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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Austria</title>
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		<title>Samir Amin su Catalogna, Spagna, Austria e UE: &#8220;Questa deriva della società in tutta Europa deve inquietarci&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Dec 2017 20:20:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Austria]]></category>
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		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Il caos espresso in Catalogna dall’equa condivisione di opinioni tra “indipendentisti” e “unionisti” sfida la ragione. Perché ciascuno dei campi è a sua volta diviso tra destra neoliberista reazionaria dichiarata e sinistra più sensibile alle deplorevoli condizioni dei lavoratori. Certo, alcuni di questi partiti di sinistra sono favorevoli al liberismo (che di per sé è una contraddizione!); ma altri sono potenzialmente anticapitalisti, anche se condividono le illusioni – la maggioranza in Europa – della possibilità di “riformare le istituzioni dell’ Unione europea”, benché costruite in cemento armato per rendere ciò impossibile.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10321" alt="Catalogna" src="/files/2017/12/Catalogna.jpg" width="580" height="386" />1. Il caos espresso in Catalogna dall’equa condivisione di opinioni tra “indipendentisti” e “unionisti” sfida la ragione. Perché ciascuno dei campi è a sua volta diviso tra destra neoliberista reazionaria dichiarata e sinistra più sensibile alle deplorevoli condizioni dei lavoratori. Certo, alcuni di questi partiti di sinistra sono favorevoli al liberismo (che di per sé è una contraddizione!); ma altri sono potenzialmente anticapitalisti, anche se condividono le illusioni – la maggioranza in Europa – della possibilità di “riformare le istituzioni dell’ Unione europea”, benché costruite in cemento armato per rendere ciò impossibile.</p>
<p>Tuttavia, nonostante queste differenze, entrambi danno priorità alla loro scelta “nazionale” (o meglio ancora “nazionalitaria”). Sono persino disposti a governare insieme in una coalizione eterogenea “indipendentista” o “unionista”. Ho sentito soltanto un partecipante catalano a questi dibattiti – il rappresentante di Podemos – osar dire chiaramente che non darà il suo sostegno a nessuna coalizione diretta dalla destra.</p>
<p>L’ ideologia dominante ha così raggiunto il suo obiettivo: sostituire alla priorità della coscienza sociale (la lotta di classe) il primato di altre identità, in questo caso nazionali. È una deriva tragica.</p>
<p>2.<br />
Il dramma catalano è quello della Spagna. Quando Franco morì, sembrava possibile vedere coloro che avevano difeso la Repubblica durante la guerra civile, se non prendersi la rivincita con la violenza, almeno sradicare il franchismo. Ma in quell’occasione l’Europa ha mostrato il suo vero volto reazionario: bisognava salvare il franchismo dalla disfatta. L’Europa ha quindi imposto il re franchista, l’adesione della Spagna alla NATO e persino il divieto di ricordare i crimini del fascismo.<br />
È vero che, per convinzione di alcuni e per opportunismo di altri, quasi tutte le forze politiche spagnole hanno accettato queste condizioni vergognose.</p>
<p>Il franchismo è ancora vivo e domina la destra dichiarata. La quale continua a condividere con il franchismo il rifiuto di riconoscere la diversità delle componenti nazionali della società. Rajoy ha dato un buon esempio! Durante la guerra civile la maggioranza catalana aveva sostenuto con grande determinazione la Repubblica. Ma non fu l’unica a farlo: lo testimonia la Madrid repubblicana.</p>
<p>3.<br />
La pagina del fascismo non è stata quindi ancora girata, né in Spagna né altrove in Europa. Non si tratta di un “errore di giudizio eccezionale” da parte degli europei. La destra, che domina le istituzioni dell’Unione e l’ha costruita in cemento armato affinché il suo monopolio non possa essere messo in discussione, dimostra ogni giorno e ovunque “che preferisce il fascismo al fronte popolare”. L’ingresso sconvolgente dei fascisti nelle posizioni chiave del governo austriaco, a fianco di un miserabile giovane imbecille di destra scelto a tal fine, è un ottimo esempio. Non è l’unico. L’Europa sostiene i fascisti in Ucraina e negli Stati baltici. Marine le Pen è diventata un personaggio affidabile e così via.</p>
