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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Berta Caceres</title>
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		<title>Tribunale honduregno ha dichiarato colpevole l&#8217;assassino intellettuale di Berta Cáceres</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2021 23:19:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un tribunale  honduregno ha dichiarato oggi colpevole David Castillo come coautore intellettuale dell'omicidio dell'ambientalista Berta Cáceres, commesso il 2 marzo 2016. La lettura della sentenza, che potrebbe essere tra i 30 e i 35 anni di reclusione, avverrà il 3 agosto, ha precisato lo stesso organo di amministrazione della giustizia.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-12232" alt="y-berta" src="/files/2021/07/y-berta.jpg" width="580" height="386" />Un tribunale  honduregno ha dichiarato oggi colpevole David Castillo come coautore intellettuale dell&#8217;omicidio dell&#8217;ambientalista Berta Cáceres, commesso il 2 marzo 2016.</strong></p>
<p>La lettura della sentenza, che potrebbe essere tra i 30 e i 35 anni di reclusione, avverrà il 3 agosto, ha precisato lo stesso organo di amministrazione della giustizia.</p>
<p>Il 6 aprile è iniziato il processo giudiziario nei confronti di Castillo, che è stato dirigente della società DESA all&#8217;epoca dei fatti, e lunedì il tribunale ha dimostrato legami con i sicari incaricati del delitto.</p>
<p>La società DESA stava eseguendo il progetto idroelettrico di Agua Zarca, che Cáceres ha combattuto per diversi anni con la motivazione che colpisce il territorio ancestrale degli indigeni Lenca, di cui lei era un’importante leader.</p>
<p>La traiettoria di Berta Cáceres come combattente per la difesa dell&#8217;ambiente in Honduras l&#8217;ha portata nel 2015 ad essere premiata con il Premio Internazionale Goldman, considerato il Premio Nobel per gli ambientalisti.</p>
<p>Nel dicembre del 2019, un tribunale honduregno ha condannato tra i 30 e i 34 anni gli autori materiali dell&#8217;omicidio della leader del popolo Lenca, fondatrice nel 1993 del Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari e Indigene dell&#8217;Honduras (COPINH).</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>A 4 anni dalla sua semina: Berta continua ad essere infinita</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 21:11:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra gli 8,6 milioni di voci che abitano questo paesino, cuore dell'America Centrale, chiamato Honduras, 45 anni fa, è sorta la voce di una guerriera, di una donna forte che ha saputo incarnare tutte le allegre, giuste e necessarie disubbidienze, che non è riuscita a rimanere in nessun stampo e giustamente per questo motivo li ha rotti tutti e ne ha creato uno tutto suo, regolato con i suoi principi fermi ed infrangibili, come la sua voce, dove denunciava le ingiustizie e difendeva con coraggio i beni sacri del suo paese. Quella donna, alloggiata in migliaia e migliaia di cuori è Berta Isabel Caceres Flores.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11363" alt="berta4anni" src="/files/2020/03/berta4anni.jpg" width="580" height="435" />Tra gli 8,6 milioni di voci che abitano questo paesino, cuore dell&#8217;America Centrale, chiamato Honduras, 45 anni fa, è sorta la voce di una guerriera, di una donna forte che ha saputo incarnare tutte le allegre, giuste e necessarie disubbidienze, che non è riuscita a rimanere in nessun stampo e giustamente per questo motivo li ha rotti tutti e ne ha creato uno tutto suo, regolato con i suoi principi fermi ed infrangibili, come la sua voce, dove denunciava le ingiustizie e difendeva con coraggio i beni sacri del suo paese. Quella donna, alloggiata in migliaia e migliaia di cuori è Berta Isabel Caceres Flores.  </strong></p>
<p>Era nata il 4 marzo 1973 a Esperanza, Intibucà. Indigena lenca, di madre levatrice ed infermiera che si è trasformata nella prima donna sindaco in Honduras, Berta Caceres ha saputo incarnare ed allargare fino limiti inimmaginabili questo lascito materno di potere e forza dalla condizione di donna. Nel 1993 è stata una delle fondatrici del Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari ed Indigene dell’Honduras (COPINH) ed ha diretto da quel momento le costanti lotte in difesa dei beni naturali del popolo lenca. Minacciata, perseguita ed anche imprigionata per la sua lotta, Berta ha assunto tutti i rischi per amore ed ha saputo essere sempre una donna coraggiosa che diceva la sua parola ferma e senza paura.</p>
<p>Conversava col fiume Gualcarque, e riconosceva in lui le voci di tutti il suo antenati. Ha compreso come pochi il pulsare della “pachamama” ed ha saputo sentire nel suo sangue tutte le forme di vita palpitando. Aveva nel suo petto un amore che trascende l&#8217;idea dell&#8217;amore stesso, ed ha imparato a trovarlo nei visi dei suoi fratelli e sorelle lottatrici, ed ha saputo, nella lotta, gomito a gomito essere molto più di due.</p>
<p>Berta non è stata mai in nessun stampo. Li ha rotti tutti. Non è stata nello stampo patriarcale. Non è stata nello stampo di donna tradizionale, l’ha mandato al diavolo. Non è stata nello stampo di un&#8217;organizzazione popolare, nello stampo di un partito politico. Ha sempre detto le cose senza sotterfugi di fronte a qualsiasi persona. Berta era molto più che un&#8217;ambientalista. Berta incarnava i principi anti-capitalisti, antirazzisti, anti-patriarcali, antimilitaristi ed antimperialisti. Berta era anti-sistema.</p>
<p>Il 2 marzo 2016 hanno creduto di mettere fine alla sua forza, ma gli assassini non si sono immaginati che sarebbe stato l&#8217;inizio della nascita di migliaia e migliaia di Berte, lottando dal più profondo dell&#8217;indignazione e del coraggio. Comprendendo così quello che ha scritto Ana Frank nel suo diario sulla meraviglia di che ognuno di noi nel momento seguente può incominciare a migliorare il mondo.</p>
