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	<title>Cubadebate (Italiano)</title>
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		<title>Twitter continua a bloccare Cubadebate: di cosa hanno paura?</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Sep 2019 01:03:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Benché nelle ultime ore del pomeriggio di ieri la rete sociale Twitter ha restituito gradualmente gli account di importanti mezzi di comunicazione, riconosciuti giornalisti e personalità cubane -che sono stati slealmente bloccati mercoledì 11 settembre, poco prima di cominciare un importante intervento del Presidente cubano e di alcuni ministri del governo nella Mesa Redonda-, fino a questo momento, l’account ufficiale del Portale Digitale Cubadebate continua sospesa.   ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11128" alt="Twitter-bloquea-a-Cuba-580x290" src="/files/2019/09/Twitter-bloquea-a-Cuba-580x290.jpg" width="580" height="290" />Benché nelle ultime ore del pomeriggio di ieri la rete sociale Twitter ha restituito gradualmente gli account di importanti mezzi di comunicazione, riconosciuti giornalisti e personalità cubane -che sono stati slealmente bloccati mercoledì 11 settembre, poco prima di cominciare un importante intervento del Presidente cubano e di alcuni ministri del governo nella Mesa Redonda-, fino a questo momento, l’account ufficiale del Portale Digitale Cubadebate continua sospesa.   </strong></p>
<p>Cubadebate è il mezzo di comunicazione cubano con più seguitori nelle reti sociali, e nel caso di Twitter registrava fino al suo blocco quasi 300 mila seguitori. Possiede anche account in altre sette lingue (inglese, russo, tedesco, italiano, francese, arabo e portoghese) ed account tematici come quello delle Riflessioni di Fidel, che ha registrato più di 490 mila seguitori.</p>
<p>Tutti i nostri account in Twitter, quelli dei nostri dirigenti, quelli di tutti i nostri giornalisti, e perfino quelli di colleghi che hanno fatto parte del nostro collettivo editoriale in qualche momento, sono stati bloccati da Twitter; qualcosa di inedito dalla nostra presenza come mezzo di comunicazione in questa rete sociale da già più di dieci anni.</p>
<p>In altri momenti, Cubadebate ha sofferto blocchi di Twitter in momenti di urgenza informativa, adducendo attività inusuale; qualcosa di incredibile quando si tratta di avvenimenti come la caduta di un aeroplano nella capitale cubana che suscita l&#8217;interesse di molti ed un&#8217;avidità di informazione che possa fare chiarezza sull&#8217;evento.</p>
<p>Ma mai prima di adesso, avevano bloccato simultaneamente il nostro collettivo editoriale. Sembrerebbe che le squadre di intelligenza di Twitter hanno da tempo ben chiara la nostra struttura di lavoro, perché perfino a compagni che non sono oramai con noi, e perfino alcuni che stanno studiando all’estero od hanno contratti di lavoro fuori da Cuba o che sono collaboratori internazionali, sono stati raggiunti dalla mano dei censori  della sospensione dei loro account.</p>
<p>Risulta ridicolo e non comprensibile l&#8217;argomento espresso da un dirigente di Twitter sulla decisione di tagliare selettivamente numerosi account cubani. Il Direttore di Comunicazioni Globali di Twitter, Ian Plunkett, ha dichiarato che gli account sospesi avevano infranto le norme di Twitter amplificando artificialmente le conversazioni, usando vari account identici e con contenuto simile, e provocando l&#8217;interazione tra account con l&#8217;obiettivo di gonfiare o manipolare l&#8217;importanza dei messaggi.</p>
<p>Ha anche detto che avevano informato i titolari degli account sulle cause delle sospensioni. Tuttavia, nella notificazione di sospensione di @cubadebate né in quella degli altri account bloccati si dichiara la ragione specifica per la quale si inabilitò l’account.</p>
<p>La sfacciataggine dell&#8217;argomento usato per questa prova di blackout informativo agli account cubani in Twitter si rivela quando si constata che tra quelli bloccati ci sono perfino account dei nostri compagni che avevano inattivi i loro account da varie settimane o mesi, perché hanno preferito migrare verso altre reti come Telegram, ed altri che non avevano avuto nessuna interazione in quella rete mercoledì scorso.</p>
<p>È risaputo che, in varie occasioni, Twitter si è messo al servizio di operazioni di intelligenza e politica estera del governo degli Stati Uniti. Non ci sorprende che si tratti di ciò in questa occasione.</p>
<p><span style="color: #ff0000">Di cosa hanno paura?</span></p>
