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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; 11 settembre 2001</title>
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		<title>Fidel Castro 11 anni fa: Nessuno degli attuali problemi del mondo può risolversi con la forza</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Sep 2012 22:52:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[11 settembre 2001]]></category>
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		<description><![CDATA[A 11 anni dai tragici avvenimenti negli Stati Uniti, Cubadebate riproduce frammenti dell'intervento del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz quello stesso giorno, 11 settembre 2001:]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong></p>
<div id="attachment_5641" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><strong><img class="size-full wp-image-5641" src="/files/2012/09/fidel-el-11-de-septiembre-de-2001-580x492.jpg" alt="Inaugurazione del Corso dei Maestri Emergenti per le scuole elementari in un atto effettuato nella Città Sportiva della capitale cubana, dove analizzò i tragici avvenimenti successi quella mattina negli Stati Uniti" width="580" height="492" /></strong><p class="wp-caption-text">Inaugurazione del Corso dei Maestri Emergenti per le scuole elementari in un atto effettuato nella Città Sportiva della capitale cubana, dove analizzò i tragici avvenimenti successi quella mattina negli Stati Uniti</p></div>
<p>A 11 anni dai tragici avvenimenti negli Stati Uniti, Cubadebate riproduce frammenti dell&#8217;intervento del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz quello stesso giorno, 11 settembre 2001:</strong></p>
<p>&#8220;Oggi è un giorno tragico per gli Stati Uniti. Voi sapete bene che qui non si è mai seminato odio contro il popolo nordamericano. Forse, a causa precisamente della propria cultura e dell&#8217;assenza di preconcetti, sentendosi pienamente libera, con patria e senza padrone, Cuba è il paese dove con più rispetto si tratta i cittadini nordamericani. Non abbiamo mai predicato alcun genere di odio nazionale, né cose simili al fanatismo, per questo siamo così forti, perché la nostra condotta si basa sui principi e sulle idee, e trattiamo con grande rispetto -e loro se ne rendono conto- ogni cittadino nordamericano che visita il nostro paese.</p>
<p>Inoltre, non dimentichiamo il popolo nordamericano che ha messo fine alla guerra di Viet Nam con la sua enorme opposizione a quella guerra di genocidio; non dimentichiamo il popolo nordamericano che, in numero superiore all&#8217;80%, appoggiò il ritorno di Elián alla nostra patria (Applausi); non dimentichiamo</p>
<p>quanto idealismo, molte volte perturbato dall&#8217;inganno, perché &#8211; come abbiamo detto tante volte- per portare un americano ad appoggiare una causa ingiusta, prima bisogna ingannarlo, e il metodo classico utilizzato nella politica internazionale di quel enorme paese è il metodo d&#8217;ingannare prima per poi poter contare sull&#8217;appoggio della popolazione. Quando succede il contrario e il loro popolo scopre che qualcosa è ingiusta, per la tradizione d&#8217;idealismo, si oppone a quello che veniva appoggiando, tante volte cause molto ingiuste, convinto che ciò che appoggiava era giusto.</p>
<p>Per questo noi -che non sappiamo il numero esatto di vittime, però abbiamo visto immagini impressionanti di sofferenza e possibili vittime-, abbiamo provato profondo dolore e tristezza per il popolo nordamericano, fedeli alla linea che abbiamo sempre seguito.</p>