<p>Il 2 marzo il lascito di Berta Caceres ha commosso il mondo, perché non hanno saputo capire che le sue radici oltrepassavano qualunque frontiera,  che la sua forza penetrava perfino nel più profondo di quelli che conoscevano unicamente il suo nome. Berta è ritornata sulla terra, nel cuore della “pachamama”, alle fonti di acqua che hanno sempre fluito nel suo sorriso fresco e sereno, nel suo gesto gentile e nel suo spirito pieno di semplicità che concede solo la saggezza.</p>
<p>E così, in mezzo a migliaia e migliaia di fratelli e sorelle, il seme di Berta è  germogliato ancora prima di essere seminato. Oggi il suo spirito libero e ribelle saltella nella cascata, si abbraccia ad ogni albero, ad ogni goccia d’acqua del fiume e soffia soavemente sui visi dei suoi figli e figlie, fratelli e sorelle; di sangue e della vita.</p>
<p>Il suo seme germina, perché ha trasceso i limiti umani. Quelli che hanno tentato di farla tacere non hanno immaginato che avrebbero moltiplicato la sua voce ed il suo grido per il mondo intero. Quelli che hanno tentato di zittirla non hanno pensato che l&#8217;avrebbero ubicata dove sta ora, nell’infinito, nell’eterno, in quello che sprona le sue giuste e necessarie disubbidienze, nella memoria collettiva dei popoli, lì, dove giustamente non potranno mai cancellarla.</p>
<p>di Heidy Alachan</p>
<p>da Movimiento Amplio madj.org</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Berta Cáceres: Honduras è un paese che hanno portato all’orlo del precipizio, devastato totalmente dalle politiche neoliberali</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Mar 2019 04:26:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[3º anniversario della semina]]></category>
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		<description><![CDATA[Il XIII Seminario Internazionale sui Paradigmi Emancipatori che si è svolto a L'Avana, dal 22 al 25 gennaio 2019 ha riunito i rappresentanti dei movimenti sociali di quasi tutte le latitudini, principalmente dell'America Latina, o come direbbe José Martí, provenienti dalla Nostra America. La grande persona che mi ha fatto conoscere questi incontri così emozionanti tra fratelli e sorelle di lotta è stata la “Mia Comandanta” dell’Honduras, Berta Cáceres Flores. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_10867" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-10867" alt="Bertha Zùniga, hija de Berta Caceres" src="/files/2019/02/hija-de-berta-cáceres.jpg" width="580" height="326" /><p class="wp-caption-text">Bertha Zùniga, hija de Berta Caceres</p></div>
<p><strong>“Stanno cercando di cancellare dalla terra i popoli indigeni e gli afrodiscendenti, affrontiamo un progetto di morte e rispondiamo anteponendo la speranza ed i nostri piani millenari di vita”. </strong><br />
<strong>Berta Cáceres, 2015  </strong></p>
<p>Il XIII Seminario Internazionale sui Paradigmi Emancipatori che si è svolto a L&#8217;Avana, dal 22 al 25 gennaio 2019 ha riunito i rappresentanti dei movimenti sociali di quasi tutte le latitudini, principalmente dell&#8217;America Latina, o come direbbe José Martí, provenienti dalla Nostra America.</p>
<p>La grande persona che mi ha fatto conoscere questi incontri così emozionanti tra fratelli e sorelle di lotta è stata la “Mia Comandanta” dell’Honduras, Berta Cáceres Flores.</p>
<p>Lei, come nell&#8217;edizione anteriore, non ha potuto partecipare fisicamente, ma il suo spirito indigeno, la sua forza, il suo messaggio continuano a stare con noi, hanno camminato nel Pabellon Cuba con i partecipanti, consigliando, mettendo in allerta…MAI, Berta, c&#8217;abbandonerà.</p>
<p>Con gran emozione ho potuto abbracciare una volta di più sua figlia, Bertha Zúniga Cáceres, conversare sull&#8217;eredità della sua “mami”, sui lavori del COPINH (Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari ed Indigene dell’Honduras, fondato da Berta Cáceres) e sulla triste situazione del suo paese, Honduras.</p>
<p>“È un orgoglio per me trovarmi con tanti popoli che hanno conosciuto mia madre e la ricordano come un simbolo vivo delle loro lotte, è incredibile che io la percepisca in tutte le popolazioni dove è passata. Ma l&#8217;onore più grande è vederla viva a Cuba, un&#8217;isola ed una Rivoluzione che lei ha sempre ammirato molto.</p>
<p>Bertita mi parla con emozione della presentazione del libro “Las Revoluciones de Berta. Conversaciones con Claudia Korol” Ediciones America Libre (che è stato presentato nel Seminario) che fortunatamente difende la parte profonda che è stato il lavoro rivoluzionario che ha fatto la “Mia Comandanta”, ed invece i suoi assassini vogliono minimizzare la sua leadership presentandola solo come un&#8217;ecologista, e così seppellire i suoi impegni sociali, femministi, di resilienza millenaria, completamente integrale.</p>
<p>“La dimostrazione che Berta non è morta, che Berta, come un seme, si è moltiplicata, è il fatto concreto che nel COPINH sono presenti concretamente le nuove generazioni, perfino nei posti di leadership, dove ci sono studenti universitari che inoltre aiutano molto in tutta la formazione della base e che si riconoscono nei 25 anni di lotta dell&#8217;Organizzazione”.</p>
<p>Sul tema più triste, Honduras, Bertha Zúniga mi ricorda che in giugno di questo anno saranno già trascorsi 10 anni dal golpe di Stato contro Manuel Zelaya, 10 anni di totale furto di ogni risorsa del paese in favore delle multinazionali.</p>
<p>“La struttura criminale dello Stato è già uscita allo scoperto, pochi mesi fa, si è saputo che si basa sul narcotraffico, la stessa famiglia del presidente della Repubblica è colpevole, questo presidente che si è posizionato un anno fa dopo una clamorosa frode elettorale, un&#8217;altra volta”.</p>
