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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; ambasciata cubana</title>
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		<title>Cuba-USA, nuovo capitolo: eravamo arrivati a pensare che questo non si poteva risolvere</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2015 23:53:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Durante l'innalzamento della bandiera cubana nella riapertura della sua sede diplomatica a Washington, si sono dati appuntamento un enorme ventaglio di persone che in qualche modo hanno partecipato a generare il cambiamento nella politica bilaterale.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8804" alt="" src="/files/2015/07/emba071.jpg" width="580" height="387" />Durante l&#8217;innalzamento della bandiera cubana nella riapertura della sua sede diplomatica a Washington, si sono dati appuntamento un enorme ventaglio di persone che in qualche modo hanno partecipato a generare il cambiamento nella politica bilaterale.  </strong></p>
<p>Le centinaia di invitati inclusi legislatori statunitensi (il senatore Patrick Leahy ed i rappresentanti Raul Grijalva, Barbara Lee, Josè Serrano), diplomatici, figure riconosciute dei mezzi di comunicazione nazionali, analisti, accademici, artisti ed un elenco di cubano-statunitensi che recentemente erano dissidenti.</p>
<p>Silvio Rodriguez, integrante di una numerosa delegazione cubana, commentò a La Jornada che “è difficile riassumere cosa si sente ad essere presenti qui, perché passano per la mente molte cose, proprie o che sono successe ad altri. Ci fu un momento in cui questo confronto fu tanto forte che molti pensammo che non c’era una soluzione possibile. Una delle cose più curiose è rendermi conto che sì esiste una soluzione e si può incominciare a lavorare in questa direzione, cosa che mi sembra straordinariamente positiva”.</p>
<p>Danny Glover, famoso attore e cineasta, era felice, abbracciando vecchi amici, scherzando: La storia c&#8217;assolverà tutti. Commentò a questo giornale che “questo è stato il tema di tutta la sua vita: i miei genitori erano sindacalisti, e nel 1959 io avevo 12 anni, stavamo celebrando il trionfo della rivoluzione cubana. Appena lo capivo, ero un bambino, ma lo seguii, lo seguii, lo seguii, da allora, per quello che succedette in Angola, e così via. Sappiamo che quello di oggi è un nuovo inizio, pieno di possibilità, di un&#8217;altra storia, magari con nuovi valori qui”.</p>
<p>Il rappresentante federale Raul Grijalva, co-presidente del “caucus” Progressista (composto da circa 75 legislatori federali) ha dichiarato a La Jornada: credo che col tempo, gli statunitensi appoggeranno sempre di più la normalizzazione, e con questo ci sarà maggiore pressione per distruggere il bloqueo nel Congresso nei prossimi due o tre anni.</p>
<p>Wayne Smith, che è stato l&#8217;addetto della sezione di interessi degli Stati Uniti durante la presidenza di Jimmy Carter e che si è dedicato alla promozione della normalizzazione durante le decadi recenti, ha detto che “il punto fondamentale di oggi è che stiamo avanzando. Questo non implica che non ci sia una moltitudine di problemi, ma con un dialogo abbiamo per lo meno l&#8217;opportunità per risolverne alcuni”.</p>
<p>Tra i cubano-americani che si sono dedicati a promuovere questo cambiamento, le emozioni sono forti.</p>
<p>Non tutti erano contenti con la nuova normalità. Un microgruppo di oppositori si presentò all&#8217;altro lato della strada dell&#8217;ambasciata, gridando le solite cose. Uno di loro si è messo a correre, ha saltato una barriera della polizia, e cercò di arrivare alle grate dell&#8217;ambasciata per incatenarsi. Agenti di polizia e del Servizio Segreto non lo hanno permesso.</p>
<p>“Salsa sì, bloqueo no”, si legge in un cartello di CodePink alla periferia dell&#8217;ambasciata, mentre diversi attivisti festeggiano questa giornata. Altri si fanno foto sotto alla bandiera appena issata. In altre parti del paese, raccontano alcuni, ci sono festeggiamenti in ristoranti, bar ed in sedi di diverse organizzazioni. Tutti insistono in che non si può tornare indietro in tutto questo. Ma quasi tutti sanno che le sfide del nuovo futuro non saranno per niente facili.</p>
