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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; carabinieri</title>
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		<title>Caos in Cile: settimo giorno di Protesta Nazionale</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Oct 2019 01:40:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la convocazione nel pomeriggio di questo venerdì ad una manifestazione, “la più grande di tutte” nella Piazza Italia, centro nevralgico delle concentrazioni popolari della capitale cilena, incomincia il settimo giorno della protesta nazionale che ha messo in scacco il governo del presidente Sebastian Piñera.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11167" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11167" alt="foto: Getty Images" src="/files/2019/10/chile1.jpg" width="580" height="326" /><p class="wp-caption-text">foto: Getty Images</p></div>
<p><strong>Con la convocazione nel pomeriggio di questo venerdì ad una manifestazione, “la più grande di tutte” nella Piazza Italia, centro nevralgico delle concentrazioni popolari della capitale cilena, incomincia il settimo giorno della protesta nazionale che ha messo in scacco il governo del presidente Sebastian Piñera.</strong></p>
<p>La convocazione fatta attraverso le reti sociali, enfatizza il carattere pacifico della mobilitazione e si dirige alle famiglie cilene, ai giovani, ai lavoratori, agli impiegati dello stato, agli artisti ed a tutti i settori della popolazione.</p>
<p>Gli organizzatori hanno aggiunto che le azioni di massa si ripeteranno attraverso tutto il paese, segnando il carattere nazionale dell&#8217;iniziativa e la loro determinazione di mantenere la protesta.</p>
<p>Fino ad ora le mobilitazioni sono state sempre in crescita, arrivando a circa 200 mila persone a Santiago, con la caratteristica di un ambiente pacifico e perfino festivo durante il giorno ed espressioni di violenza, saccheggi ed incendi di negozi di sera, probabilmente commessi dagli infiltrati della polizia, dopo l’inizio del coprifuoco, quando l&#8217;ordine rimane a carico dei carabinieri e dei militari.</p>
<p>La giornata di questo venerdì è iniziata con centinaia di camionisti, tassisti ed automobili di privati, che dalle prime ore del mattino hanno occupato e bloccato le strade che arrivano a Santiago, autostrade, strade urbane e di vari comuni limitrofi alla capitale.</p>
<p>Intanto, le ONG e diverse organizzazioni nazionali addette alla difesa dei diritti umani nel paese si preparano per ricevere lunedì una missione dell&#8217;Alto Delegato delle Nazioni Unite per i diritti umani che dirige l&#8217;ex presidentessa del Cile, Michelle Bachelet.</p>
<p>Il compito della chiamata “missione di verifica” sarà esaminare la situazione di diritti umani nel paese, dopo la dichiarazione di Stato di Emergenza e coprifuoco da parte del governo il passato 18 ottobre, in risposta alla protesta nazionale di massa, e le denunce sugli abusi ed uso eccessivo della forza nella repressione contro i manifestanti.</p>
<p>Il gruppo di tre esperti inviati dall&#8217;ONU si intervisterà con alte cariche del governo, rappresentanti della società civile, vittime, istituzioni nazionali dei diritti umani e visiterà varie città del paese.</p>
<p>L&#8217;ultimo bilancio pubblicato dall&#8217;Istituto Nazionale dei Diritti Umani (INDH) registra 2890 detenuti e 582 feriti dopo la repressione di giovedì 24 ottobre.</p>
<p>Nel dettaglio, la relazione stabilisce che dei 2890 detenuti 294 sono donne, 1182, uomini e 225, bambini, bambine, ed adolescenti.</p>
<p>Le persone ferite da armi da fuoco, sono 295, e mentre i ricorsi giudiziali presentati dall’INDH 14 sono di difesa, 5 denunce per omicidio, 12 per violenza sessuale (denudazioni, minacce di violazione e palpeggiamenti) e 36 denunce senza definire.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_11168" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11168" alt="foto: Getty Images" src="/files/2019/10/chile2.jpg" width="580" height="326" /><p class="wp-caption-text">foto: Getty Images</p></div>
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		<title>Cile: arrestati durante il coprifuoco sono stati “crocifissi” all&#8217;antenna di un commissariato</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Oct 2019 01:27:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[carabinieri]]></category>
		<category><![CDATA[Cile]]></category>
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		<category><![CDATA[torture]]></category>

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		<description><![CDATA[L'Istituto Nazionale dei Diritti Umani ha denunciato che un gruppo di detenuti sono stati “crocifissi” ad un'antenna del 23ª Commissariato dei Carabinieri, a Peñalolen, dopo essere stati fermati durante il coprifuoco. L'organismo ha presentato una denuncia per torture ed in questa si indica, secondo La Terza, che le vittime sono state tre adulti ed un minorenne arrestati attorno alla 01:00 di mattina del lunedì 21 ottobre.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11165" alt="Carabineros-tortura3" src="/files/2019/10/Carabineros-tortura3.jpg" width="580" height="389" />L&#8217;Istituto Nazionale dei Diritti Umani ha denunciato che un gruppo di detenuti sono stati “crocifissi” ad un&#8217;antenna del 23ª Commissariato dei Carabinieri, a Peñalolen, dopo essere stati fermati durante il coprifuoco.  </strong></p>
