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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; 26 luglio</title>
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		<title>Fidel en el 26 dell&#8217;anno 2000, il 47º anniversario e dopo il regresso di Elian Gonzalez</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2020 02:23:05 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tutto cambia. Perfino l’ora e la forma delle nostre manifestazioni pubbliche quali il Primo Maggio e il 26 Luglio. La lotta tenace e senza tregua per risolvere l’enorme ingiustizia commessa contro un bambino cubano, suo padre e la sua famiglia, e l’enorme battaglia di idee e di masse svolta dal nostro popolo durante 7 mesi, arricchì straordinariamente la nostra esperienza rivoluzionaria. Un’elevata capacità di mobilitazione, organizzazione e disciplina è stata raggiunta. Centinaia di nuovi e brillanti oratori, molti di essi bambini, adolescenti e giovani, sono sorti ovunque, quale dimostrazione indubbia dell’insuperabile opera educativa della Rivoluzione.
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				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11688" alt="Fidel-en-26" src="/files/2020/07/Fidel-en-26.jpg" width="580" height="364" />DISCORSO PRONUNCIATO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI STATO DELLA REPUBBLICA DI CUBA, FIDEL CASTRO RUZ, NELLA TRIBUNA APERTA TENUTASI NELLA PIAZZA DELLA RIVOLUZIONE &#8220;COMANDANTE ERNESTO CHE GUEVARA&#8221; IN OCCASIONE DELL’ANNIVERSARIO XLVII DELL’ATTACCO ALLA CASERMA MONCADA IL 26 LUGLIO 1953. VILLA CLARA, 29 LUGLIO 2000</strong></p>
<p>Cittadini di Villa Clara,</p>
<p>Compatrioti,</p>
<p>Invitati,</p>
<p>Tutto cambia. Perfino l’ora e la forma delle nostre manifestazioni pubbliche quali il Primo Maggio e il 26 Luglio. La lotta tenace e senza tregua per risolvere l’enorme ingiustizia commessa contro un bambino cubano, suo padre e la sua famiglia, e l’enorme battaglia di idee e di masse svolta dal nostro popolo durante 7 mesi, arricchì straordinariamente la nostra esperienza rivoluzionaria. Un’elevata capacità di mobilitazione, organizzazione e disciplina è stata raggiunta. Centinaia di nuovi e brillanti oratori, molti di essi bambini, adolescenti e giovani, sono sorti ovunque, quale dimostrazione indubbia dell’insuperabile opera educativa della Rivoluzione.</p>
<p>Abbiamo sviluppato nuove ed efficienti forme per trasmettere al popolo e al mondo le nostre verità. L’arte e la parola orale, la cultura artistica e il messaggio rivoluzionario si sono uniti in modo quasi inseparabile nel nostro processo storico. Le conoscenze, la cultura generale e la coscienza politica aumentano acceleratamente. Ormai non saranno necessari dei lunghi discorsi in scomodi e caldi concentramenti per trattare fino in fondo dei complessi argomenti e spiegare avvenimenti che si dibattono quasi ogni giorno nei programmi, dichiarazioni e dibattiti trasmessi attraverso i nostri mezzi di televisione, radio e stampa.</p>
<p>Oggi siamo in Tribuna Aperta, in questa Piazza della Rivoluzione, davanti al mausoleo dove sono custodite le spoglie del distaccamento di rinforzo integrato dal Che e dai suoi eroici compagni caduti quando erano protagonisti di una nobile e generosa lotta in altre terre del mondo.</p>
<p>Uno ad uno furono cercati e trovati in sperduti e lontani paraggi; ogni loro osso fu identificato. La patria ha avuto il privilegio di radunare in questo santuario della solidarietà e dell’internazionalismo gli attori di una delle più belle pagine della storia di America. Prima che i sogni unitari di Bolívar e Martí diventino realtà, qui è già integrata simbolicamente la nostra America. Argentini, boliviani, peruviani e cubani, e perfino una figlia della terra che fu la culla del primo che sognò un mondo socialista, sono uniti per sempre in questo stesso luogo.</p>
<p>Queste tombe, dalla cui imponente presenza sorgono messaggi d’incoraggiamento, ci stanno ricordando che non siamo soli in questo 26 luglio villaclareño, che con noi vibrano anche coloro che caddero in quella battaglia in cui furono strappate dagli artigli della tirannia, una dietro l’altra, le strade e le edificazioni di questa storica città.</p>
<p>Anche se le città di Santiago de Cuba e Santa Clara erano già nelle nostre mani, la lotta non si fermò nemmeno un secondo, e le nostre truppe continuarono la loro impetuosa marcia con l’appoggio unanime dei lavoratori e del resto del popolo fino al totale collasso del regime in meno di 48 ore. Non si trattava di una presa del potere mediante la forza delle armi; era una rivoluzione.</p>
<p>Presto tutti capimmo che il vero padrone non era il satrapo abbattuto; un padrone mille volte più potente era il vero padrone. In circostanze normali potrebbe sembrare che si trattava di una semplice teoria o ipotesi politica. Erano tempi in cui molti credevano che la sovranità e l’indipendenza dei popoli erano dei sacri principi universali da tutti ubbiditi e rispettati.</p>
<p>Il nostro popolo ebbe la sua prima lezione quando vide partire massicciamente verso gli Stati Uniti, ove custodivano le loro fortune, centinaia dei grossi saccheggiatori dei fondi pubblici e i peggiori criminali di guerra che avevano torturato e assassinato migliaia dei suoi figli. Tuttavia, questo era soltanto l’inizio. Le autorità di quel paese sospesero d’immediato i crediti e cominciò il bombardamento di calunnie, che è continuato praticamente fino ad oggi, con cui sono soliti giustificare sempre le loro azioni. Allora il pretesto che usarono fu il castigo esemplare ai criminali di guerra che non poterono fuggire, e l’intervento e confisca di tenute, beni immobiliari e altre ricchezze mal avute durante quasi sette anni di tirannia.</p>
