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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Antonio Ledezma</title>
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		<title>Incontro con i golpisti venezuelani: Moavero peggio di Salvini. Alla Farnesina addirittura il fuggiasco Ledezma</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Feb 2019 03:28:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non solo ha miseramente perso l’occasione di sfruttare la buona posizione assunta fino adesso dall’Italia dopo il colpo di stato in Venezuela del 23 gennaio ordinato dagli Stati Uniti. Non solo, invece, di fare da ponte con l’ottima iniziativa di Messico e Uruguay attraverso il Meccanismo di Montevideo, ha fatto piegare l’Italia al colonialista diktat del gruppo di “contatto” che prevede di riscrivere la Costituzione del paese. Non solo tutto questo. Il ministro degli esteri italiano, Enzo Moavero, è arrivato oggi nell'incredibile impresa di fare peggio di Salvini.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10835" alt="Enzo-Moavero" src="/files/2019/02/Enzo-Moavero.jpg" width="580" height="290" />Non solo ha miseramente perso l’occasione di sfruttare la buona posizione assunta fino adesso dall’Italia dopo il colpo di stato in Venezuela del 23 gennaio ordinato dagli Stati Uniti. Non solo, invece, di fare da ponte con l’ottima iniziativa di Messico e Uruguay attraverso il Meccanismo di Montevideo, ha fatto piegare l’Italia al colonialista diktat del gruppo di “contatto” che prevede di riscrivere la Costituzione del paese. Non solo tutto questo. Il ministro degli esteri italiano, Enzo Moavero, è arrivato oggi nell&#8217;incredibile impresa di fare peggio di Salvini.</strong></p>
<p>Si perché sull’autoproclamato sovranista nostrano pronto sempre a servire gli stessi interessi del Pd si sapeva. Ma che dopo la porta in faccia ricevuta dal Vaticano, la delegazione dei golpisti venezuelani si veda aprire quella della Farnesina è una macchia indelebile di Moavero. Oltre a Francisco Sucre, presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento in ribellione contro gli altri 4 poteri dello stato, che ha chiesto oggi apertamente l’intervento “umanitario” contro il suo paese, era incredibilmente presente al Ministero degli esteri italiano il golpista fuggiasco Antonio Ledezma.</p>
<p>Per chi non fosse a conoscenza della famigerata storia di Ledezma sintetizziamo noi in questi passaggi:</p>
<p>&#8220;Nel 1992, da Governatore del Distretto Federale di Caracas, nominato dall’allora presidente Carlos Andres Perez, Ledezma caratterizzò la sua gestione per la repressione brutale delle proteste sociali, in particolare contro studenti e giornalisti.</p>
<p>In seguito è stato accusato per le irregolarità compiute in qualità di sindaco del Municipio Libertador (1996-2000). Anche queste gestione si caratterizzò per una forte repressione condotta contro i venditori ambulanti, e i pensionati che reclamavano un’adeguata pensione di vecchiaia.</p>
<p>Nel 2000 viene sconfitto nella contesa elettorale da Freddy Bernal (candidato della Rivoluzione) per la riconferma alla carica di sindaco. Non riconosce i risultati.</p>
<p>Arriviamo quindi al 2002 quando Ledezma sostiene il colpo di Stato ordito contro il presidente Chavez  e partecipa attivamente alla serrata del settore petrolifero diretta ad affamare il popolo per giungere al rovesciamento del Comandante Chavez.</p>
<p>Ancora golpismo nel 2004, quando lo troviamo a coordinare il cosiddetto ‘Plan Guarimba’. Viene accusato di aver incitato i militanti del suo partito Alianza al Bravo Pueblo ad appiccare le fiamme alla sede del partito Movimento V Republica a Caracas.</p>
<p>Di nuovo sindaco, questa volta dell’area metropolitana di Caracas, appena eletto licenzia 2.252 lavoratori e congela il salario dei pensionati.</p>
