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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; ambasciata USA</title>
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		<title>Simboli</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2015 23:18:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Hanno parcheggiato tre impeccabili Chevrolet degli anni 50 di fronte al Malecon, come uno strumento per il discorso del sottosegretario. L'Avana delle auto vecchie, così amata dai turisti della nostalgia, gli è toccato essere il simbolo della riapertura dell'Ambasciata degli Stati Uniti, un magnifico passaggio da illusionista. Perfino, in qualche momento, prima che cominciasse la cerimonia per issare la bandiera, quelle automobili si rivelarono come le protagoniste della decorazione, ricordandoci che la frontiera tra un paese ed il suo stereotipo è più fragile di quella che separa la realtà dalla finzione.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8853" alt="" src="/files/2015/08/chevrolets-en-la-ceremonia-embajada-de-eeuu-habana1-580x246.jpg" width="580" height="246" />Hanno parcheggiato tre impeccabili Chevrolet degli anni 50 di fronte al Malecon, come uno strumento per il discorso del sottosegretario. L&#8217;Avana delle auto vecchie, così amata dai turisti della nostalgia, gli è toccato essere il simbolo della riapertura dell&#8217;Ambasciata degli Stati Uniti, un magnifico passaggio da illusionista. Perfino, in qualche momento, prima che cominciasse la cerimonia per issare la bandiera, quelle automobili si rivelarono come le protagoniste della decorazione, ricordandoci che la frontiera tra un paese ed il suo stereotipo è più fragile di quella che separa la realtà dalla finzione. </strong></p>
<p>In verità non avrebbe dovuto sorprenderci la messa in scena. Se utilizziamo la convenzionale distinzione fra potere duro e potere blando, resa popolare da Joseph Nye, è chiaro che quello di Obama è l’impero del simbolico, e a differenza dell’uso che faceva George W. Bush della minaccia militare, l’attuale amministrazione si fida soprattutto della forza della parola e dell’immagine per ottenere i propri fini politici. Una differenza che a volte è un po’ grossolana e che accorcia la distanza fra il falco e la colomba, come quando la sottosegretaria di Stato, Roberta Jacobson, ci ha detto, all’Avana, durante una conferenza stampa in casa dell’allora capo dell’Ufficio di Interessi di Washington, che la strategia degli Stati Uniti verso Cuba era la stessa di quella delle amministrazioni precedenti e che era cambiata unicamente la tattica.</p>
<p>Ma torniamo al simbolo. In un articolo del New York Times, pubblicato nel 2004, Ron Siskind ha raccontato che, avendo contestato il modo in cui Bush conduceva la guerra in Irak e la trasformava in uno spettacolo di massa, il principale assessore del Presidente, Karl Rove, aveva risposto: “Voi credete che le decisioni nascano dall’analisi della realtà, ma il mondo non funziona più così; adesso siamo un impero, e quando agiamo, creiamo la nostra stessa realtà.” E’ così che il discorso politico ha trasformato l’Irak in un paese pacificato sul quale regnava la stabilità democratica, invidiata dai paesi vicini ai quali non restava altro da fare che dare una mano anche loro. Più di dieci anni dopo, non è ancora terminata la vendita all’asta di simboli che creano e ricreano la scomoda realtà di quegli “angoli oscuri” del pianeta.</p>
<p>E da questo punto di vista i simboli godono di ottima stampa, così che questo 14 agosto a L’Avana si è infiltrato in tutte le rassegne. Nella cerimonia della Missione degli Stati Uniti, le automobili vecchie sono apparse strettamente connesse alla bandiera a stelle e strisce che si rifiutava di sventolare –c’era un sole implacabile e neanche una brezza sul Malecón quel venerdì- e ai tre marines che hanno aspettato 54 anni per vederla issata sull’albero. E a John Kerry, naturalmente. Ma quelle macchine antiche, conservate in maniera eccellente come se fossero state per tutto questo tempo in un museo in attesa del ritorno dell’ambasciata nordamericana, erano la ciliegina sulla torta, la metafora perfetta di una Cuba che è rimasta congelata nel passato. Un’esotica cartolina del ritorno.</p>
