<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Assemblea Costituente</title>
	<atom:link href="http://it.cubadebate.cu/tag/assemblea-costituente/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://it.cubadebate.cu</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Sep 2023 14:48:44 +0000</lastBuildDate>
	<language>es-ES</language>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.8.1</generator>
	<item>
		<title>Cile: il problema di fondo</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/11/13/cile-il-problema-di-fondo/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/11/13/cile-il-problema-di-fondo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2019 01:53:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea Costituente]]></category>
		<category><![CDATA[Cile]]></category>
		<category><![CDATA[mezzi di comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>
		<category><![CDATA[Sebastian Piñera]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=11194</guid>
		<description><![CDATA[In questi giorni osserviamo la manipolazione dell'opinione pubblica da parte di importanti mezzi di comunicazione in relazione agli eventi attuali e proprio quando il popolo ha detto basta ed ha cominciato a camminare, esigendo di cambiare il modello della società in Cile. Sono gli stessi giornalisti, cioè lavoratori degli stessi mezzi di comunicazione, quelli che formulano queste denunce, dimostrando così come i canali di televisione ed i classici della stampa scritta deformano la realtà e dicono menzogne.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11195" alt="" src="/files/2019/11/chile-2-580x326.jpg" width="580" height="326" />In questi giorni osserviamo la manipolazione dell&#8217;opinione pubblica da parte di importanti mezzi di comunicazione in relazione agli eventi attuali e proprio quando il popolo ha detto basta ed ha cominciato a camminare, esigendo di cambiare il modello della società in Cile.</strong></p>
<p>Sono gli stessi giornalisti, cioè lavoratori degli stessi mezzi di comunicazione, quelli che formulano queste denunce, dimostrando così come i canali di televisione ed i classici della stampa scritta deformano la realtà e dicono menzogne.</p>
<p>Abbiamo conosciuto, per esempio, le rivelazioni del giornalista Juan Wilfredo Gonzalez Mardones del Canal 13 de TV, oltre alle denunce di giornalisti del quotidiano La Tercera. Tutti hanno avuto la prodezza di rendere pubbliche le deformazioni e le manipolazioni della realtà perpetrate da questi mezzi, nonostante rischiassero il loro impiego.</p>
<p>Fatto che ricorda che i golpisti del 73, gestiti e finanziati da Washington, non erano solo le forze armate e la gran imprenditorialità, nazionale e straniera, bensì anche i principali mezzi di comunicazione privati.</p>
<p>È necessario seguire le note di El Mercurio e La Tercera in questi giorni ed il loro tentativo di adattare la realtà agli interessi dei gruppi che rappresentano.</p>
<p>Con ragione, l&#8217;accademica dell&#8217;Università del Cile, Faride Zeran, in un&#8217;interessante articolo scritto per Agenda Popular 2019 affermava che il pluralismo e la libertà di espressione sono un debito in sospeso per la democrazia e non solo “per l&#8217;allarmante concentrazione mediatica”, bensì per l&#8217;esistenza di norme legali che impediscono la libera espressione.</p>
<p>Arriva dunque il momento di analizzare il comportamento attuale dell&#8217;insieme dei fattori destabilizzatori, fatto che aiuta a capire meglio quanto sta succedendo ed i rischi che la situazione rinchiude, quando si manipola la coscienza collettiva.</p>
<p>La condotta delle forze armate e dei carabinieri non costituisce nessuna sorpresa. Secondo la loro formazione prussiana e la loro impronta classista, i militari di tutti i rami delle forze armate non hanno cambiato la loro orientazione fondamentale. Il loro nemico principale è il popolo e sembrano credere che la democrazia consiste in un governo gestito dai poderosi ed attenzione! Perché hanno fatto molti sforzi per essere anche loro dei potenti.</p>
<p>Non ci riferiamo solo ai loro privilegi legali molto esagerati, bensì agli illeciti perpetrati dai vari comandanti, alcuni di loro oggi sotto processi giudiziali per delitti diversi.</p>
<p>Che nessuno si sorprenda allora per la repressione sfrenata in questi giorni. Non rispettano i lavoratori né gli studenti, né i professionisti, né le casalinghe, né i sindacati ed altre organizzazioni sociali che protestano per i bassi salari, pensioni da fame, alti prezzi dei prodotti di base e speculazioni.</p>
<div id="attachment_11196" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11196" alt="Foto:Rodrigo Arangua / AFP" src="/files/2019/11/Chile-marcha-contra-piñera-580x872.jpg" width="580" height="872" /><p class="wp-caption-text">Foto:Rodrigo Arangua / AFP</p></div>
