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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; bloqueo</title>
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		<title>Petizione contro il bloqueo USA contro Cuba raggiunge 26.000 firme</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2021 21:28:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il progetto di solidarietà Puentes de Amor ha già raccolto 26.000 firme per esigere al governo degli Stati Uniti di togliere il bloqueo economico contro Cuba, ha annunciato sui social l'attivista Carlos Lazo. La petizione online (disponibile su www.puentesdeamor.com) ha così superato la cifra prevista di 25.000 firme in rifiuto all'assedio economico contro l'isola e nei prossimi giorni raggiungerà probabilmente le 30.000, ha affermato il leader dell'iniziativa.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12236" alt="Carlos-Lazo" src="/files/2021/07/Carlos-Lazo.jpg" width="580" height="386" />Il progetto di solidarietà Puentes de Amor ha già raccolto 26.000 firme per esigere al governo degli Stati Uniti di togliere il bloqueo economico contro Cuba, ha annunciato sui social l&#8217;attivista Carlos Lazo.</strong></p>
<p>La petizione online (disponibile su www.puentesdeamor.com) ha così superato la cifra prevista di 25.000 firme in rifiuto all&#8217;assedio economico contro l&#8217;isola e nei prossimi giorni raggiungerà probabilmente le 30.000, ha affermato il leader dell&#8217;iniziativa.</p>
<p>Ha ribadito che tra gli obiettivi della petizione c&#8217;è quello di riattivare l&#8217;ambasciata statunitense a L&#8217;Avana, normalizzare i servizi consolari e riprendere il programma di ricongiungimento familiare.</p>
<p>Allo stesso modo, Puentes de Amor esige ripristinare i voli dagli Stati Uniti verso tutte le province cubane, eliminare le restrizioni che impediscono ai cittadini statunitensi di visitare l&#8217;isola e facilitare l&#8217;invio illimitato di rimesse alla nazione caraibica.</p>
<p>Chi può opporsi a tutto questo?, ha chiesto il professore cubano-americano che ha descritto come una mancanza di umanità mantenere separate le famiglie e desiderare il crollo economico di Cuba.</p>
<p>Lazo e altri attivisti hanno continuato giovedì nello stato della Georgia una camminata di 2000 chilometri che ha lasciato Miami il 27 giugno e vuole arrivare a Washington D.C. per consegnare alla Casa Bianca il documento che esige la fine delle sanzioni contro la maggiore delle Antille.</p>
<p>Nell&#8217;ambito del tour, hanno consegnato una nota alla residenza dell&#8217;ex presidente degli Stati Uniti, James Carter, in cui hanno dichiarato il loro apprezzo al suo atteggiamento nei confronti di Cuba, poiché l&#8217;ex presidente ha favorito un certo riavvicinamento tra le due nazioni dopo il trionfo della Rivoluzione nel 1959.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Puentes de Amor annuncia un appello in tweet per la fine del bloqueo USA contro Cuba</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2021 22:43:09 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il progetto Puentes de Amor, che continua il suo cammino da Miami verso la capitale degli Stati Uniti, ha fatto un appello oggi per un tweet mondiale domani, che esiga la revoca delle sanzioni di Washington contro la famiglia cubana. Il principale promotore dell'iniziativa, il professore cubano-americano Carlos Lazo, ha dichiarato a Prensa Latina che martedì pubblicherà su Twitter un video in inglese indirizzato al presidente Joe Biden per spiegare il motivo della camminata: esigere la fine di queste misure coercitive.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12228" alt="carlos-lazo3" src="/files/2021/07/carlos-lazo3.jpg" width="580" height="386" />Il progetto Puentes de Amor, che continua il suo cammino da Miami verso la capitale degli Stati Uniti, ha fatto un appello oggi per un tweet mondiale domani, che esiga la revoca delle sanzioni di Washington contro la famiglia cubana.</strong></p>
<p>Il principale promotore dell&#8217;iniziativa, il professore cubano-americano Carlos Lazo, ha dichiarato a Prensa Latina che martedì pubblicherà su Twitter un video in inglese indirizzato al presidente Joe Biden per spiegare il motivo della camminata: esigere la fine di queste misure coercitive.</p>
<p>“A partire dalle 9:00, ora di Cuba, Miami e Washington, e fino alle 12:00, ti invitiamo a condividere il video o a creare tweet con etichette per Biden, la vicepresidentessa Kamala Harris, la first lady Jill Biden e il segretario di Stato, Antony Blinken”, hanno sottolineato.</p>
<p>Verranno utilizzate anche etichette come #UnblockCuba, che esige la revoca del bloqueo del governo degli Stati Uniti contro la maggiore delle Antille, ha aggiunto l&#8217;attivista.</p>
<p>Nel video diremo a Biden che stiamo camminando da Miami a Washington esigendo la revoca delle sanzioni contro la famiglia cubana, il ripristino delle rimesse e il programma di ricongiungimento familiare e la riapertura dell&#8217;ambasciata di Washington a L&#8217;Avana.</p>
<p>Inoltre, ha ricordato, il progetto Puentes de Amor sostiene che vengano ripresi i voli dagli Stati Uniti verso tutte le province cubane e che gli statunitensi possano viaggiare liberamente sull&#8217;isola.</p>
<p>Quella petizione, disponibile su www.puentesdeamor.com e con più di 25.500 firme, dopo essere arrivati alla Casa Bianca sarà consegnata a Biden alla fine del cammino di quasi 2.000 chilometri, ha sottolineato.</p>
