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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; assassinato</title>
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		<title>Proteste per la morte di George Floyd obbligano a chiudere la Casa Bianca</title>
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		<pubDate>Sat, 30 May 2020 02:25:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[afroamericano assassinato]]></category>
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		<description><![CDATA[L'edificio della Casa Bianca è stato chiuso questo venerdì dovuto alle proteste in massa effettuate durante la giornata nella città da Washington per l'assassinio di George Floyd, che ha perso la vita sotto custodia poliziesca, provocando un'ondata di indignazione nazionale. Migliaia di manifestanti hanno camminato nella capitale statunitense nelle ore del pomeriggio verso la piazza Lafayette, ubicata di fronte alla Casa Bianca, esigendo giustizia per l'assassinio dell'afroamericano a Minneapolis. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11583" alt="casa-blanca-protesta-580x307" src="/files/2020/05/casa-blanca-protesta-580x307.jpg" width="580" height="307" />L&#8217;edificio della Casa Bianca è stato chiuso questo venerdì dovuto alle proteste in massa effettuate durante la giornata nella città da Washington per l&#8217;assassinio di George Floyd, che ha perso la vita sotto custodia poliziesca, provocando un&#8217;ondata di indignazione nazionale.  </strong></p>
<p>Migliaia di manifestanti hanno camminato nella capitale statunitense nelle ore del pomeriggio verso la piazza Lafayette, ubicata di fronte alla Casa Bianca, esigendo giustizia per l&#8217;assassinio dell&#8217;afroamericano a Minneapolis.</p>
<p>I manifestanti hanno brevemente chiuso il traffico in una via principale dove si poteva notare una forte presenza poliziesca ed alcune barricate. Una giornalista di Fox News che si trovava nell&#8217;edificio presidenziale ha scritto in un twitter che i funzionari ed i lavoratori sono rimasti rinchiusi nelle installazioni.</p>
<p>Nelle immagini si vede la Polizia vestita con con accessori antisommossa, mettendosi in posizione attorno all&#8217;ala ovest dell&#8217;edificio, dove si trova l&#8217;Ufficio Ovale.</p>
<p>Il Servizio Segreto ha segnalato in un comunicato che sta agendo insieme ad altri organismi durante le proteste registrate per proteggere la sicurezza pubblica ed ha sollecitato ai manifestanti di rimanere in pace.</p>
<p>Alla fine, il blocco nella Casa Bianca è stato tolto, poiché i manifestanti si sono dispersi per dirigersi verso un&#8217;altra parte di Washington.</p>
<p>Lunedì scorso la Polizia di Minneapolis ha fermato Floyd per una presunta frode in corso. Durante l&#8217;arresto, uno degli agenti ha fatto pressioni sul collo del detenuto col ginocchio durante almeno otto minuti, malgrado l&#8217;individuo fosse ammanettato per terra e si lamentava che non poteva respirare. L&#8217;uomo è stato dichiarato morto poco dopo in ospedale.</p>
<p>Il video della detenzione di Floyd, registrato da un testimone, è stato pubblicato nelle reti sociali ed ha provocato un&#8217;ondata di indignazione immediata. Gli agenti coinvolti sono stati licenziati, e l’FBI si sta occupando del tema perché siamo difronte ad una possibile violazione dei diritti civili.</p>
<p>(Preso da RT in spagnolo)</p>
<p>Foto: @weartv</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>A 4 anni dalla sua semina: Berta continua ad essere infinita</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 21:11:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[4º anniversario]]></category>
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		<description><![CDATA[Tra gli 8,6 milioni di voci che abitano questo paesino, cuore dell'America Centrale, chiamato Honduras, 45 anni fa, è sorta la voce di una guerriera, di una donna forte che ha saputo incarnare tutte le allegre, giuste e necessarie disubbidienze, che non è riuscita a rimanere in nessun stampo e giustamente per questo motivo li ha rotti tutti e ne ha creato uno tutto suo, regolato con i suoi principi fermi ed infrangibili, come la sua voce, dove denunciava le ingiustizie e difendeva con coraggio i beni sacri del suo paese. Quella donna, alloggiata in migliaia e migliaia di cuori è Berta Isabel Caceres Flores.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11363" alt="berta4anni" src="/files/2020/03/berta4anni.jpg" width="580" height="435" />Tra gli 8,6 milioni di voci che abitano questo paesino, cuore dell&#8217;America Centrale, chiamato Honduras, 45 anni fa, è sorta la voce di una guerriera, di una donna forte che ha saputo incarnare tutte le allegre, giuste e necessarie disubbidienze, che non è riuscita a rimanere in nessun stampo e giustamente per questo motivo li ha rotti tutti e ne ha creato uno tutto suo, regolato con i suoi principi fermi ed infrangibili, come la sua voce, dove denunciava le ingiustizie e difendeva con coraggio i beni sacri del suo paese. Quella donna, alloggiata in migliaia e migliaia di cuori è Berta Isabel Caceres Flores.  </strong></p>
