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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Cancion de Barrio</title>
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		<title>Silvio Rodriguez porta la sua musica dal cinema nuovamente ai quartieri</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2014 01:07:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cancion de Barrio]]></category>
		<category><![CDATA[concerti nei quartieri]]></category>
		<category><![CDATA[marginalità]]></category>
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		<description><![CDATA[Il cantautore cubano Silvio Rodriguez ha annunciato oggi la ripresa dei suoi concerti nei quartieri marginali del paese, un progetto portato al cinema in un documentario appena uscito. La comunità San Antonio, in Artemisia, e la piazza di Santa Amalia, nel quartiere Arroyo Naranjo a L'Avana, saranno gli scenari scelti dall'autore di “Ojalá” per riprendere il suo cosiddetto “tour senza fine”, iniziato quattro anni fa a La Corbata. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8081" alt="" src="/files/2014/08/silvio-frank-nicaro-A.jpg" width="580" height="330" />Il cantautore cubano Silvio Rodriguez ha annunciato oggi la ripresa dei suoi concerti nei quartieri marginali del paese, un progetto portato al cinema in un documentario appena uscito.</strong></p>
<p>La comunità San Antonio, in Artemisia, e la piazza di Santa Amalia, nel quartiere Arroyo Naranjo a L&#8217;Avana, saranno gli scenari scelti dall&#8217;autore di “Ojalá” per riprendere il suo cosiddetto “tour senza fine”, iniziato quattro anni fa a La Corbata.</p>
<p>In questo modo, con quest&#8217;iniziativa, raggiungerà i 60 concerti, i cui due primi anni sono stati raccontati dal regista Alejandro Ramirez nel suo documentario “Cancion de Barrio”, presentato ieri nel cinema Chaplin nella capitale cubana.</p>
<p>Il materiale è stato lungamente applaudito, soprattutto perché è riuscito a catturare le sensazioni della gente dei quartieri marginali, vera protagonista del video, che si sentiva felice di avere Silvio suonando solo per loro.</p>
<p>Il documentario copre due anni e 34 concerti, dal 9 settembre 2010 fino al 9 settembre 2012, e tra le sue virtù c’è la scoperta di un&#8217;Avana che sembra essere nascosta, ma che è lì, ogni giorno.</p>
<p>Registi come Fernando Perez ed Eduardo del Llano hanno elogiato il documentario, in particolare il modo in cui dà un nuovo significato a canzoni che rappresentano molto per generazioni di cubani.</p>
<p>“La gente può dirmi che gli piace, che è ben riuscito, e che ho fatto un documentario importante per questo momento, e questo significa molto per me”, ha detto Ramirez dopo la prima.</p>
<p>In una conversazione precedente con Prensa Latina, il giovane regista ha confessato che almeno sperava un impatto sociale, per evitare che questi quartieri ricadano nuovamente nell&#8217;oblio.</p>
<p>“C’era l&#8217;intenzione di dare seguito a questi concerti, ma non ha funzionato. Speriamo che il documentario aiuti a continuare a ricordare questa gente”, ha detto.</p>
<p>Il documentarista ha spiegato che un&#8217;impresa come questa comporta sforzo, risorse, ma soprattutto una volontà che altri fattori, artistici ed istituzionali, non hanno avuto.</p>
<p>Tuttavia, il fatto che il trovatore abbia scelto quartieri come Pogolotti o La Corea per cantare la sua poesia ha avuto un impatto non solo nella spiritualità dei loro abitanti, ma nel loro ambiente sociale.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>“Cancion de Barrio”, questo giovedì</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Aug 2014 23:34:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Alejandro Ramirez Anderson]]></category>
		<category><![CDATA[Cancion de Barrio]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Rodriguez]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì a L'Avana ci sarà la prima del documentario “Cancion de Barrio” (canzoni di quartiere), del direttore Alejandro Ramirez Anderson, che ha accompagnato con una piccola squadra di riprese 38 concerti di Silvio Rodriguez nello stesso numero di quartieri poveri di Cuba. “Non è sempre la stessa cosa”, dice Alejandro, che reagisce di fronte all'idea della tipica registrazione dei concerti con il gruppo in diretta. Silvio Rodriguez fa parte dell'educazione sentimentale di più di una generazione urbana a Cuba ed in America Latina, ed ognuna delle sue presentazioni sono un fenomeno di massa, ma in “Cancion de Barrio il primo piano è nelle cause che hanno motivato questa tournée nei luoghi più deteriorati dell'Isola.”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_8076" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-8076" alt="Silvio Rodriguez" src="/files/2014/08/silvio-rodriguez.jpg" width="580" height="870" /><p class="wp-caption-text">Silvio Rodriguez</p></div>
