<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Bolivia</title>
	<atom:link href="http://it.cubadebate.cu/tag/bolivia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://it.cubadebate.cu</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 14 Nov 2019 02:22:12 +0000</lastBuildDate>
	<language>es-ES</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX
	<item>
		<title>Senza quorum, Jeanine Añez si dichiara presidentessa di Bolivia</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/11/12/senza-quorum-jeanine-anez-si-dichiara-presidentessa-di-bolivia/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/11/12/senza-quorum-jeanine-anez-si-dichiara-presidentessa-di-bolivia/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Nov 2019 02:19:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[Evo Morales]]></category>
		<category><![CDATA[golpe di stato]]></category>
		<category><![CDATA[Jeanine Añez]]></category>
		<category><![CDATA[presidentessa autoproclamata]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[violenza dell'opposizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=11192</guid>
		<description><![CDATA[Senza contare sul quorum necessario, la senatrice di opposizione Jeanine Añez ha assunto oggi la presidenza della Camera Alta e si è dichiarata presidentessa interina di Bolivia, dopo il golpe di stato ad Evo Morales. Ma il gruppo del Movimento Al Socialismo (MAS) non era presente nella sessione, perché hanno chiesto garanzie per assistere, con lo scopo di lavorare in un'uscita costituzionale. Su molti di loro pesano minacce di morte ed altri non sono arrivati per i blocchi delle strade.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11193" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11193" alt="Jeanine Añez" src="/files/2019/11/SenadoraJeanineAnezBolivia.jpg" width="580" height="386" /><p class="wp-caption-text">Jeanine Añez</p></div>
<p><strong>Senza contare sul quorum necessario, la senatrice di opposizione Jeanine Añez ha assunto oggi la presidenza della Camera Alta e si è dichiarata presidentessa interina di Bolivia, dopo il golpe di stato ad Evo Morales.</strong></p>
<p>Ma il gruppo del Movimento Al Socialismo (MAS) non era presente nella sessione, perché hanno chiesto garanzie per assistere, con lo scopo di lavorare in un&#8217;uscita costituzionale. Su molti di loro pesano minacce di morte ed altri non sono arrivati per i blocchi delle strade.</p>
<p>Nonostante le irregolarità nel processo e la mancanza di quorum necessaria, la destra ha realizzato questo sopruso, secondo lei, a nome della pacificazione del paese.</p>
<p>In una sessione straordinaria, Añez ha usato l&#8217;articolo 170 della Costituzione come appoggio, davanti alla rinuncia degli addetti nella successione costituzionale, ha segnalato.</p>
<p>Ha anche detto che vuole convocare al più presto possibile le elezioni, senza anticipare in quanto tempo o la data.</p>
<p>Dopo, Añez, insieme a tutti i legislatori di opposizione, è andata nel vecchio Palacio Quemado, dove con la Bibbia in mano ha fatto un appello all&#8217;unità.</p>
<p>Nel suo breve messaggio, ha ringraziato la polizia e le forze armate per il loro accompagnamento, infatti entrambi sono stati gli organi chiave nella consumazione del golpe di stato di domenica contro Morales.</p>
<p>Al suo fianco si trovava il massimo rappresentante del Comitato Pro Santa Cruz, protagonista del golpe di stato, Luis Fernando Camacho, che ha annunciato che alla mezzanotte di oggi si svilupperà uno sciopero indefinito.</p>
<p>Settori sociali venuti dalla città de El Alto ed altri zone vicine alla capitale intanto protestavano a pochi isolati, gridando slogan contro quelli che avevano oltraggiato la wiphala (simbolo indigeno), respingendo l&#8217;auto-proclamazione di Añez, e sono stati perseguiti con gas lacrimogeni lanciati dai militari.</p>
<p>La situazione in Bolivia continua con molte domande, speculazioni su chi dirige veramente il blocco golpista, sulla crescita della Resistenza in un contesto dove i canali di informazione sono pochi. Risulta difficile sapere che cosa succede, sia nell&#8217;epicentro politico dei dibattiti, sia quello che succede in differenti zone di La Paz, di El Alto, e del paese, nelle zone più lontane, soprattutto le rurali.</p>
<p>Sono molti le denunce di morti, di repressioni, di umiliazioni, di torture, di persecuzioni, in un contesto golpista che ha scatenato un&#8217;ondata di violenza enorme, ancora prima di riuscire ad abbattere Morales, con gruppi di scontro armati, e che, una volta al potere, con o senza governo, mantiene la sua offensiva con l&#8217;obiettivo di decapitare il processo di cambiamento.</p>
<p>da Prensa Latina e TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/11/12/senza-quorum-jeanine-anez-si-dichiara-presidentessa-di-bolivia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il golpe in Bolivia: cinque punti importanti</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/11/11/il-golpe-bolivia-cinque-punti-importanti/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/11/11/il-golpe-bolivia-cinque-punti-importanti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2019 16:15:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[Evo Morales]]></category>
		<category><![CDATA[golpe di stato]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=11190</guid>
		<description><![CDATA[La tragedia boliviana insegna con eloquenza varie lezioni che i nostri popoli e le forze sociali e politiche popolari devono imparare e registrare nelle loro coscienze per sempre. Qui, una breve enumerazione, sulla marcia, e come preludio di un discorso più dettagliato nel futuro. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11191" alt="evo-morales-1" src="/files/2019/11/evo-morales-1.jpg" width="580" height="321" />La tragedia boliviana insegna con eloquenza varie lezioni che i nostri popoli e le forze sociali e politiche popolari devono imparare e registrare nelle loro coscienze per sempre.</strong></p>
<p>Qui, una breve enumerazione, sulla marcia, e come preludio di un discorso più dettagliato nel futuro.</p>
<p>In primo luogo, per quanto si regoli in modo esemplare l&#8217;economia, come l’ha fatto il governo di Evo, si garantisca crescita, ridistribuzione, flusso di investimenti e migliorino tutti gli indicativi macro e microeconomici, la destra e l&#8217;imperialismo non accetteranno mai un governo che non si metta al servizio dei suoi interessi.</p>
<p>Secondo punto, bisogna studiare i manuali pubblicati da diverse agenzie degli Stati Uniti e dai loro portavoci mascherati da accademici o giornalisti per potere percepire in tempo i segni dell&#8217;offensiva.</p>
