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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; cambiamento climatico</title>
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		<title>La morte di mille milioni di animali: il doloroso costo degli incendi in Australia</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jan 2020 02:28:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I voraci incendi che colpiscono Australia dall'anno scorso avrebbero potuto lasciare una cifra di mille milioni di animali morti, secondo i dati del professore Chris Dickman, della Facoltà di Scienze dell'Università di Sydney. Nei giorni scorsi, l'accademico ha calcolato che 480 milioni di animali hanno perso la vita a causa dei fuochi forestali che stanno succedendo nel paese del continente dell'Oceania, ma ora ha aggiornato la sua cifra poiché gli incendi continuano ed hanno ampliato la loro portata.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11286" alt="koala-se-salva-de-incendio-807336-1-580x325" src="/files/2020/01/koala-se-salva-de-incendio-807336-1-580x325.jpg" width="580" height="325" />I voraci incendi che colpiscono Australia dall&#8217;anno scorso avrebbero potuto lasciare una cifra di mille milioni di animali morti, secondo i dati del professore Chris Dickman, della Facoltà di Scienze dell&#8217;Università di Sydney.  </strong></p>
<p>Nei giorni scorsi, l&#8217;accademico ha calcolato che 480 milioni di animali hanno perso la vita a causa dei fuochi forestali che stanno succedendo nel paese del continente dell&#8217;Oceania, ma ora ha aggiornato la sua cifra poiché gli incendi continuano ed hanno ampliato la loro portata.</p>
<p>Le autorità australiane stimano che si sono persi più di 10 milioni di ettari, l&#8217;equivalente alla superficie dell&#8217;Austria, e sono già 26 le persone decedute per gli incendi.</p>
<p>Il professore Dickman ha detto di avere corretto il suo dato degli animali che hanno perso la vita negli incendi nel Nuovo Galles del Sud, ed ha incrementato il dato ad oltre 800 milioni, mentre a livello nazionale la somma arriverebbe ai mille milioni di animali morti.</p>
<p>“Credo che non ci sia niente per poter paragonare la devastazione che sta succedendo tanto rapidamente in un&#8217;area tanto grande. È un evento mostruoso in termini di geografia e la quantità di animali colpiti”, ha detto Dickman.</p>
<p>“Sappiamo che la biodiversità australiana è diminuita nelle ultime decadi, e probabilmente si sa che Australia ha il tasso di estinzione di mammiferi più alta del mondo. Sono eventi come questi quelli che possono accelerare il processo di estinzione per una varietà di altre specie”, ha segnalato l&#8217;accademico.</p>
<p>La ministra dell’ecosistema, Sussan Ley, ha dichiarato sabato scorso che probabilmente è morta fino al 30% della popolazione di koala nella costa nord del Nuovo Galles del Sud.</p>
<p>“Col tipo di incendi di movimento rapido che abbiamo sperimentato, i koala non hanno realmente la capacità per muoversi sufficientemente in fretta per poter scappare”, ha detto il professore Dickman.</p>
<p>da TeleSur/ Cubadebate</p>
<p>foto: The Hub</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Noam Chomsky allerta sulle sfide per costruire democrazie solidarie</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jul 2017 00:10:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'accademico statunitense Noam Chomsky affermò oggi a Montevideo che l'umanità vive un'epoca molto strana, dopo far notare che esiste quella che chiamò “la tempesta perfetta”. Questo è ''un periodo molto speciale della storia dell’umanità”, assicurò il famoso linguista nella conferenza “Le sfide per costruire democrazie solidali”, organizzata dalla fondazione Liber Seregni ed incorniciata nel ciclo di dibattiti “Che cosa significa essere di sinistra nel secolo XXI?”.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10097" alt="noam-chomsky-580x330" src="/files/2017/07/noam-chomsky-580x330.jpg" width="580" height="330" />L&#8217;accademico statunitense Noam Chomsky affermò oggi a Montevideo che l&#8217;umanità vive un&#8217;epoca molto strana, dopo far notare che esiste quella che chiamò “la tempesta perfetta”. Questo è &#8221;un periodo molto speciale della storia dell’umanità”, assicurò il famoso linguista nella conferenza “Le sfide per costruire democrazie solidali”, organizzata dalla fondazione Liber Seregni ed incorniciata nel ciclo di dibattiti “Che cosa significa essere di sinistra nel secolo XXI?”.  </strong></p>