<p>Come ha sottolineato nella sua dichiarazione, a proposito di questo blocco, l&#8217;Unione dei Giornalisti di Cuba non è la prima volta che utenti cubani di Twitter denunciano dei problemi per entrare ai loro account e ricevono messaggi che questi sono stati bloccati e devono seguire un complicato procedimento per recuperarli. Il fatto nuovo è che questo atto di guerra cibernetica è stato in massa, ovviamente pianificato, che cerca limitare la libertà di espressione di istituzioni e cittadini cubani e far tacere i leader della Rivoluzione.</p>
<p>Cubadebate è nato per affrontare il terrorismo mediatico, le menzogne e le aggressioni dell&#8217;impero contro Cuba ed il mondo. Niente ci farà indietreggiare dal nostro proposito fondatore, e molto meno gli spropositi della compagnia dell&#8217;uccello azzurro.</p>
<p>I nostri messaggi continueranno a diffondersi dal nostro Portale digitale, dalla loro replica in pubblicazioni amiche e da altre reti sociali. Le nostre armi sono le idee.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Cuba non è paralizzata, contiamo con una strategia</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 23:56:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per il secondo giorno consecutivo, il presidente dei Consiglio di Stato e dei Ministri, Miguel Diaz-Canel, ha partecipato nella Mesa Redonda per  continuare ad informare il popolo sulle misure che adotta il paese davanti ai problemi della disponibilità di alcuni combustibili che provoca la nuova scalata di sanzioni dell'Amministrazione Trump, che ora minaccia e ricatta le aziende e le navi che trasportano petrolio a Cuba, nel suo affanno di inasprire il bloqueo contro l'Isola.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11125" alt="segunda-comparecencia-especial-de-diaz-canel-en-la-mesa-situacion-energetica-580x321" src="/files/2019/09/segunda-comparecencia-especial-de-diaz-canel-en-la-mesa-situacion-energetica-580x321.jpg" width="580" height="321" />Per il secondo giorno consecutivo, il presidente dei Consiglio di Stato e dei Ministri, Miguel Diaz-Canel, ha partecipato nella Mesa Redonda per  continuare ad informare il popolo sulle misure che adotta il paese davanti ai problemi della disponibilità di alcuni combustibili che provoca la nuova scalata di sanzioni dell&#8217;Amministrazione Trump, che ora minaccia e ricatta le aziende e le navi che trasportano petrolio a Cuba, nel suo affanno di inasprire il bloqueo contro l&#8217;Isola.</strong></p>
<p>Insieme al presidente cubano, sono stati presenti nello spazio televisivo i ministri di Energia e Miniere, Raul Garcia Barreiro; dei Trasporti, Eduardo Rodriguez Davila, e di Economia e Pianificazione, Alejandro Gil Fernandez. <strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000">Un popolo saggio</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dopo la Mesa Redonda di questo mercoledì, dove il mandatario ed i ministri che l&#8217;hanno accompagnato hanno offerto una dettagliata panoramica della situazione energetica e le misure per affrontarla, sono state molte le dimostrazioni di comprensione ed appoggio del popolo alla direzione del paese.</p>
<p>“Quello che abbiamo ricevuto in materia di appoggio è più grande di una superpetroliera piena di combustibile. Che classe di popolo abbiamo! Grazie Cuba, per esprimere appoggio alla Mesa Redonda di ieri. Questo ci dice dove andiamo e fino a dove arriveremo, e ci serve per orientare il Consiglio dei Ministri”, ha affermato Diaz-Canel all&#8217;inizio della comparizione televisiva.</p>
<p>Ha anche ringraziato i giovani per le loro opinioni e per essere preparati per dare la risposta che chiede loro il paese. “Questo è pensare come paese, è pensare come Cuba. Ora dipenderà da noi soddisfare, spiegare e dire quello che si potrà fare.”</p>
<p>“Sono problemi congiunturali e non sono dovute all&#8217;improvvisazione. Non si può sperare che tutto trascorra normalmente quando si tagliano le vie di accesso ai finanziamenti ed ai prodotti. Il governo cubano ha lavorato intensamente per scavalcare il bloqueo e l’assedio economico.</p>
<p>“È importante dare informazioni perché, altrimenti, le menzogne creano incertezza. Ci sono dicerie che affermano che prederemo misure estreme e non è vero. Non sarà così. Oggi i ministri spiegheranno le misure. Qui si dice la verità e solo la verità, quello che non si dice è per non cedere davanti alle difficoltà. Il nemico ci vuole chiudere tutte le porte possibili”, ha proseguito il mandatario.</p>