<p>Invariabilmente questi scritti risaltano la necessità di spezzare la reputazione del leader popolare, quello che si chiama assassinio del personaggio nel gergo specializzato (character assasination) qualificandolo come ladro, corrotto, dittatore o ignorante.</p>
<p>Questo è il compito assegnato ai comunicatori sociali, auto-proclamati come “giornalisti indipendenti” che, dal momento che hanno un  monopolio quasi totale dei mass media, trapanano il cervello della popolazione con diffamazioni forti, accompagnate, da messaggi di odio diretti contro i popoli originari ed i poveri in generale.</p>
<p>Terzo, dopo aver compiuto con i punti precedenti, arriva il turno della dirigenza politica e delle élite economiche reclamando “un cambio”, mettere fine alla “dittatura” di Evo che, come ha scritto pochi giorni fa l’impresentabile Vargas Llosa, quello è un “demagogo che vuole restare al potere in eterno”.</p>
<p>Suppongo che starà brindando con champagne a Madrid vedendo le immagini delle orde fasciste saccheggiando, incendiando, incatenando giornalisti ad un palo, rapando un donna sindaco e dipingendola di rosso e distruggendo i verbali della passata elezione per compiere il mandato di Don Mario e liberare Bolivia da un demagogo maligno.</p>
<p>Menziono il suo caso perché è stato ed è l&#8217;immorale portabandiera di questo attacco vile, di questa fellonia senza limiti che crocifigge leadership popolari, distrugge una democrazia ed installa il regno del terrore a carico di bande di sicari contrattati per castigare un popolo degno che ha avuto l&#8217;audacia di volere essere libero.</p>
<p>Quarto punto: entrano in scena le “forze di sicurezza”. In questo caso stiamo parlando di istituzioni controllate da numerose agenzie, militari e civili, del governo degli Stati Uniti.</p>
<p>Questi li allenano, li armano, fanno esercizi congiunti e li educano politicamente. Ho avuto l’occasione di comprovarlo quando, su invito di Evo, ho inaugurato un corso su “Antimperialismo” per ufficiali superiori delle tre armi.</p>
<p>In quell&#8217;opportunità sono rimasto allarmato per il grado di penetrazione degli slogan più reazionari statunitensi ereditati dall&#8217;epoca della Guerra Fredda e per la malcelata irritazione causata dal fatto che un indigeno fosse presidente del loro paese.</p>
<p>Quello che hanno fatto queste “forze di sicurezza” è stato ritirarsi di scena e lasciare il campo libero all’attuazione fuori controllo delle orde fasciste -come quelle che hanno agito in Ucraina, in Libia, in Iraq, in Siria per abbattere, o tentare di farlo in questo ultimo caso, leader fastidiosi all&#8217;impero – ed in questo modo intimorire la popolazione, la militanza e le stesse figure del governo.</p>
<p>Cioè, una nuova figura sociopolitica: golpismo militare “per omissione”, lasciando che le bande reazionarie, reclutate e finanziate dalla destra, impongano la loro legge. Una volta che regna il terrore e davanti all’impotenza del governo, la conclusione è inevitabile.</p>
<p>Quinto punto: la sicurezza e l&#8217;ordine pubblico non devono essere mai lasciati nelle mani di istituzioni come la polizia e l&#8217;esercito, colonizzate dall&#8217;imperialismo e dai suoi lacchè della destra autoctona.</p>
<p>Quando si è lanciata l&#8217;offensiva contro Evo, hanno optato per una politica di pacificazione e di non risposta alle provocazioni dei fascisti.</p>
<p>Questo ha fatto in modo che si animassero ed ha aumentato la scommessa: in primo luogo, esigere il secondo turno elettorale; dopo, la frode e nuove elezioni; subito, elezioni ma senza Evo (come in Brasile, senza Lula).</p>
<p>Più tardi, rinuncia di Evo; alla fine, davanti alla sua riluttanza ad accettare il ricatto, seminare il terrore con la complicità di poliziotti e militari e forzare Evo a rinunciare.<br />
Da manuale, tutto da manuale.</p>
<p>Impareremo queste lezioni?</p>
<p>Atilio Boron, famoso politologo argentino, collaboratore di Prensa Latina</p>
<p>traduzione: Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/11/11/il-golpe-bolivia-cinque-punti-importanti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Elicottero che trasportava Evo Morales è stato obbligato ad un atterraggio di emergenza</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/11/04/elicottero-che-trasportava-evo-morales-e-stato-obbligato-ad-un-atterraggio-di-emergenza/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/11/04/elicottero-che-trasportava-evo-morales-e-stato-obbligato-ad-un-atterraggio-di-emergenza/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Nov 2019 01:08:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[elicottero]]></category>
		<category><![CDATA[Evo Morales]]></category>
		<category><![CDATA[possibile attentato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=11179</guid>
		<description><![CDATA[Un elicottero della Forza Aerea Boliviana (FAB) che trasportava il presidente del paese, Evo Morales, questo lunedì ha fatto un atterraggio di emergenza pochi minuti dopo avere decollato per un difetto meccanico, senza che l'incidente abbia lasciato feriti. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11180" alt="helicóptero-de-Evo-averiado-580x326" src="/files/2019/11/helicóptero-de-Evo-averiado-580x326.jpg" width="580" height="326" />Un elicottero della Forza Aerea Boliviana (FAB) che trasportava il presidente del paese, Evo Morales, questo lunedì ha fatto un atterraggio di emergenza pochi minuti dopo avere decollato per un difetto meccanico, senza che l&#8217;incidente abbia lasciato feriti.  </strong></p>
<p>L&#8217;evento è accaduto alle 12.48 locale (16.48 GMT) con l’elicottero EC-145 che stava trasportando Morales dalla località di Colquiri verso Oruro. L&#8217;aeroplano del presidente della Bolivia ha registrato un difetto tecnico nel sistema idraulico ed è dovuto atterrare immediatamente nell&#8217;aeroporto della regione centrale di Cochabamba.</p>
<p>Nelle reti sociali stanno circolando accuse di diversi settori sulla possibilità di un attentato contro la vita del presidente boliviano.</p>
<p>Da parte sua, il mandatario della Bolivia, Evo Morales, ha ringraziato per le numerose dimostrazioni di solidarietà dopo l’incidente, accaduto quando iniziava il decollo.</p>