<p>Fino a giungere al 2014 quando partecipa attivamente al piano golpista ‘La Salida’, dove persero la vita 43 venezuelani innocenti e si produssero oltre 100 feriti. Viene segnalato tra i promotori del progettato assassinio di Leopoldo Lopez al fine di provocare una forte reazione per rovesciare il governo&#8221;.</p>
<p>Costui è Ledezma. Il “vampiro” Ledezma è stato un repressore durante i governi della IV Repubblica, un golpista durante i governi Chavez e Maduro e oggi grazie al ministro &#8220;Monti&#8221; Moavero è di casa alla Farnesina. Una vergogna incredibile, una macchia indelebile.</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>Il golpista venezuelano, fuggiasco in Europa, ringrazia Tajani e Gentiloni</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Nov 2017 02:09:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Ringrazio il ruolo dell'Italia nel Consiglio dell'Onu in difesa dell'autonomia e voglio ringraziare Antonio Tajani perché ha rappresentato in modo dignitoso il popolo venezuelano». L'ex sindaco della Gran Caracas Antonio Ledezma, in fuga dal Venezuela, ha pronunciato queste parole durante una conferenza stampa tenuta a Madrid, durante la quale ha minacciato il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro: con l'arroganza propria di quei cani piccoli ma furenti che, per abbaiare ai grandi, si rifugiano dietro le gambe dei propri padroni. E leccano a destra e a manca, badando bene di non tralasciare i maggiordomi – in questo caso l'Italia. La borghesia, si sa, difende i suoi. E' la lotta di classe. E della lotta di classe fa parte anche la battaglia delle idee, condotta in questi tempi attraverso la guerra mediatica, che cerca di confondere gli oppressi affinché prendano le parti degli oppressori. Davvero conviene rileggere i testi di Frantz Fanon.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10262" alt="Ledezma" src="/files/2017/11/Ledezma.jpg" width="580" height="290" />«Ringrazio il ruolo dell&#8217;Italia nel Consiglio dell&#8217;Onu in difesa dell&#8217;autonomia e voglio ringraziare Antonio Tajani perché ha rappresentato in modo dignitoso il popolo venezuelano». L&#8217;ex sindaco della Gran Caracas Antonio Ledezma, in fuga dal Venezuela, ha pronunciato queste parole durante una conferenza stampa tenuta a Madrid, durante la quale ha minacciato il presidente del Venezuela, Nicolas Maduro: con l&#8217;arroganza propria di quei cani piccoli ma furenti che, per abbaiare ai grandi, si rifugiano dietro le gambe dei propri padroni. E leccano a destra e a manca, badando bene di non tralasciare i maggiordomi – in questo caso l&#8217;Italia. La borghesia, si sa, difende i suoi. E&#8217; la lotta di classe. E della lotta di classe fa parte anche la battaglia delle idee, condotta in questi tempi attraverso la guerra mediatica, che cerca di confondere gli oppressi affinché prendano le parti degli oppressori. Davvero conviene rileggere i testi di Frantz Fanon&#8230; </strong></p>
<p>Ledezma vuole essere consacrato presidente “in esilio”: dal governo illegittimo e virtuale voluto da Almagro e dai poteri forti sul modello di quello tentato contro la Siria o, nel secolo scorso, contro l&#8217;ultima rivoluzione novecentesca, quella del Nicaragua Sandinista.</p>