<p>Non andiamo adulando governi, né chiedendo perdono, né favori, né i nostri petti albergano nemmeno un atomo di timore. La storia della Rivoluzione ha dimostrato quanto è capace di sfidare, quanto è capace di lottare, quanto è capace di resistere ciò che deva resistere, qualcosa che ci ha trasformato in un popolo invincibile. Questi sono i nostri principi, una Rivoluzione che si basa sulle idee, sulla persuasione e non sulla forza. Spero che non ci sia al mondo un pazzo in grado di dire che 1 200 000 cittadini marciarono su quel lungomare lo scorso 26 luglio costretti, per forza.</p>
<p>La nostra reazione è stata quella che ho detto, e abbiamo voluto che il nostro popolo vedesse le immagini e conoscesse la tragedia. E non abbiamo esitato a esprimere pubblicamente il nostro sentimento. Qui abbiamo una dichiarazione che è stata consegnata alla stampa alle ore 15:00 circa, elaborata appena conosciuti i fatti, mentre la nostra televisione era impegnata nella divulgazione degli avvenimenti. Tale dichiarazione sarebbe stata comunicata al nostro popolo nel telegiornale della sera.</p>
<p>Mi anticipo comunque alcuni minuti per farvi conoscere la Dichiarazione Ufficiale del Governo di Cuba, di fronte ai fatti accaduti negli Stati Uniti.</p>
<p>&#8220;Il Governo della Repubblica di Cuba ha accolto con dolore e tristezza le notizie sui violenti e inattesi attacchi realizzati nella mattina d&#8217;oggi contro strutture civili e ufficiali nelle città di New York e Washington, che hanno provocato numerose vittime.</p>
<p>&#8220;E&#8217; nota la posizione di Cuba, contraria a ogni azione terrorista&#8221; -la nostra storia lo dimostra, questo lo sanno bene tutti coloro che conoscono la storia delle nostre lotte rivoluzionarie. &#8220;Non è possibile dimenticare che il nostro popolo è stato vittima, durante più di 40 anni, di tali azioni, promosse dallo stesso territorio degli Stati Uniti.</p>
<p>&#8220;Sia per ragioni storiche che per principi etici, il Governo del nostro paese rifiuta e condanna con tutta energia gli attacchi commessi contro le suddette strutture ed esprime le più sincere condoglianze al popolo nordamericano per le dolorose e ingiustificabili perdite di vite umane che hanno provocato i suddetti attacchi.</p>
<p>&#8220;In questa ora amara per il popolo nordamericano, il nostro popolo si solidarizza con il popolo degli Stati Uniti ed esprime la sua assoluta disponibilità a cooperare, nella misura delle sue modeste possibilità, con le istituzioni sanitarie e con qualunque altra istituzione di carattere medico o umanitario di quel paese, nell&#8217;attenzione, cura e riabilitazione delle vittime occasionate dai fatti avvenuti nel mattino d&#8217;oggi&#8221; (Applausi).</p>
<p>Questo non soltanto l&#8217;abbiamo reso pubblico, l&#8217;abbiamo anche trasmesso per via ufficiale, in ore del pomeriggio, specialmente quando cominciarono ad apparire cifre impressionanti di possibili vittime e conoscemmo che gli ospedali erano pieni di feriti.</p>
<p>Sebbene non si sappia se sono 5 000, 10 000, 15 000, 20 000 le vittime, si conosce che solo negli aerei che si schiantarono contro le torri, o contro il Pentagono, viaggiavano centinaia di passeggeri e abbiamo offerto quanto potevamo se fosse necessario.</p>
<p>Quello è un paese che ha un grande sviluppo scientifico, medico, ha risorse; però ci possono essere dei momenti in cui potrebbe essere necessario del sangue di un gruppo specifico, plasma -qualunque altro prodotto che noi potessimo donare e lo faremmo di cuore-, o appoggio medico, o di personale paramedico, perché sappiamo che molti ospedali hanno deficit di determinati tecnici e professionisti. Infine ciò che volevamo era esprimere il nostro atteggiamento e la nostra disponibilità nei confronti di questi tragici avvenimenti.</p>