<p>“Herman@s, oggi, dopo aver inaugurato il cammino a Colquiri, abbiamo avuto un incidente con l&#8217;elicottero che sarà debitamente investigato. Grazie a Dio, la Pachamama ed ai nostri ‘achachilas’ ci sentiamo bene e nessuno è stato ferito”, ha scritto nella rete sociale Twitter.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione: Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/11/04/elicottero-che-trasportava-evo-morales-e-stato-obbligato-ad-un-atterraggio-di-emergenza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Evo Morales è rieletto presidente di Bolivia: ottiene il 46,8% dei voti</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/10/21/evo-morales-e-rieletto-presidente-di-bolivia-ottiene-il-468-dei-voti/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/10/21/evo-morales-e-rieletto-presidente-di-bolivia-ottiene-il-468-dei-voti/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2019 00:56:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[Evo Morales]]></category>
		<category><![CDATA[vittoria elettorale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=11159</guid>
		<description><![CDATA[Il presidente di Bolivia, Evo Morales, è stato rieletto per la quarta volta nelle elezioni di questa domenica, insieme al suo compagno di formula il vicepresidente Alvaro Garcia Linera. D’accordo coi risultati ufficiali, Morales (candidato del Movimento Al Socialismo), ha ottenuto i voti sufficienti per vincere la presidenza nel primo turno elettorale: 46,8%, di fronte al 36,7% di Carlos Mesa, cioè, un margine di 10 punti percentuali.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11160" alt="evo-morales.jpg_1718483347-580x327" src="/files/2019/10/evo-morales.jpg_1718483347-580x327.jpg" width="580" height="327" />Il presidente di Bolivia, Evo Morales, è stato rieletto per la quarta volta nelle elezioni di questa domenica, insieme al suo compagno di formula il vicepresidente Alvaro Garcia Linera.  </strong></p>
<p>D’accordo coi risultati ufficiali, Morales (candidato del Movimento Al Socialismo), ha ottenuto i voti sufficienti per vincere la presidenza nel primo turno elettorale: 46,8%, di fronte al 36,7% di Carlos Mesa, cioè, un margine di 10 punti percentuali.</p>
<p>“Ogni giorno incominciamo a lavorare prima delle 5 del mattino e finiamo dopo mezzanotte. Tutti i giorni consegniamo opere in tre e perfino cinque dipartimenti. Non voglio essere il migliore Presidente della storia della Bolivia, voglio essere il Presidente della migliore Bolivia della storia”, ha detto recentemente il mandatario indigeno su un&#8217;eventuale rielezione.</p>
<p>Morales aspira a mantenere la nazione come leader della crescita economica dell&#8217;America Latina ed esempio in quanto alla distribuzione delle ricchezze.</p>
<p>Frattanto, la giornata elettorale della domenica si è svolta con totale normalità, d’accordo con le notizie del Tribunale Supremo Elettorale (TSE). Inoltre, la votazione è stata accompagnata da 200 osservatori di organizzazioni internazionali.</p>
<p>Più di 7,3 milioni di boliviani erano abilitati per votare questa domenica, e rinnovare gli incarichi di presidente, vicepresidente e legislatori per il periodo (2020-2025), camminando verso la celebrazione del Bicentenario in omaggio alla fondazione di Bolivia.</p>
<p>con informazioni di TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Reuters</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/10/21/evo-morales-e-rieletto-presidente-di-bolivia-ottiene-il-468-dei-voti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La morte del Che Guevara</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/10/09/la-morte-del-che-guevara/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/10/09/la-morte-del-che-guevara/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2019 22:00:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Che Guevara]]></category>
		<category><![CDATA[guerriglia]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=11141</guid>
		<description><![CDATA[Da La Paz, arriva l'ordine di liquidare il prigioniero. Una raffica lo crivella. Il Che muore di pallottola, muore a tradimento, poco prima di compiere quaranta anni, esattamente alla stessa età alla quale sono morti, anche di pallottola, anche a tradimento, Zapata e Sandino. Nel paesino de La Higuera, il generale Barrientos esibisce il suo trofeo ai giornalisti. Il Che giace su un lavatoio per i panni sporchi. Dopo le pallottole, lo crivellano i flash. Questo ultimo volto ha gli occhi che accusano ed un sorriso malinconico. Credeva che bisogna difendersi dalle trappole dell'avidità, senza abbassare mai la guardia. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11142" alt="Che-muerto" src="/files/2019/10/Che-muerto.jpg" width="580" height="354" />Diciassette uomini camminano verso l&#8217;annichilazione. Il cardinale Maurer arriva in Bolivia da Roma. Porta le benedizioni del Papa e la notizia che Dio appoggia decisamente il generale Barrientos contro le guerriglie.</strong></p>
<p>Nel frattempo, deboli per la fame, oppressi dalla geografia, i guerriglieri camminano tra i cespugli del fiume Ñancahuazú. Ci sono pochi contadini in queste immense solitudini; e nemmeno uno, nemmeno uno solo, si è incorporato alla piccola truppa del Che Guevara. Le loro forze continuano a diminuire di imboscata in imboscata.</p>
<p>Il Che non indebolisce, non si lascia indebolire, benché sente che il suo proprio corpo è una pietra tra le pietre, pesante pietra che lui trascina avanzando davanti a tutti; e neanche si lascia tentare dall&#8217;idea di salvare il gruppo abbandonando i feriti.</p>
<p>Per ordine del Che, camminano tutti al ritmo di quelli più lenti: insieme saranno tutti salvi o persi. Mille ottocento soldati, diretti dai ranger statunitensi, pestano la loro ombra. Il cerchio si stringe sempre di più. Alla fine, un paio di contadini informatori ed i radar elettronici della National Security Agency, degli Stati Uniti denunciano l&#8217;ubicazione esatta. La mitraglia gli rompe le gambe.</p>
<p>Seduto, continua a lottare, fino a quando gli volano il fucile dalle mani. I soldati disputano a spintoni l&#8217;orologio, la borraccia, la cintura, la pipa. Vari ufficiali l&#8217;interrogano, uno dietro l’altro. Il Che tace e perde sangue. Il contrammiraglio Ugarteche, audace lupo di terra, capo della Marina di un paese senza mare, l&#8217;insulta e lo minaccia.</p>
<p>Il Che gli sputa in faccia. Da La Paz, arriva l&#8217;ordine di liquidare il prigioniero. Una raffica lo crivella. Il Che muore di pallottola, muore a tradimento, poco prima di compiere quaranta anni, esattamente alla stessa età alla quale sono morti, anche di pallottola, anche a tradimento, Zapata e Sandino.</p>