<p>Era nata il 4 marzo 1973 a Esperanza, Intibucà. Indigena lenca, di madre levatrice ed infermiera che si è trasformata nella prima donna sindaco in Honduras, Berta Caceres ha saputo incarnare ed allargare fino limiti inimmaginabili questo lascito materno di potere e forza dalla condizione di donna. Nel 1993 è stata una delle fondatrici del Consiglio Civico di Organizzazioni Popolari ed Indigene dell’Honduras (COPINH) ed ha diretto da quel momento le costanti lotte in difesa dei beni naturali del popolo lenca. Minacciata, perseguita ed anche imprigionata per la sua lotta, Berta ha assunto tutti i rischi per amore ed ha saputo essere sempre una donna coraggiosa che diceva la sua parola ferma e senza paura.</p>
<p>Conversava col fiume Gualcarque, e riconosceva in lui le voci di tutti il suo antenati. Ha compreso come pochi il pulsare della “pachamama” ed ha saputo sentire nel suo sangue tutte le forme di vita palpitando. Aveva nel suo petto un amore che trascende l&#8217;idea dell&#8217;amore stesso, ed ha imparato a trovarlo nei visi dei suoi fratelli e sorelle lottatrici, ed ha saputo, nella lotta, gomito a gomito essere molto più di due.</p>
<p>Berta non è stata mai in nessun stampo. Li ha rotti tutti. Non è stata nello stampo patriarcale. Non è stata nello stampo di donna tradizionale, l’ha mandato al diavolo. Non è stata nello stampo di un&#8217;organizzazione popolare, nello stampo di un partito politico. Ha sempre detto le cose senza sotterfugi di fronte a qualsiasi persona. Berta era molto più che un&#8217;ambientalista. Berta incarnava i principi anti-capitalisti, antirazzisti, anti-patriarcali, antimilitaristi ed antimperialisti. Berta era anti-sistema.</p>
<p>Il 2 marzo 2016 hanno creduto di mettere fine alla sua forza, ma gli assassini non si sono immaginati che sarebbe stato l&#8217;inizio della nascita di migliaia e migliaia di Berte, lottando dal più profondo dell&#8217;indignazione e del coraggio. Comprendendo così quello che ha scritto Ana Frank nel suo diario sulla meraviglia di che ognuno di noi nel momento seguente può incominciare a migliorare il mondo.</p>
<p>Il 2 marzo il lascito di Berta Caceres ha commosso il mondo, perché non hanno saputo capire che le sue radici oltrepassavano qualunque frontiera,  che la sua forza penetrava perfino nel più profondo di quelli che conoscevano unicamente il suo nome. Berta è ritornata sulla terra, nel cuore della “pachamama”, alle fonti di acqua che hanno sempre fluito nel suo sorriso fresco e sereno, nel suo gesto gentile e nel suo spirito pieno di semplicità che concede solo la saggezza.</p>
<p>E così, in mezzo a migliaia e migliaia di fratelli e sorelle, il seme di Berta è  germogliato ancora prima di essere seminato. Oggi il suo spirito libero e ribelle saltella nella cascata, si abbraccia ad ogni albero, ad ogni goccia d’acqua del fiume e soffia soavemente sui visi dei suoi figli e figlie, fratelli e sorelle; di sangue e della vita.</p>
<p>Il suo seme germina, perché ha trasceso i limiti umani. Quelli che hanno tentato di farla tacere non hanno immaginato che avrebbero moltiplicato la sua voce ed il suo grido per il mondo intero. Quelli che hanno tentato di zittirla non hanno pensato che l&#8217;avrebbero ubicata dove sta ora, nell’infinito, nell’eterno, in quello che sprona le sue giuste e necessarie disubbidienze, nella memoria collettiva dei popoli, lì, dove giustamente non potranno mai cancellarla.</p>
<p>di Heidy Alachan</p>
<p>da Movimiento Amplio madj.org</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Autopsia del giovane colombiano Dilan Cruz conferma che la sua morte è stato un omicidio “violento”</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 20:40:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L'Istituto Colombiano di Medicina Legale ha rivelato i risultati dell'autopsia praticata al corpo dallo studente Dilan Cruz, che è morto per lo sparo di un fucile calibro 12, la cui munizione era una borsa con pallini di piombo multipli, segnala la relazione forense divulgata. Inoltre, lo studio considera il caso come un omicidio violento.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11226" alt="dilan-colombia-asesinato-580x299" src="/files/2019/11/dilan-colombia-asesinato-580x299.jpg" width="580" height="299" />L&#8217;Istituto Colombiano di Medicina Legale ha rivelato i risultati dell&#8217;autopsia praticata al corpo dallo studente Dilan Cruz, che è morto per lo sparo di un fucile calibro 12, la cui munizione era una borsa con pallini di piombo multipli, segnala la relazione forense divulgata. Inoltre, lo studio considera il caso come un omicidio violento.  </strong></p>
<p>I ritrovamenti dell’autopsia permettono di affermare che la morte del giovane è secondaria al trauma cranio-encefalico penetrante causato dalla munizione di impatto sparato da armi da fuoco, fatto che ha causato severi ed irreversibili danni a livello di encefalo, ha specificato la direttrice dell&#8217;Istituto di Medicina Legale, Claudia Garcia, in una dichiarazione alla stampa.</p>
<p>Cruz è diventato lunedì scorso la prima vittima mortale della violenza della polizia nelle proteste contro il governo colombiano, due giorni dopo essere stato ferito alla testa da uno sparo dello Squadrone Mobile Antisommossa (ESMAD), in una manifestazione pacifica nel centro di Bogotà.</p>
<p>La funzionaria ha spiegato che gli elementi che ha studiato la squadra di Medicina Legale, conformata da specialisti forensi, fanno parte di una cartuccia di carica multiple, munizione di impatto del tipo Bean Bag, una borsa di pallini di piombo. Le relazioni di autopsia e di balistica saranno consegnate alla Procura Generale della Nazione nella giornata di oggi, ha aggiunto.</p>