<p>Tutto ciò ha alcuni precedenti, perché vi ho menzionato che abbiamo sopportato più di 40 anni di terrorismo; anzi, abbiamo reso pubblico che in determinate occasioni abbiamo trasmesso al governo degli Stati Uniti importanti rischi per la vita di cittadini nordamericani. Ho qui un esempio, è una pagina e un quarto.</p>
<p>Nei giorni posteriori agli attacchi terroristi ai nostri alberghi, realizzati dalla mafia terrorista radicata nella Florida, che progettava e pagava gli attacchi terroristi contro Cuba, e decine di piani di attentati contro di me ogni volta che ho avuto la necessità di viaggiare all&#8217;estero, il gruppo capeggiato dal mostro Posada Carriles, al quale avevamo già catturato alcuni complici che erano mercenari stranieri mentre cercavano di entrare al territorio nazionale con i relativi mezzi, aveva progettato di utilizzare il sofisticato procedimento delle bombe che mettevano negli alberghi e nei luoghi frequentati da turisti stranieri come La Bodeguita del Medio, e che potevano esplodere persino 99 ore dopo essere state collocate, per attaccare aeronavi. Potevano viaggiare, collocare la bomba nell&#8217;aereo, festeggiare per tre giorni e ritornare al proprio paese prima che essa scoppiasse. Ci fu il caso di quel mercenario salvadoregno che progettò di collocare cinque di queste bombe in alberghi e luoghi pubblici della capitale per farle scoppiare quasi simultaneamente, una dietro l&#8217;altra. Guardate fin dove sono arrivati.</p>
<p>Più d&#8217;una volta ci comunicammo per vie confidenziali con il governo degli Stati Uniti e qui c&#8217;è uno dei messaggi diretti a colui che presiedeva il paese in quel momento -messaggi per vie confidenziali, non diremo come, attraverso persone d&#8217;intera fiducia, che avevano amicizia con noi e con lui, a cui spiegammo con esattezza ciò che volevamo comunicare-; una volta si usò una parte di questo materiale, però citerò testualmente un esempio:</p>
<p>&#8220;Un affare importante.</p>
<p>Numero uno: si mantengono piani di attività terrorista contro Cuba, pagati dalla Fondazione Nazionale Cubano-Americana e utilizzando mercenari centroamericani. Hanno già realizzato due nuovi tentativi di fare esplodere bombe nei nostri centri turistici, prima e dopo la visita del Papa.</p>
<p>&#8220;Nel primo caso, i responsabili poterono fuggire, ritornando per via aerea a Centroamerica, senza raggiungere i loro propositi, lasciando abbandonati i mezzi tecnici e gli esplosivi, che furono sequestrati.</p>
<p>&#8220;Nel secondo tentativo, furono arrestati tre mercenari, sequestrandosi gli esplosivi e gli altri mezzi; sono di nazionalità guatemalteca. Per ognuna delle quattro bombe che dovevano esplodere avrebbero ricevuto 1 500 dollari&#8221; -furono i primi catturati, non quello che mise il maggior numero di bombe.</p>
<p>&#8220;In entrambi i casi i mercenari furono assunti e forniti da agenti della rete creata dalla Fondazione Nazionale Cubano-Americana; adesso stanno pianificando e facendo i primi passi per fare scoppiare bombe in aerei delle aerolinee cubane o di altri paesi che viaggino a Cuba trasportando turisti da e verso paesi latinoamericani.</p>
<p>&#8220;Il metodo è simile: collocare l&#8217;ordigno di piccole dimensioni in luogo nascosto dell&#8217;aereo, esplosivo potente, detonatore controllato da orologio digitale che può essere programmato persino con 99 ore d&#8217;anticipo, abbandonare l&#8217;aereo normalmente nel luogo di destinazione; l&#8217;esplosione avverrebbe in terra o in pieno volo posteriore. Procedimenti veramente diabolici: meccanismi facili da montare, componenti quasi impossibili da scoprire, addestramento minimo per il loro impiego, impunità quasi totale, in estremo pericolosi per le aerolinee, strutture turistiche o di qualunque tipo; strumenti utilizzabili per crimini e delitti molto gravi.</p>
