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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; ambasciata cubana a Caracas</title>
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		<title>Emotiva manifestazione a Caracas ricorda l’assedio all’ambasciata cubana nel 2002</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 23:55:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una concentrazione di massa popolare circondò oggi l'ambasciata di Cuba a Caracas, in risarcimento all'assedio perpetrato a questa sede diplomatica dall’estrema destra venezuelana dieci anni fa. Il 12 aprile 2002, varie centinaia d’oppositori guidati dall’allora sindaco del municipio di Baruta ed oggi candidato presidenziale, Henrique Capriles Radonski, mantennero per circa 36 ore un violento assedio all'immobile dove radica l'ambasciata, e dove cercarono di penetrare con la forza.  ]]></description>
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<div id="attachment_3974" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-3974" src="/files/2012/04/nicolas-maduro1.jpg" alt="Nicolas Maduro" width="300" height="190" /></strong><p class="wp-caption-text">Nicolas Maduro</p></div>
<p>Una concentrazione di massa popolare circondò oggi l&#8217;ambasciata di Cuba a Caracas, in risarcimento all&#8217;assedio perpetrato a questa sede diplomatica dall’estrema destra venezuelana dieci anni fa. </strong></p>
<p>Il 12 aprile 2002, varie centinaia d’oppositori guidati dall’allora sindaco del municipio di Baruta ed oggi candidato presidenziale, Henrique Capriles Radonski, mantennero per circa 36 ore un violento assedio all&#8217;immobile dove radica l&#8217;ambasciata, e dove cercarono di penetrare con la forza.</p>
<p>Questa azione si sviluppò dopo il golpe di Stato contro il presidente costituzionale, Hugo Chavez, realizzato la vigilia e quel giorno, col pretesto che il vicepresidente esecutivo del governo, Diosdado Cabello, si fosse rifugiato nella sede diplomatica.</p>
<p>La ferma resistenza dei diplomatici e funzionari cubani, in condizioni molto difficili, perché avevano tagliato loro le somministrazioni di acqua ed energia elettrica, ostacolò l&#8217;entrata in questo territorio di Cuba in terra venezuelana e frustrò il complotto ultra conservatore.</p>
<p>Una decade dopo questi fatti, Diosdado Cabello, attualmente presidente dell&#8217;Assemblea Nazionale e primo vicepresidente del Partito Socialista Unito del Venezuela (PSUV), sì era nell&#8217;ambasciata, dove è stato ricevuto con tutti gli onori dall&#8217;ambasciatore, Rogelio Polanco.</p>
<p>Cabello presidiò oggi l&#8217;atto di risarcimento ed in omaggio al popolo cubano, insieme al Cancelliere, Nicolas Maduro, la Procuratrice Generale della Repubblica, Cilia Flores; il governatore dello stato Vargas , Jorge Garcia Carneiro, ed i ministri della Sanità, Eugenia Sader, e della Gioventù, Maria del Pilar Hernandez.</p>
<p>“Il 12 aprile rimarrà marcato nella storia come il giorno in cui il fascismo mostrò il suo vero volto”, ha detto il cancelliere Maduro, in un emotivo discorso pronunciato dalla tribuna installata di fronte alla porta d’entrata della sede diplomatica cubana.</p>
<p>Maduro ricordò alcuni fatti di quel giorno che -disse &#8211; lasciarono chiara la posizione apolide e violenta della destra venezuelana, espressa nel tentativo di assalto all&#8217;ambasciata cubana e la violenta detenzione dell’allora ministro Ramon Rodriguez Chacin nella sua residenza.</p>
<p>Entrambi i fatti, ricordò il cancelliere venezuelano, sono stati diretti da Capriles, attuale candidato presidenziale dell&#8217;estrema destra.</p>
<p>Da parte sua, l&#8217;ambasciatore Polanco, salutando le centinaia di venezuelani riuniti nella periferia della sede diplomatica, espresse che la relazione tra Cuba e Venezuela è indistruttibile.</p>
<p>“Oggi vi riceviamo allo stesso modo come abbiamo ricevuto l&#8217;apostolo dell&#8217;indipendenza di Cuba, Josè Martì, quando venne in Venezuela a rendere tributo al Libertador dell&#8217;America, Simon Bolivar”, ha affermato.</p>
<p>“Ma l&#8217;omaggio maggiore è per il presidente Chavez, che tentarono di assassinare in quelle giornate (aprile del 2002) che alcuni pretendono dimenticare”, ha concluso Polanco.</p>