<p>Chomsky segnalò che appena pochi anni fa gli uomini costruirono due macchine di distruzione che sono un pericolo per la vita: le armi nucleari e la catastrofe ambientale, delle quali “ne esistono molte, di queste macchine, aspettando di distruggerci”.</p>
<p>Ha osservato che dentro gli esiti, le forze dominanti della società globale istituirono politiche che erodono in maniera sistematica la migliore linea di difesa contro l&#8217;autodistruzione.</p>
<p>In riferimento, disse, che l&#8217;intelligenza umana ha creato “la tempesta perfetta” che se continua come esperimento umano, probabilmente, la nostra specie non sopravviverà per molto tempo.</p>
<p>Rimarcò che la migliore difesa contro questo disastro imminente sarebbe una “democrazia funzionale”, nella quale cittadini informati e coinvolti, si uniscano per così potere sviluppare dei mezzi che possano superare questa minaccia.</p>
<p>L&#8217;anche professore e filosofo statunitense assicurò che le politiche neoliberali potenziarono questa minaccia ed in qualche modo queste stesse politiche “escludono la popolazione in generale di partecipare al processo di creazione delle politiche”.</p>
<p>Commentò che questo processo ha promosso una concentrazione della ricchezza ed anche del potere politico ed è “una maniera di inquinare le istituzioni”, che potrebbero essere responsabili e potrebbero dare risposte alla volontà del pubblico generale; invece, in questo modo, diminuisce la democrazia reale, ha affermato.</p>
<p>Consociata con questa erosione della democrazia, commentò, si produce anche un attacco all&#8217;apparato di regolazione che potrebbe mitigare in qualche modo le minacce, ed ha osservato che tutto questo “si vive in una maniera molto drammatica” nel paese più poderoso del mondo.</p>
<p>Chomsky citò il bollettino degli scienziati atomici del marzo scorso, sui programmi di modernizzazione nucleare iniziati dal presidente Barack Obama e continuati dal suo successore Donald Trump.</p>
<p>In questo senso, espresse che nei bollettini si denuncia che la modernizzazione nucleare degli Stati Uniti “sta facendo barcollare la stabilità strategica dalla quale dipendiamo per sopravvivere”.</p>
<p>Sulla base del documento, sottolineò che la modernizzazione attuale di questi programmi “include tecnologie rivoluzionarie che aumentano in maniera esagerata la capacità degli arsenali di missili balistici degli Stati Uniti”.</p>
<p>Riferendosi al riscaldamento globale affermò che chiunque può rendersi conto che “i pericoli sono enormi ed imminenti” e si domandò come possiamo reagire davanti a tutto ciò.</p>
<p>Nella sua conferenza di quasi un&#8217;ora, nella quale è stato accompagnato dall&#8217;ex mandatario Josè Mujica e dal presidente del Fronte Ampio, Javier Miranda, Chomsky menzionò gli sforzi della comunità mondiale per resistere agli effetti del cambiamento climatico ed i passi del suo paese in questo senso.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Venezia potrebbe rimanere seppellita sotto le acque a causa del cambiamento climatico</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Mar 2017 01:34:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venezia ed il cambiamento climatico non vanno d'accordo. Essenzialmente, perché c'è spazio solo per uno dei due. Nemici naturali, coinvolti in una guerra che già è stata condannata. Secondo un nuovo lavoro sul cambiamento climatico realizzato dall'Agenzia Nazionale Italiana per la Nuova Tecnologia, l'Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA), la città dei canali sarà inondata completamente agli inizi del prossimo secolo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9834" alt="Venecia" src="/files/2017/03/Venecia.jpg" width="580" height="330" />Venezia ed il cambiamento climatico non vanno d&#8217;accordo. Essenzialmente, perché c&#8217;è spazio solo per uno dei due. Nemici naturali, coinvolti in una guerra che già è stata condannata. Secondo un nuovo lavoro sul cambiamento climatico realizzato dall&#8217;Agenzia Nazionale Italiana per la Nuova Tecnologia, l&#8217;Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile (ENEA), la città dei canali sarà inondata completamente agli inizi del prossimo secolo.</strong></p>