<p>Ricordo a Bertita che Juan Orlando Hernández si è auto-permesso la rielezione, violando sfacciatamente la Magna Carta dell’Honduras: è curioso che questo è stato lo stesso motivo nel 2009 per il rovesciamento di Zelaya, che proponeva un’Assemblea Costituente per sapere se il popolo fosse stato d’accordo con la rielezione!</p>
<p>Bertha Zúniga fa enfasi sul fatto che il popolo honduregno non è contrario alla rielezione, ma per questo procedimento esige un processo democratico previo e già in settembre del 2010 sono state raccolte un 1.342.876 firme che esigevano a voce alta un’Assemblea Costituente, per una profonda ristrutturazione del paese, la rifondazione totale, dalle sue fondamenta.</p>
<p>Nella conferenza stampa sulla consegna delle firme, il 17 settembre 2010, quella che era, in quell&#8217;epoca, la coordinatrice generale del COPINH, Bertha Cáceres, volle inviare una copia delle firme alle organizzazioni internazionali affinché conoscessero la volontà del popolo honduregno e per potere togliere la maschera al governo de facto di Pepe Lobo, continuazione del golpe civico-militare del 28 giugno 2009.</p>
<p>Quello stesso giorno, Berta mi ha consegnato un messaggio provocatorio, in una delle interviste che le ho fatto, con parole come sempre molto azzeccate che dopo quasi nove anni, risultano più attuali che mai e necessarie: “Credo che dobbiamo rompere il cerchio mediatico affinché il mondo sappia quello che sta succedendo in Honduras, è parte del lavoro dell&#8217;emancipazione emisferica, in tutto il pianeta; inoltre l&#8217;obbligo della comunità internazionale è riconoscere la nostra lotta per la rifondazione del paese. Basta già di questa invisibilizzazione orribile, il mondo deve rendersi conto della repressione, della militarizzazione, della violazione dei diritti umani, e dell&#8217;intensificazione dell&#8217;interventismo e dell&#8217;occupazione degli USA e delle multinazionali, dell’approfondimento della morte attraverso il modello neoliberale.<br />
Io credo che tutto ciò deve essere una questione importante per la comunità internazionale, i paesi, i governi che sono come i nostri fratelli, che il mondo sappia che il nostro popolo non si manifesta solo, gridando slogan, ma sta costruendo anche dal basso e credo che sia un dovere rivoluzionario di tutte le persone progressiste e di sinistra quello di dare il loro appoggio ad Honduras”, ha detto Berta Cáceres.</p>
<p>“L&#8217;unità è fondamentale per la base, dobbiamo lavorare insieme per lottare ed ottenere l&#8217;Assemblea Costituente del popolo, dato che sappiamo che è impossibile che l&#8217;oligarchia ceda il potere su un tappeto rosso, e se non sarà democratica e popolare non potremo partecipare, come movimento, perché sarebbe come tradire il popolo e la storia, sarebbe come dimenticare i nostri martiri, e dobbiamo essere ben chiari e trasparenti su questo tema”, ha continuato Caceres.</p>
<p>“Su suggerimento del COPINH, le firme si invieranno all&#8217;ONU, all&#8217;Alba all&#8217;UNASUR, all&#8217;OEA, ad organismi internazionali dei diritti umani ed ai governi dei paesi centroamericani, affinché imparino questa lezione che il popolo dell’Honduras sta dando, con le idee ‘morazaniste’, lottando per l&#8217;unità di tutta la nostra regione. Credo che sia importante che si sappia, a tutti i livelli, della nostra meta, che è l&#8217;Assemblea Costituente, come espressione pura del nostro camminare verso la rifondazione dell’Honduras: adesso, questa necessità legittima della gente, non è legale, ma non importa, perché sappiamo che le leggi in questo paese furono scritte dall&#8217;oligarchia. Dobbiamo auto-convocarci, non possiamo continuare ad essere sottomessi e sottomesse, in Honduras, secondo la logica della dominazione del diritto occidentale, capitalista e razzista”, ha concluso Berta.</p>
<p>Per finire la mia chiacchierata con Bertita, le chiedo informazioni sul processo contro gli assassini di sua madre e subito lei evidenzia che non ci sarà giustizia fino a che gli autori intellettuali non saranno condannati.</p>
<p>In novembre del 2018 sono state condannate 7 persone, ma rappresentano solamente i sicari e gli incarichi intermedi pagati da DESA (Sviluppo Energetico S. A.): nessun capo dell&#8217;esercito o funzionari importanti dello stato, nessuno appartenente alla famiglia Atala-Zablah (proprietaria di DESA) non sono neanche stati citati dalla Corte!</p>
<p>“Continueremo nella lotta fino ad ottenere giustizia, hanno ammazzato mia madre pensando di distruggere il COPINH, senza sapere che le sue idee non possono morire, sono state seminate, che il popolo Lenca continuerà a preservare il suo territorio fino a scacciare l&#8217;ultimo progetto assassino delle multinazionali”.</p>
<p>Quest’anno, il terzo dalla sua semina, Berta ci convoca un&#8217;altra volta: il COPINH svilupperà dal 1º fino al 3 marzo 2019 tre giorni di resistenza davanti all&#8217;impunità, di appoggio al popolo Lenca e di studio di strategie affinché si faccia giustizia ad Utopia, centro di incontri ed amicizia del COPINH, La Esperanza, Intibucá, Honduras.</p>
<p>Ma chi non potrà partecipare, il giorno 2 marzo potrà manifestarsi davanti all&#8217;ambasciata dell’Honduras del suo paese per esigere la cattura degli autori intellettuali, esigere la cancellazione del Progetto Idroelettrico Agua Zarca, mandare i twitter #JusticiaParaBerta #FaltanLosAtala #3AñosSinJusticia.</p>
<p>Personalmente, ogni secondo che passa percepisco come un vento leggero che mi ispira le parole che Berta ha pronunciato quando ha ricevuto il Premio Goldman, nel 2015: “Svegliamoci! Svegliamoci umanità! Non c’è più tempo! Le nostre coscienze saranno scosse dal fatto che stiamo solo contemplando l&#8217;autodistruzione basata nella depredazione capitalista, razzista e patriarcale. Il Fiume Gualcarque (fiume sacro del popolo Lenca) ci ha chiamati, come gli altri che sono seriamente minacciati. Dobbiamo accorrere! La Madre Terra militarizzata, circondata, avvelenata, dove si violano sistematicamente i diritti elementari, esige il nostro agire. Costruiamo allora società capaci di coesistere in maniera giusta, degna e per la vita”.</p>