<p>Il direttore della Polizia colombiana, generale Oscar Atehortua, ha informato ieri che il caso di Cruz è nelle in mani della Procura Generale, che ha il potere per occuparsi dell&#8217;investigazione.</p>
<p>Al rispetto, il procuratore generale della nazione, Fernando Carrillo, ha detto ai giornalisti, prima che si conoscesse la relazione forense, che sta verificando se gli standard internazionali e quelli colombiani nell’uso di queste armi si applicano nel caso della tragedia di Dilan Cruz.</p>
<p>Il funzionario ha segnalato che questo caso deve essere irripetibile ed ha fatto come esempio Cile, dove la crisi sociale ha lasciato già almeno 23 morti, di cui sei sono stati prodotto, quasi sicuramente, dell&#8217;azione degli agenti dello Stato, che gli organismi internazionali accusano di avere commesso violazioni dei diritti umani per contenere le proteste.</p>
<p>Organismi come Human Rights Watch (HRW) od Amnesty International (AI) denunciano abusi contro i detenuti, torture e la commissione di gravi lesioni per l&#8217;impiego di fucili di pallini da caccia e pallini di gomma che hanno provocato lesioni oculari ad oltre 230 persone.</p>
<p>Colombia non può permettere che si diano gli scenari che si stanno presentando in Cile dopo 41 giorni dall&#8217;inizio delle proteste sociali, ha detto Carrillo. Il giovane Dilan Cruz è entrato sabato pomeriggio nell&#8217;Ospedale San Ignacio, nel quartiere di Chapinero, dopo essere stato ferito dalla polizia.</p>
<p>Da quel giorno, migliaia di partecipanti nelle manifestazioni contro la politica economica e sociale del presidente colombiano, Ivan Duque, si sono riuniti di fronte all&#8217;ospedale come omaggio al giovane studente, convertito in simbolo del rifiuto della violenza della polizia.</p>
<p>da Cubadebate, con informazioni de El Publico</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto:Reuters</p>
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		<title>Assassinato dalla polizia, Dylan Cruz: lo studente simbolo delle proteste in Colombia</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/11/27/assassinato-dalla-polizia-dylan-cruz-lo-studente-simbolo-delle-proteste-colombia/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Nov 2019 01:14:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lui è diventato il simbolo delle proteste in Colombia contro il Presidente Ivan Duque: dopo alcuni giorni di agonia Dylan Cruz, lo studente di 18 anni colpito alla testa da un lacrimogeno sparato a distanza ravvicinata da un agente è morto all'ospedale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11224" alt="dylan-cruz" src="/files/2019/11/dylan-cruz.jpg" width="580" height="340" />Lui è diventato il simbolo delle proteste in Colombia contro il Presidente Ivan Duque: dopo alcuni giorni di agonia Dylan Cruz, lo studente di 18 anni colpito alla testa da un lacrimogeno sparato a distanza ravvicinata da un agente è morto all&#8217;ospedale.</strong><br />
E mentre i medici comunicavano ufficilamente la morte in Colombia e in tutto il mondo sono diventate virali le immagini che mostravano quello che è stato un vero e proprio omicidio di Stato e anche il giovane esamine a terra ricoperto di sangue. Dylan è stata la prima vittima della polizia durante i 5 giorni di proteste convocate da movimenti e sindacati contro le politiche liberticide ed economiche del governo. Subito l&#8217;ufficio per i diritti umani in Colombia ha chiesto alla magistratura colobiana una indagine per accertare le responsabilità sulla morte del giovane che, ha detto l&#8217;Onu: non deve restare impunita.<br />
Tutto però è evidente, Dylan è stato a colpito a distanza ravvicinata e mentre cercava di scappare da un poliziotto che ha preso la mira e ha sparato. Molitissime persone si sono rivesate in strada accusando la polizia dell&#8217;omicidio al grido di &#8220;assassini&#8221; e di &#8220;nessun perdono, nessun oblio&#8221;.<br />
Il presidente Duque in un messaggio si è detto dispiaciuto per l&#8217;episodio e ha fatto le condoglianze alla famiglia. Ma in realtà la repressione è opera del suo governo e la mobilitazione popolare continua anche nel nome di Dylan Cruz.</p>
<p>da Globalist</p>
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		<title>Hasta la Victoria Siempre, Che amato</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Oct 2019 19:15:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Che: dove posso scriverti? Mi dirai che in qualunque parte, ad un minatore boliviano, ad una madre peruviana, al guerrigliero che c’è o non c’è, ma ci sarà. Tutto questo lo so, Che, tu stesso me l’hai insegnato, ed inoltre questa lettera non sarebbe per te. Come dirti che non avevo mai pianto tanto dalla notte in cui ammazzarono Frank, e che questa volta non ci credevo. Tutti erano sicuri, ed io dicevo: non è possibile, una pallottola non può far terminare l'infinito, Fidel e tu dovete vivere, se voi non vivete, come vivere. Da quattordici anni vedo morire persone tanto immensamente care che oggi mi sento stanca di vivere, credo che abbia vissuto già troppo, il sole non lo vedo tanto bello, la palma, non sento piacere a vederla; a volte, come adesso, nonostante mi piaccia tanto la vita che per queste due cose vale la pena aprire gli occhi ogni mattina, sento il desiderio di averli chiusi come loro, come te.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11140" alt="Che-Guevara-poster-2" src="/files/2019/10/Che-Guevara-poster-2.jpg" width="564" height="564" />(Lettera di Haydée Santamaria al Che Guevara, scritta dopo l&#8217;assassinio del Che in Bolivia)</strong></p>