<p>Ha spiegato che ci sono varie ripercussioni che danno un&#8217;idea sbagliata della nostra realtà. “Oggi abbiamo avuto un&#8217;altra riunione del Consiglio dei Ministri e si è valutato lo stato del combustibile e delle medicine”.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Presidencia Cuba</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L’odio ed il cinismo della Casa Bianca contro Cuba e contro i cubani</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Sep 2019 01:48:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le nuove misure annunciate contro Cuba e contro i cubani, venerdì scorso, dal Segretario del Tesoro statunitense, Steven Mnuchin, sono la prova dell’odio viscerale dei governi di quella nazione contro la nostra e dell’enorme cinismo che domina nella politica imperiale.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11123" alt="bloqueo-contra-cuba-cartel-cuba" src="/files/2019/09/bloqueo-contra-cuba-cartel-cuba.jpg" width="580" height="391" />Le nuove misure annunciate contro Cuba e contro i cubani, venerdì scorso, dal Segretario del Tesoro statunitense, Steven Mnuchin, sono la prova dell’odio viscerale dei governi di quella nazione contro la nostra e dell’enorme cinismo che domina nella politica imperiale.</strong></p>
<p>Se a qualcuno rimanevano dei dubbi sulla natura genocida, ipocrita ed aggressiva del bloqueo, le recenti decisioni dell’amministrazione Trump hanno dimostrato, inequivocabilmente, l’essenza malloriana (*) di tale politica. Per il governo USA, la migliore opzione politica  contro Cuba è arrendere per disperazione, fame e necessità un popolo.</p>
<p>Sono offuscati dalla capacità di resistenza di una piccola nazione di fronte all’assedio ed all’aggressione permanente, dall’enorme sentimento di solidarietà che la motiva, dalla decisione che ha di non lasciarsi soggiogare e né di cedere la sovranità e l’indipendenza.</p>
<p>Sono motivati dall’interesse meschino elettorale della Florida, uno degli stati che apporta più voti nella corsa alla presidenza del novembre 2020.</p>
<p>Non soddisfatti di attaccare il principale settore dell’economia cubana, il turismo, vietando le crociere e le visite sotto la licenza “Popolo a Popolo” (in base alla quale viaggiavano nel nostro paese la maggior parte degli statunitensi che potevano farlo), di perseguire con accanimento le compagnie navali che cercano di trasportare petrolio ed i suoi derivati a Cuba e sanzionare la società cubana importatrice di combustibile CubaMetales; ora limitano le rimesse familiari e riducono, ancora di più, il flusso di valuta estera da e verso Cuba.</p>
<p>Si tratta, secondo il Segretario del Tesoro, di “isolare finanziariamente il regime cubano”. Per il signor Munchin, “attraverso questi emendamenti regolatori, il Tesoro sta negando l’accesso, a Cuba, di valute convertibili e stiamo frenando l’abietto comportamento del governo cubano, mentre continuiamo a sostenere il popolo cubano che soffre molto”.</p>
<p>Un pezzo antologico di cinismo. In che appoggia il popolo cubano quello che poi gli stringe la corda intorno al collo?</p>
<p>Un funzionario di Trump l’aveva già annunciato in aprile a “The Examiner”, rivelando che l’amministrazione pianificava “strangolare finanziariamente il regime cubano”. Il senatore Marco Rubio, padre putativo di questa intensificazione della politica di aggressione, ha poi aggiunto che le sanzioni recentemente attivate ai sensi del Titolo III della Legge Helms-Burton perseguiranno gli investimenti turistici e colpiranno “l’anima” finanziaria di Cuba. “Questo e le rimesse” -ha detto- è come generano tutte le loro entrate”.</p>
<p>Spudoratamente, basano le loro sanzioni sull’aiuto solidario che Cuba offre a Venezuela. Rabbiosi perché hanno fallito contro la Rivoluzione Bolivariana, cercano di incolpare Cuba delle loro disfatte nella terra di Bolivar e Chavez.</p>
<p>Scommettono sulla loro strategia di dividere i cubani, di metterci gli uni contro gli altri, di rammollirci, di seppellire i nostri sogni e speranze. Ma questa storia l’abbiamo già vissuta molte volte ed abbiamo saputo vincere le sfide più difficili, con condizioni molto più scarse di adesso. Non c’è tempo per lamentarsi. È il momento dell’intelligenza, di cercare alternative e soluzioni ai molteplici problemi che ci pone il bloqueo, di rafforzare l’unità che ci fortifica, di pensare come paese. Davanti a più odio e più minacce dell’impero, ci sarà più esercizio fecondo di creazione e resistenza del nostro popolo eroico.</p>
<p>*In riferimento a Lester D. Mallory, diplomatico statunitense, sottosegretario assistente per l’America Latina che, nell’aprile 1960, ha scritto un memorandum strategico per Cuba, intitolato “Il declino e la caduta di Castro”. Mallory sosteneva che le pressioni economiche erano necessarie perché “non vi era nessuna opposizione politica effettiva” al governo Castro, che allora aveva 16 mesi. La chiave era infliggere dolore al popolo cubano. Mallory ha scritto che gli USA dovevano “debilitare la vita economica di Cuba […] per ridurre i salari nominali e reali, provocare fame, disperazione ed il rovesciamento del governo”.</p>
