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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Alpha 66</title>
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		<title>Ex agente della CIA cubano racconta la storia del suo fallimento</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jun 2017 01:03:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il cubano Antonio Veciana è stato una spia della CIA che dedicò la sua vita a cercare di ammazzare Fidel Castro e destabilizzare il governo cubano. A 88 anni, dice che la sua “è la storia di un fallimento”. E lo racconta con rabbia e senza pentimenti. “Io ero un improbabile terrorista. Ero magro, asmatico ed ero pieno di insicurezze”, dice Veciana nel suo libro, “Trained To Kill” (allenato per ammazzare), scritto con il giornalista Carlos Harrison e pubblicato da Skyhorse Publishing.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10013" alt="espía-580x322" src="/files/2017/06/espía-580x322.jpg" width="580" height="322" />Il cubano Antonio Veciana è stato una spia della CIA che dedicò la sua vita a cercare di ammazzare Fidel Castro e destabilizzare il governo cubano. A 88 anni, dice che la sua “è la storia di un fallimento”. E lo racconta con rabbia e senza pentimenti.  </strong></p>
<p>“Io ero un improbabile terrorista. Ero magro, asmatico ed ero pieno di insicurezze”, dice Veciana nel suo libro, “Trained To Kill” (allenato per ammazzare), scritto con il giornalista Carlos Harrison e pubblicato da Skyhorse Publishing.</p>
<p>Dopo, in persona, chiarisce: “Il lavoro che io facevo è quello che fanno i terroristi. Però, a quell’epoca, non lo chiamavano così.”</p>
<p>È seduto nel soggiorno della casa a Miami di sua figlia, Ana, con cui vive.</p>
<p>C’è un deambulatore al suo fianco.</p>
<p>E, tra le sue mani, il libro nel quale racconta come l&#8217;agente della CIA David Atlee Phillips (che lui conosceva come “Bishop”) lo reclutò nel 1959 e l&#8217;allenò a L&#8217;Avana per ammazzare Castro, che morì l&#8217;anno scorso per cause naturali.</p>
<p>“Bishop mi invitò a pranzare. Era facile, non doveva convincermi molto del pericolo che era Cuba col suo comunismo”, racconta. “E mi allenai per fare tutto il lavoro che dovetti fare.”</p>
<p>Ero contabile della Banca Nazionale di Cuba, ma gli insegnarono ad essere invisibile, a pianificare, ad essere negligente ed a diffidare.</p>
<p>“Al principio, l&#8217;idea era destabilizzare”, racconta. “Nei paesi dove c&#8217;è destabilizzazione, la gente crede alle chiacchiere. Quello era il mio lavoro, creare le dicerie.”</p>
<p>“Ed inoltre il cubano è molto propenso a credere qualunque cosa. Uno tirava fuori una circolare e la gente ci credeva.”</p>
<p>La circolare più famosa è stata un presunto disegno di legge secondo cui il governo avrebbe tolto ai genitori la patria potestà dei loro figli.</p>
<p>“Allora i genitori inviarono circa 14.000 persone qui”, a Miami. “Molti si riunirono dopo coi loro figli, ma altri non poterono vederli più, perché morirono o non poterono uscire dal paese.”</p>
<p>Questo esodo passò alla storia come “l’Operazione Peter Pan”. Tra il 1960 ed il 1962, i genitori inviarono fuori da Cuba i loro figli attraverso le pratiche fatte dalla Chiesa Cattolica. I bambini senza accompagnatori adulti erano ricevuti in accampamenti in Florida.</p>
<p>Si è pentito Antonio Veciana di essere il colpevole della separazione di migliaia di famiglie?</p>
<p>“Io non mi pento, in realtà. Magari sono un irresponsabile, ma quello che ho fatto è stato per convinzione. Ero convinto in quel momento che stavo facendo la cosa corretta, cosicché lo tornerei a fare.”</p>
<p><span style="color: #ff0000">Esagerazioni militari  </span></p>
<p>Veciana si esiliò negli Stati Uniti nel 1961, dovuto ad un fallito attentato contro Castro che facilmente segnalava alle autorità la sua colpevolezza.</p>
<p>Dopo, quando fu contattato da Bishop a Miami, fondò il gruppo paramilitare anticastrista “Alpha 66” che negli anni &#8217;60 e &#8217;70 “faceva azioni commando e manteneva la lotta contro il comunismo.”</p>
<p>“Quegli attacchi fomentavano una speranza. Quando si pubblicavano sulla stampa, c&#8217;era euforia. La gente manteneva ancora la speranza che avrebbe potuto vincere la battaglia.”</p>
<p>“Ma si esagerava sempre. Quando uno attacca una barca, forse sparava 20 colpi ad una certa distanza, ma diceva poi che si spararono più colpi da più vicino e che aveva ferito la gente della parte contraria…”</p>
<p>Come molti cubani della sua età, Veciana mantiene fresco il rancore verso l&#8217;allora presidente John F. Kennedy, perché “tradì” gli esiliati quando ritirò l&#8217;appoggio militare alla fallita invasione della Baia dei Porci nel 1961.</p>
<p>Questo “tradimento”, secondo lui, fu riscosso dalla CIA. Veciana assicura di avere visto il suo “addetto”, Bishop, riunito con Lee Harvey Oswald tre mesi prima dell&#8217;assassinio di Kennedy in Texas nel 1963. Ma Oswald fu poi identificato come se avesse attaccato da solo.</p>
<p>Un seguente tentativo di ammazzare Castro in Santiago del Cile è stato un altro fallimento. Anni dopo, Vaciana dovette abbandonare un altro attentato. Il suo sforzo per screditare Ernesto “Che” Guevara dopo la sua morte in Bolivia, non risultò. La leggenda del rivoluzionario argentino scappò alla CIA dalle mani.</p>