<p>La cosa certa è che Venezia sta lottando da secoli contro l&#8217;acqua, dato che il fenomeno delle maree alte è una minaccia costante. Ma questa volta si tratta della sua fine, sottolinea lo studio, secondo il quale si aspetta un aumento di 140 centimetri del livello del mare nel Mediterraneo nel prossimo secolo.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Possiamo ancora evitarlo  </span></p>
<p>Questo aumento del livello del mare significherà l&#8217;inondazione di circa 300 chilometri di costa tra il nord dell&#8217;Adriatico e l&#8217;ovest dell&#8217;Italia, per questo, inevitabilmente, la città veneziana rimarrebbe seppellita sotto le acque.</p>
<p>La diagnosi presuppone che il cambiamento climatico continui ad avanzare come lo sta facendo adesso, perciò devono anche aumentare le misure di contenimento attuali, ed è per questo che potremmo impedirlo, se si agisce urgentemente ed efficacemente, implementando i metodi di difesa contro il cambiamento climatico.</p>
<p>La prima premessa dipende dalla volontà politica per investire nella ricerca, e dalla possibilità di implementare le possibili invenzioni.</p>
<p>Inoltre, altre città o paesi che sono in situazioni simili, come Olanda, potrebbero avanzare in questo senso, chissà congiuntamente, perché il disgelo provoca un aumento del livello del mare in molte zone costiere.</p>
<p>Infine, il fatto di dipendere dall&#8217;azione globale per ottenere risultati seri, nel secondo dei requisiti, è molto scoraggiante. Se il mondo non si convince di attuare rapidamente, fermare il cambiamento climatico continuerà ad essere un&#8217;utopia.</p>
<p>(Preso da Eco Portal)</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Col 25% del cibo sprecato si potrebbe eliminare la fame nel pianeta</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2015 23:18:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Solo col 25% degli alimenti che si sprecano si salverebbe la vita di circa 795 milioni di persone che sono in pericolo di morte per denutrizione, e perfino basterebbe per coprire le necessità dei più di 870 milioni che soffrono la fame, secondo una relazione dell'Organizzazione per l'Agricoltura e l'Alimentazione delle Nazioni Unite (FAO).]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8850" alt="" src="/files/2015/08/basura-alimentos.jpg" width="580" height="330" />Solo col 25% degli alimenti che si sprecano si salverebbe la vita di circa 795 milioni di persone che sono in pericolo di morte per denutrizione, e perfino basterebbe per coprire le necessità dei più di 870 milioni che soffrono la fame, secondo una relazione dell&#8217;Organizzazione per l&#8217;Agricoltura e l&#8217;Alimentazione delle Nazioni Unite (FAO).  </strong></p>
<p>L&#8217;ONU è incapace di estrarre qualsiasi aspetto positivo dagli sprechi di cibo che non solo è uno dei principali fattori di insicurezza alimentare; è anche responsabile di generare gravi effetti contro il cambiamento climatico ed è conseguenza e simbolo dell&#8217;inefficacia dei sistemi di distribuzione e consumazione nel primo e nel terzo mondo.</p>
<p>Ambedue condividono cifre simili in quello che si riferisce a quello buttato via negli alimenti: i paesi industrializzati buttano annualmente 670 milioni di tonnellate di cibo contro i 630 dei paesi in via di sviluppo. Buttano via quasi la metà della frutta e dei vegetali (50%), seguiti dal pesce (35%), dai cereali (30%) e dalla carne (un 20%).</p>
<p>Nonostante esistano i dati, ciò non impedisce che i paesi ricchi continuino a sprecare quasi tanto cibo (222 milioni di tonnellate) come la produzione intera dell&#8217;Africa sottosahariana (230 milioni di tonnellate), per non menzionare la differenza esistente nel comportamento individuale. Un residente di un paese ricco può buttare tra 95 e 115 chili di cibo all&#8217;anno. Nell&#8217;Africa sottosahariana e nel sudest dell’Asia, questa quantità è solo tra 6 e 11 chili.</p>
<p>Il futuro non offre altro che allarmi. Le stime indicano che la produzione alimentare nel 2050 dovrà essere un 60% maggiore che quella del 2005 per coprire le necessità dei 9.600 milioni di persone che vivranno nel pianeta in quell&#8217;anno, e la complessità dei sistemi di distribuzione di alimenti, invece di alleviare il problema, hanno ottenuto solo che si manifesti in modi tanto vari come difficili da combattere.</p>