<p>Una riforma agraria necessaria e vitale per la vita del nostro paese, sancita quattro mesi e mezzo dopo il trionfo della Rivoluzione, scatenò l’ira dell’impero. Diverse loro imprese erano proprietarie di enormi estensioni delle migliore terre del paese. La Rivoluzione fu inesorabilmente condannata a morte. Sembrava un compito facile. Cominciarono gli attacchi aerei dal territorio nordamericano eseguiti da aerei pirati contro piantagioni di canna da zucchero, zuccherifici e perfino contro delle città; azioni terroriste, bande armate, guerra sporca, piani di attentati, attacchi dal mare contro insediamenti e strutture costiere e contro imbarcazioni di trasporto di merce e di pesca, l’invasione mercenaria di Baia dei Porci, e l’arma in apparenza assoluta e irresistibile per un piccolo paese sottosviluppato: il blocco e la guerra economica totale.</p>
<p>Uno ad uno i governi corrotti, oligarchici e borghesi, a eccezione di un solo paese latinoamericano, in azione fraticida si sommarono agli Stati Uniti. La nostra quota zuccheriera di oltre 3 milioni di tonnellate di zucchero, conseguita lungo un secolo, fu distribuita tra complici e traditori. Tutto in nome della &#8220;libertà&#8221; e la &#8220;democrazia&#8221;, che poche volte esistettero in molti di quei paesi, se ci furono in realtà.</p>
<p>Sconfitta l’invasione mercenaria, si prepararono i piani per un’invasione diretta a Cuba con l’impiego di forze militari degli Stati Uniti che i documenti segreti resi pubblici oggi dimostrano in modo inconfutabile. Perfino una guerra nucleare fu sul punto di esplodere.</p>
<p>Sforzi per isolare completamente Cuba, sabotaggi contro le nostre linee mercantili e aeree; un aereo di passeggeri fatto esplodere in volo con oltre 70 passeggeri tra cui la nostra squadra giovanile di scherma che aveva appena ottenuto tutte le medaglie d’oro nel Campionato Centroamericano; guerra biologica contro persone, animali e piante, bombe in alberghi e altre strutture turistiche, e altre azioni terroriste direttamente eseguite da istituzioni del governo degli Stati Uniti o attraverso organizzazioni fantocce ha dovuto sopportare il nostro popolo durante quattro decenni.</p>
<p>Il crollo del campo socialista e la disintegrazione dell’URSS che privò il paese dei suoi mercati fondamentali, di combustibile, alimenti, materie prime, attrezzatura e pezzi di ricambio, ci condusse a una situazione eccezionalmente difficile. Fu il momento scelto con ripugnante opportunismo dal governo degli Stati Uniti per cercare di dare il colpo di grazia alla Rivoluzione con le leggi Torricelli, Helms Burton e le decine di emendamenti in importanti legislazioni del Congresso nordamericano.</p>
<p>Molti attesero invano per anni la notizia che la Rivoluzione non esisteva più. Il nostro popolo resistette immutabile.</p>
<p>La prodezza senza precedenti che fu capace di realizzare ci riempie d’orgoglio. Niente impedì le straordinarie conquiste sociali raggiunte che oggi sono ammirate da tutte le persone oneste del mondo. Niente impedì le pagine scritte con lettere dorate nel libro della storia dell’internazionalismo e della solidarietà tra i popoli. I nostri sentimenti patriottici sono diventati più profondi e i nostri sentimenti internazionalisti si sono moltiplicati quando è cresciuta nell’anima del popolo cubano la più bella delle idee di Martí : &#8220;patria è umanità&#8221;.</p>
<p>Ugualmente ci riempiono d’orgoglio quei sentimenti che condussero Martí a Dos Ríos; a Che Guevara e ai suoi compagni fino a Ñancauazú, al Río Grande, alla Quebrada del Yuro e a La Higuera; a centinaia di combattenti internazionalisti cubani ad Angola, a Cuito Cuanavale e alle rive del fiume Cunene, nella frontiera con Namibia, per cooperare decisamente con i popoli fratelli d’Africa per sconfiggere uno dei più ripugnanti e odiosi bastioni del razzismo e il fascismo. Questi sentimenti condussero decina di migliaia di medici, maestri, tecnici e costruttori a molti angoli del pianeta per salvare vite, alleviare il dolore, restaurare e preservare la salute, istruire e contribuire al benessere e allo sviluppo di milioni di persone; ci condussero a offrire le nostre istituzioni d’educazione e le università a decine di migliaia di giovani del Terzo Mondo. E’ un legato che Cuba, minacciata, osteggiata, e bloccata dalla nazione più potente della Terra, seppe apportare al mondo del futuro, che solo potrà salvarsi e solo potrà costruirsi su tali pilastri di solidarietà e d’internazionalismo.</p>
<p>I teorici e gli indovini della politica imperiale sognano che la Rivoluzione, che non poterono distruggere con i tanto perfidi e criminali procedimenti, potrebbe esserlo mediante metodi seduttori come la cosiddetta &#8220;politica di contatti tra popolo e popolo&#8221;. Ebbene, siamo disposti ad accettare la sfida, però giocate pulito, cessate i vostri condizionamenti, eliminate la Legge assassina di Aggiustamento Cubano, la Legge Torricelli, la Legge Helms Burton, le decine di emendamenti legali benché immorali, inseriti in modo opportunistico nella vostra legislazione; mettete completamente fine al blocco assassino e alla guerra economica; rispettate il diritto costituzionale dei vostri studenti, lavoratori, intellettuali, uomini d’affare e cittadini in generale di visitare il nostro paese, intraprendere affari, commerciare e investire, se così lo desiderano, senza limitazioni né ridicole paure, come noi permettiamo ai nostri cittadini di viaggiare liberamente e persino di risiedere negli Stati Uniti, e vedremo se per queste vie riescono a distruggere la Rivoluzione cubana, che, alla fine, è lo scopo che perseguono.</p>