<p>Un fatto positivo è stato l&#8217;atteggiamento del Potere Giudiziale cileno che, nel 1973 era golpista, invece oggi ha avuto un&#8217;importante condotta in difesa della democrazia, al punto che ha fatto presente, perfino, di essere d’accordo, come potere dello stato, di portare avanti un’Assemblea Costituente che possa dare al Cile una Nuova Costituzione.</p>
<p>Inoltre, quando è stato convocato precipitosamente il Consiglio di Sicurezza Nazionale, (Cosena), da un disorientato e goffo Piñera, il presidente della Corte Suprema non ha avuto inconvenienti nel rendere pubblica la sua opinione, cioè che considerava che questo passo non fosse procedente, coincidendo con vari dei convocati dal presidente.</p>
<p>A questo punto, nessuno dubita che il problema di fondo, quello che è al centro del dibattito nazionale, è il modello di società del nostro paese che, imposto in modo sanguinario dai golpisti del 73, nessuno dei governi democratici posteriori ha avuto il valore di cambiare.</p>
<p>È il modello capitalista, quello della proprietà privata dei mezzi di produzione, quello che concepisce uno stato senza risorse che risponde alle necessità della società, grazie ad imprenditori che riscuotono molto caro.</p>
<p>È un Cile senza educazione pubblica, senza salute pubblica, senza previsione sociale pubblica. Un Cile di uno stato spogliato dall&#8217;utilizzazione delle risorse naturali del paese, cedute alla gran imprenditorialità ed ai grandi gruppi economici delle multinazionali. Il rame, il litio, la luce, l&#8217;acqua, le strade, tutto privato, tutto di pochi.</p>
<p>È solo in Cile dove la popolazione dà segnali potenti dell&#8217;urgente necessità di mettere fine a questa infamia storica? No. L&#8217;impegno per distruggere il chiamato neoliberalismo è oggi tendenza mondiale.</p>
<p>Nel nostro caso, ogni giorno che passa è la dimostrazione della crescente maturazione delle cilene e dei cileni e la loro percezione che quello che sta succedendo è per cambiare a fondo l&#8217;attuale modello e stabilire un nuovo modo di vita, una nuova società, fissando i suoi aspetti fondamentali nella Legge delle Leggi, cioè in una Nuova Costituzione Politica.</p>
<p>Ottenerlo è un compito semplice, esente di rischi? Assolutamente no. Il nostro continente abbonda di esempi di avanzamenti, ma anche di retrocessioni, dovuti alla lotta storica tra le classi lavoratrici, sfruttate e le classi dominanti, in ogni paese.</p>
<p>La gran notizia della libertà di Lula in Brasile contrasta col golpe contro Evo in Bolivia.</p>
<p>In effetti, il rovesciamento del presidente Evo Morales -che ha migliorato molto la vita del suo popolo raggiungendo risultati storici di sviluppo e di benessere &#8211; è stato imposto dalla borghesia del suo paese davanti al silenzio complice delle forze armate.</p>
<p>Ciò dimostra quello che sosteniamo. Perché, detto in modo generale, le forze armate del continente, salvo scarse rispettabili eccezioni, sono stati modellati per sostenere l&#8217;ingiusto modello sotto l&#8217;attento sguardo dei governi degli Stati Uniti.</p>
<p>Tutto può succedere, ma il popolo cileno ha dato segnali forti, reiterati, convinti di assumere il compito. E le sue richieste di una Nuova Costituzione, di un’Assemblea Costituente, di un Plebiscito, lo dimostrano.</p>
<p>È inoltre una questione di dignità e di patriottismo. È che urge sconfiggere la disuguaglianza e questo è un momento storico appropriato che non deve essere sprecato. Cile si è svegliato, si è alzato in piedi, sta camminando.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11197" alt="chile" src="/files/2019/11/chile1.jpg" width="580" height="328" />Domani può essere tardi e potremo essere molto dispiaciuti del fatto.</p>
<p>di Eduardo Contreras, giornalista e famoso giurista cileno</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/11/13/cile-il-problema-di-fondo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dov&#8217;è il nemico della Rivoluzione bolivariana?</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/10/31/dove-il-nemico-della-rivoluzione-bolivariana/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/10/31/dove-il-nemico-della-rivoluzione-bolivariana/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2017 19:50:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea Costituente]]></category>
		<category><![CDATA[Nemico]]></category>
		<category><![CDATA[Rivoluzione Bolivariana]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=10219</guid>