<p>&#8220;Se si divulgassero e si conoscessero tali possibilità&#8221; -noi ci opponevamo a che si divulgasse la tecnologia che usavano- &#8220;potrebbero diventare una epidemia, come avvenne in altri tempi con il sequestro di aerei. Altri gruppi estremisti d&#8217;origine cubano.</p>
<p>&#8220;Le agenzie poliziesche e dell&#8217;intelligence degli Stati Uniti possiedono informazioni veritiere e sufficienti sui principali responsabili, se in realtà lo desiderano possono fare abortire in tempo questa nuova forma di terrorismo; impossibile frenarla se gli Stati Uniti non compiono l&#8217;elementare dovere di combatterla. Non si può lasciare la responsabilità di farlo solo a Cuba, molto presto potrebbe essere vittima di tali azioni qualsiasi paese del mondo.&#8221;</p>
<p>Questo lo informammo, fecero attenzione a tale estremo che ci consultarono sulla convenienza d&#8217;inviare un testo del governo nordamericano a compagnie aeree.</p>
<p>Inviarono il testo in cui si comunicava alle aerolinee: &#8220;Abbiamo ricevuto informazione senza confermare su un complotto per collocare esplosivi a bordo di aeronavi civili che operano a Cuba e in paesi latinoamericani. Le persone coinvolte nel complotto progettano di lasciare un piccolo ordigno esplosivo a bordo&#8230;&#8221;, infine spiegano quanto gli avevamo trasmesso.</p>
<p>&#8220;Non possiamo scontare la possibilità che la minaccia possa includere operazioni di carico aereo internazionale dagli Stati Uniti.</p>
<p>&#8220;Il governo degli Stati Uniti continua cercando informazione addizionale per chiarire, verificare o rifiutare tale minaccia.&#8221;</p>
<p>Noi gli esponemmo la nostra opposizione alla pubblicazione di tale avviso, perché uno degli obiettivi che perseguivano gli individui era seminare il panico, e gli esponemmo che c&#8217;erano altri procedimenti come quelli che usiamo noi: organizzammo le guardie pertinenti ovunque c&#8217;era un rischio che mettessero le bombe, controllammo e sapevamo chi poteva collocarle e chi era coinvolto nei piani. Abbiamo vigilato, che è ciò che si deve fare, se non si vuole seminare il panico, creare uno scandalo o consegnare agli autori l&#8217;obiettivo che cercava di danneggiare l&#8217;economia del paese e diffondere il terrore.</p>
<p>Comunque resero pubblica l&#8217;informazione. E va bene, ormai noi avevamo molto rafforzato i meccanismi per catturare gli individui e da allora non poterono mettere nessun&#8217;altra bomba, e la guardia si mantiene dov&#8217;è necessario. Quando si disponevano a fare l&#8217;attentato là in Panama, ormai noi sapevamo meglio di loro stessi ciò che progettavano di fare. Questo è ovvio.</p>
<p>Ed ecco la mafia di Miami facendo sforzi per mettere in libertà i terroristi sorpresi in fraganti e arrestati in Panama. Hanno già dei piani di come farlo, attraverso quali paesi evacuarli e come, simulando di essere malati e muovendosi; ricevono liberamente visite da Miami e hanno persino partecipato all&#8217;invio di un&#8217;infiltrazione armata a Cuba, alcuni mesi fa, per Santa Clara.</p>
<p>Grazie a molti amici che abbiamo dovunque e a uomini come quelli che sono lì (si riferisce ai patrioti cubani incarcerati a Miami per cercare informazione sui piani terroristi contro Cuba), il paese si è difeso di questo terrorismo (Applausi).</p>