<p>Davvero conviene rileggere quel brano del romanzo di Isabel Allende La casa de los espiritus in cui l&#8217;autrice descrive gli effetti del sabotaggio compiuto allora contro la primavera allendista. Un brano che sembra attagliarsi perfettamente alla situazione del Venezuela di oggi, non solo a quella del Cile del 1973. Il Venezuela, infatti, è la nuova trincea, la cui difesa riguarda tutte e tutti quelli che non vogliono farsi distruggere dall&#8217;arroganza del capitalismo. Dall&#8217;Europa all&#8217;America latina, per essere rappresentata, la “sinistra” deve pagare pegno dissociandosi dal socialismo. La democrazia borghese non consente veri spazi di agibilità e rappresentanza alle classi popolari, che infatti disertano in maggioranza alle urne. E per questo, i suoi “cani da guardia” sparano a zero su quanti si presentino con un programma di riforme strutturali a denunciare la subalternità dei governi nazionali ai diktat sovranazionali. Non a caso, in Cile, a guidare la coalizione del Frente Amplio c&#8217;è la giornalista Beatriz Sanchez, che considera Fidel Castro un dittatore e quella venezuelana “non proprio una democrazia”, e anche su Allende ha avuto da ridire.</p>
<p>L&#8217;Assemblea nazionale costituente che sta legiferando in Venezuela non le piace: però ha agitato il tema di uno stato plurinazionale e di un&#8217;assemblea nazionale costituente. L&#8217;involucro serve, ma senza il contenuto di classe. A celebrare la fuga di Ledezma, in Colombia, è stato prima di tutti l&#8217;ex presidente Alvaro Uribe, notoriamente un campione di democrazia&#8230; Uribe guida il fronte reazionario contro la soluzione politica in Colombia, e difende gli interessi della guerra e dei paramilitari. A un anno dalla firma del nuovo accordo di pace in Colombia, gli ex guerriglieri delle Farc ammazzati sono già 32. Sono stati uccisi 12 dei loro familiari, 9 uomini e 3 donne, e un altro risulta desaparecido dal 28 ottobre. Il 17 novembre, l&#8217;Acnur ha denunciato il preoccupante aumento degli assassinii e delle minacce ai difensori dei diritti umani e ai leader comunitari: 78 omicidi compiuti in un anno e oltre 1500 contadini espulsi con la forza dalle loro terre. Le Farc, che ora sono partito politico, hanno protestato per la recente sentenza della Corte costituzionale, che crea ulteriori ambiguità negli accordi di soluzione politica firmati all&#8217;Avana un anno fa. Il ricatto pende tutto sugli ex guerriglieri e non sui paramilitari e i loro sostenitori. Le Farc – che hanno aperto una sede del loro nuovo partito anche in Venezuela &#8211; hanno però manifestato grande fiducia nella volontà delle classi popolari di lottare per un cambiamento strutturale in Colombia. Un cammino che, in concreto, sta percorrendo anche la seconda guerriglia più importante, quella guevarista dell&#8217;Eln, imponendo la presenza delle organizzazioni popolari nei negoziati con il governo Santos. Il “modello bolivariano” &#8211; inteso come la messa al centro delle istanze organizzate del potere popolare – si sta facendo spazio anche in Italia.</p>
<p>L&#8217;orizzonte politico è quello delle prossime elezioni presidenziali in Colombia nel 2018. Ma nel mirino ci sono già da subito le comunali in Venezuela che si svolgeranno il 10 dicembre e le presidenziali del 2018: ovvero il governo delle risorse nel paese che custodisce le prime riserve di petrolio e di oro del mondo.</p>
<p>Il Segretario dell&#8217;Osa Luis Almagro e l&#8217;arco di forze reazionarie che insistono nel formare un governo parallelo all&#8217;estero contro Maduro, hanno già eletto come rappresentante Antonio Ledezma: il vampiro, come viene chiamato in Venezuela. La ministra degli Esteri colombiana, Holguin, ha incontrato il suo omologo statunitense, l&#8217;ex capo della Exxon Mobil Rex Tillerson: per “studiare la crisi venezuelana”&#8230; Intanto, i fondi avvoltoio attaccano l&#8217;economia venezuelana come hanno fatto con l&#8217;Argentina di Cristina Kirchner, mentre i media di guerra alimentano i rumori di default.</p>