		<description><![CDATA[Pochi avrebbero indovinato, alcuni mesi fa, nel pronosticare che avremmo installato un'Assemblea Nazionale Costituente e avremmo vinto 18 governatori. Queste successive vittorie resteranno per la storia come una lezione di battaglia politica, di gestione dei tempi e scenari. L'onestà dovrà dire che chi comandò fu Nicolás Maduro. È necessario riconoscerlo: siamo in guerra ed il presidente dirige il blocco chavista. Lo fa meglio che il nemico, che, in questi giorni ha dato una dimostrazione di pubblico sbandamento, di ciò che accade con un esercito di generali, di poco valore,  che si sparano tra loro e, talvolta, ai loro stessi piedi.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10220" alt="chavismo-580x359-300x186" src="/files/2017/10/chavismo-580x359-300x186.jpg" width="300" height="186" />Pochi avrebbero indovinato, alcuni mesi fa, nel pronosticare che avremmo installato un&#8217;Assemblea Nazionale Costituente e avremmo vinto 18 governatori. Queste successive vittorie resteranno per la storia come una lezione di battaglia politica, di gestione dei tempi e scenari. L&#8217;onestà dovrà dire che chi comandò fu Nicolás Maduro. È necessario riconoscerlo: siamo in guerra ed il presidente dirige il blocco chavista. Lo fa meglio che il nemico, che, in questi giorni ha dato una dimostrazione di pubblico sbandamento, di ciò che accade con un esercito di generali, di poco valore,  che si sparano tra loro e, talvolta, ai loro stessi piedi.</strong></p>
<p>Abbiamo guadagnato qualcosa di vitale: potere politico, cioè tempo. Oltre ad avere reindirizzato il conflitto al percorso elettorale. Ad aver sbagliato la tattica potremmo stare nello scenario che ha cercato di imporre la destra, uno scontro nazionalizzato, una generalizzazione di assedi ed assalti. Invece, andiamo verso le elezioni comunali, dopo le presidenziali, senza garanzie -non ci sono in politica- ma con pronostici favorevoli. Le analisi di destra, alcune di sinistra -sinistra?- sono in crisi.</p>
<p>Questo quadro vinto con la politica non significa un trionfo definitivo: non c&#8217;è, combattiamo contro gli USA. A questo punto, con un&#8217; esercitazione militare che sta  per materializzarsi sul confine tra Perù, Brasile e Colombia, devono fare calcoli su come riarmare una strategia di presa del potere. Proveranno un intervento diretto e camuffato per accelerare il tempo? Scommetteranno sul medio termine con la permanenza dell&#8217;offensiva economica?</p>
<p>Abbiamo l&#8217;iniziativa politica. L&#8217;equilibrio si rivolse a nostro favore e da questa possibilità –ora non siamo contro le corde- appare la richiesta di risoluzioni economiche. Emerge, come molte richieste, in modo disorganizzato, nelle reti sociali, nell&#8217;analisi nei programmi televisivi, nei comunicati delle organizzazioni popolari, nelle conversazioni spontanee di strada. È reale, tanto reale come una situazione materiale che si deteriora per le classi popolari -per chi altro?-, la base storica del chavismo, il suo territorio di gestazione e forza davanti alle battaglie più difficili. I numeri noni chiudono, è una evidenza che colpisce ogni giorno.</p>
<p>È anche evidente -dimostrarlo è una battaglia comunicativa centrale- che la crisi economica è parte della strategia della guerra prolungata. Il suo disegno viene dagli USA, insieme ad una rete di potere economico nazionale e transnazionale che ha, a sua volta, elementi/responsabilità interne. Interno significa nel nostro blocco. Porre unicamente il problema economico sul fronte nemico è chiudere l&#8217;analisi che può portare a connessioni, nostre contraddizioni, è chiudere una dimensione senza la quale non sembra possibile capire perché non riusciamo a stabilizzare la situazione. Il nemico è troppo potente? Dov&#8217;è il nemico?</p>
<p>Una risposta l&#8217;ha data il presidente all&#8217;affermare che il principale nemico è, insieme agli USA, la corruzione. A mano a mano che il Procuratore Generale informa delle indagini ed arresti emerge la dimensione economica che affrontiamo: appropriazione indebita, deficit, calo della produzione nel settore petrolifero, sovra fatturazione nelle importazioni, furto di migliaia di milioni di dollari. Mafie in aree strategiche dell&#8217;economia. Combattere con armi danneggiate rende difficile ogni combattimento.</p>
<p>È sorprendente che questo nodo critico non si amplifichi comunicativamente, rimane ridotto a pochi portavoce e a brevi momenti nei propri media. Può essere spiegato con la difficoltà di affrontarlo in termini concettuali -come si analizzano le cause, lo sviluppo, la profondità- la difficoltà ad aprire un tema che necessariamente conduce al riesame interno, alla logica politico/comunicativa che solo sa costruire una storia felice del paese, la cultura burocratico-autoritaria che chiude dibattiti con frasi massimaliste caricate di un ordine schiacciante.</p>
<p>La lotta contro la corruzione non sarà vinta nell&#8217;immediato -si può definitivamente sconfiggere un fenomeno così complesso- ma permette di attaccare uno dei fronti principali che spiegano la situazione attuale. Non esiste una unica risposta che magicamente possa risolvere un problema multi-causale che, oltre ad essere economico, è politico. E dal punto di vista politico, si possono giustamente aprire alcune domande per cercare di comprendere la propria strategia davanti alla guerra, una strategia che, alla fine di ottobre 2017, è difficile da chiarire. Non è chiaro, ad esempio, se si desidera mettere un tetto all&#8217;aumento dei prezzi o se si consentono aumenti che appaiono, di fatto, nei supermercati; non è chiaro neppure se v&#8217;è una volontà di avanzare su coloro che ci attaccano, parlo dei proprietari terrieri -che hanno finanziato i gruppi paramilitari tra aprile e luglio-, grandi impresari speculatori, per esempio, o si cerca, in modo permanente, un accordo a cui non si arriva; non si capisce perché si consegnano dollari a coloro che non rispettano la loro parte dell&#8217;accordo. Sono alcuni punti. Dobbiamo togliere potere a coloro che ci hanno dichiarato la guerra?</p>