<p>L&#8217;organismo ha presentato una denuncia per torture ed in questa si indica, secondo La Terza, che le vittime sono state tre adulti ed un minorenne arrestati attorno alla 01:00 di mattina del lunedì 21 ottobre.</p>
<p>“I carabinieri, secondo la denuncia dell&#8217;INDH, li hanno accusati di rubare, nonostante due degli adulti dicessero che camminavano verso la casa della nonna del minorenne per andare a prenderlo. Mentre erano trasferiti fino alla 23ª Commissariato di Peñalolén la polizia ha arrestato un quarto individuo. In questo commissariato, dice la denuncia, tutti i detenuti, compreso l&#8217;adolescente di 14 anni, sono stati sottomessi a torture”, segnala il quotidiano.</p>
<p><span style="color: #ff0000">“Appesi con le manette”</span></p>
<p>L&#8217;azione legale interposta dall&#8217;INDH si riferisce, in questo punto, al fatto che “i detenuti sono stati crocifissi alla struttura metallica dell&#8217;antenna del Commissariato, appendendoli con le manette”, per poi colpirli e spruzzarli con gas al peperoncino.</p>
<p>L&#8217;Istituto ha informato in Twitter che, davanti alla denuncia per torture, il 13º Tribunale di Garanzia di Santiago ha dettato una “proibizione di avvicinamento” per i funzionari del 23ª Commissariato di Peñalolén rispetto ai detenuti.</p>
<p>Questi, rimarca, sono stati “detenuti ed ammanettati ad una struttura metallica di un’antenna del recinto della polizia, lasciandoli appesi con le manette, all&#8217;alba del 21 ottobre 2019.”</p>
<p>Inoltre l&#8217;INDH ha denunciato, attraverso il suo sito web, che in un altro commissariato del comune, “in specifico nel 43º Commissariato dei Carabinieri di Peñalolén, due procuratori dei diritti umani sono stati aggrediti fisicamente e verbalmente, per intimorirli e spaventarli.”</p>
<p>L&#8217;Istituto ha disponibile nel suo sito web un formulario affinché le persone che hanno sofferto trattamenti illegittimi da parte degli agenti dello stato durante le attuali proteste sociali realizzino le loro denunce in modo formale.</p>
<p>da Cooperativa</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Democrazia alla cilena: 25 detenuti in manifestazione contro Pinochet</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jun 2012 00:11:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La polizia cilena fermò domenica 25 persone che si manifestavano contro l'ex dittatore Augusto Pinochet (1973-1990) in mezzo ad un evento celebrato dai sostenitori dell'ex presidente con l'obiettivo di rendergli omaggio. Al meno 3.000 detrattori di Pinochet si riunirono di fronte al teatro Caupolican, nel quale era previsto esibire il documentario “Pinochet” del fautore Ignacio Zegers, per ostacolare l'entrata dei partecipanti all'evento e dopo esprimere il loro ripudio all'ex dittatore con il grido di “Assassino.”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4779" src="/files/2012/06/chile-democratico.jpg" alt="" width="359" height="289" />La polizia cilena fermò domenica 25 persone che si manifestavano contro l&#8217;ex dittatore Augusto Pinochet (1973-1990) in mezzo ad un evento celebrato dai sostenitori dell&#8217;ex presidente con l&#8217;obiettivo di rendergli omaggio. </strong></p>
<p>Al meno 3.000 detrattori di Pinochet si riunirono di fronte al teatro Caupolican, nel quale era previsto esibire il documentario “Pinochet” del fautore Ignacio Zegers, per ostacolare l&#8217;entrata dei partecipanti all&#8217;evento e dopo esprimere il loro ripudio all&#8217;ex dittatore con il grido di “Assassino.”</p>
<p>L&#8217;Intendenza (governo) di Santiago informò inoltre che circa 16 persone sono risultate ferite, tra questi reporter e poliziotti, dopo che 500 carabinieri hanno represso con gas lacrimogeni e getti d’acqua la manifestazione.</p>
<p>“E’ accaduto il paradosso, che nessuno capisce. Hanno difeso gli apologisti del genocidio, del terrorismo; e si attaccò la popolazione civile che andava a lottare per costruire un paese che abbia nel centro i Diritti Umani” denunciò la presidentessa del gruppo dei Familiari dei Detenuti Scomparsi (AFDD), Lorena Pizarro, che ha diretto le proteste in rifiuto all&#8217;ex dittatore.</p>
<p>“Questo è l&#8217;atto dei genocidi, dei violentatori dei diritti umani” ha dichiarato Pizarro.</p>
<p>All&#8217;evento celebrato in omaggio al morto ex dittatore cileno c’erano personaggi come Miguel Mendez, nipote di Blas Piñar, quello che è stato ministro dell&#8217;ex dittatore spagnolo, Francisco Franco; nonostante, nessun politico della destra governante cilena che appoggiò la dittatura, era presente.</p>
<p>L&#8217;attuale portavoce del Governo del presidente Sebastian Piñera, Andres Chadwick, che ha occupato la carica di presidente della Federazione degli Studenti dell&#8217;Università Cattolica durante la dittatura del Cile, indicò domenica in un&#8217;intervista teletrasmessa di essere pentito di avere appoggiato la dittatura.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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