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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; ambasciata</title>
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		<title>Parlano della limitazione di movimento al personale diplomatico USA a l&#8217;Avana, ma non di quello di Cuba a Washington</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2015 23:37:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La grande stampa ci parla della "restrizione dei movimenti" imposta da Cuba -anni fa- al personale diplomatico della Sezione di Interessi USA all'Avana. L'agenzia France Presse, in una nota pubblicata in vari media, titolava che dopo la prossima apertura della sua ambasciata all'Avana, i "diplomatici USA avranno (ora) più libertà di movimento a Cuba".]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8830" alt="" src="/files/2015/08/leccionesdemanipulacion271.jpg" width="300" height="169" />La grande stampa ci parla della &#8220;restrizione dei movimenti&#8221; imposta da Cuba -anni fa- al personale diplomatico della Sezione di Interessi USA all&#8217;Avana. L&#8217;agenzia France Presse, in una nota pubblicata in vari media, titolava che dopo la prossima apertura della sua ambasciata all&#8217;Avana, i &#8220;diplomatici USA avranno (ora) più libertà di movimento a Cuba&#8221; (1).</strong></p>
<p>Il curioso è che sia notizia l&#8217;attuale limitazione di movimenti -al perimetro della Città dell&#8217;Avana- del personale diplomatico USA, ma che non lo sia la limitazione del personale cubano al perimetro di Washington. Questa restrizione -ricordiamo- fu imposta dal Governo di George W. Bush e colpisce anche i rappresentanti di Cuba presso le Nazioni Unite (2).</p>
<p>Il quotidiano spagnolo El Pais titolava che &#8220;il personale USA a Cuba dovrà &#8216;notificare&#8217; i suoi movimenti nell&#8217;isola&#8221; (3). Il titolo enfatizza il &#8220;controllo&#8221; del Governo dell&#8217;Isola sul personale statunitense, quando ciò che la notizia riporta, in realtà, è che tale controllo -con l&#8217;apertura dell&#8217;ambasciata- sarà notevolmente ammorbidito: il corpo diplomatico USA avrà libertà di movimento purché questi siano notificati al Governo cubano. El Pais non menziona, inoltre, che questa situazione è reciproca: a Washington il personale cubano anche dovrà &#8216;notificare&#8217; i suoi contatti e visite.</p>
<p>Ma il peggio è che i media non spieghino ciò che è essenziale per comprendere tutta questa faccenda: che il Governo USA non ha adempiuto -e non adempie-, in relazione a Cuba, alla Convenzione di Vienna sulle Relazioni Diplomatiche (4). Perché nell&#8217;attuale Sezione d&#8217;Interessi -e futura ambasciata- USA all&#8217;Avana si sono organizzati numerosi incontri, riunioni e seminari di formazione della cosiddetta &#8220;dissidenza&#8221; cubana, finanziata dal bilancio federale USA al fine di destabilizzare l&#8217;ordine costituzionale cubano. Si tratta di una chiara violazione degli articoli 26 e 41 della citata Convenzione di Vienna che indica tassativamente che il personale diplomatico dovrà &#8220;rispettare le leggi ed i regolamenti dello Stato recettore (e) (&#8230;) è obbligato a non immischiarsi negli affari interni di quello Stato&#8221;(5).</p>
<p>I media danno per buona un&#8217;ingerenza che giammai accetterebbero nel proprio paese. E tacciono -quando non giustificano apertamente- le milionarie partite di bilancio USA per tale ingerenza, che ancora oggi ci sono. Il Comitato di Attribuzione della Camera dei Rappresentanti ha recentemente proposto un fondo di 30 milioni di dollari -10 in più dello scorso anno- per la cosiddetta &#8220;dissidenza&#8221; cubana, con l&#8217;appoggio del Governo di Obama (6). Qualcosa che è illegale in qualsiasi paese del mondo, compresi gli USA, dove viene punita, con pene più dure che a Cuba, la collaborazione con un governo straniero con lo scopo di cambiare l&#8217;ordine costituzionale del paese (7) (8).</p>