<p>Lo dico perché c&#8217;è una realtà, ci sono ancora altri documenti e note e noi abbiamo inviato anche messaggi verbali, e a volte abbiamo lasciato documenti scritti a riguardo, e uno degli argomenti che abbiamo utilizzato è inconfutabile: gli Stati Uniti sono il paese che ha il maggior numero di gruppi estremisti organizzati e 400 di essi sono armati.</p>
<p>I sequestri di aerei, metodo inventato contro Cuba, è diventato una piaga universale, e alla fine è stata Cuba a risolvere il problema quando, dopo averlo avvertito parecchie volte, restituimmo agli Stati Uniti due sequestratori, risulta doloroso, erano cittadini cubani, però l&#8217;avevamo avvertito, vennero e furono restituiti, compimmo la parola pubblicamente impegnata; tuttavia, dopo di ciò non ci diedero mai notizie per i parenti. Hanno un modo proprio di agire. Nessuno sa niente. So che vennero condannati a 40 anni di prigionia e fu quel fatto a mettere fine al sequestro di aerei.</p>
<p>Però, sentite, hanno 800 gruppi di estremisti. In occasioni, per qualche ragione, si sono rinchiusi in un luogo, si sono appiccati fuoco, sono morti tutti; gruppi che per qualche motivo, molti di essi per motivi politici, a volte per motivi religiosi, sono gruppi violenti, inclini all&#8217;impiego della forza o a prepara veleni, prodotti per agire contro le stesse autorità nordamericane. Non sto parlando della gente della mafia, sto parlando di centinaia di gruppi estremisti organizzati e che agiscono all&#8217;interno degli Stati Uniti. Non molto tempo fa hanno fatto saltare in aria quel edificio di Oklahoma.</p>
<p>Il paese più vulnerabile al terrorismo sono gli Stati Uniti, quello che ha più aerei, maggiore dipendenza da risorse tecniche, vie elettriche, gasdotti, ecc. E molti integranti di quei gruppi sono fascisti, non gli importa uccidere; mentalmente devono essere più vicini alla follia che a un&#8217;intelligenza equilibrata. Noi abbiamo detto alle autorità nordamericane: bisogna evitare che tali metodi siano divulgati -abbiamo usato questo argomento-, sono facili da utilizzare, è un pericolo per voi.</p>
<p>In questo stesso momento, quando sono arrivato qui, non c&#8217;era alcun elemento di giudizio che permettesse affermare chi abbia potuto collocare quelle bombe, perché può essere stata un&#8217;azione ideata ed eseguita da alcuni di questi gruppi, che l&#8217;hanno già fatto prima, come in Oklahoma, o possono essere stati gruppi dall&#8217;estero; però, risulta evidente, dai dettagli che si conoscono, che questo è stato organizzato con sufficiente efficacia, diciamo, con sufficiente organizzazione e sincronizzazione, il che è proprio di gente che conosce, che è ben preparata, che contava su piloti capaci di guidare i Boeing di grosse dimensioni, che ha coordinato le ore esatte in cui doveva agire, che ha sequestrato, senza dubbio, l&#8217;aereo della aerolinea su cui viaggiava, e aveva i piloti che poteva condurre gli aerei diretti a una torre o ad altri obiettivi, e uno dietro l&#8217;altro, con pochi minuti di differenza, e quasi contemporaneamente, un altro diretto contro il Pentagono.</p>
<p>Cioè, è gente con un livello di preparazione tecnica, d&#8217;organizzazione, e non devono essere per forza dei grossi gruppi; nessuno immagina il danno che possono fare i piccoli gruppi, di 20, 25 o 30 persone fanatiche o impegnate con determinate idee, e il luogo dove possono fare più danno sono gli Stati Uniti. Si vede che avevano studiato l&#8217;ora in cui ci potevano essere più persone negli uffici, circa le 09:00, il danno che potevano fare, le migliaia di vittime che potevano causare.</p>