<p>con informazioni di Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>German Sanchez Otero: “L’attacco contro l’ambasciata di Cuba in aprile del 2002 è stato un attacco brutale”</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 23:43:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi giovedì 12 aprile, nel teatro Principale di Caracas, nella capitale venezuelana, German Sanchez Otero presenterà il suo libro Aprile senza censura, con un prologo del giornalista venezuelano, allora Ministro della Difesa durante il golpe mediatico di aprile del 2002, Josè Vicente Rangel. ]]></description>
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<div id="attachment_3967" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-3967" src="/files/2012/04/german-sanchez-otero_cuba.jpg" alt="German Sanchez Otero" width="300" height="250" /></strong><p class="wp-caption-text">German Sanchez Otero</p></div>
<p>Oggi giovedì 12 aprile, nel teatro Principale di Caracas, nella capitale venezuelana, German Sanchez Otero presenterà il suo libro Aprile senza censura, con un prologo del giornalista venezuelano, allora Ministro della Difesa durante il golpe mediatico di aprile del 2002, Josè Vicente Rangel. </strong></p>
<p>In un’intervista telefonica col programma della radio La Bussola del Sud che trasmette in FM l&#8217;emittente Alba Città 96.3, German Sanchez Otero, ex ambasciatore della Repubblica di Cuba nella Repubblica Bolivariana del Venezuela durante gli eventi di aprile del 2002, racconta che “il giorno 11 di sera, c’è stata un&#8217;aggressione contro la residenza dell&#8217;ambasciatore molto brutale. Tre persone cercarono di entrare all&#8217;edificio della residenza con pistole in mano e logicamente hanno ricevuto una risposta immediata che era l&#8217;unica possibile per difendere questo territorio cubano. Un compagno con una mitragliatrice sparò all&#8217;aria per trattare che non entrassero. Questo provocò uno scoppio immediato.”</p>
<p>Durante il golpe di Stato di aprile del 2002 contro il governo del presidente Chavez, l&#8217;ambasciata di Cuba è stata circondata da fanatici isterici per la transitoria vittoria del golpe di stato. L&#8217;esiliato cubano Salvador Romanì (ex agente della polizia del dittatore Fulgencio Batista) e l&#8217;avvocato venezuelano Ricardo “Cañita” Koesling, promossero l&#8217;assalto che durò 5 giorni.</p>
<p>Gli eventi di questi giorni dimostrarono la violenza dell&#8217;attacco ed il coraggio di quelli che, all&#8217;interno dell&#8217;ambasciata, sopportarono l&#8217;assalto. Il ritorno del presidente Chavez al potere, il 13 aprile, ha messo il punto finale all&#8217;assedio.</p>
<p>Ancora risulta impattante la dichiarazione dell&#8217;allora ambasciatore cubano quando disse che le persone che attaccavano l&#8217;ambasciata erano manipolate da membri della mafia anticastrista di Miami, con l&#8217;intenzione di entrare violentemente.</p>
<p>“Fummo vittime, come tutto il popolo del Venezuela, di quell&#8217;unghiata fascista”, ricorda German Sanchez Otero. “Ci furono intrighi e manipolazioni mediatiche e politiche della controrivoluzione venezuelana, in coordinazione col Dipartimento di Stato, la CIA e la chiamata Fondazione Nazionale Cubano-Americana.”</p>
<p>Questo avrebbe obbligato loro a reagire come lo farebbe il loro popolo in caso di essere aggredito: difenderebbero questo pezzo di terra perfino a costo delle loro vite. E questo non era un discorso. Questo era così. Quella dichiarazione è da brivido, perfino oggigiorno. “Noi cubani non facciamo discorsi. L&#8217;abbiamo dimostrato molte volte. Io vi invito ad evitare una tragedia”, diceva l&#8217;ambasciatore a quello che oggi è il candidato della destra alle presidenziali.</p>
<p>Quell&#8217;assedio è una prova tangibile dell&#8217;aspetto “democratico” di Henrique Capriles Radonski che, con la sua indifferenza e contraddicendo l&#8217;ambasciatore cubano, incoraggiò i fatti violenti contro uomini, donne, bambine e bambini che si preparavano per qualcosa peggiore dell&#8217;assalto fascista della destra venezuelana.</p>
<p>“Ci diedero un ultimatum. Dopo, un altro gruppo assicurò che voleva dialogare in maniera pacifica e noi accettammo questo dialogo per evitare una tragedia. Capriles Radonski entrò nell&#8217;ambasciata sotto la mia autorizzazione, perché altrimenti non avrebbe potuto farlo. Lui non fece nulla finché quella gente che stava fuori dell&#8217;ambasciata non si ritirò”, ricorda Sanchez Otero.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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