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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Banca Mondiale</title>
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		<title>In Bolivia comandano i popoli ancestrali, Evo Morales</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Jun 2015 00:37:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente boliviano, Evo Morales, ha assicurato oggi qui che nel suo paese comandano i popoli ancestrali, che risolvono loro stessi il tema economico, a differenza che quando tutto era subordinato al Fondo Monetario Internazionale (FMI). Il FMI ha smesso di decidere in Bolivia ed ora comandano i popoli ancestrali, ha detto il capo di Stato nel suo discorso presso la VII Conferenza Italia-America Latina-Caraibi che si estenderà fino a domani a Milano.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_5612" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-5612" alt="Evo Morales" src="/files/2012/09/evo-morales.jpg" width="300" height="250" /><p class="wp-caption-text">Evo Morales</p></div>
<p><strong>Il presidente boliviano, Evo Morales, ha assicurato oggi qui che nel suo paese comandano i popoli ancestrali, che risolvono loro stessi il tema economico, a differenza che quando tutto era subordinato al Fondo Monetario Internazionale (FMI).   </strong></p>
<p>Il FMI ha smesso di decidere in Bolivia ed ora comandano i popoli ancestrali, ha detto il capo di Stato nel suo discorso presso la VII Conferenza Italia-America Latina-Caraibi che si estenderà fino a domani a Milano.</p>
<p>“Prima comandavano i gringos, ora comandiamo noi, gli indigeni e fatto!, risolto il problema economico in Bolivia”, ha risaltato, mentre ha ricevuto applausi prolungati dal resto dei presenti.</p>
<p>Per il leader indigeno, la sottomissione all’FMI, il cui ruolo, secondo i suoi statuti, è fomentare la cooperazione monetaria internazionale, solo garantisce danni e grattacapi per i popoli.</p>
<p>Morales ha insistito nell&#8217;importanza che i paesi poveri ricevano crediti, ma ha messo ben in chiaro che questi prestiti non possono essere soggetti a ricatti, mentre ha ricordato che in Bolivia “terminò la cooperazione condizionata. Già non è come prima, la Banca Mondiale non ricatta più e ci siamo liberati dell’FMI”.</p>
<p>Da quando assunse il potere in gennaio del 2006, Morales si convertì in critico acerrimo delle politiche dell&#8217;FMI nel suo paese e lo incolpò dei mali che attraversò per anni l&#8217;economia.</p>
<p>Il capo di Stato boliviano è arrivato ieri a Milano, proveniente da Bruxelles, la capitale belga, dove partecipò al II Vertice Stati Latinoamericani e Caraibici (Celac)-Unione Europea (UE).</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>D’accordo con la Banca Mondiale, Cuba è il paese del mondo che inverte di più in educazione</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2015 20:56:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cuba è un riferimento mondiale in educazione. È quello che ha appena ricordato una relazione della Banca Mondiale che classifica Cuba al primo posto in quanto all'investimento nel sistema educativo per il periodo 2009-2013. Con circa un 13% (12,9%) del PIL invertito in questo settore, nessun altro paese del mondo, compresi i più sviluppati, uguagliano l'Isola dei Caraibi, che ha fatto della sua politica sociale un modello per le nazioni in via di sviluppo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8453" alt="" src="/files/2015/03/niños-en-la-escuela-6.jpg" width="580" height="370" />Cuba è un riferimento mondiale in educazione. È quello che ha appena ricordato una relazione della Banca Mondiale che classifica Cuba al primo posto in quanto all&#8217;investimento nel sistema educativo per il periodo 2009-2013. Con circa un 13% (12,9%) del PIL invertito in questo settore, nessun altro paese del mondo, compresi i più sviluppati, uguagliano l&#8217;Isola dei Caraibi, che ha fatto della sua politica sociale un modello per le nazioni in via di sviluppo. [1]  </strong></p>
<p>Timor Leste e Danimarca completano il podio mondiale, con un 11,3% ed un 8,7% del PIL, rispettivamente, dedicato all&#8217;educazione. Come paragone, gli Stati Uniti investono appena un 5,4%, cioè due volte meno che Cuba, e Canada un 5,5%. In Europa, la Francia dedica un 5,9% del suo presupposto nazionale all&#8217;educazione, Germania un 5,1%, Regno Unito un 6,2%, Italia un 4,5% e Spagna un 5%. In quanto ad America Latina, la Bolivia occupa il secondo posto dietro a Cuba con un 7,6%. il Brasile attribuisce un 5,8% del suo PIL a questo settore, mentre Messico ed Argentina hanno destinato rispettivamente un 5,2% ed un 5,8%. [2]</p>