<p>Lazo ha espresso che si sentono felici e ottimisti, con uno spirito molto elevato, “sicuri che questo cammino e questa chiamata d&#8217;amore tra i nostri popoli porterà grandi cose”.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>In solidarietà con Cuba confidano nella fine del bloqueo USA</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jul 2021 00:31:33 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Si avvicina sempre di più l'inizio della fine delle sanzioni del governo degli Stati Uniti contro la famiglia cubana, avverte l'attivista Carlos Lazo, coordinatore del progetto Puentes de Amor. Più di 25.500 firme sostengono la petizione (www.puentesdeamor.com) per il presidente Joseph Biden per revocare il bloqueo e alleviare il dolore della gente dell'isola in questi tempi di impatto della pandemia della COVID-19, ha detto Lazo in un’intervista con Prensa Latina.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12221" alt="carlos-lazo" src="/files/2021/07/carlos-lazo.jpg" width="580" height="386" />Si avvicina sempre di più l&#8217;inizio della fine delle sanzioni del governo degli Stati Uniti contro la famiglia cubana, avverte l&#8217;attivista Carlos Lazo, coordinatore del progetto Puentes de Amor.</strong></p>
<p>Più di 25.500 firme sostengono la petizione (www.puentesdeamor.com) per il presidente Joseph Biden per revocare il bloqueo e alleviare il dolore della gente dell&#8217;isola in questi tempi di impatto della pandemia della COVID-19, ha detto Lazo in un’intervista con Prensa Latina.</p>
<p>Quando abbiamo creato la petizione, nell&#8217;ottobre del 2020, molti ci hanno chiamato pazzi, ha commentato, riferendosi alla necessità di fare pressioni sull&#8217;allora candidato democratico che, dopo la sua vittoria, restituisse le rimesse a Cuba, riaprisse i servizi consolari a L&#8217;Avana e riattivasse il piano del ricongiungimento familiare.</p>
<p>Alcuni credevano che questa petizione non sarebbe stata firmata da nessuno, ma la nostra fede è stata rafforzata dall&#8217;amore, ha sottolineato nel ratificare la sua convinzione che &#8220;in ogni momento, le considerazioni politiche devono lasciare il posto a quelle umane&#8221;.</p>
<p>Ha detto che mentre Biden esita a mantenere ciò che ha promesso durante la sua campagna elettorale, &#8220;le nostre famiglie hanno sofferto e stanno subendo la punizione delle sanzioni economiche&#8221;.</p>
<p>La maggioranza dei cubano-americani sta dalla parte di chi ama e costruisce, per questo “chi, che si dice figlio di Dio, potrebbe augurare il male al prossimo? Chi è chiamato umano potrebbe desiderare l&#8217;olocausto della sua stessa gente? Le risposte a queste domande ci riempiono di speranza”.</p>
<p>Lazo ha accolto con favore che in questa azione e per la prima volta, persone di diverse fedi e ideologie combattono quotidianamente a Miami &#8211; e in molte altre città degli Stati Uniti e del mondo &#8211; per l&#8217;abolizione delle sanzioni contro Cuba.</p>
<p>Quella volontà si esprime nelle migliaia che sfilano in carovana, mese dopo mese, chiedendo la fine del bloqueo, ha sottolineato il professore cubano-americano.</p>
<p>Sono stati gli artefici di questa ondata di amore e insieme hanno reso possibile che questo clamore raggiungesse la Casa Bianca, e succederà, ha detto.</p>
<p>“Solleveremo le sanzioni una per una! Costruiremo Puentes de Amor tra Cuba e gli Stati Uniti! L&#8217;odio si spegnerà e l&#8217;amore prevarrà! Con tutti e per il bene di tutti! Ce la faremo!”, ha affermato.</p>
<p>Lazo e il gruppo dei membri del progetto di solidarietà che ha lasciato Miami, in Florida, quasi una settimana fa, continuano la loro marcia verso la capitale degli USA.</p>
<p>Il 25 luglio &#8211; dopo aver percorso più di duemila chilometri &#8211; sperano di incontrarsi davanti al palazzo dell&#8217;esecutivo per chiedere a Biden di porre fine al bloqueo perché sia i cubani di qua e quelli di là aspirano alla fine di questa era di martirio, sanzioni e odio”, ha concluso.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>La carovana Puentes de Amor Miami-Washington avanza negli Stati Uniti</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2021 23:35:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La carovana cubano-americana partita da Miami, in Florida, prosegue con successo verso la sua destinazione finale, la capitale degli Stati Uniti, ha riferito oggi Carlos Lazo, coordinatore di questa azione contro il bloqueo statunitense di Cuba. Lazo, direttore del progetto Puentes de Amor, ha spiegato a Prensa Latina che sebbene la distanza in linea retta sia di circa duemila chilometri fino a Washington, in realtà cammineranno molto di più poiché ci saranno deviazioni verso le principali città durante il viaggio.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12217" alt="caravanaMiamiWashington-bloqueo-580x326" src="/files/2021/06/caravanaMiamiWashington-bloqueo-580x326.jpg" width="580" height="326" />La carovana cubano-americana partita da Miami, in Florida, prosegue con successo verso la sua destinazione finale, la capitale degli Stati Uniti, ha riferito oggi Carlos Lazo, coordinatore di questa azione contro il bloqueo statunitense di Cuba.</strong></p>
<p>Lazo, direttore del progetto Puentes de Amor, ha spiegato a Prensa Latina che sebbene la distanza in linea retta sia di circa duemila chilometri fino a Washington, in realtà cammineranno molto di più poiché ci saranno deviazioni verso le principali città durante il viaggio.</p>
<p>In queste città gli attivisti terranno incontri con i gruppi che difendono la giustizia sociale, i sindacati, i leader afroamericani, nonché con gli uffici dei congressisti della zona.</p>
<p>&#8220;Da Jacksonville, in Florida, andremo ad Atlanta, in Georgia, e in quest&#8217;ultima città incontreremo i rappresentanti del Carter Center, ai quali spiegheremo gli obiettivi della nostra marcia verso la capitale degli Stati Uniti&#8221;, ha aggiunto Lazo.</p>
<p>Ci fermiamo perché sappiamo che l&#8217;ex presidente James Carter ha sempre sostenuto l&#8217;esistenza di una relazione stabile e civile tra gli Stati Uniti e Cuba, ha affermato.</p>
<p>Ha spiegato che tra il caldo e l&#8217;umidità che caratterizzano questa zona del sud del paese, i partecipanti marciano già in diversi turni, e i primi iniziano la camminata nelle prime ore del mattino, avanzano di circa 30 chilometri e poi un altro gruppo li sostituisce, in modo che tutti possano riposare, e il piano è di avanzare di circa 100 chilometri al giorno.</p>