<p>Le domande si devono alla complessità dello scenario, il silenzio su determinati punti, la difficoltà di comunicazione, la risposta che a volte cerca di chiudere il dibattito con l&#8217;affermazione che tutto è risolto in missioni/grandi missioni/clap/carta della patria/0800 salute.</p>
<p>Quasi qualsiasi azione può essere giustificata sotto l&#8217;argomento che si tratta di una mossa tattica nel contesto di una guerra o che non ci sono condizioni per fare altrimenti -negando che le condizioni possano essere innescate da una volontà politica-. La questione è se dietro la tattica esiste una strategia. E&#8217; una preoccupazione che s&#8217;inquadra nel chavismo, un movimento policlassista con visioni differenti ed interessi economici che a volte anche lo sono e mettono a fuoco, in questo caso, la priorità del privato su quello statale e  comunitario/sociale. Ciò comporta implicazioni politiche, ideologiche ed economiche.</p>
<p>Si potrà sostenere che non sono dibattiti da fare fino a quando non si consolida il potere politico -municipale e presidenziale- o che solo la battaglia contro la corruzione sia di per sé un fronte troppo grande. Il problema è che, mentre si cerca l&#8217;accordo che non si ottiene con gli stessi che sono i responsabili della situazione, un chilo di formaggio costa 50 mila Bolivar, le previsioni non indicano che l&#8217;aumento si fermerà, ed il discorso costruito sembra spesso impermeabile a tale realtà. Risulta difficile misurare il danno sotterraneo, sulla soggettività, che provoca questo sostenuto quadro economico. Ma opera, lavora nel silenzio quotidiano su un  movimento storico che è, per riprendere John William Cooke, l&#8217;identità politica del popolo lavoratore venezuelano -qualcosa che la destra non riesce ad incorporare nella sua analisi, benché sia presente nell&#8217;idea di reimpostare la società per poter governarla.</p>
<p>Siamo in una condizione che pochi pensavano mesi fa. Abbiamo iniziativa politica, un&#8217;unità che si è mantenuta, un&#8217;opposizione che lotta tra sé. Nella sfera economica sono condensati gli attacchi e le contraddizioni. Penso che esista un consenso per adottare misure di guerra davanti a questo quadro di guerra diretto dagli USA. Ne abbiamo bisogno.</p>
<p>di  Marco Teruggi</p>
<p>(Tratto dal blog Hasta el Nocaut)</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/10/31/dove-il-nemico-della-rivoluzione-bolivariana/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Venezuela: l’effetto costituente</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/08/22/venezuela-leffetto-costituente/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/08/22/venezuela-leffetto-costituente/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 23 Aug 2017 00:08:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea Costituente]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Josè Vicente Rangel]]></category>
		<category><![CDATA[Nicolas Maduro]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=10139</guid>
		<description><![CDATA[Solo coloro che si ostinano a rifiutare la realtà, negano la positiva risposta dei cittadini alla proposta del presidente Nicolás Maduro -basata su quanto disposto dalla Costituzione Bolivariana del 99-, rispetto all’opzione di un’ Assemblea Nazionale Costituente. Si ostinano nel disconoscere che, in gran parte, il paese ha dato il suo sostegno alle impeccabili elezioni, come quelle del 30 luglio, e che commisero il gravissimo errore politico di non partecipare a questo evento civico]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10140" alt="nicolas-maduro-jose-vicente-rangel-580x330" src="/files/2017/08/nicolas-maduro-jose-vicente-rangel-580x330.jpg" width="580" height="330" />1 Solo coloro che si ostinano a rifiutare la realtà, negano la positiva risposta dei cittadini alla proposta del presidente Nicolás Maduro -basata su quanto disposto dalla Costituzione Bolivariana del 99-, rispetto all’opzione di un’ Assemblea Nazionale Costituente. Si ostinano nel disconoscere che, in gran parte, il paese ha dato il suo sostegno alle impeccabili elezioni, come quelle del 30 luglio, e che commisero il gravissimo errore politico di non partecipare a questo evento civico.</p>