<p>Che: dove posso scriverti? Mi dirai che in qualunque parte, ad un minatore boliviano, ad una madre peruviana, al guerrigliero che c’è o non c’è, ma ci sarà. Tutto questo lo so, Che, tu stesso me l’hai insegnato, ed inoltre questa lettera non sarebbe per te. Come dirti che non avevo mai pianto tanto dalla notte in cui ammazzarono Frank, e che questa volta non ci credevo. Tutti erano sicuri, ed io dicevo: non è possibile, una pallottola non può far terminare l&#8217;infinito, Fidel e tu dovete vivere, se voi non vivete, come vivere. Da quattordici anni vedo morire persone tanto immensamente care che oggi mi sento stanca di vivere, credo che abbia vissuto già troppo, il sole non lo vedo tanto bello, la palma, non sento piacere a vederla; a volte, come adesso, nonostante mi piaccia tanto la vita che per queste due cose vale la pena aprire gli occhi ogni mattina, sento il desiderio di averli chiusi come loro, come te.</p>
<p>Come può essere certo, questo continente non merita tutto ciò; coi tuoi occhi aperti, l&#8217;America Latina avrebbe avuto ben presto il suo cammino. Che, l’unico che avrebbe potuto consolarmi sarebbe stato il fatto di essere andata con te, ma non ci sono stata, sono vicino a Fidel, ho fatto sempre quello che lui vuole che io faccia. Ti ricordi?, me l’avevi promesso nella Sierra, mi avevi detto: non rimpiangerai il caffè, avremo il mate. Non avevi frontiere, ma mi avevi promesso che mi avresti chiamato quando saresti andato nella tua Argentina, e dal momento che l&#8217;aspettavo, sapevo bene che l’avresti compiuto. Non può più essere possibile oramai, non hai potuto, non ho potuto. Fidel l’ha detto, deve essere vero, che tristezza. Non poteva dire “Che”, prendeva forza e diceva “Ernesto Guevara”, così lo comunicava al popolo, al tuo popolo. Che tristezza tanto profonda, piangevo per il popolo, per Fidel, per te, perché non potrò, oramai. Dopo, nella veglia, questo gran popolo non sapeva che grado ti avrebbe dato Fidel. Te l’ha dato: artista. Io pensavo che tutti i gradi erano pochi, limitati, e Fidel, come sempre, ha trovato quelli veri: tutto quello che hai creato è stato perfetto, ma hai fatto una creazione unica, ti sei creato a te stesso, hai dimostrato come quell&#8217;uomo nuovo sia possibile, tutti così abbiamo visto che quell&#8217;uomo nuovo è la realtà, perché esiste, tu lo sei. Che cosa posso dirti ancora, Che. Se sapessi, come te, dire le cose. Comunque, una volta mi hai scritto: “Vedo che ti sei trasformata in una letterata con dominio della sintesi, ma ti confesso che come più mi piaci è in un giorno dell’anno nuovo, con tutti i fusibili sparati e tirando cannonate tutte intorno. Quell&#8217;immagine e quella della Sierra (perfino le nostre liti di quei giorni mi sono gradite nel ricordo) sono quelle che porterò di te per uso proprio”.</p>
<p>Per questo motivo non potrò mai scrivere niente su di te ed avrai sempre questo ricordo.</p>
<p>Hasta la Victoria Siempre, Che amato</p>
<p>Haydée</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Zakharchenko: il delitto eccellente che ha rilevanza globale</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Sep 2018 17:17:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Aleksandr Zakharchenko]]></category>
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		<category><![CDATA[Donestk]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>

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		<description><![CDATA[La scorsa settimana è stato assassinato il leader dell’autoproclamata repubblica del Donestk Aleksandr Zakharchenko. Una bomba in un bar. Modalità da terrorismo. Russia ha accusato Kiev, aggiungendo che tali azioni terroriste complicano, e non di poco, l’attuazione degli accordi di Minsk per una riconciliazione tra le regioni filo-russe e le autorità ucraine.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10628" alt="Zakharchenko" src="/files/2018/09/Zakharchenko.jpg" width="580" height="290" />La scorsa settimana è stato assassinato il leader dell’autoproclamata repubblica del Donestk Aleksandr Zakharchenko. Una bomba in un bar. Modalità da terrorismo.</strong></p>
<p>La Russia ha accusato Kiev, aggiungendo che tali azioni terroriste complicano, e non di poco, l’attuazione degli accordi di Minsk per una riconciliazione tra le regioni filo-russe e le autorità ucraine.</p>
<p>Kiev ha invece instillato il dubbio che a far fuori il leader separatista siano stati proprio i russi, che, spiegano, era inviso a Mosca.</p>
<p>Ricostruzione che contraddice tutta la narrativa che Kiev e i media mainstream occidentali hanno dispiegato finora, che  cioè i leader delle regioni ribelli del Donbass erano semplici marionette le cui fila erano tirate a Mosca.</p>
<p>Né, del caso, Zakharchenko avrebbe avuto alcun motivo o possibilità di smarcarsi dalla Russia, che è e resta l’unico baluardo che impedisce il collasso delle fragili repubbliche del Donbass.</p>
<p>Tenuto basso dai media mainstream, il delitto eccellente di Donestk ha invece rilevanza globale. Segnala che qualcuno ha alzato il tiro e che non esistono più intoccabili. Segnale inquietante.</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>La Marcinelle di Foggia, il depistaggio sui caporali e gli sfruttatori in doppiopetto impuniti</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Aug 2018 03:05:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[assassinato]]></category>