<p>di Ida Garberi</p>
<p>foto: Ida Garberi e COPINH</p>
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		<title>Arrestano autore intellettuale dell&#8217;assassinio di Berta Caceres</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2018 02:49:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[2° anniversario]]></category>
		<category><![CDATA[assassinato]]></category>
		<category><![CDATA[Berta Caceres]]></category>
		<category><![CDATA[colpevole intellettuale]]></category>
		<category><![CDATA[Honduras]]></category>

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		<description><![CDATA[Mass media honduregni hanno comunicato che David Castillo stava per abbandonare il paese quando è stato catturato dagli agenti di sicurezza. Le autorità dell’Honduras hanno arrestato questo venerdì il presidente dell'azienda Sviluppi Energetici S. A. (DESA), David Castillo, accusato di essere il presunto autore intellettuale dell'assassinio della leader indigena Berta Caceres.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10412" alt="berta-caceres" src="/files/2018/03/berta-caceres.jpg" width="580" height="354" />Mass media honduregni hanno comunicato che David Castillo stava per abbandonare il paese quando è stato catturato dagli agenti di sicurezza.  </strong><br />
<strong> </strong><br />
Le autorità dell’Honduras hanno arrestato questo venerdì il presidente dell&#8217;azienda Sviluppi Energetici S. A. (DESA), David Castillo, accusato di essere il presunto autore intellettuale dell&#8217;assassinio della leader indigena Berta Caceres.</p>
<p>Nel secondo anniversario del crimine, mezzi locali hanno riportato che la cattura si è realizzata mentre Castillo cercava di abbandonare il paese dall&#8217;aeroporto Ramon Villeda Morales della città San Pedro Sula, nel dipartimento di Cortes (nordovest).</p>
<p>Caceres è stata assassinata il 2 marzo 2016 nella città de La Esperanza, dipartimento di Intibucà (ovest), quando un gruppo di sconosciuti hanno forzato l&#8217;entrata di casa sua per eseguire l&#8217;ordine.</p>
<p>Secondo l&#8217;investigazione che dirige il Dipartimento dei Delitti Contro la Vita dell&#8217;Agenzia Tecnica di Investigazione Criminale (ATIC), l&#8217;imprenditore ha proporzionato la logistica e le risorse necessarie ad uno degli autori materiali del fatto.</p>
<p>Inoltre, l&#8217;investigatore Juan Carlos Cruz e l&#8217;ex polizia Miguel Arcandel Rosales Izcano sono già stati processati per presentare prove false per deviare l&#8217;investigazione per l&#8217;assassinio dell&#8217;ambientalista honduregna.</p>
<p>Fino al momento, almeno otto persone sono accusate, e tra loro il direttore di DESA, Sergio Ramon Rodriguez Orellana.</p>
<p>da TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Sospendono progetto idroelettrico al quale si oppose Berta Caceres</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/07/10/sospendono-progetto-idroelettrico-al-quale-si-oppose-berta-caceres/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Jul 2017 02:09:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Berta Caceres]]></category>
		<category><![CDATA[Honduras]]></category>
		<category><![CDATA[progetto Agua Zarca]]></category>

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		<description><![CDATA[La compagnia a carico del progetto idroelettrico Agua Zarca, a cui si oppose l'ambientalista honduregna Berta Caceres, sospese oggi ufficialmente la sua costruzione sul fiume Gualcarque. Benché la decisione è diventata pubblica venerdì scorso, questo lunedì è quando è entrata in vigore la cancellazione totale delle opere nel dipartimento sud-occidentale di Intibucà. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9294" style="width: 640px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9294" alt="Berta Caceres" src="/files/2016/05/Berta-Caceres.jpg" width="640" height="640" /><p class="wp-caption-text">Berta Caceres</p></div>
<p><strong>La compagnia a carico del progetto idroelettrico Agua Zarca, a cui si oppose l&#8217;ambientalista honduregna Berta Caceres, sospese oggi ufficialmente la sua costruzione sul fiume Gualcarque.</strong></p>
<p>Benché la decisione è diventata pubblica venerdì scorso, questo lunedì è quando è entrata in vigore la cancellazione totale delle opere nel dipartimento sud-occidentale di Intibucà.</p>
<p>I rappresentanti dell&#8217;azienda annunciarono la sospensione come “un gesto di buona volontà che contribuirà a ridurre la tensione” nella zona, dopo le proteste che suscitò il progetto prima e dopo l&#8217;assassinio della Caceres il 2 marzo 2016.</p>
<p>Nonostante, il Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari ed Indigene dell’Honduras (Copinh) risaltò che la chiusura del progetto di Agua Zarca si deve alla lotta instancabile dei suoi membri ed al ritiro dell’appoggio di due delle banche incaricate di finanziare la costruzione.</p>
<p>“Questo risultato è stata un processo lento e difficile, dove il Copinh è stato costantemente ignorato e reso invisibile”, indicò l&#8217;organizzazione in un comunicato.</p>
<p>Inoltre, pretende che entrambe le istituzioni, cioè la banca olandese FMO e la finlandese Finnfund, accettino pubblicamente le loro responsabilità per la morte e per le violazioni dei diritti umani che promosse il progetto Agua Zarca.</p>
<p>Meritevole del premio Goldman nel 2015, Berta Caceres è stata giustiziata il 2 marzo 2016 in casa sua, a colpi di arma da fuoco, per opporsi a questo progetto idroelettrico in difesa dell&#8217;ecosistema e dei diritti del popolo lenca.</p>
<p>Dopo la sua morte, che generò un&#8217;onda di ripudio internazionale, le autorità honduregne arrestarono fino ad ora otto persone, comprese alcune legate alla compagnia honduregna promotrice di Agua Zarca, cioè DESA (Azienda per lo Sviluppo Energetico).</p>