<p>Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda sono i paesi più negligenti nel momento di sprecare il cibo. Tra tutti loro buttano il 39% del cibo che comprano, seguiti dall&#8217;Europa che lancia nella discarica il 31% degli alimenti acquisiti.</p>
<p>Differenza tra “perdita” e “sprechi”</p>
<p>La “perdita di cibo” non è intenzionale, ed è un fenomeno caratteristico dei paesi in via di sviluppo. Si deve a deficienze di equipaggiamento, trasporto ed infrastruttura. Tuttavia, gli “sprechi” di cibo, volontari, sono minimi.</p>
<p>La situazione è esattamente al contrario nei paesi ricchi, dove entrano in gioco altri fattori, orientati, o provenienti dal consumatore. “Grandi quantità di cibo”, osserva la FAO, si sprecano dovuto a certi standard di qualità esagerati sull&#8217;apparenza degli alimenti.”</p>
<p>A ciò bisogna aggiungere il consumo eccessivo che ci porta a comprare più cibo del che necessitiamo, e che dopo buttiamo quando termina la sua data di scadenza.</p>
<p>Danno ambientale</p>
<p>L&#8217;impatto ambientale tanto della perdita come degli sprechi di alimenti è molto elevato. Il totale di CO2 prodotto dal cibo eliminato è di 3,3 gigatonnellate. Per farsi un&#8217;idea, se il cibo sprecato o eliminato fosse un paese, sarebbe il terzo in emissione di gas inquinanti del mondo, solo dietro agli Stati Uniti ed alla Cina.</p>
<p>Ancora di più: l&#8217;essere umano usa circa 1.400 milioni di ettari (un 30% del terreno agricolo esistente) per coltivare alimenti che non arrivano mai a consumarsi. La cifra si precipita nell&#8217;uso di acqua potabile: sprechiamo più acqua per coltivare alimenti che non mangiamo mai che quella che possono usare in tutto un anno giganti come India o Cina.</p>
<p>“Il cambiamento climatico è connesso, al di sopra di tutto, con lo squilibrio tra la nostra economia di produzione e consumo e la capacità di sostentamento che offre il pianeta”, spiega a The Guardian, Robert van Otterdijk, coordinatore del programma per il risparmio di alimenti della FAO.</p>
<p>“La produzione di cibo è uno dei maggiori settori produttivi del mondo, e se un terzo di tutto questo si produce in vano, immaginino l&#8217;effetto che può avere nelle risorse naturali, nella terra, nell&#8217;acqua, nell&#8217;energia e nei gas che provocano l’effetto serra”.</p>
<p>con informazioni di Europa Press</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Reuters</p>
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		<title>Centinaia di attivisti in digiuno volontario nel Vertice sul clima</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Nov 2013 23:14:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Vertice delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP19) transita oggi per il suo secondo giorno di lavoro con una singolare caratteristica, il digiuno di centinaia di attivisti di organizzazioni non governative. Tra i partecipanti c’è Wael Hmaidan, presidente della Rete Internazionale del Clima, che ha manifestato alla stampa che organizzazioni assenti nella COP si uniranno al digiuno volontario, e magari lo faranno anche altre persone conosciute.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_7294" style="width: 480px" class="wp-caption alignleft"><img src="/files/2013/11/Wael.jpg" alt="Wael Hmaidan" width="480" height="360" class="size-full wp-image-7294" /><p class="wp-caption-text">Wael Hmaidan</p></div><strong>Il Vertice delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP19) transita oggi per il suo secondo giorno di lavoro con una singolare caratteristica, il digiuno di centinaia di attivisti di organizzazioni non governative.  </strong></p>
<p>Tra i partecipanti c’è Wael Hmaidan, presidente della Rete Internazionale del Clima, che ha manifestato alla stampa che organizzazioni assenti nella COP si uniranno al digiuno volontario, e magari lo faranno anche altre persone conosciute.  </p>
<p>Il fatto ha luogo in solidarietà con Naderev Saño, delegato per le Filippine che nella sessione inaugurale dell&#8217;evento si è dichiarato in sciopero della fame fino a che termini la riunione e si decidano azioni concrete nella lotta contro il cambiamento climatico.  </p>
<p>Mi sento contento per la dimostrazione di solidarietà della società civile, di tutto il mondo, specialmente della gente giovane, ha detto Saño.  </p>
<p>Inoltre, ha risaltato l&#8217;urgente necessità di iniziare misure concrete contro il riscaldamento globale per evitare la proliferazione di disastri naturali.  </p>