<p>Senza l’intenzione di disturbare i dolci sogni di coloro che pensano alla seduzione come detto prima, compio il cortese dovere di avvertire loro che la Rivoluzione cubana non potrà essere distrutta né mediante la forza né mediante la seduzione.</p>
<p>Martí disse che trincee di idee valgono di più delle trincee di pietra e siamo d’accordo con questo suo pensiero, tuttavia, non disse mai che queste non fossero necessarie. Cuba oggi è difesa da una doppia trincea di pietra e di idee: una contro la forza bruta, costituita dalla disposizione di un popolo di lottare fino alle ultime conseguenze, quindi a niente servirebbero le cosiddette armi intelligenti, né i più sofisticati mezzi emersi dai progrediti centri produttori di strumenti di morte che possiedono i nostri potenziali aggressori. Ma è difesa anche da una gigantesca trincea di sentimenti ed idee contro la quale si infrangerà tutto l’arsenale di bugie, demagogia e ipocrisia con cui l’imperialismo pretende d’ingannare il mondo. Con idee veramente giuste e una solida cultura generale e politica, il nostro popolo può lo stesso difendere la propria identità e proteggersi dalle pseudoculture che emanano dalle società di consumo disumanizzate , egoiste e irresponsabili. Anche in questa disfida possiamo vincere e vinceremo.</p>
<p>Anche la storia è a fianco nostro, perché l’ingiusto e globalizzato ordine economico e politico imposto al mondo è insostenibile e prima o poi crollerà. La natura non potrà resistere l’aggressione a cui vengono sottoposte le risorse naturali e l’ambiente. I miliardi di poveri che in numero crescente abitano questo pianeta diventeranno ingovernabili. Non ci saranno leggi d’immigrazione né linee murate che possano fermarli. La stessa civiltà sarà minacciata. I politici, anche se arroganti e incapaci, dovranno capire che nella nostra epoca e nel nostro pianeta la pace e la cooperazione stretta tra i popoli è l’unica alternativa possibile.</p>
<p>In tempi accelerati i cittadini del nostro paese acquisiscono una conoscenza approfondita e piena coscienza di queste realtà. La gigantesca manifestazione della capitale tenutasi 72 ore fa così lo dimostra. Questa tribuna aperta a Santa Clara, massiccia e organizzata, entusiasta, emozionante e bella così lo conferma.</p>
<p>Questo monumento che si alza a nostro fianco è come un faro che ci segna l’avvenire. Le spoglie, che non sono mortali ma immortali, che giacciono nei loro sepolcri, ci dimostrano cosa sono capaci di fare gli esseri umani per un mondo di giustizia, fratellanza e pace.</p>
<p>Gloria eterna ai caduti nel Moncada, a Baia dei Porci, nell’ Escambray, nelle montagne, nelle pianure e nelle città di Cuba per rendere possibili i sogni di quel 26 luglio!</p>
<p>Gloria eterna al Che e a coloro che diedero la loro vita insieme a lui!</p>
<p>Gloria eterna a coloro che caddero in Guinea Bissau, all’est del Congo, in Etiopia, in Angola, a Cuito Cuanavale, nelle vicinanze delle frontiere di Namibia e in altri luoghi!</p>
<p>Gloria eterna ai maestri e ai lavoratori civili che morirono compiendo missioni internazionaliste!</p>
<p>Onore, gratitudine e riconoscenza alle migliaia di medici e lavoratori della sanità che oggi salvano vite in sperduti angoli del mondo!</p>
<p>Onore e gloria al popolo che è stato capace di queste prodezze!</p>
<p>Villaclareños, che avete superato difficoltà e ostacoli, che vi siete guadagnati l’onore di essere la sede del 47 anniversario del giorno in cui si accese la scintilla di un esempio e di un’idea che oggi percorrono il mondo, complimenti!</p>
<p>Compatrioti di tutta Cuba, avanti!</p>
<p>Fino alla vittoria sempre!</p>
<p>Versione Tachigrafica del Consiglio di Stato</p>
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		<title>Diaz-Canel evoca Fidel Castro nella Giornata della Ribellione Nazionale</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jul 2019 15:01:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il presidente Miguel Diaz-Canel ha evocato Fidel Castro e la generazione che ha preso le armi, ha abbattuto la dittatura di Fulgencio Batista ed ha portato la Rivoluzione Cubana alla vittoria. Il mandatario l’ha fatto nella Piazza della Patria di Bayamo, capoluogo della provincia orientale di Granma, sede dell'atto nazionale per il Giorno della Ribellione Nazionale, al quale ha assistito il primo segretario del Partito Comunista di Cuba, Raul Castro. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11049" alt="acto-por-el-26_07-580x330" src="/files/2019/07/acto-por-el-26_07-580x330.jpg" width="580" height="330" />Il presidente Miguel Diaz-Canel ha evocato Fidel Castro e la generazione che ha preso le armi, ha abbattuto la dittatura di Fulgencio Batista ed ha portato la Rivoluzione Cubana alla vittoria.  </strong></p>
<p>Il mandatario l’ha fatto nella Piazza della Patria di Bayamo, capoluogo della provincia orientale di Granma, sede dell&#8217;atto nazionale per il Giorno della Ribellione Nazionale, al quale ha assistito il primo segretario del Partito Comunista di Cuba, Raul Castro.</p>
<p>È stato proprio qui dove il leader storico della Rivoluzione ha pronunciato il suo ultimo discorso per questa data storica, ha affermato.</p>
<p>Diaz-Canel ha ricordato le ragioni per le quali Fidel Castro abbia scelto Santiago di Cuba e Bayamo per attaccare le caserme della tirannia in quelle città il 26 luglio 1953.</p>