<p>Nel paesino de La Higuera, il generale Barrientos esibisce il suo trofeo ai giornalisti. Il Che giace su un lavatoio per i panni sporchi. Dopo le pallottole, lo crivellano i flash. Questo ultimo volto ha gli occhi che accusano ed un sorriso malinconico. Credeva che bisogna difendersi dalle trappole dell&#8217;avidità, senza abbassare mai la guardia.</p>
<p>Quando era presidente della Banca Nazionale di Cuba, firmava Che le banconote, per prendersi gioco del denaro. Per amore alla gente, disprezzava le cose. Il mondo è malato, credeva, dove avere ed essere significano la stessa cosa. Non conservò mai niente per sé, nemmeno chiese mai niente. Vivere è darsi, credeva; e si diede.</p>
<p>Di Eduardo Galeano</p>
<p>estratto dal libro: “Memorias del Fuego parte III”</p>
<p>pubblicato in Granma</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/10/09/la-morte-del-che-guevara/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Hasta la Victoria Siempre, Che amato</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/10/08/hasta-la-victoria-siempre-che-amato/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/10/08/hasta-la-victoria-siempre-che-amato/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 Oct 2019 19:15:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[America Latina]]></category>
		<category><![CDATA[Argentina]]></category>
		<category><![CDATA[assassinato]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Che Guevara]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=11139</guid>
		<description><![CDATA[Che: dove posso scriverti? Mi dirai che in qualunque parte, ad un minatore boliviano, ad una madre peruviana, al guerrigliero che c’è o non c’è, ma ci sarà. Tutto questo lo so, Che, tu stesso me l’hai insegnato, ed inoltre questa lettera non sarebbe per te. Come dirti che non avevo mai pianto tanto dalla notte in cui ammazzarono Frank, e che questa volta non ci credevo. Tutti erano sicuri, ed io dicevo: non è possibile, una pallottola non può far terminare l'infinito, Fidel e tu dovete vivere, se voi non vivete, come vivere. Da quattordici anni vedo morire persone tanto immensamente care che oggi mi sento stanca di vivere, credo che abbia vissuto già troppo, il sole non lo vedo tanto bello, la palma, non sento piacere a vederla; a volte, come adesso, nonostante mi piaccia tanto la vita che per queste due cose vale la pena aprire gli occhi ogni mattina, sento il desiderio di averli chiusi come loro, come te.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11140" alt="Che-Guevara-poster-2" src="/files/2019/10/Che-Guevara-poster-2.jpg" width="564" height="564" />(Lettera di Haydée Santamaria al Che Guevara, scritta dopo l&#8217;assassinio del Che in Bolivia)</strong></p>
<p>Che: dove posso scriverti? Mi dirai che in qualunque parte, ad un minatore boliviano, ad una madre peruviana, al guerrigliero che c’è o non c’è, ma ci sarà. Tutto questo lo so, Che, tu stesso me l’hai insegnato, ed inoltre questa lettera non sarebbe per te. Come dirti che non avevo mai pianto tanto dalla notte in cui ammazzarono Frank, e che questa volta non ci credevo. Tutti erano sicuri, ed io dicevo: non è possibile, una pallottola non può far terminare l&#8217;infinito, Fidel e tu dovete vivere, se voi non vivete, come vivere. Da quattordici anni vedo morire persone tanto immensamente care che oggi mi sento stanca di vivere, credo che abbia vissuto già troppo, il sole non lo vedo tanto bello, la palma, non sento piacere a vederla; a volte, come adesso, nonostante mi piaccia tanto la vita che per queste due cose vale la pena aprire gli occhi ogni mattina, sento il desiderio di averli chiusi come loro, come te.</p>
<p>Come può essere certo, questo continente non merita tutto ciò; coi tuoi occhi aperti, l&#8217;America Latina avrebbe avuto ben presto il suo cammino. Che, l’unico che avrebbe potuto consolarmi sarebbe stato il fatto di essere andata con te, ma non ci sono stata, sono vicino a Fidel, ho fatto sempre quello che lui vuole che io faccia. Ti ricordi?, me l’avevi promesso nella Sierra, mi avevi detto: non rimpiangerai il caffè, avremo il mate. Non avevi frontiere, ma mi avevi promesso che mi avresti chiamato quando saresti andato nella tua Argentina, e dal momento che l&#8217;aspettavo, sapevo bene che l’avresti compiuto. Non può più essere possibile oramai, non hai potuto, non ho potuto. Fidel l’ha detto, deve essere vero, che tristezza. Non poteva dire “Che”, prendeva forza e diceva “Ernesto Guevara”, così lo comunicava al popolo, al tuo popolo. Che tristezza tanto profonda, piangevo per il popolo, per Fidel, per te, perché non potrò, oramai. Dopo, nella veglia, questo gran popolo non sapeva che grado ti avrebbe dato Fidel. Te l’ha dato: artista. Io pensavo che tutti i gradi erano pochi, limitati, e Fidel, come sempre, ha trovato quelli veri: tutto quello che hai creato è stato perfetto, ma hai fatto una creazione unica, ti sei creato a te stesso, hai dimostrato come quell&#8217;uomo nuovo sia possibile, tutti così abbiamo visto che quell&#8217;uomo nuovo è la realtà, perché esiste, tu lo sei. Che cosa posso dirti ancora, Che. Se sapessi, come te, dire le cose. Comunque, una volta mi hai scritto: “Vedo che ti sei trasformata in una letterata con dominio della sintesi, ma ti confesso che come più mi piaci è in un giorno dell’anno nuovo, con tutti i fusibili sparati e tirando cannonate tutte intorno. Quell&#8217;immagine e quella della Sierra (perfino le nostre liti di quei giorni mi sono gradite nel ricordo) sono quelle che porterò di te per uso proprio”.</p>
<p>Per questo motivo non potrò mai scrivere niente su di te ed avrai sempre questo ricordo.</p>
<p>Hasta la Victoria Siempre, Che amato</p>
<p>Haydée</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/10/08/hasta-la-victoria-siempre-che-amato/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Evo Morales visita la zona dell&#8217;incendio forestale nella Chiquitania</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/08/28/evo-morales-visita-la-zona-dellincendio-forestale-nella-chiquitania/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/08/28/evo-morales-visita-la-zona-dellincendio-forestale-nella-chiquitania/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Aug 2019 01:10:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Amazzonia]]></category>
		<category><![CDATA[Biodiversità]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[disastri naturali]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Evo Morales]]></category>
		<category><![CDATA[incendi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=11103</guid>