<p>Lazo ha ribadito che uno degli obiettivi principali di questa campagna è chiedere al presidente Joe Biden di mantenere le sue promesse elettorali riguardo a Cuba.</p>
<p>Quelli di noi che hanno votato per Biden esigiamo che riveda la politica ostile aumentata dal suo predecessore, Donald Trump contro il nostro paese, e sia coerente con quelli di noi che hanno votato per lui nella speranza che apporti un cambiamento sostanziale su tale questione, ha affermato.</p>
<p>In un altra delle sue dichiarazioni a Prensa Latina, Lazo ha riferito che circa 25.000 persone hanno già firmato la petizione affinché Biden tolga le sanzioni che gravano sulla famiglia cubana.</p>
<p>Lazo ha ribadito che lui e i suoi seguaci saranno a Washington il 25 luglio, &#8220;ci incontreremo lì a Lafayette Square, davanti alla Casa Bianca, per consegnare migliaia di petizioni che esigono a Biden di togliere l&#8217;assedio economico-finanziario&#8221;.</p>
<p>I partecipanti chiederanno, tra le altre misure, la riapertura dei servizi consolari dell&#8217;ambasciata statunitense a L&#8217;Avana e il servizio di rimesse alla maggiore delle Antille.</p>
<p>Secondo il coordinatore di Puentes de Amor, chiederanno anche che l&#8217;amministrazione Biden riprenda il piano di ricongiungimento familiare sospeso da Trump nel 2017.</p>
<p>Le autorità cubane hanno più volte ribadito che il bloqueo economico che Washington mantiene nei confronti dell&#8217;isola è il principale ostacolo allo sviluppo del paese e allo stesso tempo un ostacolo sostanziale all&#8217;instaurazione di un normale e civile rapporto con gli Stati Uniti.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Vittoria di Cuba all&#8217;ONU: 184 voti a favore, 2 contrari e 3 astensioni</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2021/06/23/vittoria-di-cuba-allonu-184-voti-favore-2-contrari-e-3-astensioni/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2021 22:27:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una vittoria contundente è stata quella di oggi per Cuba nell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dove per 184 voti a favore, 2 contrari e 3 astensioni è stata approvata la risoluzione "Necessità di porre fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12204" alt="bloqueo-onu-votacion-2021-resultados-580x321" src="/files/2021/06/bloqueo-onu-votacion-2021-resultados-580x321.png" width="580" height="321" />Una vittoria contundente è stata quella di oggi per Cuba nell&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dove per 184 voti a favore, 2 contrari e 3 astensioni è stata approvata la risoluzione &#8220;Necessità di porre fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d’America contro Cuba&#8221;.</strong></p>
<p>Il mondo respinge di nuovo il bloqueo. Nello schermo della sala dell&#8217;Assemblea Generale, si è evidenziato che la stragrande maggioranza della comunità internazionale è a favore di Cuba e contro il bloqueo del governo degli Stati Uniti contro il nostro popolo.</p>
<p>Gli Stati Uniti e Israele anche quest&#8217;anno sono stati i due paesi che hanno votato contro la risoluzione.</p>
<p>Colombia, Ucraina e Brasile si sono astenuti.</p>
<p>Dal 1992, l&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato con una crescente maggioranza la risoluzione cubana e ha esatto il sollevamento del bloqueo economico, commerciale e finanziario che impone da quasi 60 anni all&#8217;isola.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Bloqueo e famiglie, attraverso la tempesta</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2021/06/21/bloqueo-e-famiglie-attraverso-la-tempesta/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2021 02:37:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Rosa María non gioca con i suoi nipoti da due anni, senza vederli,a parte sullo schermo. Il suo visto per viaggiare negli Stati Uniti, dove risiedono, è scaduto all'inizio del 2019. La chiusura dell'ambasciata di quel paese a Cuba, la limitazione dei movimenti internazionali causata dalla COVID-19 e il graduale aumento delle misure restrittive del governo statunitense nei confronti dell'Isola, complica le procedure per ottenerne uno nuovo. In fondo, per richiederlo, bisognerebbe recarsi in un paese terzo - con le spese che questo comporta - e correre il rischio di ricevere un rifiuto. Non è stato possibile.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_12169" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-12169" alt="Foto: Yandry Fernández Perdomo/ Cubadebate" src="/files/2021/06/8-580x386.jpg" width="580" height="386" /><p class="wp-caption-text">Foto: Yandry Fernández Perdomo/ Cubadebate</p></div>
<p><strong>Rosa María non gioca con i suoi nipoti da due anni, senza vederli,a parte sullo schermo. Il suo visto per viaggiare negli Stati Uniti, dove risiedono, è scaduto all&#8217;inizio del 2019. La chiusura dell&#8217;ambasciata di quel paese a Cuba, la limitazione dei movimenti internazionali causata dalla COVID-19 e il graduale aumento delle misure restrittive del governo statunitense nei confronti dell&#8217;Isola, complica le procedure per ottenerne uno nuovo. In fondo, per richiederlo, bisognerebbe recarsi in un paese terzo &#8211; con le spese che questo comporta &#8211; e correre il rischio di ricevere un rifiuto. Non è stato possibile.</strong></p>
<p>Daisy Rojas, un&#8217;altra nonna cubana, si rammarica di doversi recare in Messico o in Colombia e stare lì per diversi giorni senza certezze, facendosi carico di spese impagabili. Ricorda che prima del 2017 è andata più volte a Miami per incontrare suo figlio e i suoi nipoti. “Anche mio figlio ha sofferto molto per questa situazione. I miei nipoti non mi vedono da molto tempo. Anche le persone a Miami soffrono di queste misure. Una famiglia separata è una cosa terribile”.</p>