<p>In totale, gli USA hanno speso, dal 1996, più di un miliardo di dollari in programmi non segreti per promuovere un &#8220;cambio di regime&#8221; in (9) Cuba.</p>
<p>Ma di questo &#8230; non leggeremo una parola nei media che, in forma ogni giorno più evidente, si mostrano come sottomessi altoparlanti della politica informativa su Cuba &#8230; della Casa Bianca (10).</p>
<p>di José Manzaneda, coordinatore Cubainformación</p>
<p>Traduzione Francesco Monterisi</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubainformacion.tv/index.php/lecciones-de-manipulacion/63644-hablan-de-la-limitacion-de-movimientos-al-personal-diplomatico-de-eeuu-en-la-habana-pero-no-del-de-cuba-en-washington" >per vedere il video</a></p>
<p>(1) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.eluniversal.com.co/mundo/diplomaticos-de-estados-unidos-tendran-mas-libertad-de-movimiento-en-cuba-198519" >http://www.eluniversal.com.co/mundo/diplomaticos-de-estados-unidos-tendran-mas-libertad-de-movimiento-en-cuba-198519</a></p>
<p>(2) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://progresosemanal.us/20150416/viajes-diplomaticos-obstaculizan-los-lazos-ee-uu-cuba/" >http://progresosemanal.us/20150416/viajes-diplomaticos-obstaculizan-los-lazos-ee-uu-cuba/</a></p>
<p>(3) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://internacional.elpais.com/internacional/2015/07/01/actualidad/1435780933_214812.html" >http://internacional.elpais.com/internacional/2015/07/01/actualidad/1435780933_214812.html</a></p>
<p>(4) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.rebelion.org/noticia.php?id=194621" >http://www.rebelion.org/noticia.php?id=194621</a></p>
<p>(5) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.radiohc.cu/especiales/comentarios/61281-contradicciones-en-la-normalizacion-de-relaciones-entre-eeuu-y-cuba" >http://www.radiohc.cu/especiales/comentarios/61281-contradicciones-en-la-normalizacion-de-relaciones-entre-eeuu-y-cuba</a></p>
<p>(6) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://progresosemanal.us/20150606/de-regreso-al-pasado-con-propuestas-para-cuba-en-un-comite/" >http://progresosemanal.us/20150606/de-regreso-al-pasado-con-propuestas-para-cuba-en-un-comite/</a></p>
<p>(7) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.rebelion.org/noticia.php?id=67001" >http://www.rebelion.org/noticia.php?id=67001</a></p>
<p>(8) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://www.cubainformacion.tv/index.php/component/content/61/14168-iaplicamos-la-legislacion-de-otros-paises-a-los-disidentes-cubanos" >http://www.cubainformacion.tv/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=14168:iaplicamos-la-legislacion-de-otros-paises-a-los-disidentes-cubanos&amp;catid=61&amp;Itemid=65</a></p>
<p>(9) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://progresosemanal.us/20150410/presupuesto-para-cuba-suma-alrededor-de-mil-millones-de-dolares/" >http://progresosemanal.us/20150410/presupuesto-para-cuba-suma-alrededor-de-mil-millones-de-dolares/</a></p>
<p>(10) <a rel="nofollow" target="_blank" href="http://elpais.com/elpais/2015/07/01/opinion/1435773263_790173.html" >http://elpais.com/elpais/2015/07/01/opinion/1435773263_790173.html</a></p>
