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	<title>Cubadebate (Italiano) &#187; Notizie</title>
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		<title>Senza quorum, Jeanine Añez si dichiara presidentessa di Bolivia</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Nov 2019 02:19:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Senza contare sul quorum necessario, la senatrice di opposizione Jeanine Añez ha assunto oggi la presidenza della Camera Alta e si è dichiarata presidentessa interina di Bolivia, dopo il golpe di stato ad Evo Morales. Ma il gruppo del Movimento Al Socialismo (MAS) non era presente nella sessione, perché hanno chiesto garanzie per assistere, con lo scopo di lavorare in un'uscita costituzionale. Su molti di loro pesano minacce di morte ed altri non sono arrivati per i blocchi delle strade.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11193" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11193" alt="Jeanine Añez" src="/files/2019/11/SenadoraJeanineAnezBolivia.jpg" width="580" height="386" /><p class="wp-caption-text">Jeanine Añez</p></div>
<p><strong>Senza contare sul quorum necessario, la senatrice di opposizione Jeanine Añez ha assunto oggi la presidenza della Camera Alta e si è dichiarata presidentessa interina di Bolivia, dopo il golpe di stato ad Evo Morales.</strong></p>
<p>Ma il gruppo del Movimento Al Socialismo (MAS) non era presente nella sessione, perché hanno chiesto garanzie per assistere, con lo scopo di lavorare in un&#8217;uscita costituzionale. Su molti di loro pesano minacce di morte ed altri non sono arrivati per i blocchi delle strade.</p>
<p>Nonostante le irregolarità nel processo e la mancanza di quorum necessaria, la destra ha realizzato questo sopruso, secondo lei, a nome della pacificazione del paese.</p>
<p>In una sessione straordinaria, Añez ha usato l&#8217;articolo 170 della Costituzione come appoggio, davanti alla rinuncia degli addetti nella successione costituzionale, ha segnalato.</p>
<p>Ha anche detto che vuole convocare al più presto possibile le elezioni, senza anticipare in quanto tempo o la data.</p>
<p>Dopo, Añez, insieme a tutti i legislatori di opposizione, è andata nel vecchio Palacio Quemado, dove con la Bibbia in mano ha fatto un appello all&#8217;unità.</p>
<p>Nel suo breve messaggio, ha ringraziato la polizia e le forze armate per il loro accompagnamento, infatti entrambi sono stati gli organi chiave nella consumazione del golpe di stato di domenica contro Morales.</p>
<p>Al suo fianco si trovava il massimo rappresentante del Comitato Pro Santa Cruz, protagonista del golpe di stato, Luis Fernando Camacho, che ha annunciato che alla mezzanotte di oggi si svilupperà uno sciopero indefinito.</p>
<p>Settori sociali venuti dalla città de El Alto ed altri zone vicine alla capitale intanto protestavano a pochi isolati, gridando slogan contro quelli che avevano oltraggiato la wiphala (simbolo indigeno), respingendo l&#8217;auto-proclamazione di Añez, e sono stati perseguiti con gas lacrimogeni lanciati dai militari.</p>
<p>La situazione in Bolivia continua con molte domande, speculazioni su chi dirige veramente il blocco golpista, sulla crescita della Resistenza in un contesto dove i canali di informazione sono pochi. Risulta difficile sapere che cosa succede, sia nell&#8217;epicentro politico dei dibattiti, sia quello che succede in differenti zone di La Paz, di El Alto, e del paese, nelle zone più lontane, soprattutto le rurali.</p>
<p>Sono molti le denunce di morti, di repressioni, di umiliazioni, di torture, di persecuzioni, in un contesto golpista che ha scatenato un&#8217;ondata di violenza enorme, ancora prima di riuscire ad abbattere Morales, con gruppi di scontro armati, e che, una volta al potere, con o senza governo, mantiene la sua offensiva con l&#8217;obiettivo di decapitare il processo di cambiamento.</p>
<p>da Prensa Latina e TeleSur</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Il golpe in Bolivia: cinque punti importanti</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Nov 2019 16:15:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La tragedia boliviana insegna con eloquenza varie lezioni che i nostri popoli e le forze sociali e politiche popolari devono imparare e registrare nelle loro coscienze per sempre. Qui, una breve enumerazione, sulla marcia, e come preludio di un discorso più dettagliato nel futuro. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11191" alt="evo-morales-1" src="/files/2019/11/evo-morales-1.jpg" width="580" height="321" />La tragedia boliviana insegna con eloquenza varie lezioni che i nostri popoli e le forze sociali e politiche popolari devono imparare e registrare nelle loro coscienze per sempre.</strong></p>
<p>Qui, una breve enumerazione, sulla marcia, e come preludio di un discorso più dettagliato nel futuro.</p>
<p>In primo luogo, per quanto si regoli in modo esemplare l&#8217;economia, come l’ha fatto il governo di Evo, si garantisca crescita, ridistribuzione, flusso di investimenti e migliorino tutti gli indicativi macro e microeconomici, la destra e l&#8217;imperialismo non accetteranno mai un governo che non si metta al servizio dei suoi interessi.</p>
