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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; accordo nucleare</title>
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		<title>Israele è la vera minaccia nucleare in Medio Oriente</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jan 2020 00:18:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Manlio Dinucci]]></category>
		<category><![CDATA[accordo nucleare]]></category>
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		<description><![CDATA[«L’Iran non rispetta gli accordi sul nucleare» (Il Tempo), «L’Iran si ritira dagli accordi nucleari: un passo verso la bomba atomica» (Corriere della Sera), «L’Iran prepara le bombe atomiche: addio all’accordo sul nucleare» (Libero): così viene presentata da quasi tutti i media la decisione dell’Iran, dopo l’assassinio del generale Soleimani ordinato dal presidente Trump, di non accettare più i limiti per l’arricchimento dell’uranio previsti dall’accordo stipulato nel 2015 con il Gruppo 5+1, ossia i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu (Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Russia, Cina) più la Germania.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11284" alt="israele" src="/files/2020/01/israele.jpg" width="580" height="326" />«L’Iran non rispetta gli accordi sul nucleare» (Il Tempo), «L’Iran si ritira dagli accordi nucleari: un passo verso la bomba atomica» (Corriere della Sera), «L’Iran prepara le bombe atomiche: addio all’accordo sul nucleare» (Libero): così viene presentata da quasi tutti i media la decisione dell’Iran, dopo l’assassinio del generale Soleimani ordinato dal presidente Trump, di non accettare più i limiti per l’arricchimento dell’uranio previsti dall’accordo stipulato nel 2015 con il Gruppo 5+1, ossia i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu (Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Russia, Cina) più la Germania.</strong></p>
<p>Non vi è quindi dubbio, secondo questi organi di «informazione», su quale sia la minaccia nucleare in Medio Oriente. Dimenticano che è stato il presidente Trump, nel 2018, a far ritirare gli Usa dall’accordo, che Israele aveva definito «la resa dell’Occidente all’asse del male guidato dall’Iran».</p>
<p>Tacciono sul fatto che vi è in Medio Oriente un’unica potenza nucleare, Israele, la quale non è sottoposta ad alcun controllo poiché non aderisce al Trattato di non-proliferazione, sottoscritto invece dall’Iran.</p>
<p>L’arsenale israeliano, avvolto da una fitta cappa di segreto e omertà, viene stimato in 80-400 testate nucleari, più abbastanza plutonio da costruirne altre centinaia. Israele produce sicuramente anche trizio, gas radioattivo con cui fabbrica armi nucleari di nuova generazione. Tra queste mini-nukes e bombe neutroniche che, provocando minore contaminazione radioattiva, sarebbero le più adatte contro obiettivi non tanto distanti da Israele. Le testate nucleari israeliane sono pronte al lancio su missili balistici che, con il Jericho 3, raggiungono 8-9 mila km di gittata.</p>
<p>La Germania ha fornito a Israele (sotto forma di dono o a prezzi scontati) quattro sottomarini Dolphin modificati per il lancio di missili nucleari Popeye Turbo, con raggio di circa 1.500 km. Silenziosi e capaci di restare in immersione per una settimana, incrociano nel Mediterraneo Orientale, Mar Rosso e Golfo Persico, pronti ventiquattro’ore su ventiquattro all’attacco nucleare.</p>
<p>Gli Stati Uniti, che hanno già fornito a Israele oltre 350 cacciabombardieri F-16 e F-15, gli stanno fornendo almeno 75 caccia F-35, anch’essi a duplice capacità nucleare e convenzionale. Una prima squadra di F-35 israeliani è divenuta operativa nel dicembre 2017. Le Israel Aerospace Industries producono componenti delle ali che rendono gli F-35 invisibili ai radar. Grazie a tale tecnologia, che sarà applicata anche agli F-35 italiani, Israele potenzia le capacità di attacco delle sue forze nucleari.</p>
<p>Israele – che tiene puntate contro l’Iran 200 armi nucleari, come ha specificato l’ex segretario di stato Usa Colin Powell nel 2015 – è deciso a mantenere il monopolio della Bomba in Medio Oriente, impedendo all’Iran di sviluppare un programma nucleare civile che potrebbe permettergli un giorno di fabbricare armi nucleari, capacità posseduta oggi nel mondo da decine di paesi. Nel ciclo di sfruttamento dell’uranio non esiste una netta linea di demarcazione tra uso civile e uso militare del materiale fissile.</p>