<p>di Randy Alonso Falcon</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto AP</p>
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		<title>Che cosa è pensare come paese?</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Sep 2019 01:07:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una nazione è una famiglia di grandi dimensioni, i cui membri abitano una casa unica, che formalmente è un paese e caramente è la Patria. Come renderla quella casa dove sogniamo arrivare? Che cosa possiamo fare e che cosa dobbiamo apportare tutti a favore della prosperità collettiva? Che cosa ha bisogno Cuba dai suoi figli per raggiungerla? O come ha chiesto il Presidente dei Consiglio di Stato e dei Ministri, Miguel Diaz-Canel Bermudez, nell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare il mese di luglio scorso: “Quale può essere la quota di impegno personale per la crescita collettiva?”  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11121" alt="pensar-como-pais-580x386" src="/files/2019/09/pensar-como-pais-580x386.jpg" width="580" height="386" />Una nazione è una famiglia di grandi dimensioni, i cui membri abitano una casa unica, che formalmente è un paese e caramente è la Patria. Come renderla quella casa dove sogniamo arrivare? Che cosa possiamo fare e che cosa dobbiamo apportare tutti a favore della prosperità collettiva? Che cosa ha bisogno Cuba dai suoi figli per raggiungerla? O come ha chiesto il Presidente dei Consiglio di Stato e dei Ministri, Miguel Diaz-Canel Bermudez, nell&#8217;Assemblea Nazionale del Potere Popolare il mese di luglio scorso: “Quale può essere la quota di impegno personale per la crescita collettiva?”  </strong></p>
<p>Davanti alla convocazione del Presidente a Pensare come Paese, Presidenza apre uno spazio durante i prossimi 30 giorni affinché tra tutti possiamo riempire di vita questo concetto trascendentale. Con un massimo di 280 caratteri, voi, i nostri lettori, potranno scriverci le vostre opinioni al riguardo, che saranno moderate e dopo pubblicate nel sito della Presidenza.</p>
<p>Vi invitiamo a Pensare Cuba, “affinché tutti ci consegniamo in corpo ed anima al servizio della nazione, traendo il maggiore vantaggio dalla forza più formidabile e poderosa della Rivoluzione: l&#8217;Unità”.</p>
<p>Preso da <a rel="nofollow" target="_blank" href="https://www.presidencia.gob.cu/es/somos-cuba/pensar-como-pais/" >Presidencia</a></p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Alta funzionaria palestinese considera le dimissioni di Greenblatt come “un riconoscimento del fallimento”</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Sep 2019 01:47:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Penso che si tratta di un riconoscimento del fallimento”, ha assicurato all'AFP, Hanan Ashraui, un’alta funzionaria dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), poche ore dopo l'annuncio delle dimissioni del consigliere speciale di Trump.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11119" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11119" alt="Jason Greenblatt" src="/files/2019/09/Jason-Greenblatt-580x330.jpg" width="580" height="330" /><p class="wp-caption-text">Jason Greenblatt</p></div>
<p><strong>Un’alta funzionaria palestinese ha descritto come un “riconoscimento del fallimento” le dimissioni di Jason Greenblatt, l&#8217;emissario del presidente statunitense Donald Trump, incaricato di preparare un progetto di pace per risolvere il conflitto tra palestinesi ed israeliani.  </strong></p>
<p>“Penso che si tratta di un riconoscimento del fallimento”, ha assicurato all&#8217;AFP, Hanan Ashraui, un’alta funzionaria dell&#8217;Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), poche ore dopo l&#8217;annuncio delle dimissioni del consigliere speciale di Trump.</p>
<p>“Credo che i palestinesi diranno ‘era ora!’. (&#8230;) Greenblatt non ha mai perso un&#8217;opportunità per denigrare i palestinesi. (&#8230;) Non era impegnato veramente nell’ottenere la pace, bensì cercava di giustificare tutte le violazioni israeliane”, ha aggiunto.</p>
<p>Insieme a Jared Kushner, genero e consigliere del presidente statunitense, Greenblatt aveva il difficile compito di proporre possibili soluzioni al conflitto israeliano-palestinese. Trump aveva promesso di raggiungere un “accordo definitivo” per risolvere un compito nel quale hanno fallito i suoi predecessori.</p>
<p>Ma la presentazione del piano di Greenblatt era aggiornata costantemente, benché lo stesse preparando dalla primavera del 2017 e diceva che era pronto da mesi. Alla fine di agosto Greenblatt ha annunciato che non avrebbe presentato la proposta prima delle elezioni in Israele del 17 settembre.</p>