		<description><![CDATA[Il presidente Evo Morales ha informato martedì che sarà dichiarata una pausa ecologica nella Chiquitania, colpita da grandi incendi ed ha chiesto ai boliviani “l’unità per la biodiversità”. In una intervista a Radio Panamericana ha relazionato sul fatto che, con gli intensi interventi di mitigazione i focolai attivi si sono ridotti da 8.000 a 1.036 ed ha puntualizzato che la pausa ecologica eviterà la vendita di terre in questa regione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11105" alt="69237407_382616932404394_9176246470272090112_n-580x386" src="/files/2019/08/69237407_382616932404394_9176246470272090112_n-580x386.jpg" width="580" height="386" />Il presidente Evo Morales ha informato martedì che sarà dichiarata una pausa ecologica nella Chiquitania, colpita da grandi incendi ed ha chiesto ai boliviani “l’unità per la biodiversità”.</strong></p>
<p>In una intervista a Radio Panamericana ha relazionato sul fatto che, con gli intensi interventi di mitigazione i focolai attivi si sono ridotti da 8.000 a 1.036 ed ha puntualizzato che la pausa ecologica eviterà la vendita di terre in questa regione.</p>
<p>“Ho deciso, dichiareremo pausa ecologica, che consiste nel fatto che dove il territorio è stato colpito dall&#8217;incendio sarà proibita la vendita di terreni e questo servirà per prepararci dopo l&#8217;incendio, perché ciò che stiamo combattendo deve finire”, ha puntualizzato.</p>
<p>Il capo di Stato, che si è unito molto presto al Gabinetto di Emergenza Ambientale a Roborè, ha detto di aver ricevuto il rapporto informativo delle missioni compiute fino al momento con il coinvolgimento di più di 4.000 persone, tra militari, polizia, pompieri e volontari, oltre all&#8217;utilizzo in affitto dell&#8217;aereo anti-incendio più grande del mondo, il “Supertanker”.</p>
<p>“Le informazioni in mio possesso dicono che tra il 17 e il 18 agosto c&#8217;erano 8.000 focolai attivi e che ieri pomeriggio sono stati rivalutati e abbiamo ancora 1.038 focolai in attività.”</p>
<p>Il presidente ha precisato che fino ad ora si sono utilizzati 1.892.320 litri d&#8217;acqua per attenuare il vorace incendio con il lavoro dell&#8217;aereo Boing 747 Supertanker, altri aeroplani ed elicotteri.</p>
<p>“Fino a ieri pomeriggio il Supertanker ha scaricato 979.000 litri, gli elicotteri 873.720 litri e abbiamo affittato aeroplani da fumigazione che hanno scaricato 79.000 litri d&#8217;acqua”, ha aggiunto.</p>
<p>“Chiedo che, al posto di protestare, ci sia unità, unità per la nostra biodiversità, è l&#8217;esperienza che abbiamo avuto, ricordatevi, abbiamo avuto problemi di acqua nella città di La Paz e ci siamo organizzati, mobilizzati e li abbiamo risolti”, ha ricordato il presidente.</p>
<p>Alla domanda su quanti ettari siano stati colpiti, Morales ha risposto che non si può ancora precisare questo dato: senza dubbio, ha detto, non sono tutti di foresta, ma anche di “tierra chaqueadas”, (terre con prati che vengono bruciate per poi coltivarle, metodo che potrebbe essere il colpevole dei grandi incendi, ndt)</p>
<p>con informazioni dell&#8217;Agenzia Boliviana d&#8217;Informazione</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
<p>Foto: Facebook/ Detrás de la Verdad</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11106" alt="69238172_382616922404395_4014462625415954432_n-580x387" src="/files/2019/08/69238172_382616922404395_4014462625415954432_n-580x387.jpg" width="580" height="387" /><img class="alignleft size-full wp-image-11107" alt="69385987_382615089071245_5351620505986138112_n" src="/files/2019/08/69385987_382615089071245_5351620505986138112_n.jpg" width="540" height="960" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/08/28/evo-morales-visita-la-zona-dellincendio-forestale-nella-chiquitania/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I sogni crocifissi?</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/10/09/i-sogni-crocifissi/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/10/09/i-sogni-crocifissi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Oct 2018 23:25:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[Cristo]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Che Guevara]]></category>
		<category><![CDATA[Fidel Castro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=10672</guid>
		<description><![CDATA[“Bisogna essere obiettivi”, proclamano alcuni, nel tentativo di ammainare le vele dei nostri sogni, forse per innalzare quelle dei loro privilegi. E questa sarebbe la peggiore profanazione contro Che Guevara, dopo tanti anni dal suo vigliacco assassinio e dall'arrivo dei suoi resti e di quelli dei suoi compagni a Santa Clara. Benché il momento ci persuade ad avere sufficiente senso pratico —quasi si potrebbe dire che perfino una certa dose di pragmatismo—non smette di spaventarci la intemperanza di un certo materialismo pedestre od oggettivismo sfrenato; come se riassestasse tra noi un'altra derivazione del realismo socialista, che si nasconde nelle carenze e nelle difficoltà materiali.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10674" alt="che-guevara" src="/files/2018/10/che-guevara.jpg" width="580" height="857" />“Bisogna essere obiettivi”, proclamano alcuni, nel tentativo di ammainare le vele dei nostri sogni, forse per innalzare quelle dei loro privilegi. E questa sarebbe la peggiore profanazione contro Che Guevara, dopo tanti anni dal suo vigliacco assassinio e dall&#8217;arrivo dei suoi resti e di quelli dei suoi compagni a Santa Clara.  </strong></p>
<p>Benché il momento ci persuade ad avere sufficiente senso pratico —quasi si potrebbe dire che perfino una certa dose di pragmatismo—non smette di spaventarci la intemperanza di un certo materialismo pedestre od oggettivismo sfrenato; come se riassestasse tra noi un&#8217;altra derivazione del realismo socialista, che si nasconde nelle carenze e nelle difficoltà materiali.</p>
<p>E nella delicata frontiera tra l&#8217;obiettività ed i sogni, forse stiamo decidendo “l&#8217;essere rivoluzionario”. Perché, arrivati a questo punto, è possibile presagire che una rivoluzione muore quando il romanticismo l&#8217;abbandona: “Siamo realistici, sogniamo l’impossibile”.</p>
<p>Cuba non avrebbe avuto un 1º Gennaio se Fidel e la Generazione “Martiana” che l&#8217;assecondò non avessero saltato il marxismo dei manuali e della mediocrità che sconsigliava la Rivoluzione. E neanche avrebbe potuto sopravvivere, se si avesse lasciato che la svogliatezza dominasse dopo la caduta dei modelli socialisti sovietico ed europeo, una situazione che si può superare solo con l’idealismo “martiano”: L’impossibile è possibile. Noi matti, siamo saggi.</p>