<p><strong>Giovedì a L&#8217;Avana ci sarà la prima del documentario “Cancion de Barrio” (canzoni di quartiere), del direttore Alejandro Ramirez Anderson, che ha accompagnato con una piccola squadra di riprese 38 concerti di Silvio Rodriguez nello stesso numero di quartieri poveri di Cuba.</strong></p>
<p>“Non è sempre la stessa cosa”, dice Alejandro, che reagisce di fronte all&#8217;idea della tipica registrazione dei concerti con il gruppo in diretta. Silvio Rodriguez fa parte dell&#8217;educazione sentimentale di più di una generazione urbana a Cuba ed in America Latina, ed ognuna delle sue presentazioni sono un fenomeno di massa, ma in “Cancion de Barrio il primo piano è nelle cause che hanno motivato questa tournée nei luoghi più deteriorati dell&#8217;Isola.”</p>
<p>In mezzo ad un cambiamento di regole del gioco nell&#8217;economia cubana dove a volte sembra che l’unico che sia importante è il denaro contante e sonante, la filosofia di portare la cultura alla porta dei più necessitati senza nessun costo per il pubblico, è il leitmotiv di questi concerti di Silvio Rodriguez, che sono stati il seguito a quelli fatti nelle prigioni del paese ed ad altri, nelle principali piazze di Cuba, che lui ha chiamato “Tournée per la Patria.”</p>
<p>L&#8217;attuale stagione dura già da quattro anni. Il documentario registra i due primi anni ed Alejandro lavora in una seconda parte, e ci sarà probabilmente una terza. Silvio ha chiamato questa “la tournée interminabile” che non si svolge “in solitudine”, perché intervengono abitualmente alcuni degli interpreti più famosi dell&#8217;Isola, “senza protocolli, senza saloni Vip, senza balconi esclusivi, senza presidenze”. La pedana dei musicisti funziona in realtà come se arrivassero una sedia ed una chitarra nella sala delle case più precarie della nazione, al lato di strade molte volte senza asfaltare e senza fognatura, tra gli stendibiancheria pieni di vestiti e l&#8217;odore dei fagioli che si cucinano nel pomeriggio, quando cade il sole, orario abituale di questi concerti.</p>
<p>Questo è il contesto del primo documentario di Alejandro, messicano di nascita, cubano per adozione e guatemalteco per le sue radici e la sua militanza –è il figlio dello scomparso Comandante Rolando Moran, leader dell&#8217;Esercito Guerrigliero dei Poveri (EGP). La sua filmografia anteriore è coerente con quello che espone nel suo nuovo film: la lotta per la sopravvivenza, la dignità dei più umili, la lite quotidiana di fronte alle carenze materiali, la voce popolare che espone l&#8217;attenzione (o disattenzione) delle istituzioni in temi di prima necessità fisica e spirituale della gente.</p>
<p>Per questo motivo, questa è l&#8217;estetica eletta. “Cancion de Barrio è linguaggio documentale duro e puro. Non c&#8217;è nessuna luce sistemata in funzione della videocamera; non ci sono strumenti, né trucchi; non c&#8217;è una sola sequenza preparata in anticipo”, ammette Alejandro. Alla maniera di Rossellini, “le cose stanno lì, per quale motivo manipolarle?.”</p>
<p>Come direttore ammette che quello che più lo ha colpito è scoprire che “la poesia di Silvio è nell&#8217;immaginario del popolo. Abitualmente uno fa riferimento alle sue canzoni all’ambiente universitario, con gli spazi della sinistra latinoamericana. All&#8217;improvviso vedere una signora con bigodini nella porta della sua casa cantando ‘La Era está pariendo un corazon’ senza contenere le lacrime…ti dice molto.”</p>
<p>Il documentario che avrà la sua premier nella Cineteca di Cuba, a L&#8217;Avana, si presenta nel bel mezzo di un dibattito sul destino degli Studi Abdala, fondato con gli auspici di Silvio Rodriguez e l&#8217;appoggio del leader della Rivoluzione, Fidel Castro, nel 1998. Denunciando che gli studi di registrazione avevano sofferto un secondo taglio all’elettricità “per mancanza di pagamento” mentre i musicisti stavano lavorando, Silvio non ha avuto peli sulla lingua a dire che l&#8217;istituzione era ostaggio della burocrazia ed Abdala “agonizza con la compiacenza di molti funzionari… Sembra ‘un piano del nemico &#8216;, ma non è la CIA”, ha aggiunto.</p>
<p>Scrivendo questa nota, il cantautore condivideva dettagli di una riunione che ha sostenuto questo lunedì con le autorità e che ha considerato come “molto soddisfacente”: “Apportai gli elementi che ho e le mie idee al riguardo. Faranno un&#8217;analisi sulla situazione degli Studi e si prenderanno le misure che corrispondano in questo caso. Incominciando a definire dove sono e verso dove si dirigono. Sono ottimista e ringrazio molto, molto (ma molto) tutte le dimostrazioni di appoggio e solidarietà con gli studi Abdala e con la Cuba che li ha costruiti e li difende.”</p>
<p>di Rosa Miriam Elizalde</p>
<p>foto di Alejandro Ramirez Anderson</p>
<p>da La Jornada</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&amp;v=IpM0s6s6exs" >trailer di Cancion de Barrio</a></p>
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