<p>Invece, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha ringraziato Greenblatt in un comunicato “per il suo lavoro a favore della sicurezza e della pace e per non avere dubitato mai di dire la verità sullo stato di Israele davanti ai suoi detrattori.”</p>
<p>con informazioni di AFP</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Infobae</p>
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		<title>MINREX: Cuba condanna l&#8217;ingerenza nei temi interni della Cina</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Sep 2019 00:20:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ingerenza imperialista]]></category>
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		<description><![CDATA[Nelle ultime settimane, abbiamo osservato con preoccupazione la successione di manifestazioni violente ed atti vandalici nella Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong, promossi dall'estero, che tentano colpire l'ordine politico, economico e sociale, e generare insicurezza nella Repubblica Popolare Cinese.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9795" alt="declaracion_minrex_0_0-580x330" src="/files/2017/02/declaracion_minrex_0_0-580x330.jpg" width="580" height="330" />Nelle ultime settimane, abbiamo osservato con preoccupazione la successione di manifestazioni violente ed atti vandalici nella Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong, promossi dall&#8217;estero, che tentano colpire l&#8217;ordine politico, economico e sociale, e generare insicurezza nella Repubblica Popolare Cinese.  </strong></p>
<p>Il ritorno di Hong Kong alla sovranità cinese nell&#8217;anno 1997 costituì un atto di giustizia storica ed un&#8217;espressione dello spirito pacifico della Repubblica Popolare Cinese, nonostante sia stato vittima dell&#8217;imposizione di trattati disuguali da parte di potenze imperialiste.</p>
<p>Da allora, e col suo status attuale, Hong Kong è stato parte inseparabile della Repubblica Popolare Cinese ed ha ottenuto un livello solido di sviluppo, con stabilità e prosperità economica, sulla base dell&#8217;implementazione di successo dei principi “una sola Cina” ed “un paese, due sistemi.”</p>
<p>Il Ministero di Relazioni Estere condanna l&#8217;ingerenza nei temi interni della Cina, mentre respinge qualunque tentativo di ledere l&#8217;integrità territoriale e la sovranità della Repubblica Popolare Cinese.</p>
<p>Cuba appoggia gli sforzi del governo centrale di Pechino e delle autorità di Hong Kong per concludere questa situazione, preservare la pace e recuperare la stabilità.</p>
<p>Ci fidiamo pienamente della capacità e della saggezza delle autorità cinesi per mettere fine a questi eventi di destabilizzazione e ritornare alla normalità.</p>
<p>L&#8217;Avana, 5 settembre 2019</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Fidel e l&#8217;incendio nell&#8217;Amazzonia</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Sep 2019 01:57:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il discorso di Fidel Castro nel Vertice della Terra (Rio de Janeiro, 1992), quando enumerò le cause e vaticinò i disastri che produrrebbe la grave alterazione del clima, ha riempito negli ultimi giorni le reti digitali. Costernati davanti all'Amazzonia, in pasto alle fiamme, in grave rischio di sparire, e dal neofascista presidente Bolsonaro, che si nega a muovere un dito per fermare gli incendi, molti alla ricerca dell'origine della catastrofe hanno scoperto ora con stupore la certezza con cui Fidel predisse il collasso climatico e le azioni che dovevano intraprendersi col fine di evitarlo.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11115" alt="incendios-amazonia-araquem-alcantara-12-580x381" src="/files/2019/09/incendios-amazonia-araquem-alcantara-12-580x381.jpg" width="580" height="381" />Il discorso di Fidel Castro nel Vertice della Terra (Rio de Janeiro, 1992), quando enumerò le cause e vaticinò i disastri che produrrebbe la grave alterazione del clima, ha riempito negli ultimi giorni le reti digitali.</strong></p>
<p>Costernati davanti all&#8217;Amazzonia, in pasto alle fiamme, in grave rischio di sparire, e dal neofascista presidente Bolsonaro, che si nega a muovere un dito per fermare gli incendi, molti alla ricerca dell&#8217;origine della catastrofe hanno scoperto ora con stupore la certezza con cui Fidel predisse il collasso climatico e le azioni che dovevano intraprendersi col fine di evitarlo.</p>
<p>Per migliaia, la scoperta è doppia perché non hanno idea del Fidel di vasta cultura, filosofo, leader e teorico di una delle più grandi rivoluzioni della storia. Mentre, l&#8217;immagine che hanno ricevuto del Fidel essere umano, è perversa come quella del leader rivoluzionario: ingiuriosa, bugiarda e carica di odio che, per decadi, ha diffuso e diffonde con insistenza l&#8217;apparato della guerra culturale degli Stati Uniti.</p>
