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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; censura</title>
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		<title>La censura di un esperto di diritti umani su Venezuela e Cuba</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2021 00:36:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alfred de Zayas]]></category>
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		<description><![CDATA[Alfred de Zayas ha lavorato, per sei anni, come esperto indipendente per l'Ufficio dell'Alto Commissario dell'ONU per i diritti umani. Sul blocco di Cuba, sulla legge Helms-Burton, assicura che sono illegali secondo il diritto internazionale. Ma che questo ha poco valore: gli USA li applica con la forza ed il ricatto.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11877" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11877" alt="Alfred de Zayas" src="/files/2021/02/Alfred-de-Zayas.jpg" width="580" height="323" /><p class="wp-caption-text">Alfred de Zayas</p></div>
<p><strong>Alfred de Zayas ha lavorato, per sei anni, come esperto indipendente per l&#8217;Ufficio dell&#8217;Alto Commissario dell&#8217;ONU per i diritti umani. Sul blocco di Cuba, sulla legge Helms-Burton, assicura che sono illegali secondo il diritto internazionale. Ma che questo ha poco valore: gli USA li applica con la forza ed il ricatto.</strong></p>
<p>Quando cambieranno le cose ?, si chiede. Quando cento paesi rispondano alle sanzioni USA con sanzioni agli USA. E quando la Corte Internazionale di Giustizia condanni i suoi membri per i crimini contro l&#8217;umanità che implicano.</p>
<p>De Zayas racconta la sua esperienza in Venezuela. È arrivato nel 2017, inviato dall&#8217;ONU, e fortemente prevenuto -riconosce- per la &#8220;caricatura distorta&#8221; dei media su quel paese.</p>
<p>Ha parlato con tutte le parti: governo, opposizione, datori di lavoro, chiese, sindacati, ONG &#8230;</p>
<p>E ha scritto un rapporto che non è piaciuto per nulla alla stampa aziendale, specialmente alla cosiddetta &#8220;liberali&#8221; negli USA (The New York Times, The Washington Post, CNN &#8230;). E&#8217; stato censurato, ha ricevutoi minacce e ha sofferto un&#8217;enorme campagna diffamatoria.</p>
<p>Il rapporto conteneva critiche al governo di Caracas, che si è conformato rigorosamente alle sue proposte, compresa il rilascio dei prigionieri.</p>
<p>Ma non è stato sufficiente. De Zayas ha commesso il peccato di mettere in discussione la visione unica del Potere sul Venezuela. E di condannare le sanzioni e la guerra economica di Washington.</p>
<p>Troppo per la stampa liberale &#8230; ed &#8220;indipendente&#8221;.</p>
<p>da Cubainformacion TV</p>
<p>traduzione: Francesco Monterisi</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.cubainformacion.tv/storage/videos/objetivofalsimedia799.mp4" >per vedere il video clikka qui</a></p>
<p><strong>La censura di un esperto di diritti umani su Venezuela e Cuba </strong><em>(Versione italiana: cliccare CC sul video, selezionare la lingua e riprodurre).</em></p>
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		<title>Gli USA alimentano la controrivoluzione attraverso Facebook</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Aug 2018 02:38:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mentre gli USA montano un signor scandalo per il presunto intervento russo, nelle reti sociali, per influire sulle elezioni, del 2016, che sono state vinte da Donald Trump, oggi si sono scoperte le prove che il governo USA usa Facebook per diffondere notizie false su Cuba e promuovere, clandestinamente, la dissidenza sull’isola.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10613" alt="facebook-vs-cuba" src="/files/2018/08/facebook-vs-cuba.jpg" width="580" height="330" />Mentre gli USA montano un signor scandalo per il presunto intervento russo, nelle reti sociali, per influire sulle elezioni, del 2016, che sono state vinte da Donald Trump, oggi si sono scoperte le prove che il governo USA usa Facebook per diffondere notizie false su Cuba e promuovere, clandestinamente, la dissidenza sull’isola.</strong></p>