<p>Non sono gli unici a subire assenze e distanze. Molte famiglie cubane sono frammentate dal mare e dall&#8217;impatto della politica statunitense. Sono storie quotidiane tali come quelle di chi è colpito dagli effetti del bloqueo economico, imposto da quasi sessant&#8217;anni.</p>
<p>In tempi di pandemia, l&#8217;assedio è diventato ancora più intenso. Più di 200 misure approvate dall&#8217;amministrazione Trump e ignorate dall&#8217;amministrazione Biden, avevano il compito di rendere ancora più difficile la vita economica dell&#8217;isola, le cui conseguenze ricadono ripetutamente sulla popolazione.</p>
<p>Carenze, scarsità di medicinali, difficoltà nel portare a termine diete specifiche, tensioni nei trasporti e altri conflitti aggravati dal bloqueo rendono più complessa la routine delle famiglie cubane. Aggiungono preoccupazioni, ansie, rendono loro la vita più difficile.</p>
<div id="attachment_12183" style="width: 351px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-12183" alt="Ana Victoria Casadesús Foto: Elio Miranda/Cubadebate" src="/files/2021/06/anita-bloqueo.jpg" width="351" height="427" /><p class="wp-caption-text">Ana Victoria Casadesús Foto: Elio Miranda/Cubadebate</p></div>
<p>Lo conferma Ana Victoria Casadesús, ricercatrice presso il Centro di Immunologia Molecolare. “La mia generazione è nata e cresciuta con il bloqueo. Ha un impatto in tutti gli ambiti della vita, dal personale al lavoro: nelle case, negli ospedali, nelle scuole, nelle fabbriche&#8230; Ha un impatto su ciò che sappiamo e possiamo misurare con esempi e su ciò che non possiamo. Sono troppi anni&#8221;.</p>
<p>Per la sua famiglia, dice, è particolarmente difficile acquisire una buona dieta e l&#8217;accesso ai farmaci. “Vivo con genitori anziani che hanno bisogno di farmaci specifici. Il bloqueo incide moltissimo sulla salute”.</p>
<p>Nel suo lavoro di ricercatrice soffre di altre sfaccettature della politica aggressiva: “Bisogna acquistare i reagenti quasi sempre attraverso paesi secondi o terzi e, quindi, a un prezzo più caro. Inoltre, molte volte la sede delle attrezzature di cui disponiamo non è in grado di provvedere alla manutenzione o diventa difficile l&#8217;acquisto dei pezzi di ricambio”.</p>
<p>Sarebbe anche molto vantaggioso avere un maggiore scambio con gli scienziati, il dibattito di idee e conoscenze e la formazione in nuove tecniche, aggiunge.</p>
<p>Tra routine e sfide</p>
<p>Daisy Rojas ha 66 anni. Quando è iniziata la pandemia, le condizioni di reclusione l&#8217;hanno costretta a lasciare il lavoro. Per mesi il suo principale sostentamento sono stati i soldi che il figlio maggiore gli ha inviato da Miami. Ma le restrizioni sulle rimesse e la complessità dello scenario economico per coloro che risiedono negli Stati Uniti hanno reso difficile il processo.</p>
<p>“Quello che mio figlio mi ha mandato era abbastanza per vivere. Andavo all&#8217;ufficio della Western Union ogni mese, facevo una fila molto lunga e raccoglievo i soldi. Adesso l&#8217;altro mio figlio, che vive a Cuba, deve aiutarmi, e non mi piace essere un peso in più per lui, ha una grande famiglia”.</p>
<p>Ora trascorre molto tempo a prendersi cura dei suoi nipoti che vivono a Cuba ed è colpita direttamente, più e più volte, dalle conseguenze della pressione economica degli Stati Uniti.</p>
<p>&#8220;Soffriamo quotidianamente di carenze nei negozi di valuta nazionale, che influiscono sugli acquisti di cibo, prodotti per la pulizia e altro&#8221;, spiega a Cubadebate.</p>
<p>Si riferisce anche alla mancanza di carburante, ai problemi di trasporto e alla carenza di medicine nelle farmacie. &#8220;Se è terribile non avere cibo, è altrettanto esasperante essere malati o avere un familiare che non ha le medicine di cui ha bisogno&#8221;.</p>
<p>Questi sono solo un paio di esempi delle tante sfaccettature del bloqueo, ritraggono le difficoltà di chi vive quotidianamente a Cuba. Condizionano, come no?, creano ansie e preoccupazioni. “Tutto ruota intorno alle code, per rifornire le nostre dispense. C&#8217;è stress e ansia per i membri del nucleo, ma anche per il paese. Garantire cibo e medicine spiazza ogni routine”, riconosce Rojas.</p>
<p>Tuttavia, insiste Ana Victoria Casadesús, il bloqueo ha anche rafforzato le capacità della popolazione cubana di crescere di fronte alle difficoltà, essere più creativa e felice, costruire progetti di vita e di paese, che sono molto connessi.</p>
<p>“Penso che la felicità sia fatta da noi stessi. Qui ci sono condizioni che possono rendere più difficile realizzare i tuoi sogni, devi avere degli strumenti per superare i problemi ed essere felice, avere progetti, aspirazioni e sogni, che sono ciò che ti aiutano a crescere”.</p>
<p>Al di là dell&#8217;ingenuità&#8230;</p>
<p>Ci sarà chi insisterà sul fatto che il bloqueo non è progettato per colpire le persone, ma le istituzioni. In realtà, non si può danneggiare l&#8217;economia di uno stato senza incidere sugli abitanti di quel paese.</p>
<p>Indubbiamente, colpisce noi, le persone che lavorano, gli insegnanti, i medici, i ricercatori, il nonno che ha già lavorato tutta la vita e ora non ha accesso a determinati farmaci, insiste Ana Victoria Casadesús.</p>
<p>“Come impedire l&#8217;arrivo di risorse, cibo, materie prime, petrolio senza che questo abbia un impatto negativo sulla vita quotidiana dell&#8217;intera nazione?”, si chiede Daisy Rojas.</p>
<p>Aggiunge che chi genera le sanzioni non si cura delle angosce o dei bisogni di questo popolo. “Posso capirlo, loro sono i nemici. Ma molti di coloro che lo sostengono, dovrebbero vergognarsi, sono cubani che vivono fuori o dentro il paese. Non cercate scuse stupide, è contro il governo e contro il popolo. Se lo sostengono, devono essere consapevoli che stanno generando disperazione, fame, dolore e morte”.</p>