<p>Le Filippine sono appena state colpite da un super tifone categoria cinque che ha distrutto paesi interi e si stimano in più di 10 mila le persone decedute per questa causa.  </p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi  </p>
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		<title>Presentano indice di rischio climatico nel Vertice delle Nazioni Unite</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Nov 2013 23:08:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Migliaia di persone hanno perso la vita nel 2012 ed i danni materiali sono stati incalcolabili in gran quantità di nazioni che hanno sofferto i colpi dei fenomeni meteorologici estremi, hanno affermato gli esperti che partecipano oggi al Vertice del Clima a Varsavia. Tifoni ed onde di calore, siccità ed inondazioni, hanno provocato abbondanti danni in paesi come Haiti, Filippine e Pakistan, i più colpiti da questi eventi, secondo l'indice del rischio climatico mondiale presentato nella riunione, inaugurata ieri.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-7290" alt="" src="/files/2013/11/COP19.jpg" width="469" height="335" /><strong>Migliaia di persone hanno perso la vita nel 2012 ed i danni materiali sono stati incalcolabili in gran quantità di nazioni che hanno sofferto i colpi dei fenomeni meteorologici estremi, hanno affermato gli esperti che partecipano oggi al Vertice del Clima a Varsavia. </strong></p>
<p>Tifoni ed onde di calore, siccità ed inondazioni, hanno provocato abbondanti danni in paesi come Haiti, Filippine e Pakistan, i più colpiti da questi eventi, secondo l&#8217;indice del rischio climatico mondiale presentato nella riunione, inaugurata ieri.</p>
<p>Tra gli Stati specialmente vulnerabili tra il 1993 ed il 2012, appaiono Honduras, Myanmar, Haiti, Nicaragua, Bangladesh, Vietnam, Filippine, Repubblica Dominicana, Mongolia e Guatemala.</p>
<p>La relazione, elaborata dall&#8217;organizzazione Germanwatch, segnala anche che Stati insulari del Pacifico meridionale come Fiji o Samoa, si trovano tra i più colpiti dai temporali e da altri fenomeni. Inoltre alcuni paesi dell&#8217;Europa, come Russia e Serbia si sommano alla lista del rischio climatico.</p>
<p>La conferenza di Varsavia è un&#8217;opportunità affinché i paesi industrializzati ricomincino a fornire l&#8217;aiuto finanziario alle nazioni in via di sviluppo, in questione a quelli colpiti da catastrofi climatiche. Solo così potrebbero finanziarsi gli adattamenti necessari, riferisce l&#8217;organizzazione.</p>
<p>Il Vertice delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP19), è cominciato questo lunedì nella capitale polacca segnata dalla tragedia che soffre il popolo filippino, colpito da un super tifone che ha causato la morte di almeno 10 mila persone.</p>
<p>Vari tumulti hanno avuto luogo nella giornata, quando gruppi di persone hanno lanciato pietre e bengala ed hanno cercato di accedere all&#8217;edificio dove si trova l&#8217;ambasciata russa. La polizia ha dovuto sloggiare i manifestanti.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>L’alleanza Egualitaria</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Mar 2011 20:43:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[All’imbrunire di sabato 19, dopo un copioso banchetto, i leader della NATO hanno ordinato l’attacco contro la Libia. Naturalmente, non poteva succedere nulla senza che gli Stati Uniti reclamassero il loro irrinunciabile ruolo di capo supremo. Dal posto di comando europeo di quell’istituzione, un ufficiale superiore ha annunciato l’inizio di “Odissey Dawn”.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>All’imbrunire di sabato 19, dopo un copioso banchetto, i leader della NATO hanno ordinato l’attacco contro la Libia.</p>
<p>Naturalmente, non poteva succedere nulla senza che gli Stati Uniti reclamassero il loro irrinunciabile ruolo di capo supremo. Dal posto di comando europeo di quell’istituzione, un ufficiale superiore ha annunciato l’inizio di “Odissey Dawn”.</p>
<p>L’opinione pubblica mondiale era commossa dalla tragedia del Giappone. Il numero di vittime del terremoto, dello tsunami e dell’incidente nucleare non ha cessato di crescere. Sono già decine di migliaia le persone morte, scomparse e colpite dalla radiazioni. Crescerà considerevolmente anche la resistenza all’uso dell’energia nucleare.</p>