<p>Il settimanale della Florida, Miami New Times, ha rivelato, questo mercoledì, che ha avuto accesso a documenti del governativo Ufficio delle Trasmissioni verso Cuba (OCB), responsabile di Radio e TV Martí, in cui si rivela che l’amministrazione Trump, da due anni, utilizza gli account di Facebook che sembrano “nativi” (di persone reali dell’isola) per diffondere propaganda senza informare gli utenti cubani di Facebook che si tratta di pubblicità del governo USA.</p>
<p>Secondo il rapporto ottenuto dal settimanale, a causa del fallimento di Radio e TV Martí, “la strategia dell’OCB si è concentrata su un’offensiva attraverso le reti sociali, basata sulle metriche che collocano YouTube, Google e Facebook tra i siti più visitati a Cuba. Con l’uso della tecnologia AVRA (Audio e Video per Radio), i programmi di Radio Martí hanno iniziato a essere trasmessi attraverso Facebook Live, insieme alla programmazione di TV Marti. Ciò fornisce all’OCB un output di distribuzione aggiuntiva, efficiente e redditizio, sia per la sua radio (ora radio visiva) che per i contenuti TV.</p>
<p>“Nell’anno fiscale 2018, l’OCB è andata stabilendo, con gruppi digitali dell’isola (leggasi “dissidenti” pagati dagli USA), che creano account Facebook nativi e “senza marchio” per divulgare informazioni. Le pagine “native” aumentano le possibilità di apparire nelle notizie degli utenti cubani di Facebook. La stessa strategia verrà replicata in altre reti sociali preferite».</p>
<p>Miami New Times assicura che i documenti non spiegano cosa intendano gli agenti federali per pagine di Facebook “senza marchio” o “native”, ma è chiaro che devono sembrare come le pagine dei normali utenti delle reti sociali per persuadere i cubani che leggano la propaganda di Radio e TV Martí.</p>
<p>Secondo il settimanale, entrambe le emittenti governative hanno speso per anni oltre 800 milioni di dollari, del contribuente USA, nell’infruttuoso sforzo di influire sull’opinione pubblica cubana.<br />
Questo piano si inserisce in una lunga storia di tentativi di utilizzare la tecnologia per abbinare la propaganda contro Cuba, dice il professor John S. Nichols dell’Università della Pennsylvania.</p>
<p>“Certamente ci sono segnali di allarme qui”, dice Nichols, co-autore del libro Clandestine Radio Broadcasting: A Study of Revolutionary and Counterrevolutionary Electronic Communication (Radiodiffusione clandestina: Uno studio della comunicazione elettronica rivoluzionaria e controrivoluzionaria) (1987), circa gli sforzi della OCB. “È il pià recente piano di una lunga lista di sforzi di Radio e TV Martí e dei loro predecessori per cercare di superare le leggi della fisica … Ogni volta che non riescono a portare il loro messaggio a Cuba, dicono che ci deve essere qualche soluzione tecnologica”.</p>
<p>Invece, aggiunge, il Congresso “non sembra riconoscere che entrambe le stazioni sono un fallimento colossale. È triste perché spendono denaro dei contribuenti. Ma ciò che veramente si spreca è la nostra credibilità come grande nazione nel fare questo tipo di cose, sciocche e stupide”.</p>
<p>Prominenti figure, da entrambi i lati dello spettro politico USA, tra cui il senatore repubblicano dell’Arizona, Jeff Flake, hanno qualificato questi programmi dell’OCB come controproducenti ed uno spreco di denaro. La rappresentante democratica Betty McCollum ha liquidato, nel 2015, la piattaforma AeroMartí (per trasmettere a Cuba, da un aereo, le emissioni di Radio e TV Martí) ed ha assicurato che l’OCB era un ufficio “non necessario”.<br />
“La radio e la televisione Marti sono obsoleti artefatti della Guerra Fredda”, ha detto McCollum in un comunicato del 2015. “I nostri contribuenti non dovrebbero finanziare trasmissioni di propaganda”.</p>
<p>Ma i programmi continuano ad esistere grazie ad una manciata di legislatori anti-cubani, incluso il rappresentante di Miami, Mario Diaz-Balart, da lungo tempo promotore di Radio e TV Marti, assicura il Miami New Times.</p>