<p>Gli ideologi di “adesso non si può” e “bisogna aspettare il momento” non avrebbe preso mai il Palazzo di Inverno, né la Bastiglia; né si sarebbero lanciati al galoppo contro le pallottole a Dos Rios, e c&#8217;avrebbero lasciato per sempre senza apostoli…</p>
<p>La volontà e l’energia trasformatrici non devono essere accerchiate tra preconcezioni e dogmi, perché è certo che una semplice scintilla in fondo ad un&#8217;anima appassionata può provocare fuochi distruttori, quando interpreta ansie schiacciate o addormentate.</p>
<p>Per ciò, come ho detto anni fa in questo quotidiano, benché qualcuno possa accusarmi di essere eretico, sento che le tragiche morti di Cristo e del Che segnalano una stessa profezia. Questi due esseri sono uniti da uno stesso alone romantico.</p>
<p>Entrambi c&#8217;allertano, dai loro altari redentori, sull&#8217;impossibilità del paradiso della giustizia e dell&#8217;equità umane se l&#8217;uomo trasforma lo scetticismo in religione, e se non scatena i suoi sogni fino ad altezze celestiali.</p>
<p>I loro finali, secondo me, sono identici nel calvario ed impressionanti per la loro trascendenza, nonostante avrei voluto interrompere le ultime scene e trasformare i loro destini.</p>
<p>Perfino i volti di queste icone mi si confondono, a volte. Chi è il Che, chi è Cristo. Sono arrivato a credere che la casualità provvidenziale volle che nell&#8217;aspetto del Guerrigliero si materializzasse l&#8217;immagine tanto discussa di Gesù: se qualcuno dubitasse che il Nazareno abbia avuto un corpo, può vederlo ne La Higuera.</p>
<p>Credo che il mondo non ha conosciuto degli altri idoli superiori alla loro portata, né con tale disposizione al martirio con uno scopo identico: la salvezza umana. Benché uno faccia appello alla purificazione del peccato e l&#8217;altro alla creazione di un Uomo Nuovo.</p>
<p>Per caso non è romantico assumere che si può salvare l&#8217;uomo dalla morte, purificandolo con la propria sulla croce? O concedere la propria vita “nell&#8217;avventura” di liberarlo dalla croce dell&#8217;ingiustizia?</p>
<p>Del miracoloso potere di questi atti sono la dimostrazione alcuni fatti rivelatori, in una Bolivia governata, adesso, dalle idee “guevariane”.</p>
<p>Evo Morales ha assaporato la divinità di questi prodigi. Così lo riferiva in giugno del 2008, a proposito della presentazione di un libro che riassume una visita storica di Fidel nel cuore dell&#8217;America Latina, e che è stato presentato nel Palazzo delle Convenzioni de L&#8217;Avana.</p>
<p>Il viaggio del leader cubano riassunto nel testo è stato il centro di avvenimenti sommamente simbolici. Di quelli che, osservati romanticamente, quasi si possono considerare straordinari: 26 anni dopo la morte del Che, il popolo boliviano ha accolto Fidel come il suo eroe; e 13 anni più tardi il leader sindacale indigeno che ha continuato la visita, ansioso, nella distanza, si è trasformato nel primo presidente boliviano della sua etnia. Tre anni più tardi scriveva a Fidel per ricordargli gli incredibili cambi che le passioni e le interezze regalano alla storia.</p>
<p>Ma questo può succedere solo se, con le determinazioni e con i sogni, vinciamo l&#8217;inerzia e la negligenza; se non abbandoniamo i nostri eroi nel calvario, mentre Cuba o l&#8217;umanità aspettano il loro romantico miracolo.</p>
<p>di Ricardo Ronquillo Bello</p>
<p>da Juventud Rebelde</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2018/10/09/i-sogni-crocifissi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Atilio Borón: Il Che, mezzo secolo dopo</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/10/10/atilio-boron-il-che-mezzo-secolo-dopo/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/10/10/atilio-boron-il-che-mezzo-secolo-dopo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 21:27:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Atilio Boron]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Che Guevara]]></category>
		<category><![CDATA[Vallegrande]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=10200</guid>
		<description><![CDATA[Le due citazioni in epigrafe che precedono questo lavoro riassumono in modo ammirevole il pensiero del Che. La prima è contenuta nel suo celebre diario scritto durante la guerriglia in Bolivia. Il secondo in un'intervista a Jean Daniel in Algeria. Entrambe delimitano i contorni del suo progetto politico, irriducibile alle forme sterili del marxismo sovietico imperante a quei tempi e alla ridefinizione in chiave economicista della gigantesca impresa di costruire l’uomo nuovo. È necessario ricordare questi approcci alla vigilia del cinquantesimo anniversario dell'assassinio di Che in Bolivia. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10201" alt="" src="/files/2017/10/Che-y-Atiio-en-Alta-Gracia.jpg" width="580" height="836" />Il sociologo e analista politico argentino ricorda la straordinaria figura del Guerrigliero Eroico nel seminario internazionale convocato a Vallegrande, per i 50 anni dal suo vile assassinato</strong></p>
<p>«Una chiacchierata di notte sul significato del 26 luglio; ribellione contro le oligarchie e contro i dogmi rivoluzionari».</p>
<p>«Il socialismo economico senza morale comunista non mi interessa. Lottiamo contro la miseria, ma allo stesso tempo lottiamo contro l’alienazione».</p>
<p>Le due citazioni in epigrafe che precedono questo lavoro riassumono in modo ammirevole il pensiero del Che. La prima è contenuta nel suo celebre diario scritto durante la guerriglia in Bolivia. Il secondo in un&#8217;intervista a Jean Daniel in Algeria. Entrambe delimitano i contorni del suo progetto politico, irriducibile alle forme sterili del marxismo sovietico imperante a quei tempi e alla ridefinizione in chiave economicista della gigantesca impresa di costruire l’uomo nuovo. È necessario ricordare questi approcci alla vigilia del cinquantesimo anniversario dell&#8217;assassinio di Che in Bolivia.</p>
<p>Le circostanze del delitto sono ben note e non ha senso ripetere qui ciò che è noto a tutti. Non basta ricordare che è caduto in combattimento, le ferite del Che non mettevano a rischio la sua vita. Ma l’ordine della CIA fu rigoroso: «uccidetelo e fatelo scomparire». In modo che non esista un santuario per i suoi resti che si converta in un luogo di pellegrinaggio per i suoi seguaci di tutto il mondo. «Che segua il destino di Patrice Lumumba», avranno pensato i suoi assassini. L’assassinio del comunista congolese fu ancora più vile e crudele di quello che Che. Questi fu sparato con un colpo, uno solo, a bruciapelo. L’africano fu crivellato di colpi, sepolto in un luogo segreto e, poco dopo, due ufficiali della polizia belga, esperti in questo tipo di crimini, esumarono il cadavere, lo tagliarono  pezzi per poi dissolverli con l’acido solforico, al fine di eliminare ogni possibilità di individuazione.</p>