<p>Secondo punto, bisogna studiare i manuali pubblicati da diverse agenzie degli Stati Uniti e dai loro portavoci mascherati da accademici o giornalisti per potere percepire in tempo i segni dell&#8217;offensiva.</p>
<p>Invariabilmente questi scritti risaltano la necessità di spezzare la reputazione del leader popolare, quello che si chiama assassinio del personaggio nel gergo specializzato (character assasination) qualificandolo come ladro, corrotto, dittatore o ignorante.</p>
<p>Questo è il compito assegnato ai comunicatori sociali, auto-proclamati come “giornalisti indipendenti” che, dal momento che hanno un  monopolio quasi totale dei mass media, trapanano il cervello della popolazione con diffamazioni forti, accompagnate, da messaggi di odio diretti contro i popoli originari ed i poveri in generale.</p>
<p>Terzo, dopo aver compiuto con i punti precedenti, arriva il turno della dirigenza politica e delle élite economiche reclamando “un cambio”, mettere fine alla “dittatura” di Evo che, come ha scritto pochi giorni fa l’impresentabile Vargas Llosa, quello è un “demagogo che vuole restare al potere in eterno”.</p>
<p>Suppongo che starà brindando con champagne a Madrid vedendo le immagini delle orde fasciste saccheggiando, incendiando, incatenando giornalisti ad un palo, rapando un donna sindaco e dipingendola di rosso e distruggendo i verbali della passata elezione per compiere il mandato di Don Mario e liberare Bolivia da un demagogo maligno.</p>
<p>Menziono il suo caso perché è stato ed è l&#8217;immorale portabandiera di questo attacco vile, di questa fellonia senza limiti che crocifigge leadership popolari, distrugge una democrazia ed installa il regno del terrore a carico di bande di sicari contrattati per castigare un popolo degno che ha avuto l&#8217;audacia di volere essere libero.</p>
<p>Quarto punto: entrano in scena le “forze di sicurezza”. In questo caso stiamo parlando di istituzioni controllate da numerose agenzie, militari e civili, del governo degli Stati Uniti.</p>
<p>Questi li allenano, li armano, fanno esercizi congiunti e li educano politicamente. Ho avuto l’occasione di comprovarlo quando, su invito di Evo, ho inaugurato un corso su “Antimperialismo” per ufficiali superiori delle tre armi.</p>
<p>In quell&#8217;opportunità sono rimasto allarmato per il grado di penetrazione degli slogan più reazionari statunitensi ereditati dall&#8217;epoca della Guerra Fredda e per la malcelata irritazione causata dal fatto che un indigeno fosse presidente del loro paese.</p>
<p>Quello che hanno fatto queste “forze di sicurezza” è stato ritirarsi di scena e lasciare il campo libero all’attuazione fuori controllo delle orde fasciste -come quelle che hanno agito in Ucraina, in Libia, in Iraq, in Siria per abbattere, o tentare di farlo in questo ultimo caso, leader fastidiosi all&#8217;impero – ed in questo modo intimorire la popolazione, la militanza e le stesse figure del governo.</p>
<p>Cioè, una nuova figura sociopolitica: golpismo militare “per omissione”, lasciando che le bande reazionarie, reclutate e finanziate dalla destra, impongano la loro legge. Una volta che regna il terrore e davanti all’impotenza del governo, la conclusione è inevitabile.</p>
<p>Quinto punto: la sicurezza e l&#8217;ordine pubblico non devono essere mai lasciati nelle mani di istituzioni come la polizia e l&#8217;esercito, colonizzate dall&#8217;imperialismo e dai suoi lacchè della destra autoctona.</p>
<p>Quando si è lanciata l&#8217;offensiva contro Evo, hanno optato per una politica di pacificazione e di non risposta alle provocazioni dei fascisti.</p>
<p>Questo ha fatto in modo che si animassero ed ha aumentato la scommessa: in primo luogo, esigere il secondo turno elettorale; dopo, la frode e nuove elezioni; subito, elezioni ma senza Evo (come in Brasile, senza Lula).</p>
<p>Più tardi, rinuncia di Evo; alla fine, davanti alla sua riluttanza ad accettare il ricatto, seminare il terrore con la complicità di poliziotti e militari e forzare Evo a rinunciare.<br />
Da manuale, tutto da manuale.</p>
<p>Impareremo queste lezioni?</p>
<p>Atilio Boron, famoso politologo argentino, collaboratore di Prensa Latina</p>
<p>traduzione: Ida Garberi</p>
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		<title>Lula libero dopo la decisione del Tribunale Supremo Federale del Brasile</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/11/08/lula-libero-dopo-la-decisione-del-tribunale-supremo-federale-del-brasile/</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Nov 2019 02:40:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Brasile]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Lula da Silva]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ex presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, si ritira dalla sede della polizia di Curitiba in mezzo ad abbracci ed assedio dei mezzi di comunicazione che stavano aspettando la sua uscita da quando è stata annunciata la sua liberazione alcune ore prima. Il giudice che segue il caso Lula ha autorizzato la sua liberazione questo venerdì dopo che la sua difesa facesse il sollecito presso la Giustizia Federale di Curitiba, dopo l'annullamento della prigione in seconda istanza dettata dal Tribunale Supremo Federale (STF).  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11189" alt="Lula-Libre-580x387" src="/files/2019/11/Lula-Libre-580x387.jpg" width="580" height="387" />L&#8217;ex presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, si ritira dalla sede della polizia di Curitiba in mezzo ad abbracci ed assedio dei mezzi di comunicazione che stavano aspettando la sua uscita da quando è stata annunciata la sua liberazione alcune ore prima.</strong></p>