<p>2 Se, come è accaduto in seguito, la maggior parte dei partiti della MUD ha preso la decisione di partecipare al processo elettorale per la scelta dei governatori dello Stato, non era forse più utile e coerente, per il paese e per l’opposizione, partecipare al processo di elezione dei membri dell’Assemblea Nazionale Costituente? Non avrebbe risolto, la MUD, i problemi che ora le si presentano e starebbe in miglior condizioni per cavarsela nel nuovo scenario? Che sia chiaro che non intendo dare lezioni politiche a gente veterana ma, semplicemente, fare una riflessione con lo scopo di chiarire la situazione.</p>
<p>3 Agire nella legalità richiede coerenza. Non è consigliabile muoversi nell’ambito dell’ambiguità, eludendo la realtà e cercando formule per ingannare l’avversario. Lo scrivo consapevolmente ed ha relazione con quello che sta accadendo, oggi, con l’atteggiamento dei leader dell’opposizione che tengono sulle spine i loro seguaci nella strada. Come spiegare, a queste gente, che ciò che non è stato fatto, in circostanze più favorevoli rispetto alle attuali, di fronte all’elezione costituente, cioè partecipare, si fa ora in un contesto più complicato?</p>
<p>4 Ma c’è, di mezzo, un altro elemento di dubbio che danneggia la credibilità dell’opposizione. Sia da quello che chiaramente dichiarano alcuni dei suoi portavoce, come da quello che si deduce dal loro agire passato e recente. Mi riferisco all’avvertimento che questi portavoce scivolano, costantemente, su una combinazione delle vie: quella pacifica e democratica, e quella che si esprime quando esaltano la violenza per esercitare pressioni sul governo costituzionale. In altre parole, essi continuano a lavorare, come lo hanno fatto per oltre un centinaio di giorni, con la storia del “diritto a manifestare pacificamente”, da un lato, e, dall’altro, l’uso delle forme più aberranti di terrorismo.</p>
<p>5 Sono costanti le espressioni, nel campo dell’opposizione, che bisogna impedire che la strada si raffreddi. Ma ora il paese è pienamente cosciente – a causa della dura esperienza vissuta durante l’ultima attività terroristica- di ciò che questo significa. Ecco perché il popolo partecipò attivamente alle elezioni del 30 luglio, e più di otto milioni di compatrioti hanno rifiutato la violenza e hanno detto sì alla pace. Sarebbe andar contro questo mandato popolare accettare la tesi della doppia via; consistente nell’agire, simultaneamente, nell’ambito della legalità ed, allo stesso tempo, usare la violenza.</p>
<p>Nell’ambito legale, politico ed istituzionale che si è appena creato in Venezuela a motivo del categorico pronunciamento nazionale a favore della pace e contro la violenza, il dualismo è inammissibile. O si agisce nel terreno della violenza o si agisce sul terreno della pace. Coloro che pretendano violare questo principio di base della democrazia, dello Stato di diritto, saranno puniti come regola la Costituzione e le leggi della Repubblica, e quelli che aderiscono a ciò che prevede l’ordinamento giuridico della nazione godranno di tutte le garanzie che questo consacra. In qualcosa noi venezuelani abbiamo iniziato a godere del nuovo clima che si è creato in occasione del verdetto popolare del 30 luglio. Degli effetti rinnovatori del processo costituente.</p>
<h5><span style="color: #ff0000"><strong>Labirinto</strong></span></h5>
<p>La goffaggine si installò alla Casa Bianca. Il presidente Donald Trump, ogni giorno sembra più un elefante in una cristalleria. Nel breve tempo in carica, ha aperto pericolosi fronti in politica estera, politica interna ed in quello finanziario ed economico. Si esibisce davanti al mondo come un bullo di quartiere. Cade facilmente nelle quotidiane provocazioni del governante nordcoreano che sempre lo tira pazzo. Indurisce i rapporti con la Russia e la Cina e, allo stesso tempo, indietreggia con una leggerezza impropria del presidente della più grande potenza mondiale…</p>
<p>E’ sorprendente la banalizzazione, da parte di Trump, del potere. Per quanto riguarda il Venezuela, con il suo ineffabile atteggiamento, ha fatto un favore a Maduro. Ottenne che cambiasse, almeno pubblicamente, l’atteggiamento dei presidenti sepoy (servili ndt) della regione -Colombia, Cile, Argentina, Brasile, Perù, Messico- che passarono, da incoraggiare l’ingerenza negli affari interni del Venezuela, tra cui l’intervento militare, a condannare qualsiasi tentativo in tale direzione, dopo che Trump aveva parlato. Ha anche lasciato al palo l’opposizione interna. La mise a dar vita ad una dichiarazione in stile Cantinflas (comica ndt), in cui si rifiuta l’intervento militare, che sosteneva, con un rifiuto sinuoso ed ambiguo, rivelatore dei nessi crematistici che muovono questo rapporto…</p>
<p>Ma il personaggio non deve essere sottovalutato. Conta su troppo potere e rappresenta un’alleanza degli interessi più loschi degli USA. E’ l’uomo del settore finanziario più aggressivo e vorace, ed il leader dei falchi delle forze armate e degli organismi di intelligence e di sicurezza. Con la stessa facilità con cui fa un affare di abbigliamento per lui -o per sua figlia- in qualsiasi parte del mondo, è capace di invadere nazioni o far ricorso a pratiche commerciali immorali per colpire la loro sicurezza economica. Il destino del mondo, nelle mani di questo personaggio, che sgorga dal ventre marcio dell’impero, è insicuro ed imprevedibile …</p>
