e Renè sono ritornati a Cuba dopo compiere lunghi anni di prigione, ma hanno detto che non si sentiranno davvero liberi finché i loro compagni non saranno scarcerati e restituiti al loro popolo.</p>
<p>Che paradosso, Fernandez Magriña gode della sua residenza legale negli Stati Uniti, dove è stato uno dei fondatori dell&#8217;organizzazione terrorista, Alfa 66. Dirigendo questa organizzazione ha attaccato nel 2001 un piccolo villaggio della provincia di Villa Clara, nel centro dell&#8217;isola.</p>
<p>Quello stesso anno ha partecipato al mitragliamento della località costiera di Boca de Samà, al nord della provincia orientale di Holguin, attacco nel quale sono morti due civili ed una bambina cubana è risultata gravemente ferita ed è rimasta lesa per tutta la vita.</p>
<p>E’ stato anche un importante complice di Posada Carriles nell’attentato fallito contro il presidente Fidel Castro durante il X Vertice Ibero-americano in Panama nel 2000, fatto denunciato dallo stesso capo di Stato cubano nella capitale istmica.</p>
<p>Però, neanche questo fatto è stato considerato dal l&#8217;Ufficio Federale di Investigazioni, né da altre agenzie federali tanto preoccupate della sicurezza nazionale statunitense e del combattimento al terrorismo, che ora ritorna a ripetersi contro Cuba.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Diplomatica espulsa dal Venezuela era un agente fiancheggiatrice della CIA a Cuba</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Oct 2013 23:07:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Kelly Keiderling Franz, l'addetta di commercio dell'ambasciata nordamericana a Caracas, ha mostrato il suo vero volto di agente CIA quando ha conversato con l'agente doppio cubano Raul Capote. L'ufficiale della sicurezza cubana, che usava allora lo pseudonimo di Daniel, ha conosciuto la Keiderling a Cuba, dove lei ha lavorato sotto la copertura di capa dell'Ufficio della Stampa e Cultura della Sezione di Interessi degli USA (SINA). Capote ha raccontato i dettagli di questa azione nel suo libro “Enemigo”.  ]]></description>
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<div id="attachment_7152" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-7152" src="/files/2013/10/KELLY-KEIDERLING-FRANZ121.jpg" alt="Kelly Keiderling Franz" width="300" height="250" /></strong><p class="wp-caption-text">Kelly Keiderling Franz</p></div>
<p>Kelly Keiderling Franz, l&#8217;addetta di commercio dell&#8217;ambasciata nordamericana a Caracas, ha mostrato il suo vero volto di agente CIA quando ha conversato con l&#8217;agente doppio cubano Raul Capote. </strong></p>
<p>L&#8217;ufficiale della sicurezza cubana, che usava allora lo pseudonimo di Daniel, ha conosciuto la Keiderling a Cuba, dove lei ha lavorato sotto la copertura di capa dell&#8217;Ufficio della Stampa e Cultura della Sezione di Interessi degli USA (SINA). Capote ha raccontato i dettagli di questa azione nel suo libro “Enemigo”.</p>
<p>Il primo incontro è avvenuto in una cena nella stessa SINA dove si sono riuniti dodici funzionari statunitensi insieme ad altri invitati di varie ambasciate–Repubblica Ceca, Paesi Bassi e Regno Unito -, ha rivelato Raul Capote.</p>
<p>“Lì comincia una stretta relazione con Kelly che inizia un lavoro di influenza sulla mia famiglia. Ha detto che voleva facilitarmi la vita, che io ero uno scrittore brillante”, ha raccontato l’ “agente Daniel” in un&#8217;intervista concessa allo scrittore spagnolo Pascual Serrano.</p>
<p>L&#8217;amicizia con Kelly è durata per anni, a tale punto che l&#8217;agente CIA nordamericana è diventata la madrina della figlia di Capote. Keiderling aveva un presupposto illimitato; è arrivata a suggerire che si sarebbe portata la sua figliastra negli Stati Uniti a “studiare con una borsa di studio” ed ha proposto a “Daniel” di creare un’ “agenzia letteraria”, col proposito di avere influenza sui circoli artistici cubani.</p>
<p>“Si crea così la pagina web Agenzia Letteraria Cubana Online, dove si diffondevano gli autori e si vendevano opere, ma l&#8217;idea incomincia a trasformarsi in un&#8217;altra cosa, dicono che vogliono che io raggruppi non solo scrittori ma anche artisti, musicisti, che si coordinasse con altre ambasciate, come la tedesca, eccetera… Per tutto ciò avrebbe ricevuto finanziamento”, ha ricordato Raul Capote descrivendo il lavoro di intelligenza della Keiderling.</p>
<p>“Davano tre, quattro o cinque mila dollari e neanche si interessavano se avevamo organizzato l&#8217;attività per la quale chiedevamo il denaro. Piacevano loro i temi come quello dei micro-imprenditori, come organizzare la società civile, corsi di “leadership”, proporzionavano così manuali ed oggetti”, ha precisato Capote descrivendo un processo simile a quello che stava svolgendo la Keiderling in Venezuela.</p>
<p>La CIA ha investito decine di milioni di dollari in cinque decadi di attività ostili a Cuba, cercando di creare fuochi di “dissidenza.”</p>
<p><span style="color: #ff0000">Figura chiave del piano di destabilizzazione </span></p>
<p>Alcuni mesi fa, in un&#8217;analisi delle attività di intelligenza dell&#8217;ambasciata degli USA a Caracas, l&#8217;investigatore e giornalista Nil Nikandrov ha descritto la Keiderling come una figura chiave nell&#8217;organizzazione delle attività per la destabilizzazione del Venezuela.</p>
<p>“Dopo una preparazione speciale, ha iniziato il suo lavoro nel Dipartimento di Stato nell&#8217;anno 1988. Ha fatto la sua prima esperienza nel servizio estero in Africa. Dopo aver studiato il russo, Keiderling è stata inviata nel Kirguistan. Posteriormente, dopo avere studiato per un anno nell&#8217;Università Nazionale della Difesa a Washington, è stata in missione in Moldavia”, ha raccontato Nikandrov prima di segnalare la sua intensa attività di intelligenza a Cuba.</p>
<p>Keiderling si trova in Venezuela dal mese di luglio del 2011: “La ‘incaricata di commercio &#8216; temporaneo assiste i funzionari che maggiormente hanno una maniera ‘imperiale &#8216; di pensare ed un atteggiamento accondiscendente coi ‘nativi &#8216; e le loro pretese di sovranità, indipendenza e difesa dei diritti umani”, ha osservato Nikandrov segnalando che le agenzie di intelligenza ed i diplomatici nordamericani hanno come meta “neutralizzare” il governo di Maduro con qualunque mezzo: “Quanto più sangue si sparga, meglio è.”</p>
<p>di Jean-Guy Allard</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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