<div id="attachment_12184" style="width: 500px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-12184" alt="Daisy Rojas" src="/files/2021/06/daisy-bloqueo.jpg" width="500" height="420" /><p class="wp-caption-text">Daisy Rojas</p></div>
<p>Altri diranno che è una scusa facile, un&#8217;esagerazione; che molte delle sue conseguenze sono colpa del governo. È progettato per farci pensare in questo modo, per stressare senza essere notati, per incolpare gli altri. Daisy Rojas lo spiega con un&#8217;ottima metafora:</p>
<p>“È come essere su una nave nel bel mezzo di una tempesta. Il capitano fatica a far uscire la barca dalla zona di maggior rischio, ma c&#8217;è una nave potente che lo spinge ad affondare, a morire. Approfittando del maltempo, lo lancia verso il baratro. Alcuni incolperanno il capitano per non essere stato in grado di portarli in un porto sicuro, ma stanno ignorando tutto ciò che accade intorno”.</p>
<p>di Ania Terrero/Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>In Italia, Cuba ha amici fedeli</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2021 23:12:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cuba ha nemici potenti ma anche amici fedeli e molto impegnati, ha detto oggi uno degli organizzatori della regata svoltasi nella città italiana di Torino per protestare contro il bloqueo statunitense che opprime l'isola. Parlando con Prensa Latina, il presidente dell'Agenzia per l'Intercambio Culturale ed Economico con Cuba (Aicec), Michele Curto, ha sottolineato che “oggi abbiamo remato sul Po e abbiamo trovato un altro modo simpatico, divertente e fantasioso per dire no al bloqueo”.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12161" alt="3" src="/files/2021/06/3.jpg" width="580" height="435" />Cuba ha nemici potenti ma anche amici fedeli e molto impegnati, ha detto oggi uno degli organizzatori della regata svoltasi nella città italiana di Torino per protestare contro il bloqueo statunitense che opprime l&#8217;isola.</strong></p>
<p>Parlando con Prensa Latina, il presidente dell&#8217;Agenzia per l&#8217;Intercambio Culturale ed Economico con Cuba (Aicec), Michele Curto, ha sottolineato che “oggi abbiamo remato sul Po e abbiamo trovato un altro modo simpatico, divertente e fantasioso per dire no al bloqueo”.</p>
<p>Riferendosi alla gratitudine espressa da Torino ai collaboratori sanitari cubani che lì hanno contribuito a combattere la pandemia della COVID-19, Curto ha ricordato che “abbiamo lavorato con loro” e “abbiamo ereditato da loro un impegno enorme e stiamo cercando di assolverlo”.</p>
<p>In tal senso, ha detto che insieme ad altre organizzazioni, tra cui la Coordinatrice Nazionale dei Cubani Residenti in Italia, &#8220;cerchiamo costantemente di attaccare il bloqueo&#8221;, e a questo proposito ha ricordato il lavoro svolto da Aicec nel promuovere la importazione di prodotti agroalimentari cubani.</p>
<p>Noi, ha precisato, cerchiamo di dimostrare che c&#8217;è una Cuba laboriosa, che soffre ma non si arrende e non si arrenderà mai, una Cuba che ci insegna quotidianamente cos&#8217;è la disciplina, a sognare e ad andare avanti.</p>
<p>“Continueremo al fianco dei cubani, sostenendovi e vogliamo solo esprimere un concetto semplice: uomini e donne cubani, potete essere sicuri che non sarete soli”, ha detto.</p>
<p>Allo stesso modo, ha espresso il suo rifiuto del bloqueo e il suo sostegno alla Rivoluzione cubana, Max Lioce, coordinatore del Collettivo Cuba Va, che ha precisato che la manifestazione sul Po segnerà un prima e un dopo nelle azioni a sostegno della nazione caraibica.</p>
<p>Questo sforzo congiunto messo in campo da diverse organizzazioni, associazioni e comitati non solo durerà nel tempo, ma crescerà e di fatto sta crescendo, ha sottolineato Lioce.</p>
<p>Ha rimarcato il significato della manifestazione di questa giornata sul fiume più grande d&#8217;Italia.</p>
<p>Lo abbiamo fatto con quel bellissimo spirito di amore per Cuba, solidarietà con la Rivoluzione cubana, il suo progetto storico, i suoi disegni per difendere e migliorare la giustizia sociale, l&#8217;equità, la solidarietà internazionalista, ha concluso.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto di Michele Curto</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-12162" alt="1" src="/files/2021/06/1.jpg" width="580" height="435" /><img class="alignleft size-full wp-image-12163" alt="2" src="/files/2021/06/2.jpg" width="580" height="435" /><img class="alignleft size-full wp-image-12164" alt="4" src="/files/2021/06/4.jpg" width="580" height="435" /><img class="alignleft size-full wp-image-12165" alt="5" src="/files/2021/06/5.jpg" width="580" height="435" /><img class="alignleft size-full wp-image-12166" alt="6" src="/files/2021/06/6.jpg" width="580" height="435" /><img class="alignleft size-full wp-image-12167" alt="7" src="/files/2021/06/7.jpg" width="580" height="326" /></p>
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		<title>Cuba critica il dibattito convocato nel Parlamento Europeo per attaccarla</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jun 2021 23:10:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Accordo tra Cuba e l'UE]]></category>
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		<description><![CDATA[Se il Parlamento Europeo decidesse di discutere su Cuba, il dibattito dovrebbe necessariamente fare riferimento alla violazione in massa, flagrante e sistematica dei diritti umani dell'intera popolazione cubana, dovuta al blocco economico, commerciale e finanziario genocida, immorale e illegale mantenuto dal governo dagli Stati Uniti contro il nostro paese da quasi 60 anni.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12147" alt="cuba-eurocamara-580x330" src="/files/2021/06/cuba-eurocamara-580x330.jpg" width="580" height="330" />L&#8217;ambasciata cubana in Belgio ha descritto questo lunedì come una farsa un dibattito introdotto da alcuni eurodeputati di destra per affrontare domani al Parlamento Europeo la situazione dei diritti umani nell&#8217;isola.</strong><br />