<p>Il giudice che segue il caso Lula ha autorizzato la sua liberazione questo venerdì dopo che la sua difesa facesse il sollecito presso la Giustizia Federale di Curitiba, dopo l&#8217;annullamento della prigione in seconda istanza dettata dal Tribunale Supremo Federale (STF).</p>
<p>Accompagnato da familiari, compagni del Partito dei Lavoratori (PT) e dirigenti, l&#8217;ex mandatario è arrivato sul palco nelle vicinanze della Polizia Federale di Curitiba, stato di Paranà, per dirigersi alla popolazione che l&#8217;aspettava.</p>
<p>“Voi non sapete la dimensione del significato di stare qui vicino a voi. Io che sono stato conversando col popolo brasiliano durante la vita intera, non pensavo che ci sarebbero stati uomini e donne che, per 580 giorni, sarebbero stati qui (&#8230;) senza importargli la pioggia, il caldo ed il freddo”, ha affermato.</p>
<p>Lula ha assicurato che tutti quelli che gli gridavano i buon giorno, buona sera e buona notte per 19 mesi, “erano l&#8217;alimento della democrazia di che io avevo bisogno per resistere il lato marcio, quello che loro hanno fatto con me e con la giustizia brasiliana.”</p>
<p>Come hanno indicato le autorità, questa liberazione non annulla la condanna né gli restituisce i suoi diritti politici, poiché il leader brasiliano dovrà continuare in libertà il processo che l&#8217;include.</p>
<p>Tra le persone che si sono rallegrate per questa bella notizia, c’è il presidente cubano, Diaz-Canel, che ha detto in twitter: “È una vittoria ed un trionfo dei popoli, della solidarietà, della verità. È la sconfitta della strategia imperiale e dei suoi lacchè nei loro tentativi per screditare il leader del Partito dei Lavoratori e la sinistra in America Latina”.</p>
<p>L&#8217;ex presidentessa argentina Cristina Fernandez ha scritto in twitter: “Cessa oggi una delle aberrazioni più grandi del lawfare in America Latina: la privazione illegittima della libertà dell&#8217;ex presidente della Repubblica Federale del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva”.</p>
<p>E per concludere, il presidente Nicolas Maduro ha affermato: “È una notizia per il cuore dei popoli”, dal Palazzo di Miraflores (sede del governo venezuelano), e poi ha ricordato che Lula dà Silva insieme al leader Nestor Kirchner e Hugo Chavez sono stati i propulsori dell&#8217;integrazione dell&#8217;America Latina.</p>
<p>“È molto emozionante vedere Lula per strada, Lula è un gran leader del Brasile, dell&#8217;America Latina e del mondo”, ha detto il presidente.</p>
<p>Inoltre, Maturo ha affermato che la libertà di Lula da Silva è il risultato della resistenza dei popoli davanti agli attacchi del neoliberalismo. Ha aggiunto che d&#8217;ora in poi si staranno “ricostruendo le basi dell&#8217;unione dell&#8217;America Latina e dei Caraibi, le basi spirituali, nell&#8217;unione, nella diversità, nel rispetto, nella cooperazione.”</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: Reuters</p>
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		<title>Bruno Rodriguez: “Ringraziamo quelli che hanno espresso il loro rifiuto al bloqueo contro Cuba”</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Nov 2019 20:08:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[votazione ONU]]></category>

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		<description><![CDATA[Una contundente vittoria è quella ottenuta oggi dalla maggiore delle Antille nell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che per 187 voti a favore, 3 contrari e 2 astensioni ha approvato la risoluzione “Necessità di mettere fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d'America contro Cuba.” Stati Uniti ed Israele hanno ripetuto quest’anno il ruolo dei paesi che si oppongono alla risoluzione, duo al quale si è incorporato il Brasile di Bolsonaro. Si sono astenuti Colombia ed Ucraina. Moldova non ha esercitato il suo diritto al voto.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11186" alt="victoria-cuba-bloqueo-onu-580x321" src="/files/2019/11/victoria-cuba-bloqueo-onu-580x321.png" width="580" height="321" />Una contundente vittoria è quella ottenuta oggi dalla maggiore delle Antille nell&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite che per 187 voti a favore, 3 contrari e 2 astensioni ha approvato la risoluzione “Necessità di mettere fine al bloqueo economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d&#8217;America contro Cuba.”  </strong><br />
<strong> </strong><br />