<p>All’inizio di quest’anno, il senatore Marco Rubio ha aiutato ad installare Tomás Regalado, un vecchio amico, come responsabile dei programmi di Radio e TV Martí. Da allora, Regalado ha fatto grandi promesse su come entrambe le emittenti abbiano nuovi piani per raggiungere “5 milioni” di cittadini cubani nei prossimi anni.<br />
Regalado è apparso, la scorsa settimana, sulla rete in lingua spagnola MegaTV per vantare l’uso di nuove misteriose tecnologie che ipoteticamente il governo cubano non è in grado di bloccare. Ha detto che 200 cubani avevano avuto ricevitori che avrebbero aiutato in questo nuovo tentativo.</p>
<p>“È una tecnologia che non esisteva, e dal momento che il governo non la conosce, sarà quasi impossibile bloccarla”, ha detto Regalado davanti alle telecamere.</p>
<p>Nichols ha argomentato al settimanale della Florida che questo tipo di propaganda attraverso le reti sociali sta danneggiando la posizione degli USA davanti al mondo.</p>
<p>‘I paesi terzi vedono quello che stiamo facendo e dicono: “Qui vanno, gli USA, facendo, ancora una volta, tali sciocchezze”, aggiungendo: “E’ basso, meschino e non degno di un grande potere. Altri paesi diranno: “Se gli USA sono disposti a violare il diritto internazionale, perché dovremmo obbedire ai nostri obblighi contrattuali?” Penso che abbia un effetto negativo a lungo termine. E dato cosa potrebbero fare, al momento, Radio e TV Martí, è difficile per noi lamentarci di ciò che altri paesi potrebbero fare contro di noi”.</p>
<p>Il rapporto a cui ha avuto accesso il Miami New Times è la richiesta di bilancio della OCB per gli anni fiscali 2018 e 2019. Non rivela le identità dei falsi account ‘nativi’ e ‘senza marca’ creati nella rete sociale, ma gli amministratori di Facebook si sanno quali sono. Per quelle stravaganti casualità della vita, questa informazione coincide con la decisione della rete sociale, fondata da Marc Zuckerberg, di eliminare centinaia di presunti falsi account russi ed iraniani presumibilmente coinvolti in varie campagne di disinformazione.</p>
<p>Eliminerà Facebook anche i falsi account creati dal governo USA per il cambio di regime a Cuba? Designerà, la procura USA, Robert Mueller o un altro del suo lignaggio per indagare su questi abusi, come ha fatto per determinare le presunte interferenze russe attraverso Facebook nelle elezioni del 2016?</p>
<p>SAGA FALLITA DI RADIO E TV MARTÍ</p>
<p>1985: ha iniziato a trasmettere Radio Martí, e cinque anni dopo, ha iniziato l’aggressione televisiva al porre in servizio un trasmettitore televisivo a bordo di un aerostato, bloccato a 3000 metri di altezza, in una delle isolette a sud della Florida.<br />
2005: l’uragano Dennis ha fatto sparire il globo bloccato, situato a 10mila piedi di altezza in Cudjoe Key, da dove si trasmetteva la televisione Martí. L’OCB lo ha sostituito con la piattaforma “AeroMartí”.<br />
2014: l’OCB ha creato il servizio di messaggi di testo indesiderati Piramideo, che è fallito. Ha poi cercato di contrabbandare piccoli dispositivi satellitari nell’isola, ma il progetto è stato abbandonato perché oltre che costoso, i “dissidenti” usavano i terminali per vedere pornografia.<br />
2015: Disattivano «AeroMartí».<br />
2018: Il presidente Trump ha creato la Task Force di Internet per Cuba, che secondo il Dipartimento di Stato “esaminerà le sfide tecnologiche e le opportunità per ampliare l’accesso ad Internet e i media indipendenti a Cuba”. È chiaro che questa Task Force ha incoraggiato la fantasia digitale dell’OCB.<br />
Diverse indagini dell’Office of Government Oversight (GAO) hanno riconosciuto che esistono solide prove che Radio e televisione Marti non sono ascoltate o viste a Cuba. Secondo Miami New Times, questa saga è costata al contribuente USA più di 800 milioni di dollari.</p>
<p>di Rosa Miariam Elizalde</p>
<p>da Desbloqueando Cuba</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