Di seguito pubblichiamo il testo integrale della nota di stampa dell’Ambasciata di Cuba a Bruxelles:<br />
“Il martedì 8 giugno, il Parlamento Europeo ha indetto un dibattito artificiale su quella che hanno chiamato &#8220;la situazione politica e i diritti umani a Cuba&#8221;.</p>
<p>Se il Parlamento Europeo decidesse di discutere su Cuba, il dibattito dovrebbe necessariamente fare riferimento alla violazione in massa, flagrante e sistematica dei diritti umani dell&#8217;intera popolazione cubana, dovuta al blocco economico, commerciale e finanziario genocida, immorale e illegale mantenuto dal governo dagli Stati Uniti contro il nostro paese da quasi 60 anni.</p>
<p>Ci chiediamo se i promotori di questa farsa sarebbero disposti a esigere al governo degli Stati Uniti di revocare questa politica, che, fino alla fine di marzo del 2020, ha rappresentato un danno accumulato all&#8217;economia cubana pari a 144.413,4 milioni di dollari.</p>
<p>Sono anche disposti a difendere le persone fisiche e giuridiche europee colpite dalla crescente extraterritorialità del blocco?</p>
<p>Esigeranno alle loro controparti statunitensi di abrogare la legge Helms-Burton? Potrebbe succedere che chiederanno l&#8217;eliminazione delle 243 misure applicate dall&#8217;ex presidente Donald Trump, e che l&#8217;attuale amministrazione statunitense mantiene in vigore?</p>
<p>È vergognoso che un gruppo di eurodeputati abbia promosso l&#8217;inclusione di questo tema nell&#8217;agenda del Parlamento Europeo. Gli elettori europei e la comunità internazionale in generale si aspetterebbero obiettività e imparzialità dal legislatore europeo, piuttosto che selettività e doppie morali nell&#8217;esaminare le questioni dei diritti umani in un mondo così turbolento, dove ogni giorno si verificano eventi che sconvolgono la coscienza universale, su cui il Parlamento Europeo ha mantenuto e mantiene un silenzio complice e immorale.</p>
<p>Ferisce la dignità umana che questioni come il razzismo, la discriminazione e la crescente xenofobia presente in Europa non siano discusse in modo approfondito dal Parlamento Europeo. Approcci distorti da posizioni di destra offendono profondamente anche quando si valutano situazioni presenti nei paesi dell&#8217;America Latina e/o del Medio Oriente.</p>
<p>È estremamente scortese e immorale che si scelga di criticare Cuba, un paese che garantisce il diritto alla vita e costituisce un esempio mondiale di solidarietà e cooperazione in materia di salute, istruzione e altri settori cardine dei diritti umani.</p>
<p>Sono chiare le motivazioni politiche alla base di questo spettacolo anti-cubano, promosso in primo luogo da eurodeputati spagnoli che hanno in comune la nostalgia del franchismo e la vocazione golpista e che dimenticano che Cuba ha cessato di essere una colonia spagnola dal 1898.</p>
<p>Non prendono in considerazione che il popolo cubano si è liberato per sempre, il 1° gennaio 1959, e in pieno esercizio del suo diritto all&#8217;autodeterminazione ha adottato, mediante referendum tenutosi il 24 febbraio 2019, con il voto dell’86,5% degli elettori, una nuova Costituzione in cui è sancito come primo principio che &#8220;Cuba è uno stato socialista di diritto e giustizia sociale, democratico, indipendente e sovrano, organizzato con tutti e per il bene di tutti come Repubblica unitaria e indivisibile, fondata sul lavoro, la dignità, l&#8217;umanitarismo e l’etica dei suoi cittadini per il godimento della libertà, dell&#8217;equità, dell&#8217;uguaglianza, della solidarietà, del benessere e della prosperità individuale e collettiva”.</p>
<p>La sua ossessione per Cuba ha una spiegazione: risponde alla stessa agenda di chi, dagli Stati Uniti, ha cercato di rovesciare la Rivoluzione cubana da più di 60 anni.</p>
<p>Non possono permettere che esista un popolo che non si pieghi ai loro disegni e che resista a un blocco di ferro, intensificato in modo criminale nel mezzo di una pandemia globale.</p>
<p>E non ammettono neanche che, nonostante tutte le difficoltà, la piccola nazione caraibica è stata in grado di produrre non uno, ma cinque candidati vaccinali, con una capacità produttiva sufficiente per immunizzare l&#8217;intera popolazione entro la fine del 2021 e contribuire al processo di vaccinazione in altri paesi in via di sviluppo. Coloro che hanno promosso questo dibattito indecente ometteranno volontariamente questa tremenda azione.</p>
<p>Questi eurodeputati sono determinati a mettere a tacere, nascondere e distorcere l&#8217;esempio di Cuba in ogni modo possibile. Per questo, in questo nuovo spettacolo, alcuni membri del Parlamento Europeo cercheranno di presentare una realtà sconosciuta a milioni di cubani; ma questo monopolizza spesso i titoli della grande stampa egemonica globale e a cui fa eco la stampa di Miami e i media mercenari che la sostengono.</p>
<p>Come ha sostenuto nella sua denuncia la Commissione per le Relazioni Internazionali dell&#8217;Assemblea Nazionale del Potere Popolare: &#8220;Non ci stupiamo di simili azioni, sono tipiche della doppia morale che le motivano, dei doppi standard che le caratterizzano&#8221;.</p>
<p>Questa manovra anti-cubana ha anche lo scopo di ostacolare le relazioni bilaterali tra Cuba e l&#8217;Unione Europea e indebolire l&#8217;attuazione dell&#8217;Accordo di Dialogo Politico e di Cooperazione tra Cuba, l&#8217;Unione Europea e i suoi Stati membri. I promotori di questa deplorevole farsa e di questa deprecabile manovra politica sono pienamente consapevoli che l&#8217;Accordo viene attuato in modo positivo e che esiste una chiara volontà politica delle Parti di continuare a creare ponti tra i nostri popoli e i nostri governi attraverso di questo, nonostante le differenze esistenti, e in piena aderenza alle basi e ai principi sanciti nell&#8217;Accordo e approvati dal Parlamento Europeo nella sua risoluzione di consentimento del 5 luglio 2017.</p>