		<category><![CDATA[Foggia]]></category>
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		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la strage di sedici di loro, domani 8 agosto i braccianti scioperano con la USB e manifestano dal ghetto di  Rignano a Foggia. Per una terribile coincidenza di date, domani è anche l'anniversario della strage di Marcinelle, in Belgio. L'8 agosto 1956 136 migranti italiani morirono assieme a tanti altri minatori belgi e di tutta Europa, nell'incendio di una miniera.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10597" alt="pomodori" src="/files/2018/08/pomodori.jpg" width="580" height="308" />Dopo la strage di sedici di loro, domani 8 agosto i braccianti scioperano con la USB e manifestano dal ghetto di  Rignano a Foggia. Per una terribile coincidenza di date, domani è anche l&#8217;anniversario della strage di Marcinelle, in Belgio. L&#8217;8 agosto 1956 136 migranti italiani morirono assieme a tanti altri minatori belgi e di tutta Europa, nell&#8217;incendio di una miniera.</strong></p>
<p>Fu contemporaneamente una tragedia del lavoro e della emigrazione, a cui tanti italiani erano costretti dalle spaventose condizioni di miseria e disoccupazione del nostro paese.</p>
<p>Oggi un pezzo di Marcinelle è a Foggia, mentre centinaia di migliaia di giovani hanno ripreso ad emigrare dal mezzogiorno dove dilagano povertà e disoccupazione. È lo sfruttamento del lavoro che è tornato a governare il mondo come e più di sessant&#8217;anni fa. E il dominio dello sfruttamento colpisce sia chi per lavoro lascia il nostro paese, sia chi per lavoro viene qui a morire.</p>
<p>I 16 braccianti uccisi a Foggia sono vittime di un incidente sul lavoro &#8220;in itinere&#8221;. È questo il termine con cui formalmente si definiscono gli incidenti e le morti che colpiscono chi sta raggiungendo o lasciando il posto di lavoro. Per questa ragione i morti sul lavoro, che nelle statistiche immediate arrivano a 800 persone all&#8217;anno, poi raddoppiano nel conto ufficiale. Si aggiungono ai morti dentro i posti di lavoro coloro che vengono uccisi mentre ci arrivano o li stanno lasciando.</p>
<p>I 16 braccianti di Puglia dovrebbero essere considerati morti sul lavoro &#8220;in itinere&#8221;. Dovrebbero, ma non lo sono. Perché per essere riconosciuti come tali si dovrebbe essere assicurati all&#8217;Inail, fruire di trasporti concordati con l&#8217;impresa che ti assume e naturalmente avere un contratto regolare e rispettato. Se i braccianti avessero visti riconosciuti tutti questi loro diritti di legge, assieme anche a quello di una abitazione dignitosa, molto probabilmente sarebbero ancora tutti vivi.</p>
<p>Ma anche se &#8211; per il disastro e la colpevole incuria pubblica nella quale sono lasciate le nostre strade come l&#8217;esplosione di Bologna contemporaneamente dimostra &#8211; se fossero stati egualmente vittime di un incidente stradale al ritorno dal lavoro, quei braccianti e loro famiglie si vedrebbero riconosciuto un risarcimento ora negato. Che c&#8217;entra tutto questo con la denuncia ipocrita che oggi tutto il regime politico mediatico fa della piaga del caporalato? I caporali sono solo l&#8217;ultimo anello della lunga catena dello sfruttamento e possono operare solo perché all&#8217;altro capo di quella catena c&#8217;è chi li usa per aumentare i propri guadagni.</p>
<p>Se i braccianti lavorassero secondo le condizioni della legge e della dignità umana, i caporali non avrebbero nulla da fare. Ma siccome gli imprenditori, agricoli, dell&#8217;industria alimentare, della distribuzione commerciale ignorano legge e dignità, e spendono per i braccianti un quinto di ciò che dovrebbero, allora i caporali trovano il loro ruolo.</p>
<p>Il caporalato è un effetto, non una causa, se si vuole colpire lo sfruttamento e distruzione della vita nei campi di Puglia, come di tante parti d&#8217;Italia, bisogna guardare in alto, a ricchi imprenditori italiani che stanno in Confagricoltura, Confindustria e nelle associazioni della grande distribuzione. Altrimenti si fa depistaggio, gli schiavisti in doppiopetto restano impuniti e i loro profitti di sangue prosperano.</p>
<p>Ora le autorità parlano di rafforzare i controlli di polizia nelle strade, quando si dovrebbero mandare ispettori nei campi e guardia di finanza negli uffici. Così lo stato è complice del caporalato e protettore degli sfruttattori.</p>
<p>I pomodori che arrivano nelle nostre tavole sono intrisi di sudore e sangue, come il carbone che negli anni 50 giungeva dal Belgio per scaldare le nostre case. Ora come allora, solo la lotta contro gli sfruttatori che stanno in alto può cambiare le cose.</p>
<p>di Giorgio Cremaschi</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Arrestano autore intellettuale dell&#8217;assassinio di Berta Caceres</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Mar 2018 02:49:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[2° anniversario]]></category>
		<category><![CDATA[assassinato]]></category>