<p>Per bloccare il programma nucleare iraniano Israele è deciso a usare ogni mezzo. L’assassinio di quattro scienziati nucleari iraniani, tra il 2010 e il 2012, è con tutta probabilità opera del Mossad. Le forze nucleari israeliane sono integrate nel sistema elettronico Nato, nel quadro del «Programma di cooperazione individuale» con Israele, paese che, pur non essendo membro della Alleanza, ha una missione permanente al quartier generale della Nato a Bruxelles. Secondo il piano testato nella esercitazione Usa-Israele Juniper Cobra 2018, forze Usa e Nato arriverebbero dall’Europa (soprattutto dalle basi in Italia) per sostenere Israele in una guerra contro l’Iran.</p>
<p>Essa potrebbe iniziare con un attacco israeliano agli impianti nucleari iraniani, tipo quello effettuato nel 1981 contro l’impianto iracheno di Osiraq. Il Jerusalem Post (3 gennaio) conferma che Israele possiede bombe non-nucleari anti-bunker, usabili soprattutto con gli F-35, in grado di colpire l’impianto nucleare sotterraneo iraniano di Fordow.</p>
<p>L’Iran però, pur essendo privo di armi nucleari, ha una capacità militare di risposta che non possedevano la Jugoslavia, l’Iraq o la Libia al momento dell’attacco Usa/Nato. In tal caso Israele potrebbe far uso di un’arma nucleare mettendo in moto una reazione a catena dagli esiti imprevedibili.</p>
<p>di Manlio Dinucci &#8211; Il Manifesto</p>
<p>preso da L&#8217;AntiDiplomatico</p>
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		<title>USA minacciano con azione militare contro Iran, a dispetto dell’accordo di Vienna</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2015 23:27:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[accordo nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[minacce]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[Il segretario della Difesa nordamericano, Ashton Carter, ha minacciato di aggredire l'Iran se le autorità di questo paese non compieranno con l'accordo nucleare raggiunto col G5+1, integrato dagli Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Cina, Russia e Germania. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8794" alt="" src="/files/2015/07/Ashton-Carter-1-300x250.jpg" width="300" height="250" />Il segretario della Difesa nordamericano, Ashton Carter, ha minacciato di aggredire l&#8217;Iran se le autorità di questo paese non compieranno con l&#8217;accordo nucleare raggiunto col G5+1, integrato dagli Stati Uniti, Francia, Regno Unito, Cina, Russia e Germania. </strong></p>
<p>In una nota che appare questo mercoledì nel sito del Pentagono in Internet, Carter segnala che “utilizzeremo l&#8217;opzione militare se fosse necessario e siamo pronti per garantire la libertà di navigazione nel Golfo Persico, oltre alla sicurezza dei nostri amici ed alleati nella regione, includendo Israele”.</p>
<p>La dichiarazione aggrega che le forze armate nordamericane prenderanno le misure necessarie per mantenere sotto vigilanza quello che denominò l&#8217;influenza maligna dell&#8217;Iran e si riferì alle decine di migliaia di militari che Washington ha disseminato nel Medio Oriente, che possono agire in forma rapida.</p>
<p>Con un tono simile, si espresse ieri il generale Paul Selva, nominato dal presidente Barack Obama per occupare il posto di vicepresidente della Giunta dei Capi di Stato Maggiore, in sostituzione dell&#8217;ammiraglio James A. Winnefeld, a partire dal 1° ottobre prossimo, se il Senato lo conferma.</p>
<p>In un&#8217;udienza del suo processo di conferma nel Comitato dei Servizi Armati della Camera alta, Selva ha detto che Iran, con Russia, Cina e la Repubblica Popolare Democratica della Corea sono le nazioni che costituiscono la maggiore minaccia agli interessi globali degli Stati Uniti.</p>
<p>Il militare aggiunse che dopo l&#8217;accordo raggiunto ieri a Vienna, il sollevamento graduale delle sanzioni darà alla nazione persiana più accesso alle risorse di ogni tipo, per questo che dobbiamo essere vigili perché come militari dobbiamo dare al Presidente un ampio rango di opzioni per rispondergli.</p>
<p>Obama elogiò ieri l&#8217;accordo raggiunto da sei potenze nucleari con l&#8217;Iran che si è ottenuto dopo lunghe negoziazioni, e minacciò il Congresso di vietare qualunque legislazione che cerchi di evitare la sua messa in pratica.</p>
<p>Il Legislativo nordamericano potrà rivedere e pensare su detto accordo, benché secondo esperti sia poco probabile che l&#8217;opposizione repubblicana riesca a bloccare la sua entrata in vigore perché non ha la maggioranza sufficiente per farlo.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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