<p>preso da La Jornada</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Ismael Francisco</p>
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		<title>Capriles violò norme internazionali entrando all&#8217;Ambasciata di Cuba nel 2002, afferma Ambasciatore</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 23:06:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ambasciata cubana]]></category>
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		<description><![CDATA[“Non posso confermare o affermare che non ci sia qui nessun rifugiato (…) perché non ho potuto perquisire l'Ambasciata”, furono le parole di Capriles Radonski, candidato oppositore alla Presidenza del Venezuela, in uno dei fatti più polemici dell’aprile del 2002: l'assedio all'Ambasciata di Cuba.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_3930" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-3930" src="/files/2012/04/embajador-de-cuba-en-venezuela-rogelio-polanco.jpg" alt="Rogelio Polanco" width="300" height="250" /></strong><p class="wp-caption-text">Rogelio Polanco</p></div>
<p>“Non posso confermare o affermare che non ci sia qui nessun rifugiato (…) perché non ho potuto perquisire l&#8217;Ambasciata”, furono le parole di Capriles Radonski, candidato oppositore alla Presidenza del Venezuela, in uno dei fatti più polemici dell’aprile del 2002: l&#8217;assedio all&#8217;Ambasciata di Cuba. </strong></p>
<p>Ricordando quei giorni, il volto più visibile della situazione è stato senza dubbio quello dell&#8217;attuale Governatore di Miranda e candidato presidenziale per l&#8217;opposizione. Accorrendo all&#8217;Ambasciata durante le manifestazioni, Capriles Radonski salì su di una scala per addentrarsi nella sede diplomatica e conversare con l&#8217;Ambasciatore. Ma tale e come lo disse all&#8217;uscita, il vero motivo è stato cercare dei membri del Governo di Hugo Chavez che potessero essere ospitati nel recinto.</p>
<p>Rogelio Polanco Fuentes, ambasciatore di Cuba nel paese, conversò su questo tema con Noticias24. Con aspetto diplomatico, assicurò che non è  suo dovere opinare sulla politica interna del paese, facendo riferimenti alla leadership di Capriles dentro l&#8217;opposizione ed alle prossime elezioni. Tuttavia, sì segnalò che quel giorno molti che avevano l&#8217;autorità di fare qualcosa, semplicemente, non lo fecero.</p>
<p>Facendo appoggio sul fatto che preferisce parlare di fatti e non di speculazioni, menzionò che “in quel momento il Sindaco di Baruta (Capriles Radonski) arrivò fino all&#8217;ambasciata e cercò di perquisire le installazioni”. Questo, puntualizzò, costituisce una violazione delle norme internazionali, specificamente, all&#8217;articolo 22 della Convenzione di Vienna che tanto Cuba come Venezuela, hanno accettato e ratificato:</p>
<p>1. I locali della missione sono inviolabili. Gli agenti dello Stato ricevente non potranno penetrare in questi senza consenso del capo della missione.</p>
<p>2. Lo Stato ricevente ha l&#8217;obbligo speciale di adottare tutte le misure adeguate per proteggere i locali dalla missione contro ogni intrusione o danno ed evitare che si turbi la tranquillità della missione o si attenti alla sua dignità.</p>
<p>3. I locali della missione, la sua mobilia ed altri beni situati in essi, come i mezzi di trasporto della missione, non potranno essere oggetto di nessun registro, perquisizione, sequestro o misura di esecuzione.</p>
<p>“È chiaro che in quel momento ci fu una pretesa flagrante di violare una norma internazionale da parte di un&#8217;autorità ed a sua volta quando è uscito non si fa assolutamente niente per ostacolarlo, per fermarlo”, disse. “E’ lì dove noi stimiamo quello che è accaduto, le valutazioni su cosa bisogna fare adesso e nel futuro deve essere un compito dello stesso popolo.”</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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