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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Armando Hart</title>
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		<title>Fidel, paradigma e leggenda, per sempre</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Nov 2016 22:00:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Armando Hart]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Fidel Castro]]></category>
		<category><![CDATA[scomparsa fisica del Comandante in capo]]></category>

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		<description><![CDATA[Con certezza posso affermare che la mia vita è stata divisa in due tappe fondamentali: prima e dopo avere conosciuto Fidel Castro. Questo è accaduto, in primo luogo, per riferimento e più tardi personalmente, accrescendosi nella misura in cui io potevo constatare le qualità personali, la straordinaria intelligenza, la ferma volontà per affrontare con saggezza le situazioni più complesse e la gran nobiltà e solidarietà di Fidel coi suoi compagni di lotte e di ideali, che non era altro che una forma di esprimere il suo infinito amore per il suo popolo.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9625" alt="FotosPL-1593-uid27-580x664" src="/files/2016/11/FotosPL-1593-uid27-580x664.jpg" width="580" height="664" />Con certezza posso affermare che la mia vita è stata divisa in due tappe fondamentali: prima e dopo avere conosciuto Fidel Castro. Questo è accaduto, in primo luogo, per riferimento e più tardi personalmente, accrescendosi nella misura in cui io potevo constatare le qualità personali, la straordinaria intelligenza, la ferma volontà per affrontare con saggezza le situazioni più complesse e la gran nobiltà e solidarietà di Fidel coi suoi compagni di lotte e di ideali, che non era altro che una forma di esprimere il suo infinito amore per il suo popolo.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ricordo che gli eventi del 10 marzo 1952, segnarono un momento decisivo in quella rotta che ci condusse ad una stretta comunità di idee ed aumentò poco a poco nella misura che notavo —insieme ad altri compagni preziosi nel bel mezzo dell&#8217;insurrezione—di avere trovato, finalmente, la leadership etica che per tanto tempo avevo cercato affannosamente, in un paese che si dibatteva tra lo sconcerto e la frustrazione di quei momenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 26 luglio 1953, è stato per me la conferma eroica di tutte quelle idee ed elevò davanti a noi la figura di Fidel Castro e degli agguerriti giovani che l&#8217;accompagnarono a “prendere il cielo per assalto”. Erano quelli, definitivamente, il leader ed il movimento a cui aspiravamo, quello che Cuba necessitava e dentro il quale valeva la pena fare i maggiori sacrifici, compreso quello di perdere la vita stessa per la causa della libertà e della giustizia, per il popolo cubano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia, ero ancora molto lontano da immaginare quello che il destino e la lotta dura mi riservavano al riguardo, e perfino allora, non potevo supporre che Fidel sarebbe stato capace di arrivare ad essere, la figura centrale, l&#8217;organizzatore ed il capo della Generazione del Centenario, trascendendo, perfino, le nostre frontiere nazionali e proiettandosi verso America Latina, i Caraibi ed il resto del mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma non poteva essere altrimenti, perché quell&#8217;uomo che ha concepito, ha diretto ed ha difeso intelligentemente e senza vacillare, l&#8217;opera gigantesca della Rivoluzione cubana, era chiamato ad essere -nel convulso universo di oggi &#8211; un poco comune ed elevato esempio di etica, cultura, sicurezza, esperienza e fermezza di principi: tutto ciò in una sola persona.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per me, a livello personale, come per tutto il popolo cubano e gli altri popoli che lottano contro l&#8217;ingiustizia e la barbarie, è motivo di orgoglio legittimo, averlo conosciuto, averlo seguito ed accompagnato, imparando dalle sue decisioni e dalle sue orientazioni opportune ed azzeccate, dalla seconda metà del secolo XX fino ad oggi. E se in questi giorni dovessi riassumere qual’è —secondo me—la sua caratteristica principale, direi che è il suo pensiero etico. Quello che ha dimostrato ed ha messo alla prova nei momenti più difficili, dai tempi del Moncada, fino a quando si trasformò nella forza essenziale della Rivoluzione, vittoriosa da più di mezzo secolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Noi cubani non dimenticheremo mai, il suo talento, il suo genio ed originalità, perché è stato Fidel che concretò i metodi ed i principi capaci di articolare dialetticamente le idee del Socialismo, con la tradizione etica della nazione cubana, per farle trionfare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non dimenticherò mai che Fidel, quell&#8217;uomo buono e con decoro, portò Josè Martì nella mente e nel cuore durante tutta la vita e fu il suo migliore discepolo; perché arricchì, come mai nessuno, le sue idee, con la conoscenza e le vivenze della pratica politica e Fidel, fu anche, l&#8217;uomo che portò nella sua coscienza privilegiata tutta l&#8217;etica e la saggezza politica che mancò nel secolo XX.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il nostro popolo grato, non dimenticherà i suoi preziosi ed incommensurabili apporti alla pace ed all&#8217;umanità tutta. È certo, nonostante non volessi dirlo, è così: la sua assenza rappresenta un vuoto che non possiamo né riempire e molto meno dimenticare, perché la sua vita e la sua immensa opera di creazione umana e rivoluzionaria, saranno sempre presenti nelle stesse fondamenta di questi impegni di trasformazione di un futuro superiore per i nostri popoli e paesi a Cuba, in America latina e nel mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal più profondo del mio cuore rendo il mio omaggio più puro a questo gigante della storia e gli dico: Grazie Fidel, per la tua vita di sacrificio pieno dedicata al nostro popolo, per averci regalato la tua “cubania” piena e la tua vita esemplare a servizio della nostra patria e dell&#8217;umanità, perché la Rivoluzione cubana, è e sarà, adesso e per sempre, un riferimento universale, come il paradigma e la leggenda che la tua vita e le tue idee rappresentano, loro non saranno mai seppellite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per questo motivo, mi domando, chi dice che Fidel è morto?, Fidel è e sarà per sempre tra noi, perché gli uomini così non muoiono mai, la sua vita da leggenda, da gigante, cresce e crescerà coi giorni e la storia. Per questo motivo un giorno come oggi, vengono alla mia mente i miei affettuosi ricordi, i compagni caduti durante più di mezzo secolo, quelli che come lui, combattendo con eroicità e decisione diedero il meglio della loro vita per la loro patria martiana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E di nuovo, Grazie Fidel e davanti alla tua sacra memoria, ratifico la nostra eterna gratitudine ed il nostro impegno, continueremo a lottare per difendere degnamente i tuoi ideali ed i principi ai quali ti sei immolato, con la tua insuperabile e gagliarda condotta di eroe leggendario della vittoriosa e memorabile Rivoluzione cubana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Davanti al tuo ricordo indimenticabile, Comandante in Capo di tutte le battaglie, sento il dovere sacro di unire gli slogan della Nazione e della Rivoluzione: Indipendenza o Morte, Libertà o Morte, Patria o Morte, Fino alla vittoria sempre, perché Vinceremo sempre, con l&#8217;esempio della tua vita e delle tue idee, caro, eterno ed invincibile Comandante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di Armando Hart</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto Ismael Francisco</p>
<p>&nbsp;</p>
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