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		<title>Ex diplomatico Wayne Smith riassume mezzo secolo di scontri</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jul 2015 23:23:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'ex diplomatico statunitense Wayne Smith si appresta a chiudere nei prossimi mesi un ciclo personale e politico di poco più di 54 anni, dall'amaro 3 gennaio 1961 in cui dovette aiutare a chiudere l'ambasciata degli USA a Cuba. A 83 anni di età, Smith è un testimone privilegiato di mezzo secolo della storia turbolenta tra USA e Cuba, poiché oltre ad aiutare a chiudere l'ambasciata a L'Avana nel 1961, nel 1979 è stato un famoso capo della Sezione di Interessi, una carica che in situazioni normali equivarrebbe a quella di ambasciatore a Cuba.   ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8770" alt="" src="/files/2015/07/wayne-smith.jpg" width="300" height="250" />L&#8217;ex diplomatico statunitense Wayne Smith si appresta a chiudere nei prossimi mesi un ciclo personale e politico di poco più di 54 anni, dall&#8217;amaro 3 gennaio 1961 in cui dovette aiutare a chiudere l&#8217;ambasciata degli USA a Cuba. </strong></p>
<p>A 83 anni di età, Smith è un testimone privilegiato di mezzo secolo della storia turbolenta tra USA e Cuba, poiché oltre ad aiutare a chiudere l&#8217;ambasciata a L&#8217;Avana nel 1961, nel 1979 è stato un famoso capo della Sezione di Interessi, una carica che in situazioni normali equivarrebbe a quella di ambasciatore a Cuba.</p>
<p>“Abbiamo seguito questa politica, anno dopo anno, Dio benedetto! che non isolò a Cuba, ma c&#8217;isolò a noi!”, ha detto Smith davanti alla sua scrivania a Washington.</p>
<p>“Che ogni anno l&#8217;ONU condanni il bloqueo, è ridicolo! È stato un sollievo che il presidente Obama cominciò a cambiare questa politica”, ha aggiunto, enfatizzando la frase con ampi gesti.</p>
<p>Per Smith, un uomo di quasi due metri, ex soldato della Guerra di Corea e padrone di una barba bianca signorile, la politica degli USA verso Cuba durò molto tempo per “l’incredibile credenza” che il potere statunitense era capace di ottenerlo tutto.</p>
<p>“L&#8217;idea che, mantenendo il bloqueo ed un ambiente ostile, avremmo potuto abbattere il governo di Fidel Castro era assurda”, ha detto Smith. “E’ stato un delirio da parte dei leader statunitensi. Mi sono sentito imbarazzato sul fatto che i leader possano sbagliarsi tanto”, ha accentuato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000">Opportunità perse</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo la chiusura dell&#8217;ambasciata a L&#8217;Avana, ha detto Smith, i due paesi ebbero opportunità chiare di ricomporre le relazioni, ma tutte le possibilità finirono dissestate.</p>
<p>“Non voglio entrare in grandi dettagli, ma penso che potemmo avere riaperto un dialogo, una relazione con Cuba se Kennedy non fosse stato assassinato, troppo presto per quell&#8217;epoca. Ma con l&#8217;assassinio di Kennedy, si è persa l’opportunità”, ha detto Smith.</p>
<p>Nel 1977 gli Stati Uniti e Cuba stabilirono Sezioni di Interesse a L&#8217;Avana ed a Washington, e Smith ritornò alla capitale cubana. Due anni più tardi, nel 1979, fu il famoso capo di questa missione diplomatica, un “ambasciatore” senza titolo.</p>
<p>“Jimmy Carter era il presidente. Lui mi disse che voleva un dialogo con Cuba e per questo motivo accettai di essere il capo della Sezione di Interesse. Ma Zbig Brzezinski (Consigliere di Sicurezza Nazionale di Carter) non ne voleva sapere, e boicottò tutti gli sforzi in questo senso”, si dispiacque Smith,</p>
<p>“Dopo, Ronald Reagan è stato eletto presidente, ed è stato evidente che non ci sarebbe più stato un dialogo con Cuba, allora abbandonai il servizio diplomatico nel 1982”, ha ricordato.</p>
<p>Nella visione di Smith, il procedimento del sollevamento del bloqueo statunitense contro Cuba “potrà durare un paio di anni, chissà di più, ma è qualcosa che possiamo fare”, benché richieda “manovre astute” da parte della Casa Bianca.</p>
<p>Inoltre, si indigna visibilmente quando parla della base di Guantanamo. “Era una base navale che è diventata una prigione dove, durante il governo di George Bush, abbiamo torturato i prigionieri. Dio mio, questa è una macchia nel nostro onore! Dovremmo cercare una forma di restituire la base a Cuba”, ha commentato.</p>