<p>Adesso dovranno cercare indizi, alcun indizio, perché questo fatto ha caratteristiche speciali. E&#8217; per questo che il dovere più importante che, a mio avviso, hanno i dirigenti degli Stati Uniti è quello di lottare contro il terrorismo, e, in parte, queste tragedie sono conseguenza di aver applicato i metodi terroristi, nel caso di Cuba per un sacco di anni, e in altri paesi; perché hanno diffuso l&#8217;idea del terrorismo, e non c&#8217;è potere al mondo d&#8217;oggi, anche se grande, che possa evitare fatti di questa natura, perché li eseguono persone fanatiche, persone assolutamente indifferenti alla morte. Quindi, lottare contro tali metodi è difficile.</p>
<p>Di questo si può trarre un&#8217;idea: nessuno degli attuali problemi del mondo si può risolvere mediante la forza, non c&#8217;è potere globale, né potere tecnologico, né potere militare che possa garantire l&#8217;immunità totale contro tali fatti, poiché possono essere azioni di gruppi ridotti, difficili da scoprire, e la cosa più complessa, applicati da gente suicida. Quindi, lo sforzo generale della comunità internazionale è porre fine ai conflitti che ci sono al mondo, almeno in questo terreno; porre fine al terrorismo mondiale (Applausi), creare una coscienza mondiale contro il terrorismo. E vi parlo in nome di un paese che è vissuto oltre 40 anni di Rivoluzione e ha acquisito molta esperienza , è unito e ha un livello di cultura grande; non è un popolo di fanatici, né ha diffuso il fanatismo, bensì idee, convinzioni, principi.</p>
<p>Saremmo in migliori condizioni di difenderci, e l&#8217;abbiamo dimostrato, quante vite sono state salvate di fronte a tanti soldi e a tante risorse impiegate per seminare il terrorismo nella nostra patria! Abbiamo vissuto 40 anni di esperienza, siamo dieci volte più preparati per prevenire tali azione che gli stessi Stati Uniti.</p>
<p>E&#8217; molto importante sapere quale sarà la reazione del governo degli Stati Uniti. Possibilmente arriveranno giorni pericolosi per il mondo, non sto parlando di Cuba. Cuba è il paese che è più tranquillo al mondo, per diverse cause: per la nostra politica, per la nostra forma di lotta, per la nostra dottrina, la nostra etica, e, inoltre, compagne e compagni, per l&#8217;assoluta assenza di timore.</p>
<p>Niente ci disturba, niente ci intimorisce. Sarebbe molto difficile fabbricare una calunnia contro Cuba, non la crederebbe nemmeno colui che l&#8217;inventasse e brevettasse, è molto difficile; e Cuba non è oggi cosa da niente al mondo (Applausi). Ha una posizione morale molto grande e una posizione politica molto solida. Non mi passa nemmeno per la testa l&#8217;idea che sebbene ci sia stato uno degli idioti della mafia cercando d&#8217;intrigare, e credo abbia menzionato perfino Venezuela e Cuba, uno dei tanti ciarlatani spregevoli della mafia, qualcuno gli faccia alcun caso. Nessuno gli farà il benché minimo caso; però ci sarà una situazione di tensioni, rischi, dipendendo da come agirà il governo degli Stati Uniti.</p>
<p>I prossimi giorni saranno tesi dentro gli Stati Uniti e fuori gli Stati Uniti, cominceranno a emettere opinioni chissà quanta gente.</p>
<p>Ogni volta che accade una di queste tragedie, che sono anche molto difficili da evitare, io non vedo altra via che seguire ciò che, in alcune occasioni, è permesso suggerire all&#8217;avversario -avversario che è stato duro con noi per molti anni, però sa che anche noi siamo duri, sa che resistiamo, sa che non siamo sciocchi e ci può essere persino un po’ di rispetto nei confronti del nostro paese-, ci sono molti problemi in tante parti, ma se fosse corretto in alcuna circostanza, suggerire qualcosa all&#8217;avversario, per il benessere del popolo nordamericano e sulla base degli argomenti esposti, suggeriremmo a coloro che dirigono il potente impero che siano sereni, che agiscano con equanimità, che non si lascino trascinare dall&#8217;ira o dall&#8217;odio, né si mettano a cacciare gente lanciando bombe dappertutto.</p>