<p>Ha menzionato la prodezza ed il patriottismo dell&#8217;Oriente cubano, dove è iniziata la lotta per l&#8217;indipendenza dalla Spagna ed in seguito la guerra diretta da Fidel Castro e dell&#8217;Esercito Ribelle sulle montagne della Sierra Maestra.</p>
<p>Ha anche evocato Antonio Ñico Lopez, Ernesto Che Guevara ed altri che hanno offerto il loro sforzo e perfino la vita per la liberazione di Cuba.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11050" alt="acto-por-el-26_08-580x330" src="/files/2019/07/acto-por-el-26_08-580x330.jpg" width="580" height="330" />Ha aggiunto che prima della Rivoluzione, la maggioranza dei contadini cubani vivevano in condizioni di disperazione e miseria, fatto che ha giustificato si dettasse la Riforma Agraria, una delle prime trasformazioni della Rivoluzione, dopo il suo trionfo il 1º gennaio 1959.</p>
<p>La Legge di Riforma Agraria è stato un atto di giustizia sociale, ha sottolineato, ed ha denunciato la Legge Helms-Burton per la quale il governo degli Stati Uniti pretende rubare le terre e le proprietà legittime del popolo cubano.</p>
<p>Cuba ha cambiato, ma non l’affanno degli Stati Uniti per possederla, ha concluso.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Abel Padron Padilla/Cubadebate</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11051" alt="acto-por-el-26_04-580x330" src="/files/2019/07/acto-por-el-26_04-580x330.jpg" width="580" height="330" /></p>
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		<title>Il Moncada e la sua eredità</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jul 2018 22:44:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 26 luglio si sono compiuti 65 anni dal giorno in cui un gruppo di giovani cubani, guidati da Fidel Castro ed assecondato da Abel Santamaria, Raul Castro, Ramiro Valdés e Juan Almeyda, tra altri, realizzò l’assalto alla Caserma Moncada e Carlos Manuel de Céspedes. Fu un’azione eroica respinta con sanguinaria brutalità dalle forze militari del dittatore Fulgencio Batista di stanza nel Moncada.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-10586" alt="fidel-moncada" src="/files/2018/07/fidel-moncada.jpg" width="580" height="365" />Il 26 luglio si sono compiuti 65 anni dal giorno in cui un gruppo di giovani cubani, guidati da Fidel Castro ed assecondato da Abel Santamaria, Raul Castro, Ramiro Valdés e Juan Almeyda, tra altri, realizzò l’assalto alla Caserma Moncada e Carlos Manuel de Céspedes. Fu un’azione eroica respinta con sanguinaria brutalità dalle forze militari del dittatore Fulgencio Batista di stanza nel Moncada.</strong></p>
<p>Le selvagge torture e l’omicidio a sangue freddo dei prigionieri e feriti hanno scritto una delle pagine più infami della storia cubana, denunciata con ineguale eloquenza nel famoso allegato di Fidel conosciuto come “La storia mi assolverà”. La detenzione, tortura ed esecuzione di Abel Santamaría e di altri compagni furono di una crudeltà e malignità raccapriccianti. Melba Hernández e Haydée Santamaría diedero un esempio di eroismo militante che le inscrive nelle più brillanti pagine della Nostra America. La storia non solo ha assolto Fidel, ma tutti i moncadisti, che con la loro coraggiosa azione hanno aperto una nuova fase nell’incessante battaglia per ottenere la Seconda e Definitiva Indipendenza dei popoli dell’America Latina e dei Caraibi.</p>
<p>Il trionfo della Rivoluzione Cubana, il 1º gennaio 1959, è stato il culmine dell’ assalto al Moncada -il cui autore intellettuale, secondo Fidel, altri non fu che José Martí- e il colpo che, in seguito, sarebbe maturato nel Venezuela bolivariano per estendersi, all’inizio del nostro secolo, attraverso l’estesa geografia nostramericana. Chavez, Lula, Dilma, Kirchner, Cristina, Evo, Correa, Maduro, Tabaré, Lugo, Mujica, Zelaya, Ortega Sanchez Ceren, e prima di Allende, Juan J. Torres e Juan Velasco Alvarado non avrebbero potuto fare quello che hanno fatto, senza che i giovani moncadisti avessero previamente fatto saltare il catenaccio della vecchia storia che ci condannava alla sottomissione ai dettami dell’imperialismo. Per questo la gratitudine dei nostri popoli verso quei giovani è eterna e incommensurabile.</p>
<p>Servano queste brevi parole come tributo a questa straordinaria azione, che ci permettiamo chiudere, citando l’esortazione finale fatta da Fidel nella notte prima dell’inizio dell’attacco.</p>
<p>Il Comandante diceva quanto segue:<br />
“Compagni: entro poche ore potrete vincere od essere sconfitti; ma, in ogni caso, ascoltate bene, compagni!, in tutti i modi il movimento trionferà. Se vinceremo domani, si farà più presto quello a cui aspirava Martí. Se fosse diversamente, il gesto servirà come esempio al popolo di Cuba, per prendere la bandiera ed andare avanti. Il popolo ci sosterrà in Oriente ed in tutta l’isola. Giovani del Centenario dell’Apostolo! Come nel ’68 e nel ’95, qui in Oriente diamo il primo grido di ‘Libertà o morte’! Già conoscete gli obiettivi del piano. Senza alcun dubbio è pericoloso e ognuno di quelli che esce con me, da qui, stanotte, deve farlo per sua assoluta volontà. Ancora siete in tempo per decidere. Ad ogni modo, alcuni dovranno rimanere per mancanza di armi. Coloro che sono determinati ad andare, facciano un passo avanti. La consegna è non uccidere se non per ultima necessità”.</p>
<p>di Atilio Boron da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Francesco Monterisi</p>
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		<title>Omaggio a Fidel Castro nel Giorno della Disubbidienza Nazionale</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2016/07/26/omaggio-fidel-castro-nel-giorno-della-disubbidienza-nazionale/</link>