<p>Il mondo sta soffrendo inoltre le conseguenze del cambiamento climatico; scarseggiano gli alimenti ed aumenta il loro prezzo, mentre crescono le spese militari e lo spreco delle risorse naturali ed umane. Una guerra era la cosa più inopportuna che poteva accadere in questi frangenti.</p>
<p>La visita di Obama in America Latina è passata in secondo piano, quasi nessuno s’occupa del tema. In Brasile si sono resi evidenti le contraddizioni d’interessi tra gli Stati Uniti e quel fraterno paese.</p>
<p>Non ci si può dimenticare che Rio de Janeiro ha conteso a Chicago l’assegnazione della sede dei Giochi Olimpici del 2016.</p>
<p>Obama ha voluto ingraziarsi il gigante sudamericano. Ha parlato dello “straordinario sviluppo del Brasile”, che ha richiamato l’attenzione internazionale, ed ha elogiato la sua economia, definendola una delle più in rapida crescita nel mondo, ma non si è benché minimamente impegnato nel sostenere il Brasile come membro permanente del privilegiato Consiglio di Sicurezza.</p>
<p>La Presidentessa brasiliana non ha esitato nell’esprimere il suo dissenso nei confronti delle misure protezionistiche degli Stati Uniti verso il Brasile, applicate con tariffe e sussidi che hanno costituito un forte ostacolo all’economia del paese.</p>
<p>Lo scrittore argentino Atilio Boron afferma che ad Obama “… ciò che […] più gli interessa nella sua veste d’amministratore dell’impero è di progredire nel controllo dell’Amazzonia. Requisito principale di questo progetto è ostacolare, siccome non la può fermare, la crescente coordinazione ed integrazione politica ed economica in corso nella regione, così importanti nel naufragio dell’Alca nel 2005 e nel frustrare la cospirazione secessionista e golpista in Bolivia (2008) ed Ecuador (2010). Deve cercare anche di seminare la discordia tra i governi più radicali della regione (Cuba, Venezuela, Bolivia ed Ecuador) ed i governi ‘progressisti’ &#8211; principalmente Brasile, Argentina ed Uruguay…”</p>
<p>“Per i più audaci strateghi statunitensi il bacino amazzonico, come l’Antartide, è un’area di libero accesso in cui non si riconoscono sovranità nazionali…”</p>
<p>Domani Obama si trasferisce in Cile. Arriverà preceduto da un’intervista concessa al quotidiano <em>El Mercurio</em>, pubblicata questa domenica, in cui confessa che il “Discorso per le Americhe — così lo qualifica — si fonda su una “alleanza egualitaria” con l’America Latina, che quasi ci lascia senza fiato ricordando “L’Alleanza per il Progresso” che precedette la spedizione mercenaria di Playa Girón.</p>
<p>Confessa testualmente: “La nostra visione per l’emisfero […] si fonda sul concetto d’alleanza egualitaria che ho perseguito sin da quando ho assunto la Presidenza degli Stati Uniti.”</p>
<p>“‘Mi focalizzerò, inoltre, sulle specifiche aeree in cui possiamo lavorare insieme, come la crescita economica, l’energia, la sicurezza cittadina ed i diritti umani’&#8230;”</p>
<p>“Questa visione, ha puntualizzato, ha come obiettivo ‘migliorare la sicurezza comune, espandere le opportunità economiche, assicurare un futuro energetico pulito e sostenere i valori democratici che condividiamo’.“</p>
<p>“… promuovere un emisfero sicuro, stabile e prospero in cui gli Stati Uniti ed i nostri alleati condividano responsabilità nelle questioni chiave, sia a livello regionale che globale.”</p>
<p>Come si può apprezzare, tutto meravigliosamente bello, degno d’essere seppellito come i segreti di Reagan, per pubblicarlo tra 200 anni. Il problema è che, come informa l’agenzia DPA, in base al sondaggio effettuato dal quotidiano  <em>La Tercera</em> “… nel 2006 il 43 per cento della popolazione cilena rifiutava le centrali nucleari.”</p>
<p>“Due anni dopo il rifiuto è salito al 52 per cento e nel 2010 è arrivato al 74 per cento.” Oggi, dopo ciò che è successo in Giappone raggiunge “…l’86 per cento dei cileni…”</p>
<p>Mancherebbe solo di fare una domanda ad Obama. Prendendo in considerazione che uno dei suoi illustri predecessori, Richard Nixon, promosse il colpo di Stato e la morte eroica di Salvador Allende, le torture e l’assassinio di migliaia di persone, il signor Obama chiederà scusa al popolo cileno?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Fidel Castro Ruz</strong></p>
<p><strong>20 Marzo 2011</strong></p>
<p><strong>8 e 14 p.m.</strong></p>
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