<p>Ritornando ai fuochi nell&#8217;Amazzonia brasiliana, ci sono due questioni evidenti. Prima, la deforestazione e gli incendi associati fanno parte dell&#8217;estrazione delle risorse naturali e della distruzione della natura, tipici del capitalismo, incrementati nell&#8217;attuale tappa neoliberale di capitalismo per esproprio, molto esteso ed accentuato nelle aree del mondo ricche in risorse naturali e luogo di nascita dei popoli originari.</p>
<p>Brasile, con più di 3 milioni di chilometri quadrati di selva tropicale, alberga il 60% dell&#8217;Amazzonia, che si estende ad altri sette stati sud-americani ed apporta il 20% dell&#8217;ossigeno della Terra.</p>
<p>La deforestazione e gli incendi erano diminuiti considerevolmente nei governi di Lula e Dilma, quando si erano rafforzate le politiche ed istituzioni scientifiche di prevenzione e conservazione e le leggi e regolazioni sulla selva, includendo un gran avanzamento nel titolo di proprietà delle terre per il milione di persone appartenenti agli innumerabili popoli originari, contadini ed afrodiscendenti che vivono e fanno possibile in larga misura, con le loro pratiche ancestrali, la conservazione della selva.</p>
<p>Seconda questione, Bolsonaro è il massimo responsabile dell&#8217;incremento degli incendi. Già dalla sua campagna elettorale, aveva iniziato un’operazione di squalifica delle istituzioni, leggi, regolazioni e multe dedicate alla protezione della selva amazzonica.</p>
<p>Nel 1992 Fidel ha detto: “Non più trasferimenti al Terzo Mondo di stili di vita ed abitudini di consumo che rovinano l&#8217;ecosistema. Che si utilizzi tutta la scienza necessaria per uno sviluppo sostenuto senza inquinamento. Che scompaia la fame e non l&#8217;uomo”.</p>
<p>di Angel Guerra Cabrera</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Araquém Alcântara</p>
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		<title>Collaboratori cubani in Bahamas sono protetti ed appoggeranno il recupero dopo il passo di Dorian</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Sep 2019 00:59:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bruno Rodriguez Parrilla, ministro di Relazioni Estere cubano, ha detto, mediante un messaggio nella rete sociale Twitter, che i collaboratori cubani in Bahamas si sommeranno ai lavori di recupero in questo paese, colpito gravemente dall’uragano devastatore Dorian. Il Cancelliere ha espresso la sua solidarietà ed appoggio al governo e popolo della Bahamas, ed ha anche assicurato che i lavoratori della maggiore delle Antille sono protetti dal potente temporale di venti superiori ai 290 chilometri per ora.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11113" alt="Medicos-cubanos-580x330" src="/files/2019/09/Medicos-cubanos-580x330.jpg" width="580" height="330" />Bruno Rodriguez Parrilla, ministro di Relazioni Estere cubano, ha detto, mediante un messaggio nella rete sociale Twitter, che i collaboratori cubani in Bahamas si sommeranno ai lavori di recupero in questo paese, colpito gravemente dall’uragano devastatore Dorian.</strong></p>
<p>Il Cancelliere ha espresso la sua solidarietà ed appoggio al governo e popolo della Bahamas, ed ha anche assicurato che i lavoratori della maggiore delle Antille sono protetti dal potente temporale di venti superiori ai 290 chilometri per ora.</p>
<p>D’accordo con l&#8217;Agenzia Nazionale di Gestione delle Emergenze delle Bahamas, l&#8217;uragano Dorian, di categoria cinque, la massima della scala Saffir-Simpson, causa ancora impatti devastatori in Gran Bahamas, dove si manteneva stazionario.</p>
<p>Fino al momento, si sa di cinque morti e di una ventina di feriti, mentre registrano circa 13 mila case severamente danneggiate o distrutte, ed i pozzi di acqua potabile inquinati.</p>
<p>da ACN</p>
<p>preso da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: ACN</p>
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		<title>Rivoluzione culturale</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Aug 2019 17:50:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L'arma più potente dell'imperialismo è quella con cui hanno cercato di dominarci: la transculturazione. E' stata la pretesa, fin dalla nascita di imporci il cosiddetto “modo di vita statunitense”: cercare di cancellare la nostra storia, i nostri valori e le nostre radici. Contro ciò, la Rivoluzione Bolivariana continua a sviluppare il riscatto della semina dell'autentica cultura venezuelana.