<p>Il potere nel capitalismo contemporaneo dei monopoli è diventato totalitario. Fondato sullo schiacciamento su posizioni liberiste della maggioranza delle sinistre storiche, questo totalitarismo si manifesta nell’emergere di un partito unico di fatto (il partito dei monopoli) che indossa maschere diverse ed esercita il suo potere di dominio totale ed esclusivo in tutti i settori: la gestione dell’economia, dei media e della politica. Questo totalitarismo ancora “morbido” è determinato a diventare duro se le lotte popolari riusciranno a sfidare il suo monopolio.</p>
<p>Questa deriva della società in tutta Europa deve inquietarci e interpella tutti coloro che ne sono consapevoli. Non promette nulla di buono.</p>
<p>di Samir Amin</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
<p>traduzione di Andrea Catone</p>
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		<title>Ci sono poche possibilità di identificare degli altri studenti messicani scomparsi ad Iguala</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Dec 2014 00:48:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Austria]]></category>
		<category><![CDATA[DNA]]></category>
		<category><![CDATA[identificazione]]></category>
		<category><![CDATA[Iguala]]></category>
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		<description><![CDATA[Richard Scheithauer, direttore dell'Istituto di Medicina Legale dell'Università di Innsbruck, in Austria, ha considerato molto bassa le possibilità di ottenere degli altri risultati, dopo l'identificazione di uno degli studenti di pedagogia scomparsi in Messico. I resti di uno dei 43 studenti di Ayotzinapa, Alexander Mora Venancio, sono stati identificati mediante prove di DNA dagli esperti del laboratorio di questa prestigiosa istituzione europea]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8300" alt="" src="/files/2014/12/Normalistas-2.jpg" width="580" height="386" />Richard Scheithauer, direttore dell&#8217;Istituto di Medicina Legale dell&#8217;Università di Innsbruck, in Austria, ha considerato molto bassa le possibilità di ottenere degli altri risultati, dopo l&#8217;identificazione di uno degli studenti di pedagogia scomparsi in Messico. </strong></p>
<p>I resti di uno dei 43 studenti di Ayotzinapa, Alexander Mora Venancio, sono stati identificati mediante prove di DNA dagli esperti del laboratorio di questa prestigiosa istituzione europea.</p>
<p>Scheithauer ha precisato, d’accordo con Noticias MVS, che i risultati delle investigazioni ottenute nell&#8217;Istituto, si consegnano esclusivamente all&#8217;autorità responsabile di chi ha inviato il sollecito.</p>
<p>In questo caso sono stati la Squadra Argentina di Antropologia Forense (EAAF) e la Procura Generale della Repubblica (PGR).</p>
<p>Ha detto che a partire dai frammenti ossei ricevuti, è complicato identificare il resto di più corpi, dovuto alle condizioni a cui sono stati esposti, cioè l’incinerazione, che ostacola i lavori, e si sono utilizzate le tecniche standardizzate più moderne.</p>
<p>Lo specialista ha aggiunto che si impiegheranno tecniche addizionali, includendo un tentativo per analizzare DNA mitocondriale, un lavoro molto lungo, e le aspettative di ottenere degli altri risultati sono molto basse dovuto alla natura estrema dei campioni.</p>
<p>Durante la notte del 26 settembre, poliziotti di Iguala, per ordine dell&#8217;ex sindaco Jesus Abarca, hanno attaccato gli studenti di pedagogia, hanno assassinato tre di loro, oltre ad altri tre civili, ed hanno consegnato 43 studenti al gruppo criminale Guerreros Unidos.</p>
<p>Membri di questa banda criminale li hanno trasferiti, assassinati e cremati, ed i loro resti lanciati in borse plastiche nel fiume San Juan ed in una discarica nel municipio di Cocula, attiguo con Iguala, secondo quanto hanno confesso gli imputati arrestati.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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