<p>E intanto, si diffonde una notizia inquietante: l&#8217;Isis si sta radicando in America latina. Già all&#8217;inizio dell&#8217;anno, un rapporto dell&#8217;istituto di intelligence statunitense Soufan Group, che fornisce analisi a governi e istituzioni internazionali, ha avvertito che oltre 150 messicani hanno ingrossato le fila dell&#8217;organizzazione radicale islamista, e che il Latinoamerica è diventata area di reclutamento e base logistica per l&#8217;Isis: che segue la via del narcotraffico. Da anni, il cosiddetto Stato islamico fa riferimento al Messico nei suoi video. Secondo il governo di Trinidad e Tobago, circa 125 combattenti provengono da questa regione dei Caraibi. D&#8217;altronde, a giugno, anche la Russia ha lanciato l&#8217;allarme sulla possibilità che i paesi dell&#8217;America latina e dei Caraibi possano diventare zone di transito per l&#8217;Isis. Il rapporto fa riferimento anche all&#8217;arresto di 8 persone che avrebbero avuto intenzione di compiere attentati durante i Giochi Olimpici di Rio de Janeiro, nel 2016. Un episodio che è servito al golpista Temer per aumentare gli arresti preventivi contro l&#8217;opposizione sociale in Brasile. Già in altre occasioni, alcuni media internazionali hanno diffuso notizie circa il reclutamento dell&#8217;Isis in Argentina e in Brasile. Ora, la rivista Semana tratta in dettaglio una notizia diffusa dagli inquirenti svizzeri: in una recente retata contro una cellula di supporto all&#8217;Isis, arrestata in Svizzera, è stata arrestata anche una ventitreenne venezuelano-colombiana, reclutata – parrebbe – dal suo fidanzato bosniaco. Il ventisettenne bosniaco si sarebbe radicalizzato negli ultimi anni, divenendo a sua volta un reclutatore. La coppia avrebbe compiuto cinque viaggi in Colombia, tra il 2009 e il 2015.</p>
<p>Come leggere questa notizia? Intanto, vale ricordare chi si è servito e si serve dell&#8217;Isis e per quali reali obiettivi, oltre la cortina di fumo della cosiddetta lotta al terrorismo e al narcotraffico alzata dai paesi che più producono e gestiscono l&#8217;uno e l&#8217;altro: in primo luogo gli Stati uniti. Messico, Colombia, Argentina e Brasile sono i paesi in cui agiscono grandi interessi occulti, basi militari Usa e sofisticati sistemi di controllo di cui ha il monopolio Israele, com&#8217;è emerso durante lo scandalo delle intercettazioni illegali nei confronti della stampa messicana scomoda, che paga con la vita ogni tentativo di raccontare l&#8217;intreccio pervasivo di mafia e politica. Ma il dato da considerare è che, da mesi, gli Stati uniti stanno agitando lo spettro della lotta al terrorismo e al narcotraffico per attaccare il Venezuela bolivariano, definendolo un narco-stato che supporta “gruppi terroristi”. Chi invece, come il sindaco Ledezma o come Freddy Guevara (rifugiato nell&#8217;ambasciata del Cile) organizza piani destabilizzanti per sovvertire il governo legittimo del Venezuela, viene considerato un “combattente per la libertà”. Il “vampiro” Ledezma, ex golpista durante i governi di Chavez e Maduro, è stato un repressore durante i governi della IV Repubblica: che piacevano tanto all&#8217;Italia e all&#8217;Europa, anche se gli oppositori venivano buttati giù dagli aerei e nelle caserme militari si torturava a morte. Ledezma è stato accolto trionfalmente in Spagna e salutato con enfasi in Italia dal solito Pierferdinando Casini, ovviamente in nome della “democrazia” e dei “diritti umani”&#8230;</p>
<p>di Geraldina Colotti</p>