Stati Uniti ed Israele hanno ripetuto quest’anno il ruolo dei paesi che si oppongono alla risoluzione, duo al quale si è incorporato il Brasile di Bolsonaro. Si sono astenuti Colombia ed Ucraina. Moldova non ha esercitato il suo diritto al voto.</p>
<p>Da 28 anni consecutivi, a partire dal 1992, l&#8217;Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato con crescente maggioranza la risoluzione cubana ed ha esatto così il sollevamento del bloqueo economico, commerciale e finanziario che gli USA impongono da quasi 60 anni all&#8217;Isola.</p>
<p>Bruno Rodriguez Parrilla, ministro degli Esteri cubano, ha denunciato che il governo degli USA utilizza falsità e calunnie come pretesti sporchi per intensificare la sua aggressione. “Né minacce né ricatti ci strapperanno la più piccola concessione politica. E neanche rinunceremo alla volontà di raggiungere una relazione civilizzata col nostro vicino, basata nel rispetto mutuo e nel riconoscimento delle nostre profonde differenze.”</p>
<p>Ha fatto riferimento alle parole espresse dal Generale dell’Esercito Raul Castro, lo scorso 10 aprile presso l&#8217;Assemblea Nazionale del Potere Popolare: “Nonostante il suo immenso potere, l&#8217;imperialismo non possiede la capacità di distruggere la dignità di un popolo unito, orgoglioso della sua storia e della libertà conquistata a forza di tanto sacrificio.”</p>
<p>“Cuba riconosce l&#8217;abisso etico e politico che esiste tra il popolo statunitense ed il suo governo e farà tutto il possibile per sviluppare i profondi ed ampi vincoli che uniscono i suoi cittadini”, afferma il Cancelliere.</p>
<p>Ringrazia a tutti quelli che hanno espresso il loro rifiuto al bloqueo contro Cuba ed a quelli che l&#8217;hanno accompagnata da sempre nella sua incessante lotta per la sospensione di questa politica.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-11187" alt="bruno-4-580x324" src="/files/2019/11/bruno-4-580x324.jpg" width="580" height="324" />Rodriguez Parrilla ha ricordato le parole dette, il passato 10 ottobre, dal Presidente della Repubblica, Miguel Diaz-Canel: “c&#8217;aspettano giorni intensi e provocatori, ma nessuno ci toglie la fiducia nel futuro che dobbiamo ai nostri figli in Patria, che i genitori hanno guadagnato valorosamente.”</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Continuano le manifestazioni in un&#8217;altra giornata di mobilitazione in Cile</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Nov 2019 20:43:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[autotrasportatori]]></category>
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		<category><![CDATA[proteste]]></category>
		<category><![CDATA[salario minimo]]></category>
		<category><![CDATA[Sebastian Piñera]]></category>

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		<description><![CDATA[Con una protesta degli autotrasportatori, che ha causato congestioni serie del transito a Santiago del Cile, è cominciata un'altra giornata di mobilitazioni sociali esigendo cambiamenti al modello neoliberale in Cile. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11184" alt="chile" src="/files/2019/11/chile.jpg" width="580" height="314" />Con una protesta degli autotrasportatori, che ha causato congestioni serie del transito a Santiago del Cile, è cominciata un&#8217;altra giornata di mobilitazioni sociali esigendo cambiamenti al modello neoliberale in Cile.  </strong></p>
<p>In vari punti della periferia della città, centinaia di camion, taxi, motociclisti e perfino auto private hanno realizzato in mattinata una protesta guidando lentamente i loro veicoli.</p>
<p>Il portavoce del movimento “No mas TAG”, Tomas Alarcon, ha segnalato tra le richieste fatte al governo, la riduzione dell’80% del costo dei TAG, sigle con le quali si denomina al meccanismo per il pagamento elettronico dei pedaggi nelle autostrade di Santiago, date in concessione ad imprese private.</p>
<p>Inoltre, reclamano l&#8217;eliminazione dei debiti col pagamento del TAG, che come affermano, ha prezzi abusivi che assorbono fino al 40% del loro salario.</p>
<p>Gli scioperanti assicurano che un pedaggio costa più che un litro di benzina o un chilogrammo di pane, ed alcuni affermano che devono pagare 200 mila pesos al mese (circa 280 dollari) per utilizzare autostrade che -aggiungono &#8211; non sono nelle migliori condizioni né offrono un&#8217;adeguata sicurezza.</p>
<p>Gli autotrasportatori chiedono inoltre la riduzione nel prezzo dei combustibili e perfino la rinuncia della ministra dei Trasporti, Gloria Hutt.</p>
<p>La protesta è stata assecondata da colleghi di altre città, tra queste Valparaiso, dove il ministro delle Finanze, Ignacio Briones, è rimasto bloccato col suo veicolo ufficiale in un gran sbarramento ed all&#8217;essere riconosciuto, è stato interpellato dagli scioperanti che gli hanno esatto misure per migliorare la situazione del settore.</p>
<p>Costanera Center, il maggiore centro commerciale della città, situato nella famosa Sanhattan, la zona dove radicano le sedi delle grandi aziende, è stato chiuso al pubblico e praticamente blindato con pareti di zinco, davanti all&#8217;annuncio di una manifestazione per il pomeriggio, che avrebbe avuto questo luogo come punto di concentrazione.</p>