<p>Ribadisco che nessuno dei problemi del mondo, né quello del terrorismo, si possono risolvere mediante la forza, e ogni azione di forza, ogni folle azione dell&#8217;uso della forza, in qualunque parte, peggiorerebbe seriamente i problemi del mondo.</p>
<p>La via non è l&#8217;uso della forza né la guerra. Lo dico qui con tutta l&#8217;autorità di chi ha sempre parlato con onestà, possiede convinzioni solide e l&#8217;esperienza di aver vissuto gli anni di lotta vissuti da Cuba. Solo la ragione, la politica intelligente di cercare la forza del consenso e dell&#8217;opinione pubblica internazionale possono sradicare il problema. Credo che questo fatto tanto insolito dovrebbe servire a creare la lotta internazionale contro il terrorismo; però, la lotta internazionale contro il terrorismo non si risolve eliminando un terrorista qui e un altro là, usando metodi simili e sacrificando vite innocenti.. Si risolve ponendo fine, tra altre cose, al terrorismo di Stato e ad altre forme ripugnati di uccidere (Applausi), ponendo fine ai genocidi, seguendo con lealtà una politica di pace e di rispetto a norme morali e legali che sono ineludibili. Il mondo non potrà salvarsi se non segue una linea di pace e di cooperazione internazionale.</p>
<p>Nessuno s&#8217;immagini che stiamo cercando di comprare una tonnellata di qualcosa nel mercato degli Stati Uniti. Noi abbiamo dimostrato che possiamo sopravvivere, vivere e progredire, e tutto quanto si mostra oggi è l&#8217;espressione d&#8217;un progresso senza paragone nella storia (Applausi). Non si può progredire producendo solo automobili, si progredisce sviluppando intelligenze, diffondendo conoscenze, creando cultura, curando gli esseri umani come devono essere curati, che è il segreto dell&#8217;enorme forza della Rivoluzione.</p>
<p>Il mondo non può essere salvato mediante altre vie, e in questo caso mi riferisco alle situazioni di violenza. Si cerchi la pace dovunque per proteggere tutti i popoli contro la piaga del terrorismo, che una delle piaghe d&#8217;oggi (Applausi) perché c&#8217;è un&#8217;altra terribile piaga che si chiama AIDS; c&#8217;è ancora un&#8217;altra terribile piaga che uccide decine di milioni di bambini, adolescenti e persone al mondo: la fame, le malattie e la mancanza di assistenza e medicine.</p>
<p>Nel terreno politico ci sono idee assolute, pensiero unico che si cerca d&#8217;imporre al mondo e promuove ribellioni e disturbi dappertutto.</p>
<p>Questo mondo non si salva -e questo non c&#8217;entra con il terrorismo- se si continua a sviluppare o ad applicare quest&#8217;ordine economico e sociale ingiusto che conduce il mondo alla catastrofe, a un cammino dal quale non potranno scappare i 6,2 miliardi né i futuri figli degli abitanti attuali del pianeta, che viene distrutto ogni giorno di più e portato alla povertà, alla disoccupazione, alla fame e alla disperazione. Lo dimostrano le masse in diversi luoghi diventati ormai storici, come Seattle, Quebec, Washington, Genova.</p>
<p>Ormai, i più potenti leader dell&#8217;economia e della politica mondiale non possono quasi riunirsi; la gente ogni giorno ha meno paura, si è ribellata, il che risulta evidente dovunque. io sono appena stato a Durban e ho visto lì migliaia di persone appartenenti alle Organizzazioni non governative; si vede crescere come la schiuma lo scontento al mondo&#8221;.</p>
<p>Preso da http://www.cuba.cu/gobierno/discursos/2001/ita/f110901t.html</p>
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