<p>D’accordo con una relazione recente dell&#8217;organizzazione non governativa Globale Witness, Honduras è uno dei paesi che presenta più problemi a causa dell&#8217;appropriazione e dello sfruttamento arbitrario delle sue risorse naturali da parte di compagnie ed aziende transnazionali.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Gustavo Castro: “Berta mi ha scelto affinché il suo grido non rimanga seppellito”</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Mar 2017 02:25:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[America Centrale]]></category>
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		<description><![CDATA[“Dal primo momento che conobbi Berta in Chiapas, nel 1999, ricordo una donna instancabile, imbattibile, da chi io ho imparato molto. Lei difendeva sempre la speranza, la resistenza, era convinta che bisognava cercare un altro mondo dove possano starci tutti e tutte. Ma il sistema capitalista non accetta questo… dal momento in cui entrarono i sicari, sentii che non potevo fare niente ed avevo questo dolore, questo senso di colpa, ma poi un compagno in Honduras mi disse ‘Gustavo, stai tranquillo, Berta ti scelse affinché potessi denunciarlo, affinché continui la sua lotta e perché il suo grido non rimanga sepolto '. Ma ora so che non solo ha scelto me, ci ha scelto tutte e tutti, perché Berta vive in tutte le lotte, Berta si seminò e si moltiplicò.”]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_9807" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-9807" alt="Gustavo Castro" src="/files/2017/03/GustavoCastro.jpg" width="580" height="774" /><p class="wp-caption-text">Gustavo Castro</p></div>
<p style="text-align: left"><strong>“Qui è molto facile che ti ammazzino. Il costo che paghiamo è molto alto. Ma la cosa più importante è che abbiamo una forza che viene dai nostri antenati, un’eredità di migliaia di anni. Questa è il nostro alimento e la nostra convinzione nel momento di lottare.”   </strong></p>
<p><strong>Berta Cáceres  </strong></p>
<p>Nel 12º Workshop Internazionale sui Paradigmi Emancipatori “Berta Cáceres Vive”, a L&#8217;Avana, dal 10 al 13 gennaio 2017, tra gli invitati presenti c’era Gustavo Castro, fondatore dell&#8217;associazione “Otros Mundos A.C. Chiapas”, unico testimone del vile omicidio della leader indigena Berta Cáceres.</p>
<p>“Dal primo momento che conobbi Berta in Chiapas, nel 1999, ricordo una donna instancabile, imbattibile, da chi io ho imparato molto. Lei difendeva sempre la speranza, la resistenza, era convinta che bisognava cercare un altro mondo dove possano starci tutti e tutte. Ma il sistema capitalista non accetta questo… <strong>dal momento in cui entrarono i sicari, sentii che non potevo fare niente ed avevo questo dolore, questo senso di colpa, ma poi un compagno in Honduras mi disse ‘Gustavo, stai tranquillo, Berta ti scelse affinché potessi denunciarlo, affinché continui la sua lotta e perché il suo grido non rimanga sepolto &#8216;. Ma ora so che non solo ha scelto me, ci ha scelto tutte e tutti, perché Berta vive in tutte le lotte, Berta si seminò e si moltiplicò.”</strong></p>
<p>Nella conferenza stampa che Gustavo ha concesso con due delle figlie di Berta Cáceres, Berta e Laura Zúñiga, denunciò l&#8217; estrattivismo predatore, molto diffuso in America Centrale, dove i trattati di libero commercio obbligano i governi a modificare le loro leggi per permettere alle multinazionali che possano portare via tutto. In Honduras, per fare un esempio, fino al 40% del territorio è compromesso dalle concessioni minerarie. Sempre per questi trattati assassini di libero commercio, se per le proteste non si possono ottenere i progetti, gli stati devono pagare alle multinazionali multe milionarie. Così, è semplice: per i governi è più facile e più economico assassinare o criminalizzare i leader dei movimenti sociali, con totale impunità.</p>
<p>Nel caso specifico dell’Honduras, il 90-95% dei crimini rimangono impuniti e non si investigano, inoltre, l&#8217;espediente del caso di Berta si mantiene segreto e perfino gli avvocati non hanno accesso a tutti i documenti. <strong>Per di più, l&#8217;autorità giuridica si inventò un auto-furto per fare sparire la testimonianza di Gustavo che assicura che fino alla fine del 2016, nessuno degli accusati è stato l&#8217;esecutore materiale di quell&#8217;assassinato. </strong></p>
<p><strong>Gustavo inoltre in dicembre denunciò il governo dell’Honduras nella Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) per il maltrattamento subito dopo l&#8217;assassinato di Berta, quando arrivarono a sequestrarlo, senza permettergli di ritornare in Messico.</strong></p>
<p>Per tutto questo, domandiamo a Gustavo, come Cubainformación, come si sta proteggendo, che consiglio può dare ad altri leader dei movimenti sociali per salvarsi dalle aggressioni dei “gorilla”.</p>
<p>“Come dissi già nella conferenza stampa, in America Latina, per colpa dei trattati di libero commercio aumenterà in maniera vertiginosa la criminalizzazione dei leader dei movimenti sociali, perché è più economico criminalizzare o ammazzare che pagare debiti.</p>
<p>Oggigiorno le più colpite sono le donne che stanno dirigendo moltissime resistenze. Ai governi non importa oramai se le sono state concesse le misure cautelari della CIDH, come quelle di Berta; inoltre, sono misure emesse dallo stesso stato che sta assassinando. È completamente orribile, assurdo.</p>
<p>Neanche i Premi Goldman servono ormai, al contrario, i premiati e le premiate sono i primi ad essere perseguiti”.</p>
<p>“Noi, i lottatori sociali, sappiamo che se non abbandoniamo la lotta e non usciamo dai nostri paesi ed il potere decide eliminarti, sarà solo questione di fortuna.</p>
<p>Quello di Bertita era progettato da tempo, perfino, era stato pagato con molti mesi di anticipo.</p>