<p>Venezuela è nel mirino. Non sbagliamoci. Ma accettiamo la sfida con intelligenza, con audacia creativa e con coraggio. Come sempre lo abbiamo saputo fare, noi venezuelani, in momenti difficili, quando siamo sfidati …</p>
<p>L’atto di guerra consumato contro <strong>Fort Paramacay (Carabobo)</strong>, sede della potente 41 Brigata Blindata, rivela l’esistenza di audaci piani per colpire l’istituzione armata così come la determinazione degli elementi insurrezionali ad avanzare nell’avventura golpista sino alle ultime conseguenze&#8230;</p>
<p>All’alba di domenica 13 di questo mese, un gruppo composto da mercenari, paramilitari, ufficiali in pensione e attivi della FANB entrò nell’unità militare e riuscì ad impossessarsi di un centinaio di fucili ed altre armi…</p>
<p>Naturalmente, coloro che hanno pianificato ed eseguito l’operazione hanno sottovalutato la capacità di risposta del personale di truppa e degli ufficiali fedeli alla Costituzione. Tale reazione, che sventò altri aspetti in ombra del piano, conferma che il golpismo non ha futuro e che coloro che agiscono su tale linea devono riflettere sugli effetti che comporta …</p>
<p>La stessa istituzione militare ha la risposta e tutto indica la sua volontà di respingere qualsiasi aggressione e punire i colpevoli con tutto il rigore della giustizia militare. L’Alto Comando è cosciente della propria responsabilità, unito intorno alla legalità ed alla difesa della sovranità nazionale, come risulta dal messaggio dei suoi portavoce …</p>
<p>Fino ad ora, in questa avventura, appaiono compromessi dirigenti politici locali ma le indagini rivelano nomi di noti personaggi della politica.</p>
<p><strong>di José Vicente Rangel<br />
</strong></p>
<p>traduzione di Cubainformazione.it</p>
<p>da Cubadebate.cu</p>
<p>Foto: @mippcivzla / Twitter</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/08/22/venezuela-leffetto-costituente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Venezuela: Rivoluzione o controrivoluzione?</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/07/28/venezuela-rivoluzione-o-controrivoluzione/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/07/28/venezuela-rivoluzione-o-controrivoluzione/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Jul 2017 01:17:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea Costituente]]></category>
		<category><![CDATA[Donald Trump]]></category>
		<category><![CDATA[Hugo Chávez]]></category>
		<category><![CDATA[petrolio]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[reddito]]></category>
		<category><![CDATA[Simon Bolivar]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=10106</guid>
		<description><![CDATA[In Venezuela, per decadi governò e l’ha fatto a suo agio, un'oligarchia alimentata dal reddito dell’industria petrolifera. In fin dei conti, i conflitti politici giravano intorno a quale delle fazioni politiche avrebbe potuto rappresentare meglio gli interessi di una borghesia allattata con le risorse di un stato petrolifero, in stretta e sottomessa alleanza coi grandi consorzi petrolieri statunitensi ed inglesi.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10107" alt="hugochavezbolivar" src="/files/2017/07/hugochavezbolivar.jpg" width="580" height="389" />La patria di Bolivar e Chavez sta affrontando una sfida nuova e, contemporaneamente, molto vecchia. Nuova, perché si presenta con circostanze nuove. Vecchia, perché rappresenta il conflitto che esisteva anche ai tempi di Bolivar tra le oligarchie politiche, di fronte alle necessità insoddisfatte dei popoli.  </strong></p>
<p>In Venezuela, per decadi governò e l’ha fatto a suo agio, un&#8217;oligarchia alimentata dal reddito dell’industria petrolifera. In fin dei conti, i conflitti politici giravano intorno a quale delle fazioni politiche avrebbe potuto rappresentare meglio gli interessi di una borghesia allattata con le risorse di un stato petrolifero, in stretta e sottomessa alleanza coi grandi consorzi petrolieri statunitensi ed inglesi.</p>
<p>Chavez materializzò quello che fino ad allora, era solo una semplice lettera morta nella nostra Costituzione, e creò leggi corrispondenti sulla gestione delle enormi risorse di idrocarburi che alloggia Venezuela e sulla distribuzione dei redditi generati dal suo sfruttamento. In generale, i diversi settori, come parte dei proprietari di una risorsa naturale, erano d&#8217;accordo nell’ottenere una giusta partecipazione. La questione radicava in chi sarebbe stato il più favorito nella distribuzione delle risorse economiche.</p>