<p>da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Venezuela: il lato oscuro (occultato dal mainstream) di Leopoldo Lopez e Antonio Ledezma</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Aug 2017 00:48:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Tribunale Supremo di Giustizia della Repubblica Bolivariana del Venezuela ha revocato gli arresti domiciliari e decretato il ritorno in carcere degli oppositori Leopoldo López e Antonio Ledezma, colpevoli di «non aver adempiuto alle condizioni imposte affinché si mantenessero gli arresti domiciliari». Invece, a leggere i soliti noti della stampa mainstream che ha ormai varcato il confine della post-verità per sfociare nell’imbecillità, si tratterebbe di arresti arbitrari operati da un ‘regime’ sempre più repressivo. Un altro aspetto costantemente ben occultato da una fitta cortina fumogena finto diritto-umanista è la vocazione violenta e golpista dei due personaggi in questione. Andiamo quindi a vedere chi sono Leopoldo Lopez e Antonio Ledezma.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10112" alt="LopezLedezma" src="/files/2017/08/LopezLedezma.jpg" width="580" height="290" />Il Tribunale Supremo di Giustizia della Repubblica Bolivariana del Venezuela ha revocato gli arresti domiciliari e decretato il ritorno in carcere degli oppositori Leopoldo López e Antonio Ledezma, colpevoli di «non aver adempiuto alle condizioni imposte affinché si mantenessero gli arresti domiciliari».</strong></p>
<p>Due tribunali di controllo a Caracas, hanno disposto la revoca delle misure di tensione alternativa concesse a entrambi dopo aver accertato il non rispetto delle condizioni imposte dalla giustizia per l&#8217;ottenimento degli arresti domiciliari.</p>
<p>Inoltre, secondo informazioni dell&#8217;intelligence venezuelana, entrambi gli oppositori avevano un piano di fuga «per il quale e con l&#8217;urgenza del caso si sono immediatamente attivati i procedimenti corrispondenti».</p>
<p>Invece, a leggere i soliti noti della stampa mainstream che ha ormai varcato il confine della post-verità per sfociare nell’imbecillità, si tratterebbe di arresti arbitrari operati da un ‘regime’ sempre più repressivo.</p>
<p>Un altro aspetto costantemente ben occultato da una fitta cortina fumogena finto diritto-umanista è la vocazione violenta e golpista dei due personaggi in questione. Andiamo quindi a vedere chi sono Leopoldo Lopez e Antonio Ledezma.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Profilo di Antonio Ledezma</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>José Antonio Ledezma Diaz è nato a San Juan de los Morros, nello Stato di Guárico, il 1° gennaio 1955. Avvocato di professione, la sua carriera politica è iniziata nel partito Acción Democrática (AD), organizzazione partecipante al cosiddetto Patto di Punto Fijo, accordo bipartitico che ha governato Venezuela nel quarantennio 1958-1998.</p>
<p>La Procura Generale del Venezuela ordinò il suo arresto per la partecipazione a un tentativo di golpe contro il presidente Maduro. L’allora presidente dell’Assemblea Nazionale, Diosdado Cabello, rivelò che Ledezma e Julio Borges (attuale presidente dell’Assemblea Nazionale controllata dall’opposizione), misero a punto un piano volto a generare caos nel paese. Piano che includeva il bombardamento di alcuni palazzi governativi e la sede dell’emittente teleSUR.</p>
<p>Nel 1992, da Governatore del Distretto Federale di Caracas, nominato dall’allora presidente Carlos Andres Perez, Ledezma caratterizzò la sua gestione per la repressione brutale delle proteste sociali, inarticolate contro studenti e giornalisti.</p>
<p>In seguito è stato accusato per le irregolarità compiute in qualità di sindaco del Municipio Libertador (1996-2000). Anche queste gestione si caratterizzò per una forte repressione condotta contro i venditori ambulanti, e i pensionati che reclamavano un’adeguata pensione di vecchiaia.</p>
<p>Nel 2000 viene sconfitto nella contesa elettorale da Freddy Bernal (candidato della Rivoluzione) per la riconferma alla carica di sindaco. Non riconosce i risultati.</p>
<p>Arriviamo quindi al 2002 quando Ledezma sostiene il colpo di Stato ordito contro il presidente Chavez  e partecipa attivamente alla serrata del settore petrolifero diretta ad affamare il popolo per giungere al rovesciamento del Comandante Chavez.</p>