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		<title>Jazz a Cuba: il Governo forma gratuitamente migliaia di musicisti di un genere che è &#8220;proibito&#8221;?</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2015 23:27:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A Cuba, migliaia di musicisti jazz sono stati formati -gratuitamente- presso l'Università delle Arti (ISA), la Scuola Nazionale d'Arte (ENA), il Conservatorio Amadeo Roldan ed in altre istituzioni ufficiali. A Cuba, la quantità e la qualità dei musicisti in generale -e di jazz in particolare- è senza pari nella regione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-8828" alt="" src="/files/2015/08/leccionesdemanipulacion270.jpg" width="300" height="225" /><strong>A Cuba, migliaia di musicisti jazz sono stati formati -gratuitamente- presso l&#8217;Università delle Arti (ISA) (1), la Scuola Nazionale d&#8217;Arte (ENA) (2), il Conservatorio Amadeo Roldan (3 ) ed in altre istituzioni ufficiali. A Cuba, la quantità e la qualità dei musicisti in generale -e di jazz in particolare- è senza pari nella regione.</strong></p>
<p>Tuttavia, sono noti nel mondo questi artisti? Forse ad un pubblico specializzato sì è seguita l&#8217;opera di jazzisti residenti nell&#8217;isola come Bobby Carcassés (4), Pablo Menendez (5), Giraldo Piloto, Gloria Ochoa o Gaston Joya. E gli amanti del jazz possono sì conoscere altri eventi importanti come il Festival Internazionale Jazz Plaza dell&#8217;Avana (6).</p>
<p>Il gran pubblico, però, non ha mai sentito menzionare tali nomi. Ma sì quelli di Paquito D&#8217;Rivera (7) o Arturo Sandoval (8), musicisti anche&#8217;essi nati a Cuba e con grande spazio nei media internazionali. La ragione non è il loro innegabile genio come interpreti. Entrambi godono di promozione e spazio mediatico perché, semplicemente, vivono negli USA e sono acerrimi detrattori della Rivoluzione cubana. Una Rivoluzione a cui devono la loro formazione come musicisti, ma che non gli ha potuto offrire gli alti guadagni che oggi hanno negli USA.</p>
<p>Pochi giorni fa, il quotidiano spagnolo ABC, ha condotto una vasta copertura del Clazz Continental Latin Jazz Festival di Madrid, a cui erano stati invitati diversi artisti cubani, tutti residenti al di fuori del loro paese.</p>
<p>ABC ha realizzato tre interviste e in tutti i titoli si faceva riferimento non alla musica, ma alla posizione politica degli artisti contro il Governo cubano. Il trombettista Manuel Machado ha detto che &#8220;il jazz a Cuba -paese che ha lasciato negli anni &#8217;90- era la musica del nemico&#8221; (9). Il Jazz, a Cuba, non è mai stato &#8220;proibito&#8221; -come afferma il musicista nell&#8217;intervista- benché in un tempo ben determinato, non fosse programmato alla radio e televisione dell&#8217;isola (10). Ma questo avvenne non meno di 40 anni fa! Grazie a questa intervista, però, migliaia di persone senza riferimenti storici hanno già incorporato, alla loro montagna di pregiudizi e menzogne su Cuba, una nuova: che il jazz è vietato sull&#8217;isola.</p>
<p>Nella seconda intervista, a Paquito D&#8217;Rivera, musicista di posizioni di estrema destra e difensore del blocco a Cuba (11), denunciava che &#8220;in Spagna (&#8230;) ci sono ancora persone che difendono Fidel&#8221; (12). Dovremmo allora chiedergli perché in una presunta &#8220;democrazia&#8221; con &#8220;libertà di stampa&#8221;, che assicura manca a Cuba, questa gente che difende la Rivoluzione cubana mai compare intervistata nei media, se non per essere linciata o annullata professionalmente (13).</p>
<p>La terza intervista era al musicista Arturo Sandoval, che si vantava di aver ricevuto la &#8220;Medaglia della Libertà&#8221; del Governo USA, e che si univa alle posizioni dell’estrema destra di Miami contro l&#8217;attuale dialogo tra i due governi &#8220;ciò che sta facendo la Casa Bianca è dare più benzina alla dittatura cubana perché rimanga al potere&#8221;(14). Ponendosi al fianco della potenza che ha imposto al popolo cubano uno spietato blocco e scambiando vittima per aggressore, giungeva a garantire che &#8220;le condizioni che pone Cuba sono molto diseguali (&#8230;) non credo che (la sua) risposta sia stata coerente con gli sforzi USA per ripristinare le relazioni&#8221;.</p>