<p>Mentre, nella Piazza Baquedano, centro nevralgico delle proteste, decine di persone si trovano dalla mattina inalberando bandiere e striscioni nei quali si reclama l’istituzione di un’Assemblea Costituente e migliori condizioni sociali che contribuiscano a ridurre le profonde disuguaglianze esistenti nel paese.</p>
<p>In questa giornata, inoltre, il presidente Sebastian Piñera ha annunciato, con uno spiegamento mediatico, la consegna di un disegno di legge per il Congresso per elevare di 50 mila pesos l&#8217;ingresso minimo mediante un sussidio del governo e col chiaro obiettivo di riappacificare il profondo malessere sociale imperante.</p>
<p>La misura, che beneficherebbe solo a quelli che hanno il salario minimo di 300 mila pesos e lavorano la giornata completa, è considerata insufficiente da economisti e sindacati.</p>
<p>Al rispetto, la Centrale Unitaria dei Lavoratori reclama un salario minimo di 500 mila pesos, affinché i lavoratori possano affrontare l&#8217;alto costo della vita in Cile, ed equiparare questa cifra alle pensioni, molte delle quali non arrivano a 100 mila pesos (circa 130 dollari).</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Trump per 187</title>
<link>http://it.cubadebate.cu/notizie/2019/11/05/trump-per-187/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Nov 2019 18:14:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Fidel Castro]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[L'ossessione statunitense per ottenere quell'anelato “cambiamento di regime” a Cuba si è inasprita fino ad estremi inesplorati prima sotto la presidenza di Donald Trump. La grande sconfitta è stata quando il 1º gennaio 1959 Fidel ed i suoi compagni hanno consumato la sconfitta del sanguinario fante a cui la Casa Bianca aveva raccomandato la direzione di Cuba, come un vicino e molto conveniente possesso di oltremare, un luogo dove il potere corporativo, il governo degli Stati Uniti, la classe politica e la mafia potevano riunirsi per decidere i loro piani a viso scoperto e lontani dalle leggi e dagli occhi dell'opinione pubblica statunitense. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11182" alt="Trump" src="/files/2019/11/Trump.jpg" width="580" height="327" />L&#8217;ossessione statunitense per ottenere quell&#8217;anelato “cambiamento di regime” a Cuba si è inasprita fino ad estremi inesplorati prima sotto la presidenza di Donald Trump.</strong></p>
<p>Se la necessità di incorporare l&#8217;isola ribelle alla giurisdizione degli Stati Uniti risale dal 1783, data della famosa lettera inviata da Londra da John Adams alle autorità delle appena emancipate Tredici Colonie ordinandole di agire di conseguenza, ed il passare del tempo non ha fatto altro che esacerbare molto questa maligna pretesa.</p>
<p>La grande sconfitta è stata quando il 1º gennaio 1959 Fidel ed i suoi compagni hanno consumato la sconfitta del sanguinario fante a cui la Casa Bianca aveva raccomandato la direzione di Cuba, come un vicino e molto conveniente possesso di oltremare, un luogo dove il potere corporativo, il governo degli Stati Uniti, la classe politica e la mafia potevano riunirsi per decidere i loro piani a viso scoperto e lontani dalle leggi e dagli occhi dell&#8217;opinione pubblica statunitense. Tutto questo è scritto con maestria nel libro di Mario Puzo, Il Padrino II, e nella stupenda versione cinematografica di questo libro.</p>
<p>Ma in quel momento “è arrivato Fidel” e tutto questo si è distrutto. Da questo momento il governo degli Stati Uniti non ha cessato di cospirare nemmeno un minuto contro la Rivoluzione Cubana. L&#8217;isola “era loro proprietà” e non hanno tollerato che gliela avessero strappata.</p>
<p>La frustrazione e l&#8217;aggressività si sono accumulate man mano che la Rivoluzione avanzava e si consolidava, a scarse novanta miglia dalle sue coste. Per di più era (e lo è ancora) un pessimo esempio perché dimostra che se un paese sottosviluppato e scarsamente dotato di risorse naturali si libera dal giogo imperialista, i suoi luogotenenti locali possono offrire alla loro popolazione diritti di esigibilità universale (la salute, l&#8217;educazione, la previdenza sociale) che sono merci molto costose negli Stati Uniti e che non sono a portata di tutti.</p>
<p>Anno dopo anno, i tassi di mortalità infantile di Cuba, paragonabili solo a quelle dei paesi di maggiore sviluppo sociale nel mondo, sono uno schiaffo all&#8217;arroganza degli Stati Uniti ed una prova irrefutabile dell&#8217;iniquità del capitalismo. L&#8217;audacia cubana, per dirlo con poche parole, è inammissibile ed intollerabile ed urge distruggerla.</p>
<p>Donald Trump -un bambino settantenne, maleducato, capriccioso e violento &#8211; sicuramente che “ha ascoltato delle voci” che gli dicevano che quella era la sua missione nella storia. Fedele a quell&#8217;allucinazione, ha lanciato un attacco senza precedenti contro Cuba, in un vano tentativo di far ritornare l&#8217;isola alla sua condizione neo coloniale.</p>