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		<pubDate>Tue, 26 Jul 2016 19:34:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Sancti Spiritus]]></category>

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		<description><![CDATA[L'atto centrale per il Giorno della Disubbidienza Nazionale, celebrato oggi a Sancti Spiritus, costituì anche un omaggio al leader storico della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, che compierà 90 anni il prossimo 13 agosto.  Immagini dell'artefice dell'assalto alle caserme Moncada e Carlos Manuel de Cespedes, 63 anni fa, sono state presenti nella Piazza della Rivoluzione Maggiore Generale Serafino Sanchez, dove si celebrò l'atto politico culturale, con la presenza del presidente cubano, Raul Castro.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-9430" alt="isma14" src="/files/2016/07/isma14.jpg" width="580" height="302" />L&#8217;atto centrale per il Giorno della Disubbidienza Nazionale, celebrato oggi a Sancti Spiritus, costituì anche un omaggio al leader storico della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, che compierà 90 anni il prossimo 13 agosto.</p>
<p>Immagini dell&#8217;artefice dell&#8217;assalto alle caserme Moncada e Carlos Manuel de Cespedes, 63 anni fa, sono state presenti nella Piazza della Rivoluzione Maggiore Generale Serafino Sanchez, dove si celebrò l&#8217;atto politico culturale, con la presenza del presidente cubano, Raul Castro.</p>
<p>Nelle parole centrali dell&#8217;atto, il secondo segretario del Partito Comunista di Cuba (PCC), Josè Ramon Machado Ventura, trasmise a nome del popolo cubano il più caloroso augurio a Fidel Castro, come il compromesso di rimanere fedeli ai suoi ideali.</p>
<p>Machado ricordò il discorso pronunciato da Fidel Castro in questa città 30 anni fa, e risaltò la validità della maggioranza delle idee esposte in quell&#8217;occasione, tra queste quella che un popolo che è capace di vincere i suoi propri errori e non teme nulla, che non si piega, è e sarà sempre un popolo invincibile.</p>
<p>Da parte sua, il primo segretario del PCC in questa provincia, Josè Ramon Monteagudo, espresse l&#8217;orgoglio locale per essere la sede del 26 Luglio nell&#8217;anno del 90°compleanno di Fidel.</p>
<p>A Fidel che sentiamo presente, gli trasmettiamo l&#8217;augurio, l&#8217;affetto e lealtà senza limiti del popolo di Sancti Spiritus. Questo è un giorno di giubilo e fiducia nelle idee che difendiamo, mirò.</p>
<p>Vario cibernauti hanno segnalato in Facebook e Twitter che a Fidel Castro, artefice della gesta del Moncada, si dedicò l&#8217;Atto Centrale per il 26 Luglio, ed espressero la volontà della gioventù di continuare il lascito delle generazioni precedenti.</p>
<p>Le etichette #Cuba, #SanctiSpiritusEn26, #SiempreEs26 e #FidelEntreNosotros, si posizionarono nei primi posti nelle reti sociali, con messaggi di tributo e compromesso con l&#8217;opera iniziata 63 anni fa con l&#8217;assalto alle caserme Moncada, a Santiago di Cuba, e Carlos Manuel de Cespedes, a Bayamo.</p>
<p>Quella gesta, a dispetto di costituire un fallimento militare, hanno inspirato che poco più di tre anni dopo si riprendesse la lotta armata fino a raggiungere la definitiva indipendenza il 1° gennaio 1959.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-9431" alt="isma05" src="/files/2016/07/isma05.jpg" width="580" height="387" /><img class="alignleft size-full wp-image-9432" alt="machado02" src="/files/2016/07/machado02.jpg" width="580" height="372" /><img class="alignleft size-full wp-image-9433" alt="monteagudo" src="/files/2016/07/monteagudo.jpg" width="580" height="373" /></p>
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		<title>Raul: Vado via con la tranquillità che sempre Santiago continuerà ad essere Santiago</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jul 2015 17:01:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente dei Consiglio di Stato e dei Ministri, Generale dell’Esercito Raul Castro Ruz, presidiò a Santiago di Cuba la celebrazione per il 26 luglio, giorno della Disubbidienza Nazionale.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-8809" alt="" src="/files/2015/07/Acto-del-26-en-Santiago-de-Cuba-2015-2-300x250.jpg" width="300" height="250" />Il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba e Presidente dei Consiglio di Stato e dei Ministri, Generale dell’Esercito Raul Castro Ruz, presidiò a Santiago di Cuba la celebrazione per il 26 luglio, giorno della Disubbidienza Nazionale.  </strong></p>
<p>Dopo le parole di chiusura pronunciate da Josè Ramon Machado Ventura, Secondo Segretario del Partito, Raul si avvicinò alla tribuna per esprimere: Non passo di qui senza dirvi qualcosa, vado via con la tranquillità che sempre Santiago continuerà ad essere Santiago.</p>
<p>Nel discorso, anche Machado Ventura ha detto parole di elogio per l&#8217;agguerrita città. Ricordò che in questa terra incominciarono le tradizioni di disubbidienza che furono accolte e moltiplicate dall&#8217;Esercito Liberatore, in primo luogo, e dopo dall&#8217;Esercito Ribelle, ed è stata culla di molti dei protagonisti della storia nazionale.</p>
<p>Qui, ha detto, giacciono i resti di Mariana Grajales, madre dei Maceo, Carlos Manuel de Cespedes, il Padre della Patria, di Josè Martì, autore intellettuale del Moncada, e di molti altri uomini e donne di differenti generazioni che hanno sacrificato la loro vita per Cuba e la sua sovranità e per contribuire all&#8217;emancipazione di altri popoli fratelli.</p>