<p>Gli proposi venire a riposare un tempo in Chiapas, ma lei non volle, non poteva accettare di dormire tranquilla mentre continuavano ad ammazzare il suo popolo lenca.</p>
<p>È una questione di etica, di dignità, di coerenza. Allora, cosa facciamo?</p>
<p>Sappiamo che la situazione pesante è che avere le misure cautelari significa vivere con la polizia in casa tua tutto il tempo, che si suppone ti stia proteggendo, mentre in realtà ti stanno vigilando e controllando. È urgente generare altri meccanismi collettivi per proteggerci, perché siamo molto indisciplinati. È molto spossante cambiare continuamente routine, cambiare il cellulare, cambiare casa, scrivere criptato. Io stesso sono stanco, arriva un momento che perdi la paura ed accetti che possono ammazzarti in qualunque momento.”</p>
<p>“Un esempio di criminalizzazione dei movimenti sociali sono i cambiamenti delle leggi, che possono accusarti di terrorismo se facciamo un blocco delle strade, se fermiamo un progetto minerario è sequestro della società e si sta commettendo un crimine di delinquenza organizzata dove i leader possono “guadagnarsi” fino a 90 anni di carcere. Per questo motivo dobbiamo trovare una nuova strategia di resistenza, dobbiamo essere astuti, abili, commettere meno imprudenze, perché le leggi sono state modificate e non possiamo permetterci di morire o di andare in carcere, perché dopo il movimento si vede molto colpito.”</p>
<p>Rimane chiaro che la denuncia internazionale è fondamentale in tutti i casi.</p>
<p>Non si può permettere che l&#8217;assassinato di Berta cada nella dimenticanza.</p>
<p>Bisogna esigere una commissione internazionale indipendente riconosciuta dallo stato di Honduras che investighi il caso; e come disse Gustavo:</p>
<p>“In tutta l&#8217;America Latina c&#8217;è molta gente in difesa dei suoi territori, la sua lotta non è per loro, è per il beneficio di tutti. Per questo motivo la solidarietà deve essere generale sostenuta da tutti, perché alla fine dei conti è un beneficio comune, benché solo alcuni rischino la pelle. La gente sta difendendo la salute, l&#8217;acqua, i territori, la vita. La responsabilità è la stessa. Deve essere globale, non abbiamo oramai tempo!, come diceva Berta. Non possiamo far finta di nulla, occultare la realtà, girare la testa dall’altra parte. La lotta è di tutti!.”</p>
<p>scritto e tradotto dallo spagnolo da Ida Garberi</p>
<p>dal blog http://idagarberi.blogia.com/</p>
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		<title>In Honduras arrestano implicato in assassinio di Berta Caceres</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2017 02:38:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le autorità honduregne confermarono oggi la cattura di un ottavo implicato nell'assassinio della leader ambientalista Berta Caceres.  
Secondo il comunicato pubblicato dal Ministero Pubblico, si tratta di Oscar Aroldo Torres, di 22 anni, che l'Agenzia Tecnica di Investigazione Criminale fermò nelle ultime ore nella città di La Ceiba per altri delitti, benché si constatasse che aveva un ordine di cattura in sospeso relazionato al caso.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9294" alt="Berta Caceres" src="/files/2016/05/Berta-Caceres.jpg" width="640" height="640" />Le autorità honduregne confermarono oggi la cattura di un ottavo implicato nell&#8217;assassinio della leader ambientalista Berta Caceres.  </strong></p>
<p>Secondo il comunicato pubblicato dal Ministero Pubblico, si tratta di Oscar Aroldo Torres, di 22 anni, che l&#8217;Agenzia Tecnica di Investigazione Criminale fermò nelle ultime ore nella città di La Ceiba per altri delitti, benché si constatasse che aveva un ordine di cattura in sospeso relazionato al caso.</p>
<p>Berta Caceres morì ultimata a colpi di arma da fuoco il 2 marzo scorso, quando uomini armati irruppero nella sua abitazione, ubicata nel dipartimento sudoccidentale di Intibucà.</p>
<p>Per il suo assassinato, che generò un&#8217;onda di ripudio internazionale, le autorità honduregne arrestarono fino ad ora sei persone, comprese alcune legate alla compagnia promotrice del progetto idroelettrico Agua Zarca, alla quale si oppose Caceres in difesa dell&#8217;ecosistema.</p>
<p>Frattanto, un settimo colpevole, che risultò essere un ex militar, fu arrestato il 12 gennaio nello stato messicano di Tamaulipas.</p>
<p>D’accordo con una relazione recente dell&#8217;organizzazione non governativa Global Witness, Honduras è il paese più letale del mondo per gli attivisti ambientali, con più di 80 assassini perpetrati solo negli ultimi tre anni.<br />
da Prensa Latina</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Assassinato in Messico il conosciuto ambientalista Isidro Baldenegro</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2017 01:21:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Isidro Baldenegro, attivista ambientale e difensore dei boschi della Sierra Madre Occidentale nell'ovest del Messico, è stato assassinato domenica scorsa nella casa di un parente. Baldenegro, di 51 anni, si nascondeva precisamente nello Stato di Chihuahua per la grande quantità di minacce di morte che aveva ricevuto per il suo attivismo ecologista. L’assassino, che la Polizia messicana assicura di avere riconosciuto, gli ha inflitto  almeno sei spari che gli causarono la morte.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9721" alt="Isidro-Baldenegro" src="/files/2017/01/Isidro-Baldenegro.jpg" width="660" height="371" />Isidro Baldenegro, attivista ambientale e difensore dei boschi della Sierra Madre Occidentale nell&#8217;ovest del Messico, è stato assassinato domenica scorsa nella casa di un parente.  </strong></p>
<p>Baldenegro, di 51 anni, si nascondeva precisamente nello Stato di Chihuahua per la grande quantità di minacce di morte che aveva ricevuto per il suo attivismo ecologista. L’assassino, che la Polizia messicana assicura di avere riconosciuto, gli ha inflitto  almeno sei spari che gli causarono la morte.</p>
