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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; alimenti</title>
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		<title>Col 25% del cibo sprecato si potrebbe eliminare la fame nel pianeta</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2015 23:18:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
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		<description><![CDATA[Solo col 25% degli alimenti che si sprecano si salverebbe la vita di circa 795 milioni di persone che sono in pericolo di morte per denutrizione, e perfino basterebbe per coprire le necessità dei più di 870 milioni che soffrono la fame, secondo una relazione dell'Organizzazione per l'Agricoltura e l'Alimentazione delle Nazioni Unite (FAO).]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8850" alt="" src="/files/2015/08/basura-alimentos.jpg" width="580" height="330" />Solo col 25% degli alimenti che si sprecano si salverebbe la vita di circa 795 milioni di persone che sono in pericolo di morte per denutrizione, e perfino basterebbe per coprire le necessità dei più di 870 milioni che soffrono la fame, secondo una relazione dell&#8217;Organizzazione per l&#8217;Agricoltura e l&#8217;Alimentazione delle Nazioni Unite (FAO).  </strong></p>
<p>L&#8217;ONU è incapace di estrarre qualsiasi aspetto positivo dagli sprechi di cibo che non solo è uno dei principali fattori di insicurezza alimentare; è anche responsabile di generare gravi effetti contro il cambiamento climatico ed è conseguenza e simbolo dell&#8217;inefficacia dei sistemi di distribuzione e consumazione nel primo e nel terzo mondo.</p>
<p>Ambedue condividono cifre simili in quello che si riferisce a quello buttato via negli alimenti: i paesi industrializzati buttano annualmente 670 milioni di tonnellate di cibo contro i 630 dei paesi in via di sviluppo. Buttano via quasi la metà della frutta e dei vegetali (50%), seguiti dal pesce (35%), dai cereali (30%) e dalla carne (un 20%).</p>
<p>Nonostante esistano i dati, ciò non impedisce che i paesi ricchi continuino a sprecare quasi tanto cibo (222 milioni di tonnellate) come la produzione intera dell&#8217;Africa sottosahariana (230 milioni di tonnellate), per non menzionare la differenza esistente nel comportamento individuale. Un residente di un paese ricco può buttare tra 95 e 115 chili di cibo all&#8217;anno. Nell&#8217;Africa sottosahariana e nel sudest dell’Asia, questa quantità è solo tra 6 e 11 chili.</p>
<p>Il futuro non offre altro che allarmi. Le stime indicano che la produzione alimentare nel 2050 dovrà essere un 60% maggiore che quella del 2005 per coprire le necessità dei 9.600 milioni di persone che vivranno nel pianeta in quell&#8217;anno, e la complessità dei sistemi di distribuzione di alimenti, invece di alleviare il problema, hanno ottenuto solo che si manifesti in modi tanto vari come difficili da combattere.</p>
<p>Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda sono i paesi più negligenti nel momento di sprecare il cibo. Tra tutti loro buttano il 39% del cibo che comprano, seguiti dall&#8217;Europa che lancia nella discarica il 31% degli alimenti acquisiti.</p>
<p>Differenza tra “perdita” e “sprechi”</p>
<p>La “perdita di cibo” non è intenzionale, ed è un fenomeno caratteristico dei paesi in via di sviluppo. Si deve a deficienze di equipaggiamento, trasporto ed infrastruttura. Tuttavia, gli “sprechi” di cibo, volontari, sono minimi.</p>
<p>La situazione è esattamente al contrario nei paesi ricchi, dove entrano in gioco altri fattori, orientati, o provenienti dal consumatore. “Grandi quantità di cibo”, osserva la FAO, si sprecano dovuto a certi standard di qualità esagerati sull&#8217;apparenza degli alimenti.”</p>
<p>A ciò bisogna aggiungere il consumo eccessivo che ci porta a comprare più cibo del che necessitiamo, e che dopo buttiamo quando termina la sua data di scadenza.</p>
<p>Danno ambientale</p>
<p>L&#8217;impatto ambientale tanto della perdita come degli sprechi di alimenti è molto elevato. Il totale di CO2 prodotto dal cibo eliminato è di 3,3 gigatonnellate. Per farsi un&#8217;idea, se il cibo sprecato o eliminato fosse un paese, sarebbe il terzo in emissione di gas inquinanti del mondo, solo dietro agli Stati Uniti ed alla Cina.</p>
<p>Ancora di più: l&#8217;essere umano usa circa 1.400 milioni di ettari (un 30% del terreno agricolo esistente) per coltivare alimenti che non arrivano mai a consumarsi. La cifra si precipita nell&#8217;uso di acqua potabile: sprechiamo più acqua per coltivare alimenti che non mangiamo mai che quella che possono usare in tutto un anno giganti come India o Cina.</p>
<p>“Il cambiamento climatico è connesso, al di sopra di tutto, con lo squilibrio tra la nostra economia di produzione e consumo e la capacità di sostentamento che offre il pianeta”, spiega a The Guardian, Robert van Otterdijk, coordinatore del programma per il risparmio di alimenti della FAO.</p>
<p>“La produzione di cibo è uno dei maggiori settori produttivi del mondo, e se un terzo di tutto questo si produce in vano, immaginino l&#8217;effetto che può avere nelle risorse naturali, nella terra, nell&#8217;acqua, nell&#8217;energia e nei gas che provocano l’effetto serra”.</p>
<p>con informazioni di Europa Press</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Reuters</p>
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