<p>In questa terra c’è il sostegno dei nostri valori, della nostra ideologia e della nostra coscienza, ha detto in allusione alle parole del leader storico della Rivoluzione, Fidel Castro, che ha evocato all&#8217;inizio del suo discorso.</p>
<p>Circa 10 mila persone, tra gli abitanti di Santiago in rappresentazione del loro popolo ed invitati, accompagnano i protagonisti di queste gesta e spedizionieri dello yacht Granma; ci sono gli Eroi della Repubblica di Cuba, tra loro i Cinque; integranti di brigate di solidarietà con Cuba; dirigenti delle organizzazioni politiche, di massa e sociali; membri delle Forze Armate Rivoluzionarie e del Ministero dell&#8217;Interno, ed altri invitati.</p>
<p>Si trovavano anche presenti nella celebrazione Miguel Diaz-Canel, Primo Vicepresidente dei Consiglio di Stato e dei Ministri, il Comandante della Rivoluzione Ramiro Valdes Menendez, uno dei partecipanti nell&#8217;epopea del 26 luglio 1953, Salvador Valdes Mesa ed Esteban Lazo Hernandez, presidente dell&#8217;Assemblea Nazionale del Potere Popolare.</p>
<p>preso da AIN, testo e foto</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8811" alt="" src="/files/2015/07/santiago-en-26-3.jpg" width="580" height="873" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-8810" alt="" src="/files/2015/07/Raúl-preside-acto-de-Santiago-580x388.jpg" width="580" height="388" /></p>
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		<title>Unità, primordiale nella Rivoluzione cubana, afferma Ramiro Valdes</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Jul 2014 18:20:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[26 luglio]]></category>
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		<description><![CDATA[Il vicepresidente cubano Ramiro Valdes ha affermato oggi a Artemisa che l'unità del popolo è stata determinante nei risultati raggiunti dalla Rivoluzione, e risulta primordiale nella battaglia per consolidare un socialismo prospero e sostenibile. Non possiamo dimenticare che siamo arrivati fino a qui grazie all'unità di tutto il popolo, grazie alla sua fiducia nella Rivoluzione. Questa unità dobbiamo preservarla al di sopra di tutte le cose, perché siamo coscienti che la lotta non è terminata, solo è cambiata la maniera nella quale pretendono di distruggerci, ha affermato.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-7988" alt="Ramiro ValdesRamiro Valdes" src="/files/2014/07/ramiro-valdes-menendez-interviene-en-Artemisa-580x420.jpg" width="580" height="420" />Il vicepresidente cubano Ramiro Valdes ha affermato oggi a Artemisa che l&#8217;unità del popolo è stata determinante nei risultati raggiunti dalla Rivoluzione, e risulta primordiale nella battaglia per consolidare un socialismo prospero e sostenibile.  </strong></p>
<p>Non possiamo dimenticare che siamo arrivati fino a qui grazie all&#8217;unità di tutto il popolo, grazie alla sua fiducia nella Rivoluzione. Questa unità dobbiamo preservarla al di sopra di tutte le cose, perché siamo coscienti che la lotta non è terminata, solo è cambiata la maniera nella quale pretendono di distruggerci, ha affermato.</p>
<p>Ha denunciato che oggi si applicano forme non convenzionali di guerra e si impiegano le nuove tecnologie come strumento di sovversione, avendo come bersaglio fondamentale i giovani.</p>
<p>Quello che hanno appena compreso i nostri nemici è che le nuove generazioni sono frutto di questa Rivoluzione e hanno dimostrato il loro compromesso di continuare perfezionandola e preservare le conquiste raggiunte, ha segnalato.</p>
<p>Pronunciando le parole centrali per il Giorno della Disubbidienza Nazionale, nella giovane provincia di Artemisa, ad ovest de L&#8217;Avana, il dirigente ha ricordato la situazione di dipendenza, miseria e disuguaglianze che hanno motivato le azioni del 26 luglio 1953.</p>
<p>Quel giorno, un gruppo di giovani, guidati dal leader storico della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, hanno assaltato le caserme Moncada e Carlos Manuel de Cespedes, nelle orientali province di Santiago di Cuba, in Bayamo (Granma) per iniziare l&#8217;insurrezione armata contro il regime di Fulgencio Batista.</p>
<p>Il 26 luglio non è stato un trionfo delle armi, ma ha costituito una vittoria della morale e della dignità, ed ha iniziato la lotta che ha facilitato il trionfo rivoluzionario cinque anni, cinque mesi e cinque giorni dopo, ha detto Valdes.</p>
<p>Ha dichiarato che i 28 giovani di Artemisa che hanno partecipato a queste gesta -tra i quali si trovava lo stesso Valdes – hanno portato con loro lo spirito di disubbidienza che caratterizza il popolo di questo territorio e di Cuba.</p>
<p>Ricordando la situazione di questa isola caraibica in quegli anni, ha affermato che il vero potere era nell&#8217;ambasciata yankee, ed un dittatore aveva cancellato le ultime vestigia di democrazia rappresentativa e reprimeva la popolazione.</p>
<p>In quella data –ha ricordato &#8211; la speranza di vita dei cubani non sorpassava i 60 anni, imperava la disoccupazione nell&#8217;agricoltura della canna da zucchero, la disoccupazione massiccia, lo sgombero dei contadini, un alto grado di analfabetismo ed un accesso precario alla salute ed all&#8217;educazione, tra gli altri mali.</p>
<p>Ha segnalato che oggi la gran maggioranza dei cubani solo conosce questi dati per riferimento perché sono nati dopo il trionfo dalla Rivoluzione, da lì la necessità di ricordarli, davanti ai tentativi di tergiversare la realtà.</p>