<p>Il quotidiano ABC ha pubblicato, in questi giorni, diverse notizie su festival e concerti jazz in territorio spagnolo. Ma ai musicisti USA come Ornette Coleman (15) o Chick Corea (16) non gli hanno chiesto nulla sui fatti dell&#8217;agenda informativa come la brutalità ed il razzismo della polizia negli USA. Né ai musicisti che accompagnavano il defunto chitarrista andaluso Paco de Lucia (17), invitati al detto Clazz Continentale Latin Jazz Festival, l&#8217;ABC ha chiesto sul dramma sociale dell&#8217;Andalusia, con il 38,4% della sua popolazione attiva disoccupata (18).</p>
<p>Nel mentre, le scuole di musica di un paese povero e bloccato come Cuba, continuano a generare migliaia di talenti musicali per il proprio paese e per il mondo. Molti risiederanno e svilupperanno la loro carriera a Cuba. Altri decideranno di emigrare senza che ora -a differenza di epoche anteriori- si produca una rottura con le istituzioni culturali del loro paese (19). Qualcosa che senza dubbi aiuterà che, in futuro, questi musicisti cubani emigrati parlino più di musica che di politica. E difendere una superpotenza che ha cercato di uccidere, per fame, il loro stesso popolo non sarà più assolutamente essenziale per ottenere interviste promozionali (20).</p>
<p>di José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación</p>
<p>Traduzione Francesco Monterisi</p>
<p><a href="http://www.cubainformacion.tv/index.php/lecciones-de-manipulacion/63585-jazz-en-cuba-iel-gobierno-forma-gratis-a-miles-de-musicos-de-un-genero-que-esta-prohibido"  target="_blank" rel="nofollow">per vedere il video</a></p>
<p>(1) <a href="https://isauniversidaddelasartes.wordpress.com/2015/01/05/orbert-davis-lo-extraordinario-del-riesgo/"  target="_blank" rel="nofollow">https://isauniversidaddelasartes.wordpress.com/2015/01/05/orbert-davis-lo-extraordinario-del-riesgo/</a></p>
<p>(2) <a href="http://www.ecured.cu/index.php/Escuela_Nacional_de_Arte"  target="_blank" rel="nofollow">http://www.ecured.cu/index.php/Escuela_Nacional_de_Arte</a></p>
<p>(3) <a href="http://www.ecured.cu/index.php/Conservatorio_Amadeo_Rold%C3%A1n"  target="_blank" rel="nofollow">http://www.ecured.cu/index.php/Conservatorio_Amadeo_Rold%C3%A1n</a></p>
<p>(4) <a href="http://www.politecnicojic.edu.co/luciernaga9/pdf/consumo_jazz_%28si%29.pdf"  target="_blank" rel="nofollow">http://www.politecnicojic.edu.co/luciernaga9/pdf/consumo_jazz_%28si%29.pdf</a></p>
<p>(5) <a href="http://www.cubacontemporanea.com/noticias/12685-pablo-menendez-eso-esta-prohibido-decian-pero-nosotros-lo-hicimos"  target="_blank" rel="nofollow">http://www.cubacontemporanea.com/noticias/12685-pablo-menendez-eso-esta-prohibido-decian-pero-nosotros-lo-hicimos</a></p>
<p>(6) <a href="http://www.cubadebate.cu/noticias/2014/12/17/comienza-hoy-jazz-plaza-2014/#.VZENy1JGQ3g"  target="_blank" rel="nofollow">http://www.cubadebate.cu/noticias/2014/12/17/comienza-hoy-jazz-plaza-2014/#.VZENy1JGQ3g</a></p>
<p>(7) <a href="http://www.cubaencuentro.com/cultura/noticias/paquito-d-rivera-la-reforma-de-raul-castro-es-pura-cosmetica-279342"  target="_blank" rel="nofollow">http://www.cubaencuentro.com/cultura/noticias/paquito-d-rivera-la-reforma-de-raul-castro-es-pura-cosmetica-279342</a></p>
<p>(8) <a href="http://www.voanoticias.com/content/sandoval-castro-concierto-cuba-juanes-arturo-colombia-56743972/84182.html"  target="_blank" rel="nofollow">http://www.voanoticias.com/content/sandoval-castro-concierto-cuba-juanes-arturo-colombia-56743972/84182.html</a></p>
<p>(9) <a href="http://www.abc.es/cultura/musica/20150626/abci-manuel-machado-jazz-latino-201506261245.html"  target="_blank" rel="nofollow">http://www.abc.es/cultura/musica/20150626/abci-manuel-machado-jazz-latino-201506261245.html</a></p>
<p>(10) <a href="http://www.elmundo.es/elmundo/2010/10/11/cultura/1286798885.html"  target="_blank" rel="nofollow">http://www.elmundo.es/elmundo/2010/10/11/cultura/1286798885.html</a></p>
<p>(11) <a href="http://www.tigo-sms.com/el-hombre-del-jazz-hablo-sobre-el-bloqueo-de-ee-uu-a-cuba/"  target="_blank" rel="nofollow">http://www.tigo-sms.com/el-hombre-del-jazz-hablo-sobre-el-bloqueo-de-ee-uu-a-cuba/</a></p>