<p>Non è la prima volta che la Banca Mondiale elogia Cuba in questo campo. In un&#8217;altra relazione pubblicata nel 2014, l&#8217;organismo internazionale ricorda che l&#8217;Isola dispone del migliore sistema educativo dell&#8217;America Latina e dei Caraibi, l&#8217;unica con “i parametri elevati, un forte talento accademico, le rimunerazioni alte o almeno adeguate e l&#8217;elevata autonomia professionale che caratterizzano i sistemi educativi più efficaci del mondo, come quelli della Finlandia, Singapore, Shanghai (Cina), Repubblica della Corea, Svizzera, Paese Bassi e Canada”. [3]</p>
<p>L&#8217;educazione –come la salute, la cultura o lo sport–è stato sempre una priorità in Cuba ed i risultati sono eccezionali. Con un tasso di alfabetizzazione del 99,8%, l&#8217;isola esibisce il tasso di analfabetismo più basso del continente latinoamericano, secondo l&#8217;Unesco, che sottolinea anche che Cuba ha il tasso di scolarizzazione più elevata dell&#8217;America Latina con un 99,7% degli alunni con educazione gratuita. Un&#8217;altra relazione dell&#8217;Unesco sull&#8217;educazione in 13 paesi dell&#8217;America Latina classifica Cuba nel primo posto in tutte le materie e sottolinea che un alunno cubano dispone come medio di due volte più conoscenze e competenze che un alunno latinoamericano. [4]</p>
<p>La Banca Mondo, elogiando il sistema educativo cubano, conferma in un certo modo che le politiche di austerità e di smantellamento dello Stato di benessere che auspica sono in realtà dannosi per l&#8217;interesse generale. Dando priorità all&#8217;educazione, Cuba dimostra al mondo che è possibile offrire a tutti i cittadini un accesso di alto livello alla conoscenza ed alla formazione. Le risorse limitate inerenti ad una nazione del Terzo Mondo e le sanzioni economiche eccessivamente severe che impongono gli Stati Uniti da più di mezzo secolo non hanno ostacolato che l&#8217;isola dei Caraibi goda di un sistema educativo efficiente, ricordando così che è l&#8217;essere umano che deve ubicarsi nel centro del progetto di società.</p>
<p>di Salim Lamrani</p>
<p>da Al Mayadeen</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Ladyrene Perez</p>
<p>Note:</p>
<p>[1]World Bank, «Public Spending on Education, Total (% of GDP)”, 2014.http://data.worldbank.org/indicator/SE.XPD.TOTL.GD.ZS (sitio consultado el 31 de diciembre de 2014).<br />
[2]Ibid.<br />
[3]Barbara Bruns &amp; Javier Luque, Profesores excelentes. Cómo mejorar el aprendizaje en América Latina y el Caribe, Washington, Banco Mundial, 2014.http://www.bancomundial.org/content/dam/Worldbank/Highlights%20&amp;%20Features/lac/LC5/Spanish-excellent-teachers-report.pdf (sitio consultado el 30 de agosto de 2014).<br />
[4] Salim Lamrani, Cuba : les médias face au défi de l’impartialité, Paris, Estrella, 2013, p. 38.</p>
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		<title>“Per l&#8217;America Latina, è meglio quando gli USA non si intromettono”, assicura Mujica</title>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2014 00:21:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente dell'Uruguay, Josè Mujica, ha detto questo mercoledì in una conferenza nella sede della Banca Mondiale, a Washington, che il migliore ruolo che hanno svolto gli Stati Uniti in America Latina è quando non si sono intromessi. “In America Latina quello che più ha servito della politica degli Stati Uniti è quando non si sono intromessi”, ha detto Mujica prima di strappare all'udienza un forte applauso.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_7840" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-7840" alt="Pepe Mujica" src="/files/2014/05/Pepe.jpg" width="300" height="169" /><p class="wp-caption-text">Pepe Mujica</p></div>
<p><strong>Il presidente dell&#8217;Uruguay, Josè Mujica, ha detto questo mercoledì in una conferenza nella sede della Banca Mondiale, a Washington, che il migliore ruolo che hanno svolto gli Stati Uniti in America Latina è quando non si sono intromessi.</strong></p>
<p>“In America Latina quello che più ha servito della politica degli Stati Uniti è quando non si sono intromessi”, ha detto Mujica prima di strappare all&#8217;udienza un forte applauso.</p>
<p>Con queste parole il presidente uruguaiano ha risposto alla domanda formulata dal corrispondente della BBC Mundo a Washington, Thomas Sparrow, che voleva sapere se Mujica vedeva qualche aspetto positivo nella politica antidroga degli Stati Uniti nella regione.</p>
<p>In un dialogo aperto che ha avuto luogo nella sede dell&#8217;organismo internazionale, Mujica ha anche chiesto di demistificare la sua figura e che non lo paragonino con lo scomparso leader sudafricano Nelson Mandela, anche lui imprigionato per motivi politici.</p>