<p>Hugo Chavez stabilì un sistema nazionalista in quanto al controllo dell&#8217;industria. E, contemporaneamente, uno schema di distribuzione che favoriva –e continua a favorire con Maduro–gli ampi settori popolari che hanno visto migliorare il loro accesso all&#8217;alimentazione, alla salute, all’educazione ed alla casa, oltre a molti altri benefici. Inoltre, si è aperto un nuovo processo nelle decisioni politiche, con lo sviluppo progressivo di nuove istituzioni statali come i Consigli Comunali ed i Comuni, dove i cittadini di tutti i settori sociali hanno un’ampia partecipazione.</p>
<p>La convocazione di un’Assemblea Nazionale Costituente cerca di mettere d’accordo le strutture statali affinché esprimano le nuove realtà economiche, politiche, sociali e culturali di un popolo che guarda in avanti.</p>
<p>Tutto ciò ha disturbato molto il Sig. Trump che, completamente sfasato nel tempo della storia, pensa, parla ed agisce, come se vivesse nei giorni quando imperava impunemente la politica del gran bastone.</p>
<p>Nel frattempo, il popolo venezuelano, accompagnato dalla solidarietà dei nostri paesi fratelli, cammina inesorabile verso le elezioni della sua Costituente domenica prossima. I tentativi di ostacolare queste elezioni da parte di frazioni di un&#8217;opposizione accecata e feroce, che non si ferma davanti al crimine odioso di dare fuoco agli esseri umani, esprimono solo la sua assurda impotenza, manifestata nell’esigere l&#8217;astensione elettorale, che molti dei suoi stessi sostenitori non rispetteranno.</p>
<p>Le elezioni di domenica prossima sono una viva espressione del conflitto tra violenza criminale o pace per lavorare, educare, costruire e fortificare le forme di democrazia che vuole e sviluppa il nostro popolo. La pace trionferà, a dispetto della violenza controrivoluzionaria.</p>
<p>Alì Rodriguez Araque, ambasciatore venezuelano a Cuba</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/07/28/venezuela-rivoluzione-o-controrivoluzione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Maduro: “la Costituente è l&#8217;espressione più grande del potere del popolo”</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/07/24/maduro-la-costituente-e-lespressione-piu-grande-del-potere-del-popolo/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/07/24/maduro-la-costituente-e-lespressione-piu-grande-del-potere-del-popolo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Jul 2017 01:18:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea Costituente]]></category>
		<category><![CDATA[golpe di stato]]></category>
		<category><![CDATA[governo interventista]]></category>
		<category><![CDATA[Nicolas Maduro]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=10104</guid>
		<description><![CDATA[Il popolo venezuelano è ad una settimana dalla gran vittoria nell'Assemblea Nazionale Costituente (ANC), risaltò il presidente Nicolas Maduro, durante il suo abituale programma domenicale. “Ad appena una settimana della gran vittoria dell'ANC si ascolta l'allegria di un popolo che vuole pace”, emerse il mandatario, nell'inizio del suo programma “Las domenicas con Maduro”, che questa volta si è trasmesso dalla Piazza Bolivar della capitale.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10105" alt="Nicolás-Maduro-1-580x378" src="/files/2017/07/Nicolás-Maduro-1-580x378.jpg" width="580" height="378" />Il popolo venezuelano è ad una settimana dalla gran vittoria nell&#8217;Assemblea Nazionale Costituente (ANC), risaltò il presidente Nicolas Maduro, durante il suo abituale programma domenicale.  </strong></p>
<p>“Ad appena una settimana della gran vittoria dell&#8217;ANC si ascolta l&#8217;allegria di un popolo che vuole pace”, emerse il mandatario, nell&#8217;inizio del suo programma “Las domenicas con Maduro”, che questa volta si è trasmesso dalla Piazza Bolivar della capitale.</p>
<p>Secondo il presidente venezuelano, l&#8217;ANC, i cui suffragi si realizzeranno il 30 luglio, “è l&#8217;espressione più grande del potere originario”, e risaltò che “è il potere che può fare tutto, che può rigenerarlo tutto, può crearlo tutto di nuovo. Il potere dei poteri, non esiste un altro potere al di sopra della Costituente.”</p>
<p>Respinse anche le azioni interventiste di alcuni paesi della regione fatte contro Venezuela, e risaltò che è il popolo, come potere originario, “è l&#8217;unico che dà ordini al governo.”</p>
<p>“Dall&#8217;estero la destra imperiale crede che possa dare ordini al Venezuela, ed in Venezuela l&#8217;unico che dà ordini è il popolo sovrano. Qui comanda il popolo, non comandano governi imperiali né stranieri”, sottolineò il capo di stato.</p>
<p>A sua volta, ripudiò così la posizione interventista adottata dai governi dell&#8217;Argentina, Brasile, Perù, Stati Uniti e di altri paesi della regione contro Venezuela.</p>
<p>Ha catalogato come “insolito” e “scritto male” il comunicato emesso recentemente dagli Stati Uniti, nel quale Washington minaccia Venezuela di applicare forti sanzioni economiche, se prosegue con la Costituente.</p>