<p>Sogna con una nuova “Emenda Platt”, lo scandaloso aggregato alla Costituzione di Cuba, imposto dopo l&#8217;occupazione statunitense che legalizzava la sua assoluta sottomissione a Washington, e passare alla storia con una chimerica “Emenda Trump”, che consacri la definitiva annessione dell&#8217;isola alla giurisdizione degli Stati Uniti.</p>
<p>Il povero non sa con chi si è messo. Circondato da delinquenti e da consiglieri meno che mediocri pensa che raddoppiare l&#8217;aggressione contro Cuba permetterà che il suo popolo cada in ginocchio e gli giuri fedeltà ad un omuncolo come lui. Gyorg Lukacs diceva che un coniglio in piedi sulla cima dell’Himalaya continuava ad essere un coniglio. Seduto nel trono imperiale questo animalino continua ad essere quello che è.</p>
<p>La stessa cosa succede con Trump. Furioso perché è cosciente che la decadenza del potere statunitense è lenta ma irreversibile, e perché sa che in meno di 10 anni Cina supererà economicamente il suo paese (come già l&#8217;ha fatto in parte, col vantaggio che ha conquistato nella tecnologia strategica dei 5G).</p>
<p>Impotente per non potere asfissiare il gigante asiatico e Russia e per non giocare un ruolo arbitrale in Medio Oriente, dopo il fallimento dell&#8217;avventura imperiale in Siria; irritato per la timida ma crescente disubbidienza dei suoi alleati europei che lo percepiscono come un despota impredicibile e velleitario; infastidito coi suoi lacchè latinoamericani che non riescono ad estirpare il populismo (Vargas Llosa dixit) dai loro paesi o di presidenti inetti per sostenere il modello neoliberale senza turbolenze molto minacciose (Piñera in Cile, Moreno in Ecuador, o Macri in Argentina).</p>
<p>Bisognoso dei voti della Florida per la prossima contesa presidenziale si è lanciato con un’antipatia malaticcia contro Cuba. Niente meno che 187 risoluzioni sono state approvate dal suo governo per osteggiare l&#8217;isola, decretando l&#8217;attivazione del Capitolo III della Legge Helms-Burton, che nessun presidente degli Stati Uniti aveva considerato conveniente implementare, e perfino una serie interminabile di sanzioni economiche e restrizioni destinate a sommergere i cubani in penurie e privazioni, con la speranza che queste provocherebbero un&#8217;esplosione sociale, che metterebbe fine alla Rivoluzione.</p>
<p>La lista sarebbe interminabile: limitazione dei voli di linee aeree statunitensi che possono arrivare esclusivamente a L&#8217;Avana senza potere atterrare in altre città; sanziona le navi che portano petrolio a Cuba od i mercantili che trasportino merci da o verso l&#8217;isola, che usciti dall’isola caraibica non potranno arrivare in nessun porto degli Stati Uniti per sei mesi.</p>
<p>Inoltre, ha proibito di attraccare in qualunque porto cubano alle numerose crociere che solcano i Caraibi; sanziona le banche che medino nel commercio estero dell&#8217;isola; limitazione agli invii che i cubani residenti negli USA possano inviare ai loro parenti; blocco selettivo all&#8217;importazione di medicine ed alimenti; interdizione per Cuba che non può affittare aeroplani che abbiano più del 10% di tecnologia o materiali originari degli Stati Uniti e pressioni sulle linee aeree affinché riducano o eliminino dai loro itinerari qualunque città cubana.</p>
<p>Tutto questo davanti alla complicità dei governi dei paesi europei, dell&#8217;Unione Europea, supposta riserva morale di Occidente ed erede della tradizione kantiana della pace e fraternità universali, che ammettono come se fossero repubblichette di cartone (in realtà lo sono) l&#8217;extraterritorialità delle leggi statunitensi e l&#8217;aggressione del “Gorbaciov americano” -come l’ha battezzato un amico cubano molto lucido &#8211; contro tutti quelli che si oppongono alla sua prepotenza, che siano Cuba, Venezuela o Nicaragua, nella Nostra America.</p>
<p>Sicuramente per la sua ignoranza Trump ignora la storia di David e Golia. I cubani hanno resistito sessanta anni di bloqueo del Golia del nord, e resisteranno sessanta anni in più. Imparerà questa lezione in carne propria quando, tra poco, intraprenderà il suo viaggio senza ritorno per il water della storia.</p>
<p>di Atilio Boron, sociologo, politologo, professore universitario e scrittore argentino. Nel 2009 ha ricevuto il Premio Internazionale Josè Martì, dell&#8217;Unesco.</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
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		<title>Elicottero che trasportava Evo Morales è stato obbligato ad un atterraggio di emergenza</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Nov 2019 01:08:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[elicottero]]></category>
		<category><![CDATA[Evo Morales]]></category>
		<category><![CDATA[possibile attentato]]></category>