<p>(12) <a href="http://www.abc.es/cultura/musica/20140702/abci-paquito-drivera-entrevista-clazz-201407012209.html"  target="_blank" rel="nofollow">http://www.abc.es/cultura/musica/20140702/abci-paquito-drivera-entrevista-clazz-201407012209.html</a></p>
<p>(13) <a href="http://blogs.publico.es/luis-garcia-montero/1231/algo-sobre-willy-toledo/"  target="_blank" rel="nofollow">http://blogs.publico.es/luis-garcia-montero/1231/algo-sobre-willy-toledo/</a></p>
<p>(14) <a href="http://www.abc.es/cultura/musica/20150623/abci-arturo-sandoval-cuba-201506221835.html"  target="_blank" rel="nofollow">http://www.abc.es/cultura/musica/20150623/abci-arturo-sandoval-cuba-201506221835.html</a></p>
<p>(15) <a href="http://www.abc.es/cultura/musica/20150612/abci-ornette-coleman-revolucionario-jazz-201506121152.html"  target="_blank" rel="nofollow">http://www.abc.es/cultura/musica/20150612/abci-ornette-coleman-revolucionario-jazz-201506121152.html</a></p>
<p>(16) <a href="http://www.abc.es/cultura/musica/20150612/abci-diana-krall-chick-corea-201506121747.html"  target="_blank" rel="nofollow">http://www.abc.es/cultura/musica/20150612/abci-diana-krall-chick-corea-201506121747.html</a></p>
<p>(17) <a href="http://www.clazz.es/programacion/clazz-madrid-2015/#programa"  target="_blank" rel="nofollow">http://www.clazz.es/programacion/clazz-madrid-2015/#programa</a></p>
<p>(18) <a href="http://www.elmundo.es/andalucia/2015/04/22/5537b562268e3e80608b4589.html"  target="_blank" rel="nofollow">http://www.elmundo.es/andalucia/2015/04/22/5537b562268e3e80608b4589.html</a></p>
<p>(19) <a href="http://www.europapress.es/internacional/noticia-habana-ofrece-recibir-brazos-abiertos-artistas-exiliados-si-no-ignoran-compromiso-20141023181938.html"  target="_blank" rel="nofollow">http://www.europapress.es/internacional/noticia-habana-ofrece-recibir-brazos-abiertos-artistas-exiliados-si-no-ignoran-compromiso-20141023181938.html</a></p>
<p>(20) <a href="https://lapupilainsomne.wordpress.com/2012/02/03/inventario-de-asombros-que-les-hizo-cuba-para-merecer-esto/"  target="_blank" rel="nofollow">https://lapupilainsomne.wordpress.com/2012/02/03/inventario-de-asombros-que-les-hizo-cuba-para-merecer-esto/</a></p>
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		<title>AT&amp;T sblocca siti di Cuba grazie a campagna nelle reti sociali</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Apr 2014 22:23:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La ditta informatica e telefonica AT&#38;T ha sbloccato negli Stati Uniti l'accesso in internet a tutte le pagine informative di Cuba grazie al movimento generato nelle reti sociali contro quell'azione, ha detto il giornalista Edmundo Garcia. Secondo l'intellettuale, residente a Miami, ieri la ditta ha smesso di censurare, come faceva dalla settimana scorsa, i suoi clienti che visitano qualunque sito digitale con dominio .cu.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7759" alt="" src="/files/2014/03/att-2gb.jpg" width="300" height="250" />La ditta informatica e telefonica AT&amp;T ha sbloccato negli Stati Uniti l&#8217;accesso in internet a tutte le pagine informative di Cuba grazie al movimento generato nelle reti sociali contro quell&#8217;azione, ha detto il giornalista Edmundo Garcia.  </strong></p>
<p>Secondo l&#8217;intellettuale, residente a Miami, ieri la ditta ha smesso di censurare, come faceva dalla settimana scorsa, i suoi clienti che visitano qualunque sito digitale con dominio .cu.</p>
<p>Lo celebriamo perché restituisce la situazione ad un livello di saggezza possibile che può migliorare con la normalizzazione progressiva e rispettosa delle relazioni tra Cuba e Stati Uniti, ha detto Garcia.</p>
<p>Il giornalista ha enfatizzato che lo sblocco delle web è stato il risultato delle denunce di persone, mezzi cubani ed internazionali in Twitter ed altre reti sociali contro la misura di AT&amp;T.</p>