<p>“Non sono Mandela”, ha detto. “Sono il Pepe, un ragazzo di quartiere. Ho chiesto di giocare e mi è toccato giocare questo partita.”</p>
<p>La presentazione dal titolo “Dialogo senza cravatta”, è trascorsa in forma distesa, e Mujica è stato istrionico in ogni istante.</p>
<p>“Dopo aver quasi affondato il paese (nella crisi di 2002), non potevamo pagare a nessuno ma abbiamo detto che avremmo pagato tutto. Finanziamo come possiamo, allunghiamo i termini e dal momento che ci portiamo bene, ci usano come esempio per riscuotere ad altri”, ha detto Mujica ed ha provocato le risate dell&#8217;udienza.</p>
<p>In un altro passaggio del suo discorso, ha parlato delle risorse naturali e dei vantaggi che hanno al riguardo l’Uruguay e la regione, ma ha fatto come esempio quello che fa il Giappone, che senza grandi risorse naturali è una grande potenza.</p>
<p>Qui è tornato a parlare della forma di essere degli uruguaiani: “Il Giappone non ha molte risorse naturali ma sono ricchi perché lavorano, e come lavorano, …così chiunque. Noi non viviamo stressati dalla fretta, ed è un paese abitabile, nonostante le nostre limitazioni e quello che ci manca”, ha commentato il presidente ed un&#8217;altra volta ha raccolto le risate dei presenti.</p>
<p>Secondi dopo, il presidente uruguaiano ha fatto riferimento alla crescita sostenuta che ha avuto il suo paese “negli ultimi 10 anni” ed ha segnalato che ora il paese “è alle porte dello sviluppo, sta per essere considerato un paese di entrate alte.”</p>
<p>E lì Mujica ha reclamato alla Banca Mondiale i benefici che può perdere l&#8217;Uruguay, come quote di accesso a certi mercati, per passare ad essere un paese di entrate alte.</p>
<p>“Siamo al confine e se guadagniamo 100 pesi di più ci spianano e ci tagliano i benefici. Per caso dovremo mentire nelle inchieste?”, ha detto Mujica ed ha ancora provocato l’ilarità del pubblico.</p>
<p>Quindi c’è stato lo spazio per domande dei presenti e due uruguaiani che vivono negli Stati Uniti hanno chiesto la parola.</p>
<p>Uno di loro ha chiesto a Mujica se sarebbero stati regolarizzati i documenti di identità di immigranti uruguaiani negli Stati Uniti, ed il presidente ha risposto che sì, si poteva fare, ma ha aggiunto: “Per stare male ed essere trattato come uno del sud qui, è meglio che torni a vivere male in Uruguay, con noi, dove sempre ci saranno pane e cipolla”. Un&#8217;altra volta le risate e gli applausi non si sono fatti aspettare.</p>
<p>Un&#8217;altra giovane uruguaiana residente negli USA ha parlato dell&#8217;Università della Repubblica in Uruguay ed ha fatto un elogio, e Mujica gli ha detto: “Piba (ragazzina), ti darei un bacio.”</p>
<p>Un giornalista della rivista America Economia gli ha chiesto se per il suo stile di vita e di esercitare la Presidenza si considerava il Mandela dell&#8217;America Latina.</p>
<p>Mujica ha cominciato a rispondere ridendo: “No, no, Mandela è unico. Lui è stato in prigione quasi 28 anni ed io solo 14. Mandela gioca in un altro campionato”. La risata è tornata a risuonare in tutto l&#8217;auditorium e gli applausi sono stati abbondanti.<br />
Immediatamente gli hanno chiesto se sentiva rancore per quelli che lo avevano imprigionato: “Non ho nessun desiderio di rivalsa, non vivo per coltivare il passato, mi serve per conoscere le cose ma sempre sogno cose per il futuro. Sono il Pepe, non Mandela. Sono un ragazzo di quartiere. Ho passato molti anni in carcere non per avere la vocazione di eroe, bensì perché mi hanno catturato”. Un&#8217;altra volta le risate.</p>
<p>Ma uno dei momenti di maggiore ilarità è stato quando Mujica ha fatto riferimento a quelli che l’hanno criticato per avere viaggiato negli Stati Uniti, essendo un uomo di sinistra ed ex guerrigliero.</p>
<p>“Tu che sei di sinistra hai ceduto all&#8217;imperialismo?”, si è chiesto a se stesso, ed ha risposto: “No, fratello, solo voglio vendere un po&#8217; più di carne, nient&#8217;altro, affinché la gente possa pagare la luce.”</p>
<p>Questo martedì Mujica era stato protagonista già di un episodio molto comico in una chiacchierata informale con degli studenti.</p>
<p>Mujica si trova in un viaggio di quattro giorni negli USA, durante il quale si è riunito con alti funzionari del governo degli Stati Uniti ed ha partecipato ad eventi accademici e politici.</p>
<p>Il suo viaggio si è concluso oggi con una visita all&#8217;Organizzazione degli Stati Americani (OSA).</p>
<p>con informazione di BBC Mundo e Subrayado</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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