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		<description><![CDATA[Un elicottero della Forza Aerea Boliviana (FAB) che trasportava il presidente del paese, Evo Morales, questo lunedì ha fatto un atterraggio di emergenza pochi minuti dopo avere decollato per un difetto meccanico, senza che l'incidente abbia lasciato feriti. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11180" alt="helicóptero-de-Evo-averiado-580x326" src="/files/2019/11/helicóptero-de-Evo-averiado-580x326.jpg" width="580" height="326" />Un elicottero della Forza Aerea Boliviana (FAB) che trasportava il presidente del paese, Evo Morales, questo lunedì ha fatto un atterraggio di emergenza pochi minuti dopo avere decollato per un difetto meccanico, senza che l&#8217;incidente abbia lasciato feriti.  </strong></p>
<p>L&#8217;evento è accaduto alle 12.48 locale (16.48 GMT) con l’elicottero EC-145 che stava trasportando Morales dalla località di Colquiri verso Oruro. L&#8217;aeroplano del presidente della Bolivia ha registrato un difetto tecnico nel sistema idraulico ed è dovuto atterrare immediatamente nell&#8217;aeroporto della regione centrale di Cochabamba.</p>
<p>Nelle reti sociali stanno circolando accuse di diversi settori sulla possibilità di un attentato contro la vita del presidente boliviano.</p>
<p>Da parte sua, il mandatario della Bolivia, Evo Morales, ha ringraziato per le numerose dimostrazioni di solidarietà dopo l’incidente, accaduto quando iniziava il decollo.</p>
<p>“Herman@s, oggi, dopo aver inaugurato il cammino a Colquiri, abbiamo avuto un incidente con l&#8217;elicottero che sarà debitamente investigato. Grazie a Dio, la Pachamama ed ai nostri ‘achachilas’ ci sentiamo bene e nessuno è stato ferito”, ha scritto nella rete sociale Twitter.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione: Ida Garberi</p>
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		<title>Nave da crociera tedesca MS Hamburgo ancora a L&#8217;Avana</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Nov 2019 23:32:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bloqueo]]></category>
		<category><![CDATA[crociere]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Stati Uniti]]></category>

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		<description><![CDATA[Con circa 600 turisti a bordo è arrivata mercoledì la nave da crociera tedesca MS Hamburgo al porto de L'Avana, segnando così il principio della stagione di crociere che arrivano a Cuba, provenienti dall'Europa. In dichiarazioni dei funzionari dell'impresa Cubatur alla televisione nazionale, abbiamo saputo che i passeggeri visiteranno Cayo Largo del Sud, Maria la Gorda, a Pinar del Rio e le città di Cienfuegos, Trinidad e Santiago di Cuba. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11178" alt="1030-cruceros1-580x328" src="/files/2019/11/1030-cruceros1-580x328.jpg" width="580" height="328" />Con circa 600 turisti a bordo è arrivata mercoledì la nave da crociera tedesca MS Hamburgo al porto de L&#8217;Avana, segnando così il principio della stagione di crociere che arrivano a Cuba, provenienti dall&#8217;Europa.  </strong></p>
<p>In dichiarazioni dei funzionari dell&#8217;impresa Cubatur alla televisione nazionale, abbiamo saputo che i passeggeri visiteranno Cayo Largo del Sud, Maria la Gorda, a Pinar del Rio e le città di Cienfuegos, Trinidad e Santiago di Cuba.</p>
<p>Si aspetta un&#8217;altra nave di questo tipo proveniente dall&#8217;Inghilterra e con capacità per quasi 2000 passeggeri.</p>
<p>L&#8217;impresa MSC Cruceros, della Svizzera, è un&#8217;altra che ha confermato la volontà di preservare e fomentare le relazioni con la maggiore delle Antille, secondo recenti dichiarazioni del suo presidente esecutivo, Pierfrancesco Vago.</p>
<p>Tutto ciò riflette la posizione di alcune compagnie del settore di non rinunciare al destino Cuba, tra i preferiti dei loro clienti, e che ha dimostrato in breve tempo un gran successo, fino a che le misure degli Stati Uniti hanno proibito l&#8217;arrivo di crociere da questa nazione.</p>
<p>Le misure di giugno scorso hanno proibito la possibilità di realizzare viaggi educativi “popolo a popolo” così come i viaggi a Cuba di barche ed aeroplani privati e corporativi, crociere, velieri, barche da pesca ed altri aeroplani ed imbarcazioni simili, dal territorio statunitense.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<p>foto: ACN/Marcelino Vázquez</p>
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		<title>Luci della città italiana di Torino illumineranno Avenida Galiano a L&#8217;Avana</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Oct 2019 22:34:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[500 anniversario de L'Avana]]></category>
		<category><![CDATA[Avenida Galiano]]></category>
		<category><![CDATA[costellazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[L'Avana]]></category>
		<category><![CDATA[Luci D'Artista]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>