<p>Lo storico incontro tra Barack Obama e Raul Castro in Panama, in aprile di questo anno, suppose un punto di avvicinamento nelle relazioni bilaterali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000">Luci all&#8217;orizzonte </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 3 gennaio 1961, giorno in cui il personale diplomatico statunitense chiuse l&#8217;ambasciata ed abbandonò il paese, continua registrato nella memoria di Smith, mezzo secolo più tardi.</p>
<p>“Il personale è stato messo in un ferry ed abbiamo navigato verso la Florida. Nell&#8217;orizzonte potevamo vedere la nostra ambasciata, vicino al mare, e vidi che le luci dell&#8217;edificio si accendevano in modo intermittente. Pensai che forse erano gli impiegati locali salutandoci. Ed erano loro!”, ricordò il diplomatico.</p>
<p>Quando ritornò a Cuba nel 1977 e ritrovò i vecchi impiegati locali, uno di loro glielo confermò. “Uno mi disse: Allora ‘lo vide dal mare? &#8216; Fu un momento molto emozionante”, ha detto.</p>
<p>Essendo un diplomatico, “chiudere l&#8217;ambasciata fu un&#8217;enorme delusione. Perché volevamo avere relazioni con l&#8217;altro governo, e significa che abbiamo fallito. Forse possiamo dire che tutti e due i governi hanno fallito. Fu un&#8217;enorme delusione.”</p>
<p>Nella sua stretta scrivania nel Center for Internacional Policy (CIP), nella capitale statunitense, Smith è sempre accompagnato da foto dei suoi nipoti, un ritratto in bianco e nero della sua luna di miele a L&#8217;Avana nel 1958 (con sua moglie, seduti nella Bodeguida del Medio) ed una foto con Fidel Castro, fatta quando rinunciò al servizio diplomatico nel 1982.</p>
<p>Alla domanda se si propone assistere nella cerimonia di riapertura dell&#8217;ambasciata statunitense a L&#8217;Avana, alla fine di luglio, Smith si illumina e reagisce quasi come un bambino: “certo, per me sarà molto speciale. Ma per viaggiare a 83 anni devo preparare tutto molto bene”, ha concluso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>(Con informazione di La Prensa)</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>L&#8217;Ecuador chiuderà nove ambasciate per mancanza di reciprocità</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Aug 2013 20:17:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ecuador]]></category>
		<category><![CDATA[Rafael Correa]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, ha annunciato questo sabato la chiusura di nove ambasciate di questo paese sud-americano in distinte parti del mondo, tra loro quelle in Olanda ed in Belgio, “perché non c'è reciprocità.” Durante il suo programma settimanale, Correa ha detto che ci sono paesi ai quali si può esigere la reciprocità affinché abbiano anche rappresentazioni diplomatiche in questa nazione andina “se no, chiuderemo le nostre ambasciate.”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-6959" src="/files/2013/08/correa-yasuni1.jpg" alt="" width="320" height="207" />Il presidente dell&#8217;Ecuador, Rafael Correa, ha annunciato questo sabato la chiusura di nove ambasciate di questo paese sud-americano in distinte parti del mondo, tra loro quelle in Olanda ed in Belgio, “perché non c&#8217;è reciprocità.” </strong></p>
<p>Durante il suo programma settimanale, Correa ha detto che ci sono paesi ai quali si può esigere la reciprocità affinché abbiano anche rappresentazioni diplomatiche in questa nazione andina “se no, chiuderemo le nostre ambasciate.”</p>
<p>Ha assicurato che con questa decisione “ci sarà una riduzione considerabile di spese ed un risparmio per il paese.”</p>
<p>Rafael Correa ha segnalato che attualmente l&#8217;Ecuador ha 49 ambasciate all&#8217;estero, ma “undici paesi non hanno reciprocità.”</p>