<p>Il 28 marzo scorso, Garcia ha informato che questo gigante delle telecomunicazioni ostacolava l&#8217;accesso in internet ai siti alternativi di notizie Cubadebate e Cubasì, per cui aveva consigliato ai suoi clienti di cambiare ad altre compagnie come Comcast, Verizon o T-Mobile.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cubadebate e Cubasì censurati da AT&amp;T</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Mar 2014 23:24:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il giornalista cubano radicato a Miami Edmundo Garcia ha denunciato ieri via Twitter che i siti cubani in internet Cubadebate e Cubasì sono stati censurati da AT&#38;T, il gigante della telefonia e di internet negli Stati Uniti. “AT&#38;T, i giganti dei telefoni e di internet negli USA mi confermano che hanno bloccato Cubadebate e CubaSì. Io cambio compagnia”, ha scritto l’autore del programma alternativo di radio di Miami “La Tarde se Mueve” nel suo account di Twitter, EdmundoGarcía65.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7759" alt="" src="/files/2014/03/att-2gb.jpg" width="300" height="250" />Il giornalista cubano radicato a Miami Edmundo Garcia ha denunciato ieri via Twitter che i siti cubani in internet Cubadebate e Cubasì sono stati censurati da AT&amp;T, il gigante della telefonia e di internet negli Stati Uniti.  </strong></p>
<p>“AT&amp;T, i giganti dei telefoni e di internet negli USA mi confermano che hanno bloccato Cubadebate e CubaSì. Io cambio compagnia”, ha scritto l’autore del programma alternativo di radio di Miami “La Tarde se Mueve” nel suo account di Twitter, EdmundoGarcía65.</p>
<p>Per questa stessa via, il giornalista cubano ha assicurato che la censura contro i siti di internet cubani Cubasì e Cubadebate viola il 1° Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti e per questo ha raccomandato ai clienti di questa compagnia a Miami di sollecitare i servizi di altre ditte, come Comcast, Verizon o T-Mobile.</p>
<p>I seguitori di Cubasì e Cubadebate negli Stati Uniti, che sono utenti di AT&amp;T, quando tentano di accedere a queste pagine cubane esce un cartello sullo schermo dei loro computer che dice: “Non si riconosce il server.”</p>
<p>“Loro mi hanno confermato che hanno ritirato l&#8217;accesso perché i siti non hanno un accordo con loro, una grossolana bugia, e questo viola il 1° Emendamento della Costituzione”, ha assicurato il giornalista radicato a Miami, quando è stato intervistato da Cubasì.</p>
<p>da Cubasì</p>
<p>traduzione Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7761" alt="censura_2-580x435" src="/files/2014/03/censura_2-580x435.png" width="580" height="435" /><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-7760" alt="" src="/files/2014/03/censura_1-580x435.png" width="580" height="435" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Denunciano a Cuba blocco di accesso al servizio di Google Analytics</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Jun 2012 23:42:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mass media cubani denunciarono oggi il blocco per gli utenti del paese dell'applicazione di Internet Google Analytics, servizio potente di statistiche di siti web e blog. D’accordo con un articolo del sito digitale Cubadebate, quando si cerca di accedere da un computer sull'isola, appare un messaggio che rimanda alla pagina del Dipartimento del Tesoro, che vigila il compimento delle sanzioni stabilite dal bloqueo degli Stati Uniti.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img src="/files/2012/06/cuba-censura-google.jpg" alt="" width="300" height="251" class="alignleft size-full wp-image-4925" /><strong>Mass media cubani denunciarono oggi il blocco per gli utenti del paese dell&#8217;applicazione di Internet Google Analytics, servizio potente di statistiche di siti web e blog.</strong>  </p>
<p>D’accordo con un articolo del sito digitale Cubadebate, quando si cerca di accedere da un computer sull&#8217;isola, appare un messaggio che rimanda alla pagina del Dipartimento del Tesoro, che vigila il compimento delle sanzioni stabilite dal bloqueo degli Stati Uniti.  </p>