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		<description><![CDATA[Un regalo della città italiana di Torino alla capitale cubana, per il 500º anniversario della sua fondazione, sarà questa sera l'illuminazione artistica de l’Avenida Galiano, con 16 costellazioni in luminarie. La popolosa via del municipio di Centro Habana ha per nome ufficiale Avenida Italia, e la cerimonia avrà luogo alle nove di sera, ha detto alla stampa locale Luis Carlos Gongora, vicepresidente del Consiglio dell'Amministrazione Provinciale, informando il programma di attività per il mezzo millennio di questa Villa di San Cristobal. ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-11176" alt="luci Galliano" src="/files/2019/10/luci.jpg" width="580" height="460" />Un regalo della città italiana di Torino alla capitale cubana, per il 500º anniversario della sua fondazione, sarà questa sera l&#8217;illuminazione artistica de l’Avenida Galiano, con 16 costellazioni in luminarie.</strong></p>
<p>La popolosa via del municipio di Centro Habana ha per nome ufficiale Avenida Italia, e la cerimonia avrà luogo alle nove di sera, ha detto alla stampa locale Luis Carlos Gongora, vicepresidente del Consiglio dell&#8217;Amministrazione Provinciale, informando il programma di attività per il mezzo millennio di questa Villa di San Cristobal.</p>
<p>All&#8217;unisono, le luminarie a L&#8217;Avana saranno accese insieme alle luci dell&#8217;artista Roberto Cuoghi, che illumineranno la piazza San Carlo della città italiana di Torino, in tributo ai 500 anni della morte di Leonardo Da Vinci, ha detto Gongora.</p>
<p>Il montaggio in Galiano si è realizzato con la cooperazione dell&#8217;Agenzia per lo Scambio Culturale ed Economico con Cuba, (AICEC), italiana, e l&#8217;appoggio tecnico della Fondazione dei Musei di Torino e l&#8217;Unione Elettrica di Cuba.</p>
<p>Le menzionate costellazioni luminose all&#8217;aperto fanno parte di un progetto di esposizioni che si presentano a Torino da ottobre del 1998 e sono una cortesia della collezione di creazioni di “Luci d’Artista”, dello scenografo italiano Carmelo Giammello.</p>
<p>da Cubadebate</p>
<p>traduzione Ida Garberi</p>
<p>foto: facebook di Luis Carlos Gongora Dominguez</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Presidente cubano scambia con imprenditori di settori chiave in Russia</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Oct 2019 17:31:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cubadebate</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Cuba]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Miguel Diaz-Canel]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[visita ufficiale]]></category>

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		<description><![CDATA[Miguel Diaz-Canel, il capo di Stato dell'isola caraibica, ha sostenuto un incontro con imprenditori russi, dove ha ascoltato lo stato di avanzamento dei progetti congiunti, compreso quelli della sfera metallurgica, della costruzione di macchinari, dell'energia, del trasporto e della sfera bancaria.  ]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_11173" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11173" alt="foto: Prensa Latina" src="/files/2019/10/joa-dcanel-rusia.jpg" width="580" height="386" /><p class="wp-caption-text">foto: Prensa Latina</p></div>
<p><strong>Miguel Diaz-Canel, il capo di Stato dell&#8217;isola caraibica, ha sostenuto un incontro con imprenditori russi, dove ha ascoltato lo stato di avanzamento dei progetti congiunti, compreso quelli della sfera metallurgica, della costruzione di macchinari, dell&#8217;energia, del trasporto e della sfera bancaria.  </strong></p>
<p>Nella riunione, il mandatario cubano ha sottolineato le difficoltà che attraversa il suo paese a partire dal rinforzo del bloqueo degli Stati Uniti, ma ha riaffermato la volontà di non fare concessioni e di continuare con i programmi di sviluppo della nazione caraibica.</p>
<p>All&#8217;incontro erano presenti dirigenti di imprese energetiche come InterRAO, Sinara (locomotive), GAZ (automotrice), Transneft e Zarubezhneft (petrolio), banche e l&#8217;Impresa di Ferrovie della Russia (RZHD), tra le altre.</p>
<p>Gli imprenditori russi hanno fatto riferimento alla possibilità di montare assemblatrici a Cuba, ed il capo di stato cubano ha chiesto loro di partecipare anche con più investimenti nei programmi di sviluppo dell&#8217;isola.</p>
<p>Il mandatario cubano ha indicato che Biocubafarma lavora nelle regioni russe a partire dalle potenzialità che ci sono, per identificare nuove nicchie di mercato dove possono concretarsi esportazioni di beni e servizi.</p>
<p>Inoltre, i ministri dei settori più coinvolti nelle sfere di cooperazione mutua erano presenti nella colazione di lavoro con gli imprenditori.</p>
<p>Per la parte cubana, ha assistito il ministro cubano degli Affari Esteri, Bruno Rodriguez, il titolare delle Comunicazioni, Jorge Luis Perdomo, dell’Agricoltura, Gustavo Rodriguez, dell’Industria, Alfredo Lopez, e dei Trasporti, Eduardo Rodriguez.</p>
<p>Inoltre, alle conversazioni ha assistito il ministro cubano di Commercio Estero ed Investimento Straniero, Rodrigo Malmierca.</p>
<p>da Prensa Latina</p>
<p>traduzione di Ida Garberi</p>
<div id="attachment_11174" style="width: 580px" class="wp-caption alignleft"><img class="size-full wp-image-11174" alt="foto: Demetrio Villaurrutia/ Facebook" src="/files/2019/10/DiazCanel.jpeg" width="580" height="435" /><p class="wp-caption-text">foto: Demetrio Villaurrutia/ Facebook</p></div>
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