<p>Quello che non ha detto nessuno è che la magnifica carrozzeria della maggior parte di queste automobili classiche che circolano per tutta Cuba, figlie del ferro e dello stagno della seconda guerra mondiale è sopravvissuta a un blocco che non ha lasciato passare neanche una rondella –come niente di quello di cui avevano bisogno i cubani per vivere-. Però, dentro sono stati ingegnosamente rifatte con motori russi, batterie cinesi, freni polacchi, gomme angolane, lampadine di qualsiasi parte e amortizzatori che contengono nichel della fabbrica “Che Guevara” di Moa. La forma non è innocente rispetto al contenuto e questo simbolo, per chi vive nell’isola profonda, sembra una battuta. Per non dire altro.</p>
<p>di Rosa Miriam Elizarde- Cubadebate</p>
<p>traduzione di Alessandra Riccio e Ida Garberi</p>
<p>foto: AP</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8854" alt="" src="/files/2015/08/chevrolets-en-la-ceremonia-embajada-de-eeuu-habana2.jpg" width="580" height="398" /></p>
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		<title>Gli USA riaprono l’Ambasciata a L&#8217;Avana; Kerry svolge visita ufficiale a Cuba</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Aug 2015 23:40:30 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli Stati Uniti hanno ufficialmente riaperto la loro Ambasciata a L'Avana, in una cerimonia alla quale ha assistito il sottosegretario degli Stati Uniti, John Kerry, nella sede del governo nordamericano di fronte al Malecon de L'Avana. L'edificio di sette piani è stato costruito nel 1953 ed è stato chiuso nel 1961, quando gli Stati Uniti hanno rotto le relazioni con L'Avana. Mesi dopo decretò un bloqueo che dura fino ad oggi, mezzo secolo dopo, ed è considerato il più lungo della Storia.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8847" alt="kerry-en-la-habana-580x318" src="/files/2015/08/kerry-en-la-habana-580x318.jpg" width="580" height="318" />Gli Stati Uniti hanno ufficialmente riaperto la loro Ambasciata a L&#8217;Avana, in una cerimonia alla quale ha assistito il sottosegretario degli Stati Uniti, John Kerry, nella sede del governo nordamericano di fronte al Malecon de L&#8217;Avana.  </strong></p>
<p>L&#8217;edificio di sette piani è stato costruito nel 1953 ed è stato chiuso nel 1961, quando gli Stati Uniti hanno rotto le relazioni con L&#8217;Avana. Mesi dopo decretò un bloqueo che dura fino ad oggi, mezzo secolo dopo, ed è considerato il più lungo della Storia.</p>
<p>Kerry in seguito, alla fine di questa mattinata, è stato ricevuto nella sede della Cancelleria, dal Ministro di Relazioni Estere, Bruno Rodriguez Parrilla, col quale ha sostenuto conversazioni su temi di interesse bilaterale. Dopo, hanno offerto una conferenza stampa congiunta nell’Hotel Nacional.<br />
Il cancelliere di Cuba, Bruno Rodriguez, ha detto nella conferenza stampa congiunta con il sottosegretario, John Kerry, che nella nuova tappa dopo il ristabilimento dei nessi diplomatici, hanno accordato stabilire una commissione bilaterale per definire temi che saranno abbordati immediatamente, includendo alcuni ancora in sospeso, accumulati durante più di 54 anni.</p>
<p>Il titolare cubano qualificò l&#8217;incontro con la parte statunitense come rispettoso e costruttivo, su temi bilaterali e di interesse, per avanzare nella normalizzazione delle relazioni.</p>
<p>Entrambe le parti, disse, sono d&#8217;accordo nell’aprire nuove aree di dialogo e consolidare meccanismi già creati, ed aprirne altri in aree come l’ecosistema e la salute.</p>
<p>Rodriguez ha concluso, mettendo in chiaro che “con gli Stati Uniti abbiamo profonde differenze su democrazia, diritti umani e diplomazia”, tra gli altri temi.</p>
<p>Nell&#8217;atto di riapertura dell&#8217;Ambasciata statunitense hanno partecipato leader politici e del governo degli Stati Uniti, mentre in rappresentazione del governo cubano, ha assistito una delegazione diretta dalla Direttrice Generale degli Stati Uniti del Ministero di Relazioni Estere, Josefina Vidal Ferreiro.</p>