<p>Google Analytics, come esprime l&#8217;annuncio dell&#8217;applicazione, è una delle soluzioni di analisi web più complete sul mercato e, inoltre, è gratuita, ma questa politica non si applica nel caso di Cuba.  </p>
<p>Questo non è l&#8217;unico servizio che Google censura per i cubani a causa del bloqueo imposto più di 50 anni fa, perché non sono a portata degli internauti della nazione antillana anche servizi come Google Earth, Google Destktop Search e Google Toolbar, segnala l&#8217;articolo.  </p>
<p>Non è possibile l&#8217;entrata, perfino, a Google Code Search, che suppostamente promuove i vantaggi del software libero.  </p>
<p>La proibizione funziona extra territorialmente, perché chi desidera, per esempio, scaricare il Google Desktop in applicazioni ubicate in qualunque paese che non siano gli Stati Uniti, non potrà neanche farlo se i robot scoprono che la direzione da dove si collega l&#8217;utente è cubana.  </p>
<p>Il testo denuncia che non si tratta della prima censura di Google ai mass media cubani, perché nel gennaio del 2010 disattivò il sito di Cubadebate in Youtube, in un momento in cui il canale aveva mille 600 milioni di scariche e 475 video, dalla sua apertura nel 2007.  </p>
<p>Davanti a questa situazione, il governo cubano denunciò la chiusura del canale di Cubadebate in Youtube, nel Simposio Internazionale di libertà di espressione organizzato dall&#8217;Unesco che si è svolto a Parigi il 27 gennaio 2011.  </p>
<p>È notorio che questo atto arbitrario contro Cuba si sia prodotto 48 ore dopo l&#8217;annuncio che Google avesse accettato il sollecito dei governi per bloccare gli internauti, d’accordo con un&#8217;analisi divulgata dalla stessa multinazionale di Internet, risalta l&#8217;articolo.  </p>
<p>La relazione illustra che da luglio a dicembre del 2011, dipendenze governative degli Stati Uniti hanno fatto 187 solleciti per ritirare contenuti di Internet, comparato con i 97 che hanno fatto da gennaio a giugno.  </p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Google, Facebook e Twitter chiuderanno i suoi siti in rifiuto alla legge SOPA</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 23:45:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il trio Google, Facebook e Twitter dirigono una protesta che seguiranno almeno una decina dei grandi portali di Internet, in rifiuto all'approvazione della legge Stop Online Piracy Act (SOPA) negli Stati Uniti (USA). In questo senso, queste imprese programmeranno la chiusura dei loro siti il prossimo 23 gennaio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2635" src="/files/2012/01/sopa-google-twitter-facebook.jpg" alt="" width="300" height="250" />Il trio Google, Facebook e Twitter dirigono una protesta che seguiranno almeno una decina dei grandi portali di Internet, in rifiuto all&#8217;approvazione della legge Stop Online Piracy Act (SOPA) negli Stati Uniti (USA). In questo senso, queste imprese programmeranno la chiusura dei loro siti il prossimo 23 gennaio.</strong></p>
<p>Le menzionate compagnie di Internet, come Amazon e Wikipedia, si sono unite in una sola voce per promuovere la chiusura dei loro siti Web il 23 gennaio, un giorno prima del data limite per l&#8217;approvazione della polemica legge.</p>
<p>La legge SOPA, simile all&#8217;Anti-Counterfeiting Trade Agreement (ACTA) che è passata sotto silenzio in Messico, concederebbe facoltà al Dipartimento di Giustizia per investigare, perseguire e sconnettere qualunque persona, fisica o morale che sia sospettata di pubblicare materiale con diritti d&#8217;autore.</p>
<p>La protesta si deve a che la criticata legge chiuderebbe i siti di pirateria senza troppa investigazione, cosa che potrebbe indurre all&#8217;interpretazione che si potrebbero danneggiare siti onesti. Anche siti come Facebook e Twitter potrebbero essere  criminalizzati se i suoi utenti condividono contenuti suppostamente illegali.</p>
<p>I siti Web che potrebbero chiudere il prossimo 23 gennaio sono: Google, Yahoo, Facebook, Foursquare, Twitter, Wikipedia, Amazon, Mozilla, AOL, eBay, PayPal.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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