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		<description><![CDATA[Mass media honduregni hanno comunicato che David Castillo stava per abbandonare il paese quando è stato catturato dagli agenti di sicurezza. Le autorità dell’Honduras hanno arrestato questo venerdì il presidente dell'azienda Sviluppi Energetici S. A. (DESA), David Castillo, accusato di essere il presunto autore intellettuale dell'assassinio della leader indigena Berta Caceres.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10412" alt="berta-caceres" src="/files/2018/03/berta-caceres.jpg" width="580" height="354" />Mass media honduregni hanno comunicato che David Castillo stava per abbandonare il paese quando è stato catturato dagli agenti di sicurezza.  </strong><br />
<strong> </strong><br />
Le autorità dell’Honduras hanno arrestato questo venerdì il presidente dell&#8217;azienda Sviluppi Energetici S. A. (DESA), David Castillo, accusato di essere il presunto autore intellettuale dell&#8217;assassinio della leader indigena Berta Caceres.</p>
<p>Nel secondo anniversario del crimine, mezzi locali hanno riportato che la cattura si è realizzata mentre Castillo cercava di abbandonare il paese dall&#8217;aeroporto Ramon Villeda Morales della città San Pedro Sula, nel dipartimento di Cortes (nordovest).</p>
<p>Caceres è stata assassinata il 2 marzo 2016 nella città de La Esperanza, dipartimento di Intibucà (ovest), quando un gruppo di sconosciuti hanno forzato l&#8217;entrata di casa sua per eseguire l&#8217;ordine.</p>
<p>Secondo l&#8217;investigazione che dirige il Dipartimento dei Delitti Contro la Vita dell&#8217;Agenzia Tecnica di Investigazione Criminale (ATIC), l&#8217;imprenditore ha proporzionato la logistica e le risorse necessarie ad uno degli autori materiali del fatto.</p>
<p>Inoltre, l&#8217;investigatore Juan Carlos Cruz e l&#8217;ex polizia Miguel Arcandel Rosales Izcano sono già stati processati per presentare prove false per deviare l&#8217;investigazione per l&#8217;assassinio dell&#8217;ambientalista honduregna.</p>
<p>Fino al momento, almeno otto persone sono accusate, e tra loro il direttore di DESA, Sergio Ramon Rodriguez Orellana.</p>
<p>da TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>L&#8217;assassinio di John F. Kennedy ed il complotto contro Cuba, 54 anni dopo</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Nov 2017 03:18:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[CIA]]></category>
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		<description><![CDATA[Cinquantaquattro anni dopo, l'assassinio del presidente Kennedy non è stato chiarito e nulla è stato scoperto sui suoi assassini, diretti ed indiretti, nei rapporti che sono, periodicamente, resi pubblici dalle autorità USA; tuttavia, di tanto in tanto, si orchestrano campagne mediatiche che accusano Cuba di aver partecipato all'assassinio senza alcun fondamento, sospettosamente ogni volta che l'Amministrazione di turno indurisce la sua politica, aggressiva ed inumana, contro Cuba.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-10264" alt="kennedy-580x326" src="/files/2017/11/kennedy-580x326.jpg" width="580" height="326" />Cinquantaquattro anni dopo, l&#8217;assassinio del presidente Kennedy non è stato chiarito e nulla è stato scoperto sui suoi assassini, diretti ed indiretti, nei rapporti che sono, periodicamente, resi pubblici dalle autorità USA; tuttavia, di tanto in tanto, si orchestrano campagne mediatiche che accusano Cuba di aver partecipato all&#8217;assassinio senza alcun fondamento, sospettosamente ogni volta che l&#8217;Amministrazione di turno indurisce la sua politica, aggressiva ed inumana, contro Cuba.</p>
<p>Questo è il motivo per cui abbiamo ritenuto necessario chiarire gli aspetti essenziali di tale trama, esporre le analisi e considerazioni delle investigazioni cubane e di studiosi USA al riguardo che svelano, in modo chiaro, le cause che hanno originato il complotto omicida e puntano verso i suoi istigatori ed eventuali esecutori.</p>
<p>1. Il presidente Kennedy fu assassinato a mezzogiorno del 22 novembre 1963, a Dallas, Texas, mentre a Cuba un emissario, da lui inviato, il giornalista francese Jean Daniel, conversava con Fidel Castro le dimensioni e cause del conflitto esistente tra le due nazioni e le sue eventuali soluzioni.</p>
<p>2.- Quali furono le circostanze che hanno originato entrambi gli eventi? Senza dubbio, i cambi che si incominciavano a delineare nella politica estera USA nei confronti di Cuba, che furono risultato diretto del conflitto che pose il mondo sull&#8217;orlo di una guerra nucleare, causata dal posizionamento difensivo di missili sovietici a Cuba, di fronte all&#8217;escalation di atti terroristici e aggressioni USA che dovevano concludersi con un&#8217;invasione militare alla fine del 1962.</p>
<p>Kennedy si accorse, durante la gestione della Crisi, che i falchi del Pentagono e della CIA erano disposti a scatenare un olocausto nucleare, pur di fare prevalere la propria dottrina politico militare e ciò lo fece riflettere e proporsi nuovi cammini per risolvere il cosiddetto &#8220;affare cubano&#8221;.</p>
<p>Il suo discorso del 10 giugno di quell&#8217;anno all&#8217;American University of Washington così lo segnalò:  &#8220;A quale tipo di pace mi sto riferendo? Qual è il tipo di pace che stiamo ricercando? Non una &#8220;Pax Americana&#8221;, imposta al mondo dalle armi da guerra degli Stati Uniti. Non la pace della tomba o la sicurezza dello schiavo. Ciò di cui parlo è la pace vera, il tipo di pace che rende la vita sulla terra degna di essere vissuta, che permette agli uomini e alle nazioni di crescere, di sperare e di costruire una vita migliore per i loro figli. Non solo la pace per gli americani, ma per tutti gli uomini e le donne, non solo la pace nel nostro tempo, ma per sempre&#8221;.</p>