<p>Isidro era figlio di Julio Baldenegro, che alcuni sicari assassinarono nel 1986. Ambedue furono leader degli indigeni tarahumaras che si oppongono ai disboscamenti delle loro montagne. Quando suo padre è stato ucciso 30 anni fa, Isidro lo sostituì con la fondazione del gruppo Forza Ambientale.</p>
<p>“In anni recenti, nomi come quelli di Ildefonso Zamora, Aldo Zamora, Rodolfo Montiel, Teodoro Cabrera, Isidro Baldenegro e Wilfrido Alvarez sono diventati tristemente celebri. Loro, al fianco degli abitanti di diverse regioni del paese, decisero di difendere i loro boschi. Questo lavoro lodevole ebbe una deplorevole risposta: repressione, tortura, incarceramento ed in alcuni casi la morte, solo per opporsi a quelli che si dedicano a tagliare gli alberi per denaro”.</p>
<p>L&#8217;assassinato aveva organizzato sit-in e manifestazioni non violente in protesta contro il disboscamento. Fu fermato ed accusato per presunto traffico di droga, ma Amnesty International lo dichiarò prigioniero di coscienza.</p>
<p>L&#8217;assassinio di Baldenegro è il secondo di un vincitore di un Premio Goldman per la difesa dell&#8217;ecosistema. Quasi un anno fa fu assassinata l&#8217;attivista Berta Caceres per cercare di paralizzare un progetto idrico in Honduras, il suo paese.</p>
<p>Preso da 20 minuti</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto Isidro: EPA</p>
<p>foto striscione Berta: Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-9722" alt="Berta" src="/files/2017/01/Berta.jpg" width="580" height="435" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Berta Caceres sempre presente</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2017 01:42:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La voce di Berta Caceres, simbolo oggi della resistenza dei diseredati in Honduras e nel resto dell'America Latina, risuona a L'Avana attraverso le sue figlie, portatrici di un'eredità che trascende i confini. “Vogliamo continuare col lascito di nostra madre, la guerriera convertita in stendardo della lotta cittadina ed indigena, fatto che provocò che si consumasse il suo assassinio nel marzo scorso dopo varie minacce”, dichiarò a Prensa Latina Laura Zuñiga Caceres, nella sede del Centro Nazionale di Educazione Sessuale (Cenesex).  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9708" alt="Mariela" src="/files/2017/01/Mariela.jpg" width="580" height="435" />La voce di Berta Caceres, simbolo oggi della resistenza dei diseredati in Honduras e nel resto dell&#8217;America Latina, risuona a L&#8217;Avana attraverso le sue figlie, portatrici di un&#8217;eredità che trascende i confini.</strong></p>
<p>“Vogliamo continuare col lascito di nostra madre, la guerriera convertita in stendardo della lotta cittadina ed indigena, fatto che provocò che si consumasse il suo assassinio nel marzo scorso dopo varie minacce”, dichiarò a Prensa Latina Laura Zuñiga Caceres, nella sede del Centro Nazionale di Educazione Sessuale (Cenesex).<br />
Tuttavia, Zuñiga ha sottolineato che questo fatto dimostra la strada da seguire, ed insegna quello che si può ottenere quando i popoli difendono la loro sovranità.</p>
<p>“Noi siamo qui come parte di questo abbraccio internazionale, per camminare con i popoli e portare il messaggio di insorgenza e giustizia per nostra madre, una donna, una leader che non temeva di dire le cose e molestava le classi poderose”, emerse la giovane attivista sociale.</p>
<p>“Siamo molto contente di essere a Cuba essendo portatrici di questo clamore di coscienza”, disse da parte sua Berta Zuñiga Caceres che ha fatto un appello per continuare a credere nei popoli.</p>
<p>“Dobbiamo mantenere la speranza che i nostri popoli non dimenticheranno la figura di Berta Caceres, che soffrì sul suo proprio corpo tutta la violenza del sistema capitalista che ha arraffato nel nostro territorio, del sistema razzista che attacca le comunità indigene e del sistema patriarcale che continua minimizzando la donna”, dichiarò.</p>
<p>Laura e Berta Zuñiga Caceres partecipano a L&#8217;Avana nelle attività della Giornata per la Non Violenza verso le Donne e le Bambine che culminerà con il II Simposio Internazionale su Violenza di Genere, Prostituzione, Turismo Sessuale e Tratta di Persone “Berta Caceres in memoriam”, che si svolgerà dal 23 al 25 gennaio.</p>
<p>Berta Isabel Caceres Flores fu una leader indigena lenca, femminista ed attivista per la protezione dell&#8217;ecosistema honduregno, assassinata il 2 marzo 2016, dopo anni di  minacce multiple contro la sua vita.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Radio Rebelde</p>
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		<title>Mia madre si ribella alla morte, Berta Caceres vive!</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2017 02:15:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nonostante il freddo de L'Avana il Pabellon Cuba si è scoperto come un luogo vibrante, questa mattina. Le storie di una donna che solo la morte ha potuto “fermare” germogliarono dalle sue figlie Laura e Berta Zuñiga, lottatrici come lei per la giustizia e la libertà. Né le minacce di violarla e linciarla, né gli attacchi contro sua madre e le sue figlie o gli assassinati dei suoi compagni riuscirono a fermare la battaglia di Berta Caceres, leader indigena del popolo Lenca, una delle maggiori etnie dell’Honduras. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9695" alt="paradigmas-emancipatorios-berta-caceres-vive-3-580x388" src="/files/2017/01/paradigmas-emancipatorios-berta-caceres-vive-3-580x388.jpg" width="580" height="388" />Nonostante il freddo de L&#8217;Avana il Pabellon Cuba si è scoperto come un luogo vibrante, questa mattina. Le storie di una donna che solo la morte ha potuto “fermare” germogliarono dalle sue figlie Laura e Berta Zuñiga, lottatrici come lei per la giustizia e la libertà.  </strong></p>