<p>Ancora golpismo nel 2004, quando lo troviamo a coordinare il cosiddetto ‘Plan Guarimba’. Viene accusato di aver incitato i militanti del suo partito Alianza al Bravo Pueblo ad appiccare le fiamme alla sede del partito Movimento V Republica a Caracas.</p>
<p>Di nuovo sindaco, questa volta dell’area metropolitana di Caracas, appena eletto licenzia 2.252 lavoratori e congela il salario dei pensionati.</p>
<p>Fino a giungere al 2014 quando partecipa attivamente al piano golpista ‘La Salida’, dove persero la vita 43 venezuelani innocenti e si produssero oltre 100 feriti. Viene segnalato tra i promotori del progettato assassinio di Leopoldo Lopez al fine di provocare una forte reazione per rovesciare il governo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Profilo di Leopoldo Lopez</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Attuale Coordinatore Nazionale dell’organizzazione d’opposizione «Voluntad Popular», si presenta come leader di un gruppo che promuove «un conciliante messaggio di pace, benessere e progresso, che s’impegna per la costruzione di un’alternativa per il paese dove i diritti sono per tutti i venezuelani».</p>
<p>Leopoldo Lopez è il rampollo di una potente e ricca famiglia venezuelana. Suo zio è stato ministro durante il mandato di Eleazar López Contreras, presidente che esiliò politici e persone comuni solo per il sospetto che avessero simpatie comuniste o anarchiche.</p>
<p>Suo padre è stato accusato di frode e riciclaggio di denaro, secondo un’investigazione dell’Interpol, per lo spostamento di decine di migliaia di dollari verso Singapore.</p>
<p>Sua madre è stata vicepresidente del gruppo Cisneros, uno dei principali finanziatori e sostenitori, attraverso la catena Venevision, del colpo di Stato nel 2002. Rimase coinvolta in uno scandalo per conflitto di interessi, quando emersero trasferimenti di fondi pubblici a favore di suo figlio, allorquando ricopriva un ruolo manageriale nella compagnia petrolifera statale PDVSA.</p>
<p>Leopoldo Lopez ha studiato presso la Kennedy School of Government, dell’Università di Harvard, sito che è di particolare interesse per la Central Intelligence Agency (CIA).</p>
<p>Mentre in precedenza ha studiato presso il Kenyon College, nello stato dell’Ohio, dove la CIA ha inserito alcuni suoi elementi tra gli insegnanti, il cui compito è quello di individuare tra gli studenti, quelli che possono essere utili alla propria causa.</p>
<p>Una volta fatto ritorno in Venezuela si è legato all’International Republican Institute (IRI) del Partito Repubblicano statunitense, che gli ha concesso tutto il suo supporto strategico e finanziario.</p>
<p>A questo proposito, dal 2002 ha condotto frequenti viaggi presso la sede dell’IRI a Washington per sostenere incontri con funzionari del governo di George W. Bush.</p>
<p>L’11 aprile del 2002 si trovava in testa alla marcia dell’opposizione golpista diretta al Palacio de Miraflores, che provocò la morte di decine di persone, oltre al sequestro del presidente Hugo Chávez.</p>
<p>Una volta terminato il suo mandato come sindaco di Chacao, è stato interdetto dalla Corte dei Conti del Venezuela a causa della malversazione delle risorse pubbliche che erano a sua disposizione.</p>
<p>Lopez è stato uno dei padrini politici di Lorent Saleh, meglio conosciuto come simpatizzante neonazista venezuelano, che con l&#8217;aiuto dei militari colombiani ed esponenti dell’opposizione pianificava realizzare atti terroristici in Venezuela con cecchini, bombe, e la creazione di un gruppo paramilitare.</p>
<div>di Fabrizio Verde de L&#8217;Antidiplomatico</div>
<div></div>
<div id="FontEdi"><strong>Fonte: </strong>teleSUR</div>
<div id="BanCenter"></div>
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