<p>“Realmente tratto di non pensare molto a tutto ciò, perché la mia è la storia di un fracasso. Quando uno fallisce per circostanze differenti sente che non ha fatto la cosa corretta, o che la sorte non l&#8217;aiutò, ma si sente un fallito.”</p>
<p>E nel 1979 gettò la spugna.</p>
<p>(Con informazioni di AFP)</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>Foto: Leila Macor/AFP.</p>
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		<title>Tribunale degli USA afferma che arsenale miliardario di armi per ammazzare Fidel deve essere confiscato</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jun 2012 23:21:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Alpha 66]]></category>
		<category><![CDATA[Fidel Castro]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Ferro]]></category>
		<category><![CDATA[sequestro di armi]]></category>
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		<description><![CDATA[Armi ed approvvigionamenti per valore di 2,5 milioni di dollari, in potere di un cubano emigrato, residente in California, sono soggetti a norme di confisca del governo, malgrado l'uomo avesse trasferito la proprietà di tutto l'arsenale a sua moglie, ha sentenziato, questo lunedì, un tribunale federale di appello.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-4830" src="/files/2012/06/robert-ferro-cuban-exile-arrest.jpg" alt="" width="300" height="207" />Armi ed approvvigionamenti per valore di 2,5 milioni di dollari, in potere di un cubano emigrato, residente in California, sono soggetti a norme di confisca del governo, malgrado l&#8217;uomo avesse trasferito la proprietà di tutto l&#8217;arsenale a sua moglie, ha sentenziato, questo lunedì, un tribunale federale di appello. </strong></p>
<p>L&#8217;emigrante Robert Ferro che è stato condannato nel 2007 a 65 mesi in una prigione federale per possesso illegale di armi, disse che erano per un attentato contro Fidel Castro od il suo governo a L&#8217;Avana, assicurò la sentenza del Tribunale. La notizia di stampa appare oggi nel quotidiano di San Bernardino, in California, The Press Enterprise.</p>
<p>Ovviamente, il Tribunale degli USA non valutò le dichiarazioni a beneficio dell’omicidio contro l’allora Presidente Fidel Castro, bensì la pertinenza che Ferro, o sua moglie, potessero immagazzinare tale quantità di armi in una casa in California.</p>
<p>Il pannello di tre giudici della Corte del 9 º Circuito di Appello degli USA ha detto lunedì, 11 giugno che Maria Ferro, moglie di Robert Ferro, deve essere interrogata per sapere se è responsabile dell&#8217;uso eccessivo di quelle armi.</p>
<p>Il linguaggio della sentenza sembra alterare la forma in che giudici rivedranno nel futuro i processi di sequestri eccessivi di armi, la cui detenzione è legale in California. I giudici restituirono il caso ad un tribunale inferiore per la sua revisione e, specificamente, non fecero nessun commento circa quello che dovrebbe essere il risultato.</p>
<p>Nella sentenza combinata dei casi in cui gli accusati risultano in possesso di “1.679 armi; 87,983 unità di munizioni, 3 missili e numerosi fusibili”, i giudici riconobbero che questo è “quello che conosciamo come il più grande sequestro civile di armi della storia statunitense… in possesso illegale di un delinquente colpevole. Questa è un ordine di sequestro contro centinaia di armi collezionabili (sic) per un valore di $2,55 milioni. ”</p>
<p>“Alcune delle armi sono placcate in oro, mentre altre sono del principio del secolo XX, rarità, alcune stimate in 10.000 dollari o più”, ha affermato la sentenza, ed aggregò che l&#8217;Agenzia di Alcool, Tabacco ed Armi degli USA metterà alcune delle armi nel suo museo, invece di distruggerle.</p>
<p>Le armi ed approvvigionamenti furono sequestrati durante l&#8217;investigazione ed il caso penale contro Robert Ferro, che fu condannato in agosto del 2007.</p>
<p>Ferro reclamò le armi con l&#8217;argomento che erano per attaccare Fidel Castro e dichiarò che era membro di Alpha 66, un gruppo terrorista radicato negli USA, celebre per i suoi atti violenti contro Cuba.</p>
<p>L&#8217;organizzazione ignorò qualunque vincolo con lui, e durante la sentenza Ferro disse che non si era associato col gruppo per 30 anni. Ma Ferro mantenne la sua dichiarazione, e così si mette a verbale nella sentenza della Corte Federale di Riverside davanti alla giudice Virginia Phillios che le armi “si sarebbero utilizzate in Cuba, a L&#8217;Avana.”</p>
<p>Insieme alle armi convenzionali, ce n’erano altre illegali: 35 mitragliatrici, 130 silenziatori e due carabine a canna corta, insieme ad una granata, tubi di lanciamissili militari e pezzi di granate.</p>
<p>Ferro era stato già dichiarato colpevole in un tribunale statale nel 1991 per possesso illegale di esplosivi, in modo che lui non poteva avere sotto la sua custodia quell&#8217;arsenale, assicurò la decisione del Tribunale.</p>
<p>Il Tribunale di Appello ha anche detto che Ferro aveva trasferito la proprietà delle armi a Maria. Il pannello ha detto che il tribunale di prima istanza si incentrò solo nella condotta di Robert Ferro e non nella colpevolezza di Maria Ferro rispetto alla raccolta illegale di armi.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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