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11111" alt="Cultura-580x269" src="/files/2019/08/Cultura-580x269.jpg" width="580" height="269" />L&#8217;arma più potente dell&#8217;imperialismo è quella con cui hanno cercato di dominarci: la transculturazione. E&#8217; stata la pretesa, fin dalla nascita di imporci il cosiddetto “modo di vita statunitense”: cercare di cancellare la nostra storia, i nostri valori e le nostre radici. Contro ciò, la Rivoluzione Bolivariana continua a sviluppare il riscatto della semina dell&#8217;autentica cultura venezuelana. Ossia, continuiamo facendo rivoluzione culturale, tenendo conto, come ci ha insegnato il padre liberatore che “&#8230; morale e luci cono le colonne di una repubblica, morale e luci sono le nostre necessità primarie”. Continuiamo ad accelerare il consolidamento dell&#8217;educazione popolare, il riscatto dei nostri valori ancestrali ed il compimento del dettato costituzionale, per ottenere la liberazione definitiva.</strong></p>
<p>Teniamo in considerazione che il sistema capitalista mondiale imperante che si auto proclama come l&#8217;unico in grado di risolvere le necessità della popolazione, nella sua sostenuta aspirazione di rinforzare la propria egemonia, ha inteso fin dall&#8217;inizio che la dominazione culturale è fondamentale per i suoi fini, la progressiva erosione dei principali valori di una società, per cercarne la distruzione definitiva.</p>
<p>I centri di pensiero dell&#8217;imperialismo si sono dedicati a rubare ai Popoli la loro identità, le tradizioni, anche le loro lingue ancestrali; ed a creare la falsa idea della globalizzazione culturale, di una sola cultura, inscatolata secondo i loro canoni e diffusa come un prodotto di facile comprensione e consumo. E&#8217; anche la tesi del mondo unipolare, nel quale un solo polo di potere possiede la chiave per la salvezza.</p>
<p>Il Comandante Chavez, che ha denunciato costantemente di fronte al mondo le nuove e nefaste forme di schiavizzazione delle coscienze, ha enfatizzato la necessità della multipolarità, nella necessità di diversi poli per conquistare l&#8217;equilibrio dell&#8217;universo, che deve tradursi nella pace, nell&#8217;autodeterminazione dei Popoli, nella non ingerenza e nella cooperazione e solidarietà internazionale. E ancora nel diritto delle nazioni alla loro sovranità ed alla loro cultura, a lavorare liberamente nei loro processi di identità culturale.</p>
<p>La Rivoluzione Bolivariana, in questi due decenni di intensa lotta per continuare a diffondere la maggior quantità di felicità possibile è stata particolarmente insistente in questo aspetto. Il fatto culturale è una realtà collettiva, ossia esiste solo con la partecipazione e il protagonismo delle comunità. Sono loro le creatrici costanti della loro cultura, e per questo è così imprescindibile che abbiano accesso alla conoscenza. E&#8217;, per dirla come Luis Britto Garcia, un&#8217;azione liberatrice, “strumento di rottura dell&#8217;ordine di dipendenza sul piano internazionale e della stratificazione classista imposta sul piano interno”.</p>
<p>E&#8217; così che i più grandi sforzi del processo di liberazione nazionale e continentale devono puntare al riscatto della nostra storia, valori e identità. In questo cammino ci muoviamo, accompagnati dai Comandanti Chavez e Fidel, di cui si è commemorata la nascita, 93 anni fa, il 13 agosto. E&#8217; stato Fidel, nel calore delle battaglie permanenti contro l&#8217;aggressione dell&#8217;impero yankee che ha detto: “una rivoluzione può solo essere figlia della cultura e delle idee”. Nello stesso intervento a Caracas, nell&#8217;anno 1999, citando Martì, Fidel ha ricordato che si devono difendere le idee e la cultura, perché le trincee di idee valgono di più delle trincee di pietra. Onore e gloria al Comandante Fidel Castro Ruz!</p>
<p>Questa è la grande battaglia che dobbiamo continuare a combattere, quella delle idee, del pensiero, della difesa ad oltranza della nostra identità e cultura, l&#8217;infinita attività creatrice del Popolo. Bisogna continuare ad articolare i compiti in questo senso, non cadere nella disperazione né demoralizzarsi. Questo mondo nuovo, dove la fraternità, la pace, l&#8217;uguaglianza sociale e lo sviluppo integrale di ogni suo abitante non solo è possibile, ma necessario per preservare l&#8217;umanità e la vita nel pianeta.</p>
<p>Stiamo marciando verso questo orizzonte.</p>
<p>di Adan Chavez</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Marco Bertorello</p>