<p>3.- All&#8217;inizio del 1963, un emissario USA, l&#8217;avvocato James Donovan, visitò il nostro paese ed indagò, con la sua controparte cubana, le alternative per una soluzione negoziata al conflitto. In aprile, ritornò, questa volta insieme con la giornalista USA dell&#8217;ABC News, Lisa Howard, che realizzò una lunga intervista a Fidel Castro -presentata alla TV USA- dove si affrontò questo tema, occasione in cui il dirigente cubano spiegò la disposizione cubana per trovare, all&#8217;interno dei principi, una soluzione politica al conflitto.</p>
<p>Poi, in settembre, su orientamenti di entrambi i governi si riunirono, a Washington, i rispettivi ambasciatori all&#8217;ONU per elaborare un&#8217;agenda per una eventuale conversazione politica, tutto questo fu esaminato dall&#8217;Ambasciatore William Atwood con Robert Kennedy. Ed, infine, in novembre, sapendo il presidente Kennedy, che il giornalista francese Jean Daniel si recava a Cuba per intervistare Fidel, si incontrò con lui e gli chiese che affrontasse (con Fidel ndt) il tema delle relazioni tra i due paesi e quali erano le opinioni del dirigente cubano al riguardo.</p>
<p>Pertanto, i fatti parlano da soli. Si stava creando un nuovo ambiente tra i due paesi, che avrebbe potuto condurre -se Kennedy non fosse stato assassinato- ad una soluzione pacifica e politica al conflitto esistente.</p>
<p>4.- Tuttavia, contraddittoriamente, la guerra sovversiva contro Cuba si era intensificata. Solo in quell&#8217;anno la CIA progettò 17 complotti omicidi contro Fidel, tra questi, quello che stava per essere eseguito, attraverso alcune pillole avvelenate. Commando di origine cubana si stavano addestrando in Nicaragua e Repubblica Dominicana con la pretesa, di attaccare navi mercantili in rotta verso l&#8217;isola e sigillare, quindi, il blocco, ed altri, di portare la guerriglia alle montagne orientali del paese.</p>
<p>In quel momento, la CIA aveva creato un emporio sovversivo a Miami, che abbiamo chiamato &#8220;meccanismo cubano-americano della CIA e della mafia&#8221;, che già allora agiva in piena libertà riguardo al suo comando a Langley. Contava su 4000 uomini addestrati, 55 società per il rifornimento e la logistica, aviazione e marina da guerra e trasporti, campi di addestramento ed un budget annuale di 100 milioni di dollari, senza contare i contributi della mafia e società come ITT o la United Fruit con importanti interessi anteriori a Cuba. Da lì decine di gruppi CR (controrivoluzionari), squadre di missioni speciali, aerei, lance rapide lanciavano continui attacchi contro i nostri pescatori e villaggi costieri, armava i suoi agenti interni con gli esplosivi più sofisticati per sabotare tutto il possibile ed assassinavano maestri e contadini, mentre una brutale campagna mediatica di guerra psicologica, utilizzando tutti i mezzi a loro disposizione, cercava di  ammorbidire la coscienza del popolo cubano e contrapporlo alla sua Rivoluzione.</p>
<p>Mentre a Parigi, Francia, la CIA perfezionava la sua operazione Am/Lash che mirava ad assassinare Fidel e provocare un colpo di stato militare nel paese, che rapidamente richiedesse l&#8217;intervento USA.</p>
<p>5. Questo era lo scenario politico-operativo di allora e fu nello stesso che la JM/Wave o il &#8220;meccanismo cubano-americano della CIA e della mafia&#8221; decise, o gli ordinarono, assassinare il presidente e cominciò ad ordirsi il complotto -almeno da maggio- che aveva due obiettivi: assassinare JFK ed incolpare Cuba del fatto, in modo che si rendesse possibile una risposta militare di tale portata che rovesciasse la Rivoluzione.</p>
<p>6. Lee Harvey Oswald, il presunto assassino solitario, è stato il filo conduttore delle nostre investigazioni, i suoi antecedenti come agente CIA, il suo &#8220;asilo in URSS&#8221;, il suo ritorno negli USA con tutte le spese pagate dalla sua ambasciata. Poi, la sua attività di informatore dell&#8217;FBI a Dallas, l&#8217;improvviso arrivo a New Orleans, la condotta per simulare simpatie per la rivoluzione cubana e diventare l&#8217;organizzatore di un comitato per un giusto trattamento; l&#8217;episodio del Messico, con il suo tentativo di recarsi a Cuba e il via vai al consolato sovietico con lo scopo di documentare i legami con entrambi i paesi per, infine, davanti all&#8217;impossibilità di recarsi nell&#8217;isola, ritornare a Dallas dove i suoi &#8220;gestori&#8221;  fabbricarono l&#8217;Opzione B, che documentasse i suoi rapporti con Cuba, per mezzo della &#8220;fabbricazione&#8221; di 5 lettere inviate dall&#8217;Avana alla sua cassetta delle lettere, in Dallas, contenenti istruzioni allusive all&#8217;assassinio del presidente.</p>
<p>Abbiamo anche preso in considerazione i risultati investigativi dei nostri archivi, relativi a noti terroristi di origine cubana che secondo varie fonti erano a Dallas alla vigilia dell&#8217;omicidio; e le dichiarazioni di Antonio Cuesta Valle, importante agente CIA, implicato nei fatti e da allora punito sull&#8217;isola, che ha denunciato Herminio Díaz e Eladio del Valle, come due dei tiratori di Dallas. L&#8217;analisi dettagliata di tutti gli elementi  trovati nelle investigazioni ufficiali USA, così come quelli forniti da altri studiosi USA (Jim Garrison, Gaeton Fonzi, etc.) ed, infine, il riconoscimento del terrorista Antonio Veciana che ha ammesso, nelle sue memorie, di essersi incontrato, a Dallas durante il settembre 1963, con Oswald ed il suo ufficiale David A. Phillips, per coordinare il viaggio del cugino in Messico, che era il pezzo chiave in tutta la provocazione montata.</p>