<p>L&#8217;ossessione dell&#8217;impero e dei suoi alleati, nel caso di Lumumba britannici e belgi, non era solo uccidere ma gettare nell’oblio. La stessa ossessione disturbava il sonno degli americani quando catturarono il guerrigliero eroico. Il piano funzionò con il congolese, ma naufragò completamente con il Che. Anche se scomparso la sua figura è ogni giorno più presente e il guerrigliero eroico si è trasformato in un’icona rivoluzionaria mondiale, una bandiera di tutte le lotte in qualsiasi angolo del pianeta. Lì dove uno sfruttato o un oppresso si ribella a un’ingiustizia l’immagine del Che &#8211; resa immortale dalla fenomenale immagine scattata da Alberto Diaz (korda) &#8211; diventa simbolo della lotta, una bandiera da combattimento contro ogni forma di oppressione. Trent’anni dopo il suo assassinio i resti del Che furono ritrovati in una fossa comune a Valle Grande e inviati a Cuba dove oggi riposano per sempre a Santa Clara, la città dove ha combattuto e vinto la battaglia decisiva che spalancherà le porte al trionfo della Rivoluzione Cubana.</p>
<p>Le caratteristiche principali della sua biografia sono ben note. Basti dire che, anche se Che proveniva da una famiglia e da un ambiente sociale progressista, chiaramente identificato con i repubblicani durante la guerra civile spagnola e quindi antifascista, il suo processo di formazione ideologica ebbe una svolta decisiva con la constatazione in situ della lacerante situazione delle classi popolari durante i suoi due viaggi lungo l’America Latina nei quali la Bolivia fu una necessaria stazione della sua odissea continentale. Dotato di una curiosità inesauribile e un’immensa capacità di lavoro, le sue numerose letture diedero forma a una visione del mondo rivoluzionaria che segnerà il resto della sua vita.</p>
<p>Il Che: teorico della pratica, pratico della teoria</p>
<p>Bisogna chiedersi, in tempi dominati dall’eclettismo post-moderno e la disillusione verso la politica e la democrazia borghese, cosa resta del messaggio del Che per le generazioni attuali? Molte cose, naturalmente. Continua a essere una fonte di ispirazione per i lottatori sociali di tutto il mondo. Resta la sua indistruttibile coerenza, l’inscindibile unità tra teoria, pensiero e azioni che ha segnato tutta la sua vita; la sua assoluta convinzione che questo mondo è insostenibile e che solo una rivoluzione su scala planetaria potrà salvarlo dalla nemesi che conduce alla sua autodistruzione. Sufficiente a comprovare l’eccezionale attualità del Che e la validità dei suoi insegnamenti, scritti, discorsi e del suo esempio.</p>
<p>In questa occasione vorrei addentrarmi un po&#8217; di più nella sua eredità teorica forgiata, come abbiamo detto sopra, nella sua pratica politica che inizia con i suoi due viaggi in America Latina dove stabilisce il suo primo contatto organico con il marxismo attraverso un medico peruviano, Hugo Pesce Pescetto, specialista nel trattamento della lebbra. Pesce era stato, insieme a Jose Carlos Mariátegui, co-fondatore del Partito socialista peruviano e in quel momento era uno dei leader del Partito comunista del Perù. Che lo conosce nel suo primo viaggio quando arriva a Lima nel maggio del 1952 e attraverso questo dialogo approfondisce la sua conoscenza del marxismo. Questo è riconosciuto da Che che, anni dopo, quando gli ha inviato una copia de ‘La Guerra de Guerrillas’, scrive nella sua dedica:</p>
<p>«Al dottor Hugo Pesce, che forse inconsapevolmente ha provocato un grande cambiamento nel mio atteggiamento verso la vita e la società, con l&#8217;entusiasmo avventuroso di sempre ma volto a obiettivi più armoniosi con le esigenze dell&#8217;America».</p>
<p>E firma, «Fraternamente, Che Guevara»</p>
<p>Il legame con Hilda Galea, peruviana allora residente (anno 1953) in Guatemala rafforza la sua familiarità con i classici del marxismo. I drammatici accadimenti che hanno luogo nel 1954 in quel paese: l’invasione organizzata dalla CIA  e il rovesciamento di Jacobo Arbenz completano con le dure lezioni della prassi il processo di formazione del giovane medico argentino. Il suo viaggio continua verso Città del Messico, dopo il fortunato incontro in Guatemala con il ‘moncadista’ cubano Antonio “Ñico” López (che ribattezzerà Guevara in ‘Che’) che lo metterà in contatto con Raul Castro Ruz e dopo con suo fratello, Fidel. Così come racconta Guevara stesso, bastò una notte di conversazione con il Comandante affinché si trasformasse nel medico della spedizione Granma, iniandp quel viaggio che lo avrebbe portato ad essere il più famoso guerrigliero del mondo. Per utilizzare le sue parole, secondo una confessione che fece a Jorge Masetti: «Parlai con Fidel tutta la notte. E all’alba ero il medico della futura spedizione». L’ammirazione reciproca era straordinaria ed emerse con chiarezza in una lunga conversazione di dieci ore nel luglio 1955 a Città del Messico. Il Che percepì rapidamente che Castro era «un uomo straordinario… Aveva una fede eccezionale nel fatto che una volta partiti verso Cuba saremmo arrivati. Che una volta arrivati si sarebbe lottato. E che lottando, avremmo vinto. Condivisi il suo ottimismo. Bisognava lottare, concretizzare. Smettere di piangere, e lottare».</p>
<p>(…)</p>
<p>Erede di una nobile tradizione, della quale José Carlos Mariátegui fu il grande precursore, il Che concepiva il marxismo in sintonia con l’undicesima tesi di Marx: invece di interpretare il mondo, si tratta di cambiarlo. Come Lenin, credeva che «il marxismo non è un dogma ma una guida per l’azione». Per questo, se la teoria cozzava con la realtà andava minuziosamente rivista. Se i manuali sovietici postulavano una visione graduale e meccanicista secondo la quale non ci poteva essere una rivoluzione socialista senza prima una rivoluzione democratico-borghese guidata dalla borghesia nazionale, si doveva gettare questi testi a mare e ripensare tutto daccapo.</p>
<p>Il lascito teorico del Che è immenso e l’obiettivo di recuperarlo è ben lungi dall’essere realizzato. Le sue opinioni pessimistiche sulla scena internazionale del tempo, dominate dalla dottrina della ‘coesistenza pacifica’ proclamata dall&#8217;URSS, furono profetiche.</p>
<p>(…)</p>
<p>Critica dell&#8217;economia politica del capitalismo e del socialismo</p>