<p>Con tali azioni, i promotori di questa farsa, e coloro che la sostengono, l&#8217;unica cosa che otterranno è screditare ulteriormente l&#8217;immagine della cosiddetta casa della democrazia europea. Il popolo cubano continuerà a decidere sul proprio destino, senza nessuna interferenza, in modo libero, indipendente e sovrano”.</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Prensa Latina</p>
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		<title>Organizzazioni ambientaliste ed agricole chiedono a Biden un cambiamento di politica verso Cuba</title>
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		<pubDate>Sun, 09 May 2021 22:14:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Numerose entità si sono sommate negli ultimi mesi al richiamo di una politica giusta verso Cuba da parte del governo statunitense. In questa occasione 36 organizzazioni che rappresentano agricoltori, agro-ecologi, ecologisti, accademici, società civile e movimenti di giustizia climatica hanno inviato una lettera al presidente degli Stati Uniti chiedendo un cambiamento di politica verso l'Isola.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12108" alt="relaciones-cuba-estados-unidos" src="/files/2021/05/relaciones-cuba-estados-unidos.jpg" width="580" height="327" />Numerose entità si sono sommate negli ultimi mesi al richiamo di una politica giusta verso Cuba da parte del governo statunitense. In questa occasione 36 organizzazioni che rappresentano agricoltori, agro-ecologi, ecologisti, accademici, società civile e movimenti di giustizia climatica hanno inviato una lettera al presidente degli Stati Uniti chiedendo un cambiamento di politica verso l&#8217;Isol</strong>a.</p>
<p>Durante la sua campagna il mandatario statunitense aveva promesso cambiare le politiche fallite del suo predecessore. In questo senso, i firmatari reclamano il compimento dei suoi impegni, allo stesso modo che chiedono rispondere alle petizioni di milioni di persone attorno al mondo, che si sono uniti a questo richiamo, includendo 79 congressisti ed altre organizzazioni statunitensi.</p>
<p>I firmatari della lettera consegnata questo 5 maggio, appartengono a differenti settori della società civile e collaborano attivamente coi loro colleghi cubani o hanno partecipato a scambi di conoscenze, per la ricerca di soluzioni alle multiple crisi sociali ed ecologiche.</p>
<p>Il reclamo sintetizza la necessità di mettere fine a queste politiche che continuano, tra le altre cose, a bloccare la capacità di Cuba a mitigare ed adattarsi alla crisi climatica; al tempo che limita gravemente lo sviluppo di sistemi alimentari sostenibili ed il diritto all&#8217;alimentazione di Cuba.</p>
<p>Margarita Fernández, direttrice esecutiva dell&#8217;Istituto di Agro-Ecologia dei Caraibi e coordinatrice della Rete di Agro-Ecologia Cuba-Stati Uniti, ha segnalato che recentemente la segretaria di stampa della Casa Bianca ha detto che “i diritti umani saranno un pilastro fondamentale della politica statunitense” verso Cuba.</p>
<p>Inoltre, Fernández ha aggiunto che “le sanzioni applicate dagli Stati Uniti limitano gravemente i diritti dei cittadini cubani alla sicurezza alimentaria, la resilienza climatica e la dignità. Una messa a fuoco politica davvero audace, basata sui diritti, sarebbe togliere completamente il bloqueo”.</p>
<p>Il documento persegue il fine di spingere misure esecutive per restaurare le regolazioni che dirigevano il commercio ed i viaggi a Cuba al punto che si trovavano prima del 20 gennaio 2017. Anche, espone la necessità di cessare immediatamente l&#8217;applicazione di qualunque sanzione e restrizione contro gli alimenti, le medicine e qualunque altra assistenza umanitaria a Cuba; come la cooperazione internazionale e le restrizioni alle transazioni finanziarie.</p>
<p>Un altro degli aspetti che emerge nella lettera è la petizione della riapertura nella sua totalità dell&#8217;Ambasciata e dei servizi consolari di Washington a L&#8217;Avana; oltre agli scambi bilaterali in aree essenziali come l’ecosistema, la società civile e la cooperazione scientifica.</p>
<p>Come quarto aspetto i richiedenti espongono mettere in pratica l&#8217;autorità esecutiva, affinché non si rinnovi la determinazione annuale di imporre sanzioni in virtù della Legge di Commercio col Nemico, fatto che faciliterebbe mediante azione esecutiva diretta che Biden metta fine all&#8217;ingiusto bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto da quasi 60 anni.</p>
<p>La missiva si invia nella cornice dei primi 100 giorni di governo dell&#8217;amministrazione Biden &#8211; Harris, nei quali non si è implementata nessuna azione per cancellar le più di 200 misure prese da Trump contro l&#8217;Isola. Inoltre, cerca di essere una chiamata di attenzione in attesa del 23 giugno, data in i cui Cuba presenterà presso l&#8217;ONU la risoluzione “Necessità di mettere fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d&#8217;America contro Cuba” e che ogni anno è appoggiata a livello mondiale.</p>
<p>da Cubaminrex/Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>Durante la sua campagna il mandatario statunitense aveva promesso cambiare le politiche fallite del suo predecessore. In questo senso, i firmatari reclamano il compimento dei suoi impegni, allo stesso modo che chiedono rispondere alle petizioni di milioni di persone attorno al mondo, che si sono uniti a questo richiamo, includendo 79 congressisti ed altre organizzazioni statunitensi.</p>
<p>I firmatari della lettera consegnata questo 5 maggio, appartengono a differenti settori della società civile e collaborano attivamente coi loro colleghi cubani o hanno partecipato a scambi di conoscenze, per la ricerca di soluzioni alle multiple crisi sociali ed ecologiche.</p>
<p>Il reclamo sintetizza la necessità di mettere fine a queste politiche che continuano, tra le altre cose, a bloccare la capacità di Cuba a mitigare ed adattarsi alla crisi climatica; al tempo che limita gravemente lo sviluppo di sistemi alimentari sostenibili ed il diritto all&#8217;alimentazione di Cuba.</p>