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		<title>MINREX: Governo degli USA destina fondi milionari per ostacolare la cooperazione medica cubana</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Aug 2019 00:44:36 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Ministero di Relazioni Estere denuncia e condanna energicamente la recente aggressione contro Cuba del Governo degli Stati Uniti mediante un programma dell'USAID destinato a finanziare azioni e ricerca di informazioni per screditare e sabotare la cooperazione internazionale che presta Cuba nella sfera della salute in decine di paesi ed a favore di milioni di persone. È un programma che si somma alle pressioni grossolane esercitate contro vari governi per ostacolare la cooperazione cubana ed a sforzi anteriori, con lo stesso proposito, come il programma speciale “parole” diretto al furto di risorse umane formate a Cuba.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9795" alt="declaracion_minrex_0_0-580x330" src="/files/2017/02/declaracion_minrex_0_0-580x330.jpg" width="580" height="330" />Il Ministero di Relazioni Estere denuncia e condanna energicamente la recente aggressione contro Cuba del Governo degli Stati Uniti mediante un programma dell&#8217;USAID destinato a finanziare azioni e ricerca di informazioni per screditare e sabotare la cooperazione internazionale che presta Cuba nella sfera della salute in decine di paesi ed a favore di milioni di persone. È un programma che si somma alle pressioni grossolane esercitate contro vari governi per ostacolare la cooperazione cubana ed a sforzi anteriori, con lo stesso proposito, come il programma speciale “parole” diretto al furto di risorse umane formate a Cuba.  </strong></p>
<p>Il centro della calunnia immorale consiste in allegare, senza nessun fondamento, che Cuba incorre nella tratta di persone o nella pratica della schiavitù, e pretende denigrare il lavoro meritorio che volontariamente sviluppano ed hanno sviluppato durante la storia centinaia di migliaia di professionisti e tecnici dalla salute cubani in vari paesi, particolarmente del Terzo Mondo.</p>
<p>Si tratta di un&#8217;ingiuria contro i programmi bilaterali ed intergovernativi di cooperazione, tutti stabiliti legittimamente tra il governo cubano ed i governi di decine di paesi, che sono stati conseguenti coi modelli delle Nazioni Unite, riferiti alla cooperazione Sud-Sud, ed hanno risposto alle richieste di salute che questi stessi governi hanno definito sovranamente.</p>
<p>È un attentato contro uno sforzo solidale che ha ricevuto il riconoscimento della comunità internazionale e l&#8217;elogio specifico dei più alti dirigenti delle Nazioni Unite, dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Salute e dell&#8217;Organizzazione Panamericana della Salute.</p>
<p>Queste menzogne sono rivelatrici del basso valore morale del governo degli Stati Uniti e dei politici che si dedicano al negozio dell&#8217;aggressione contro Cuba. La campagna conta su fondi milionari e la complicità di vari dei grandi mezzi di diffusione ed, in questione, di giornalisti negligenti che sacrificano la loro supposta imparzialità ed obiettività al servizio degli interessi politici del governo degli Stati Uniti.</p>
<p>Per decadi e fino ad oggi, in queste nazioni con condizioni economiche più sfavorevoli, questa cooperazione si è offerta e si offre come gesto solidale, le cui spese sono coperte praticamente da Cuba nella loro totalità. Allo stesso modo ed in linea con le concezioni delle Nazioni Unite sulla cooperazione tra paesi in via di sviluppo, questo si offre in varie nazioni sulla base della complementarietà e la compensazione parziale per i servizi prestati.</p>
<p>Consiste totalmente in uno scambio giusto e legittimo tra paesi in via di sviluppo, molti dei quali contano su ricchezze naturali, dimensioni economiche o gradi di sviluppo industriali superiori a quelli di Cuba, ma non hanno i risorse umane che il nostro Stato è riuscito a generare; di professionisti abnegati ed umanitari, disposti per la loro stessa volontà a lavorare nelle condizioni più difficili; e delle concezioni di copertura della salute che ci hanno permesso edificare gli anni di un’esperienza soddisfacente.</p>
<p>I tecnici e professionisti cubani che partecipano a questi programmi lo fanno assolutamente in maniera libera e volontaria. Durante il compimento della loro missione, continuano a ricevere integramente il loro salario a Cuba e dispongono, inoltre, di uno stipendio nel paese di destino, insieme ad altre forme di compensazione.</p>
<p>Nei casi in che Cuba riceve compensazione per la cooperazione prestata, questi collaboratori hanno il merito di offrire un apporto altamente prezioso, giusto e completamente legittimo per il finanziamento, la sostenibilità e lo sviluppo del sistema di salute di massa e gratuito che è accessibile a tutti i cubani sull’isola.</p>
<p>L&#8217;accesso alla salute è un diritto umano e gli Stati Uniti commettono un crimine pretendendo negarlo od ostacolarlo con motivi politici o di aggressione.</p>
<p>Ministero di Relazioni Estere di Cuba</p>
<p>L&#8217;Avana, 29 agosto 2019</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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