<p>Ha spiegato che con le chiusure si deve essere “realisti” perché se l&#8217;India non ha qua un’ambasciata, la sua nazione sì ha bisogno della nostra là.</p>
<p>Tra i paesi che non hanno ambasciate in Ecuador ci sono Sudafrica, Belgio, Austria, Portogallo, Australia, Singapore, Svezia, Polonia, Ungheria, Malesia, “molte di queste ambasciate abbiamo già deciso di chiuderle”, ha riportato l&#8217;agenzia di notizie EFE.</p>
<p>Ha puntualizzato che è “in discussione” la situazione delle ambasciate a Singapore, Australia, Sudafrica, ed ha aggiunto che quella dell&#8217;Olanda si eliminerà dal momento che loro hanno chiuso la loro missione “argomentando questioni di preventivo.”</p>
<p>Ugualmente, ha detto che ci sarà un’ambasciata presso l&#8217;Unione Europea situata in Belgio, ma non presso il governo del Belgio. “Loro hanno chiuso l&#8217;ambasciata nel 2006, per questioni di preventivo, ed hanno lasciato solo quella di Lima” che rappresenta anche Quito, ha commentato.<br />
“Ha insistito che ci sono paesi rilevanti nel concerto mondiale in questioni strategiche nei quali sì manterremo le ambasciate, benché non abbiano la loro rappresentazione in questo paese andino”, ha concluso.</p>
<p>da TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Nebbioso assunto</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2012/11/18/nebbioso-assunto/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Nov 2012 01:18:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Confezionato inizialmente come una volgare telenovela di infedeltà che tanto normalmente si attizza nei mass media statunitensi, il caso di Petraeus ha navigato in poco tempo attraverso tante diverse variabili di versioni come i vuoti senza coperchio di questa storia.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em></p>
<div id="attachment_6056" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><em><img class="size-full wp-image-6056" src="/files/2012/11/david-petraeus-cia.jpg" alt="David Petraeus" width="300" height="250" /></em><p class="wp-caption-text">David Petraeus</p></div>
<p>Una filtrazione su “un paio di membri della milizia libica” presi come prigionieri dalla CIA, e non lo stesso scandalo su una relazione extraconiugale, sarebbe costata la nomina al generale David Petraeus. (Fonte: AFP)   di Guglielmo Tell</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Confezionato inizialmente come una volgare telenovela di infedeltà che tanto normalmente si attizza nei mass media statunitensi, il caso di Petraeus ha navigato in poco tempo attraverso tante diverse variabili di versioni come i vuoti senza coperchio di questa storia. </strong></p>
<p>Una delle protagoniste visibili, la biografa del generale, ha apportato un nuovo ingrediente affermando in una conferenza registrata nell&#8217;università di Denver che “qualcuno della CIA aveva preso prigionieri un paio di membri della milizia libica e loro (il comando dell&#8217;agenzia) pensano che l&#8217;attacco contro il consolato di Bengasi era un tentativo per liberarli.”</p>
<p>Se fosse così, e nulla per rocambolesco che sembri può sorprenderci, se proviene dalla compagnia, si starebbe alla presenza di una modalità sotto abusiva immunità diplomatica del sistema delle carceri clandestine, come quelle che si sono stabilite in Europa, per quanto il portavoce della CIA, Preston Golson, tenti di convincere che è già finito questo sinistro traffico di prigionieri.</p>
<p>Ovviamente, solo pochi possono fidarsi di questa affermazione, in presenza di un lungo curriculum di perversità, disinformazioni e segreti, nel quale si somma apparentemente il caso Petraues, apparente capo espiatorio di un assunto nebbioso e conveniente, affinché il gran pubblico non arrivi mai a toccare il fondo della verità.</p>
<p>di Hugo Rius</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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