<p>Il Che era un critico implacabile del capitalismo come sistema, e dei vari progetti che nella nostra America cercavano di presentarlo con un volto gentile e progressista. In questo senso, si distinguono le riflessioni incentrate sul brillante discorso pronunciato l&#8217;8 agosto 1961, alla Conferenza del Consiglio Economico e Sociale Interamericano dell&#8217;OAS, tenutasi a Punta del Este. L&#8217;incontro fu promosso dall&#8217;amministrazione Kennedy con due obiettivi: organizzare il ‘cordone sanitario’ per isolare Cuba e lanciare l&#8217;Alleanza per il Progresso (ALPRO), come alternativa ai successi inoccultabili della Rivoluzione Cubana.</p>
<p>(…)</p>
<p>Alla luce delle fallacie ALPRO, che poi sono le stesso che oggi sostengono gli ideologi del neoliberismo e del libero scambio, il Che attaccò anche la pretesa di quegli economisti che esponevano le proprie idee politiche come se fossero mere opzioni tecniche. L’economia e la politica, diceva, «vanno sempre insieme. Per questo  non possono esserci tecnici che parlano di tecnica, quando c’è in gioco il destino dei popoli». Il Che sottolineava una verità che l’ideologia dominante ha occultato da sempre, le scelte di politica economica che decidono chi vince e chi perde, chi si impoverisce e chi diviene ricco, appaiono come semplici risultati di inesorabili equazioni matematiche, ‘obiettive’, incontaminate dal fango della politica.</p>
<p>Se oggi in Argentina o Brasile, come negli Stati Uniti o in Europa, sono in crescita i settori della popolazione caduti nella disoccupazione o al di sotto della soglia di povertà, mentre la redditività delle grandi imprese e gli stipendi dei loro dirigenti vengono misurati in milioni di dollari questo non può essere attribuito ad alcun fattore politico, bensì al gelido corollario di un giudizio strettamente tecnico. Se l’aggiustamento neoliberista impoverisce i poveri e arricchisce i ricchi non è perché è stata presa una decisione politica contro i primi, ma perché lo determina un argomento tecnico, ottimizzatore degli equilibri macroeconomici necessari per la crescita dell&#8217;economia. Solo uno spirito sottile potrebbe pensare che una tale decisione riflette le priorità di una classe dirigente interessata a promuovere questo risultato e per il quale è preferibile salvare le banche invece di salvare i poveri. Guevara distrusse implacabilmente questi argomenti, predecessori di quelli attuali che riaffiorano fortemente in Argentina con Mauricio Macri e nel Brasile di Michel Temer dove le idee che il Che ha combattuto in maniera incisiva a Punta del Este rivivono sotto nuova veste, ma con la stessa intenzioni.</p>
<p>(…)</p>
<p>da TeleSur</p>
<p>Traduzione de l’AntiDiplomatico</p>
<p>foto: dal blog di Atilio Boron</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/10/10/atilio-boron-il-che-mezzo-secolo-dopo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La maestra che diede l&#8217;ultima cena al Che: “Tutto il mondo si innamorò di lui, alla fine”</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/10/09/la-maestra-che-diede-lultima-cena-al-che-tutto-il-mondo-si-innamoro-di-lui-alla-fine/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/10/09/la-maestra-che-diede-lultima-cena-al-che-tutto-il-mondo-si-innamoro-di-lui-alla-fine/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Oct 2017 22:08:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[Ernesto Che Guevara]]></category>
		<category><![CDATA[Julia Cortez]]></category>
		<category><![CDATA[La Higuera]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=10197</guid>
		<description><![CDATA[“Si saluta”. Questa fu la cosa prima che ascoltò una giovane e bella maestra de La Higuera quando entrò nella scuola del suo paese per vedere coi suoi propri occhi quel “mostro” che, secondo l'esercito, minacciava la pace dei contadini del sud-est boliviano. Julia Cortez rimase muta osservando Che Guevara. Ferito, sporco ed in stracci, il leader della guerriglia di Ñancahuazù riuscì a sedurre la ragazza di 19 anni per le sue “fazioni perfette” e la sua maniera di parlare. “Tutto era bello in lui, il suo viso, le sue mani, la sua forma di guardare, i suoi occhi… Tutto il mondo si innamorò del Che, alla fine ”, racconta Julia, emozionata. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10198" alt="Che-preso" src="/files/2017/10/Che-preso.jpg" width="580" height="334" />“Si saluta”. Questa fu la cosa prima che ascoltò una giovane e bella maestra de La Higuera quando entrò nella scuola del suo paese per vedere coi suoi propri occhi quel “mostro” che, secondo l&#8217;esercito, minacciava la pace dei contadini del sud-est boliviano. Julia Cortez rimase muta osservando Che Guevara. Ferito, sporco ed in stracci, il leader della guerriglia di Ñancahuazù riuscì a sedurre la ragazza di 19 anni per le sue “fazioni perfette” e la sua maniera di parlare. “Tutto era bello in lui, il suo viso, le sue mani, la sua forma di guardare, i suoi occhi… Tutto il mondo si innamorò del Che, alla fine ”, racconta Julia, emozionata.</strong></p>
<p>Catturato l’8 ottobre 1967, il Che volle parlare con la giovane maestra e dopo salutarla le ha fatto una curiosa osservazione: “Mi disse che c&#8217;era una parola scritta male sulla lavagna, ‘Angolo’, che le mancava l&#8217;accento. Ed io gli dissi che dal momento che era scritta con maiuscola non era necessario l&#8217;accento. Lui insisteva di sì, ma quando andò via il militare che lo custodiva, mi diede la ragione e mi disse che voleva solo parlare con me.”</p>
<p>La maestra pensionata assicura che dopo portò al Che “un piatto di zuppa di arachidi”. “E lui la divorò”, dice Julia: “E quando andavo già via, mi ringraziò per il cibo e mi disse che io avrei avuto una gran ricompensa. Quindi mi domandò se io sapevo che cosa avrebbero fatto di lui.”</p>
<p>La maestra se ne andò a riposare e dopo un momento sentì la raffica maledetta: “Fui correndo e quando lo vidi era già morto. Fu il peggiore momento della mia vita; mi rimase questo trauma per sempre”. Due settimane dopo l&#8217;esecuzione del Che, si riannodarono le classi ne La Higuera. Il primo giorno, Julia e suoi pochi alunni raccolsero tutte le “vestigia” che erano rimaste della presenza del Che e le seppellirono dietro la scuola.</p>
<p>Preso da El Mundo</p>
<p>foto di Julia Cortez: César G. Calero</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<div id="attachment_10199" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10199" alt="Julia Cortez" src="/files/2017/10/La-maestra-que-le-dio-la-última-comida-580x435.jpg" width="580" height="435" /><p class="wp-caption-text">Julia Cortez</p></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/10/09/la-maestra-che-diede-lultima-cena-al-che-tutto-il-mondo-si-innamoro-di-lui-alla-fine/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