<p>Infine tramite la Commissione Warren e quella del Congresso, abbiamo appreso che nel novembre 1963 il servizio Segreto USA ebbe accesso ad informazioni su due importanti complotti per assassinare JFK, uno a Chicago e un altro a Miami, dove erano coinvolti agenti della CIA di origine cubana e nulla investigò a questo riguardo, nemmeno si rinforzarono le misure di sicurezza a Dallas. Qualcosa di veramente sorprendente</p>
<p>7. Dalle informazioni di cui sopra si conclude che la JM/Wave, il &#8220;meccanismo cubano-americano della CIA e della mafia&#8221; fu il cervello pianificatore ed esecutrice  dell&#8217;assassinio ed i suoi ufficiali David A. Phillips, David Morales, Howard Hunt, George Ionides, William Harvey, Cord Meyer ed i capi Richard Helms ed Allen Dulles, insieme con elementi della cosiddetta &#8220;operazione 40&#8243;, come Joaquín Sanjenis, Felix Rodriguez, Luis Posada, Orlando Bosh, i fratelli Novo Sampol, Herminio Diaz Eladio del Valle ed altri, come i responsabili ed esecutori dell&#8217;operazione che assassinò Kennedy.</p>
<p>9.- Gli elementi esposti indicano che non vi è stata alcuna intenzione, da parte delle autorità USA, di chiarire i fatti. Le recenti declassificazioni lo dimostrano, mentre sono solo servite per apportare nuovi elementi ai livelli di aggressività che raggiunse, in quegli anni, l&#8217;operazione anti-cubana ed approfittare, per mezzo di elaborate disinformazioni, a seminare il dubbio sulla eventuale complicità di Cuba nell&#8217;assassinio.</p>
<p>La CIA e la sua unità a Miami, la JM / Wave, fu quella che organizzò ed eseguì il crimine, poiché  avevano i motivi, i mezzi e l&#8217;opportunità di realizzarlo. Questa è la verità!</p>
<p>10.- Perché 54 anni senza risposte? Perché quelli che ordinarono l&#8217;assassinio negli USA, il potere reale che governa quel paese e quelli che hanno tutte le informazioni relative all&#8217;assassinio, non lo ha voluto.</p>
<p>Allora perché le sistematiche accuse contro Cuba? Ricordasi il principio di Goebbels che una menzogna ripetuta mille volte diventa verità. Non c&#8217;è dubbio che queste periodiche accuse siano collegate all&#8217;escalation aggressive USA contro Cuba. Per caso l&#8217;attuale governo  Trump intende usarle per asfissiare la Rivoluzione, incrementare le sue aggressioni ed infine rovesciare il suo governo? Non hanno imparato nulla dalla storia e della capacità del popolo cubano di sconfiggerli.</p>
<p>Fabián Escalante Font</p>
<p>da La pupila imsomne</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
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		<title>Ci sono le prove della premeditazione nella recente morte di un minorenne in Venezuela</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jun 2017 23:02:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“C’è stata premeditazione nella morte del minorenne Neomar Lander in un'azione violenta oppositrice, ieri, nello stato Miranda”, suggerì oggi il vicepresidente esecutivo del Venezuela, Tareck El Aissami. “Sembra che fosse una morte pianificata, dal momento che già la messa in scena era preparata”, ha detto El Aissami dopo analizzare davanti alle stampa prove ed evidenze, come le dichiarazioni posteriori del deputato Miguel Pizarro, nelle quali cercò di responsabilizzare i corpi di sicurezza per la tragedia.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10022" alt="Neomar" src="/files/2017/06/Neomar.jpg" width="580" height="324" />“C’è stata premeditazione nella morte del minorenne Neomar Lander in un&#8217;azione violenta oppositrice, ieri, nello stato Miranda”, suggerì oggi il vicepresidente esecutivo del Venezuela, Tareck El Aissami.  </strong></p>
<p>“Sembra che fosse una morte pianificata, dal momento che già la messa in scena era preparata”, ha detto El Aissami dopo analizzare davanti alle stampa prove ed evidenze, come le dichiarazioni posteriori del deputato Miguel Pizarro, nelle quali cercò di responsabilizzare i corpi di sicurezza per la tragedia.</p>
<p>Al rispetto, ricordò che gli studi scientifici dimostrarono che Lander soffrì una frattura delle costole quarta e quinta, esplosione del polmone sinistro con spargimento emorragico interno e scottatura dell’avambraccio per artefatto esplosivo di fabbricazione artigianale tipo mortaio.</p>
<p>Si osservarono anche nel corpo della vittima la presenza di ioni ossidanti di polvere da sparo, fatto che corrobora che il giovane morì per manipolare detto dispositivo, sottolineò.</p>
<p>“Miguel Pizarro stava pretendendo manipolare la notizia, lavarsi le mani, essendo stato lui l&#8217;assassino che invocò e promosse questo fatto violento e questa morte ripudiabile”, enfatizzò.</p>
<p>Inoltre, segnalò che il deputato dell&#8217;Assemblea Nazionale per il partito Prima Giustizia conosce i nascondigli di materiali che vengono usati nelle manifestazioni violente, come l’ha denunciato un giovane che partecipò a questi fatti.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: TeleSur</p>
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