<p>La cerimonia è incominciata con un preludio musicale interpretato da The United States Army Brass Quintet e le parole di Jeffrey DeLaurentis, l&#8217;Addetto di Commercio dell&#8217;Ambasciata degli Stati Uniti a Cuba. Poi, Richard Blanco ha interpretato il poema “Matters of the sea”. Hanno suonato l&#8217;Inno Nazionale di Cuba e John Kerry ha occupato il podio. Ha chiuso l&#8217;atto l&#8217;innalzamento della bandiera e l&#8217;Inno Nazionale degli Stati Uniti.</p>
<p>I tre marines che ammainarono la bandiera in Cuba, nel 1961, sono ritornati questo venerdì a L&#8217;Avana col sottosegretario, John Kerry, per celebrare il ristabilimento delle relazioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e Cuba. Il governo statunitense ha chiesto a questi uomini che issassero oggi la bandiera, e loro l’hanno passata alla nuova generazione, tre giovani marines che hanno eseguito l’opera, mentre Kerry osservava assorto.</p>
<p>di Rosa Miriam Elizalde</p>
<p>foto: Ismael Francisco</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.flickr.com/photos/cubadebate/sets/72157656836875448" >per vedere altre foto clicca qui</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8848" alt="" src="/files/2015/08/emba11.jpg" width="580" height="387" /></p>
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		<title>“Mr. President GIVE MI 5, YES YOU CAN!” ha invaso Roma durante la visita di Barack Obama</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Mar 2014 22:47:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Due giorni veramente intensi quelli appena trascorsi. Una lettera della Senatrice del PD Daniela Valentini, firmata da altri suoi 17 colleghi tra i quali il Senatore PD Luigi Manconi Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, è stata inviata al Presidente Barack Obama attraverso il suo Ambasciatore in Italia. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7748" alt="" src="/files/2014/03/Cinque-Roma.jpg" width="240" height="342" />Due giorni veramente intensi quelli appena trascorsi.</strong></p>
<p>Una lettera della Senatrice del PD Daniela Valentini, firmata da altri suoi 17 colleghi tra i quali il Senatore PD Luigi Manconi Presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, è stata inviata al Presidente Barack Obama attraverso il suo Ambasciatore in Italia.</p>
<p>Un articolo della giornalista Geraldina Colotti sul “Il Manifesto” che intervista la Senatrice Daniela Valentini.</p>
<p>Il Premio Nobel Barack Obama ha visitato Roma, la città eterna. Noi non potevamo non far sentire la nostra voce e se per caso non è arrivata alle sue orecchie, gli occhi di migliaia di cittadini romani e non solo, hanno potuto vedere la richiesta che la nostra Associazione Nazionale ha fatto al Presidente USA.</p>
<p>Migliaia di manifesti con la scritta “Mr. President GIVE MI 5, YES YOU CAN!” sono stati affissi nel centro di Roma e nel lungotevere. Nella principale arteria che dall&#8217;aeroporto Leonardo da Vinci porta al centro della capitale, campeggia un cartellone di 21 metri x 3 che riporta la scritta: 10 premi nobel per la libertà per i Cinque cubani da 15 anni ingiustamente detenuti negli Stati Uniti.</p>
<p>Poi un sit in nei pressi dell&#8217;Ambasciata USA a Via Veneto, insieme ad altre realtà politiche e sociali che contestavano la visita del Presidente Obama.</p>
<p>Continueremo senza sosta nella battaglia per riportare a Cuba i Cinque cubani.</p>
<p>da Marco Papacci Segretario del Circolo di Roma- Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba <img class="alignleft size-full wp-image-7751" alt="" src="/files/2014/03/Ambasciata.jpg" width="448" height="336" /><img class="alignleft size-full wp-image-7752" alt="" src="/files/2014/03/Ambasciata1.jpg" width="448" height="336" /><img class="alignleft size-full wp-image-7753" alt="" src="/files/2014/03/Ambasciata3.jpg" width="336" height="448" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7750" alt="" src="/files/2014/03/Cinque-Roma-2.jpg" width="556" height="417" /><br />
<img class="alignleft size-full wp-image-7749" alt="" src="/files/2014/03/CinqueRoma-1.jpg" width="960" height="720" /></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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