<p>Né le minacce di violarla e linciarla, né gli attacchi contro sua madre e le sue figlie o gli assassinati dei suoi compagni riuscirono a fermare la battaglia di Berta Caceres, leader indigena del popolo Lenca, una delle maggiori etnie dell’Honduras.</p>
<p><em>Nel 2015 ha ricevuto il Premio Ambientale Goldman per America Centrale e Meridionale, per la sua contribuzione nella lotta persistente contro la costruzione di una diga di sbarramento idroelettrica che minacciava di sfollare centinaia di indigeni honduregni.</em></p>
<p>Durante l&#8217;apertura del 12º Workshop Internazionale su Paradigmi Emancipatori Berta Caceres Vive, si ricordò la figura della leader indigena ed il lascito di Fidel nella costruzione di nuovi prototipi di società.</p>
<p>“Ricordo come se l&#8217;avessi vissuto, la bambina con i capelli lunghi, con il mal di denti che portava con sé, nascoste, le lettere con informazioni che avrebbero apportato alle lotte in America Centrale, specificamente alle lotte nel Salvador, nella decade degli anni 70. Ricordo anche che non aveva niente da mangiare, cercando lavoro nelle “maquilas”, lavoro che le fu negato per il fatto di essere incinta. La ricordo quasi bambina, senza niente da mangiare, incinta in un quartiere marginale di una città sconosciuta apportando alla lotta come poteva” ricordava così, Laura, sua madre.</p>
<p>“Benché non esiste più fisicamente, la famosa attivista honduregna continua ad inspirare le nuove generazioni”, ha detto sua figlia in una testimonianza emotiva.</p>
<p><em>Durante la sua lotta, l&#8217;attivista assicurò che la costruzione della diga di sbarramento di Agua Zarca “avrebbe significato sfollamenti ed avrebbe impedito alla comunità di sviluppare le loro attività agricole. Non si privatizza solo il fiume, bensì vari chilometri intorno al fiume (…) Il fiume smette di essere delle comunità e passa a mani private.”  </em><br />
<em> </em><br />
“Lei, la mamma, la signora, la mia “mami”, la comandanta Berta Caceres con tutte le oppressioni su di lei si ribella alla morte, si mette nel cuore di un popolo che non ha confini. Berta si è moltiplicata e non esiste assassino che possa ammazzarla. Berta moltiplicata, Berta il seme, Berta seminata, Berta l&#8217;eterna, Berta immensa, madre infinita.”</p>
<p>Per l&#8217;altra figlia, il fatto che il Workshop si dedichi al lavoro di sua madre è sommamente importante perché Berta ha assistito in varie occasioni a questo evento che considera molto opportuno per fortificare l&#8217;articolazione a livello latinoamericano dei movimenti sociali e progressisti.</p>
<p>“La sua morte ci sfida a continuare a perfezionare questa lotta ed a difendere quelle cause che crediamo giuste per dire no ai progetti depredatori, al capitalismo, al razzismo.”</p>
<p>In una conferenza stampa il messicano Gustavo Castro Soto, unico sopravvissuto all’uccisione di Berta Caceres, il 2 marzo 2016, denunciò che in Honduras più di 120 ambientalisti sono stati assassinati recentemente.</p>
<p>“Sembrerebbe che già ai governi non importa criminalizzare, né assassinare ed appoggiano questa disputa dei territori contro i popoli a beneficio delle grandi multinazionali. L&#8217;assassinio di Berta era un fatto che già era annunciato, ci furono tentativi previ al 2 marzo. Honduras è un paese dove circa il 90% dei crimini rimangono completamente impuni.”</p>
<p>Castro Soto ha messo in allerta inoltre che la persecuzione e la criminalizzazione dei movimenti sociali è in aumento proprio mentre c&#8217;è un giro a destra di molti governi della regione.</p>
<p>Commentando sulle investigazioni e sul processo legale contro l&#8217;assassinato di Berta Caceres informò che si stanno portando  avanti appelli diversi, dopo che lo stesso governo honduregno abbia decretato “top secret” sull&#8217;investigazione.</p>
<p>“Lo fanno per non consegnare né ai nostri avvocati, né all&#8217;opinione pubblica, nazionale o internazionale, il pessimo dossier che è stato letteralmente fabbricato con molte menzogne. Questo denota un interesse per occultare le implicazioni di molte persone, sia nel Tribunale che tra le famiglie più ricche di questo paese.”</p>
<p>di Oscar Figueredo Reinaldo</p>
<p>foto: Ladyrene Perez</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="https://youtu.be/ww5sfXhOmcs" >per vedere il video clicca qui</a><br />
<a href="/files/2017/01/paradigmas-emancipatorios-berta-caceres-vive-2-580x383.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-9697" alt="paradigmas-emancipatorios-berta-caceres-vive-1-580x377" src="/files/2017/01/paradigmas-emancipatorios-berta-caceres-vive-1-580x377.jpg" width="580" height="377" /><img class="alignleft size-full wp-image-9698" alt="paradigmas-emancipatorios-berta-caceres-vive-4-580x366" src="/files/2017/01/paradigmas-emancipatorios-berta-caceres-vive-4-580x366.jpg" width="580" height="366" /><img class="alignleft size-full wp-image-9699" alt="paradigmas-emancipatorios-berta-caceres-vive-5-580x404" src="/files/2017/01/paradigmas-emancipatorios-berta-caceres-vive-5-580x404.jpg" width="580" height="404" /><img class="alignleft size-full wp-image-9700" alt="paradigmas-emancipatorios-berta-caceres-vive-6-580x369" src="/files/2017/01/paradigmas-emancipatorios-berta-caceres-vive-6-580x369.jpg" width="580" height="369" /><img class="alignleft size-full wp-image-9701" alt="paradigmas-emancipatorios-berta-caceres-vive-7-580x377" src="/files/2017/01/paradigmas-emancipatorios-berta-caceres-vive-7-580x377.jpg" width="580" height="377" /><img class="alignleft size-full wp-image-9696" alt="paradigmas-emancipatorios-berta-caceres-vive-2-580x383" src="/files/2017/01/paradigmas-emancipatorios-berta-caceres-vive-2-580x383.jpg" width="580" height="383" /></a></p>
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