<p>Gli imperialisti, nei loro tentativi di restaurazione capitalista e sovversione ideologica, si impegnano a falsificare la realtà, disegnare gli anni 50 come se fossero stati suppostamente idilliaci e trasformare un tiranno spregevole in un eminente rispettabile, ha detto.</p>
<p>Ha affermato che a partire dal 1959, nonostante le campagne mediatiche, il cruento bloqueo, minacce, aggressioni, terrorismo di ogni tipo, e della scarsità di risorse propria di un paese povero e sottosviluppato, la Rivoluzione è riuscita a trasformare la triste realtà che caratterizzava questo piccolo arcipelago.</p>
<p>Per la prima volta si è ottenuta una vera sovranità, i destini del paese non si decidevano più in Washington, la parola democrazia ha acquistato la sua vera dimensione, non c’è più stato nessun assassinio politico o un torturato, e sono state cancellate le basi istituzionali della discriminazione, ha detto.</p>
<p>Valdes ha risaltato i risultati ottenuti dalla sua natale Artemisia nell&#8217;implementazione dell&#8217;aggiornamento del modello economico cubano, ed ha detto che questo territorio è protagonista della battaglia attuale per lo sviluppo economico e sociale e nella costruzione di un socialismo prospero e sostenibile.</p>
<p>Questa provincia è scenario di esperimenti di nuovi metodi di direzione politica ed amministrativa, e di commercializzazione di prodotti agricoli. Lì si trova la Zona Speciale di Sviluppo Mariel, che ben presto sarà la principale porta di entrata ed uscita dell&#8217;economia dell&#8217;Isola.</p>
<p>Valdes ha ricordato l&#8217;esigenza del popolo cubano che si faccia giustizia con i Cinque Eroi cubani condannati da tribunali statunitensi a lunghe pene di prigione nel 2001, per monitorare gruppi violenti con base nel sud della Florida.</p>
<p>Non indietreggeremo neanche un istante nell&#8217;impegno di portarli di ritorno alle loro famiglie, alla Patria. Dopo più di 15 anni esigendo la loro libertà, la nostra forza radica nella giustizia di questa nobile causa e nell&#8217;appoggio solidale di milioni di persone oneste di tutto il mondo, ha affermato.</p>
<p>Gerardo Hernandez, Ramon Labañino ed Antonio Guerrero rimangono nelle prigioni di questo paese settentrionale, mentre Renè Gonzalez e Fernando Gonzalez, sono ritornati a Cuba dopo compiere le pene imposte in un imbrogliato processo.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>foto: Ismael Francisco-Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7990" alt="" src="/files/2014/07/raul-castro-en-artemisa2-580x310.jpg" width="580" height="310" /></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-7989" alt="" src="/files/2014/07/raul-castro-en-artemisa3-580x309.jpg" width="580" height="309" /></p>
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		<title>Raul Castro: la Rivoluzione cubana continuerà ad essere giovane</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jul 2013 22:25:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Rivoluzione cubana continuerà ad essere giovane, ha affermato il presidente Raul Castro chiudendo l'atto centrale per il 60°anniversario dell'assalto alla Caserma Moncada, al quale hanno assistito vari governanti dell'America latina e dei Caraibi.  Questa continuerà ad essere la rivoluzione socialista degli umili, per gli umili e a favore degli umili, ha sottolineato il mandatario nello stesso scenario nel quale sei decadi fa ha partecipato a questa gesta che ha diretto Fidel Castro.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-6857" src="/files/2013/07/raul-santiago-26-de-julio.jpg" alt="" width="300" height="201" /><strong>La Rivoluzione cubana continuerà ad essere giovane, ha affermato il presidente Raul Castro chiudendo l&#8217;atto centrale per il 60°anniversario dell&#8217;assalto alla Caserma Moncada, al quale hanno assistito vari governanti dell&#8217;America latina e dei Caraibi.</strong></p>
<p>Questa continuerà ad essere la rivoluzione socialista degli umili, per gli umili e a favore degli umili, ha sottolineato il mandatario nello stesso scenario nel quale sei decadi fa ha partecipato a questa gesta che ha diretto Fidel Castro.</p>
<p>Ha detto che è in funzione sull&#8217;isola il processo di passaggio graduale ed ordinato alle nuove generazioni delle principali responsabilità di direzione.</p>
<p>Più del 70% della popolazione cubana è nata dopo il trionfo dalla Rivoluzione, ha indicato il capo di Stato.</p>
<p>Sono stati giovani quelli che hanno accompagnato Fidel Castro quel 26 luglio 1953, ha detto ed ha assicurato che le nuove generazioni di cubani continueranno difendendo gli ideali rivoluzionari.</p>
<p>“Sembrerebbe un miracolo che siamo ancora vivi a 60 anni vari dei partecipanti in quegli avvenimenti sui quali si buttò la sete di vendetta della dittatura”, ha riferito.</p>
<p>Ha qualificato come sogni gli ideali che spingevano Fidel Castro ed i suoi compagni, ma ha evocato che cinque anni, cinque mesi e cinque giorni dopo ha eseguito l’ordine del leader della Rivoluzione di esigere ed ottenere la resa della caserma Moncada.</p>
<p>Ha fatto un resoconto storico del processo rivoluzionario cubano che, ha enfatizzato, si è mantenuto forte a dispetto dei tentativi di isolare il paese e farlo arrendere per fame col bloqueo imposto dagli Stati Uniti.</p>
<p>La solidarietà con Cuba dimostra quanto è cambiata l&#8217;America Latina dall&#8217;assalto alla caserma Moncada, ha osservato il governante, che ha avuto parole di gratitudine per i presidenti del Venezuela, della Bolivia, del Nicaragua e dell’Uruguay che lo hanno accompagnato nell&#8217;atto.</p>