<p>Margarita Fernández, direttrice esecutiva dell&#8217;Istituto di Agro-Ecologia dei Caraibi e coordinatrice della Rete di Agro-Ecologia Cuba-Stati Uniti, ha segnalato che recentemente la segretaria di stampa della Casa Bianca ha detto che “i diritti umani saranno un pilastro fondamentale della politica statunitense” verso Cuba.</p>
<p>Inoltre, Fernández ha aggiunto che “le sanzioni applicate dagli Stati Uniti limitano gravemente i diritti dei cittadini cubani alla sicurezza alimentaria, la resilienza climatica e la dignità. Una messa a fuoco politica davvero audace, basata sui diritti, sarebbe togliere completamente il bloqueo”.</p>
<p>Il documento persegue il fine di spingere misure esecutive per restaurare le regolazioni che dirigevano il commercio ed i viaggi a Cuba al punto che si trovavano prima del 20 gennaio 2017. Anche, espone la necessità di cessare immediatamente l&#8217;applicazione di qualunque sanzione e restrizione contro gli alimenti, le medicine e qualunque altra assistenza umanitaria a Cuba; come la cooperazione internazionale e le restrizioni alle transazioni finanziarie.</p>
<p>Un altro degli aspetti che emerge nella lettera è la petizione della riapertura nella sua totalità dell&#8217;Ambasciata e dei servizi consolari di Washington a L&#8217;Avana; oltre agli scambi bilaterali in aree essenziali come l’ecosistema, la società civile e la cooperazione scientifica.</p>
<p>Come quarto aspetto i richiedenti espongono mettere in pratica l&#8217;autorità esecutiva, affinché non si rinnovi la determinazione annuale di imporre sanzioni in virtù della Legge di Commercio col Nemico, fatto che faciliterebbe mediante azione esecutiva diretta che Biden metta fine all&#8217;ingiusto bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto da quasi 60 anni.</p>
<p>La missiva si invia nella cornice dei primi 100 giorni di governo dell&#8217;amministrazione Biden &#8211; Harris, nei quali non si è implementata nessuna azione per cancellar le più di 200 misure prese da Trump contro l&#8217;Isola. Inoltre, cerca di essere una chiamata di attenzione in attesa del 23 giugno, data in i cui Cuba presenterà presso l&#8217;ONU la risoluzione “Necessità di mettere fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d&#8217;America contro Cuba” e che ogni anno è appoggiata a livello mondiale.</p>
<p>da Cubaminrex/Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Preoccupati?</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2021 20:19:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci sono preoccupazioni imbarazzanti. Soprattutto quando la nazione più potente del pianeta mette i suoi funzionari e la sua ambasciata a palesare "massima preoccupazione" per un cittadino apparentemente ben nutrito, mentre condanna più di 11 milioni di individui dello stesso paese alla fame e alla scarsità.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11123" alt="bloqueo-contra-cuba-cartel-cuba" src="/files/2019/09/bloqueo-contra-cuba-cartel-cuba.jpg" width="580" height="391" />Ci sono preoccupazioni imbarazzanti. Soprattutto quando la nazione più potente del pianeta mette i suoi funzionari e la sua ambasciata a palesare &#8220;massima preoccupazione&#8221; per un cittadino apparentemente ben nutrito, mentre condanna più di 11 milioni di individui dello stesso paese alla fame e alla scarsità.</strong></p>
<p>Julie Chung, capo facente funzione dell&#8217;Ufficio per gli affari dell&#8217;emisfero occidentale del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, ha dichiarato sabato su Twitter che &#8220;gli Stati Uniti sono estremamente preoccupati per il benessere dell&#8217;attivista cubano @LMOAlcantara e sollecitano il governo cubano ad agire immediatamente per proteggere la sua vita e la sua salute&#8221;. Questo è stato rapidamente ritwittato dalla missione diplomatica di Washington a L&#8217;Avana.</p>
<p>Il cittadino in questione, che quel governo paga per le sue azioni attraverso i soldi dei programmi per Cuba ricevuti dall&#8217;Istituto Nazionale Democratico, è in cura in una struttura sanitaria pubblica. Le analisi effettuate indicano che &#8220;i parametri del paziente non corrispondono a quelli di una persona che sia stato in sciopero della fame, infatti c&#8217;erano nutrizione e idratazione&#8221;. Il suo &#8220;sciopero della fame&#8221; è pura performance.</p>
<p>Sono passati più di cento giorni dell&#8217;attuale governo Usa senza però esprimere la stessa &#8220;grande preoccupazione&#8221; per i terribili effetti che il bloqueo ha provocato sul popolo cubano, ancor più in tempi di pandemia. Come il primo giorno, rimangono in vigore le 242 misure prese da Trump per intensificare la politica criminale di assedio, soffocamento e aggressione contro il popolo cubano.</p>
<p>L&#8217;ex consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Ben Rhodes, ha recentemente affermato che &#8220;l&#8217;amministrazione Biden può dare l&#8217;empowerment al popolo cubano abbandonando le politiche di Trump, che sono progettate solo per ferirlo. L&#8217;amministrazione Biden non sarà in grado di farlo se vive nella paura degli intransigenti con cui non saranno mai d&#8217;accordo&#8221;.</p>
<p>Preoccupazione per i diritti umani, la vita e la salute dei cubani? Il bloqueo è ancora lì, come il dinosauro di Monterroso. (ndt: &#8220;Il dinosauro&#8221; è un mini racconto dell&#8217;autore guatemalteco-honduregno Augusto Monterroso, composto da sole 8 parole: Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì.)</p>
<p>di Randy Alonso Falcon</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-12103" alt="bloqueo-cuba-afectaciones-2015-2020-580x441" src="/files/2021/05/bloqueo-cuba-afectaciones-2015-2020-580x441.png" width="580" height="441" /></p>
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