<p>Maduro enfatizzò che, a dispetto delle azioni interventiste contro questa nazione sud-americana, il 30 luglio si realizzeranno i suffragi nei quali si sceglieranno 537 dei 547 deputati costituenti.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/07/24/maduro-la-costituente-e-lespressione-piu-grande-del-potere-del-popolo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tutto quello che devi sapere sull&#8217;Assemblea Costituente in Venezuela</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/05/02/tutto-quello-che-devi-sapere-sullassemblea-costituente-venezuela/</link>
		<comments>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/05/02/tutto-quello-che-devi-sapere-sullassemblea-costituente-venezuela/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 May 2017 02:07:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Assemblea Costituente]]></category>
		<category><![CDATA[Nicolas Maduro]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://it.cubadebate.cu/?p=9936</guid>
		<description><![CDATA[«Convoco il potere costituente originario del popolo, è il momento, questo è il cammino. Non ci hanno lasciato alternative», ha dichiarato il presidente Nicolás Maduro. La possibilità di una Costituente, già ventilata qualche settimana fa, si è concretizzata nel corso della massiccia mobilitazione del chavismo per la Festa dei Lavoratori nel centro di Caracas. In parallelo, l’opposizione ha organizzato un’altra giornata di proteste contro il presidente, cercando di giungere - senza permesso e senza successo - fino alla sede del Tribunale Supremo di Giustizia (TSJ), ubicata nella stessa zona dove si trovava la marcia pro-governativa. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9937" alt="Assemblea" src="/files/2017/05/Assemblea.jpg" width="580" height="327" />«Convoco il potere costituente originario del popolo, è il momento, questo è il cammino. Non ci hanno lasciato alternative», ha dichiarato il presidente Nicolás Maduro.</strong></p>
<p>La possibilità di una Costituente, già ventilata qualche settimana fa, si è concretizzata nel corso della massiccia mobilitazione del chavismo per la Festa dei Lavoratori nel centro di Caracas. In parallelo, l’opposizione ha organizzato un’altra giornata di proteste contro il presidente, cercando di giungere &#8211; senza permesso e senza successo &#8211; fino alla sede del Tribunale Supremo di Giustizia (TSJ), ubicata nella stessa zona dove si trovava la marcia pro-governativa.</p>
<p>L’escalation di violenza nelle strade, prodotto degli appelli allo scontro dell’opposizione, così come delle reiterate accuse a Maduro di essere un «dittatore», hanno creato uno scenario dove l’obiettivo è legittimare  il carattere democratico del «potere costituente originario» per risolvere la congiuntura politica. Ma in cosa consisterà questo processo?</p>
<p>Qual è l’obiettivo dell’Assemblea Nazionale Costituente?</p>
<p>Secondo l’articolo 327 della Costituzione, il popolo venezuelano &#8211; depositario del potere costituente &#8211; può convocare un’Assemblea Nazionale Costituente per «trasformare lo Stato, creare un nuovo ordinamento giuridico e redigere una nuova Costituzione».</p>
<p>Maduro può convocare un’Assemblea Nazionale Costituente?</p>
<p>Sì. Secondo l’articolo 348 della Costituzione Bolivariana, il presidente ha la facoltà di convocarla.</p>
<p>L’opposizione può partecipare all’Assemblea Nazionale Costituente?</p>
<p>Sì. Tra 200 e 250 costituenti, di qualsiasi segno politico, saranno eletti a scrutinio diretto, universale e segreto per formare un assemblea, incaricata di redigere il nuovo testo costituzionale.</p>
<p>Cosa succede adesso?</p>
<p>Una volta annunciato il processo, dev’essere approvato il decreto di convocazione dell’Assemblea Nazionale Costiuente. Il presidente Maduro lo ha firmato lunedì notte.</p>
<p>Che ruolo gioca il Consiglio Nazionale Elettorale?</p>
<p>Il Potere Elettorale deve verificare che la convocazione sia sta effettuata correttamente.</p>
<p>Cosa accadrà all’Assemblea Nazionale?</p>
<p>Il Parlamento cesserà le sue funzioni, dal momento che l’Assemblea Costituente sarà incaricata di legiferare.</p>
<p>Il testo costituzionale sarà sottoposto a votazione?</p>
<p>Sì, tutto quello che sarà deciso dall’Assemblea Costituente sarà sottoposto all’approvazione del popolo.</p>
<p>Quale organismo può opporsi alle decisioni dell’Assemblea Costituente?</p>
<p>Quanto approvato dall’Assemblea Nazionale dev’essere coerente con la Costituzione vigente. Se, per esempio, viene proposto un articolo che introduce la pena di morte, questo entra in contraddizione con i principi dell’attuale Costituzione, pertanto può essere attivato l’articolo 350 che abilita il Tribunale Supremo di Giustizia a decidere sulla questione.</p>
<p>di Nazareth Balbás da RT</p>
<p>(Traduzione dallo spagnolo per l’AntiDiplomatico di Fabrizio Verde)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://it.cubadebate.cu/notizie/2017/05/02/tutto-quello-che-devi-sapere-sullassemblea-costituente-venezuela/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