<p>Erano presenti anche i capi di governo della Dominica, San Vicente e le Granadine, Antigua e Barbuda e Santa Lucia che condividono con Cuba la condizione insulare e l&#8217;integrazione nell&#8217;Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA).</p>
<p>Non ci è mai mancato l’appoggio dei paesi di tutti i continenti, in questione di questa regione che unita nella sua diversità avanza verso la sua seconda indipendenza, ha proclamato.</p>
<p>Riconobbe l&#8217;appoggio di vari paesi per la ricostruzione dei danni provocati a Santiago di Cuba dall&#8217;uragano Sandy in ottobre del passato anno. “Non si è fatto aspettare il maggiore degli appoggi ricevuti, inviato dal presidente Hugo Chavez”, ha indicato.<br />
Ha spiegato che sono in funzione programmi governativi che, con l&#8217;intervento diretto della popolazione, mostrano avanzamenti nel recupero di abitazioni ed infrastruttura, particolarmente colpita in questa zona orientale dell&#8217;isola.</p>
<p>Nel suo discorso, di circa 40 minuti, Raul Castro ha reso omaggio all&#8217;invincibile comandante in capo della rivoluzione bolivariana in Venezuela, discepolo degli eminenti dell&#8217;indipendenza latinoamericana e caraibica.</p>
<p>Ha concluso affermando che il processo bolivariano ha la conduzione solida del presidente Nicolas Maduro ed ha qualificato la marcia delle trasformazioni che hanno luogo in Bolivia ed Ecuador come irrefrenabile.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Raul: avere resistito 50 anni all&#8217;impero è la gran prodezza del popolo cubano</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jul 2012 20:31:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[commemorazione a Guantanamo]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Presidente del Consiglio di Stato e dei Ministri, Generale dell’Esercito Raul Castro si congratulò con i guantanameri per il loro sforzo e la lucidità dell'atto per il 26 Luglio, e trasmise loro un abbraccio di Fidel.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-5340" src="/files/2012/07/RaulGuantanamo.jpg" alt="" width="300" height="250" />Il Presidente del Consiglio di Stato e dei Ministri, Generale dell’Esercito Raul Castro si congratulò con i guantanameri per il loro sforzo e la lucidità dell&#8217;atto per il 26 Luglio, e trasmise loro un abbraccio di Fidel. </strong></p>
<p>Finendo la commemorazione del 59°anniversario dell&#8217;Assalto alle caserme Moncada e Carlos Manuel de Cespedes, il Primo Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba ha detto che mantenere questa Rivoluzione ed avere resistito all&#8217;impero per più di mezzo secolo è la grande prodezza del popolo cubano.</p>
<p>Raul ha confermato che bisogna proseguire nell&#8217;aggiornamento del modello economico e sociale del paese al ritmo che decidono i cubani; senza fretta, ma senza pausa. Al rispetto, commentò le intense giornate di lavoro vissute durante la settimana scorsa, che compresero discorsi e dibattiti, in alcuni casi senza peli sulla lingua.</p>
<p>Ha detto che nelle riunioni del consiglio dei Ministri ed il plenum del Comitato Centrale si analizzarono ed approfondirono vari temi di interesse nazionale, in seguiti dibattuti nelle sessioni dell&#8217;Assemblea Nazionale del Potere Popolare.</p>
<p>Riaffermò anche che Cuba non ha paura di discutere con gli USA di qualunque tema, ma in uguaglianza di condizioni. “Il giorno che (negli Stati Uniti) vogliano, la mensa è servita (…) Se vogliono discutere, discuteremo. Se vogliono discutere i problemi di democrazia, come loro dicono, la libertà di stampa, di diritti umani, tutti questi racconti che hanno inventato negli ultimi anni”.</p>
<p>“(… )Intanto stiamo qui, sempre con la cavalleria pronta, caso mai, ma un&#8217;altra volta proclamo qui la nostra vocazione pacifica, non abbiamo nessun interesse nel fare male a nessuno, ma difendiamo il nostro popolo”</p>
<p>Sentiamo un onore profondo, espresse, per tutto il nostro popolo e per l&#8217;America Latina ed i Caraibi, e naturalmente per quei luoghi in cui vedemmo combattere direttamente il popolo e dove vedemmo cadere decine di compagni.</p>
<p>“Come dicono i guantanameri, ed i santiagueri, con orgoglio, qui non trema la terra perché gli uomini non tremano, e non tremano né qui né in tutta Cuba e l&#8217;abbiamo dimostrato in più di mezzo secolo che abbiamo affrontato in questa tappa di lotta”, affermò Raul.</p>
<p>Ricordò i giorni di lunghe e dure camminate nella Sierra Maestra, e le centinaia di chilometri percorsi da Fidel dallo sbarco del Granma fino alla Battaglia de Guisa e l&#8217;entrata trionfante a Santiago di Cuba.</p>
<p>Si riferì anche agli ingenti sforzi che culminarono nella costituzione del Secondo Fronte, e risaltò il decisivo apporto del popolo guantanamero, fatto che permise loro di estendersi per quell&#8217;area e costruire un solido Fronte che arrivò a raggiungere, alla fine della guerra, 12 mila chilometri quadrati.</p>
<p>Ricordò che nel 2013 si realizzerà il 60°anniversario della storica data del 26 Luglio ed anticipò che assisterà anche alla Marcia delle Torce con gli eroici studenti universitari dalla storica scalinata dell&#8217;Università de L&#8217;Avana fino alla Fragua Martiana, “come abbiamo fatto 60 anni fa.”</p>
<p>Nel popoloso atto svoltosi a Guantanamo dalle 7:00 am intervennero inoltre una pioniere guantanamera, il Segretario del Partito in questo territorio, Luis Torres Iribar, ed il Primo Vicepresidente dei Consiglio di Stato e dei Ministri, Josè Ramon Machado Ventura.</p>
<p>preso da www.cubadebate.cu</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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